Non so che lavoro fare…sono confuso…non ho le idee chiare su cosa fare…

Posted on Pubblicato in Cercare & Trovare Lavoro, Coaching, Da Non Perdere, Inventarsi un lavoro

confusioneDiverse persone che mi contattano per un primo incontro di coaching gratuito mi dicono di essere confusi, di non sapere cosa vogliono veramente, qual è il lavoro veramente adatto a loro…

La confusione e il non avere le idee chiare ci portano spesso a girare intorno ai nostri pensieri, senza riuscire a concentrarsi su nessuno di questi, ci rendono immobili e paralizzati nell’azione.

Cosa fare per sbloccare questa situazione?

Alcuni tentano  di cercare quante più informazioni possibili sugli argomenti che gli interessano…e quindi passano il tempo a cercare su Google, a navigare sui siti, oppure vanno in libreria a consultare dei libri o frequentano corsi di formazione…

Questa soluzione si rivela efficace solo nella misura in cui abbiamo già chiaro quello che vogliamo e quindi quello di cui abbiamo bisogno! La ricerca in questo caso sarà mirata e produttiva. Altrimenti il rischio è sempre quello di perdersi, di fermarsi nella fase di ricerca informazioni che continua all’infinito senza portarci ad una decisione concreta e quindi all’azione…

La ricerca di nuove informazioni così come il susseguirsi di pensieri, domande e dubbi nella nostra mente rischiano di essere soluzioni non funzionali perchè sostanzialmente funzionano come antidoti all’ansia, alla paura che ciascun cambiamento, e in particolare i cambiamenti di vita e di lavoro portano con sè!

Quando una persona mi dice: “Non so cosa fare … Non ho le idee chiare su quale sia il lavoro o la professione adatta a me … ho molta confusione …”, è molto facile che facendo poche domande scopriamo che in realtà un’idea in mente ce l’ha già!

Forse ci sono 2 possibili alternative su cui la persona non sa decidersi, ma il più delle volte il problema è la paura: paura di fallire, paura di sbagliare, paura di non farcela, paura che l’dea non sia realizzabile.

Dobbiamo ricordarci che la paura ha la funzione positiva di proteggerci da un pericolo…ma siamo sicuri che quello che vogliamo fare sia davvero “pericoloso”? Quale sarebbe la cosa peggiore che potrebbe capitarci? Non riuscirci? Avere un insuccesso?

La mente umana tende ad ingigantire i rischi percepiti e le perdite e a ridurre invece le possibilità di riuscita ed i guadagni possibili!

Quando la paura di perdere è più forte del desiderio e della speranza di vincere, di avere successo, la nostra impresa è bloccata in partenza.

Ma se non agiamo, se non proviamo e se non perseveriamo nel tempo in ciò che vogliamo fare o creare, che sia un lavoro o un’attività in proprio, non potremo mai sapere se quello che abbiamo in mente funzionerà!

Quindi prendiamoci un momento per riflettere con tranquillità e scriviamo quello che desideriamo fare, quello che ci piace veramente. Scrivere ha la duplice funzione di fermare i nostri pensieri…e di registrarli consentendoci di riprenderli in qualunque momento!

Chiediamoci anche perchè lo vogliamo…cosa ci spinge davvero a farlo.

Infine scriviamo quali sono le risorse che già abbiamo per iniziare il percorso!  Possono essere risorse interne: la nostra energia, la nostra passione, le competenze che abbiamo acquisito, quello che abbiamo imparato dalla vita, ed anche esterne: le persone che possono darci un supporto morale o anche concreto per il nostro progetto: amici, colleghi e anche…perchè no? un coach che ci segua e ci alleni passo dopo passo a costruire il nostro progetto!

Ecco che le idee finalmente si schiariscono, si accende una scintilla di speranza: “Forse forse…ma sì, si può fare! Ce la posso fare!”

Ricorda: “Un viaggio di mille miglia inizia sempe con il primo passo“!

134 thoughts

  1. Buongiorno!
    grazie di questa opportunità. Stavo per compilare la richiesta del coaching gratuito… poi ho letto tante storie con il medesimo filo conduttore e così ho pensato di unirmi al gruppo raccontando la mia di storia utilizzando, ove possibile, un sistema schematico.

    Ho 42 anni, prossima ai 43, quasi sempre svolto lavoro impiegatizio..Dal 2003 impiegata c/o una piccola azienda commerciale – lavoro full time a tempo indeterminato (e chi lo lascia, con un mutuo da pagare?) – da luglio 2011 in cassa integrazione e poi licenziamento. Colgo il lato positivo della situazione: non affosserò in un lavoro che da tempo non mi dava più gratificazioni.. mi riciclo.. è il mio momento.. ho tempo per pensare come “re-inventarmi” (una parola molto in auge in questo periodo):-) .. Ci sono le condizioni ideali: no figli, no marito, nulla che mi possa frenare.. libertà assoluta di decidere cosa fare da grande! Sì è arrivato il momento… ricomincio da qui. Colgo l’occasione del lungo tempo a disposizione e a settembre 2011 parto sola per il Cammino di Santiago de Compostela (Spagna).. percorro quasi 900 km. A piedi… soffro le vesciche ma psicologicamente reggo molto bene, incontro gente solidale. Dall’esperienza capisco questo: è stato importante farla, attraversarla per capire che non avevo bisogno di farlo. Certo ho anche capito che non son fatta di farina da far ostie!:-)

    Torno dal cammino e che tipo di lavoro cerco? No da impiegata, 8 ore dietro la scrivania non fanno per me, mi accorgo che dell’inglese studiato per anni rimane poca traccia, non praticando lo si dimentica. Mi soccorre lo spagnolo, lingua latina.. più affine.. ma non basta. Dove vado a 42 anni con esperienza prettamente impiegatizia? Non mi vuole più nessuno.. ho bisogno di imparare un mestiere nuovo… in breve tempo decido il corso di massaggio Joint Release… Bellissima esperienza fuori dal tempo dove ho condiviso me stessa ed ho imparato a “sentire”.. il con-tatto….. Dare un massaggio, oltre che piacermi, mi fa star bene, mi rilassa. E’ una meditazione che succede da sé.

    Il corso mi è costato parecchio anche a livello economico ma sacrifico altro… inizio a praticare a casa… finalmente qualcosa che mi stimola… poi mi accorgo che non ho futuro, che il massaggio non mi può sostenere economicamente, solo un estetista o fisioterapista per legge può toccare qualcuno. Qui mi areno, non riesco a sviluppare questa professione e la relego a pochi intimi.

    E’ palese: non so cosa mi piace fare che possa essere anche “monetizzabile” e barcollo, non c’è nulla che spicca più di altri. Sono ancora convinta che “buttandosi” in corsi vari si possa trovare ciò che ci piace. Quante volte tu pensi di essere portata per qualcosa e invece, casualmente ti trovi a frequentare un corso ed imparare un mestiere che non avevi considerato o pensavi di non essere portata. Ma evidentemente la mia teoria non fuziona. Forse è necessario un ritiro fertile dentro noi stessi e solo dopo aver bene in chiaro ciò che si vuole fare, agire. Bene, io ho fatto tanti ritiri ma non sono serviti a nulla e mi rendo conto che non ci sono manuali che te lo insegnano! Sono tentata a rimaner ferma e a lasciare che le cose accadano…

    C’è bisogno di ideare, elaborare, valutare i rischi, preservare con passione e disciplina e qui casca l’asino.

    Ma io chi sono? Un groviglio di…..

    Grazie dell’attenzione

  2. Ciao Debby, ti ringrazio per aver condiviso la tua storia!
    Tu sei una delle poche persone che ha deciso di rischiare, che ha trovato, forse anche per caso, una strada ed ha deciso di percorrerla! Poi sono arrivati i problemi, anche se non mi chiedo se si tratti solo di problemi legati al vincolo normativo (che tra l’altro bisognerebbe approfondire) oppure anche di altro tipo!
    Tu giustamente ti chiedi se sia più giusto (o meglio, più funzionale) buttarsi su qualcosa per poi scoprire se ci piace o meno…oppure rimanere a pensare in attesa di un’illuminazione…?!?
    In realtà nessuna delle due può essere LA soluzione, ma entrambe fanno parte della soluzione, che senz’altro parte dalla consapevolezza di te stessa: CHI SONO IO?
    Alla nostra identità poi sono legate le cose che ci piacciono, che ci motivano e ci stimolano, che di fatto poi possono anche mutare nel tempo (diversamente dall’identità che è stabile).
    Quindi è da lì che bisogna partire, facendo attenzione a non confondere la domanda: COSA MI PIACE FARE, COSA VOGLIO FARE con quella COSA è REALIZZABILE e SOSTENIBILE.
    Entrambe le domande vanno fatte, ma esattamente in questo ordine e soprattutto non bisogna sovrapporre i 2 aspetti!
    Visto che eri già intenzionata a richiederlo, possiamo sentirci per una consulenza gratuita!
    a presto!

  3. Ciao sono una ragazzina di 17anni,frequento la quarta superiore e davvero non ho la più pallida idea di che fare nella mia vita.Oddio,un’idea ce l’avrei ma non so bene come concretizzare il tutto.
    Ho ottimi voti nelle materie umanistiche e mi piacciono molto la storia e soprattutto la filosofia,solo che ho i miei dubbi nello scegliere una facoltà come filosofia poichè poi solo la docente potrei fare,non che mi dispiacerebbe, però è complicato perchè entrerei nel mondo del precariato e non so quanto convenga dato che non è che si guadagni poi così bene.quindi avevo pensato di combinare un lavoro come quello di insegnante a quello di giornalista.amo molto scrivere e ho sempre voluto fare la giornalista,solo che,dato che fare la giornalista sarebbe un punto interrogativo poichè è difficile lavorare per giornali importanti e ottenere quindi un buon guadagno,avevo pensato di combinare le due cose…magari facendo la docente di storia e filosofia la mattina in un liceo e poi il pomeriggio e la sera scrivere dal mio pc a casa per qualche giornale..sarebbe il massimo..ma che facoltà dovrei scegliere?indicazioni?grazie in anticipo (:

  4. Ciao Flavia!
    sappiamo bene come nessuna strada sia facile…soprattutto in questo periodo, anche perchè il mercato del lavoro cambia molto velocemente e tra 5 anni ci saranno professioni che neanche immaginiamo!
    Per aiutarti nella scelta…ti suggerisco di pensare alla fine…ossia al tipo di vita che vorresti condurre e il tipo di lavoro che ti piacerebbe fare! La docente così come la giornalista sono due bellissime professioni, entrambe in linea con la tua passione per la riflessione, le materie umanistiche e la scrittura…ma sono anche le prime che ti vengono in mente perchè molto note e diffuse! Ma esistono anche tante altre possibilità da esplorare!
    Ti invito a consultare il portale dell’orientamento http://www.jobtel.it…e navigare alla ricerca di professioni affini alle tue caratteristiche personali, ai tuoi interessi, ecc…
    E poi, visto anche che ti piace fare la giornalista, andare a “intervistare” chi già svolge questo mestiere, per capire di cosa si tratta veramente!
    E poi, ti basterà digitare su Google: come fare per diventare….e il nome della professione…e troverai le strade possibili e i titoli necessari per le varie professioni!

    Se poi ti servisse un ulteriore supporto nell’orientamento scrivimi pure!

  5. Ciao mi chiamo Riccardo 24 anni sono in una forma di offuscamento dal punto di vista lavorativo come quella descritta dal coach non so che lavoro fare e che strade prendere so di certo i miei pregi ma non riesco ad attribuirli a nessun lavoro ora cerco piu fonti di informazione possibili e cerco di apprendere ogni singola cosa che leggo nell ultimo anno ho iniziato un nuovo lavoro dove in realtà sono portato e da una parte mi piace da una lo odio ped la verita sono stato anche il titolare di questa attività che però con i suoi ritmi frenetici mi ha portato ad odiarla e a non voler neanche restare piu un secondo dietro il banco ora non so piu che fare pian piano sto uscendo da questa fossa che mi ero creato e dove mi stavo ammalando considerato che inizialmente non sapevo neanche cosa fosse un rum ho raggiunto un buon livello in pochissimo tempo la mia abilità e quella di imparare velocemente tutto e cercare di diventare il migliore stare in mezzo alla gente e la determinazione ma ora di tutto questo non so che farmene perche voglio assolutamente cambiade mestiere per tanti altri problemi no lo voglio piu fare vorrei solamente lavorare di giorno come tutte le persone normali e poter avere la mia domenica perlomeno . Vi ringrazio in anticipo vorrei qualche dritta una strada da percorrere

  6. Ciao Riccardo,
    dalle tue righe traspara la tua confusione ed anche l’esigenza forte di cambiamento che però al momento non è incanalata in alcuna direzione….
    Per aiutarti a definire ciò che vuoi ottenere puoi partire da mettere nero su bianco ciò che non ti piace del tuo lavoro attuale e di quelli che hai svolto in precedenza, per poi scoprire, per differenza ciò che ti piace e che cerchi in un lavoro! Devi considerare non solo il tipo di attività, ma anche il tipo di ambiente lavorativo, i ritmi di lavoro, lo stipendio, ecc…
    Avere chiare le caratteristiche di quello che cerchi, così come accade quando andiamo a comprare un oggetto tecnologico o un vestito, ti aiuta a trovarlo e distinguerlo da tutto il resto!
    In bocca al lupo!

  7. Ciao sono chiara e ho 20 anni e sono completamente confusa e disperata tanto da non riuscire ne ad andare avanti ne indietro…irrimediabilmente bloccata.
    Sono al primo anno di ostetricia e il lavoro in se lo adoro veramente… il problema sta nella mia paura delle malattie infettive . Come lei ha scritto la mia ansia e paura mi bloccano non facendomi provare il tirocinio formativo che ho fatto per soli due giorni.
    I miei genitori mi hanno proposto dunque di lasciare perdere il lavoro a mio parere migliore ma che so
    mi causerebbe moltissima ansia portandomi infatti a controllare la presenza continuata di tracce di sangue.
    Il problema è che non ho altri interessi … non so cosa devo fare che lavoro scegliere anche se in me spinge preponderante l idea del ostetrica.
    La ringrazio infinitivamente per l aiuto che da a tutti noi.
    Chiara.

  8. Ciao Chiara,
    da ciò che scrivi capisco che tu ami davvero il tuo lavoro che descrivi come il “migliore” per te, ma la tua “ansia” per il rischio della malattia ti porta ad evitare possibili situazioni di contagio….e quindi di fatto ad allontanarti dal tuo futuro lavoro!
    Ora puoi scegliere se farti condizionare dalle tue paure o essere tu a condizionarle, affrontandole!
    Puoi scegliere se rinunciare al lavoro che ti interessa davvero oppure, con la forza che questa passione ti dà, lavorare sulle tue paure e superarle una volta per tutte, diventando così più forte!
    Se vuoi scegliere di intervenire su questo problema ti posso consigliare di rivolgerti ad uno dei Centri di Terapia Breve strategica che sono specializzati nel risolvere in tempi brevi situazioni di paura, ansia, ossessione, ecc. Questo è il link per trovare il centro più vicino a te.
    http://www.centroditerapiastrategica.org/centri-affiliati.php

    Un caro saluto

  9. sono uscita col massimo dei voti da un tecnico (serale) ho lavorato nelle vendite, non ho mai trovato un vero lavoro, non ho ancora capito qual’è il problema, se burocratico sono ora ritornata nel nucleo famigliare e ho frequentato un corso per lavorare nella pulizia, se non fosse che alcuni enti pagano in nero gli extracomunitari, altri assumono i 2 parenti e il resto dell’equipe è composta da stranieri che sgobbano per i 2martiri. Ora all’alba dei 30 non so come reinventarmi, tutti mi fanno i complimenti per il cv ma non so neppure cosa raccontare ai colloqui, nelle loro domande, sia che io sia felice, sia che sia sicura, sia che mi dia già per impegnata aprossimativamente e in fase di una possibile valutazione, sortisce un interesse nei miei riguardi ma non al punto di assumermi
    ps: ho la fedina penale pulita (forse troppo per meritarmi un inserimento lavorativo)…Non saprei cosa fare. Non ho zie cugini genitori che mi possono aiutare. In realtà dopo le prime esperienze lavorative il centro lavoro mi ha proposto un altro lavoro vendita: e ho rifiutato. I miei due diplomi sono tutti da 9 anche la pratica del secondo…. Sono demoralizzata!!

  10. Ciao Ilenia, potremmo stare ore ed ore a scrivere pagine su pagine su quanto il mercato del lavoro in Italia non funziona bene, ma non solo non avremmo risolto in tuo problema, ma probabilmente non l’avremmo neppure centrato. Il CV a quanto pare è ben fatto tanto è vero che ti convocano ai colloqui ma poi lì succede sempre qualche intoppo e non vieni assunta. C’è qualcosa che non convince i selezionatori…e forse neppure te.
    La domanda fondamentale diventa: tu hai chiaro cosa vuoi fare e perchè? Se la risposta è negativa allora è su questo che bisogna lavorare…prima di trovare lavoro! Se tu sei convinta sarai anche convincente.

    in bocca al lupo!

  11. Non sono di quelle che fin da piccola ha sempre saputo che lavoro avrebbe fatto, nel corso del tempo ho pensato a diversi mestieri insegnante, tecnico pubblicitario,copywriter.. Eppure spinta da tante cose famiglia, pressioni varie ho cercato qualcosa di più sicuro, così mi sono laureata in una scienza infermieristica (logopedia). Dovrei essere la persona più contenta in questo pianeta perché a 25 anni ho quasi 3 anni di lavoro alle spalle e in questi lavoro la mia posizione può solo crescere. L’inserimento nel mondi del lavoro è stato traumatico, la differenza d’età con le colleghe, i pregiudizi, il non saper cosa fare con i bambini.. Mi dicevo che era solo l’inizio che dovevo prendere sicurezza e qualcosa sicuramente sarebbe cambiato, ed effettivamente è cambiato ho preso maggiore sicurezza ect ma dentro di me tutto è rimasto uguale..non ho motivazioni verso questo lavoro non mi interessò non mi informo ed io non sono così sono una persona dinamica che di appassiona alle cose che vive con entusiasmo la vita, minpuace viaggiare, organizzare, stare con gli altri.Mi sento in trappola delle volte come se la mia vita fosse segnata, è difficile da capire una situazione come la mia perché sono fortunata alla mia età in questo momento storico ad avere un lavoro del genere che può permettersi di di crescere, eppure mi chiedo se ne vale la pena sentirsi così alzarsi la mattina con un peso. Ho 25 anni e nessuna competenza di altro genere posso reinventarsi

  12. Ciao Serena,

    molte persone come te si sentono “in colpa” ad essere insoddisfatte del proprio lavoro quando questo è stabile e consente loro di mantenersi, mentre invece tanti in questo momento sono disoccupati e farebbero qualunque cosa pur di lavorare. Sicuramente il lavoro che fai non va disprezzato, anzi, ma questo non significa che bisogna accontentarsi di qualunque cosa dia i soldi per vivere e accettare di stare male da ora fino ai prossimi 30-40 anni quando andrai in pensione! La vita è una sola!
    Siamo esseri umani e puntiamo a qualcosa di più della mera sopravvivenza!
    Attenzione a barattare la realizzazione personale e la felicità per la sicurezza economica oppure per l’approvazione altrui!

    Serena non direi che la tua è una “fortuna”: il lavoro che hai è frutto della scelta universitaria “oculata” che hai fatto. Spinta dai tuoi genitori (e dalla paura di un futuro indefinito) hai preso la facoltà che portava al “lavoro sicuro” (moltissimi fanno lo stesso) ed infatti dopo qualche anno hai avuto un lavoro che per te era solo “sicuro”, ossia che non ti ha dato altro se non la sicurezza del posto!

    Però la tua non è una scelta irrevocabile, non ascoltare le voci che cercano di convincerti di questo e di bloccarti! Segui le tue aspirazioni: anche se la strada sarà in salita è sempre possibile cambiare, a qualunque età, figurati a 25anni! sei giovanissima!

    Sei una persona dinamica appassionata ed entusiasta nella vita, puoi e devi esserlo anche nel lavoro, anche perchè il lavoro è parte integrante della tua vita!

  13. Il fatto è che non so da dove partire..dalle mie passioni?da ciò che mi piace fare? Ho voglia di darmi da fare e smettere di lamentarmi..vorrei solo capire come muovermi

  14. Serena, ci sono più elementi da considerare: quello che ti piace fare, che ti interessa, che sei brava o comunque predisposta a fare. Una volta identificato il tuo obiettivo sarà più semplice trovare il modo per realizzarlo e concretizzarlo nella realtà. Se vuoi possiamo confrontarci su questo in un colloquio gratuito. Un saluto

  15. Buongiorno :) vorrei contribuire con la mia storia, cercando di essere sintetico.
    Ho attualmente 31 anni. La mia carriera scolastica dopo le medie è stata: 2 anni di alberghiero, abbandonato per voler fare “chissà cosa” (mi ero messo in testa di fare il conservatorio, nessuno mi aveva spiegato che si può fare anche mentre si va a scuola. Ma forse era solo una scusa), ripreso da capo all’ITIS, passato poi all’itis serale, con la motivazione che forse avrei dovuto fare il servizio civile in luogo di quello militare(in realtà al militare mi hanno scartato), perso un altro paio di anni in cambi di indirizzo, poi qualcuno mi ha convinto a passare a un liceo (psico pedagogico). Ho detto “qui, o vado dritto o vuol dire che non devo diplomarmi”. Ho passato l’esame per entrare in terza, e… sono andato dritto. In quell’anno ho anche conosciuto l’Amore che è con me da ormai 10 anni. Finito il liceo, avevo 26 anni, volevo continuare. Avevo una paura FOLLE di cosa potesse pensarne mia madre, per poi scoprire che anche mia madre la pensava come me: anzi che stare a casa, vai all’università. Non è che fossi decisissimo, ma ho scelto lingue e letterature straniere a Pisa (per motivi logistici) (e inizialmente mi ero iscritto a comunicazione). Ho anche sempre accettato tutti i lavoretti che potessero capitarmi. Mi sono laureato, e ho mantenuto l’iscrizione alla magistrale Lingue e Letterature EuroAmericane. Subito dopo la triennale, grazie ad uno stage, sono entrato come receptionist in un hotel, dove ho fatto due stagioni, e non mi hanno rinnovato la terza (quest’anno). Ero rimasto iscritto alla magistrale perché credevo di desiderare di fare l’insegnante. In 2 anni alla magistrale non ho dato neanche un esame, quindi il mese scorso ho deciso di smetterla di pagare tasse per niente. A gennaio avrò 32 anni, la mia ragazza 29, vogliamo andare a vivere insieme e costruirci una famiglia. Ora cerco lavoro.
    Non lo do a vedere, ma vivo l’abbandono della magistrale come un fallimento. Un essermi arreso al fatto che non sono ciò che desideravi essere, sono ciò che sono. Che non ho più tempo. Che avrei dovuto pensarci prima. Penso che nello sbagliare, ho continuato a sbagliare, scegliendo anche l’università sbagliata, perdendo ulteriore tempo, inseguendo una cosa, poi un’ altra, cambiando continuamente idea.
    Questa è la mia storia, spero di averla resa bene. Adesso… non so più veramente come muovermi.

  16. Ciao Giuliano, mi perdonerai se ho tagliato alcuni punti del tuo commento perchè nonostante il tuo desiderio di sintesi era piuttosto lungo. Ad ogni modo come vedrai ho conservato quasi tutto. Avremo modo di confrontarci sulla tua situazione nel colloquio gratuito, ad ogni modo posso dirti che la prima cosa da fare è smettere di guardare indietro agli sbagli fatti o meno e concentrarsi sul presente per costruire un futuro diverso. Se ti concentri sul momento presente non disperderai i tuoi pensieri in mille rivoli ma avrai quella concentrazione che ti porterà ad individuare la tua meta e a portarla fino in fondo.

  17. Buongiorno!
    Aggiungo anche la mia esperienza: sono impiegato ma il lavoro che svolgo è troppo “invasivo” dal punto di vista degli orari e delle trasferte, e in fin dei conti non è mai stata la mia passione. So che cambiare semplicemente azienda ma restare nello stesso campo mi esporrebbe al rischio di passare dalla classica padella alla brace, perciò voglio proprio cambiare vita.
    Ho 30 anni, e per la prima volta una mia passione che non ho mai creduto “monetizzabile” lo è diventata, banalmente perchè è cambiato il mercato: dal 2012 in Italia (e in quasi tutti i 27 paesei europei) si vendono più biciclette che automobili. Ora ho individuato il campo, ma non saprei da dove iniziare per individuare in modo più specifico il lavoro che potrei svolgere. In realtà mi piace qualsiasi cosa che abbia a che fare con il mondo della bici, da una ciclofficina a collaborare con gli amminsitratori locali per la stesura del bici-plan cittadino (cosa successa ad un ragazzo della mia età, presidente di un’associazione di ciclisti).
    Per farla breve: come posso “restringere il cerchio” delle figure lavorative ricopribili in un campo così ampio? O magari inventarne una nuova?

    Grazie,
    Matteo S.

  18. Ciao Matteo, grazie per la tua testimonianza! Hai individuato la tua passione, ora devi capire cosa farne fondamentalmente! Bene, parti dalle esigenze del tuo territorio e dei tuoi potenziali clienti: che cosa potrebbe servire loro? cosa manca nel campo dei prodotti/servizi delle bici? C’è qualcosa che potrebbe essere fatto in più o diversamente? Pensa, immagina…ma confrontati anche con le persone, con il territorio, con chi ci lavora già nel settore (come il ragazzo di cui parli) e con altri appassionati o amatori.
    Una volta raccolte le informazioni il cerchio si chiuderà e ti verranno in mente una o più idee da sperimentare.
    Per un supporto ulteriore, puoi contattarmi per un colloquio gratuito.
    Saluti

  19. Anch’io come in alcune delle storie lette qui non ho mai saputo con certezza che lavoro voler fare da grande, e, a essere sincera, non lo so nemmeno ora a 23 anni. Mi sono laureata un anno fa in lingue, in realtà non faccio che ripetermi di aver scelto male perchè la mia è stata una scelta in base a quello che mi veniva più facile da studiare. Comunque devo ammettere di aver avuto un discreto successo universitario. Durante l’ultimo anno ho frequentato un master per il settore turistico, per poi realizzare che in realtà la figura di un esperto di turismo in Italia non esiste e non viene richiesta. Ora lavoro 8 ore al giorno in un ufficio dietro a un pc (con cui faccio davvero poco) con un contratto semestrale di stage senza l’ombra di un quattrino. Tra poco questi sei mesi scadranno e palesemente non c’è alcuna possibilità di essere assunta e non so davvero dove sbattere la testa. Ho le idee molto confuse, fini ora quello che ho capito è di non essere fatta per un lavoro di ufficio statico e (per quel che mi compete) inutile. Poi c’è anche anche la famiglia che spinge per avere delle risposte su quello che io intenda fare e quali risultati abbia raggiunto fin ora. Io queste risposte non le so dare. Mi sento in bilico su un filo senza vederne la fine e l’unica cosa che mi mantiene in equilibrio è l’unico sogno che io abbia mai avuto, quello di creare e accudire una famiglia. Per questo motivo sogno un lavoro gestibile e indipendente (forse un’utopia).Un sogno quindi ce l’ho ma per poterlo realizzare è indispensabile un’indipendenza economica, che io non so o non riesco a trovare.

  20. Francesca, piacere di conoscerti! Quasi tutti i giovani si iscrivono all’università senza avere un orientamento nè all’inizio nè al termine del proprio percorso e questo sicuramente complica
    I genitori vogliono risultati e concretezza (e credo che anche tu non li disdegni affatto) però trovare la propria strada non è come fare un calcolo matematico: ci vuole tempo (e metodo) per acquisire consapevolezza ed esplorare il mondo intorno a te. L’esperienza che hai fatto ti ha dato delle informazioni in più su cosa NON ti piace e non vuoi fare: è un passo in avanti!
    Il tuo sogno di avere una famiglia non lo abbandonare e non credere che avere o meglio crearsi un lavoro gestibile e indipendente sia un’utopia: grazie alle nuove tecnologie è diventata una realtà concreta per molti (soprattutto donne!).
    Inizia a leggere questo articolo per avere alcune idee, poi in caso contattami!
    http://www.coachlavoro.com/2013/05/avviare-unattivita-su-internet-le-strade-possibili/
    a presto!

  21. Non pensavo fossimo così in tanti… il mio problema è che non riesco a scoprire che cosa mi piace fare e per cosa sono portata. Io ho 29 anni, sono laureata in legge e svolgo la pratica forense. Non penso però che questa sia la mia strada. Non mi piace, non ci sono neanche portata. Quando mi dicono “segui i tuoi sogni”, io non so cosa rispondere, perchè non penso di avere dei sogni. Tutti i miei coetanei sono bravi in qualcosa. Io non ritengo di avere doti particolari. L’unica cosa che so è che vorrei un lavoro dove lavorare in modo autonomo. Stavo valutando di aprire una pizzeria al taglio o una paninoteca, ma poi mi sorge la solita domanda: ma è una cosa che ti piace o è solo un’alternativa al lavoro attuale che non mi piace e che mi rende profondamente depressa?

  22. Ciao Erica, le persone confuse, disorientate e scoraggiate in questo periodo sono molte più di quanto si immagini! Questo dipende sicuramente dal momento storico e culturale (oltre che economico) in cui stiamo vivendo, ma anche dal fatto che molti hanno perso il contatto con sè stessi, con i propri desideri e con l’intuito. Se si viene allenati a fare solo quello che si DEVE fare, quello che è GIUSTO (per gli altri) si perde materialmente la connessione con ciò che ci PIACE e ciò che è GIUSTO per noi.
    Se a questo si aggiunge la “clausola” per cui per scegliere di fare una cosa dobbiam già essere BRAVI, per non dire PERFETTI, nel farla, prima ancora di iniziare, il blocco è assicurato!
    C’è quindi bisogno di un allenamento e di un avvicinamento graduale a sè stessi…..solo così potranno riaccendersi sogni e desideri da troppo tempo sopiti…

  23. ho 17 anni…ultimamente sono molto convinta sul fatto di essere incapace(credo di essere anche una persona pessimista)…a fare qualsiasi cosa …non mi riesce fare proprio niente e ciò mi deprime….penso che queste mie convinzioni siano nate dai commenti altrui su di me e dal fatto che io sia una persona molto ma molto influenzabile…sono una ragazza timida e non riesco ad aprimi più di tanto con gli altri, perciò mi chiudo. Non riesco a capire ciò che vorrei fare, e in questo momento ho paura di star svolgendo un attività che non mi appartiene. Non ho una minima idea su cosa vorrei fare… e su chi sono.

  24. Ciao Martina,
    piacere di conoscerti. Come vedrai dalle decine di commenti, sono molte le persone che hanno confusione, dubbio e insicurezza…ma tutte queste possono essere superate. A volte ci riusciamo da soli, a volte abbiamo bisogno del supporto di altri, meglio se professionisti esperti (psicologi, psicoterapeuti, coach…).
    Se senti che l’attività che stai facendo no ti appartiene, un motivo ci sarà, ma devi imparare ad ascoltarti e a fidarti delle tue sensazioni…
    NOn solo, scrivi che non riesci a fare niente e questo ti fa sentire incapace..e se fosse vero il contrario? cioè il fatto che tu ti creda incapace ti blocca o ti impaccia, e quindi non ti fa ottenere quei risultati e quelle conferme che ti darebbero sicurezza! QUesto circolo vizioso però può essere sciolto, ma devi farti aiutare, mi raccomando!
    Un caro saluto

  25. Buongiorno,
    mi chiamo Elena, ho 30 anni e, per la prima volta nella mia vita, mi sento confusa e disorientata. Le motivazioni sono diverse e mi fanno sentire bloccata, intrappolata tra le mille idee che mi passano per la mente senza trovare “la retta via”…
    Laureata in Lingue e Civiltà Orientali nel 2009, massimo dei voti, trovo lavoro dopo circa un anno ed intervallo la mia vita lavorativa tra redattrice televisiva, interprete e traduttrice.
    Purtroppo è un settore instabile,avrei potuto continuare per quella strada ma le necessità economiche sono cambiate e non mi permettono di continuare…in parte non vorrei più guadagnare poco facendo sempre lo stesso lavoro senza crescere mai…
    Qualche mese fa ho trovato un lavoro in un’azienda molto importante, a tempo determinato,insomma…con i tempi che corrono il massimo…
    Purtroppo non amo neanche un minuto di questo lavoro, mi sento insoddisfatta…
    Il mondo televisivo mi faceva sentire viva, tirava fuori il mio lato creativo, che è sempre stati molto spiccato ma purtroppo non ho mai avuto modo di utilizzarlo per scopi lavorativi…
    Ad esempio mi piacerebbe moltissimo inventare storyboard per cartoni animati oppure scrivere sceneggiature..
    Lo so, le mie parole saranno confuse come la mia mente,purtroppo la rispecchiano a pieno in questo momento. Alle volte non mi riconosco, altre penso che questo sia un momento di crescita personale…
    Un caro saluto a tutti voi

  26. Cara Elena,
    come avrai letto dalle decine e decine di commenti a questo articolo, la tua situazione è davvero molto comune! C’è chi non sa scegliere una strada tra diverse possibili, chi non ha neanche in mente delle alternative, chi magari è insoddisfatto di ciò che sta facendo, ha un’aspirazione diversa ma non sa come concretizzarla!
    Sicuramente questo momento, per quanto difficile, è un passaggio importante di consapevolezza e di crescita, come quello della crisalide che si trasforma in farfalla.
    Bisogna avere pazienza di mettersi in ascolto di sè stessi, facendosi domande senza paura delle risposte.
    Questo può non essere facile a farsi da soli, se vuoi puoi contattarci.
    Un saluto

  27. Buongiorno,
    mi chiamo Gian, ho 43 anni e circa 15 anni di lavoro estremamente specializzato in campo editoriale. Il mio lavoro non mi soddisfa più; non mi stimola più; il futuro in questo campo è molto fosco e non mi piace la strada che sta prendendo; si sta riconvertendo in pura informatica e programmazione e non mi ci riconosco più; l’ho interrotto (ero collaboratore) e ora vorrei reinventarmi in altro campo; il mio problema è che il mio lavoro era anche un mio interesse e una mia passione; ora non ho più nulla e detesto l’idea di ritornare a schiacciare tastini al computer inseguendo realtà sempre più virtuali che non mi rappresentano; cosa fare??; un lavoro “tradizionale”??; forse sarebbe la soluzione … ma cosa??; devo ripartire da zero!; sto sbagliando tutto?? Sono convinto di NO … ma sono molto inquieto!
    Grazie!

  28. Ciao Gianluca,
    quando abbiamo un interesse ed una passione, dobbiamo trattarle come risorse preziose! D’altro canto dobbiamo evitare di restringere troppo il nostro campo visivo limitandoci solo ad una certa cosa da fare in un certo determinato modo! Adottando un approccio mentale flessibile possiamo scoprire nuove modalità per rinnovare e “aggiornare” la nostra passione oppure altri ambiti affini cui dedicarci!
    Non bisogna ripartire da zero, anzi è opportuno valorizzare il percorso fatto e le competenze maturate, ma con la disponibilità a rimetterci in gioco e a creare/cercare qualcosa di nuovo!

  29. Ciao, io ho sempre fatto quello che i miei genitori mi dicevano di fare perché mi vedevano confuso. Sono stato sempre e lo sono tuttora una persona molto indecisa.
    Penso di non avere talenti che spiccano.
    Ho studiato economia e commercio e non mi piaceva, pensando che aveva più sbocchi. Sono più umanistico come tipo di persona.
    I lavori che ho fatto finora sono sempre stati come impiegato ma non duraturi, massimo un anno ciascuno, ora mio trovo a 37 anni senza un vero mestiere in mano e confuso. Che fare?

  30. Ciao Agostino, quando ci troviamo a fare delle scelte che non sono le nostre perchè non siamo sicuri, perchè ci facciamo condizionare dall’esterno, è molto probabile che i nostri talenti non riescano ad emergere!
    Da dove partire quindi? Dai tuoi interessi (tu citi quelli umanistici) che ti danno un indizio sulle tue inclinazioni personali. Ma questo è solo l’inizio: ogni esperienza che facciamo ci può dare segnali su ciò che ci piace e ciò che non ci piace, su quello cui siamo più o meno portati. Non è mai troppo tardi per cercare la propria strada, ma bisogna avere il coraggio per incamminarsi, anche se si vede solo il prossimo passo! Se hai un bisogno di un supporto, puoi chiedere una consulenza gratuita. In bocca al lupo!

  31. Ciao,
    mi chiamo Viviana, ho 36 anni e lavoro come impiegata in uno studio di consulenza fiscale da circa 10 anni. Già da tempo sono parecchio insoddisfatta di questo lavoro, sia perché non è più remunerativo come un tempo, sia perché non mi dà più alcuna soddisfazione personale. In effetti non mi è mai piaciuto fare questo tipo di lavoro, ho un diploma di liceo classico… mi è semplicemente stato proposto ed ho accettato questa sfida con me stessa in un momento in cui non avevo alcuna occupazione e desideravo crearmi una mia indipendenza economica e sociale. Ma dopo svariati anni in cui mi sono comunque impegnata in questo lavoro, nonostante non mi piacesse,sono veramente in crisi! Ho preso da qualche mese la decisione di lasciare questo lavoro che non mi dà alcuno stimolo, parlandone con il mio datore di lavoro e accordandoci sul fatto che me ne andrò nel momento in cui troverà la persona che mi sostituisce. Ma nel frattempo sono fortemente disorientata, indecisa, confusa, non so davvero come muovermi. In più, come tanti altre persone di cui ho appena letto i commenti, non ho la più pallida idea di cosa sono capace di fare, a parte quello che ho sempre fatto e che non voglio più fare…non so quali siano i miei veri talenti, perché in effetti non ho mai sperimentato altro in passato, a parte il lavoro d’ufficio. Ciò di cui sono consapevole è che sono stanca di essere inquadrata in qualcosa di rigido, freddo, dove i ritmi sono serrati e dove ciò che conta sono solo le scadenze senza alcuna considerazione per colui che svolge il proprio lavoro! E mi rendo anche conto che la gente che mi circonda in questo ambiente non mi dà nessuno stimolo, se non quello di cambiare rotta!!! Sento di voler operare questo cambiamento già da un po’, ma vorrei un sincero consiglio su come cercare la mia vera strada, ciò che realmente è adatto al mio modo di essere e potrebbe permettermi di realizzarmi e di sentire veramente “mio” quello che faccio. Grazie Un saluto

  32. Ciao sono Mara, ho 30 anni ed ho da 4 mesi perso il lavoro. Sono entrata in un momento di crisi totale da quale non riesco ad uscirne.Ho lavorato per anni nel campo turistico ed ora mi ritrovo srnza lavoro e con le idee confuse. Non sono più sicura che quella sia la mia strada, Vorrei i traprendere la carriera di coaching ma so che non é riconosciuta in Italia e non so da dove cominciare e quali traguardi potrei raggiungere. Sono come bloccata, vorrei cambiare ma non sono bloccata mentalmente e di co seguenza anche a livello pratico.
    Come uscire da questo vortice? In un momento di crisi come questo, alla mia età mi sembra i possibile. Come riuscire a capire cosa davvero si vuole fare nella vita?
    Grazie
    Mara

  33. Ciao
    Sono stata sempre una persona indecisa. Non penso neanche di avere un talento particolare perché per ogni cosa che ho studiato sono sempre stata molto lenta rispetto agli altri. Tanto che ho pensato di essere dislessica ma ho scoperto che non lo sono ( ho fatto il test). al liceo classico ho odiato la grammatica latina e greca anche se avevo una passione per l’inglese. Finito il liceo fra economia e lingue scelsi economia perché dava più sbocchi e sembrava interessante. Scelta sbagliatissima visto che la matematica era la materia che odiavo di più . Ma pensavo che economia era un campo vasto. Dopo la triennale presa con i miei tempi ho deciso di non continuare e ho lavorato all’estero perche ho sempre desiderato fare esperienze. Ho lavorato come receptionist convinta che fosse il mio lavoro perché avrei parlato varie lingue e sembrava interessante. Anche di questo nn sono sicura perché sono anche abbastanza timida e ciò a reso difficile l’impatto con il lavoro. Ora sono da mesi bloccata. Ho paura di prendere qualsiasi decisione perché penso che quelle prese fino ad ora siano tutte sbagliate e penso anche di non essere adatta a nulla. Ho pensato di fare qualche corso di specializzazione o master ma costano e non so in cosa.

  34. Questo è uno degli articoli di Coach Lavoro che ha avuto più seguito in assoluto e chiedo scusa se non sono riuscita a rispondere a tutti tutti, soprattutto nell’ultimo periodo!

    Viviamo in un’epoca di “crisi” che non è solo e soltanto economica ma soprattutto esistenziale. Perse le “certezze” del passato, adesso non abbiamo più punti di riferimento esterni a cui aggrapparci…e quelli che ci sono ci stanno stretti, ci soffocano!
    Ma proprio quest’epoca è un’opportunità grandissima di rimetterci in discussione e di cercare finalmente stabili riferimenti INTERNI!
    Non ci conosciamo veramente, non sappiamo chi siamo, cosa siamo davvero in grado di fare, cosa vogliamo profondamente…. oppure se lo sappiamo abbiamo paura di accettarlo, abbiamo paura di non essere all’altezza, abbiamo paura di fallire!

    Cosa fare dunque?!
    Non esistono ricette miracolose, strumenti che provocano improvvise illuminazioni… c’è un percorso da fare, da soli o con qualcuno che accompagni, come un coach. Bisogna mettersi in cammino senza fretta di avere le risposte ma curiosi nel fare le domande, bisogna essere pronti ad esplorare, anche a sbagliare strada, perchè non c’è nulla di sbagliato ma tutto serve per la nostra evoluzione!

    Buon cammino a voi tutti!

  35. Ciao,
    Mi chiamo Saverio e tra poco compirò 25 anni. Anche io, purtroppo, stò passando un periodo della mia vita in cui sono sempre di più confuso, e non capisco cosa dovrei fare per realizzarmi. Mi sono iscritto all’università a 20 anni scegliendo come facoltà Servizio Sociale (per diventare un assistente sociale.) Inizialmente avevo scelto di studiare Psicologia, ma avendo fatto alle superiori un tecnico commerciale specializzato nel turismo, non entrai. Allora per non rimanere un anno fermo, decisi di scegliere qualcosa di simile, e scelsi Servizio Sociale. Poi non mi dispiaceva come corso e quindi decisi di continuare. il fatto è che è stato un pò come un “ripiego”, e questo lo sento soprattutto adesso che non riesco a concludere questo percorso. Anche i pregiudizi che ha la nostra società nei confronti degli Assistenti Sociali mi demoralizza… Mi mancano 10 esami più due tirocini alla laurea triennale, e sono iscritto al secondo anno fuori corso! Il fatto è che l’ultimo esame l’ho sostenuto un anno fa, e sono in una situazione di blocco totale. Fortunatamente questo corso di studi permette di lavorare anche con la sola triennale! Mi ero anche prefissato di fare un corso di Counseling dopo la laurea…
    Ogni giorno mi continuo a chiedere se è il caso di continuare oppure no, ma poi penso ai miei genitori che credono in me, e che hanno speso un sacco di soldi, e cerco continuamente di autoconvincermi a finire. Non so veramente se sia questa la mia strada, anche se il sociale mi interessa…
    Un’ altra cosa che mi fa star male, è che non ho mai lavorato un giorno della mia vita, e questo mi fa sentire ancora peggio perchè vorrei iniziare a fare un pò di esperienza. Vorrei in qualche maniera dimostrare ai miei genitori e a me stesso che so fare qualcosa. Gli anni volano e io sono sempre quì, fermo, a rimuginare… Che fare?
    Grazie!
    Saverio

  36. Ciao Saverio, comprendo come ti senti: l’incertezza, i dubbi hanno caricato eccessivamente questo tuo percorso di studi….e questo insieme alla pressione di “dover finire” ha portato al crash! Il fatto è che in questo modo ogni possibile soluzione è bloccata perchè non porti a termine questo percorso, ma neanche ne scegli un altro nè vai a lavorare e il tempo che passa peggiora la situazione!
    Ora, prenditi dello spazio e del tempo per distaccarti emotivamente dalla situazione, hai bisogno di un attimo di pace e tranquillità e chiediti: Che cosa farei se non potessi sbagliare, se non avessi nulla da perdere?
    Per qualunque esigenza, sai che puoi contattarmi per una consulenza gratuita!

  37. Cia sono laura e sono prossima ai 52 ..la crisi ha colpito il mio settore,lavoro come responsabile alle vendite,da 30 anni, in una azienda produttrice nel tessile,sto cercando di capire come rimettermi in gioco nel mondo del lavoro,per hobby dipingo e sono creativa,mi piace cucinare e nella vita ho fatto varie esperienze nella ristorazione.ma mi assale un senso di impotenza che non riesco a sbloccare..forse un mondo già troppo lontano dal mio?
    grazie Laura

  38. Ciao ho 17 anni quasi 18 fra qualche mese,uscita dalla terza media ero convinta che quello che volevo fare nella vita era la parrucchiera allora mi sono iscritta in una scuola per parruchiera ho frequentato 3 anni di scuola ho fatto l’esame qualche mese fa superandolo mi e sempre piaciuta fare la parrucchiera ho frequentato solo la scuola e non ho mai lavorato in una sala ho solo fatto uno stage tramite la scuola adesso che ho finito la scuola devo inziare a lavorare ci provo cerco un lavoro ma quando lo trovo ce qualcosa che mi blocca e lascio perdere ora sto seriamete pensando che forse non e questo che veramente volevo fare Prima ne ero convinta ma ora non tanto specialmente quando i miei familiari mi dicono che io dovevo iscrivermi tipo al alberghiero e prendermi un diploma perche pensano che senza diploma non si va da nessuna parte,in questi giorni mi hanno comsigliato di iscrvermi in.una scuola superiore e prendermi aun diploma mi dicono che ancora a 17 anni sono in tempo per ricominciare a studiare, ma io non so che fare mi sento cosi confusa poi io sono anche una ragazza timida insomma mi sento troppo confusa non riesco a capire cosa devo fare?
    Grazie

  39. Cara Laura,
    nella tua vita hai sviluppato diverse passioni e competenze, che vanno fatte emergere compiutamente e valorzzate, per darti quel senso di padronanza e di “Potenza” che ti può aiutare a superare lo stallo e ad individuare un preciso obiettivo a cui puntare!
    Nulla è impossibile per chi ha fiducia…e le idee chiare!

  40. Ciao Brigitte,
    prima di intraprendere qualunque altra strada, bisogna capire quale sia il problema con quella attuale…
    Durante la scuola hai avuto difficoltà? e durante lo stage? Cosa ti piaceva di più e cosa meno?
    Perchè se tutto è andato più o meno bene durante gli studi e lo stage….il problema non è la strada che hai intrapreso,
    ma probabilmente dei pensieri, delle paure, delle convinzioni che hai nella tua testa…e che vengono anche dai tuoi genitori!
    Se vuoi possiamo confrontarci su questo tema e capire cosa fare per liberarti da questo problema e aprirti alla tua vita!”

  41. Salve,ho casualmente scoperto questo blog e ho subito sentito l’esigenza di scrivere per cercare qualche illuminazione. Ho 23anni e il mio sogno sarebbe stato proseguire gli studi all’Università ma per motivi economici non ho potuto. Ora che potrei devo rinunciarci perché nel frattempo sono diventata mamma e tempo non ne ho. L’Università l’avrei voluta fare più che altro per garantirmi un futuro migliore(questo nel mio immaginario,perche poi nella realtà del momento ho tantissimi amici laureati che non lavorano). Il mio problema è che non capisco se ho dei talenti, c’è qualcosa per cui sono portata? Che professione potrei mai fare? Vorrei per mia figlia ciò che non ho potuto per me …vorrei garantirle il meglio e credo che un buon lavoro sia alla base di tutto. Ho una sola consapevolezza e certezza:amo scrivere e da quel che mo dicono mi riesce anche bene. Ma che tipo di professione potrei mai fare con la mia capacitá senza una qualifica universitaria?? Che tipo di professioni esistono riguardanti questo ramo? Perche credo che spesso il problema sia proprio la mancanza di informazione…non sapere che professioni ci siano…le sarò grata se mi risponderà

  42. Ciao Selly,
    scoprire i propri talenti e capacità è una questione davvero fondamentale per scegliere i nostri obiettivi.
    Sul sito ne abbiamo parlato diverse volte (vedi tra gli altri: http://www.coachlavoro.com/2013/09/riconoscere-e-sviluppare-i-propri-talenti-per-avere-successo/ e http://www.coachlavoro.com/2012/07/riconoscere-e-valutare-le-proprie-competenze-sul-lavoro/).
    Ci sono diversi sistemi per valutare le proprie competenze, da specifici test fino al completo Bilancio delle Competenze, ma il punto di partenza è la consapevolezza di cosa ci piace fare, di cosa ci riesce bene e ci procura piace, e infine di cosa è davvero utile agli altri!
    Oltre a capire COSA sappiamo fare e cosa amiamo (nel tuo caso scrivere), dobbiamo chiederci: per chi o per cosa amo scrivere? Questo ci darà lo scopo e il target a cui puntare. E poi: come scrivo? Qual è il mio stile? Questo ti darà la tua unicità!
    Se capisci questo non avrai bisogno di dare un nome alla professione, quella è solo un’etichetta…e volendo la potrai anche creare tu stessa (così succede per le nuove professioni!)

  43. Ciao, ho 21 anni e sono in un momento di crisi. Mi sono diplomato tre anni fa al liceo scentifico con buoni risultati. Da quel momento in poi la mia vita è stata un susseguirsi di fallimenti. Mi sono iscritto a due facoltà universitarie (ingegneria ed economia) nel giro di due anni e in tutte e due le esperienze ho interrotto gli studi dopo qualche mese. Nel frattempo, tra un esperienza e l’altra, e fino a qualche mese fa, ho lavorato come cameriere in un ristorante. Questo lavoro mi ha soffisfatto fino a un certo punto; infatti ho avuto la possibilità di lavorare con persone di varie nazionalità con cui ho stretto un legame d’amicizia, però il lavoro in sè mi ha sfinito, nel senso che nell’ultimo periodo provavo un senso di frustrazione enorme nel dover servire persone maleducate che si comportavano come fossi il loro schiavo. Motivo per cui ho deciso di non proseguire. Ora mi trovo in in balia degli eventi. I miei genitori vorrebbero che iniziassi un nuovo percorso di studio, ma io non me la sento perchè non capisco in cosa sono bravo e in cosa no. Non ho aspirazioni particolari, le mie passioni non hanno nulla a che vedere con il mondo del lavoro. E intanto non riesco nemmeno a trovare la forza di inviare un singolo CV perchè ho paura di finire a fare un lavoro che poi non mi piacerà o per cui non sono portato e di finire un giorno con il dover elemosinare lavoretti mal pagati e di non potermi permettere un appartamento tutto mio, una mia indipendenza. E intanto tutte le persone che mi circondano non fanno che ripetermi “cos’hai intenzione di fare?”, “perchè te ne stai sempre chiuso in casa?” ecc. ecc. Ora, per conludere, il mio problema è che non so come muovermi. Ho provato a scrivere quello che mi piace fare e quello per cui mi sento portato, ma per ora il foglio è ancora bianco. Cosa posso fare?

  44. Ciao Giacomo,
    in questo momento ti trovi in una situazione di stallo decisionale, in cui non avendo un obiettivo chiaro da una parte…e tanta paura di sbagliare scelta e “fallire” dall’altra, stai fermo dedicando la tua energia a resistere alle pressioni che ti vengono dall’esterno.
    QUesto è sicuramente sfiancante e non ti aiuta a chiarirti le idee ma solo a chiuderti nel vortice dei tuoi pensieri!
    Mi scrivi “Non ho aspirazioni particolari, le mie passioni non hanno nulla a che vedere con il mondo del lavoro”: quindi significa che hai delle passioni, ci sono delle cose che ami fare/conoscere, ma tu hai concluso che non ti servono per il lavoro… E se le cose non stessero così?
    E se il punto da cui partire non fosse “ciò in cui sei bravo” (prestazione) ma quello che vuoi costruire o a cui vuoi dare un contributo (scopo)?

  45. Salve,vi scrivo per chiedervi un consiglio.Spero vogliate perdonare la lunghezza del post ma temo sia opportuno onde consentirvi di comprendere la situazione.Ho 36 anni e per vari motivi( economici e salute) ho dovuto iniziare a lavorare presto svolgendo mansioni generiche:per 16 anni ho lavorato in call center,HELP desk e come rappresentante di presidi medico sanitari.Ovviamente dedicando la mia intera giornata al lavoro e le poche risorse economiche alla famiglia ho dovuto abbandonare gli studi (iscritto alla facoltà di sociologia).Ad oggi alla mia “veneranda” età mi trovo,dopo aver lavorato con contratti interinali e simili,ad avere un contratto temporaneo e ahimè nessuna esperienza specifica al di fuori del call center!!Tuttavia in grazia della mia passione per la lettura ho raggiunto un buon livello culturale (romanzi,saggi storico-filosofici ecc);conosco l’inglese a livello scolastico ma in compenso credo di aver acquisito una conoscenza approfondita della lingua italiana in termini dialettici e di raffinatezza espressiva.Verbosa quanto essenziale premessa per giungere al nucleo della questione nonché del dilemma che m’affligge:vorrei ricominciare gli studi universitari e in particolare,per quanto consapevole della “follia” di questo mio desiderio,avrei in mente di laurearmi in giurisprudenza e diventare avvocato!!!Ribadisco che sono conscio di quanto assurdo possa essere questo mio desiderio ma nondimeno ho la sensazione che la mia vita mi sia sfuggita di colpo dalle mani( temo di aver gettato alle ortiche 16 anni di duro lavoro e sacrifici!)Sono a chiedere pertanto il vostro parere in merito a questo proposito apparentemente bizzarro che mi sta dilaniando:ci sono possibilità di riuscire oppure è solo una remota speranza o addirittura un irrealizzabile sogno?Una vostra risposta sarebbe davvero gradita in questo momento di crisi.Grazie in anticipo.Luis.

  46. Ciao Luis, Come credo avrai capito dal contenuto dei miei articoli, io sono favorevole al cambiamento, promuovo la spinta evolutiva delle persone, incoraggio ad affrontare i rischi e superare le proprie paure.
    Ma prima di fare questo è fondamentale 1) acquisire piena consapevolezza di sè, delle proprie risorse e reali aspirazioni
    e 2) definire un obiettivo significativo e coerente con sè stessi.
    Non sono le difficoltà da affrontare che contano davvero, ma lo scopo a cui si tende, la forza motrice che ci spinge!

  47. Buongiorno,
    mi chiamo Fabio, ho 36 anni e mi unisco al coro degli “insoddisfatti, indecisi e dubbiosi” qui radunato, aggiungendo (spero brevemente) la mia esperienza nella speranza di ricevere un suo consiglio.
    Il mio percorso di studi e professionale, di cui non posso obiettivamente lamentarmi, è il risultato di un mix di condizionamenti esterni (principalmente di amici e parenti), interni (esigenze di sicurezza e tranquillità) e di occasioni/decisioni che si sono presentate lungo il percorso e che ho reputato come più sensate o convenienti da intraprendere. Se da una parte reputo normale il subire delle influenze, conscie o inconscie, dall’ambiente e dalle persone che ci circondano, dall’altra mi sono ritrovato oggi, in uno stato di disoccupazione per così dire cercato, a riflettere su quanto ci sia di MIO in tutto quello ho fatto ma, soprattuto, in quello che vorrò andare a fare. Così mi sto rendendo conto di non avere ancora trovato la mia strada e di non avere le idee affatto chiare.
    Parlando degli utimi passaggi della mia vita, dopo aver metabolizzato ed elaborato l’insoddisfazione per un lavoro da cui non intravvedevo un futuro, ho deciso di intraprendere un percorso tecnico professionale distante da ciò che facevo e dai miei studi. Ho deviato da un ambito di consulenza ad uno più tecnico/pratico, in parte per la necessità di avere un riscontro concreto di ciò che faccio, in parte per appagare la mia curiosità e la mia passione per le riparazioni, manutenzioni, tecnologie, in parte per avere una maggiore sicurezza nel futuro (il corso, biennale, era strettamente collegato ad un’importante azienda del settore aeronautico presso cui ho fatto esperienza e dove contavo di essere inserito).
    Ebbene, ad oggi la porta che contavo potesse aprirsi ancora non si è aperta, così sto meditando su dove indirizzare le mie scelte e la mia vita. Soprattutto vorrei smetterla di pensare e pensare, cambiando idee più e più volte senza giungere a nulla di concreto e rimuginare sulla mia carriera frammentata.
    Insomma, CONCRETAMENTE, cosa mi consiglia di fare?
    Con stima,
    Fabio

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *