Come rendere la ricerca del lavoro attiva e proficua

Posted on Pubblicato in Cercare & Trovare Lavoro, CV e Lettera di Presentazione, Da Non Perdere

Cercare lavoro è un lavoro, questo lo sanno tutti! Più difficile è capire come muoversi in maniera davvero efficace, soprattutto in un momento di crisi come questa dove le offerte di lavoro non sono affatto proporzionate al numero di persone che cercano, la concorrenza è altissima ed ogni CV inviato sembra rimbalzare su un muro di gomma…

Chi si mette alla ricerca del lavoro, di solito inizia con grande energia. Dopo aver aggiornato il CV, consulta tutti i giorni gli annunci sul web e sui giornali. In un primo momento di solito, è più selettivo nella scelta degli annunci e nei siti di ricerca…poi, se le risposte scarseggiano, comincia a cercare un po’ ovunque, senza valutare l’attendibilità dei vari siti, candidandosi anche a posizioni poco o nulla coerenti con il proprio profilo e le proprie aspirazioni.

Una ricerca così dispersiva, generica e poco mirata, raramente dà dei risultati significativi, e questo a sua volta fa aumentare sempre di più lo scoraggiamento . Qualcuno a questo punto può decidere di “scendere in campo”, presentandosi personalmente alle agenzie per il lavoro, dove però di solito si riesce solo a lasciare il CV e a fare un brevissimo colloquio, se tutto va bene…

Nel frattempo ci si rivolge anche a qualche contatto personale chiedendo se sa di  eventuali opportunità di lavoro e se può tenerci in considerazione.

Dopo questi tentativi che purtroppo nella maggior parte dei casi vanno a finire nel vuoto, si ha la forte tentazione di arrendersi e di mollare…

Visto che non ce lo si può permettere, si continua ad usare la strategia che sembra più efficace e più diretta: stare tutto il giorno (o quasi) davanti al pc rispondendo agli annunci sul web, iscrivendosi negli infiniti database…e aspettando.

Se l’attesa, come spesso accade, si rivela vana, è fondamentale mettere in discussione sia il cosa si sta facendo che il come, secondo la logica per cui “ se si continua a fare ciò che si è sempre fatto, si continuerà ad ottenere ciò che si è sempre ottenuto”.

 

Strumenti di candidatura

Per prima cosa bisogna rivedere il proprio Curriculum con un occhio critico, facendosi le seguenti domande:

  • Il mio CV si presenta in modo graficamente pulito e piacevole?
  • È sintetico?
  • Si colgono gli elementi fondamentali in un colpo d’occhio?
  • È costruito su misura di un ruolo specifico?
  • Esprime le mie caratteristiche peculiari e ciò che mi distingue?
  • Valorizza le mie competenze?

Domande analoghe possono essere fatte sulla Lettera di presentazione:

  • Descrive in pochi tratti essenziali il mio profilo?
  • Mette in evidenza le mie qualità e la mia motivazione?
  • Suscita interesse e spinge ad aprire il CV?

Se anche solo una di queste risposte fosse negativa, è quanto mai opportuno revisionare e ottimizzare i nostri strumenti di presentazione fondamentali per renderli davvero interessanti, appetibili, efficaci.

 

Strategie di ricerca passiva, semi e attiva

Se definiamo “passiva” la strategia di chi semplicemente si iscrive alle agenzie, nei centri dell’impiego e nei database di recruiting, aspettando di essere contattato, allora la ricerca di opportunità sul web o presso le agenzie che abbiamo sopra descritto, potremmo chiamarla “semi-passiva”. Se questa stessa ricerca viene effettuata in modo mirato, puntando a posizioni e settori specifici, curando i propri strumenti di candidatura come sopra indicato, la strategia diventa “semi-attiva”.

Cosa può rendere quindi la ricerca pienamente “attiva”?

Quello che fa la differenza è il modo in cui ci si propone: non come chi chiede il “favore” di essere assunto, quanto piuttosto “offre” la propria professionalità come un valore aggiunto. ù

Attivarsi nella ricerca significa quindi aver individuato da una parte cosa ci distingue (competenze), dall’altra chi può essere interessato alla nostra collaborazione (target). Significa essere consapevoli che la maggior parte delle opportunità di lavoro non emergono sotto forma di annunci, perché vengono ricercate tramite canali informali o ricoperte da contatti già noti dall’azienda o da autocandidature.

Per questo è importante promuoversi in modo “intraprendente”, contattando dei referenti interni all’azienda a cui proporsi con un obiettivo ben preciso, un proprio “progetto professionale”.

Esiste anche la strategia pro-attiva, che consiste nell’attivarsi ancora prima di essere nella necessità di trovare lavoro. Come funziona? Per prima cosa parte dalla cura del proprio Personal Branding, ossia della propria immagine professionale, online e offline, in modo tale che sia unica, riconosciuta e riconoscibile anche all’esterno.

Se siamo conosciuti come competenti, validi, specialisti in un settore, saremo ricordati e contattati da chi potrà avere bisogno del nostro apporto professionale.

In secondo luogo pro-attivarsi significa curare la propria rete di relazioni personali e professionali, creare e coltivare nuovi contatti, frequentando ambienti diversi da quelli usuali, uscendo dal recinto del nostro spazio noto e sicuro. Partecipare a corsi e seminari del proprio ambito di riferimento ed anche prendere parte ad associazioni culturali, iniziative ed eventi che destano la propria curiosità, può rivelarsi molto utile non solo per migliorare la propria qualità di vita presente, ma anche accrescere le proprie opportunità future!

 

 

25 thoughts

  1. Lìarticolo è veramente interessante infatti fornisce alcune strategie pratiche per posizionarsi sul mercato, regalando i complimenti più sinceri un abbraccio a presto

  2. Ciao Mariangela,
    io sono abituato a dire e scrivere ciò che penso senza alcun filtro!
    Devo dire che le belle teorie che ho letto si scontrano con una realtà che è sotto gli occhi di tutti. Sembra che,da ciò che scrivi,chi non trova lavoro sia la “causa”del proprio male! Questo,mi spiace,non mi trova affatto d’accordo! I miei curriculum li ho SEMPRE dettagliati con le esperienze di lavoro acquisite e i miei colloqui sono sempre stati all’insegna della spigliatezza verbale!Ho sempre cercato di dare di me stesso l’immagine più positiva possibile.Quando ho avuto la possibilità di lavorare,il lavoro l’ho tenuto stretto coi denti, fornendo tutta la mia esperienza e la mia disponibilità a qualunque esigenza delle aziende in termini di orari e straordinari! Alla fine,però,…il classico pugno di mosche! Scaduti i tre contratti a termine….arrivederci e grazie di tutto! Vogliamo,per favore,guardare in faccia la realtà? Se si vuole cambiare mestiere dopo una certa età ci si sente rispondere che si preferisce formare dei giovani;le agenzie interinali non ti aiutano affatto! Per loro,se hai fatto un mestiere per una vita,ti cercano SOLO quel lavoro! Mi chiedo come si può teorizzare così a cuor leggero,con le aziende che non assumono che col contagocce e sempre con contratti a termine,con la perdita emorragica di posti di lavoro e con la fuga all’estero di migliaia di aziende. In questa situazione NON basta scrivere il proprio cv in modo sintetico,convincente e che evidenzi caratteristiche o competenze ! Dobbiamo(dovete) metterci in testa che la situazione è drammatica! Chi non trova lavoro è solo perché il lavoro è diventato una chimera !!

  3. Ciao Roberto,
    apprezzo il tuo intervento sincero e diretto…e ti risponderò in modo analogo!
    Chi ha negato che la situazione sia difficile, per non dire drammatica?!? I mass media di certo non ce lo fanno dimenticare!
    Non parliamo solo di numero di posti di lavori diminiuto, ma anche di qualità di lavoro (e dei relativi contratti) sempre più scarsa e precaria!
    Proprio perchè il cambiamento è all’ordine del giorno è fondamentale adottare una strategie di ricerca non solo attiva ma proattiva: bisogna muoversi prima di averne l’esigenza!
    Questa strategia serve a risolvere il problema della disoccupazione e della diminuita propensione all’assunzione da parte delle imprese!?? no, di certo!!!
    PROPRIO perchè il LAVORO è una Chimera bisogna adottare un nuovo approccio! E’ vero che il CV DA SOLO NON BASTA, questo mi sembra sia chiaro da ogni articolo di questo stesso: bisogna ripensarsi in modo intraprendente, come imprenditori di sè stessi.
    Certo che non è affatto facile…certo che la competizione è sempre più efferata: distinguersi, pro-muoversi, re-inventarsi non è più un lusso…è una necessità! Chi riesce a farlo riesce ad avere successo anche in questo momento di crisi, perchè ha una marcia in più!

  4. Per Roberto: posso sapere di che ti occupi? Giusto per offrirti il mio contributo, ossia vedere cosa farei io al posto tuo.
    Se la tua professionalità è spendibile sul web ti direi di aprire un blog sul tema per farti conoscere, aumentare la tua visibilità.
    Tanto se hai una certa età (quale?) agenzie interinali e aziende puoi lasciarle stare perchè cercano solo sotto i 30.

  5. Purtroppo sono d’accordo con Roberto, e tra l’altro una definizione è stata avvallata anche da Fabio “Tanto se hai una certa età (quale? IO NE HO 45) agenzie interinali e aziende puoi lasciarle stare perchè cercano solo sotto i 30.”
    Ho una esperienza di 15 anni nella Gestione Commerciale (ordini, logistica di Supply Chain) e quando applico un annuncio oppure mi rivolgo ad una agenzia questo profilo mi rimane appiccicato addosso. Anche a voler fare qualcos’altro, tutti richiedono minima esperianza, che sia commesso o pulizie, quindi è difficile poter rivolgersi ad altri annunci non affini alle mie competenze. Concludo dicendo che non è facile reinventarsi a 45 anni….sopratutto se per un annuncio si sono applicati in 400 (ho visto anche questo!). Comunque ho seguito i consigli del blog e non demordo.
    Saluti, Corrado

  6. Rispondo a Mariangela: sfondi una porta…del colosseo ! Reinventarmi,almeno per qualche tempo,mi è anche riuscito! E in un ambiente completamente diverso dal mio.Se ricordi,tra il 2009 e il 2010,sfruttando il mio corso di recitazione e le foto del book,riuscii a fare la controfigura in un film con Greggio e Jacchetti,a girare due spot pubblicitari,ad essere tra gli interpreti di una puntata di Forum su rete 4 e a realizzare un video pubblicitario interno per una casa farmaceutica! Senza contare l’infinità di provini sostenuti in questi anni! Ti assicuro che persone con una marcia in più (anche due!)ne ho incontrate davvero tante! Persone che provenivano,a loro volta,da altre esperienze lavorative.Questo per dirti che persone con la capacità di reinventarsi ce ne sono eccome!Ed io ritengo di farne parte.Non ho mai atteso di avere l’esigenza per muovermi.Forse mi manca qualcosa,non so…Rispondo a Fabio: Ho sempre lavorato nel ramo tessile, con varie mansioni,per circa 35 anni.Non so se sia spendibile creando un blog.Riguardo all’età,ho 57 anni e non è la prima volta che mi trovo ad avere problemi occupazionali anche dopo una “certa età”.Sulle agenzie interinali,a parte la definizione che ho già dato nelle prima mail,bisogna prendere in considerazione quelle(poche) serie che accettano qualsiasi candidatura e quelle gestite solo da ragazzini! Comunque,negli ultimi anni,sono riuscito,seppur a tempo determinato,a lavorare sia grazie alle interinali,sia presentandomi direttamente nelle aziende.Non si può,quindi,generalizzare. Resto comunque in attesa di eventuali suggerimenti.

  7. ….un’ultima riflessione.Nella povertà sono finiti non solo operai,ma anche molti quadri aziendali o piccoli e medi imprenditori.Purtroppo molti di loro hanno concluso drammaticamente la propria esistenza!Gente che non mancava certo di iniziativa e di intelligenza! Ma quando non hai più la possibilità economica per voltare pagina e riconvertirti,non basta “avere una marcia in più”! Soprattutto considerando il rapporto domanda-offerta.

  8. Salve Roberto, mi pare di capire che ritieni la tua esperienza di 35 anni nel ramo tessile non spendibile. Va bene, non puoi farci un blog ma se hai svolto varie mansioni davvero non sono spendibili in altro settore? Mi spiego: lavoravi al telaio o svolgevi compiti che avevano a che fare con contabilità, commerciale, rapporti con i fornitori, ecc? Poi mi sembra che ti sei indirizzato verso altro:recitazione, particine in film, spot e programmi tv. Ma negli ultimi anni ti sei proposto direttamente alle aziende seppure a tempo determinato. Quindi avrai sfruttato l’esperienza dei 35 anni che io mi terrei stretta come un valore.

  9. Ciao Fabio,
    le mansioni svolte nel ramo tessile riguardano i reparti produttivi,perciò non si possono trasferire in altro settore.Certamente l’esperienza di 35 anni di lavoro non si getta via.Anzi,mi è servita in varie altre ditte.Purtroppo non ho avuto l’opportunità di crescere professionalmente all’interno della stessa azienda,come è accaduto,invece,ad altre persone che hanno magari lavorato per una ventina d’anni nella stessa struttura e di fare qualche meritato avanzamento. Ma quando le aziende chiudono e ti ritrovi in strada,devi ripartire da zero perché prima di te ci sono gli altri! E capita spesso che questi “altri”,invece di sfruttare la grande fortuna di lavorare nella stessa azienda così a lungo,cercando di proporsi per mansioni di maggior responsabilità,studiando una lingua e seguendo qualche corso di approfondimento,hanno l’impudenza di “sputar nel piatto in cui mangiano” !E la miopia dei titolari contribuisce al resto ! Spesso i cosiddetti “ultimi arrivati”potrebbero portare la loro esperienza pregressa per dare dei suggerimenti atti a migliorare l’organizzazione del lavoro.Non credere che io non ci abbia provato! Ma ti senti rispondere nel più classico (ed imbecille!) dei modi:”qui si lavora così”.Ti vedono non come una vera risorsa ma come uno che vuol “cambiare lo status quo”.Non si finisce contro un muro di gomma,ma contro il calcestruzzo !

  10. Ok e invece l’altro Roberto che ha seguito corsi di recitazione?
    Se dopo aver frequentato un simile corso, che immagino deve essere difficoltoso e richiedere un certo impegno oltre che talento, riuscissi a fare la controfigura (bada bene, non una parte) in un film con Greggio e Jachetti e una comparsata a Forum tra coloro che recitano finti casi giudiziari, con tutto il rispetto, mi sentirei un pò deluso.
    Hai provato con il doppiaggio? Mi interessa invece il video pubblicitario per la casa farmaceutica. Chi l’ha prodotto? Collaborare con questa casa di produzione, con chi produce spot o video corporate, ossia per veicolare l’immagine aziendale? Cinecittà? Sky? Immagino ci avrai già provato come ho fatto io. Naturalmente ci vuole quello che non abbiamo: conoscenze.

  11. Per Fabio.
    Il corso di recitazione era solo un biennio di base che ti da,comunque,un buon avvio.Non si è certo all’altezza di recitare ruoli particolarmente impegnativi,perciò quello che ho fatto non mi ha deluso.E’quello che ho nelle corde.Ti assicuro che,nei numerosissimi casting e provini che ho sostenuto negli ultimi cinque anni,tra i quali uno alla Rai di Milano,ho incontrato persone che avevano alle spalle anni di accademia ed erano li a sostenere provini per piccole parti o poco più che comparsate! Non è facile “sfondare”,soprattutto se si è in tantissimi candidati a fronte di un’offerta limitata a pochi ruoli e…se non si possiedono “conoscenze” come dici tu giustamente!Il video per la casa farmaceutica,ora non ricordo chi lo aveva prodotto.L’ho girato in u no studio indipendente in provincia di Milano e se trovo ancora il nome nelle cartelle te lo invio senza problemi.Riguardo al doppiaggio,avevo sostenuto un provino per accedere ai corsi a Milano,ma venni scartato nonostante non abbia particolari inflessioni dialettali ed il timbro di voce è abbastanza curato.Ma la scuola presso la quale ho sostenuto il provino,che è poi la stessa del corso di recitazione ( C.T.A.,Milano) è molto selettiva.Se non avessi avuto i problemi noti,avrei comunque continuato con dei successivi corsi anche per migliorare la dizione,ma purtroppo ho dovuto tagliare tutto il superfluo ! Alla prossima,ciao.

  12. Per Roberto:le cose sembrano un pò cambiate dall’intervento del 2010 che mi sono andato a rileggere.
    Certo le difficoltà di reinventarsi attore a 52 anni dopo averne passati 30 nel settore tessile erano evidenti ma allora c’era la determinazione, lo spirito d’iniziativa,l’ottimismo, la fede….che ti riconobbi allora e che confermo oggi. Chapeu!
    Oggi hai delle certezze: candidati tanti e offerta di ruoli limitata, conoscenze zero, la scuola dove hai fatto il corso di recitazione che ti scarta dal doppiaggio nonostante tu non abbia inflessioni dialettali e sia in possesso di un timbro di voce curato. Vabbè è molto selettiva però…per doppiare un cartone animato, un documentario o un telefilm che passano alle 2 di notte non bisogna essere Lawrence Olivier.. adesso come pensi di procedere?
    Hai in mente qualche strategia? Perchè io mi sentirei perso. E non parlo di mancanza di autostima o depressione perchè puoi anche essere ben saldo sui piedi, cosa che ti auguro di tutto cuore, ma poi, in CONCRETO, che si può fare per uscire dal tunnel a 57 anni?

  13. Per Fabio. Non resta che andare avanti e non rassegnarsi!Purtroppo è un settore molto ambito dove la domanda è enormemente superiore all’offerta.Anche per un semplice cartone animato,evidentemente,la fila è lunga.Dopo il 2008 avrei voluto proseguire con dei corsi di perfezionamento,ma poi….ho dovuto ,per cause facili da capire,”tagliare” tutto ciò che non era strettamente necessario !
    La “marcia in più”aiuta,a patto di avere il serbatoio pieno!

  14. Per Roberto: dal 2008 sono passati 5 anni e a quanto mi dici hai dovuto eliminare la voce “formazione” per quello che concerne i corsi di perfezionamento in ambito recitazione.
    Però dal momento che le ragioni per cui non hai potuto approfondire la materia (mancanza di denaro) agli altri non interessano mentre quello che sai fare qui ed ora si, mi chiedevo come sfruttare il know how di cui disponi.
    Domanda superiore all’offerta, fila lunga….
    Non hai risposto alla domanda: “Come intendi andare avanti?”
    Che strategia metterai in campo? Andare avanti e non rassegnarsi è un bel proposito, ci mancherebbe, ma se il tuo serbatoio, mi pare di capire, sta in riserva in che direzione si va? Verso l’ignoto col rischio che la macchina si ferma in mezzo al nulla o verso un centro abitato dove spingerla o farsi aiutare a spingerla fino al primo distributore? Auguri.

  15. Ultimissima! A proposito di strategie,di esperienze e come muoversi….ricevo pochi istanti fa,una risposta da un’azienda che aveva ricevuto il mio cv tempo fa.Nel giro di tre settimane,sono pervenuti circa 3000 cv,a fronte di una ricerca di UNA FIGURA PROFESSIONALE !!!!! Devo aggiungere,prima di chiudere il discorso,che queste situazioni le conosce SOLO chi le vive sulla propria pelle e basta! Bello teorizzare quando il problema non ci tocca e,per favore,non mi si risponda con il solito “ci son passato anch’io”…perché ci sono vari modi per “passarci”! Per oltre tre decenni,il sottoscritto e tutti quelli della sua generazione,hanno contribuito ,nel proprio piccolo,a mandare avanti l’economia del paese,chiaro ??? E adesso dovrei(dovremmo) accettare il discorso che chi non riesce a reinserirsi nel mondo del lavoro è solo perché “sbaglia”strategia,non sa “proporsi” ecc.? Ma vi siete chiesti come mai negli anni passati ci si riusciva? Di colpo siamo diventati una generazione di deficienti? Provate a “travestirvi” da disoccupati e iniziate a girare per le aziende,a proporre il vostro “know how”e vedere in quanti sono nella medesima situazione,con la stessa esperienza da vendere! Buona continuazione,Roberto Pasquale.

  16. Ciao Roberto, ciao Fabio,

    scusate se vi rispondo solo ora, ma negli ultimi giorni sono stata particolarmente impegnata e poi…mi sembra che il vostro scambio sia stato piuttosto vivace e interessante anche senza il mio intervento!

    Ad ogni modo, veniamo al punto centrale: Roberto, cosa vuoi sentirti dire? Che è colpa del governo, delle banche, delle tasse, della crisi, della globalizzazione, che la disoccupazione cresce e l’occupazione sale, che la propensione ad assumere delle imprese è molto bassa: tutto VERO e OGGETTIVO!

    E quindi, non è colpa tua, non stai sbagliando nulla, mettiti il cuore in pace, non c’è trippa per gatti! Va bene così?

    Vedi, caro Roberto, qui non si tratta di dare colpe o di correggere “errori”, nessuno sta valutando e giudicando nessuno!
    Come ho scritto nella mia precedente risposta, la situazione critica è innegabile. Ora, visto che non possiamo “cambiarla” con una bacchetta magica, dobbiamo capire come cambiare il nostro approccio, prima di tutto per non vivere angosciati e in secondo luogo per aumentare le nostre probabilità di successo!

    Posso assicurarti, Roberto, che quello che hai fatto tu: risistemare in un certo modo il CV, presentarti direttamente alle aziende, reinventarsi, lo hanno fatto davvero in pochi…e anche chi prova a farlo spesso lo fa in modo inefficace.
    Mi confronto con diversi selezionatori, e molti si stupiscono degli errori palesi che la gente fa quando si candida! Ti invito a leggere questo articolo giusto per darti un’idea: http://www.sestyle.it/2013/foto-e-cv-piu-danni-che-altro/

    Altri punti da te toccati sono fondamentali:
    1) FORMAZIONE: non possiamo più permetterci di non essere formati e costantemente aggiornati! 50 anni fa si lavorava con la terza media…adesso non basta neppure il master non solo perchè la scolarità è aumentata, ma anche perchè il mondo è radicalmente cambiato e continua ad evolvere ad una velocità impressionante! Per formarsi non ci sono solo scuole costosissime, ma si può anche essere AUTODIDATTI grazie ai libri e al web: viviamo nel mondo dell’INformazione!

    2) FINANZA PERSONALE: è vero che senza avere le spalle coperte si può andare poco lontano, ma è anche vero che pianificando le uscite e cercando attivamente fonti di entrata, si possono accumulare quei soldi che poi servono ad investire su sè stessi.
    Il problema forte è che ci manca una cultura finanziaria: non sappiamo gestire i nostri soldi e quando vengono le vacche magre ci troviamo in difficoltà (fino a qualche tempo fa anche io ero così…ma ci sto lavorando sopra, con risultati davvero soddisfacenti!)

    3) ELAVATA CONCORRENZA: è proprio questo: centinaia di persone si candidano ad uno stesso annuncio, proprio per questo bisogna sapersi differenziare, da una parte, e dall’altra bisogna trovare altre strade da percorrere che non siano solo gli annunci web, perchè sono intasatissime!

    Concludo dicendo che tutte le teorie che presento sul sito non sono aria fritta, ma sono fondate da una parte sugli studi, dall’altra sulla pratica con i miei clienti, e infine dalla mia esperienza personale: prima di fare la libera professione ho cercato anche io lavoro e le mie strategie mi hanno portato a risultati positivi! Poi, come imprenditrice di me stessa ho avviato questa attività di CoachLavoro che in poco tempo è diventata un punto di riferimento sul web per chi cerca lavoro.
    Questo non lo dico per elogiarmi, ne ho ancora di strada da fare, ma per dirti che certe strategie funzionano, altre no!

  17. Ciao Mariangela,ho letto la pagina estratta dal link e,nonostante il periodo,sono anche riuscito a ridere! Ma un colpetto alle aziende glielo debbo dare!Se,invece di spendere energie,spesso inutilmente,SOLO alla ricerca di giovani non oltre una certe fascia di età,ampliassero il loro raggio di ricerca,sono convinto che troverebbero persone molto più serie e motivate di quanto non lo siano certi sprovveduti.Tu sai che il sottoscritto non appartiene a questa categoria di persone!Le mie foto non le faccio con lo sfondo del wc o dopo colazione…!Io non me la prendo con questo o con quello,ma,in tutta onestà,non me la prendo nemmeno con me stesso! I miei interventi ,ogni tanto,sono piuttosto”accesi”,ma poi il “fiume”rientra negli argini e con me si può discutere ad infinitum!

  18. Ciao Roberto,
    il colpetto alle aziende diamolo pure insieme, per lo stesso motivo: spesso i limiti che vengono posti rappresentano di fatto solo dei pregiudizi!
    Quello che può fare chi cerca lavoro è prevenire le obiezioni e ribattere in modo convincente e sicuro!
    Certo questo in molti casi potrebbe non bastare…ma basta che funzioni bene una volta!
    Mi hanno raccontato di una selezione in un’azienda internazionale: cercavano un giovane manager di circa 35 anni, laureato…..alla fine hanno assunto una donna over40 diplomata, ma davvero in gamba…che evidentemente li ha saputi convincere!

    In bocca al lupo!

  19. Davvero un servizio eccellento, consigli veramente utili. A chi è in crisi offre un efficace strumento per lottare. Aggiungo, che le agenzie interinali ormai sono solo delle banche dati di c.v. mentre dovrebbero dare loro anche con supporto umano dei consigli a che vuole ricollocarsi sul mercato.

  20. Tutto interessante, tutto giusto, tutto sentito e risentito però….io non ti nego il fatto che ho fatto tutti, o meglio, quasi tutti gli step da te elencati…sarà un limite ma io non riesco ad autopropormi direttamente, nel senso non vado nella reception aziendale e dico di parlare con il responsabile delle risorse umana.
    Sono disoccupato da dicembre 2012 ormai, laurea, master, esperienza di cinque anni presso 3 grosse aziende, corsi di specializzazioni fatti in questi mesi da “disoccupato”,corsi di inglese e al momento nulla…ho fatto pure dei colloqui con importanti società ma se ti chiamano per un colloquio per un lavoro e poi ti propongono uno stage e ti chiedono anche scusa per averti fatto perdere tempo, beh questa non credo sia colpa del sistema o di altro, sono anche le aziende stesse che non sanno cosa vogliono.
    Io le sto provando tutte,le proverò sempre tutte, sono uno che non demorde,certo non nego che la situazione personale risulta critica, in quanto tra affitto, finanziamento, mangiare ecc ecc è diventata dura, altrochè dura.
    Una domanda….secondo lei Linkedin è un buon alleato per il trentenne disoccupato che vuole un contatto diretto con l’azienda?credo sia utile, anche perchè tra le generalità c’è pure la mail e molte volte quella aziendale a cui ci sipuò rivolgere con una bella lettera di motivazione e un buon curriculum.
    Non le nego che molti mi hanno risposto, alcuni per cortesia, altri perchè interessati ma in un futuro non meglio circostanziato, altri per propormi una pseudo-collaborazione o similari.
    Attento una sua risposta!!!
    Grazie mille

  21. Ciao Francesco ti ringrazio per il commento!
    Ti assicuro che quanto scritto nell’articolo non è affatto scontato per la maggioranza dei job seeker 😉
    Da quello che scrivi (per quanto chiaramente andrebbe approfondito) mi sembra che tu ti stia muovendo in maniera piuttosto attiva e infatti sei riuscito ad ottenere in alcuni casi dei contatti in altri dei colloqui.
    Finora non si è concretizzato nulla o perchè appunto le proposte non erano affatto coerenti o adeguate al tuo profilo, oppure perchè tu hai seminato per un’opportunità che può spuntare in futuro (chi semina raccoglie…!)
    Venendo alla tua domanda su Linkedin: credo che i risultati che hai ottenuto già ti diano una risposta soddisfacente! Consiglio sempre Linkedin a qualunque età perchè è una piattaforma che se BEN GESTITA e ben CURATA può portare davvero dei risultati interessanti proprio perchè aiuta a creare contatti personali e diretti.
    In bocca al lupo!!!

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