Re-inventarsi un lavoro a 50 anni: la storia vera di Roberto

Posted by Coach Lavoro On maggio - 5 - 2010

lavoro over 40 over 50Ho chiesto a Roberto, un assiduo lettore di CoachLavoro, di raccontarmi la sua esperienza di vita, su come sia riuscito ad inventarsi un nuovo lavoro dopo la crisi che lo ha messo fuori dal mercato del lavoro a 50 anni. Ecco la sua storia:

“Non augurerei a nessuno di perdere il posto di lavoro intorno ai 50 anni! Sì,perché anch’io faccio parte della schiera di persone alle quali è capitato di trovarsi in questa situazione…

Nel 2006 sono tra gli esuberi della grande azienda tessile di Como, nella quale lavoravo da soli sei anni.

Si sa che gli ultimi arrivati,sono i primi ad andarsene,in caso di tagli.

Riesco,comunque, a lavorare subito in un’altra azienda con tre contratti a termine,via via rinnovati.

Finché, scaduto il terzo contratto,sono rientrato nelle liste di mobilità. Alla “tenera” età di 52 anni e dopo oltre trenta di lavoro nel settore tessile,mi ritrovo ancora con un futuro da riscrivere!

Nel frattempo,misi a disposizione molte domeniche, tra il 2007 e il 2008, per frequentare un corso di dizione e recitazione a Milano.

Perso il posto,alla fine di luglio 2008,con un grosso sforzo economico, realizzai un book fotografico che mi sarebbe poi servito per i numerosissimi casting e provini che ho sostenuto nelle varie agenzie per spot e fiction televisivi.

Sono riuscito a fare la controfigura nel recente film di Ezio Greggio ed Enzo Jacchetti, ho girato due spot pubblicitari, ho partecipato anche ad una diretta su rete4, come protagonista, per la trasmissione “Forum” e quest’anno ho realizzato delle foto pubblicitarie e nelle prossime settimane girerò un nuovo spot. Dal punto di vista economico, quel che ho guadagnato con questo lavoro, è servito solo a pagare qualche bolletta e ad ammortizzare la spesa per il book ! La situazione rimane comunque non facile ed io non smetto di cercare un lavoro stabile, ovviamente…

Ma la mia vita sarebbe stata diversa se non avessi cercato altre opportunità che, anche se poche, sono arrivate!

Perché se è vero che esistono i problemi, è altrettanto vero che esistono le soluzioni.

Se non sempre può andare tutto bene, non sempre può andare tutto male.

Grazie Roberto per la tua testimonia all’insegna dell'”ottimismo realista”, che poi rispecchia anche il nostro atteggimento qui su CoachLavoro!

Perchè anche un piccolo passo in avanti apre le porte a nuovi futuri possibili! In bocca al lupo!

79 Responses to “Re-inventarsi un lavoro a 50 anni: la storia vera di Roberto”

  1. stefano scrive:

    se è vero che esistono i problemi, è altrettanto vero che esistono le soluzioni intanto io pur non avendo mai problemi di nessun genere per lavorare anzi lavoravo anche 14 ore al se consideravo le 2 ore di viaggio adesso a 48 anni di lavoro come artigiano sono disoccupato da piu di 5 non riesco a trovare neanche un posto come coriere sono disperato e mi sento una me…nei confronti della mia famiglia distinti saluti stefano

  2. Antonio scrive:

    salve, sono alla ricerca di un lavoro da 2 anni, ho 43 anni, sposato con due figli. sò cosa si prova ad essere senza lavoro nei confronti dei figli, la moglie.
    Sto tutti i giorni davanti al pc, sono iscritto a diversi portali di lavoro.
    Ho avuto qualche riscontro , dopo : l’invio di 4/5 candidature al giorno ma il problema è l’età.
    Dopo aver dato la mia disponibilita anche a trasferimenti geografici sono in attesa ad un riscontro positivo,la storia di Roberto stamane mi ha dato la carica per poter ripartire alla grande,effettuare nuove ricerche anche che, il mio parere molte cose bisogna farle con caparbia.Persone come voi e Roberto meritano tanta attenzione.

    Cordialmente.
    Antonio.

  3. stefano scrive:

    complimenti a roberto che ce l’ha fatta, o almeno ci sta provando. io devo solo sperare che non succeda nulla, ho 48 anni, due figli, e lavoro nel IT, e questo momento non è dei migliori. se dovesse succedere qualcosa, on saprei come fare, sono anni che mi muovo cercando altre soluzioni invano.
    saluti, stefano

  4. Emanuela scrive:

    Salve. Se è difficile trovare lavoro a 50 anni da sani, figuratevi per una persona ammalata!!! Mio marito dopo quasi 30 anni di lavoro nel settore privato dove aveva anche un ruolo abbastanza importante (responsabile di filiale) ha “abbocato” all’offerta di diventare promotore finanziario. Beh, da 4 anni fa questo lavoro e da 4 anni ha una malattia dietro l’altra (infarto, malattia irreversibile al fegato, ecc.).
    Ovviamente ora sta cercando un lavoro a tempo indeterminato e, pensavo fosse abbastanza facile avendo l’esperienza sua, anche se si propone per qualsiasi lavoro (magazzinierie,commesso, autista,ecc.),ma m’illudevo!!!!.
    Io sono un’invalida al 100% precaria e ho una figlia che frequental’università, che spero abbia più fortuna di noi!!!
    E’ giusto essere ammalati e poveri???
    Saluti.
    Emanuela

  5. Piero scrive:

    salve, anch’io a 50anni mi trovo nella situazione di chi stà per perdere il lavoro per ristrutturazione aziendale per esubero di personale, la cosa avvilente è che questo è già successo nel 2004 anno in cui per la prima volta sono entrato in mobilità, adesso sinceramente mi viene da chiedere ma c’è l’hanno con noi? con quegli degli anni sessanta?
    Cosa abbiamo fatto di male? Fra l’altro mi domando ma visto che l’art. 4 della costituzione recita:”La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto” perchè nessuno pensa a noi? Fra l’altro gli uffici preposti (Centri per l’Impiego) non fanno assolutamente niente! Non organizzano corsi di aggiornamento,(almeno nella mia provincia)non creano i presupposti per l’icontro tra domanda e offerta,la mia impressione è quella che tali ufficio servono solamente a garantire il posto a chi ci lavora. Infine lo Stato e gli enti pubblici locali perchè visto che è un nostro diritto lavorare, non cercano di risolvere il problema magari creando delle opportunità? L’unica cosa che fanno è allungare il termine per andare in pensione vogliono farci lavorare fino a 70 anni, ma allora mi domando dobbiamo restare disoccupati per 20 anni?
    Un saluto da un quasi cinquantenne inc…..to.

  6. Maria scrive:

    complimenti a Roberto, peccato che in Sardegna non ci siano queste possibilita’,io ho 45 anni ,sono disoccupata da uno e, malgrado l’invio di tanti curriculum , l’unico lavoro che riesco a trovare e’ quello di operatrice telefonica con contratto a progetto,quindi nessuna retribuzione fissa e nessuna garanzia

  7. bruno scrive:

    ..ci sono anch’io ! 51 anni e da inizio 2010 a casa; mi sono messo a studiare il settore delle energie rinnovabili – lo considero prospettico per i prossimi anni – per ora sto studiando ma di Aziende interessate ad un ex direttore commerciale per ora neanche l’ombra.

  8. Daniele scrive:

    Salve,
    faccio i miei complimenti a Roberto per quello che e’ riuscito a fare, ma vorrei che consideraste, insieme a me, il fatto che, Roberto, e’ andato in mobilita’, quindi stipendiato, anche se non completamente, ha comunque lavoricchiato, ed ha anche avuto le possibilita’ economiche per fare cio’ che ha fatto: corsi domenicali di dizione e recitazione a Milano (Como-Milano non sono cosi’ vicini), ed e’ riuscito a auto-finanziarsi un book fotografico. Con i lavori svolti a seguire, e’ riuscito anche a rientrare della spesa del book.
    Insomma, tanto male non era messo comunque, a differenza di chi e’ senza lavoro, senza stipendio, con moglie e figli da mantenere.
    Direi che c’e’ una assurda differenza di paragone nel caso di Roberto con chi, dopo 8 mesi retribuiti al 60% di disoccupazione, non percepisce neanche piu’ quelli e tira alla sopravvivenza, tutti i giorni, sperando in un miracolo della divina provvidenza.
    Questa non vuole essere una critica a Roberto, ma al nostro governo e a chi per lui ci lavora e legalmente ci sottrae soldi da secoli con tasse e sotto-tasse dai nomi piu’ disparati. Credo che i nostri politici dovrebbero essere premiati solo per la fantasia che hanno per inventare nomi alle nuove tasse da imporci quasi mensilmente.
    E con questo ho finito il mio pseudo-sfogo.
    Auguro a tutti quanti buona giornata.
    Daniele.

  9. Eugenio scrive:

    Comprendo benissimo le forti preoccupazioni delle persone che hanno scritto, mie coetanee, e che denunciano di aver perso il lavoro, senza contare tutte le altre con lavori precari o peggio ancora in cassaintegrazione e in mobilità. Mi confrontavo giusto appunto questa mattina con un mio carissimo amico, il quale mi scriveva che per ricordare un periodo così nero bisogna risalire all’epoca post-guerra mondiale, con la differenza sostanziale che in quel momento storico le attese e le speranze per un futuro più radioso erano giustificate proprio perché l’intera società si stava ricostituendo dalle fondamenta e le possibilità erano pertanto innumerevoli. La crisi finanziaria prima ed ora quella economica/produttiva sta distruggendo le residue certezze rimaste nella nostra società e ritrovarsi a 45 anni, come il sottoscritto, senza un lavoro lascia un senso di vuoto pericoloso, sentendosi privati della propria dignità.
    Anch’io sono iscritto a numerosi motori di ricerca di lavoro, invio CV a iosa nella speranza che qualcosa si sblocchi, ma dopo un certo lasso di tempo ci si inizia a rendere conto di essere oramai “vecchi”, “superati” per le regole del mercato e,forse,l’unica soluzione può essere quella di cercare di riqualificarsi in un altro ambito professionale, attraverso dei percorsi di formazione mirata.
    Cordiali saluti
    Eugenio
    PS una risposta al sig.Roberto: non è sempre così scontato che coloro che hanno meno anzianità vengano esclusi dall’azienda a favore di quelli con più anzianità. La mia ex azienda ha preferito tenersi i lavoratori con meno esperienza (e quindi con un minor costo del lavoro..)a discapito di persone con maggiore anzianità e professionalità. E non penso sia un caso isolato.

  10. Nadia scrive:

    salve, sono alla ricerca di un lavoro da 4 mese, ho 52 anni. l’età e un grande problema per lavoro che faccio, sto cercando di cambiarelo e accetare qualquesi lavoro ma anche quoi simpre problema del’età.

  11. Domenico scrive:

    Dopo essere rimasto a casa a 49 anni causa fusione aziendale ed esubero di personale, mi sono reinventato come operatore di call center. Tramite varie agenzie sono andato avanti 3 anni con continui rinnovi senza essere mai assunto a tempo indeterminato. Ora la commessa è finita e sono rimasto a casa a 52 anni senza alcuna prospettiva con un mutuo che mi strozza. E’ facile dire ” reinventarsi “, la realtà è diversa, molto diversa. Bisognerebbe incentivare le aziende per l’ assunzione di ultra cinquantenni disoccupati, che sono veramente tanti, incentivarle seriamente ed invece……

    Cordiali saluti
    Domenico

  12. gianfranco 58 scrive:

    Non ci darranno più lavoro malgrado siamo ancora validi e in gamba, anzi hai spesso la sensazione che quando ti presenti personalmente all’ azienda ti snobbino e ti commiserano ,perciò meglio fare ricerca dal Pc sapendo che servirà a poco o niente. Meglio dedicarsi ad attività umanitarie che un pò ti ripagano dell’impegno che ci metti.
    Deluso da 18 mesi di innattività

  13. Maurizio scrive:

    Faccio molti auguri a Roberto: sono un suo coetaneo e mi trovo nella stessa situazione. Ma avendo la pancetta non posso aspirare a girare spot, se non nella parte del salumaio.
    A parte le battute, non mi sembra che questa sia un’esperienza significativa, piuttosto un colpo di fortuna che ha aiutato una persona coraggiosa.
    Ma non c’entra niente.

  14. Maurizio scrive:

    Buongiorno a tutti, ho 51 anni e dopo 31 anni di attività presso varie società, mi trovo attualmente in mobilità.
    Anch’io come Antonio passo parecchie ore al PC alla ricerca di una nuova opportunità, ma pur riscontrando alcune ricerche di personale con le mie carateristiche alle quali mi sono prontamente candidato, ad oggi non ho avuto alcun contatto, credo soprattutto per l’età, perchè ormai indipendentemente dall’esperienza si cercano candidati con un’età intorno ai 35 anni e che costano relativamente poco.
    E a noi 50enni perchè non viene data la possibilità di rientrare nel mondo del lavoro affiancandoci ai giovani per aiutarli a crescere professionalmente? Non chiediamo molto, solo di sentirci utili per noi stessi e la nostra famiglia e per la società.
    Penso comunque positivo e spero di ripartire presto in una nuova esperienza lavorativa, facciamoci coraggio tutti insieme in modo da dimostrare che ce la possiamo fare.
    Un augurio a tutti e cordiali saluti Maurizio

  15. sergio scrive:

    leggo con ammirazione quanto dice Roberto, ma lo vorrei portare nella realtà calabrese che già a 20 anni se non hai Santi non trovi nulla figurati a 54 quanti ne ho io con l’azienda prossima alla chiusura con famiglia e mutuo che mi arrovello il cervello come uscire ma se come dice lui c’è il problema qua rimanre il problema la soluzione e una chimera. Saluti Sergio

  16. LUCA TOMANIN scrive:

    CREDO CHE STIAMO ASSISTENDO AD UN CAMBIAMENTO DI TUTTA L’ ECONOMIA EUROPEA E MONDIALE,MA QUELLO CHE VOLEVO DIRE E’ CHE SONO VICINO ALMENO MORALMENTE A QUELLI DI 50 ANNI CON FAMIGLIA CHE PERDONO IL LAVORO E IN QUALCHE MODO RIESCONO A STARE A GALLA,IO NE HO 40 ORMAI E UN LAVORO FISSO DAL 2007 NON L’ HO ANCORA TROVATO NONOSTANTE ABBIA SPEDITO VARI CV VIA INTERNET MA DOVREI QUALIFICARMI O SPECIALIZZARMI IN QUALCHE COSA POICHE’ SONO UN OPERAIO PIU GENERICO CHE SPECIALIZZATO.
    CORDIALI SALUTI
    TOMANIN LUCIO

  17. valeria scrive:

    salve, anch’io ho quasi 50 anni, sono architetto, e fra poco porterò a termine gli ultimi incarichi del 2009 e poi…. boh… nulla all’orizzonte… il buon Bersani ha fatto la trovata di abolire le tariffe minime obbligatorie e così… lavori pubblici non ne prendi, se non sei invitato e fai come minimo il 70 percento di sconto sulla parcella! i privati non si muovono e soyttostimano il nostro lavoro, siamo diventati dei passacarte solo per risolvere la burocrazia.. una situazione deprimente. E la gente crede che i professionisti nuotino nei soldi, secondo me sono una minima percentuale.
    saluti valeria

  18. Rosalia scrive:

    Grande ingiustizia anche nei miei confronti : infermiera dal 1997 rimasta incinta nel 2009 con minaccia di parto prematuro prima del 6 mese di avidanza, mi trovo fuori dal punteggio per i corsi diaggiornamento del mio settore. Ora mio figlio ha 8 mesi e ho trovato un posto al nido privato, perchè al comunale c’è troppo affollamento. Peccato che con mutuo e affito e rata della macchina e asilo nido , nasce un piccolo problema. Non posso fare i corsi perchè per arrivare al punteggio richiesto servono molti soldi per partcipare ai corsi, e io come me li inventosti soldi vito che lavora solo mio marito con uno stipendio di 1100 abbiamo più uscite che entrate e la nostra creatura da far cescere bene, e dobbiamo mangiare anche noi !! MA credo che a questo punto saremo anche noi nei nuovi poveri !!

  19. giuseppe scrive:

    io ho 45 anni e cerco da lavorare da quasi 3 anni dopo che la granarolo per una ristrutturazione aziendale ha messo a casa uasi 1000 dipendenti.
    il mio problema è che oltre a non trovare da lavorare non ho diritto a nessuna indennità in quanto ero inquadrato come agente di commercio , quindi sono disoccupato a 0 euro .
    la mia vita oggi è una merda , vivo tutto il giono davanti ad un pc con la speranza di trovare un lavoro che comunque non salta fuori, in più oggi la moda è quella di dare le ricerche in mano ad agenzie che solitamente non si muovo dalla loro sede , quindi quelle rare volte che vengo invitato ad un colloquio mi devo spostare spendendo anche 150,00 euro .
    prego tutti i giorni il signore che mi aiuti e non vi nascondo che mi capita di fare anche brutti pensieri tipo suicidio o peggio rapine ecc. ecc.
    abito a bologna ed ho un esperinza commerciale che finno a qualche anno fà valeva oro , oggi sono solo inutile.
    se qualcuno mi pùò aiutare il mio cellulare è 3382049416.

  20. admin scrive:

    Cara Rosalia,grazie per aver condiviso con noi la tua situazione!sei stata chiaramente vittima di un’ingiustizia…ma questo non significa che essa avrà l’ultima parola!
    Inventarsi un lavoro nel tuo caso significherebbe ad es offrire servizi di assistenza a domicilio privatamente! sicuramente è un ottimo modo per avere un’entrata significativa mettendo a frutto le tue competenze! immagino che la richiesta di tali servizi sia molto alta!Tanti auguri a te e al piccolo!!!

  21. admin scrive:

    Caro Giuseppe io penso che la tua esperienza valga ancora oro!anche i commerciali subiscono la crisi, ma meno di altri settori!
    quali sono le competenze che hai maturato? quali sono le qualità che possono distinguerti da altro?!? sono queste le risorse “utili”!
    Ti segnalo dei portali specifici per venditori e agenti di commercio! in bocca al lupo!
    http://www.venditori.it/
    http://www.cercoagenti.it/
    http://www.quivenditori.com/
    http://www.agentidicommercio.it/

  22. Dino scrive:

    Ho 54 anni e da un po di mesi ho iniziato – ritagliandomi due ore al giorno – un’attività da fare con il Pc anche alla sera. Con impegno e costanza dà i suoi frutti e , in divenire, può dare molte soddisfazioni. Vi scrivo questo perché ho letto i vari commenti e a qualcuno di voi (come lo è stato per me) potrebbe interessare saperne di più su quello che io sto facendo e che qui sarebbe lungo descrivere. Lascio un indirizzo mail in modo che chi è interessato possa – senza alcun impegno – scrivermi e gli invierò delle pagine con dei link da consultare per capire meglio di cosa si tratta. MAIL: daremolto@gmail.com

  23. paolo gimigliano scrive:

    E bravo Roberto! Basta avere la voglia di rimettersi in gioco, basta avere la voglia di rimboccarsi le maniche, anchio ho perso il lavoro a 50 anni, l’Azienda è andata in amministrazione controllata. Non mi sono perso d’animo con 30 anni di esperienza sulla spalle mi sono licenziato ho aperto la partita iva e oggi, dopo tre anni di duro lavoro, sono un imprenditore di successo nel settore forniture alimentari. Certamente è dura ma basta non mollare e lavorare lavorare lavorare.

  24. silvana scrive:

    salve,ho 49 anni e già mi sentivo depressa perchè non riesco a trovare un lavoretto anche umile, ma leggendo i commenti di queste persone, mi devo ritenere fortunata, perchè almenno mio marito riesce, per il momento, a sostenerci per le necessità. Certo, non possiamo permetterci chissà cosa, ma non ci manca l’essenziale. Buona fortuna a tutti

  25. cosimo scrive:

    ho 51 anni il mio caso no che non c’e lavoro ma il mio e stato tolto dai comunitari a noi italiani non ci vogliono non so che fare datemi una mano.

  26. admin scrive:

    cosimo che tipo di lavoro stai cercando e come? sicuramente puoi cercare di mettere in luce ciò che tu solo sai fare e che ti può distinguere dagli altri. inoltre è importante costruire un rapporto di lavoro basato sulla fiducia.

  27. admin scrive:

    ciao silvana e grazie per il tuo commento!quello che non deve mai mancare, anche se non è facile, è la fiducia nelle nostre capacità e nella possibilità di trovare un lavoro dignitoso.sappiamo bene come l’età non aiuti, ma bisogna cercare finchè non si trova l’occasione giusta per noi! se vuoi avere una nostra consulenza gratuita puoi mandarci una mail a info@coachlavoro.com! a presto!

  28. Paolo scrive:

    Le Agenzie per il Lavoro, fanno la tratta dei lavoratori, e dopo i 40 anni non si è nemmeno presi in considerazione eccetto per pochissime posizioni di lavoro, ma basando il loro business sulla quantità di “lavoratori” trattati le Agenzie tendono a scartare date di nascita troppo in la nel tempo. Poi ognuno di noi è libero di illudersi, automotivarsi, sperare o altro, il problema è sempre il vivere quotidiano e se non hai le spalle coperte sono dolori.

  29. roberto botta scrive:

    con Roberto ho in comune non solo il nome, ma anche il disagio e l’età. Sono milanese ed ho lavorato dall’80 nella comunicazione aziendale e pubblicitaria, quasi sempre con ruoli di responsabilità. Con parecchie soddisfazioni e riconoscimenti. Un giorno, l’azienda in cui lavoravo, ha spostato gli uffici in Piemonte ed ho resistito (avanti e indietro) per un anno. Poi ho lasciato il posto sicuro e, per poter tornare a Milano, son entrato, come resp. strategia, proposta e produzione, in una agenzia di Promotion. Da quel momento è iniziato un calvario. L’agenzia ha chiuso con la “fuga” del capo con i soldi. In seguito ho vissuto altre due esperienze simili anch’esse finite per fallimenti societari e “imboscamento” degli utili da parte dei padroni delle agenzie (in Italia sanno di poterla fare franca!). Intanto ho aperto un mio piccolo studio di Immagine e comunicazione. Ma il mercato della comunicazione è sceso ai minimi storici perchè è una delle prime voci che le aziende tagliano in questi momenti, e lo stato mi sta pelando vivo! Così mi ritrovo a cercare tra gli annunci QUALCOSA per lavorare, unica mia richiesta è che sia un lavoro onesto. Mi servirebbe per pagare le rate della casa e poter sopravvivere.

  30. Ignazio scrive:

    Sono capitato per caso in questa pagina cercando come sempre qualche risorsa utile nella ricerca di un nuovo lavoro. Appartengo anche io alla generazione degli anni 60.Ho vissuto le varie crisi sulla mia pelle.Diplomato a 18 anni all’inizio troppo giovane senza esperienza e con il servizio militare da svolgere. Ma erano tempi in cui era possibile trovare il modo di sbarcare il lunario anche solo andando ai mercati generali a scaricare la frutta. Oggi troppa esperienza e costo elevato per essere appetibile per le aziende. Non credo che la ricerca di lavoro su internet possa essere la soluzione ma solo una possibilità. Bisogna reinventarsi e cercare nuove strade. Mi sento nelle stesse condizioni di molti che hanno scritto e condivido un atteggiamento di fatalismo che ci porta ad attendere una soluzione dall’alto dovuta per diritto di costituzione della Repubblica o per chissà che altro. Credo però che quello che bisogna fare è alzare la voce e farci sentire. Ad esempio creare un associazione che rivendichi i diritti negati e possa organizzare manifestazioni e quant’altro sia lecito per accendere l’attenzione su una quota di popolazione che non riesce più a sentirsi parte della comunità. Perchè il primo effetto che ha perdere il lavoro è quello di perdere il senso di utilità della persona che si traduce in perdita della dignità a cui tutti abbiamo diritto.

  31. admin scrive:

    Caro Ignazio,ti ringrazio per aver condiviso la tua storia sul mio sito! mi è piaciuta moltissimo questa tua affermazione: “Bisogna reinventarsi e cercare nuove strade”!è esattamente così: lo scenario è cambiato, siamo cambiati noi nel corso della vita e delle nostre esperienze! quindi o assumiamo un atteggiamento “fatalista” come lo definisci tu…temo con scarsi risultati…oppure alziamo la testa, guardiamo in faccia prima di tutto noi stessi, recuperiamo il senso del nostro valore e ci interroghiamo su come possiamo essere utili alla comunità!
    certamente il primo passo da fare è personale per acquisire consapevolezza. il secondo è pratico, bisogna mettersi in campo a cercare di trovare qualcosa o di costruirla se non la troviamo! e allora la nostra voce si leverà alta perchè saremo una speranza per coloro che hanno abbandonato le armi…
    Mariangela Tripaldi

  32. admin scrive:

    Ciao Roberto! grazie per aver condiviso anche tu la tua storia!!! purtroppo la vita spesso ci riserva delle sorprese…non sempre piacevoli…e non è assolutamente facile rialzarsi!!!
    Immagino che questo periodo possa essere davvero duro per un mercato immateriale come quello della comunicazione (e delle risorse umane come quello cui appartengo io!)
    eppure non bisogna scoraggiarsi, ma alzare la testa e chiedersi appunto: come posso reinventarmi? in che modo le mie competenze possono essere spendibili (e quindi ripagate anche economicamente?) che cosa di quello che so fare bene può essere utile? a quale nicchia di mercato? che altre competenze mi serve acquisire?!? penso ad esempio che il mondo della pubblicità e della comunicazione si sta spostando inesorabilemente su internet ed è qui che ci sarà più sviluppo e presumibilmente più richiesta!
    se ti va di confrontarci, puoi scrivermi per una consulenza gratuita! a presto! Mariangela Tripaldi

  33. admin scrive:

    Caro Paolo il fatto è che le agenzie selezionano in base a ciò che richiedono le aziende…e a volte il limite dell’età è tanto rigido quanto assurdo!
    Illudersi è assolutamente inutile per non dire dannoso…
    Motivarsi per andare avanti, trovare nuove strade da percorrere è invece l’unica cosa veramente saggia e realistica da fare!
    Quando si ha un’età elevata e tante esperienze alle spalle…bisogna utilizzare altri canali di ricerca! per prima cosa curare la propria rete di contatti (da ampliare se possibile!!!)
    e poi proporsi alle aziende con un’auto-candidatura! altra possibilità da percorrere è quello di avviare un’attività in proprio, prima in piccolo con il minimo di risorse…per poi farla crescere con determinazione!
    in bocca al lupo! Mariangela Tripaldi

  34. mario scrive:

    Ho 42 anni, ho sempre fatto il direttore di negozio.L’ultima azienda ha chiuso…e da un anno non riesco a trovare nulla.
    Il mio quesito è questo : ma come si fa a re-inventarsi ( bella parola! ) se non si è piu’ credibili, appetibili nell’ambito della professione che si è svolta per anni? A me sembra assurdo tutto cio’ : io posso impegnarmi a “re-inventarmi “una professione, ma ho come l’impressione che questo sia un circolo vizioso! Certo posso “reinventarmi ” ragioniere, oppure supplente di matematica , pero’ allora mi domando : chi a sua volta non riesce piu’ a fare il ragioniere, o l’insegnante…cosa dovrebbe fare…”reinventarsi” come direttore di negozio? Qual’è il futuro? Correre dietro ad una professione che non si è mai fatta per tirare a campare? Questo secondo me è un’enorme spreco di professionalita’ in ogni campo.Io cerco id essere flessibile verso le nuove opportunita’, ci mancherebbe, ma trovo estremamente umiliante che un percorso lavorativo di quasi 20 anni di punto in bianco non valga piu’ nulla!
    In bocca al lupo, e buona vita a tutti, ne abbiamo bisogno.
    mario

  35. admin scrive:

    Ciao Mario, grazie per averci scritto! Re-inventarsi per noi non significa fare la prima cosa che ci passa per la testa (magari perchè va di moda!) e che non ha nulla a che fare con noi!!!
    significa invece fare per prima cosa un percorso di analisi di noi stessi e della nostra esperienza professionale, ricavarne le competenze, le conoscenze e gli interessi che abbiamo maturato nel tempo e di cui magari non siamo neanche consapevoli, e solo dopo chiedersi come possono essere impiegate in una nuova attività che non deve essere per forza l’opposto di quello che abbiamo fatto!Anzi!possiamo riuscire bene solo dove abbiamo passione e competenza!
    chiaramente non dobbiamo guardare solo noi stessi ma guardarsi letteralmente intorno alla ricerca di quelle che sono le opportunità più o meno nascoste del mercato: quali esigenze non sono soddisfatte per niente o solo in parte a cui noi invece potremmo dare risposta?
    come potremmo capitalizzare, ossia far fruttare le risorse che già abbiamo? solo dopo ci chiediamo che cosa può servirci da acquisire in termini di nuove conoscenze!
    il tuo percorso quindi non va affatto buttato ma valorizzato e ri-applicato in un nuovo contesto che può essere tanto simile quanto diverso da quello attuale!
    Se vuoi ne possiamo parlare personalmente! contattami pure tramite mail per un colloquio (gratuito!). A presto! Mariangela Tripaldi

  36. Paolo Gimigliano scrive:

    Gentilissima Sig.ra Tripaldi, apprezzo molto la sua sicurezza, il suo ottimismo, la sua forza caratteriale così come si può evincere dai commenti e dalle risposte fin qui lette. Mi permetta però di “leggere” in tutto ciò un atteggiamento quasi pubblicitario, propagandistico che non tiene conto della realtà effettiva con cui ogni persona deve confrontarsi quotidianamente nella società e nel mondo del lavoro in particolare. Ricevo periodicamente mail pubblicitarie di corsi di tecniche di vendita e uno degli ultimi dal titolo “COME VENDERE SABBIA NEL DESERTO” al modico costo di euro 2.487 fino a 5 partecipanti, corso da tenersi presso la sede del cliente, contiene tutte quelle esortazioni e pratici argomenti che con affinità Lei dispensa gratuitamente nelle sue risposte. Le persone che perdono il lavoro a 50 anni, oppure in altra fascia anagrafica, ma soprattutto a questa età devono confrontarsi con una molteplicità di problemi che la sola determinazione, capacita di re-inventarsi, voglia di ri-mettersi in gioco o semplicemente rimboccarsi le maniche non è sufficiente. Inoltre, con riferimento alla Sua risposta dell’1 febbraio 2011, le auto-candidature che senza dubbio sono un mezzo di contatto, difficilmente sono tirate fuori dal cassetto di una scrivania trascorsi quindici giorni e quindi a meno di capitare al momento giusto nel posto giusto le auto-candidature servono poco. Per quanto concerne il lavoro autonomo è certamente una strada, dove possibile, da intraprendere però quando leggo i dati delle Camere di Commercio riguardo al numero partite iva aperte e partite iva chiuse mi rendo conto che le difficoltà sono notevoli. Resta comunque valido il suo invito a “non mollare” ma la realtà quotidiana è ben altra cosa che la vendita di sabbia nel deserto.
    Cordiali saluti
    Paolo Gimigliano

  37. Fabio scrive:

    48 anni e nelle condizioni di ogni altro letto con attenzione nel blog, l’avventura di Roberto non aiuta certo a “risolvere” o dare prospettive a tutti gli altri.
    Roberto sta alle “veline” come noi stiamo a tutte le altre ragazze che hanno fatto il concorso per diventare una velina.
    Una normativa sul lavoro che “imponga” l’assunzione di un over 45/50 ogni tot dipendenti
    alla stessa stregua di quanto dispone la L. 68 mi pare per i meno abili come vengono definiti all’interno della norma? … non siamo forse meno assumibili?

  38. giorgio scrive:

    ho 47 anni e il mio caso è decisamente disperato.
    lavoravo come falegname.
    ho perso il lavoro nel dicembre 2008.
    e da allora ho cominciato a sprofondare in un profondo baratro.
    ho perso la casa ed ulimamente anche la mia auto.
    sopravvivo con dei piccoli lavoretti.
    non riesco più a far fronte neanche alle spese di affitto.
    se non avessi un bambino piccolo l’avrei fatta finita con questa vita schifosa.

  39. laura scrive:

    Concordo con il Sig.Paolo Gimigliano. Alla nostra età è pressochè impossibile re-inventarsi
    perchè comunque nessuno è interessato agli ultracinquantenni.
    Occorrerebbe unirsi e farci sentire:individualmente non si ottiene nulla

  40. Maurizio scrive:

    Ed eccomi ad allungare le file dei disoccupati o perlomeno sottooccupati.
    dopo 32 anni com elibero professionista uno studio organizzato e dipendenti fidelizzati, mi son trovato causa disimpegno di un grosso cliente ad elemosinare lavoro presso altri colleghi per cercare di tirare avanti. Mi son trovato a disfare l’ufficio con una sorta di rammarico e dolore interiore, licenziare i dipendenti e congedare i collaboratori e…alla fin fine diventare io stesso collaboratore di altri colleghi.
    Dalle stelle alle stalle in 24 ore o giù di li.
    E’ storia comune ma, leggendo i vari post tutti accomuna quel senso d’impotenza e di indignità.
    Come tutti ho cercato il ricollocamento ma, niente da fare.
    Ricordo una “storia” di un pover uomo che vendeva un rene per mantenere la famiglia.
    MI chiedo…quando il mercato non assorbe più noi 5anta ed oltre enni forse significa che ogni speranza ci è tolta?
    Aldilà di ogni retorica

  41. admin scrive:

    Ciao Maurizio mi sembra molto significativo il tuo indirizzo mail: boia chi molla!
    ti sei trovato ad affrontare una crisi fortissima e repentina che ha causato dolore a te e alle persone che lavoravano con te…
    nonostante questo hai stretto i denti e sei andato avanti…!
    che cosa fare adesso?! la domanda più corretta è forse cosa VUOI fare adesso, cosa vuoi costruire?!?
    vuoi continuare a guardare le tue rovine o vuoi iniziare a ricostruire una casa ancora più bella?!
    mica facile lo so ma è possibile ripartire da zero se lo si vuole e ci si crede!
    non devi elemosinare a nessuno, hai esperienza e competenza da vendere!
    Se ti va di parlarne scrivimi a info@coachlavoro.com. Mariangela

  42. Paolo Gimigliano scrive:

    Per Maurizio, che travolto dagli eventi scrive la sua breve avventura professionale, breve nella descrizione ma lunga una vita negli avvenimenti. Come ha giustamente indicato admin(Mariangela) la domanda corretta è cosa VUOI fare adesso, cosa vuoi costruire? Quindi il problema è solo trovare una strada una sfida nella quale tuffarsi per risalire con la forza della esperienza acquisita in tanti anni di attività per ricollocarsi magari ai vertici di una nuova e redditizia attività. Basta crederci, basta volere e basta essere determinati, questi elementi sono sufficienti a far risalire la china a tutti coloro che per motivi diversi hanno inciampato in questa trasformazione epocale del mondo del lavoro. Quindi caro Maurizio non drammatizzare segui l’invito di admin(Mariangela) e vedrai che in meno che non si dica ti ritroverai nuovamente ai vertici della tua professione con notevoli soddisfazioni economiche e professionali.

  43. […] alcuni nostri articoli come quelli sulla storia di Roberto e di Simone Perotti abbiamo analizzato la capacità di inventarsi un lavoro, sfruttando le proprie […]

  44. fulvio scrive:

    Scusate mi sembra catechismo tante belle parole;
    nei fatti il miracolo(Lavoro)che da molto tempo rivolgendomi dai religiosi(agenzie,ecc..),mi scomunicano come “pessimistà”,perchè Io non Loro
    non so “Collocarmi”.

  45. Federica scrive:

    Oggi ho inviato il mio ULtimo curriculum, deva bene ok. Altrimenti non cercherò più lavoro. sono stanca di cercare e non ricevere mai risposte, di non passare i colloqui o di vedere contratti “atipici” sottopagatissimi. Si parla di reinventarsi…. Ma nessuno dice come. Corsi di riqualificazione? Costano e francamente non servono. Servono sempre e solo le raccomandazioni. Se si e’ donna poi e’ semre tutto più difficile perché la prima cosa che chiedono a una donna e di essere giovane, carina e libera da impegni familiari. Scusate lo sfogo!

  46. admin scrive:

    Ciao Federica, comprendo benissimo il tuo sfogo! Cercare lavoro non solo è molto impegnativo ma può essere anche frustrante tanto da farci venire voglia di mollare tutto…
    ma per fare cosa? che cosa otterrai smettendo di cercare lavoro? sicuramente eviterai fatica, delusioni, ecc….è anche vero che sarà difficile che il lavoro venga a bussare alla porta!
    secono te tutti i corsi di formazione sono inutili? non ne esiste nessuno gratis o finanziato forse? Sono solo le donne giovani, carine, libere e perchè no anche disponibili che lavorano?
    Non c’è forse qualche donna che non abbia queste caratteristiche che in questo periodo ha trovato lavoro?
    Come reinventarsi, chiedi giustamente? prima di tutto reinventa le tue strategie di ricerca: qui sul sito ci sono tantissimi spunti utili per migliorare il tuo CV, per trovare maggiori opportunità di lavoro utilizzando dei canali più efficaci!Come sai su coachlavoro mettiamo anche a disposizione una consulenza gratuita!

  47. admin scrive:

    sicuramente si potrebbe e dovrebbe fare di più per la tutela del lavoratori over 40! è anche vero che ciascun over 40 può fare ri-scoprire le proprie competenze!
    PErchè l’azienda dovrebbe assumerti? cosa hai da offrire di più di un giovincello?! sicuramente costi di più…ma quanti vantaggi puoi portare?!?
    inoltre le competenze vanno anche aggiornate!l’apprendimento dura tutta la vita!
    Infine, reinventarsi significa anche immaginare modalità alternative per proporsi alle aziende: molti quarantenni si propongono come consulenti e come temporary manager, con risultati interessanti!
    E’ vero bisogna avere il coraggio di osare…ma può valerne la pena!

  48. admin scrive:

    Giorgio grazie per aver condiviso con noi la tua storia! per prima cosa bisogna fermare la discesa…e poi ripartire!
    tuo figlio può darti quell’energia di cui hai bisogno! sei un falegname e probabilmente sai fare diversi lavori manuali: chi può avere bisogno di te?
    prova a rivolgerti ad imprese edili ad esempio, a ditte che vendono mobili o quant’altro!sicuramente ti verranno in mente altri possibili interlocutori
    Vai avanti e non mollare!!! Mariangela

  49. admin scrive:

    Caro Fulvio più che le belle parole noi abbiamo voluto portare la testimonianza vera di una persona che sta riuscendo a farcela!
    Come si dice…”Aiutati che Dio ti aiuta”! sul nostro sito mettiamo anche a disposizione una consulenza gratuita! perchè non usufruirne? Mariangela

  50. Paolo Gimigliano scrive:

    Mi permetto di contribuire anch’io a questa discussione riassumendo un po’ gli interventi di Fulvio e Federica, per quello di Giorgio mi riservo la facoltà di considerarlo fasullo. Il mercato del lavoro odierno è un infinito business dove agenzie per il lavoro e società che a vario titolo opera attorno al mondo dell’impiego traggono lauti profitti, peccato che questi lauti profitti siano generati sulle spalle della gente a volte anche disperata, però così gira il mondo. Sicuramente questo sito offre valide indicazioni su come migliorare il proprio cv ecc., gratuitamente ma contestualmente offre anche un servizio a pagamento ecco, dove scatta il business, il resto è tutta aria fritta. Le mancate risposte pone l’accento Federica, è normale questo comportamento, le agenzie operano esclusivamente per il loro business, le aziende piccole e piccolissime non sono strutturate per gestire un feedback con chi inviano loro un cv. Ancora una volta affascinato dalla determinazione della Dr.ssa Trepaldi Mariangela l’unica cosa che condivido con lei è la frase “Aiutati che Dio ti aiuta” il resto, ripeto, è aria fritta. Mentre per quanto riguarda un over40 “sicuramente costi di più” rispetto a un lavoratore under40 sono una macchinosa scelta speculativa che non risponde a realtà giacché tralasciando le tipologie di contratto limitate a determinate fasce di età, un over40 può benissimo accettare un salario ai più bassi livelli di mercato al pari di un under40 con la differenza che l’over40 offre maggiore professionalità, affidabilità e sicurezza. Caratteristiche queste ultime che spesso non sono rilevanti per moltissime attività e l’imprenditore preferisce il giovane lavoratore con la certezza che se non risponde ai suoi parametri ne trovano mille attraverso le agenzie per il lavoro spendendo nulla o quasi. Altro particolare gli over40 non sono tutti ex manager, ex consulenti ex super specialisti, ci sono moltissimi di loro la cui professionalità è più contenuta ma non per questo inservibile od inutile per un reintegro in nuovo processo produttivo, è solo la speculazione operata dal sistema che mette fuori gioco queste figure professionali e chi può chi ha saputo re-inventarsi un lavoro magari aprendo una agenzia per il lavoro ha trovato una nuova miniera d’oro.

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