Trovare quello che amiamo

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E se non lo avete ancora trovato dovete continuare a cercarlo, senza accontentarvi….. Siate affamati, siate folli!

Nel giorno della morte di Steve Jobs, il fondatore di Apple, un visionario, un “guru” come dicono alcuni, abbiamo deciso di rendergli omaggio così, riportando il suo ormai famosissimo discorso tenuto all’Università di Stanford, agli studenti appena laureati, nel 2005.

Discorso di Steve Jobs a Stanford (1 parte)

Forse pochi sanno che Steve era stato dato in adozione da sua madre, con la promessa che avrebbe un giorno frequentato l’università.

E così fece a 17 anni. Ma in un’accademia prestigiosa come quella di Stanford non trovò nulla che gli sembrasse utile [e quante volte questo accade nelle nostre scuole ed università? ma questi luoghi di sapere che molti considerano un punto di arrivo, a mio avviso sono un punto di partenza per quel viaggio della conoscenza e dell’apprendimento continuo che dura tutta la vita!].

Decise quindi di seguire un piano di studi personalizzato, scegliendo le materie che più gli interessavano, guidato “semplicemente” dal suo intuito e dalla sua curiosità.

Quanto spesso noi ignoriamo i segnali che ci vengono dal di dentro, bollandole come “inutili fantasie”? Se è vero che la ragione ci aiuta a discernere, è il nostro inconscio e le nostre emozioni più profonde ad ispirarci?

Il corso di calligrafia che scelse si rivelò quanto mai utile quando Steve Jobs progettò il primo Mac, curando la tipografia dei caratteri.

Come dice lo stesso Steve, neppure lui stesso immaginava quanto gli sarebbe tornato utile quel corso quando lo scelse. E così è anche la nostra vita, possiamo comprenderla solo guardando indietro…..e unendo i puntini, a ritroso, scoprendo il filo invisibile che collega gli eventi della nostra vita!

[Nel Workshop “Vivi la tua Passione“, cerchiamo di fare proprio questo, di unire i puntini della nostra vita, come pezzi di un puzzle, ritrovando noi stessi nelle scelte che abbiamo fatto]

Ve lo ripeto, non potete unire i puntini guardando al futuro, potete connetterli in un disegno, solo se guardate al passato. Dovete quindi avere fiducia nel fatto che i puntini si connetteranno, in qualche modo, nel vostro futuro. Dovete avere fede in qualcosa – il vostro intuito, il destino, la vita, il karma, quello che sia. Questo approccio non mi ha mai deluso e ha fatto tutta la differenza nella mia vita”

Fiducia, quanto spesso da adulti ci blocchiamo davanti a “rischi”, reali o molto spesso presunti, di fallimento? Quante volte ci è capitato di rinunciare ad un sogno, ad un progetto, ripiegando su promesse di “sicurezza” che poi si rivelano vane o comunque solo temporanee?

Di certezze probabilmente non ne esistono più, specialmente in questo mondo ed in questa epoca di cronica instabilità!

L’unica certezza che possiamo avere è la fiducia in noi stessi, nelle nostre idee ed aspirazioni, nel nostro “daimon” che chiede di esprimersi e realizzarsi!

E anche quando tutto sembra andare storto, quando raccogliamo una serie di fallimenti e delusioni, è la nostra “passione” ancora accesa a spingerci avanti, a ripartire da zero, a costruire qualcosa di ancora più grande e più solido grazie all’apprendimento che abbiamo maturato.

Così ha fatto Steve Jobs quando, a 10 anni dalla fondazione di Apple, iniziata in un garage di casa e cresciuta in un colosso di 2 miliardi di dollari, è stato espulso dalla sua stessa società, dai manager che aveva scelto..e stava per abbandonare la scena!

All’epoca non me ne accorsi, ma il mio licenziamento dalla Apple fu la cosa migliore che poteva capitarmi. Il peso del successo fu rimpiazzato dall’illuminazione di essere un principiante ancora una volta, con molta meno sicurezza su tutto. Questo mi liberò e mi consentì di entrare in uno dei periodi più creativi della mia vita.” Ecco veramente come una crisi, al di là della retorica, può diventare davvero un’opportunità!

Jobs in quel momento fonda una nuova società, la Next, che poi verrà riacquistata dalla stessa Apple: uscito dalla porta, Steve rientra dalla finestra, con tutti gli onori.

E’ l’amore e la passione per ciò che faceva che gli ha dato l’energia per andare avanti e crescere. Per questo Steve ha esortato i giovani studenti, ed esorta tutti noi a cercare ciò che amiamo e a non fermarci finchè non lo abbiamo trovato! E questo vale non solo per gli affetti, ma anche per il lavoro!

“Il lavoro riempirà gran parte della vostra vita e l’unico modo per essere veramente soddisfatti e quello di fare quello che pensate sia il lavoro migliore. E l’unico modo per fare il lavoro migliore e quello di amare quello che fate.”

E come si fa a trovarlo? probabilmente non esistono ricette preconfezionate, ma l’ingrediente essenziale è senza dubbio l’ascolto di noi stessi. Ascoltare la nostra voce interiore che, per quanto sepolta dal rumore delle nostre convinzioni limitanti e delle opinioni altrui, continua a parlarci!

Nella maggior parte dei casi non avremo risposte definitive ma spunti e indizi che seguiti passo passo con fiducia ci porteranno alla meta che desideriamo.

E dopo guardandoci indietro saremo in grado di unire i puntini….

Discorso di Steve Jobs a Stanford (2 parte)

Nell’ultima parte del suo discorso Steve Jobs affronta il tema della morte, che lo aveva poco tempo prima toccato personalmente con la diagnosi di un tumore al pancreas, e che adesso ha avuto definitivamente la meglio sul suo corpo:

“…Mi sono chiesto: “se oggi fosse l’ultimo giorno della mia vita, vorrei veramente fare quello che sto per fare oggi?” E ogni volta che la risposta fosse “No” per troppi giorni di seguito sapevo di aver bisogno di cambiare qualcosa.

Ricordare che morirò presto è stato lo strumento più importante che mi ha consentito di fare le scelte più grandi della mia vita. Perchè praticamente tutto – tutte le aspettative, l’orgoglio, le paure di fallire – tutte queste cose semplicemente svaniscono di fronte alla morte, lasciandoci con quello che è veramente importante. Ricordarsi che moriremo è il modo migliore che conosco per evitare le trappola di pensare di avere qualcosa da perdere. Siete già nudi. Non c’è nessun motivo per non seguire il vostro cuore.”

E’ stato veramente affamato e folle, Steve Jobs, ha rivoluzionato il mondo tecnologico…e non solo!

Ci ha lasciato una testimonianza di vita vissuta fino in fondo, con fiducia e con passione, che lo ha portato a realizzare la sua visione. Sono certa che continuerà a ispirare molte persone in tutto il mondo! Addio Steve!

9 thoughts

  1. grande UOMO…peccato che sia VISSUTO TROPPO POCO…ma forse L’INTENSITA’ CON CUI LO HA FATTO VALE PIU’ DI TANTE VITE CENTENARIE :-)

  2. Ci sono alcune sue massime davvero profonde e che fanno riflettere e danno ottimi stimoli per vedere le cose della vita in una prospettiva diversa.
    L’unica cosa che aggiungerei e che se l’avessi conosciuto mi sarebbe piaciuto chiedergli: Scusa Steve non pensi che aggiungendo alla vita e alle passioni anche un pò di “Dio” in questa corsa folle, ci si senta meglio?più amati e sereni?

  3. Ciao a tutti. Io adoro, anzi direi amo scrivere poesie su qualsiasi tema (non solo d’amore). Ma credo proprio che il mio restera’ sempre e solo un hobby, una bella passione, ma non certo un lavoro in quanto quando qualche volta anche su Facebook, sono stato contattato da qualche casa editrice, mi e’ stato sempre proposto di spendere una bella cifra per essere pubblicato e non ho questa possibilita’ economica per farlo. Purtroppo non sempre (anzi forse quasi mai) quello che desideriamo nella vita accade nonostante i nostri sforzi. Vorrei anche un opinione del Coach e se possibile un consiglio. Grazie. Federico

  4. Lui è stato sicuramente valoroso,in quanto nonostante le difficoltà affrontate, è riuscito ad affermare le volontà del suo “io”.
    Purtroppo uno dei tanti immensi problemi che attanaglia l’umanità è che solo poche persone riescono, o quanto meno, sono riuscite ad essere come lui. E’ sempre più difficile affermarsi, l’ambiente politico-sociale in cui ci troviamo a vivere, spesso a sopravvivere, stenta a riconoscere la purezza dei valori e dei sentimenti umani, tanto da diffondere sempre più,azioni volte al non riconoscimento, alla distrazione da se stessi, anzichè avvalersi della meravigliosa varietà degi tanti “io” e porsi equamente al servizio per la loro sana realizzazione.

  5. Grazie per il contributo, Grazia! comprendo molto bene il tuo punto di vista…ad ogni modo mi chiedo quanto dipenda dal contesto in sè e quanto dalla nostra percezione di esso come un ostacolo!
    e poi…siamo proprio sicuri che le persone che si riescono ad affermare lo fanno in un contesto favorevole?! dalle storie che conosco (ti rimando ad un altro articolo http://www.coachlavoro.com/2010/11/che-cose-veramente-il-successo-e-da-cosa-dipende/)….i geni così come i talenti vengono praticamente sempre osteggiati o comunque non compresi! La tendenza ad appiattire, a conservare lo status quo è sempre fortissima e diffusissima…….ma la forza dell’io sta proprio nel rompere gli schemi….!
    Mariangela

  6. Caro Federico
    sì il mondo dell’editoria non è affatto facile (anche se diciamoci la verità…quale lo è?! e l’inizio non è facile per nessuno).
    ad ogni modo, se la passione come sento è forte, questa ci guida nel superare gli ostacoli e trovare soluzioni!
    ti faccio alcune domande che spero possano esserti utili:
    1) gli scrittori emergenti che sono riusciti a farsi pubblicare come hanno fatto? tutti hanno pagato la prima stampa…oppure qualcuno ha trovato altre possibilità? come ha fatto?
    2) le poesie possono essere solo pubblicate su carta…o anche online? non sarebbe possibile pubblicare e vendere un ebook di poesie?
    3) oltre a scrivere….perchè non insegnare anche a farlo? questo potrebbe essere un modo alternativo per guadagnare dalle poesie e dare anche un bel valore aggiunto agli altri! :)

  7. Per Federico:
    hai provato a pubblicare con il sito di Repubblica http://www.ilmiolibro.it ? Forse lì i prezzi sono più alla portata. Lascia perdere le case editrici che ti chiedono soldi senza garanzie.
    Se riesci a contattare scrittori “emergenti” (attravesro i loro siti/blog) e chiedere loro come hanno fatto a farsi pubblicare e ti rispondono, il primo consiglio di Mariangela è sicuramente valido.
    Mi lascia invece perplesso il terzo: insegnare a scrivere. Ignoro l’età di Federico ma se scrive poesie per hobby e ammesso che il suo lavoro piaccia non so se possieda la competenza per insegnare. Basta andare a vedere i cv di chi insegna nei corsi di scrittura creativa. Sono tutti giornalisti, sceneggiatori, copywriter affermati. Insomma non basta avere il cassetto pieno di A4 di pesie, anche se cariche di passione per essere in grado di insegnare a scrivere.

  8. Ringrazio per i consigli sia l’admin che Fabio. Attualmente non lavoro e non riesco a trovarlo nonostante i colloqui fatti (avrei di cose da scriverne sul mondo del lavoro, mi sono fatto alcune idee che mi fanno tremare :( ). Forse per ora meglio che mi concentri di piu’ sulle cose pratiche e non ai sogni. Quelli rimangono nel cassetto… Grazie ancora:)

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