Archivio per settembre, 2010

sognare cambiareDiverse persone che mi contattano hanno il desiderio…o la necessità di cambiare lavoro: alcuni si trovano male nell’ambiente di lavoro, altri rischiano di perderlo, alcuni vogliono cercare un altro lavoro in cui realizzarsi e altri desiderano avviare un’attività in proprio per seguire le proprie passioni più autentiche….

C’è chi arriva a prendere una decisione così difficile ma sicuramente liberante, come l’ex manager Simone Perotti di cui abbiamo parlato in un precedente articolo…ma c’è chi non ci riesce perchè limitato da vincoli interni ed esterni!

Per cambiare attività o crearne una, infatti, solitamente c’è bisogno di:

  • un obiettivo chiaro e un piano di azione (o business plan) strutturato
  • competenze da sviluppare (e quindi necessità di formazione o aggiornamento)
  • tempo e denaro

Questi due ultimi fattori, e in particolare quello finanziario, sono di solito un freno potente del desiderio di cambiamento!

La situazione di solito è questa: “Vorrei realizzare il mio sogno ma…come faccio se ho una famiglia e devo pagarmi un mutuo?

Ecco, io sarò forse troppo ottimista e “idealista” ma…non posso sopportare l’idea che le più alte aspirazioni di un essere umano possano essere frenate da vincoli materiali! E’ vero che spesso succede questo, ma credo che la mente dell’uomo possa superarli utilizzando la sua intelligenza e creatività!

Per questo bisogna chiedersi: come posso superare tali ostacoli? come hanno fatto altri che ci sono riusciti? ci sarà pure un modo, no?!

Alla lista dei requisiti per chi vuole cambiare lavoro o avviare un’attività ne aggiungo altri due, che forse sono addirittura più importanti dei precedenti: l’atteggiamento mentale e le strategie di azione!

Per quanto riguarda l’atteggiamento mentale, bisogna credere che sia possibile cambiare e quindi essere convinti di poter realizzare i propri obiettivi!

Per quanto riguarda le strategie, bisogna cercare senza fermarsi i mezzi e gli strumenti per farlo, ovviamente sempre nel pieno rispetto dell’etica, della legalità e della responsabilità!

aziendeAgli inizi del mese di settembre sono stata contattata dal Responsabile Italia del sito indeed.com.

Indeed è un motore di ricerca (che funziona quindi un po’ come Google!) per offerte di lavoro che permette a coloro in cerca di lavoro di trovare offerte pubblicate su migliaia di siti dedicati all’offerta di lavoro inclusi siti aziendali, agenzie per il lavoro e portali del lavoro, sia gratuiti che a pagamento.

Nella giungla dei siti dedicati alla ricerca del lavoro, è da apprezzare l’attenzione alla qualità: le offerte sono mantenute solo per 30 giorni, i duplicati vengono eliminati e il database degli annunci è costantemente monitorato.

Ci siamo confrontati sul tema del mercato del lavoro in Italia, sulla base dei dati sulla domanda/offerta di lavoro che emergono dal sito.

Quali sono le città italiane che offrono maggiori opportunità di lavoro?

  1. Milano
  2. Roma
  3. Torino
  4. Napoli
  5. Bologna
  6. Firenze
  7. Brescia
  8. Padova
  9. Verona
  10. Modena

Come si può facilmente notare, le regioni più rappresentate sono quelle del Nord (Lombardia, Piemonte, Veneto, Emilia Romagna) e del Centro Italia (Toscana e Lazio), mentre c’è solo una città del Sud, in Campania.

Dal punto di vista dell’offerta, le top 10 figure ricercate sono:

  1. Agente di comemrcio
  2. Agente plurimandatario
  3. Magazziniere
  4. Impiegato Commerciale
  5. Lavoro da casa su internet
  6. Manutentore meccanico
  7. Tecnico Commerciale
  8. Addetta alle pulizie
  9. Impegata amministrativa
  10. Ingegnere QA

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Social-Media-WeekDal 21 al 25 settembre, Milano ospiterà la prima edizione italiana della Social Media Week.

L’evento sarà ospitato dal Master in Social Media Marketing & Web Communication presso la Libera Università di Lingue e Comunicazione IULM, Aula Meucci (edificio IULM 2), Via Carlo Bo 8

Per partecipare all’evento è necessaria la registrazione sul sito ufficiale della Social Media Week

La manifestazione si svolge in diverse città contemporaneamente in tutto il mondo: Los Angeles, Buenos Aires, Mexico City, Bogotà e Milano.

La globalità di questo evento è la conferma di come il mondo sia cambiato grazie ad internet e alle nuove tecnologie: anche la nostra vita quotidiana, le nostre relazioni, il nostro lavoro ne sono profondamente influenzati! Per questo è fondamentale conoscere e utilizzare con consapevolezza e competenza i nuovi strumenti ed informarsi sugli scenari futuri per prepararci al cambiamento o anticiparlo addirittura!

Il rischio altrimenti è quello di essere esclusi dalle nuove opportunità e di subire passivamente i cambiamenti!

Di cosa si parlerà nei diversi incontri che compongono la Social Media Week?

Ospiti nazionali e internazionali discuteranno sui nuovi modelli di business, cambiamenti nel mercato del lavoro, gli strumenti a disposizione delle aziende non solo per promuovere il loro brand ma anche per attrarre e selezionare i migliori talenti.

Tra gli eventi di punta della settimana, l’appuntamento ufficiale dedicato al mondo del lavoro: Jobs Go Social, vede promotore e protagonista JobMeeting, insieme ad altri autorevoli partner: si esploreranno le potenzialità dei professional network e del personal branding in un’ottica di selfmarketing!

Cosa significano questi 3 inglesismi? In una frase possiamo tradurli come la possibilità di promuovere e valorizzare le proprie competenze, cercare lavoro, o meglio farsi trovare dal datore di lavoro…o dai clienti, utilizzando i Social Network (come facebook) ed i Professional network (o Business Social Network).

Su questi e altri temi Coach Lavoro sta preparando una Guida Speciale! Tenetevi aggiornati su questi schermi!

Intanto vi suggerisco di leggervi due articoli che abbiamo già dedicato a questi temi: RECRUITING ONLINE ed i PASSI PER MUOVERSI NEI BUSINESS NETWORK

Con quale stato d’animo affronti il colloquio di selezione?

Che tipo di selezionatore ti aspetti? il “bastardo” (ma ci fa o ci è a metterci sotto stress?) o la psicologa “strizzacervelli” (ma che domande mi fa?)? o una giovane “inesperta” (ma che ne sa poi lei del mio lavoro?)…ecc…ecc?!?

Magari è l’ennesimo colloquio a cui ti “sottoponi”, e quindi sei da una parte prevenuto, dall’altra speranzoso che sia finalmente la volta buona!

Se vuoi aumentare le tue possibilità di superare il colloquio, sicuramente devi prestare attenzione alle tue convinzioni negative in merito (determinate dalle esperienze precedenti) che influenzano l’atteggiamento con cui lo affronti: se ti mostri indifferente o piuttosto sfacciato,  se sei timido o piuttosto aggressivo, sarà difficile che il colloquio scorra fluidamente e che abbia l’esito sperato!

In quale atteggiamento quindi è meglio porsi?

Prima di tutto, la fiducia e la sicurezza in te stesso: saprai farti valere, ossia saprai mostrare le tue qualità e argomentare quello che sai fare!

Secondo aspetto: per essere convincente devi essere convinto (senza essere presuntuoso, mi raccomando!) delle tue competenze e della tua idoneità al ruolo

Terzo aspetto: la motivazione a metterti in gioco nel colloquio, a rispondere con abilità ed energia a qualunque tipo di domanda!

Parlo di “gioco” non a caso: la selezione in fondo è una partita a scacchi, in cui per vincere devi affrontare la partita a sangue freddo, cercando di far scoprire il più possibile il selezionatore, di anticiparne le mosse, e di utilizzare le tue pedine più forti!

Come scrive Claudio Achilli su JobTalk: ” Ci stanno nel colloquio domande “apparentemente”imbarazzanti “, talvolta impreviste, talvolta volutamente provocatorie..ma con l’obiettivo di osservare il tuo modo di affrontare i problemi, la tua capacità di trovare una soluzione diversa, di capire lo sviluppo dei tuoi ragionamenti.
E se ti venisse posta anche una “domanda insolente”, non drammatizziamo, non innervosiamoci, manteniamo piuttosto la calma, la barra al centro e cerchiamo di passare in rassegna tutte le variabili, le diverse possibilità di risposta, creando un relazione logica o emotiva. Magari la risposta non sarà corretta, ma avrai dimostrato di saper fare un ragionamento, di non spaventarti o peggio irritarti davanti ad una situazione imprevista, di saper gestire con equilibrio ogni evento. La stabilità emotiva è duramente messa alla prova. Ma sai che soddisfazione, sai che piacere, riuscire a superare i vari trabocchetti tesi! Dunque i numeri da giocare nel corso del colloquio sono tanti. Giocarseli bene è una sfida vinta con se stessi e con gli altri.”

simone perottiNavigando sul web alla ricerca di storie…ho trovato questa (veramente l’ho ritrovata perchè ne avevo sentito parlare!):

Un manager con 20 anni di esperienza capisce che quella carriera, anche se ricca di soddisfazioni, non era più fatta per lui: aveva bisogno di altro, di dedicare più tempo alle sue passioni, di cambiare e riscoprire la vita “vera”.

Ecco per voi la storia di Simone Perotti, che ora fa lo skipper e lo scrittore, presa dalle pagine del suo stesso blog

“Per 19 anni ho fatto il manager, di giorno (e spesso di sera). La mattina presto scrivevo romanzi, più o meno dalle 6.00 alle 9.00. Durante la pausa del pranzo, nelle feste, in ogni altro momento utile, organizzavo corsi di vela, uscite in barca. Per anni è andata così. Ed è stato un gran vivere. Molta fatica, soprattutto negli ultimi tempi.

Poi ho deciso di cambiare. L’ordine è stato: sovvertire i pesi. Poco tempo per il lavoro, molto per la vita.

Ho lasciato soldi, carriera, quel piccolo potere conquistato, e ora scrivo, il motivo per cui sono nato.

E navigo, per vivere, ma anche per non perdermi. Scrivere è la la mia vita. Navigare il mio sostentamento.

A chi sta pensando: “E’ facile, se sei ricco…. Altrimenti come campi?” vorrei spiegare tante cose, ma non è facile.

So che desidererebbero che io fossi ricco.

Se così fosse, tanta gente sarebbe salva, non dovrebbe sperare e fare fatica tentando. Ma il punto non è quello. Bisogna consumare poco, vivere con poco, accontentarsi, cercare l’equilibrio. I soldi non sono un buon motivo per fare, non sono un buon motivo per non fare.

Io non sono ricco…. Vivo in una casetta di pietra che ho ristrutturato da me. La riscaldo con la legna che taglio e spacco da solo. I mobili, invece che comprarli, li ho costruiti con vecchio legno trovato nel bosco. Ho l’orto….Vivo con 700 euro al mese. Per campare mi basta poco o niente. Per guadagnare i soldi che mi servono faccio il lavabarche, faccio manutenzione, aiuto al porto, dico sì a qualunque cosa mi si chieda (e che mi va di fare…).

Costruisco pesci di legno e ferro zincato, ne ho venduti alcuni. Faccio sculture di legno e ardesia. Faccio anche la guida turistica per vacanzieri americani. Naturalmente lo skipper, l’istruttore di vela. Scrivo articoli per qualche giornale, naturalmente scrivo i miei romanzi. Ma ho fatto qualunque lavoro, non solo questi.

Vivo così per la libertà, perché non sono sicuro di campare così tanto da poter sprecare il mio tempo, e non volevo aspettare di essere libero ma vecchio. L’ho fatto per cambiare, perché il cambiamento fa parte dell’avventura della vita.

Ho cambiato tutto perché volevo vivere altre vite, non perché non mi piacesse la mia. Era bellissima, ma adesso è meravigliosa. Domani non so cosa accadrà, ho smesso di chiedermelo.

Mi basta che oggi, ora, in ogni momento, nessuno abbia più l’autorità di chiamarmi al telefono e dirmi cosa devo fare. Nessuno. Tranne chi mi vuole bene, e per qualche ottima ragione.

Ho scritto un libro su come cambiare. (www.chiarelettere.it).

Intanto mi godo il tempo, tornato lento, tornato mio. Quando morirò, che sia domani o tra chissà quanto, nessuno potrà dire che non ho vissuto tutto fino all’ultima goccia. Soprattutto, questo dubbio, questo rimpianto, non ce l’avrò io.”

Il significato della storia di quest’uomo per me è questa: non importa che tu sia un impiegato, un operaio, un manager…se vuoi cambiare vita, se vuoi darci un nuovo significato puoi farlo! Puoi decidere di cambiare semplicemente azienda…puoi cambiare professione… puoi cambiare ambiente, città, continente….ma puoi cambiare sempre se lo vuoi veramente! La vita è una e va vissuta pienamente, in maniera libera ed autentica!

42-16223248Nel precedente articolo abbiamo parlato della situazione di chi riprende a lavorare dopo le vacanze estive:

Rientrare a lavoro può provocare sensazioni di disagio, insofferenza, demotivazione, mentre chi si rimette a cercare lavoro…magari darebbe qualsiasi cosa…e sarebbe ben “felice” di provare quelle sensazioni, pur di avere un posto di lavoro, e uno stipendio a fine mese!!!

Cercare lavoro può generare stress o depressione: l’attesa più o meno prolungata di una chiamata per un colloquio provoca frustrazione, si può arrivare a pensare di smettere di cercare e affidarsi al “fato”, o alla fortuna che dir si voglia!

Oppure, con una reazione opposta, si decide di rispondere a qualunque annuncio si trovi, senza alcuna selezione o priorità!

Qual è dunque l’atteggiamento più funzionale per chi si deve rimettere a cercare lavoro?

E la consapevolezza di sè, di cosa si vuole, di quale lavoro e di quali risultati vogliamo ottenere è la condizione basilare per partire alla ricerca del lavoro!

Cominceremmo mai un viaggio, soprattutto se lungo e impervio, senza conoscere esattamente la meta…e senza che questa ne valga veramente la pena?!?

Dopo aver definito DOVE andare bisogna capire il COME!

Quali sono le strade (le strategie, i canali, gli strumenti) più rapidi e efficienti?

Fuor di metafora: ad esempio per quanto riguarda i canali di ricerca, internet è indispensabile…ma è sufficiente?!

Perchè non attivarsi anche con candidature spontanee? Come possiamo entrare in contatto diretto con le aziende? Come possiamo farci conoscere?

E per quanto riguarda gli strumenti: siamo sicuri di presentarci nel modo migliore? ad esempio il nostro Curriculum e la nostra lettera di presentazione sono davvero chiari, sintetici, efficaci, tanto da essere interessanti?

[Se la risposta è negativa, forse Coach Lavoro può esserti utile! Vai su questa pagina!]

Queste chiaramente sono solo alcune delle molte domande che può essere utile porsi prima di mettersi di nuovo alla ricerca del lavoro!

In sintesi: ri-troviamo la nostra motivazione, ri-focalizziamo i nostri obiettivi, ri-sistemiamo i nostri strumenti di presentazione della nostra candidatura, miglioriamo ed ampliamo le nostre strategie di ricerca: in questo modo le nostre azioni saranno più mirate ed efficaci!

In bocca al lupo!

CB013829Settembre è il mese della ripresa delle attività quotidiane dopo la pausa estiva: bisogna tornare ad alzarsi presto la mattina, prendere la macchina o i mezzi per recarsi sul posto di lavoro, occupare la tanto “amata” postazione di lavoro, interfacciarsi di nuovo con il capo ed i colleghi, i clienti o i fornitori….non è mica facile!!

Sappiamo bene come le vacanze ci portino a vivere in posti diversi, con persone diverse, con ritmi diversi, spezzando quelle che sono le abitudini acquisite in 11 mesi di lavoro e di vita quotidiana.

E’ quindi piuttosto diffuso l’effetto “Costa Crociere”! Si darebbe qualunque cosa pur di tornare in vacanza!

Solitamente le ferie ci aiutano a ricaricarci, a recuperare energie fisiche e mentali, ma anche a dedicare più tempo a noi stessi e ai nostri cari.

Rientrando al lavoro, una delle prime domande da farsi è: come posso trovare del tempo per me? come posso equilibrare maggiormente la mia vita professionale con quella privata? cosa sono disposto a fare per raggiungere maggiore equilibrio e serenità, non solo in vacanza ma durante tutto l’anno?

Un’altra domanda fondamentale è: cosa è che mi spinge a lavorare? oltre alla sopravvivenza, ai soldi o al “titolo”, c’è qualcosa che mi motiva e mi piace veramente?

Rispondere ci aiuterà a riscoprire gli aspetti positivi della nostra attività e a riscoprirne il senso!

E se invece scopriamo (o meglio finalmente confessiamo a noi stessi ciò che già sapevamo!) che quello che stiamo facendo non è il lavoro che fa per noi e che siamo insoddisfatti?

Non abbiamo paura di chiederci cosa vogliamo veramente. come vogliamo che sia la nostra vita professionale, cosa vogliamo raggiungere e realizzare!

La consapevolezza di sè, dei propri desideri autentici è il primo passo necessario a definire i nostri obiettivi e realizzarli!

Se in questo momento della vita abbiamo scoperto di aver bisogno di un cambiamento, ringraziamo noi stessi, il nostro Io autentico che vuole la nostra piena realizzazione! E’ un’opportunità da non perdere!

PS: Se pensi di aver bisogno di un supporto per fare chiarezza dentro di te, capire cosa vuoi veramente e scoprire come farlo, puoi contattarmi per un colloquio di coaching gratuito, iscrivendoti su questa pagina!