La situazione del mercato del lavoro in Italia a Luglio 2012

Posted on Pubblicato in News dal mondo del lavoro

Ad un anno esatto dalla pubblicazione dell’articolo sui dati del mercato del lavoro a Luglio 2011, credo sia utile riesaminare la situazione occupazionale in Italia, per cercare di fare un bilancio dei primi mesi del 2012 ed ipotizzarne l’andamento nel breve termine.

Come ho scritto più volte, sono convinta che il punto di partenza per la ricerca del lavoro sia rappresentato da noi stessi, dalle nostre inclinazioni personali, dalle nostre motivazioni e dalle nostre competenze. Se è vero che non bisogna “ignorare la realtà” (per quanto sulla “realtà” di questo termine si potrebbe aprire una lunga discussione filosofica…!), è altrettanto vero che partire solo da ciò che esiste (o meglio, da ciò che noi percepiamo e crediamo possibile) rischia di essere troppo limitante!

Invece, dopo aver preso consapevolezza di chi siamo, di cosa vogliamo e di cosa sappiamo fare, possiamo (e dobbiamo) confrontarci con il mercato, per cercare punti di contatto, strade da percorrere ed opportunità da cogliere…

E’ importante quindi saper leggere il mercato per comprenderne il “trend”: i settori in “declino” e quelli in crescita, le professionalità più e meno richieste, ecc.

Questo tipo di analisi andrebbe condotta in modo dettagliato e sistematico sul proprio territorio di riferimento, su aziende e professionalità specifiche perché ciascuno di questi aspetti ha le proprie peculiarità!

Per gli scopi di questo articolo, ci manterremo a livello generale, elaborando i dati su scala nazionale rilevati dall’ISTAT, dal sistema Excelsior di Unioncamere, dalla CGIA di Mestre e dalle rilevazioni dell’agenzia Manpower (per l’elenco completo delle fonti, vedi in fondo all’articolo)

Vi anticipo (anche se non ce ne sarebbe bisogno, visti i bollettini di guerra diffusi dai media) che i dati non sono positivi: l’Italia è in recessione e il mercato del lavoro è piuttosto stratico, frenato dall’incertezza sull’evoluzione politica ed economica del Paese. Ma all’interno di un quadro di certo non roseo, anziché rinfocolare facili allarmismi, cerchiamo di scoprire quali sono i settori più solidi, che nonostante tutto stanno reggendo alla crisi, quali sono le aree geografiche più dinamiche, e quali sono le figure professionali più richieste.

 

Dati sull’occupazione e disoccupazione

Secondo gli ultimi dati ISTAT, a maggio 2012 gli occupati sono 23.034 mila, in lieve aumento rispetto ad un anno fa, con una crescita dello 0,4% (98 mila persone).

Il tasso di occupazione è pari al 57,1%, mentre il tasso di disoccupazione si attesta al 10,1%, in aumento di 1,9 punti percentuali rispetto all’anno precedente.

Il tasso di inattività (ovvero di coloro che non lavorano e non cercano lavoro) si posiziona al 36,5%, con una riduzione di 1,4 punti su base annua.

Questo significa, se la mia logica statistica non mi inganna, che rispetto al significativo calo dell’occupazione del 2011, il 2012 è in leggera ripresa: ci sono quasi 100mila persone che l’anno scorso stavano a casa e che in un anno invece hanno trovato un lavoro. L’aumento della disoccupazione è legato anche (ma non solo ovviamente!) alla diminuzione del tasso di inattivi: rispetto al 2011 ci sono quindi più persone che si stanno muovendo alla ricerca di un lavoro.  Rimane comunque molto alto il dato che 1 persona su 3 non ha lavoro e non lo cerca perché stanca e scoraggiata. Certamente se gli inattivi si mettessero sul mercato, ci sarebbe molta difficoltà ad assorbirli tutti, ma se invece riuscissero a collocarsi oppure a crearsi un lavoro, quanta ricchezza in più sarebbe prodotta nel nostro Paese?

 

La propensione ad assumere delle imprese

Il secondo trimestre del 2012 (aprile-giugno) ha segnato un lieve incremento nella propensione delle aziende ad assumere, mentre invece nel terzo trimestre (luglio-settembre) si registra una nuova flessione, limitata almeno in parte dai lavori stagionali (nell’agricoltura, nell’alimentare, nel turismo, nella ristorazione)

Se allarghiamo la prospettiva al periodo 2011-2012, le assunzioni stagionali (e quindi a termine) crescono decisamente di più rispetto a quelle dell’anno precedente (+15 mila persone) mentre invece calano quelle non stagionali (-18mila), segno di forte incertezza per i prossimi mesi.

In generale si prevedono 159mila assunzioni a tempo determinato/indeterminato, a cui si somma la previsione dell’avvio di altre 67mila posizioni lavorative con contratti “flessibili”.

Il settore dei servizi si conferma il bacino di occupazione maggioritario (75% contro il 25% dell’industria), anche se nell’ultimo periodo ha subito una contrazione superiore a quella del comparto industriale.

Si confermano più dinamiche le piccole imprese (con meno di 50 dipendenti) rispetto alle medio-grandi, con un tasso di entrata di circa 16 su 1000 rispetto a 11 su 1000.

Questo evidenzia ulteriormente come la ricerca di una nuova occupazione andrebbe indirizzata meno sui (pochi) pesci grandi (le aziende più note e visibili) e di più su quelle piccole (tanto nascoste quanto dinamiche).

 

Quali sono le prospettive fino a settembre 2012?

Secondo i dati rilevati a giugno dall’Agenzia per il Lavoro Manpower, l’83% delle imprese non varierà né in positivo né in negativo il numero dei suoi dipendenti. Ci sarà invece un 8% che tenderà a ridurre il proprio organico, a fronte di un 7% che lo incrementerà. Quest’ultimo dato, anche se non compensa del tutto la perdita di posti di lavoro (il saldo è di -1%) indica chiaramente che, nonostante tutto, il mercato NON è immobile.

Se scendiamo nel dettaglio dei differenti settori, c’è purtroppo una netta prevalenza di segni “meno”, rispetto al trimestre precedente: l’agricoltura, la pesca e le costruzioni, che avevano segno positivo ad aprile-giugno scendono ora rispettivamente del -4% e del -8%.  Il trend già negativo invece peggiora  per il settore del commercio (-9%), quello minerario (-11%), dei trasporti e delle comunicazioni (-8%).

Restano stabili le attività manifatturiere,  il settore Energia e quello sociale.

Chiudiamo invece con un dato fortemente positivo per il settore ristorativo-alberghiero (+23%, dovuto anche alla stagionalità), per quello dei servizi finanziari/assicurativi e dei servizi alle imprese (+11%).

 

I settori più “scoperti” e le figure professionali “introvabili”

Secondo i dati di Unioncamere,  i settori che registrano più difficoltà di reperimento per le specifiche competenze tecniche richieste sono, nell’ordine

  • Tessile e Abbigliamento,
  • Manutenzione e riparazione impianti
  • Industria dei metalli,
  • Mezzi di trasporto
  • Gomma e plastica

tutti con percentuali superiori al 20%!

 

Inoltre, una recente indagine di Confartigianato relativa ai dati del 2011 evidenza le professioni che vengono reperite con maggiori difficoltà o addirittura rimangono scoperte:

  • pavimentatori e posatori di rivestimenti, in imprese artigiane e industriali (27% su 1.100 richieste)
  • montatori di carpenteria metallica (19% su 5.060)
  • camerieri (18,5% su 22.460)

seguono poi i meccanici, riparatori e manutentori di automobili, gli attrezzisti di macchine utensili, i sarti e i tagliatori artigianali, i modellisti e i cappellai, e così via.

Questi dati, che evidenziano una forte richiesta di professioni operative e manuali, sono confermati anche da una recente ricerca di Fondimpresa del Veneto, secondo la quale sono introvabili ciabattini, mulettisti ed anche gli infermieri.

 

Le aree più attive

Le imprese più dinamiche sono quelle operanti nelle regioni del Nord ovest che raccoglieranno il 24% delle assunzioni. In miglioramento anche la propensione delle aziende del Sud e delle Isole (pari al 32% sul totale). Peggiorano invece le cose rispetto al trimestre precedente soprattutto al Centro e al Nord est con un’incidenza rispettivamente del 16% e del 27% sul totale.

 

Le professionalità più richieste

Prendendo in considerazione di dati di maggio e giugno riportate dal sito miojob di Repubblica, che raccoglie annunci di lavoro, le più ricercate sono le figure nell’ambito della Produzione: Ingegneri elettrotecnici, periti meccanici, capi cantiere e addetti alla produzione. Subito dopo ci sono le professioni nell’Amministrazione, finanza e controllo: Addetti paghe e contributi, addetti alla contabilità, Responsabili amministrativi , Responsabili di tesoreria, Addetti alla gestione del credito, Controller.

Dietro di loro, al terzo posto, troviamo i professionisti attivi nell’area Ricerca&Sviluppo e l’area Tecnica, seguiti dagli operatori nel turismo e poi quelli nel commerciale e nelle vendite.

Meritano inoltre di essere citate per la loro predominanza in valore assoluto, specie nel periodo estivo, le figure nel settore della ristorazione e del turismo (cuochi e camerieri soprattutto) che sono ben 35mila in valore assoluto, seguiti con forte distacco dal personale non qualificato nei servizi (15mila) e dai commessi (10mila)

Nel prossimo trimestre, in base ai recenti dati di Unioncamere, si assiste ad una forte flessione per le professioni “intermedie” (impiegatizie) mentre le figure poste alle estremità della scala delle professionalità, vale a dire le professioni dirigenziali, tecniche, intellettuali e di alta specializzazione da un lato, e le professioni operaie e non qualificate dall’altro, saranno invece meno sfavorite.

Se si guarda al dettaglio delle singole professioni, quelle che potrebbero registrare un incremento delle opportunità di assunzione saranno gli specialisti della formazione, dell’istruzione (insegnanti) e della ricerca, gli operai specializzati e conduttori di impianti nell’industria alimentare, gli operatori della sanità e dei servizi sociali. Resistono inoltre bene le posizioni dei commessi e altro personale qualificato di negozi ed esercizi all’ingrosso, il personale di segreteria e dei servizi generali.

Per quanto riguarda in modo particolare i giovani e l’appetibilità dei titoli di studio superiori, secondo i dati di AlmaLaurea, la banca dati dei Laureati,  3 anni dopo la laurea, i dottori in Ingegneria, Statistica, Medicina ed Economia hanno un tasso di occupazione ed uno stipendio superiore ai dottori in Lettere, Psicologia e Scienze della Formazione.

 

FONTI

Sistema Excelsior Unioncamere: http://excelsior.unioncamere.net/index.php?option=com_bollettini&view=docsmap&Itemid=65

ISTAT (Lavoro): http://www.istat.it/it/archivio/lavoro

Altre fonti:

http://www.corriere.it/opinioni/12_giugno_18/zuanna-lavoro-non-piace-giovani_7b0dc9d2-b916-11e1-a52c-a7a9b914e823.shtml

http://miojob.repubblica.it/notizie-e-servizi/notizie/dettaglio/ricerche-di-personale-e-carriere-dalle-multinazionali-alle-pmi/4186710

http://miojob.repubblica.it/notizie-e-servizi/notizie/dettaglio/le-aziende-con-la-crisi-assunzioni-ancora-gi/4197659

http://miojob.repubblica.it/notizie-e-servizi/dossier/dettaglio/assunzioni-luglio-settembre-2/3731207

Ricerca statistica Manpower sulle prossime assunzioni: quante e in che settori sono state pianificate dalle imprese

7 thoughts

  1. Ancora con la storia dei panettieri che assumono e nessuno vuole andarci? E’ storia vecchia e non è vera

  2. Bravissima Mariangela! Queste analisi sono proprio quello che
    si desidera, quando ci si rivolge a un professionista nell’orientamento e nella consulenza per il miglioramento di se stessi! Meriti una tripla A! Continua cosi’!

  3. Leonardo, i dati sui panettieri così come sulle altre figure professionali non sono di certo inventate, ma frutto di indagini condotte da enti qualificati come Unioncamere o l’Associazione Artigiani e Piccole Imprese di Mestre (CGIA). Chiaramente hanno i limiti di tutte le statistiche che raccolgono e accorpano “dati” (ricordiamo la famosa storia di Trilussa: un ricco ha 2 polli, un povero nessuno, la media è 1 a testa!)…per cui perdono casi individuali e specifiche territoriali.

  4. Buongiorno,
    un settore importantissimo nell’offerta di lavoro è il settore IT.
    Per rendersene conto, basta andare nei motori di ricerca lavoro e digitare nella casella di ricerca un termine informatico, come ad esempio “SAP” o “Java”, e si vede subito che la domanda di specialisti IT è altissima.

    Per formarsi sul sistema SAP, consiglio il corso della Software University:
    http://www.softwareuniversity.net/courses/erp/sap/corso-sap-a-milano

    Il corso SAP ha un costo relativamente basso, ed una durata di 22 ore.
    Consiglio di leggere i commenti degli studenti che hanno già partecipato al corso:
    http://www.softwareuniversity.net/dicono-di-noi

  5. La cameriera la farei anche. Peccato non prendano mai persone con più di 25 anni di età. Forse anche i datori di lavoro dovrebbero mettere meno ostacoli e muri a chi cerca lavoro e valutare la persona, non l’età. Il calzolaio sarebbe interessante da imparare come mestiere (adoro le scarpe!)…peccato solo non abbia il tempo materiale per andare a bottega per farmi insegnare il mestiere. Però non mi è mai nemmeno capitato di leggere annunci in cui cercano apprendisti calzolai…o sbaglio? (Vivo a Milano).

  6. @Chiara, sono d’accordo con te sul fatto che i datori di lavoro vanno sensibilizzati sull’eccesso di ostacoli (fatti spesso di pregiudizi errati) che tendono a mettere quando cercano personale: Ci sono qualità che vanno ben oltre l’età anagrafica e che sono assolutamente indipendenti da questa!

    Per quanto riguarda il mestiere di calzolaio…beh di annunci difficilmente ne troverai (te lo immagini un calzolaio che mentre lavora ha tempo e modo di inserire un annuncio web o di rivolgersi ad un’agenzia?! davvero difficile!!!) ma sicuramente se fai il giro di tutti i calzolai di Milano (e non credo siano pochi) e chiedi di essere presa come apprendista…..io credo che almeno uno ti dirà di sì, se vedrà in te disponibilità e desiderio di imparare!

    Scrivi di non avere tempo materiale per farti insegnare…non so quali sono i tuoi impegni adesso, se formativi, familiari o se stai svolgendo un altro lavoro….
    in ogni caso il tempo per fare un giro di ricongnizione lo puoi sempre trovare, poi se ti prendono sarai tu a dover fare una scelta, a rinunciare a qualcosa in cambio del raggiungimento del tuo obiettivo! in bocca al lupo

  7. Grazie Gabriele per questa segnalazione: per quanto si tratti di pubblicità…la ritengo utile per cui la pubblico volentieri 😉

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