confusioneDiverse persone che mi contattano per un primo incontro di coaching gratuito mi dicono di essere confusi, di non sapere cosa vogliono veramente, qual è il lavoro veramente adatto a loro…

La confusione e il non avere le idee chiare ci portano spesso a girare intorno ai nostri pensieri, senza riuscire a concentrarsi su nessuno di questi, ci rendono immobili e paralizzati nell’azione.

Cosa fare per sbloccare questa situazione?

Alcuni tentano  di cercare quante più informazioni possibili sugli argomenti che gli interessano…e quindi passano il tempo a cercare su Google, a navigare sui siti, oppure vanno in libreria a consultare dei libri o frequentano corsi di formazione…

Questa soluzione si rivela efficace solo nella misura in cui abbiamo già chiaro quello che vogliamo e quindi quello di cui abbiamo bisogno! La ricerca in questo caso sarà mirata e produttiva. Altrimenti il rischio è sempre quello di perdersi, di fermarsi nella fase di ricerca informazioni che continua all’infinito senza portarci ad una decisione concreta e quindi all’azione…

La ricerca di nuove informazioni così come il susseguirsi di pensieri, domande e dubbi nella nostra mente rischiano di essere soluzioni non funzionali perchè sostanzialmente funzionano come antidoti all’ansia, alla paura che ciascun cambiamento, e in particolare i cambiamenti di vita e di lavoro portano con sè!

Quando una persona mi dice: “Non so cosa fare … Non ho le idee chiare su quale sia il lavoro o la professione adatta a me … ho molta confusione …”, è molto facile che facendo poche domande scopriamo che in realtà un’idea in mente ce l’ha già!

Forse ci sono 2 possibili alternative su cui la persona non sa decidersi, ma il più delle volte il problema è la paura: paura di fallire, paura di sbagliare, paura di non farcela, paura che l’dea non sia realizzabile.

Dobbiamo ricordarci che la paura ha la funzione positiva di proteggerci da un pericolo…ma siamo sicuri che quello che vogliamo fare sia davvero “pericoloso”? Quale sarebbe la cosa peggiore che potrebbe capitarci? Non riuscirci? Avere un insuccesso?

La mente umana tende ad ingigantire i rischi percepiti e le perdite e a ridurre invece le possibilità di riuscita ed i guadagni possibili!

Quando la paura di perdere è più forte del desiderio e della speranza di vincere, di avere successo, la nostra impresa è bloccata in partenza.

Ma se non agiamo, se non proviamo e se non perseveriamo nel tempo in ciò che vogliamo fare o creare, che sia un lavoro o un’attività in proprio, non potremo mai sapere se quello che abbiamo in mente funzionerà!

Quindi prendiamoci un momento per riflettere con tranquillità e scriviamo quello che desideriamo fare, quello che ci piace veramente. Scrivere ha la duplice funzione di fermare i nostri pensieri…e di registrarli consentendoci di riprenderli in qualunque momento!

Chiediamoci anche perchè lo vogliamo…cosa ci spinge davvero a farlo.

Infine scriviamo quali sono le risorse che già abbiamo per iniziare il percorso!  Possono essere risorse interne: la nostra energia, la nostra passione, le competenze che abbiamo acquisito, quello che abbiamo imparato dalla vita, ed anche esterne: le persone che possono darci un supporto morale o anche concreto per il nostro progetto: amici, colleghi e anche…perchè no? un coach che ci segua e ci alleni passo dopo passo a costruire il nostro progetto!

Ecco che le idee finalmente si schiariscono, si accende una scintilla di speranza: “Forse forse…ma sì, si può fare! Ce la posso fare!”

Ricorda: “Un viaggio di mille miglia inizia sempe con il primo passo“!

27 Responses to “Non so che lavoro fare…sono confuso…non ho le idee chiare su cosa fare…”

  1. margherita scrive:

    vorrei impiegare il mio tempo in modo costruttivo, applicando le esperienze fin quì acquisite e possibilmente imparandone di nuove.vorrei avere uno stipendio adeguato alle mie conoscenze.il lavoro non è tutto nella vita, ma è molto importante per me anche perchè in famiglia non ho grandi gioie. mi piacciono i vostri suggerimenti…..fino a quando ho avuto il mio lavoro ragionavo allo stesso modo….senza lavoro l’ottimisto cala….grazie comunque e buone vacanze

  2. Domenico scrive:

    A me piace scrivere e mi sembra che sia l’unica cosa che so fare bene, ma ecco che mi assale la paura:non si guadagna scrivendo libri,l’editoria va avanti con le raccomandazioni, lo stesso vale per il giornalismo e i corsi di giornalismo costano molto e servono a poco e così non faccio altro che prendermela con la società, con mia madre che non mi comprende perché vorrebbe che facessi qualsiasi cosa, anche inutile, purché non resti a casa a “oziare” e a “sprecare il tempo della mia vita” e intanto…ho già venticinque anni e non so se sono in ritardo o ancora in tempo. A volte mi si riaccende la voglia di tornare all’università, ma poi ripenso che ci ho già provato e ho pagato due volte le tasse, senza dare alcun esame e così l’autostima e la fiducia in me stesso cala sempre di più.
    Grazie.

  3. admin scrive:

    Ciao Domenico, garzie per avermi scritto! mi contattano diverse persone con la passione per la scrittura e il giornalismo! come ogni passione credo fermamente che vada coltivata e vada studiato il modo per renderla produttiva! chiediti allora: “chi può aver bisogno di me, di questa mia capacità?che cosa posso avere di interessante da offrire e a chi?”. QUesto è una prima riflessione da fare che porta poi ad analizzare il mercato in cui ci muoviamo! nel caso della scrittura ad esempio va individuata una nicchia che susciti interesse e che magari sia coperta da pochi o da nessuno!
    ampliamo anche gli orizzonti! non esitono solo i libri stampati ed i giornali…ormai l’informazione è passata sul web! è possibile guadagnare da un blog proprio o altrui, scrivendo ebook, ecc…
    Se ti va di parlare di questo o altri progetti scrivimi a info@coachlavoro.com. Mariangela

  4. Giuseppe scrive:

    Salve!! mio papà commercialista, io creativo, preciso, ordinato…..sono a metà strada….non mi sento ne totalmente contabile perchè non ho passione per numeri ne totalmente un creativo perchè alcune cose del campo economico/giuridico mi piacciono e non mi sento artista nel vero senso della parola!! non so….se non mi piace il lavoro perchè è di papà e quindi non la sento una mia scelta o perchè proprio non mi piace….anche se so che se mi ci metto di impegno sarei molto bravo anche in questo lavoro….forse vorrei solo fuggire….aiuto!!secondo lei qual è il destino di questo “povero” figlio d’arte??? aiuto….!!

  5. admin scrive:

    Caro Giuseppe il fatto di essere preciso e ordinato come si richiede ad un contabile e nel contempo creativo può rappresentare per te un valore aggiunto rispetto alle altre persone perchè non sono caratteristiche comuni! La domanda è: vuoi prendere in mano la tua vita…o lasciarla in balia “del destino”?
    Quali sono le tue caratteristiche, i tuoi punti di forza? come possono essere spesi concretamente in un lavoro?
    Qualora avessi delle difficoltà a trovare le risposte da solo, posso fornirti un supporto con una consulenza! a presto!
    Mariangela

  6. elisa scrive:

    Salve, io sono un’operaia nel settore tessile. Come tutti sappiamo è un settore in crisi, infatti sono a casa in cassa integrazione da più di un mese!! Ho una stupenda bambina di 2 anni e grazie a lei ho scoperto quanto amo i bambini e quanto mi piace stare con loro a giocare e vedere di giorno in giorno quante cose imparano. Quindi ho iniziato a pensare che mi piacerebbe lavorare in asili nidi o in strutture per l’infanzia tipo ludoteche o baby parking… però mi ritrovo con un attestato di operatrice turistica di cui non me ne faccio niente!!
    Vorrei cercare un corso che mi permetta di lavorare in questo campo, però sono frenata dai costi, e dalla paura di non concludere niente per l’ennesima volta nella mia vita…..
    Ho un mutuo e ho paura di buttarmi in nuove avventure lavorative perchè il posto di lavoro che ho è a tempo indeterminato e non c’è un’imminente licenziamento, però visto che c’è questa situazione mi piacerebbe cercare di fare qualcosa di utile e di gratificante (sopratutto!) nella mia vita.
    Grazie ciao

  7. Ilaria scrive:

    Ciao! Io mi chiamo Ilaria ed ho una grande confusione in testa, dallo scorso settembre sono disoccupata. Ho ventisette anni e alle spalle una serie interminabile di attività intraprese nel corso degli anni. Dopo il diploma non ho avuto il coraggio di affrontare il percorso universitario, scelta questa di cui mi sono sempre pentita, ma come voi scrivete, la paura è sempre stata una cattiva consigliera. Il mio diploma è di “operatrice turistica” che non è una qualifica specifica nel settore. Ho cambiato diversi lavori da allora ma mai nessuno di questi mi ha soddisfatta pienamente. Da un paio di anni ho deciso tuttavia di tornare sui miei passi, tentando di nuovo di farmi strada nel settore turistico quindi lavorando in agenzie di viaggi e tour operator (lavori stagionali) e studiando anche per l’esame da “accompagnatrice turistica”. Sono così riuscita a prendere il famoso “patentino” ma anche qui haimé, nonostante la licenza ottenuta scopro che l’ambiente è durissimo, che molte persone lavorano anche senza la licenza perché magari conoscono più lingue di me che so solo l’inglese. Il lavoro è “a chiamata” ed io vengo chiamata dall’unica agenzia che finora mi sta facendo lavorare al massimo 2 volte al mese, cosa che non mi permette neppure di pagarmi la rata della macchina. Mi pento di non aver fatto il liceo e di non aver studiato lingue all’Università e di aver “perso tempo” in altri settori in lavori che non mi gratificavano solo perché più rassicuranti sotto il profilo economico, ma del resto quando si è più piccoli non è sempre facile maturare delle scelte. Il punto è che non riesco a darmi pace per le mie scelte passate. So che potrei ancora studiare e potenziare le mie capacità in questo campo ma ho quasi ventotto anni, tante esperienze diverse alle spalle e non una specifica sulla quale poter puntare. Mi rendo inoltre conto che dovrei spendere altri soldi per un lavoro (entusiasmante non c’è dubbio) ma comunque da libero professionista(spesso stagionale)che non mi da quindi quelle certezze che d’altra parte vorrei alla mia età come quelle di vivere finalmente in modo indipendente. Allora metto ancora in moto il cervello (non lo spengo mai) e penso anche ad altri miei interessi come quello di lavorare nel campo dell’infanzia (asili nido e ludoteche) ma mi ritrovo da capo a dodici perché chiaramente senza una qualifica non posso andare a bussare a nessuna porta. Mi informo anche qui su dei corsi ma anche questi costano molto e non conosco bene il mercato non so se valgano la pena il mio rimettere di nuovo tutto in discussione, specie se si sa che ci sono in giro tanti laureati disoccpuati con qualifiche che valgono magari il doppio di quella che può avere di un “tecnico di ludoteca”. Eppure chi mi conosce mi dice che questo tipo di impiego potrebbe essere la svolta decisiva per una ragazza dolce e paziente come me e che ama i bambini. Help me please if you can! Grazie. Ilaria.

  8. admin scrive:

    Cara Ilaria!
    ti ringrazio per avermi scritto! la tua storia è molto interessante e penso che la tua esperienza possa essere di aiuto per tante altre persone che si trovano in una situazione simile alla tua!
    Sei stata molto chiara nel descrivere la tua situazione ed hai toccato diversi punti significativi….
    ora cerchiamo di capire dove sta esattamente il problema: sta nella scelta di quale lavoro fare?
    nella scelta specifica tra l’attività di accompagnatrice turistica e quella di tecnico di ludoteca?
    sta nella formazione più efficace da fare?
    sicuramente quello che stai facendo tanto in questo momento è…criticarti!
    Parli di “serie interminabile” di attività….di “non-coraggio”….di “pentimento” di “aver perso tempo”…così facendo stai sempre a guardare il passato e non ti concentri invece sul presente…e su futuro…che è tutto da costruire!!!
    Non solo…stai guardando solo le “perdite” e gli “errori” (ammesso che ce ne siano!) anzichè a tutto ciò che hai guadagnato e imparato dalle esperienze che hai fatto…e che ti hanno reso la persona che sei adesso…e che ti hanno dato gli elementi per fare la scelta che stai facendo adesso!

    Avresti voluto fare l’università…anche se tu stessa dici che ci sono molti laureati disoccupati….
    e poi quale laurea sarebbe stata la migliore? Se avessi fatto scienze della formazione e poi avessi scoperto che il tuo lavoro ideale era nel turismo….non avresti allora sì perso 5 anni di studio e di fatica?!?

    Vorresti comprensibilmente una tua indipendenza economica “certa”….posto il fatto che un lavoro possa darti questa “certezza”,
    se seguissi questo obiettivo, non rischieresti di nuovo di trovarti con un lavoro “che non ti gratifica ma solo più rassicurante sotto il profilo economico”?!

    Pace fatta con te stessa, guarda con serenità e, perchè no, con un sorriso fiducioso al tuo futuro….
    come vorresti che fosse? chi vorresti essere? dove? insieme a chi? a fare cosa?
    Solo dopo aver fatto una profonda analisi di te stessa puoi metterti a fare un’analisi della realtà e delle opportunità offerte dal mercato!

    Se vuoi possiamo approfondire questo discorso in un colloquio!
    A presto!

  9. admin scrive:

    Cara Elisa,
    grazie per aver scritto sul nostro sito!
    da quanto dici, grazie all’esperienza con tua figlia hai scoperto la tua passione per i bambini e vorresti trasformarla in lavoro!
    Giustamente prima di lasciare un lavoro a tempo indeterminato devi capire quali reali opportunità ci sono in questo campo!
    Benissimo allora ti suggerisco di fare una ricerca per capire quanti asili, ludoteche e in genere servizi per l’infanzia esistono nel tuo territorio
    e che tipo di richiesta c’è in merito!
    Se c’è tanta richiesta, allora bisogna capire che tipo di servizio puoi e vuoi offrire e quali sono i requisiti: certificati, corsi, ecc!
    Solo dopo aver capito che il tuo progetto è realistico, potrai prendere una decisione consapevole e ponderata!

    colgo l’occasione per segnalarti questa altra interessante opportunità: aprire un asilo a casa come TAGESMUTTER.
    ne hai mai sentito parlare?!
    ti lascio qualche link che spero possa esserti utile!

    http://it.wikipedia.org/wiki/Tagesmutter
    http://www.lineaamica.gov.it/risposte/risposta/938/Aprire-una-Casa-Nido-Tagesmutter-nel-Lazio.html
    http://www.tagesmutter-domus.it/

    A presto!

    Mariangela

  10. federico scrive:

    ho 20 anni …ho un diploma alberghiero…e ora non so se voglio fare il cuoco ..il vero problema e che non so cosa fare nella vita…non ho idee e dell’ università non se ne parla non ho le basi.. e in ogni caso non saprei che ramo prendere…aiuto…

  11. admin scrive:

    Ciao Federico, se hai le idee confuse hai bisogno per prima cosa di chiarirtele guardando dentro di te: quello che ti piace fare, quello che sai fare, quello che sei più portato a fare!
    hai tutta la vita davanti ma è importante che tu scelga la tua direzione e la intraprenda: tutte le strade sono in salita…chi più chi meno….ma prima la inizi, prima avrai i frutti che desideri!
    e vuoi contattarmi, puoi farlo tramite il form che vedi a destra! a presto! Mariangela

  12. Matthew scrive:

    salve.Io non ho il diploma,ne una laurea,a volte ci penso e me ne pento,poi però penso…che me ne faccio?a me non piace un lavoro di ufficio,nemmeno manuale..a me piacerebbe fare il musicista ma in questo paese di merda,non cè verso..è L’unica cosa che sento che potrei fare nella mia vita..per me il resto ha poca importanza..non mi importa della società..lavorino gli altri,io voglio solo fare musica..sono fatto cosi’.

  13. admin scrive:

    ciao Matt! credo che ciascuno debba seguire la propria passione…..e renderla un lavoro! come? leggi questo articolo molto dettagliato….http://www.coachlavoro.com/2011/06/come-fare-per-lavorare-con-la-tua-passione/
    il mondo della musica è sicuramente affascinante ma anche molto complesso…ci sono tanti musicisti “falliti” o che hanno abbandonato……ce ne sono altri che vanno avanti con successo!
    tu chi vuoi essere!? mi hai fatto venire in mente la storia di Luca che abbiamo raccontato poco tempo fa….(è vera!!!)
    http://www.coachlavoro.com/2011/02/trasformare-la-passione-in-lavoro-una-storia-vera/

  14. Gianni scrive:

    Ciao. Anche io sono molto confuso.
    Ho 34 anni, non sono laureato, faccio il programmatore da 10 anni. Sono competente ma non mi sento un “genio” del computer.
    Ho già un lavoro da dipendente e forse questo rende il mio post un pò fuori luogo ma al momento non mi sento veramente appagato.
    Da poco mi è nata una bellissima bambina e le esigenze sono cambiate totalmente.
    Ho la passione per la fotografia ma non posso dire di avere un talento unico..diciamo che la passione c’è ma servirebbero ancora studio e risorse per migliorarsi.
    Il fatto è che il tempo libero a disposizione è poco servirebbero più soldi.. aumenta la frustrazione pensando che se avessi l’idea giusta per sfruttare la mia passione potrei sia guadagnare qualcosina in più sia avere soddisfazione per una passione che non riesco a seguire. Una idea che mi era venuta in mente era di fare dei servizi fotografici specifici, per esempio sulla maternità e i neonati ma non so da dove cominciare e se effettivamente può esserci richiesta. Non so cosa fare.
    Ho letto in vari commenti che il problema è buttarsi perchè tanto non si ha molto da perdere. Penso però che in casi come il mio dove non puoi permetterti (la bambina) di scombinare tutto per un “capriccio” le cose si fanno più complicate. C’è qualcuno che ha vissuto una situazione simile ed è riuscito a risolvere?

  15. Michele scrive:

    Vorrei intromettermi per dire ciò che penso a Domenico,il secondo che ha scritto in questa pagina. Per come è diventata la società adesso,la cosa più sbagliata in assoluto che si possa fare,secondo me,è rimanere razionali e valutare le possibilità di riuscire a scalare la propria rampa solo considerando il modo consueto e giusto della formazione, basato sulla meritocrazia. Ti piace scrivere.. libri,non giornali.. non ridimensionare le tue voglie per tirare a campare. Non ancora,almeno. Di raccomandazioni troverai chi ne parla dappertutto,per qualunque mestiere. Posso dirti di scrivere il tuo libro,e di presentarlo(in forma di “anteprima”,breve,una pagina,alle case editrici,di modo che provino interesse ma senza pretendere che leggano l’intera opera prima di decidersi)oppure puoi partecipare ai concorsi gratuiti (ce ne sono molti)in cui il vincitore ha la possibilità di pubblicare un libro gratuitamente. Prova,osa! imponiti,ma soprattutto non cercare assolutamente la nicchia,questo per dignità,imponiti,imponiti,imponiti e riprova..scaraventaglielo addosso!vedrai che non si spostano. Beckett: “Ho sempre tentato. Ho sempre fallito. Non discutere. Prova ancora. Fallisci ancora. Fallisci meglio.

  16. elena scrive:

    ciao..io é da un Pó di tempo che mi tormenta la domanda di quale lavoro vorrei fare da grande ! qualche idea ce l’ho..ad esempio io sono portata molto per le cose di pratica, quindi mi piacerebbe fare l’estetista..ma il problema é che guadagni uno stipendio misero e le scuole e i corsi costano parecchio!! ma il mio piú grande sogno che mi persegue da quando ero una bambina é lavorare a contatto con gli animali in particolare quelli feroci come le tigri (ps no zoo) ma anche qui c’é un problema..perché é molto difficile trovare lavoro ad esempio in un parco..una possibilitá sarebbe lavorare in africa ma in questo periodo ci sono le guerre :(

  17. admin scrive:

    Cara Elena, mi sembra tu abbia decisamente bisogno di chiarirti le idee su cosa VUOI fare prima di concentrarti sugli ostacoli e sulle difficoltà che ogni scelta comporta!
    se hai capito il COSA il COME poi lo scopri! il consiglio che ti dò per prima cosa è quello di fermarti a riflettere e a mettere su carta le idee che ti vengono….e poi prova ad ampliare ciascuna facendo delle libere associazioni: ad esempio se hai scritto “estetica” e/o “massaggio” potresti collegarlo all’idea della fisioterapia o dello shatsu ad esempio……invece sugli animali c’è sicuramente il lavoro da veterinaria….ma anche quello negli zoosafari…..ecc! esplora esplora, cerca anche su internet alla ricerca di nuove informazioni……e non fermarti finchè non l’avrai trovata, come diceva anche steve jobs http://www.coachlavoro.com/2011/10/trovare-quello-che-amiamo/
    in bocca al lupo!

  18. gianni scrive:

    buonasera,mi chiamo gianni ho 25anni diplomato al liceo scientifico e sposato.vorrei chiedervi un consiglio..io sono appassionato di geografia,storia,arte e parlo discretamente bene il francese e me la cavo con l’inglese che tipo di lavoro potrei fare(anche all’estero)?fino ad ora con queste mie attitudini non sono riuscito a trovare un solo lavoro decente..tutte cose al nero io mi sono stufato di fare cose che non mi piacciono AIUTO

  19. Roberto scrive:

    Salve, io un buon lavoro l’avevo ma l’ho mollato perchè non sopporto la routine, e vorrei svolgere un’attività indipendente, nei tempi e modi che mi detta il mio estro: un giorno lavorare 20 ore, se ne sento il desiderio, e magari riposare per tutto il seguente. Sono in dubbio tra scrivere e fare musica – riesco molto bene in entrambe le cose – ma com’è possibile a più di 40 anni intraprendere carriere del genere? Servono tempi biblici per ottenere qualche risultato, e ormai sento che è tardi. Sono nei guai fino al collo e ho bisogno di un guadagno magari modesto, ma immediato, e non ho idea di come fare: quelli della mia età, se non si sono scavati una nicchia e aggiudicati il famoso posto fisso, sono tagliati fuori, nessuno li vuole più, nemmeno per pulire i cessi (ho provato: è così). Non vedo soluzioni, e non ho più nessuna speranza, non dico di conciliare le mie aspirazioni con la realtà, ma di concludere qualcosa. Ho commsso il delitto di abbandonare una certezza per tentare di essere me stesso e ora mi viene presentato il conto. Che fare? Non ne ho la più pallida idea. Grazie se qualcuno mi vorrà rispondere.

  20. Coach Lavoro scrive:

    Ciao Gianni, come puoi immaginare è difficile dare una risposta ad una domanda così complessa avendo così poche informazioni su di te….
    sulla base di quelle che dici essere le tue attitudini, un possibile sbocco professionale potrebbe essere in ambito turistico (dalle agenzie di viaggio all’accompagnatore turistico).
    In base al lavoro che ti interessa dovrai necessariamente fare dei percorsi di formazione specifici in quanto il solo diploma scientifico non ti qualifica in questi settori.
    Se vuoi trovare un lavoro di maggiore qualità, devi anche essere disposto a investire nella tua qualità professionale, attraverso formazione e aggiornamento.
    In bocca al lupo!

  21. Coach Lavoro scrive:

    Roberto, ci sono tantissime persone che come te a 40 anni decidono (per necessità o per passione) di dare una svolta alla loro vita e di cambiare lavoro.
    Una scelta come questa chiaramente non può essere improvvisata e prima di lasciarsi andare a scelte avventate è consigliabile capire non solo quello che si vuole lasciare ma anche quello che si va a cercare, o a costruire! Tu per la fretta hai saltato questo importante e delicatissimo passaggio, e chiaramente adesso ti trovi in emergenza!
    Ovviamente la tua situazione adesso è più delicata rispetto a quando avevi un lavoro e paradossalmente i tuoi gradi di libertà si sono ridotti perchè adesso saresti disposto ad accettare qualunque cosa!
    Come dicevano gli antichi: “quando hai fretta rallenta!”.
    Per cui adesso è necessario mettersi al tavolino e fare un piano a breve e lungo termine, perchè questo ti consentirà di costruire il tuo futuro sia esso di scrittore che di musicista o altro, sia di trovare soluzioni per l’immediato.
    Se pensi di aver bisogno di una consulenza, puoi scrivermi a info@coachlavoro.com e mandarmi anche il tuo CV.

  22. Marco scrive:

    Buonasera Coach! Mi chiamo Marco ed ho 27 anni. E sono confuso. Nella mia vita scolastica-lavorativa credo finora di aver fatto scelte discutibili con le mie aspettative. Non eccellendo molto durante la scuola primaria, scelsi (consigliato dai miei genitori, ma forse fui io stesso a convincerli) per la scuola secondaria superiore l’istituto professionale elettronico, forse per seguire le orme di mio padre elettricista. Ho anche lavorato insieme ad alcuni di questi liberi professionisti per apprendere la professione, però senza mai impressionarmi più di tanto. Acquisito il diploma ho intrapreso quello che a quei tempi volevo veramente fare..partire come volontario nelle forze armate. Un anno solamente dopo il quale sono tornato a casa, un anno nel quale ho tentato vari concorsi, polizia, carabinieri, finanza, ma è difficile entrarvici e così..niente.
    E così a 21 anni mi sono ritrovato (tramite consiglio di un parente del settore) ad iscrivermi all’università in una Professione Sanitaria, Tecnico di Cardiochirurgia. Inizialmente ero entusiasta, mi sembrava interessante, ma poi ho cominciato a dubitare delle mie capacità e attitudine per un lavoro che comunque ha molte responsabilità. 2 anni fà mi sono ugualmente laureato, ma da allora sono disoccupato.
    Ho cercato di chiarirmi le idee in questo periodo, ma sono sempre confuso, perchè se mi chiedo cosa mi piace fare mi dico che mi piace viaggiare e quindi vorrei un lavoro che mi permettesse questo, ma allo stesso tempo mi piacerebbe anche un lavoro d’ufficio, di tipo impiegatizio-amministrativo-contabile, ad es. Impiegato ufficio acquisti o ufficio logistica, ecc. Intanto ho scoperto che c’è un impiego che è un mix di questi e sono arrivato a concludere che forse è quello che vorrei fare, Impiegato commerciale ufficio estero.
    Per fare ciò bisogna conoscere le lingue straniere, io me la cavo con francese ed inglese, ma sarei interessato ad andare all’estero per approfondirle e perchè no studiarne altre. Cosa mi consiglia? Con i miei studi posso ambire a fare tale lavoro? E se no cosa mi consiglia di fare? Grazie anticipatamente.

  23. Coach Lavoro scrive:

    Ciao Marco, grazie per avermi contattato. SIcuramente la tua situazione e tutto il tuo percorso di formazione e di lavoro andrebbe analizzato nel dettaglio…
    Che cosa ti ha interessato di più nelle varie esperienze e cosa meno? Quali fattori ti hanno spinto ad abbandonare i vari lavori che hai fatto?
    Dipende dal fatto che eri poco motivato oppure poco convinto delle tue capacità in genere?
    Inoltre finora se ho capito bene le tue scelte sono state dettate da altri piuttosto che analizzate con cura da te…
    Qualunque lavoro ti interessi, è fondamentale conoscerlo quanto più possibile, magari chiedendo chi questo lavoro lo fa già.
    Per quanto riguarda la posizione che ti interessa, nell’ufficio commerciale estero, ci sono delle competenze richieste che penso a te manchino: oltre alla lingue, è necessario conoscere le basi della contabilità per poter gestire i preventivi, ecc. SIcuramente fare dei corsi su questi aspetti o andare all’estero per le lingue sarebbe utile…
    Potresti intanto sfruttare le tue competenze in campo elettronico così come quelle in campo sanitario per proporti ad aziende che producono questo genere di prodotti (ossia prodotti elettronici o diagnostici per la sanità ad esempio…).
    Questo è quello che posso dirti per le informazioni che hai fornito, poi se sei interessato possiamo sentirci per un colloquio più approfondito.
    un saluto

  24. gianni scrive:

    grazie per avermi risposto…avevo pensato di iscrivermi a qualche corso o laurea attinente ma spulciando sulla rete e sui giornali dicono che questo tipo di mercato è finito..o si fa l’operaio o l’ingegnere,il medico e via dicendo..con le materie umanistiche non si mangia ed io so fare o meglio studiare solo quello…sob!!

  25. Coach Lavoro scrive:

    @Gianni,
    prima di farti scoraggiare dalle notizie (più o meno veritiere) che compaiono sulla stampa, ti consiglio di fare tu stesso un’analisi sul campo sul mercato che ti interessa, magari chiedendo a chi questo lavoro lo sta facendo: la crisi è comune un po’ a tutti i settori, e al loro interno ci sono tante aziende che hanno fallito così come aziende che hanno saputo rinnovarsi ed ora stanno andando bene!
    quindi se vuoi informarti cerca sui giornali di settore, rivolgiti come ti dicevo a chi già lavora nel settore!
    Poi come ti scrivevo sopra dovrai valutare bene se e come ampliare le tue competenze personali e professionali! non ci si può certo fermare ad un solo tipo di competenza! anche l’ingegnere o il medico adesso devono formarsi come professionisti a tutto tondo, oltre quello che è il percorso tradizionale di studio!
    in bocca al lupo!

  26. laura scrive:

    X Roberto, la vita dell’artista é durissima, (….)
    Tanti artisti, musici, scrittori, pittori etc…oggi piú che riconosciuti, hanno vissuto una vita durissima nella loro epoca e morirono nell’anonimato! Ma oggigiorno in piú, gli artisti trovano tantissimi problemi aggiunti per il tipo di societá in cui ci troviamo, robotizzata, mercantilizzata, (….) Artisti si nasce, si vive e si muore. Non si é artisti per scelta, si é o non si é, tutto qui. Anche se non si ha successo né ci si guadagnano soldi, l’artista non puó smettere di creare per necessitá spirituale.
    Il tuo caso mi ricorda “grosso modo” quello di Gauguin, il pittore: con 40 anni molló impiego in banca, una vita comoda e borguese, famiglia, moglie e bambini, per andarsi a rifugiare alle isole della Martinica per dipingere.Morí in condizioni lamentabili. Una crisi esistenzialista. Ma oggigiorno bisogna propio aver tanta attenzione perché il pericolo di finire a fare il barbone é doppio!
    Non so quello che potrá spiegarti il Coach di lavoro in questi punti: francamente non credo possa aiutarti molto, non é un artista.
    Gli artisti da sempre non lavoriamo in nessun impiego, non guadagnamo soldi, e siamo falliti in partenza. Viviamo al giorno,fuori dal tempo, nei nostri sogni. Non ce ne frega niente di avere o no successo. La gente ci guarda come pazzi…magari lo siamo.
    Ma é una scelta di vita, un modo di vivere.
    Saluti da una pittrice fallita, senza bisogno di coach ( l’artista deve capirsi a se stesso, nessuno puó consigliargli niente).

    (il commento è stato moderato da admin)

  27. laura scrive:

    X precisare a Roberto, un’altro consiglio diretto da una artista. Nella mia modesta opinione ( sono una pittrice che incominciai con 16 anni e adesso ne ho 38, con tutti i problemi che derivano da questa scelta di vita ), non dovevi assolutamente lasciare il tuo impiego che ti dava sicurezza económica, per dedicarti a scrivere libri o alla musica. Anzi, ti faceva comodo conservarlo, perché per sviluppare carriere artístiche ci vogliono soldi e calma, un appoggio económico fisso tutti i mesi per mangiare, vestirsi, pagare il materiale, la pubblicitá, gli agenti, etc…
    Secondo me, dovevi incominciare a sviluppare la tua passione nei fine settimana, vacanze, e piano piano svilupparli, senza lasciare la tua fonte económica, l’impiego. Era un regalo! Magari ce l’avessi avuto io!

    Adesso ti trovi come un vero e propio artista, siamo sempre nei guai fino al collo, con problemi económici etc…Non ti dico piú, solo coraggio e fortuna!

Leave a Reply