Come reagire davanti ai fallimenti e agli ostacoli

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fallimento insuccessoHo mandato centinaia di CV e non ho ottenuto risposta …. Ho fatto diversi colloqui ma non sono mai stato assunto …. Ho cercato di mettermi in contatto con quelle persone ma non mi hanno risposto … Ho aperto il mio nuovo blog ma finora ho avuto pochissime visite … Ho iniziato la mia nuova attività ma non ho avuto i riscontri che mi aspettavo…

Queste sono alcune delle situazioni che i miei clienti mi raccontano,  con un misto di emozioni che vanno dalla delusione alla rabbia alla frustrazione alla tristezza….

Quante volte sarà capitato anche a te di vivere un fallimento, di vedere deluse le tue aspettative?

Probabilmente se eri motivato non ti sei arreso subito, hai provato ad andare avanti, a crederci, ma al secondo o terzo ostacolo, davanti ad un’ulteriore disconferma, ti sei detto “Non ne vale la pena”… “Si vede che questa cosa è impossibile” …e dando la colpa a te stesso o al mondo esterno, hai mollato la presa!

Forse ti sei orientato verso una strada più facile o semplicemente più conosciuta… oppure ti sei messo sulla riva del fiume ad aspettare l’arrivo di una soluzione, un cambiamento, un’opportunità…

In sostanza, consideriamo il fallimento come un segnale di STOP: invece di fermarci, guardarci bene intorno e poi ripartire…ci fermiamo definitivamente…oppure facciamo inversione ad U e torniamo indietro!!!

Inutile dire che in questo modo difficilmente raggiungeremo la nostra meta!

Il problema è che come la volpe con l’uva nella famosa favola di Esopo, finiamo per convincerci che l’uva che tanto desideravamo in realtà è acerba e non vale la pena coglierla! Oppure diamo la colpa ai vignaioli che fanno crescere le viti così alte!

Eppure, se tutti reagissimo così, la maggior parte delle invenzioni che utilizziamo quotidianamente non ci sarebbero! Ci hai mai pensato?

Thomas Edison, imprenditore ed inventore americano, fece migliaia di esperimenti sulla lampadina ad incandescenza. Durante una conferenza stampa un giornalista gli chiese: “Mr. Edison, come si è sentito a fallire duemila volte nel fare una lampadina?”. La risposta di Edison fu:“Io non ho fallito 2000 volte nel fare una lampadina; semplicemente ho trovato 1999 modi su come non va fatta una lampadina!”.

Edison aveva compreso che non si può avere successo senza sperimentare l’insuccesso (leggi anche l’articolo: Cos’è veramente il successo e da cosa dipende?)

Il fallimento infatti è una preziosa fonte di informazioni, una risorsa per il nostro apprendimento!

Quindi ogni volta che falliamo chiediamoci:

  • Cosa potrei fare di più o di diverso rispetto a quanto ho fatto finora?
  • Che cosa devo smettere di fare perché inefficace?

Così, tornando agli esempi fatti all’inizio dell’articolo, se non ricevo risposte al mio CV, mi chiederò:

  • Come posso migliorare il mio curriculum?
  • Come posso rendere più mirata la mia ricerca del lavoro?
  • Quali canali di ricerca possono essere più efficaci?
  • Chi mi potrebbe aiutare?
  • Quali altre posizioni di lavoro, che siano coerenti con il mio profilo e richiesti sul mercato, posso prendere in considerazione?
  • Come posso presentarmi al meglio e valorizzare le mie competenze?

[Se vuoi un aiuto per rispondere a queste domande, chiedi una Consulenza gratuita a CoachLavoro!]

L’importante quindi davanti ad un fallimento è prendersi del tempo per riflettere, per trovare nuove strategie e … metterle in campo!

Come dice il proverbio: “Chi si ferma è perduto” ed è proprio così!

Solo se smetterai di agire e di provare, avrai veramente fallito!

19 thoughts

  1. Quando falliamo possiamo anche porci le domande che indichi.
    Ma se non conosciamo le risposte restiamo al palo.
    Dipende da noi, dagli altri o da entrambi i fattori?
    Domande senza risposta.
    Se conosciamo solo quella modalità per proporci (autocandidatura)
    Così come migliorare il cv:chi ci dice che c’è qualcosa che non va o che è insufficiente? Dovremmo chiedere a chi lo abbiamo inviato perchè non ci ha risposto?
    E per quanto riguarda la favola “Chi ha spostato il mio formaggio” Ridolino cerca alla cieca, senza una strategia, alla ventura e lo trova per caso. Non basta infilarsi le scarpe da ginnastica e mettersi a camminare nella vita reale. Bisogna sapere dove andare e come andarci.

  2. Caro Fabio,
    le risposte se non si trovano…si cercano!!!se i ricercatori e gli inventori si fossero fermati al NON LO SO. (punto!) non ci sarebbe stato alcun progresso per la scienza e la conoscenza umana! per trovare le risposte si cerca sui libri, su internet, si chiede agli “esperti”, si fanno esperimenti, si va per prove ed errori se necessario! Il nostro successo non dipende nè solo da noi nè solo dagli altri….ma una cosa è certa: possiamo e dobbiamo agire solo su ciò che dipende da noi! Veniamo ora alle tue domande specifiche: oltre alla ricerca su internet e all’autocandidatura (che a loro volta possono essere svolte in un modo più o meno efficace) è possibile ampliare la nostra rete di conoscenze. come? o meglio: dove? sui social network come FB e linkedin…ma anche frequentando associazioni, convegni, corsi (e la maggior parte di queste opzioni sono GRATIS o LOW COST!). per quanto riguarda il CV…i selezionatori non ci dicono certo perchè non ci hanno selezionato, ma puoi chiedere ad esperti come noi di coach lavoro un parere sul CV! Infine, mi fa piacere tu abbia letto il libro…è vero RIDOLINO parte senza sapere dove andare…non aveva una mappa….si è mosso per prove ed errori! certamente pè meglio sapere prima di agire…ma se qeusto non è possibile…allora dobbiamo agire e valutare gli effetti delle nostre azioni! a volte non sapere diventa una scusa per non agire!

  3. Condivido pienamente questo articolo.
    Attualmente sto gestendo un nuovo progetto in quel paese.

    I miei obiettivi erano diversi dal punto di vista professionale ma comunque ben compatibili con questo nuovo incarico.

    Aver vissuto un biennio frustrante mi ha sicuramente rafforzato tanto nel vedere questo progetto e questa nuova esperienza con occhi ben diversi dal passato ma anche nell’analizzare con largo anticipo un nuovo futuro dove vanno ipotizzati (cosa che erroneamente non avevo fatto in passato) ancora dei passaggi difficili e critici.

    Quello che pero’ va sempre tenuto presente e’ che preparazione, professionalita’ e capacita’ personali prima o poi pagano sempre.
    Per questo bisogna essere molto determinati soprattutto quando le cose vanno nel verso giusto ad ampliare la propria professionalita’ e visibilita’ e non aspettare situazioni o eventi inaspettati per studiare soluzioni nuove.

    Spero anche che questo poche righe possano esere da conforto e stimolo ai tanti che stanno vivendo un brutto periodo lavorativo.

    Grazie per la tua continua informazione che e’ uno stimolo per una continua azione al miglioramento.

  4. Il contributo di Claudio è senza dubbio prezioso. So sarebbe ancora di più, per quello che mi riguarda, se sviluppasse alcuni aspetti del suo intervento: quale tipo di progetto sta gestendo e in che misura si discosta dalla sua precedente professionalità, dato che dichiara esserci comunque una certa compatibilità. Ancora: il periodo frustrante come lo ha rafforzato? Di solito si cade in depressione e cresce la sfiducia. Cosa lo ha indirizzato verso questa nuova prospettiva per la quale gli auguro il miglior successo?
    Soprattutto: cosa ha imparato da questa esperienza negativa? Claudio se tu volessi condividere con noi questi approfondimenti saresti più stimolante di quanto credi.

  5. Ringrazio chi prima di me ha lasciato il suo prezioso contributo di vita vissuta.
    Purtroppo nel mio caso tutti i fallimenti elencati al principio dell’articolo si verificano contemporaneamente, e da più di tre anni.
    Tutto vero,tutto giusto ciò che viene consigliato di fare nell’articolo: ora però io chiedo:
    quando hai 36 anni,con alle spalle una vita di scelte pilotate o più ancora imposte della tua famiglia fin dall’età del liceo, famiglia in cui sei costretta a vivere perchè non hai un lavoro,nonostante tu ti sbatta a destra e sinistra come una falena chiusa in un barattolo,
    e quando la tua famiglia è maschilista,e ti tratta da 20 anni diversamente dal figlio maschio di casa, e ti considera poco nonostante risultati brillanti di studio, tanto costante impegno a fare DI TUTTO per cercare lavoro, perchè la femmina deve pulire casa, e non può avere hobby perchè se ha del tempo libero deve pulire,cucinare,stirare anche per il fratello: MI DITE VOI COSA PUO’ FARE UNA PERSONA DISPERATA UMILIATA PLAGIATA E VIOLENTATA PSICOLOGICAMENTE DA ANNI? Ringrazio per avermi ascoltata.Non mi rimane che questo

  6. Cara Serena, siamo noi a ringraziarti per la tua testimonianza così intima che ci ha molto toccati!
    Credo che anche nelle situazioni più nere, nessuno può toglierti la tua parte più preziosa, la tua anima libera!
    Ci scrivi che sei costretta a vivere in casa per la mancanza di un lavoro…o cmq di un lavoro stabile, giusto?
    e che ti stai impegnando molto per trovarlo, senza esito……
    C’è una cosa che possiamo fare, oltre a leggerti, ossia avere un colloquio telefonico gratuito! Scrivici a info@coachlavoro.com, indicando quando possiamo chiamarti tranquillamente e mandaci il tuo CV!
    Cerchiamo di trovare insieme una strada verso la libertà!

  7. Ho 52 anni quasi e una brillante e sfortunata vita lavorativa, ho lavorato tuttavia per 23 anni senza interruzione , a parte i mesi nei quali mi riqualificavo a mie spese. Ora, mi ritrovo a casa, come “esubero” di un azienda a gestione padronale, nella quale l’esubero ha dovuto lasciare il posto ad un titolare incompetente proveniente da una realtà lavorativa diversa per settore.
    Sto solo pensando a riqualificarmi e a tentare di rientrare nel mondo del lavor , come non lo so ancora , ma piano piano mi sto facendo una idea . L’importante è agire e non subire , si sbagliera’ qualcosa , ma chi non ha mai sbagliato ?
    Grazie per i suggerimenti tutavia.

  8. Cara Marisa
    la tua esperienza è emblematica di come a volte ci troviamo in situazioni difficili di cui abbiamo scarsa possibilità di influenza….ma possiamo sempre decidere se SUBIRE o AGIRE, come dici giustamente tu!
    Bisogna tentare nuove strade, anche reinventarsi, correndo anche il rischio di sbagliare!
    In bocca al lupo per tutto!

  9. Io sono d’accordo su questo articolo ma sono veramente stanca, psicologicamente: cercare un lavoro è un lavoro.
    Sono una persona che cerca sempre di migliorare il C.Vitae, di fare candidature diverse a seconda degli annunci, che legge, si informa, va alle fiere tipo Jobmeeting, legge in giro di Corsi di formazione…insomma non aspetto che il lavoro piova dall’alto diciamo.
    Mi sono resa disponibile anche a stage: per stage non vi è limite di età.
    Mi sento dire che a 38 anni sono troppo vecchia per fare la commessa e in settori impiegatizi massimo 29 anni.
    Sono una che mi addatto e che pur di non stare a casa fa anche la promoter.
    Mi dite a questo punto dopo la marea di C.Vitae manco una risposta?
    E scrivo pure che sono maternità esente!
    Reinventarsi non è facile ma cercare di aprire anche una attività: i finaziamenti non te li danno: e poi di questi tempi: tutti o quasi chiudono!
    A mio fratello per fare il lavapiatti: anche lui laureato ti senti rispondere che non si assume perchè non sei straniero…
    E poi, c’è gente che con la terza media, non si sa come…lavora in provincia, regione: scusate lo sfogo: ma mi sto esaurendo con questa ricerca…
    Le agenzie interinali poi, ti danno a volte delle risposte che…

  10. cara Francesca comprendo bene la tua situazione che tra l’altro accomuna tante altre persone giovani e meno giovani, in questa difficile fase congiunturale!
    Ti stai impegnando molto nella ricerca, ma non ho ben compreso quale sia il tuo obiettivo professionale (visto che mi parli sia di figure commerciali che impiegatizie) e quali le tue competenze spendibili.
    Piuttosto che cercare uno stage, bisognerebbe puntare sulla tua esperienza e professionalità!

    Inoltre anche i canali sono importanti: come ho scritto più volte sul sito gli annunci su internet e le agenzie per il lavoro coprono solo una parte (ancora minoritaria) delle opportunità di lavoro!
    Quindi cercare contatti nuovi, spargere la voce e soprattutto proporsi con autocandidatura spontanea possono aprirti nuove opportunità!

    in bocca al lupo!

  11. Desidero esporre il mio pensiero rispondendo anche a Francesca: guarda che anch’io ho un’ottimo CV e lettera di presentazione, ma vedi, con la crisi che c’è, molto spesso non basta nemmeno quello. Inoltre, anche quando si punta sulla propria esperienza e professionalità nemmeno questo basta, ed oltretutto, se superi i famosi “Anta” sei considerata come “Pattume da buttare” e non più come “Risorsa da reinvestire”. Posso affermare ciò perché da 6 anni vivo in una situazione di precariato-disoccupazione, non mi scoraggio ad inviare CV ben fatti ed autocandidarmi, ma purtroppo sappiamo bene che c’è crisi in Italia, e che molti imprenditori si autoassolvono nell’assumere gente con questa scusa! A mio avviso dobbiamo farci forza da soli e cercare di andare avanti, pur riconoscendo che, sopratutto chi ci governa non fa nulla per tutelarci.

  12. Roberta, ti ringrazio per il tuo contributo, e mi permetto di riprendere due parole chiave che mi sembrano fondamentali:
    RISORSE su cui investire e TUTELA
    ma il soggetto cambia…non dobbiamo (oltre che non possiamo, vista la contingenza) aspettare che siano gli altri (imprenditori, governanti) ad investire su di noi e tutelarci…..ma siamo noi stessi con le nostre energie, la nostra creatività, l’auto-formazione ad imparare a fondarci su noi stessi, fino magari ad inventare un’attività tutta nostra (come molti stanno facendo, anche in questo periodo!).

  13. 56 anni, un lavoro che non mi dava piu’ stimoli e che, tuttavia, dovevo mantenere perche’ mi da’ da vivere…. Che fare? Ne ho inventato un altro… Pochissime risorse finanziarie, nessun capitale da investire, una discreta (non eccelsa!) facilita’ di espressione. Un amico, abilissimo commerciante, ma non amante della scrittura, mi ha proposto di correggere (gratis!) i testi per il suo sito web. Gli ho fatto una controproposta: “lo faccio volentieri a patto che tu mi faccia un po’ di pubblicita’…”. Cosi’ e’ stato! Oggi mi diverto (e guadagno benino!) a scrivere testi per siti, certo… Non sono una scrittrice, ma gli obiettivi che ci si pone devono essere realistici e realizzabili e poi… mai dire mai! Piu’ scrivo e piu’ ci prendo gusto! Dal mio punto di vista abbiamo tutti la possibilita’ di agire, e’ importante sperimentare, provare, certo, non si puo’ “andare alla cieca”… , proviamo a domandarci, intanto, cosa sappiamo fare, sembra scontato, ma non lo e’ affatto. La scrittura era un mio sogno di gioventu’ che avevo accantonato perche’ avevo capito che non sarei mai diventata una novella Isabella Aliende. Mi ero posta, semplicemente un obiettivo troppo ambizioso…, ridimensionandolo ho trovato la mia strada! Provate, osate, non aspettate che qualcuno bussi alla vostra porta, non lo fara’: aprite voi la porta, ognuno di noi ha delle qualita’, delle abilita’: cercatele, alimentatele, fatele crescere, nessuno dice che e’ facile, al contrario…, ma non mollate! Lo dovete a voi stessi!

  14. Silvia, grazie per la tua testimonianza, senz’altro preziosa per chi si sente impantanato nella condizione attuale e non trova alternative.
    In questo caso hai saputo cogliere un’opportunità, guardando oltre il breve termine! Anche se non hai avuto un guadagno immediato da questa collaborazione, hai saputo sfruttare le doti (o competenze che dir si voglia) commerciali del tuo contatto che poi a lungo termine ti hanno dato frutti!
    Ti sei sperimentata ed hai messo a frutto una tua abilità naturale (o talento che dir si voglia) che con il tempo sicuramente si rafforzerà e magari ti aprirà nuovi orizzonti! Grazie ancora per le tue parole di incoraggiamento! Un saluto!

  15. Per Silvia: veramente qualcuno ha bussato all atua porta. IL tuo amico commerciante chiedendoti di revisionare i testi del suo sito (gratis, altrimenti che amica sei?). Apprezzo la tua proposta: io ti scrivo i testi e tu mi sponsorizzi visto che sei un abile commerciante e quindi hai una fitta rete di relazioni. Averlo come mecenate ti ha permesso di porti sul mercato come “scrittrice di siti”. In breve: hai saputo cogliere un’opportunità volgendola a tuo vantaggio. Però non tutti hanno un amico abilissimo commerciante che ti fa il deuxs ex machina garantendoti notorietà.

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