Lavorare e formarsi dopo i 40 anni

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Come gli over-40 possono destreggiarsi al meglio nella ricerca del lavoro? Quando e come è opportuno seguire corsi di formazione ed aggiornarsi?

Di questo abbiamo parlato con la giornalista del settimanale Diva&Donna che mi ha intervistato la scorsa settimana e con Stefano Giusti, Presidente dell’Associazione ATDAL – Over 40 con cui mi sono confrontata per avere anche il suo punto di vista sulle domande che mi sono state poste.

Visto l’interesse di questo tema per i lettori di Coach Lavoro, ho pensato che fosse utile pubblicare sul sito le mie risposte integrali per poi avere la possibilità di condividere idee ed esperienze nei commenti!

 

1) Quali sono le maggiori difficoltà che si trovano ad affrontare gli over 40/50 anni quando perdono il lavoro, nel riciclarsi? Hanno più difficoltà gli uomini o le donne?

Ci sono due ordini di difficoltà: quelle interne, psicologiche e quelle esterne, collegate a fattori economici ma soprattutto culturali del mercato italiano.

Per quanto riguarda le prime, essere estromessi dal mercato del lavoro dopo i 40 anni, avendo di solito alle spalle un’esperienza di lavoro ultradecennale, può portare ad un vissuto di depressione: ci si sente non più utili alla società, esclusi, con minore valore.

Nella ricerca di un nuovo lavoro si parte di solito con una certa sfiducia nelle possibilità di reinserimento e con una scarsa consapevolezza di come muoversi e pro-muoversi in maniera efficace nella ricerca!

Alcuni over-40 si trovano a rimettersi a cercare lavoro dopo tanti anni, a compilare il curriculum, a redigere la lettera di presentazione, a consultare i siti internet, senza sapere bene come fare!

Il mondo del lavoro infatti negli ultimi 20 anni è cambiato notevolmente e sistemi che funzionavano benissimo prima, adesso sono totalmente inefficaci…. Il mercato del lavoro è sempre più una giungla dove è facile perdersi senza una guida ed un orientamento.

E’ anche vero che alcuni over 40 riescono a vivere questo momento di crisi come un’opportunità per tirare fuori dal cassetto le loro passioni ed i loro sogni e trasformarli in un’attività remunerativa (leggi anche questo articolo e quest’altro)!

Sia gli uomini che le donne si trovano ad affrontare le medesime difficoltà. Se è vero che le donne pagano in molti casi una discriminazione di genere, è anche vero che facilmente si mettono in discussione, chiedono aiuto sia alle “amiche” che a professionisti e si muovono con maggiore flessibilità.

Gli uomini invece spesso vivono molto male la perdita del lavoro e la frustrazione di fronte agli inevitabili insuccessi iniziali nella ricerca di un nuovo lavoro. Inoltre corrono il rischio di chiudersi in loro stessi, vivendo la richiesta di aiuto come un’ammissione di debolezza, anziché una prova di coraggio!

 

2) Investire del tempo (potendo) a studiare per apprendere qualcosa di nuovo che serva a voltare pagina professionalmente è una scelta giusta o no?

Sì, viviamo ormai in un’era in cui il cambiamento è continuo e rapidissimo e c’è sempre bisogno di imparare ed aggiornarsi, in una prospettiva di life-long learning (apprendimento per tutta la vita).

Detto questo la scelta dei corsi non deve essere né casuale né compulsiva.Quando infatti i corsi sono gratuiti (perché finanziati dalla regione o dai fondi europei), c’è il rischio che la persona, un po’ per curiosità, un po’ per colmare il vuoto lasciato dal lavoro, si iscriva ad un corso di formazione/aggiornamento dopo l’altro, senza una meta né una direzione precisa.

Quindi bisogna scegliere i corsi in maniera mirata, facendo prima un’analisi delle proprie competenze e di quelle richieste dal mondo del lavoro.

Il corso inoltre deve essere erogato da enti formativi validi e riconosciuti ed avere quanto più possibile contatti con il mondo aziendale.

 

3) La crisi sta lasciando a casa molti lavoratori, operai ma anche impiegati e manager. Chi fa più fatica a riciclarsi, gli operai o i manager?

Entrambe le categorie incontrano delle difficoltà e re- immettersi nel mondo del lavoro.

Gli operai sono richiesti in numero maggiore rispetto ai manager e per questo hanno maggiori possibilità, soprattutto se qualificati. D’altro canto possono essere penalizzati se non hanno curato il proprio aggiornamento professionale e se non sanno usare efficacemente gli strumenti della ricerca del lavoro.

I Manager hanno subito fortemente l’impatto della crisi. Solitamente hanno un significativo bagaglio professionale ma anche altrettanto elevate aspettative a cui non è facile che il mercato risponda.

D’altro canto i Manager possono fare leva sulle loro competenze e sul loro network per trovare una nuova collocazione, che in alcuni casi può essere sotto forma di temporary manager o di consulente esterno.

 

4) Quali sono le 3-4 mosse giuste da fare per reinventarsi la vita ai 50 anni dopo aver perso il lavoro, senza cadere nella depressione?

Per prima cosa bisogna prendere consapevolezza di sé stessi in termini sia di caratteristiche personali che di capacità e conoscenze, acquisite nel corso delle diverse esperienze professionali. Questo aiuta a riacquisire fiducia in sé stessi e nel proprio valore come persone, in primo luogo, e poi come professionisti.

In secondo luogo bisogna definire un obiettivo professionale che sia al tempo stesso specifico, motivante e realistico.

Terzo punto, bisogna dedicarsi attivamente alla ricerca di una nuova occupazione o alla costruzione di una nuova attività professionale, senza farsene completamente assorbire. Il rischio è che questo porti all’isolamento della persona e ad una forte frustrazione. E’ importante pertanto continuare a curare la propria vita sociale, coltivare i propri hobby e interessi extra professionali: questo non solo favorisce il benessere della persona ma può anche favorire la creazione di contatti utili a trovare nuove opportunità.

In caso di forti difficoltà, mai chiudersi in sé stessi ma chiedere aiuto!

Esistono professionisti sia  pubblici che privati che si occupano di orientamento e di sostegno alla ricerca del lavoro, come Coach Lavoro, ovviamente!

2 thoughts

  1. Ho letto attentamente ed e’ come se tutto questo fosse stato scritto ascoltando le mia situazione a 360 °.
    Ho 45 anni e, perdendo il lavoro circa 4 anni fa, mi sono un po’ perso e non riesco a ritrovare una strada che sia percorribile ora e nei prossimi anni.
    Sono molto confuso. Attualmente faccio l’ operaio a tempo determinato ma mi sento insignificante.

  2. Ciao Carlo, mi fa piacere che tu ti sia rispecchiato nell’articolo e che abbia voluto condividere la tua difficile situazione.
    Mi rendo volentieri disponibile a parlarne insieme, per aiutarti ad aprire nuove prospettive.

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