Archivio per giugno, 2009

lettera-scrittaLa lettera di presentazione serve appunto per presentarsi in modo sintetico (è preferibile non superare la mezza pagina di lunghezza) e quanto più possibile personalizzato ossia in modo da distiguerci dagli altri e da rivolgerci specificamente a quella posizione e a quella azienda!

Spesso le lettere sono standardizzate,  piatte, formali e “auliche”.

Bisogna invece utilizzare sempre uno stile professionale, chiaro e scorrevole, che comunichi la nostra competenza e motivazione.

Per semplificare è possibile distinguere:

  • la lettera di accompagnamento “generale”, che viene spedita come testo della mail o della lettera che accompagna il CV per spiegare in poche righe chi siamo e a cosa siamo interessanti,
  • la lettera di motivazione vera e propria inviata all’azienda per candidarci sponteamente o in risposta ad un annuncio specifico! In questo caso saremo più dettagliati nella descrizione del nostro percorso e soprattutto mostreremo il nostro interesse per svolgere quella data attività in quella specifica azienda.

Questa lettera può fare davvero la differenza per far risaltare la nostra candidatura, specialmente quando si tratta di piccole e medie aziende dove il processo di selezione è meno standardizzato e più flessibile.

colloquio5Dopo tutti i tentativi caduti a vuoto è normale provare delusione e frustazione!

Adesso però la prima cosa da fare è assumere un atteggiamento positivo!

Questo significa guardare la tua situazione e quella del mondo del lavoro con realismo e dire a te stesso: “Bene, cosa posso fare di più e di diverso d’ora in avanti?“.

Seconda cosa: riscrivi e migliora il tuo CV (se hai bisogno di una consulenza puoi contattarmi).
Puoi omettere il tuo voto (che poi dirai se richiesto in sede di colloquio) e puntare sulle esperienze extracurriculari che hai fatto. L’età elevata non dovrebbe costituire un problema se hai svolto già delle esperienze lavorative (ad es. il praticantato).

Considerando che in banca probabilmente tra un laureato in economia e uno in giurisprudenza preferiscono il primo, comunque non devi mai demordere!

Apriti più canali possibili, rispondi agli annunci più vicini al tuo profilo, rivolgiti alle Agenzie per il lavoro e, perchè no? consegna anche il tuo CV presso le filiali di banca di tuo interesse!

Datti una scadenza (6 mesi..massimo 1 anno) in modo che se non avrai trovato opportunità in Italia…valuterai la possibilità di andare all’estero!
Mentre cerchi, non perdere tempo ma investilo nella tua formazione: ad es. puoi pensare ad approfondire la conoscenza di una lingua (in particolare l’inglese)

La determinazione e l’impegno ti porteranno al tuo obiettivo!

graficoPeriodicamente i media ci trasmettono i dati sulla produttvità e l’occupazione italiana, che non fanno che confermare preoccupazioni per questa fase critica del mercato e dell’economia italiana ed internazionale. (cfr Il sole24ore e ISTAT )

In Italia l’indice di produttività è crollato di un terzo. Per il 2009 si stima una perdita del 4,2 % del PIL e per il 2010 dello 0,7 %.

Le perdite sono più consistenti soprattutto per le grandi aziende. Secondo un’indagine di Mediobanca, infatti, le multinazionali mondiali hanno registrato un crollo degli utili del 75% nel primo trimestre del 2009.

Di contro le banche continuano a favorire le grandi aziende, concedendo finanziamenti a queste piuttosto che alle PMI.

In Europa, secondo i dati EUROSTAT, gli ordini industrali UE sono calati ben del 35 % rispetto ad aprile 2008

Un segnale positivo è quello dell’indice di fiducia delle imprese, Isae, salito a 69,3 da 68,8 dello scorso mese. Si tratta della terza risalita dopo sette mesi di cali consecutivi. La crescita, si legge in una nota, «é dovuta ad un lieve miglioramento dei giudizi sullo stato attuale della domanda e sulle attese della produzione».

La disoccupazione, che nel 2006 era alquanto ridotta (al 7 %), per il 2010 è stimata al 12 %!  L’utopia della piena occupazione, dopo le speranze scaturite dai primi anni di applicazione della Legge Biagi e dei nuovi contratti “flessibili”, sembra di nuovo allontanarsi…

Che osservazioni è possibile fare su questi dati?

La crisi dei mercati finanziari ed economici globali ha inevitabili forti ripercussioni anche nel mercato del lavoro.

Le PMI italiane, nonostante le difficoltà, stanno reagendo alla crisi e mostrano buone capacità reattive, grazie alla cultura imprenditoriale ed alla loro struttura flessibile.

E’ su di loro che bisogna puntare, convogliando risorse non solo finanziarie ma anche umane!

Quanti giovani talenti inviano il loro CV alle grandi aziende e dalle multinazionali invece che proporre le loro competenze ed i loro progetti innovativi alle imprese di minori dimensioni?

Perchè le PMI a loro volta non aprono le loro porte alla ricerca, allo sviluppo e all’innovazione?

E’ ora di un cambiamento di mentalità e di cultura!

Stai usando dei buoni canali (in particolare quello delle agenzie per il lavoro…ma sei sicura che siano “tutti quelli possibili?”scrivere_curriculum_vitae

Ti consiglio di potenziare l’uso di internet utilizzando ad esempio motori di ricerca che cercano annunci su molti siti come jobcrawler.it e jobrapido.it: sono utili e comodi!
In aggiunta puoi provare una nuova strategia: andarti a proporre tu stesso direttamente agli uffici/negozi che ti interessano!

Inoltre, hai pensato di lavorare sul tuo CV? Probabilmente ci sarà bisogno di focalizzarlo maggiormente sulla posizione che ti interessa, eliminando quei lavori o corsi di formazione che rischiano di “distorcere” il tuo profilo verso altre direzioni.

Altra possibilità di miglioramento del tuo CV consiste nello strutturarlo secondo il modello “funzionale”, ossia accorpando le diverse e variegate esperienze che hai fatto per categorie. In questo modo darai un’idea chiara della tua versaltilità e delle varie figure professionali che hai ricoperto!

gattoleonePermettimi di farti anch’io “pressione” che spero sarà anche l’ultima che accetterai..

Ora scegli la professione che vuoi fare (seguendo la tua passione)
scegli dove farla (anche all’estero se vuoi)
Parti subito e vai a prendertela!
Anche se sarà difficile, anche se all’inizio ti dovrai “accontentare” di altri lavoretti per mantenerti..
non perdere mai di vista la tua stella e troverai il tuo obiettivo…
Prendi nelle tue mani la tua vita e nessuno allora te la potrà prendere, nè la famiglia, nè l’ambiente, nè la crisi economica….
perchè sarai tu in ogni momento a decidere cosa fare in ogni situazione.

Parti e non voltarti indietro!Ogni difficoltà non sarà una sconfitta ma un ostacolo da superare con le tue forze! La vita è una e va vissuta fino in fondo…e concludo…

“Meglio vivere un giorno da leoni che cento da pecora”….e dentro di te, ci scommetto, c’è un leone che vuole uscire fuori dalla gabbia! se ci crederai e cercherai, troverai ciò che ti serve!

alessandra-avatar5Sveglia alle 7 di mattina per il consueto invio di Curricula!
Ho pianificato con cura i canali ed i contatti ai quali inviarli: Camere di Commercio, Enti che si occupano di internazionalizzazione, fornitori con i quali ho collaborato in passato, siti internet dove vengono riportate le offerte di lavoro….
Oltre all’invio di Curricula passo anche il mio tempo a fare ricerche sul mondo arabo, cosa che avevo smesso di fare da tempo….mi tengo aggiornata sul mercato, leggo e scrivo le mie riflessioni….
Perchè quado l’occasione arriverà…voglio essere pronta!

Mi stanno aiutando molto gli amici più cari, non solo con il loro supporto morale, ma anche con i loro consigli ed il loro aiuto concreto, ad esempio cercando per me nomi di aziende e società!

In più nei prossimi giorni inizierò il “pellegrinaggio” presso le agenzie per il lavoro!

Infatti, mentre inseguo il mio sogno…ho bisogno anche di un lavoro anche estivo per mantenermi!

L’insoddisfazione che provi ti sta dicendo che non stai seguendo la tua strada, che hai dimenticato quelle che sono le tue più profonde aspirazioni…

sogno-magritteE’ il momento giusto per fermarsi a riflettere per capire cosa vuoi davvero!

Ora prova a fare questo piacevole esercizio:

Immagina il tuo futuro nei particolari, desideralo fortemente!
Ecco, quella è la vita che sogni, sai che ne vale la pena…che non ha senso accontentarsi di quello che si ha, che vale la pena lottare per ottenerla!

Ora, immagina di essere già nel futuro, di aver superato le difficoltà e gli ostacoli incontrati nella strada verso la tua realizzazione, e parla con te stesso nel presente: Cosa gli consigli di fare? che atteggiamento deve avere? qual è il primo passo da fare?
Qual è stato il prezzo più alto da pagare? che conseguenze ha avuto la tua scelta nella tua vita e per le persone che ti stanno accanto?

Ora ritorna nel presente, conservando tutto ciò che hai appreso, consapevole del tuo obiettivo finale e delle sue conseguenze…E’ questo ciò che vuoi, veramente? Sì!!!

Allora sei pronto a delineare, passo dopo passo, le azioni che ti ci porteranno e infine….inizia!!!

Ricorda: “Un viaggio di mille miglia inizia sempre dal primo passo!”

È lo slogan di LinkedIn, il più grande social network professionale al mondo, ma anche la filosofia di questa nuova modalità di interazione, che consente di ampliare le opportunità di carriera costruendo o consolidando le proprie relazioni professionali.
Internet del resto è uno strumento sempre più utilizzato per trovare lavoro, ma davvero efficace solo se sfruttato nel modo corretto, conoscendone potenzialità e rischi.

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Il boom dei social network finalizzati allo svago o all’amicizia (Facebook su tutti) ha avvicinato a questo mondo anche i “profani” della Rete, portando a una rapida crescita di utenti anche i portali a scopo professionale.
Tra i più diffusi ci sono, come detto, LinkedIn, oltre 30 milioni di utenti nel mondo, in crescita a 100mila nuo-vi iscritti a settimana, e Xing, 6 milioni di utenti, in espansione con la recente acquisizione di Neurona ed eConozco.
Ma anche Viadeo, 3 milioni di utenti, per ora l’unico con una sede italiana, e Plaxo, 20 milioni di utenti, evoluzione di uno strumento per la gestione della rubrica.

Iscrivendosi si può creare un profilo in cui descrivere curriculum, interessi e obiettivi di carriera e poi partire alla creazione del proprio network professionale, cercando altri iscritti con cui stabilire una connessione, tra i colleghi, i compagni di studi, i contatti della rubrica e-mail o impostando opzioni di ricerca avanzate.
Innanzitutto, ci si può «far conoscere», entrando a far parte di gruppi, partecipando a discussioni e (in certi portali) ottenendo «referenze» da altri iscritti. Ma si possono anche contattare direttamente persone che già lavorano in aziende per arrivare ai responsabili delle risorse umane, o ricercare annunci di lavoro pubblicati a pagamento dalle imprese, soprattutto grandi multinazionali o aziende del settore Ict.

Sono già cambiate alcune modalità di recruiting, con i social network diventati terreno di caccia per gli head hunters.  Gli uffici di Risorse Umane, invece, continuano a prediligere canali tradizionali.

Il profilo deve essere visibile tra milioni di utenti e frequentemente aggiornato, va curata la propria « reputazione virtuale» eliminando contenuti che possano fornire un’immagine sbagliata e poi partecipando a discussioni solo se in grado di apportare un contributo ed iscrivendosi a gruppi solo se se ne condividono esperienze e interessi.

tratto dal Sito del Sole24Ore – Economia&Lavoro

Chi si accontenta gode….

Chi lascia la strada vecchia per quella nuova…

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Questi vecchi adagi hanno una loro intrinseca saggezza, che sarebbe sbagliato non considerare…ma sono radicati fondamentalmente sul principio della prudenza e della sicurezza…..

Ma siamo proprio sicuri che abbino ragione? Siamo sicuri che il principio della sicurezza sia davvero..il più sicuro?

Ascoltiamo anche un altro motto che ci ricorda: chi non risica non rosica!!!

Tentar non nuoce per chi crede che non esistono fallimenti ma solo risultati da cui acquisire feedback ed apprendimenti!

Bisogna tentare, provare, agire: Non c’è altro modo per avere dei risultati…se non il FARE!

Infine ricorda: “Il futuro appartiene a coloro che credono alla bellezza dei propri sogni!”

alessandra-avatar4Coach: Chi è Alessandra?
Alessandra: E’ una donna che sta maturando giorno per giorno……che ha ritrovato la grinta e la forza per vivere la vita perchè ha finalmente le idee chiare su quello che vuole essere…una donna indipendente!

Coach: Cosa vuoi fare da grande?
Alessandra: Lavorativamente parlando non posso racchiudermi in una definizione so che:
Voglio continuare ad occuparmi del mondo arabo in termini di business e di ricerche, oltre che ricominciare a studiare l’arabo.
Cercare un progetto, non importa al momento quale progetto, so che sento un brivido ogni volta che sento un’idea ….il cervello comincia a pensare al futuro, a come organizzare l’idea come portarla a buon fine….
Inoltre so che non vorrò fare la dipendente a vita….che costruirò una mia attività…spero offrendo un servizio di consulenza…

Chiudo gli occhi e mi vedo indipendente al 100%, capace di pagare l’affitto di una casa condivisa, le salatissime bollette, il parrucchiere, i viaggi, i libri e le uscite con le amiche!
Chiudo gli occhi e mi vedo ad un tavolo a stringere la mano all’ennesimo imprenditore che ho aiutato a crescere all’estero, dopo mesi di duro lavoro, alla fine di un progetto sentito vissuto e pensato giorno per giorno appositamente per la sua azienda.
Chiudo gli occhi e mi vedo una professionista esperta di paesi arabi capace di fare finalmente internazionalizzazione.

Lo stage è a tuttoggi una tappa pressochè obbligata nel passaggio dall’università al mondo del lavoro.

Ogni anno nel nostro Paese vengono attivati 300mila stage, ma solo una percentuale relativamente bassa di questi si trasforma in una reale opportunità di lavoro.

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Foto Ghibellina – Fonte: http://ghibellina.wordpress.com

La gavetta c’è sempre stata: dai tempi degli artigiani medioevali i giovani andavano a scuola dai maestri per imparare un mestiere. In cambio della loro fatica, del loro impegno, del loro lavoro gratuito, ricevevano in dote conoscenze, competenze, e una professione per il futuro.

Farsi le ossa, mettere in pratica ciò che si è studiato, conoscere la realtà del mondo lavorativo così lontano da quello dei libri di studio: tutto questo è necessario ed indispensabile!

Il problema attuale è non solo la mancanza di garanzie di sbocchi lavorativi, ma anche di spendibilità dell’esperienza fatta.

Altra questione calda è quella della durata: l’esito primario di un tirocinio deve essere un’occupazione, non un altro stage!La situazione attuale è quella di giovani laureati di belle speranze che passano da uno stage all’altro, senza effettivi progressi!

Cosa fare dunque davanti alla prospettiva di uno stage?

Ecco i 4 punti chiave:

1) Tutti i lavori iniziano dalla gavetta! Bisogna essere disposti a farsi le ossa, a fare attività lavorative anche poco stimolanti!

Questo vuol dire accettare di farsi sfruttare?

Affatto! Significa avere ben chiaro in mente il proprio obiettivo, essere consapevoli di stare percorrendo solo una delle prime tappe, guardare sempre avanti!
E’ fondamentale inserire ogni esperienza fatta, ogni contesto osservato, ogni collega con cui si ha collaborato, nel proprio bagaglio personale e professionale!

2) Bisogna scegliere il proprio stage in linea con il proprio obiettivo professionale chiedendosi: “Questa esperienza arricchisce il mio curriculum e mi avvicina alla meta (al lavoro e all’azienda che mi interessano) oppure no?”

3) Bisogna sempre essere attivi e cercare nuove opportunità di lavoro!

4) E infine… bisogna stabilire una scadenza…una durata massima del  periodo di stages! Non rimanere bloccato nel tunnel: a volte questo significherà anche rifiutare un altro stage se non implica una crescita!
Insomma, crea il tuo progetto e credici fino in fondo: solo tu potrai realizzarlo!

Finalmente, oserei dire, stiamo assistendo ad un’inversione di tendenza nel panorama delle scuole superiori italiane!
Si sta affievolendo l’equazione: LICEO=UNIVERSITA’=LAVORO
a favore di una concezione più pratica e concreta del rapporto tra scuola, studenti e mondo del lavoro!
Finalmente forse ci stiamo avviando verso una parità di valore tra la formazione liceale e quella tecnico-professionale, nella consapevolezza della loro differenza!
Ciascun tipo di scuola va valorizzata per le conoscenze che trasmette e le competenze che contribuisce a sviluppare!
Al centro va sempre messo lo studente, con le sue inclinazioni ed aspettative, perchè la scuola sia uno strumento per lo sviluppo del suo percorso personale e professionale!

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Ecco l’interessante articolo tratto da BLOGLAVORO.COM

Sembra aleggiare nell’aria un’inversione di tendenza nel modo di pensare delle famiglie italiane, rispetto alle scuole e al futuro dei figli.
Forse tanti anni di precariato per i laureati, le continue problematiche legate agli stage e ai lavori sottopagati proprio nelle fasce alte dell’istruzione, portano molti a riconsiderare le carriere di artigiani e operai specializzati.
La scelta delle scuole si sposta verso gli istituti tecnici e per quelli che vogliono entrambe, al liceo tecnologico, vittima però dei recenti tagli del Ministro Gelmini.

E’ questo il quadro che si evince dai dati delle iscrizioni alle scuole superiori per il 2009/2010. Il calo dei licei (da 41,7 a 41,3 ogni 100 iscritti al superiore) inizia a far preoccupare i dirigenti di queste scuole: rappresenta un segnale ormai nitido. I licei, in generale, perdono il 2% degli iscritti, a favore degli istituti tecnici.

La scelta è più netta al Nord, dove il divario tra itis e licei appare molto netto, con una perdita evidente di questi ultimi. Conseguenza della carenza di posti di lavoro per laureati e ricerche incessanti di operai specializzati, con stipendi che spesso superano quelli dei neolaureati (e nemmeno tanto ‘neo’ a volte!) ?

Sicuramente maturare un progetto lavorativo che non sia ingabbiato nel cliché liceo-università come meta più alta, premia maggiormente sul lungo periodo piuttosto che l’entrata quasi certa nelle file dei disoccupati laureati, degli stagisti ad interim e dei precari in genere. Certo, se poi papà ha lo studio da avvocato, il discorso cambia. Ma questi, in Italia, sono discorsi vecchissimi e forse è ora di guardare a quale sia concretamente la situazione lavorativa in questo paese.

orientamentoE’ importante avere sempre un punto di partenza...anche se ci si muove su un terreno sconosciuto!
La prima cosa da fare è cercare di conoscerlo il più possibile!

Raccogli informazioni da internet, dai giornali specializzati e soprattutto da chi lavora!!!

Contatta chi ha esperienza, nei vari campi..dalla banca all’azienda piccola, dalla multinazionale alla società di consulenza!

Parla, fai domande, cerca di capire nel concreto di cosa tratta il lavoro che queste persona fanno!
Immagina te stesso al loro posto!  Ti piace? Ti senti a tuo agio, realizzato?

Poi scegli l’ambito che ti sembra più affine ed inizia a fare!
Solo l’esperienza diretta ti darà tutte le risposte che cerchi!
Solo provando e mettendoti in gioco imparerai e potrai correggere il tiro!
Solo così ti avvicinerai sempre di più al lavoro che fa per te!

To stage or not to stage?

Coach Lavoro giugno - 17 - 2009SCRIVI UN COMMENTO

Parliamo di stage, o tirocini formativi, che dir si voglia, prendendo spunto dagli articoli del famoso blog, ora diventato sito, della Repubblica degli Stagisti, e dal post di Marco Patruno su Generazione P.

“Regolamentati” (le virgolette sono d’obbligo) dalle legge 196/97, i tirocini formativi, alias stage, rapprensentano ormai la porta d’ingresso nel precario mondo del lavoro…
Da regolamento appunto lo stage dovrebbe avere una valenza formativa per il tirocinante, per cui si prepara l’apposito progetto formativo, ed una valenza selettiva per l’azienda che attraverso lo stage può conoscere giovani talenti e testarli ai fini di una eventuale assunzione.

Nella realtà cosa succede?
Dipende dai casi, o meglio dipende dalle aziende:
a) in alcuni casi il tirocinio è davvero professionalizzante perchè consente al giovane appena uscito dall’università di fare esperienza in azienda e di arricchire il suo CV,
b) in rari casi lo stagista viene anche effettivamente assunto dall’azienda,
c) in altri purtroppo lo stage si rivela pressochè inutile, se la persona viene messa solo a fare attività operative, come le classiche fotocopie, o addirittura dannoso, se invece lo stagista viene sfruttato, svolgendo in pratica le stesse attività di un dipendente ma senza la corrispettiva retribuzione…

Quale risposta dare dunque alla domanda: “To stage or not to stage?”
Questa: bisogna scegliere con cura lo stage!
Il che significa: verificare la serietà dell’azienda, fare molte domande sulla natura delle attività, accettare solo stage con un rimborso spese ragionevole…a meno che non ti venga proposta un’occasione tale da non poterla rifiutare (es si tratta dell’unica azienda che si occupa di un certo tipo di business..oppure ci sono reali prospettive di assunzione ecc…).

Sul sito La Repubblica degli Stagisti puoi consultare: “La carta dei diritti dello stagista” e l’elenco delle aziende che vi hanno aderito, meritandosi così il bollino di OK stage!

bollino

Anche se l’azienda che ti ha proposto lo stage non fosse  presente nella lista bianca…fai attenzione che almeno non sia in quella nera!

Inoltre puoi utilizzare i principali punti della carta dei diritti come criterio della tua scelta:

  • Gli stagisti devono essere pochi, perché a ciascuno possa essere assicurata un’adeguata attenzione dal punto di vista formativo e, almeno nel caso di stage in strutture private, una concreta possibilità di assunzione al termine dello stage.
  • Gli stagisti devono percepire un rimborso spese adeguato (almeno 250 euro netti mensili per diplomati e studenti universitari; almeno 500 euro netti mensili per laureati)
  • La durata massima deve essere di sei mesi (salvo casi eccezionali in cui il rimborso spese e la possibilità di essere assunti al termine dello stage siano particolarmente alti).

alessandra-avatar3Novembre 2007 – Marzo 2008: 5 mesi vissuti all’estero in Siria per ricerche ma soprattutto per studiare la lingua araba che tanto amo.      Ritorno a casa, molte aspettative lavorative, ma nessuna proposta…              Mi reinvento con un bel Master all’Università di Genova che formerà Esperti per il Commercio Estero. Finalmente lo stage tanto ambito: una Compagnia siriana che ha acquistato una cartiera a Lucca, mi contatta perchè bisogna organizzare il cantiere…dalla A alla Z…dal contratto con le aziende fino alle spedizioni in siria della macchina (la cartiera).
8 mesi di duro lavoro, stress, riunioni oceaniche, organizzazione del lavoro degli operai, degli ingegneri (italiani e siriani) viaggi per l’acquisto di macchinari utili in futuro, litigate con i trasportatori….e poi finalmente l’ultimo pezzo che viene spedito….il primo step ha avuto successo: la cartiera è stata smontata ed inviata in Siria…ora tocca ad altri il rimontaggio …e la parte  organizzativa….

Maggio 2009: il contratto si avvicina pericolosamente alla chiusura…e l’unica proposta che mi viene fatta da parte di uno dei soci della Compagnia…è quella contratto a progetto per i mesi di giugno e luglio…tanto ad agosto la ditta è chiusa quindi il contratto non serve…poi a settembre una proposta di part time….lavorando full time….il ruolo…Segretaria….

La proposta non mi ha affatto convinta e così….il giorno dopo mi metto subito in moto!