Autostima (1) : che cos’è e come influenza la nostra vita ed i nostri successi?

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Spunti dall’evento formativo di Milanofoto milano 1

Dopo l’evento di Mestre dedicato alla Gestione del Cambiamento, Coach Lavoro è salita a Milano per parlare di un tema che riguarda profondamente ciascuno di noi ma che è troppo spesso trascurato: l’Autostima. Che cosa significa e che impatto ha sulla nostra vita?

L’autostima è la valutazione che diamo di noi stessi e viene espressa dal grado di fiducia e di sicurezza che abbiamo in noi stessi.

Può essere considerata una convinzione sul nostro valore come persone, che deriva dal confronto tra ciò che percepiamo di essere e quello che riteniamo di dover / poter essere.

In termini matematici potrebbe essere rappresentata dal rapporto tra il nostro Sé percepito ed il Sé ideale (che è formato dalle nostre aspettative e da quelle degli altri, della società, ecc.)

Sappiamo che l’autostima si forma nel corso della nostra storia personale, sulla base delle nostre esperienze, o meglio, sul significato che noi stessi e le persone per noi significative (in particolare i genitori, gli insegnanti, gli amici più stretti) danno ai risultati che otteniamo.

E a sua volta ciò che crediamo di noi stessi ha un fortissimo impatto su come viviamo il nostro presente, su quello che otteniamo, e su quello che ci aspettiamo dal nostro futuro.

Come diceva Henry Ford: “Qualunque cosa tu creda, avrai comunque ragione!

Infatti la realtà tende a dimostrare che le nostre convinzioni sono vere, mandandoci continue conferme su ciò che crediamo di noi stessi!

Se siamo come “Gloria”, con un’autostima piuttosto alta, avremo numerose prove del nostro valore dai successi sul lavoro, dalle opportunità che troviamo, dalle sfide che superiamo, dalla considerazione degli altri…

Se invece assomigliamo di più a “Modesta”, che ha un’autostima bassa, avremo meno opportunità, vivremo più fallimenti ed anche un maggior numero di emozioni negative (paura, ansia, preoccupazione), avremo relazioni meno soddisfacenti, e così via…

Questo significa quindi che ciò che abbiamo vissuto ci segna, nel bene e nel male, per il resto della nostra esistenza?!

Che se abbiamo un passato poco “felice”, questo ci condanna ad un futuro di insoddisfazioni e sconfitte?!?

Per nostra fortuna non è così!!! Anche le convinzioni più radicate in noi stessi possono essere modificate e così anche la nostra autostima può cambiare, crescere e consolidarsi nel tempo!

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12 thoughts

  1. Per Voi tutto sembre facile ma non è così,io abito in basilicata e stò cocludendo uno stage a Bari, vorrei venire alle vostre riunioni ma siete lontani.
    Grazie
    Marzia Ciani

  2. Cara Mariangela , io credo che l’autostima è solo una parte marginale del problema -lavoro-.
    Tu ed il Tuo staff state sicuramente svolgendo un lavoro eccezionale ma purtroppo,fine a se stesso.So che questa non è la sede però la trovo importante :
    Credimi il mio evidente pessimismo non deriva da scarsa autostima ,ma, da una visione realistica della disastrosa situazione etico/sociale che stiamo vivendo ,che ha minato alla base tutti quei principi cristiani di convivenza costruttiva che ha permesso la crescita della nostra societa’. Da circa 20 anni purtroppo questo processo di decadimento ha subito una forte accelerazione.Per noi cinquantenni è una situazione difficile da interpretare perchè è nuova;Abbiamo bisogno di percorsi preferenziali mirati
    all’apprendimento di nuove realta’ lavorative che non prevedano “isrizione a partita iva”
    Non ho la soluzione in tasca ,pero’ credo che che chi ha BISOGNO di lavorare per vivere abbia diritto al lavoro;un lavoro che sia costante e garantito sulle basi dei principi democratici frutto di sacrifici e addirittura di martirio dei nostri padri.
    Grazie.
    Alfonso Mastrapasqua

  3. Se devo guardare alla mia esperienza personale, penso che l’autostima sia una componente importante, anche se non l’unica.
    Dato che viviamo in società complesse (non in società semplici, come erano quelle primitive), anche i problemi sono complessi e richiedono soluzioni articolate.
    Perciò, il “problema lavoro” è un condensato di fattori endogeni, dipendenti dall’individuo (in questo senso, l’autostima è una componente importante del problema), ed esogeni, attinenti al sistema nel suo complesso.

  4. Ciao Marco!
    ti ringrazio molto per il tuo contributo! l’autostima rappresenta il motore fondamentale per raggiungere qualunque tipo di obiettivo sia esso personale che professionale!
    per quanto riguarda il lavoro, l’autostima impatta fortemente sia sulla scelta dell’obiettivo professionale sia sulla perseveranza, l’impegno e l’energia che mettiamo nel perseguire l’obiettivo stesso!
    Infatti chi ha bassa autostima non solo si dà obiettivi bassi (preferendo accontentarsi a discapito della soddisfazione e realizzazione professionale) ma soprattutto si scoraggia e abbandona l’impresa davanti ad un ostacolo piccolo o grande che sia!
    Altri fattori endogeni su cui è possibile intervenire sono sicuramente 1) la scelta dell’obiettivo (che deve essere coerente con sè stessi ma anche concretamente realizzabile) e 2) gli strumenti e le strategie di ricerca del lavoro stesso.
    Sui fattori esogeni, di sistema, il singolo ha un impatto modesto…è anche vero che se ciascuno nel suo piccolo desse il suo contributo, qualche cambiamento ci sarebbe!
    Come esortava Gandhi: Sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo!

  5. Caro Alfonso,
    il tuo intervento mette in risalto i valori di solidarietà e di democrazia della nostra società e ti ringrazio per averli promossi sul mio sito!
    la domanda è: a chi spetta “garantirci” il lavoro?
    per il resto il lavoro da dipendente (che è quello che non prevede l’iscrizione a partita IVA come dici tu) è offerto dalle imprese che a loro volta hanno bisogno di lavoratori per produrre i loro beni/servizi….se l’economia come sistema va in crisi…anche la richiesta di lavoro diminuisce!
    lo Stato non può “creare” lavoro (a meno che non parliamo di dipendenti pubblici!) ma sicuramente può fare molto in termini di assistenza a chi perde un lavoro…
    e potrebbe/dovrebbe fare di più per incentivare la creazione d’impresa e di posti di lavoro…
    Io credo che l’Italia abbia bisogno di persone coraggiose che vogliano investire nelle imprese e che sappiano far crescere le imprese che già esistano, evolvendole ed innovandole per soddisfare le esigenze di mercato! E questa persona potresti essere anche tu…! Tanti auguri di cuore! Mariangela

  6. Ciao Marzia, che cosa pensi che per noi sia facile? AUmentare la propria autostima? Trovare lavoro? Sappiamo bene che nessuna delle due lo è…ma di sicuro il lavoro di rafforzamento della nostra fiducia in noi stessi dipende solo da noi e possiamo crescere molto se vogliamo iniziare un percorso di sviluppo personale!
    per quanto riguarda il lavoro, come scrive anche Marco Bianchin, il lavoro dipende da fattori non solo interni ma anche esterni. su questi ultimi poco possiamo lavorare, perciò il messaggio che vogliamo dare noi di coachlavoro è: riparti da te stesso! Definisci il tuo obiettivo, scegli quello che sei disposta a fare per raggiungerlo, e studia le strade per realizzarlo!
    E’ chiaro che dobbiamo fare i conti con la realtà: la differenza sta nello spirito con cui lo affrontiamo da cui dipende la nostra percezione del bicchiere mezzo pieno/vuoto!
    se vuoi contattarmi per parlarne come sai offriamo una prima consulenza gratuita sul nostro sito! a presto! Mariangela

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