La storia di Alessandra: “I sogni sono desideri!”

Posted by Coach Lavoro On giugno - 21 - 2009

alessandra-avatar4Coach: Chi è Alessandra?
Alessandra: E’ una donna che sta maturando giorno per giorno……che ha ritrovato la grinta e la forza per vivere la vita perchè ha finalmente le idee chiare su quello che vuole essere…una donna indipendente!

Coach: Cosa vuoi fare da grande?
Alessandra: Lavorativamente parlando non posso racchiudermi in una definizione so che:
Voglio continuare ad occuparmi del mondo arabo in termini di business e di ricerche, oltre che ricominciare a studiare l’arabo.
Cercare un progetto, non importa al momento quale progetto, so che sento un brivido ogni volta che sento un’idea ….il cervello comincia a pensare al futuro, a come organizzare l’idea come portarla a buon fine….
Inoltre so che non vorrò fare la dipendente a vita….che costruirò una mia attività…spero offrendo un servizio di consulenza…

Chiudo gli occhi e mi vedo indipendente al 100%, capace di pagare l’affitto di una casa condivisa, le salatissime bollette, il parrucchiere, i viaggi, i libri e le uscite con le amiche!
Chiudo gli occhi e mi vedo ad un tavolo a stringere la mano all’ennesimo imprenditore che ho aiutato a crescere all’estero, dopo mesi di duro lavoro, alla fine di un progetto sentito vissuto e pensato giorno per giorno appositamente per la sua azienda.
Chiudo gli occhi e mi vedo una professionista esperta di paesi arabi capace di fare finalmente internazionalizzazione.

3 Responses to “La storia di Alessandra: “I sogni sono desideri!””

  1. admin scrive:

    Bravissima Alessandra!
    Senza saperlo, hai fatto un esercizio efficacissimo per disegnare il tuo obiettivo futuro: Visualizzarlo, immaginarlo, vederlo nel dettaglio con gli occhi della tua mente, già realizzato!
    Avere in mente un obiettivo così chiaro e motivante non solo è il primo passo per raggiungerlo…ma è una molla che già ti lancia in avanti! Il tuo obiettivo adesso è più vicino!!!

  2. Matteo scrive:

    Non è la fede a mettere in evidenza la prospettiva vocazione …. ma è la vita a esigerla … il problema è che i genitori aiutano i figli a costruire il loro rapporto con la vita ma spesso rinunciano a occuparsi del futuro dei propri figli perchè impastati di passato e di presente e quando si accorgono
    che il domani incombe minacciosamente si limitano a quanto studipa domanda :
    che cosa vorresti fare da grande? e rinnegano accatastano la questione piu importante : chi vorresti essere da grande? insistono sul CHE COSA e non sul PERCHE e sul COME come se l’adultità potesse essere sintetizzata nella scelta professionale o in una esperienza affettiva magari provvisoria e reversibile; è l’accettazione del rischio più grande per un genitore : ammettere che i suoi figli potrebbero avere altri desideri, altri talenti, altra storia rispetto a quella del padre e una madre possono sognare per loro.
    Perchè se è vero che non saranno loro a scegliere la meta e il percorso comunque dovranno essere solidali con le scelte dei figli cosi a poco a poco individueranno come la risposta necessaria per dare senso alla loro esistenza.
    Ci sono 3 attenzioni che una famiglia deve curare :
    mettere in luce tutti i segnali di in-vocazione che i bimbi manifestano all’interno della trama della continuità
    sostenere la stagione della pre-vocazione … ragazzi che dissipano risorse intellettuali per insicurezza e pigrizia
    disponibilità a vivere la propia storia vocazionale come con-vocazione ….la vita vale quando viene condivisa

  3. Matteo scrive:

    la mia analisi era riferita … solo alla domanda cosa vuoi fare da grande …

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