Cosa significa davvero essere competenti?

Posted by Coach Lavoro On maggio - 24 - 2012

Quando parliamo di competenza tutti generalmente la riconduciamo al significato di “saper fare bene una cosa”, essere “preparati”ed “esperti” in un determinato settore o attività.

Consultando il dizionario italiano verifichiamo che la radice del termine è quella del verbo latino “competere” che significa andare insieme, far convergere in un medesimo punto, ossia mirare ad un obiettivo comune e quindi anche gareggiare. E qual è la finalità di una “competizione” se non quella di far vincere il migliore, ossia la persona o la squadra più capace, o meglio, più competente?

In ambito giuridico si definisce competente colui “che ha capacità o autorità di esercitare un determinato ufficio, di esprimersi su determinate questioni” . In generale, è competente in un determinato ambito chi è in grado di “parlare o giudicare autorevolmente su argomenti di un’arte o di una disciplina” (Treccani.it).

Una sfumatura molto interessante del significato di competente è quella di “adeguato, proporzionato, appropriato“.

La competenza quindi non è direttamente proporzionale alla quantità di conoscenze e di abilità che possediamo (né tantomeno ai titoli che possiamo ascrivere nel nostro curriculum, sic!), quanto piuttosto alla capacità di saperli applicare e adattare alle varie situazioni e contesti.

Facciamo l’esempio classico dell’automobile: che cosa significa avere la competenza di guida? Sicuramente non basta conoscere il funzionamento della macchina, conoscere il codice della strada ed essere in possesso della patente!

Guidare un’autovettura rappresenta di fatto una competenza che sottende più conoscenze e capacità che vengono orchestrate contemporaneamente. Non si tratta solo di coordinare la frizione e l’acceleratore ma anche di mantenere la direzione, controllare le condizioni della strada e del traffico, fare attenzione ai pedoni che attraversano, ecc.

Quindi saremo tanto più competenti alla guida quanto più saremo capaci di adattare i nostri comportamenti e il nostro stile di guida alla varie situazioni in cui ci troviamo: ad esempio guidare in autostrada non è la stessa cosa che guidare su una strada di montagna è tanto meno quella di guidare in città. Inoltre, come fanno sperimentare nei corsi di guida sicura, è ben diverso guidare sull’asfalto asciutto che non su quello bagnato, per non parlare di quello ghiacciato!

Quindi paradossalmente potremmo dire che se un pilota di Formula 1 guidasse in strada come in pista…beh, non sarebbe poi così competente!

 

Da cosa sono formate le competenze?

Come abbiamo visto con l’esempio  della guida, ciascuna competenza racchiude in sé molteplici elementi.

Infatti le competenze si formano dall’integrazione tra molteplici risorse interne della persona, costituite in modo particolare da nozioni (sapere) , da abilità (saper fare) ed anche da attitudini e caratteristiche personali (saper essere).

Che cosa rende possibile tale integrazione?

Due fattori imprescindibili: l’esperienza e la motivazione.

L’esperienza, ripetuta e finalizzata, serve a sviluppare e consolidare la competenza. Allenarsi, come sanno bene gli sportivi, significa fondamentalmente sbagliare, fallire, cadere per poi rialzarsi sempre, andando via via ad apprendere gli schemi e le strategie ed affinare i movimenti…

La motivazione è quell’energia che innesca il desiderio di iniziare a sperimentarsi e che sostiene l’impegno durante il percorso di apprendimento: è quella molla che ci rimette in piedi e ci fa andare avanti finchè non si ottiene il risultato tanto atteso.

A sua volta la motivazione è strettamente connessa alla convinzione di riuscire, di potercela fare, di essere in grado di ottenere ciò che si vuole grazie alla propria determinazione: in sintesi potremmo dire che il  grado di motivazione è direttamente proporzionale a quelle che vengono chiamate le “convinzioni potenzianti”.

Se abbiamo aspettative pessimistiche sulle nostre possibilità di riuscita siamo presumibilmente poco motivati. Se siamo poco motivati, o desistiamo dall’azione e quindi, nel nostro caso, dall’esercizio delle nostre capacità oppure ci fermiamo ai primi ostacoli che ci fanno “cadere” o inciampare… Infatti finiamo per interpretare le nostre difficoltà o insuccessi come una conferma della nostra incapacità!

E chiaramente, se non proviamo, se non ci esercitiamo, se non sbagliamo, difficilmente potremo sviluppare le nostre competenze!

Concludo con un bellissimo aforisma di J.W. Goethe, che a quanto pare, la sapeva lunga anche sulle competenze: “Conoscere non è abbastanza; dobbiamo mettere in pratica ciò che sappiamo. Nemmeno volere è abbastanza; dobbiamo fare”.

12 Responses to “Cosa significa davvero essere competenti?”

  1. Pietro scrive:

    Solitamente non commento mai queste “cose”, anche perchè sono molto critico con l’ambiente del coaching e edella formazione in genere….ma questo meritvava prorpio.
    A mi avviso andrebbe stampato e ppiccicato in giro per le città….abbiamo bisogno solo di gente competente e basta!

  2. Max scrive:

    Sarebbe opportuno non confondere competitività con competenza,
    infatti competitività per definizione è l’attitudine a “competere” ovvero rivaleggiare/primeggiare su altri concorrenti per dimostrare di essere i ” migliori” anelando ad un possibile premio
    Al contrario le competenze sono operazioni assegnate per comando e devono essere computate cioè elaborate/eseguite.
    Se poi il soggetto/team ha acquisito sufficiente padronanza nelle proprie competenze allora si può parlare di capacità/abilità nello saper svolgere bene il proprio ruolo a tal punto di spingersi ad essere persino competitivo

  3. Pietro scrive:

    leggo,con curiosità positiva questi articoli : “m’inducono a pensare”. Spero vivamente di non essere d’intralcio e sopratutto di non far trasparire il mio pessimismo (è l’età ,lo so bene).
    Abilità,attitudini e caratteristiche personali,hanno in comune un’unica radice : il sapere nozionistico. E’ una ricetta indubbiamente valida per competere (apprezzo quello che scrive Max),ma non ,credo,per essere competenti.Preferisco al “sale”acidificato delle nozioni,quello neutro del “piacere della conoscenza”(ma se attualmente il mondo vuole questo,così sia!).Il dubbio ,invece è sull’esecuzione della ricetta,ovvero sull’esperienza e la motivazione. Mi aiuti a capire,in un mondo (del lavoro)in cui tutto è precario ,quale esperienza può maturare uno che,mentre ha appena finito d’imparare cos’è il “sottovento”(c’è una bella favola marinara su questo),si trova a piantare cavoli o peggio a barcamenarsi(li chiamano hobby intelligenti)per evitare depressioni da mancanza di lavoro? Poi sulla motivazione,mi perdoni il mio modo di concepire (o sbaglio ?) il mondo del lavoro attuale.Vedo una società indirizzata sopratutto a vendere (umanità e merce) di dubbio e sconosciuto valore,emarginando e rarificando, sempre di più ,la figura dell’esperiente produttore : è la mano che affina il cervello;Se di soli mercanti necessita la nostra società,faccia uno sforzo di solidarietà,aiuti i preposti a conoscere (la latitanza l’aggiunga Lei se vuole,mi eviti di essere ulteriormente pessimista) la merce che vendono.

  4. Annamaria scrive:

    Ciao Mariangela,
    ho apprezzato molto il suo articolo .”Cosa significa davvero essere competenti?” e gli articoli ad esso correlati.
    Le competenze poggiano sull’autostima,solo se si ha una buona autostima (meglio ancora se è ottima!)si possono avere buone competenze ed essere competitivi sul lavoro e nella vita.Attenzione all’autostima gonfiata,però!Può dare risultati indesiderati! La cosa migliore è essere sempre onesti e sinceri con se stessi,oltre che con gli altri,e avere una buona autostima a prescindere dalla propria condizione sociale e lavorativa.Bisogna investire molto,se si ha la possibilità,nella propria formazione e nella pratica (ad es:tirocini,stage,apprendistati)ma sopratutto occorre pregare molto e affidarsi a Dio,perchè è lui la nostra guida,la nostra luce,speranza,salvezza,pace e gioia vera.
    A Pietro desidero dire:”Non demordere mai,prima o poi la tua situazione potrebbe cambiare.Quindi ,continua pure a fare il lavoro che stai facendo,ma non smettere di sperare,di lavorare sodo per realizzare i tuoi sogni,non smettere mai di aggiornarti e di cercare il lavoro che desideri.”
    Mariangela,ti saluto e ti abbraccio con affetto e ti auguro un ottimo lavoro ogni giorno!
    Annamaria

  5. Coach Lavoro scrive:

    @Pietro: grazie mille per il tuo commento!
    Esattamente, valorizzare le competenze significa di fatto premiare il merito…!

  6. Coach Lavoro scrive:

    @Max: ti ringrazio per la precisazione. Competitività/Competizione/Competenza hanno significati differenti pur provenendo, di fatto, dalla stessa radice, che fa riferimento, come diciamo nell’articolo, all’appropriatezza dell’azione e alla sua efficacia in un contesto definito.
    La definizione che poi dai di competenza è applicata nel contesto giuridico, in cui la competenza di una data causa è data d’ufficio, nell’ambito del lavoro e delle risorse umane facciamo allora riferimento al COMPITO.
    La COMPETENZA è il bagaglio di risorse dell’individuo che fa sì che un compito venga svolto in modo appropriato, appunto, ed è quindi assolutamente connesso alle capacità/abilità di cui parli.
    Essere competenti significa essere in grado di padroneggiare attività complesse, tanto da poter essere competitivi, come dici giustamente tu.

  7. Coach Lavoro scrive:

    @Pietro: ti ringrazio come sempre per la tua partecipazione al blog
    Quando parliamo di competenza facciamo riferimento, come diciamo nell’articolo, ad una integrazione tra il sapere nozionistico (come lo chiami tu), le abilità e le attitudini. Se il primo sapere si può apprendere a scuola o da autodidatta, le abilità si sviluppano nella pratica, mentre le attitudini sono delle abitudini di comportamento e delle preferenze che provengono in buona parte (ma non solo!) dai nostri geni!
    Se la competenza prima si sviluppava in un solo specifico ruolo e spesso in una sola azienda, adesso la sua costruzione è quanto mai complessa e frammentata, ma coò non significa che non sia solida!
    le esperienze grazie alle quali si formano le competenze possono essere sia svolte in lavori differenti che anche al di fuori dello stretto ambito lavorativo, ecco perchè parliamo di competenze trasversali…

  8. Coach Lavoro scrive:

    @Annamaria: grazie mille per le tue parole!
    Bisogna avere fiducia in sè stessi e nelle proprie capacità: questa è la base per ottenere i risultati!
    Pensiamo a quanti piccoli e grandi successi abbiamo già ottenuto nella nostra vita…quante cose siamo riusciti ad ottenere, quante cose abbiamo imparato rispetto a quando eravamo piccoli…ma anche solo rispetto a pochi anni fa..!

  9. […] sia importante a questo punto, dopo aver analizzato cosa sono le competenze e cosa significa essere competenti, fare chiarezza sulle tipologie di competenze che possono essere spese nel mondo del […]

  10. […] dedicato 3 corposi articoli al tema delle competenze: ci siamo chiesti cosa significa essere competenti e qual è il mix di “ingredienti” che va a comporre le competenze che sviluppiamo nel corso […]

  11. GIANLUCA scrive:

    Grazie a voi ora ho capito cosa vuol dire competenze che non sono solo avere delle nozioni ma il saperle mettere in pratica con il nostro saper essere,e questo mi porta a modificare il mio cv sulle competenze
    Grazie infinite.
    un abbraccio
    con affetto anche se non ti conosco
    Luca T.

  12. Coach Lavoro scrive:

    Luca, grazie per questo tuo commento che mi regala molta soddisfazione!
    sono davvero felice di esserti stata utile per comprendere e valorizzare le tue competenze!
    In bocca al lupo per tutto!!!

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