confusioneDiverse persone che mi contattano per un primo incontro di coaching gratuito mi dicono di essere confusi, di non sapere cosa vogliono veramente, qual è il lavoro veramente adatto a loro…

La confusione e il non avere le idee chiare ci portano spesso a girare intorno ai nostri pensieri, senza riuscire a concentrarsi su nessuno di questi, ci rendono immobili e paralizzati nell’azione.

Cosa fare per sbloccare questa situazione?

Alcuni tentano  di cercare quante più informazioni possibili sugli argomenti che gli interessano…e quindi passano il tempo a cercare su Google, a navigare sui siti, oppure vanno in libreria a consultare dei libri o frequentano corsi di formazione…

Questa soluzione si rivela efficace solo nella misura in cui abbiamo già chiaro quello che vogliamo e quindi quello di cui abbiamo bisogno! La ricerca in questo caso sarà mirata e produttiva. Altrimenti il rischio è sempre quello di perdersi, di fermarsi nella fase di ricerca informazioni che continua all’infinito senza portarci ad una decisione concreta e quindi all’azione…

La ricerca di nuove informazioni così come il susseguirsi di pensieri, domande e dubbi nella nostra mente rischiano di essere soluzioni non funzionali perchè sostanzialmente funzionano come antidoti all’ansia, alla paura che ciascun cambiamento, e in particolare i cambiamenti di vita e di lavoro portano con sè!

Quando una persona mi dice: “Non so cosa fare … Non ho le idee chiare su quale sia il lavoro o la professione adatta a me … ho molta confusione …”, è molto facile che facendo poche domande scopriamo che in realtà un’idea in mente ce l’ha già!

Forse ci sono 2 possibili alternative su cui la persona non sa decidersi, ma il più delle volte il problema è la paura: paura di fallire, paura di sbagliare, paura di non farcela, paura che l’dea non sia realizzabile.

Dobbiamo ricordarci che la paura ha la funzione positiva di proteggerci da un pericolo…ma siamo sicuri che quello che vogliamo fare sia davvero “pericoloso”? Quale sarebbe la cosa peggiore che potrebbe capitarci? Non riuscirci? Avere un insuccesso?

La mente umana tende ad ingigantire i rischi percepiti e le perdite e a ridurre invece le possibilità di riuscita ed i guadagni possibili!

Quando la paura di perdere è più forte del desiderio e della speranza di vincere, di avere successo, la nostra impresa è bloccata in partenza.

Ma se non agiamo, se non proviamo e se non perseveriamo nel tempo in ciò che vogliamo fare o creare, che sia un lavoro o un’attività in proprio, non potremo mai sapere se quello che abbiamo in mente funzionerà!

Quindi prendiamoci un momento per riflettere con tranquillità e scriviamo quello che desideriamo fare, quello che ci piace veramente. Scrivere ha la duplice funzione di fermare i nostri pensieri…e di registrarli consentendoci di riprenderli in qualunque momento!

Chiediamoci anche perchè lo vogliamo…cosa ci spinge davvero a farlo.

Infine scriviamo quali sono le risorse che già abbiamo per iniziare il percorso!  Possono essere risorse interne: la nostra energia, la nostra passione, le competenze che abbiamo acquisito, quello che abbiamo imparato dalla vita, ed anche esterne: le persone che possono darci un supporto morale o anche concreto per il nostro progetto: amici, colleghi e anche…perchè no? un coach che ci segua e ci alleni passo dopo passo a costruire il nostro progetto!

Ecco che le idee finalmente si schiariscono, si accende una scintilla di speranza: “Forse forse…ma sì, si può fare! Ce la posso fare!”

Ricorda: “Un viaggio di mille miglia inizia sempe con il primo passo“!

57 Responses to “Non so che lavoro fare…sono confuso…non ho le idee chiare su cosa fare…”

  1. debby scrive:

    Buongiorno!
    grazie di questa opportunità. Stavo per compilare la richiesta del coaching gratuito… poi ho letto tante storie con il medesimo filo conduttore e così ho pensato di unirmi al gruppo raccontando la mia di storia utilizzando, ove possibile, un sistema schematico.

    Ho 42 anni, prossima ai 43, quasi sempre svolto lavoro impiegatizio..Dal 2003 impiegata c/o una piccola azienda commerciale – lavoro full time a tempo indeterminato (e chi lo lascia, con un mutuo da pagare?) – da luglio 2011 in cassa integrazione e poi licenziamento. Colgo il lato positivo della situazione: non affosserò in un lavoro che da tempo non mi dava più gratificazioni.. mi riciclo.. è il mio momento.. ho tempo per pensare come “re-inventarmi” (una parola molto in auge in questo periodo):-) .. Ci sono le condizioni ideali: no figli, no marito, nulla che mi possa frenare.. libertà assoluta di decidere cosa fare da grande! Sì è arrivato il momento… ricomincio da qui. Colgo l’occasione del lungo tempo a disposizione e a settembre 2011 parto sola per il Cammino di Santiago de Compostela (Spagna).. percorro quasi 900 km. A piedi… soffro le vesciche ma psicologicamente reggo molto bene, incontro gente solidale. Dall’esperienza capisco questo: è stato importante farla, attraversarla per capire che non avevo bisogno di farlo. Certo ho anche capito che non son fatta di farina da far ostie!:-)

    Torno dal cammino e che tipo di lavoro cerco? No da impiegata, 8 ore dietro la scrivania non fanno per me, mi accorgo che dell’inglese studiato per anni rimane poca traccia, non praticando lo si dimentica. Mi soccorre lo spagnolo, lingua latina.. più affine.. ma non basta. Dove vado a 42 anni con esperienza prettamente impiegatizia? Non mi vuole più nessuno.. ho bisogno di imparare un mestiere nuovo… in breve tempo decido il corso di massaggio Joint Release… Bellissima esperienza fuori dal tempo dove ho condiviso me stessa ed ho imparato a “sentire”.. il con-tatto….. Dare un massaggio, oltre che piacermi, mi fa star bene, mi rilassa. E’ una meditazione che succede da sé.

    Il corso mi è costato parecchio anche a livello economico ma sacrifico altro… inizio a praticare a casa… finalmente qualcosa che mi stimola… poi mi accorgo che non ho futuro, che il massaggio non mi può sostenere economicamente, solo un estetista o fisioterapista per legge può toccare qualcuno. Qui mi areno, non riesco a sviluppare questa professione e la relego a pochi intimi.

    E’ palese: non so cosa mi piace fare che possa essere anche “monetizzabile” e barcollo, non c’è nulla che spicca più di altri. Sono ancora convinta che “buttandosi” in corsi vari si possa trovare ciò che ci piace. Quante volte tu pensi di essere portata per qualcosa e invece, casualmente ti trovi a frequentare un corso ed imparare un mestiere che non avevi considerato o pensavi di non essere portata. Ma evidentemente la mia teoria non fuziona. Forse è necessario un ritiro fertile dentro noi stessi e solo dopo aver bene in chiaro ciò che si vuole fare, agire. Bene, io ho fatto tanti ritiri ma non sono serviti a nulla e mi rendo conto che non ci sono manuali che te lo insegnano! Sono tentata a rimaner ferma e a lasciare che le cose accadano…

    C’è bisogno di ideare, elaborare, valutare i rischi, preservare con passione e disciplina e qui casca l’asino.

    Ma io chi sono? Un groviglio di…..

    Grazie dell’attenzione

  2. Coach Lavoro scrive:

    Ciao Debby, ti ringrazio per aver condiviso la tua storia!
    Tu sei una delle poche persone che ha deciso di rischiare, che ha trovato, forse anche per caso, una strada ed ha deciso di percorrerla! Poi sono arrivati i problemi, anche se non mi chiedo se si tratti solo di problemi legati al vincolo normativo (che tra l’altro bisognerebbe approfondire) oppure anche di altro tipo!
    Tu giustamente ti chiedi se sia più giusto (o meglio, più funzionale) buttarsi su qualcosa per poi scoprire se ci piace o meno…oppure rimanere a pensare in attesa di un’illuminazione…?!?
    In realtà nessuna delle due può essere LA soluzione, ma entrambe fanno parte della soluzione, che senz’altro parte dalla consapevolezza di te stessa: CHI SONO IO?
    Alla nostra identità poi sono legate le cose che ci piacciono, che ci motivano e ci stimolano, che di fatto poi possono anche mutare nel tempo (diversamente dall’identità che è stabile).
    Quindi è da lì che bisogna partire, facendo attenzione a non confondere la domanda: COSA MI PIACE FARE, COSA VOGLIO FARE con quella COSA è REALIZZABILE e SOSTENIBILE.
    Entrambe le domande vanno fatte, ma esattamente in questo ordine e soprattutto non bisogna sovrapporre i 2 aspetti!
    Visto che eri già intenzionata a richiederlo, possiamo sentirci per una consulenza gratuita!
    a presto!

  3. [...] fare un passo in avanti nella nostra carriera, possiamo trovarci davanti a tre tipi di ostacoli: 1) Non sapere bene cosa fare, avere mille idee ma nessun obiettivo chiaro in mente 2) Avere un’idea specifica, ma non crederla [...]

  4. [...] professionale che più si addice alle proprie inclinazioni non è affatto semplice! Molto spesso non si ha la più pallida idea di cosa si vuole fare, in altri casi si vaga nella nebbia dell’indeterminatezza oppure si sta fermi al bivio (che [...]

  5. Flavia scrive:

    Ciao sono una ragazzina di 17anni,frequento la quarta superiore e davvero non ho la più pallida idea di che fare nella mia vita.Oddio,un’idea ce l’avrei ma non so bene come concretizzare il tutto.
    Ho ottimi voti nelle materie umanistiche e mi piacciono molto la storia e soprattutto la filosofia,solo che ho i miei dubbi nello scegliere una facoltà come filosofia poichè poi solo la docente potrei fare,non che mi dispiacerebbe, però è complicato perchè entrerei nel mondo del precariato e non so quanto convenga dato che non è che si guadagni poi così bene.quindi avevo pensato di combinare un lavoro come quello di insegnante a quello di giornalista.amo molto scrivere e ho sempre voluto fare la giornalista,solo che,dato che fare la giornalista sarebbe un punto interrogativo poichè è difficile lavorare per giornali importanti e ottenere quindi un buon guadagno,avevo pensato di combinare le due cose…magari facendo la docente di storia e filosofia la mattina in un liceo e poi il pomeriggio e la sera scrivere dal mio pc a casa per qualche giornale..sarebbe il massimo..ma che facoltà dovrei scegliere?indicazioni?grazie in anticipo (:

  6. [...] Non è stato facile decidere il tema di questo post. E questo mi ha fatto pensare a quanto spesso ci troviamo davanti a piccole scelte quotidiane così come a decisioni che hanno un impatto sulla nostra vita e non sappiamo letteralmente che strada prendere! [...]

  7. Coach Lavoro scrive:

    Ciao Flavia!
    sappiamo bene come nessuna strada sia facile…soprattutto in questo periodo, anche perchè il mercato del lavoro cambia molto velocemente e tra 5 anni ci saranno professioni che neanche immaginiamo!
    Per aiutarti nella scelta…ti suggerisco di pensare alla fine…ossia al tipo di vita che vorresti condurre e il tipo di lavoro che ti piacerebbe fare! La docente così come la giornalista sono due bellissime professioni, entrambe in linea con la tua passione per la riflessione, le materie umanistiche e la scrittura…ma sono anche le prime che ti vengono in mente perchè molto note e diffuse! Ma esistono anche tante altre possibilità da esplorare!
    Ti invito a consultare il portale dell’orientamento http://www.jobtel.it…e navigare alla ricerca di professioni affini alle tue caratteristiche personali, ai tuoi interessi, ecc…
    E poi, visto anche che ti piace fare la giornalista, andare a “intervistare” chi già svolge questo mestiere, per capire di cosa si tratta veramente!
    E poi, ti basterà digitare su Google: come fare per diventare….e il nome della professione…e troverai le strade possibili e i titoli necessari per le varie professioni!

    Se poi ti servisse un ulteriore supporto nell’orientamento scrivimi pure!

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