La Lettera di Presentazione serve veramente?

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Lettera di Presentazione, Lettera di Motivazione, Cover Letter, comunque si voglia chiamare la “copertina” che fa da introduzione del nostro CV, pochi hanno le idee chiare su come scriverla. Tanto è vero che il nostro articolo: “Come scrivere una Lettera Motivazionale davvero efficace” è uno dei più letti!

La domanda sorge a questo punto spontenea: considerando anche il fatto che non sia affatto semplice scriverla (per certi versi è ben più complessa di un CV!) e che a detta degli esperti andrebbe sempre personalizzata, vale davvero la pena redigerla? Insomma, la Lettera di Presentazione, serve veramente?

Se facessimo un sondaggio tra i Selezionatori stessi probabilmente una parte si schiererebbe a favore e un’altra contro (come nella maggior parte dei casi accade nei sondaggi…!). Se facessimo però la stessa domanda a chi si occupa di Selezione nel Nord Europa e nei Peasi Anglosassoni, possiamo stare sicuri che l’unanimità o quasi dichiarerebbe che non solo la Lettera di Presentazione è utile, ma è anche una conditio sine qua non aprirebbe neppure il CV! Nella “Cover Letter” essi valutano la personalità di chi si sta candidando, le sue capacità di presentazione e la sua motivazione.

Non solo, in molti casi vengono richieste anche le cosiddette “Recommendation Letters“, ossia le lettere di referenze scritte dai precedenti datori di lavoro (che di certo non perderebbero la faccia promuovendo una persona che poi si rivelasse inaffidabile e incompetente!).

Tornando in Italia, visto che la maggior parte dei lettori si propone di fatto a Selezionatori italiani, quello che posso dire in base alla mia esperienza personale e professionale è che la lettera di presentazione è fondamentale quando si invia un’autocandidatura (o candidatura spontanea) alla società che ci interessa. Infatti, poichè non ci stiamo candidando ad uno specifico annuncio, chi riceve il nostro CV non sa che tipo di lavoro siamo interessati a fare in azienda, non sa perchè ci stiamo proponendo proprio in quell’azienda, ecc.

Non fa di certo una buona impressione ricevere una laconica mail vuota (o ingentilita solo da un saluto ed una firma) avente come oggetto solamente: “alla cortese attenzione di…”, ovviamente con CV allegato: perchè il selezionatore o il datore di lavoro dovrebbero perdere tempo ad aprire un Curriculum di una persona che non ha avuto il tempo e la voglia di scrivere neppure 2 righe di accompagnamento?

Certamente si tratterà di pochi casi, ma vi assicuro che accade!

Il caso più frequente invece è quello di Lettere di Presentazione standardizzate che utilizzano 10-20 righe per non dire assolutamente nulla!

Proprio pochi giorni fa mi è capitato il caso di un giovane volenteroso che chiamerò Bruno che mi invia il suo CV dichiarando di aver conseguito da poco una Laurea Specialistica (che probabilmente lui non sa essere dello stesso indirizzo e della stessa Facoltà che ho frequentato io tempo fa…) che si descrive  come capace di lavorare in team, di rispettare le scadenze, di essere orientato ai risultati, di avere buone capacità relazionali e di problem solving… Ebbene, sul linguaggio utilizzato nulla da eccepire, le competenze sono descritte come farebbe uno Psicologo del Lavoro, appunto, ma mi è sorta subito una domanda grossa come una casa, anzi due:

  1. Cosa sai fare esattamente? Quali esperienze hai, se ce le hai?
  2. Perchè mi hai scritto? Che tipo di collaborazione mi stai offrendo?

Ho preso spunto dalla mail di Bruno (a cui chiaramente ho risposto con un feebdack dettagliato) per evidenziare come in molti casi le lettere sono un elenco di aggettivi e di generiche competenze che danno pochissime informazioni a chi legge. Oltretutto molto spesso le lettere sono tutte uguali (il che è buffo se pensiamo che in termini di personalità, siamo tutti diversi gli uni dagli altri!).

E quindi, cosa è utile scrivere nella lettera di Presentazione? Quali accortezze bisogna utilizzare?

Per scoprirlo vi suggerisco di leggere la Guida alla Lettera di Presentazione che ho rieditato di recente insieme alla Guida al Curriculum, entrambe scaricabili gratuitamente dal sito.

Nella lettera devi “disegnare” il tuo profilo, ossia descrivere in modo sintetico il tuo percorso formativo e professionale e, soprattutto, esprimere la tua motivazione, il tuo interesse specifico per l’azienda, per una certa area professionale e/o per una determinata posizione.

In sostanza, la Lettera di Presentazione deve rispondere a queste domande:

  • Chi sono? Quali esperienze e competenze ho?
  • Perchè vi sto scrivendo?
  • Cosa mi interessa della posizione e dell’azienda?
  • E soprattutto: Che valore aggiunto posso darvi?

Per approfondimenti, scarica la Guida Gratuita qui!

 

 

 

4 thoughts

  1. Ciao Mariangela, come al solito puntuale nei tuoi articoli …
    Aggiungo di più:
    La lettere di presentazione o, come a me piace chiamarla, lettera di marketing, è uno strumento che va utilizzato in modo strategico rispetto alla strategia che voglio adottare per farmi conoscere o auto candidarmi ad una azienda … anzi persona, piuttosto che ad un’altra.
    In alcuni casi si potrebbe scegliere di inviare solo la lettera senza cv ed ottenere comunque un colloquio che nel caso, sarà “conoscitivo” …

  2. Cara Mariangela, veramente un dubbio amletico questa “benedetta” lettera di presentazione.

    Alcuni la considerano assolutamente indissolubile al cv, altri…mi permettevo di suggerire ad un sito di ricerca di figure professionali che sarebbe stato carino inserire anche la lettera di presentazione…rispostaccia…grazie del suggerimento ma dato che non la legge nessuno, inoltrate pure i CV direttamente in azienda senza lettera di candidatura.

    Insomma per noi candidati veramente oltre al danno, la beffa. Se la scrivi…perchè la scrivi…se non la scrivi…perchè non la scrivi.

    Un piccolo contributo a tutti i lettori compagni di svenutura o di “nuova” avventura…io la lettera, più o meno descrittiva la inserisco sempre e comunque. Chi vorrà, la leggerà, chi non vorrà, pazienza.

    Ma a me stesso, intimamente, non capiterà che germini il virus del dubbio??? “Hai veramente fatto tutto per canidarti???”

    Almeno per la parte del processo di ricerca relativo all’invio del CV la mia risposta è e sarà: SI!!!

    Enrico

  3. Garzie Enrico per il tuo vivace commento!!!
    Hai toccato un tasto dolente quanto umano, troppo umano!
    I selezionatori non sono tutti uguali e ciascuno ha le sue preferenze….
    La logica è quella di massimizzare le possibilità che il CV venga aperto: chi vorrà andare subito al sodo allora aprirà direttamente il CV, tutti gli altri…si lasceranno si spera incuriosire dalla lettera!

    Il motivo secondo me per cui molti non leggono più la lettera è che i candidati tendono a scrivere pressochè sempre le stesse cose, le lettere sono standar, poco originale e personalizzate: in questo modo chiaramente perdono il loro valore!

    Ma se invece la lettera viene scritta con una struttura chiara, con descrizioni mirate alla posizione, con agganci emozionali all’azienda…beh allora il discorso cambia sensibilmente!

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