Ripartire a settembre e ritrovare la motivazione

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track start 01Settembre è il mese della ripartenza dopo la pausa estiva e, come gennaio dopo le vacanze natalizie, ha solitamente un impatto significativo dal punto di vista psicologico, oltre che pratico.

C’è chi (pochi di solito) durante le ferie, magari facendo un viaggio dentro oltre che fuori di , si è concesso del tempo per riflettere ed ha deciso di introdurre delle novità nella sua vita, oppure chi è partito, fortunatamente, già soddisfatto di ciò che fa: queste persone al rientro nella vita quotidiana si sentono carico e non vedono l’ora di tuffarsi nel mare delle attività…!

Chi invece (la maggior parte) sotto la canicola estiva ha staccato completamente la spina, evitando pensieri e preoccupazioni, fino a lasciarsi andare alla pigrizia, al rientro può sentirsi come un pesce fuor d’acqua: come se fosse tornato da un viaggio oltreoceano e dovesse recuperare il jet leg, vaga confuso in casa, si muove per le strade di nuovo trafficate e va al lavoro (o si rimette alla ricerca di qualche annuncio) per forza di inerzia e con la mente in stand by.

Questo stato di spaesamento è accompagnato spesso da un morale basso, scarsa energia, svogliatezza, uniti a stress rispetto agli impegni che sopraggiungono ed ai ritmi che incrementano.

Se le giornate d’estate si dipanavano senza un fine né un programma definito in un clima di pacato relax ed era relativamente facile mettere da parte pensieri “scomodi”, al rientro alla vita quotidiana, tutte le scelte che sono state rimandate e i pensieri che sono stati relegati in un angolo reclamano attenzione e non possono più essere eluse.

Allo stesso tempo, non avendo un preciso obiettivo da perseguire, le giornate scorrono le senza ottenere alcun risultato e questo fa sentire insoddisfatti e frustrati.

 

Cosa fare quindi per ripartire in modo produttivo?

Cercare di fare cambiamenti drastici oppure “forzarsi”, impegnarsi, difficilmente può funzionare!

D’altro canto è controproducente continuare ad agire per abitudine, essere trascinati in attività che ci pesano, non ci coinvolgono davvero e che facciamo di tutto per evitare.

Come dice Seth Godin “Invece di pensare alla tua prossima vacanza, forse dovresti crearti una vita da cui non vuoi scappare”!

Per superare questo momento la prima cosa da fare, per quanto possa sembrare paradossale, è cercare di conservare il più possibile le buone abitudini estive come ad esempio:

  • prendersi cura di sé (cura del corpo, attività fisica, alimentazione),
  • ascoltare sé stessi, i propri desideri e le proprie esigenze, e soprattutto
  • vivere nel presente (essere pienamente nel qui ed ora, godersi le giornate, apprezzare ogni momento, lasciare spazio all’intuizione  e all’imprevisto, senza dover assolutamente programmare tutto).

Riappropriarci di tutto questo è fondamentale per pianificare qualunque tipo di cambiamento e per trovare l’energia per rimetterci in moto.

Infatti è inutile oltre che dannoso entrare nel tunnel delle recriminazioni con noi stessi per quello che avremmo dovuto fare e non abbiamo fatto, delle lamentele per quello che ancora non abbiamo e dello scoraggiamento su quello che non crediamo di poter raggiungere.

Invece concentriamo i nostri pensieri su ciò che di buono abbiamo vissuto nel passato e stiamo vivendo nel presente, ricordando sempre che “nessun attimo vissuto pienamente, con tutto noi stessi è un attimo sprecato“!

Quindi, con la serenità che nasce dalla consapevolezza e dall’accettazione di sè, sarà più facile e naturale trovare la risposta a queste domande:

  1. Cosa ho acquisito durante le vacanze che non voglio perdere adesso?
  2. Che cosa mi rende insoddisfatto e mi crea stress?
  3. Che cosa potrei eliminare sin da subito?
  4. Quante energie sto sprecando lasciandomi andare senza uno scopo e quanta energia invece mi darebbe dedicarmi a ciò che mi piace?
  5. In che modo posso rendere la mia vità più vicina a ciò che desidero veramente?
  6. Di tutte le idee, i progetti ed i cambiamenti lasciati nel cassetto, quale adesso ha davvero senso e significato fare?
  7. Qual è la cosa più piccola che posso fare sin da subito per iniziare a concretizzare quell’idea/progetto/cambiamento?

Queste domande servono per concentrarci sul presente e mettere un “punto”, per fissare i nostri pensieri, anziché continuare a farli girare a vuoto. Una volta che abbiamo fatto “ordine” nella nostra mente possiamo tracciare una linea e dare una direzione al nostro agire.

Perchè la potente forza della motivazione che ci dà la carica e ci spinge ad agire non è solo e non è tanto quella che si ottiene con qualche strategia motivazionale (per quanto utilissime) ma piuttosto quando conferiamo un senso, un significato  a ciò che compiamo.

 

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8 thoughts

  1. come di consueto, condivido ampiamente
    gli articoli di Coach Lavoro sono sempre essenzialmente una corposa iniezione di positività, in questa nostra bella Italia dove si perde ancora tempo a piangere e commiserarsi senza fare la cosa più difficile ma risolutiva: rimboccarsi le maniche e fare ognuno la propria parte, nella propria realtà fornendo esempio positivo da imitare!!!! coscienti che non è per nulla facile ma che è l’unica maniera per essere padroni della propria vita.
    A proposito di citazioni, mi permetto di suggerire la lettura della poesia del poeta inglese William Ernest Henley che personalmente ho avuto occasione di conoscere guardando “Invictus” il celebre film che celebra la vita di Mandela:

    Dal profondo della notte che mi avvolge,
    Nera come un pozzo da un capo all’altro,
    Ringrazio qualunque dio esista
    Per la mia anima invincibile.

    Nella feroce stretta delle circostanze
    Non mi sono tirato indietro né ho gridato.
    Sotto i colpi d’ascia della sorte
    Il mio capo è sanguinante, ma non chino.

    Oltre questo luogo d’ira e di lacrime
    Si profila il solo Orrore delle ombre,
    E ancora la minaccia degli anni
    Mi trova e mi troverà senza paura.

    Non importa quanto stretto sia il passaggio,
    Quanto piena di castighi sia la vita,
    Io sono il padrone del mio destino:
    Io sono il capitano della mia anima.

    un caro saluto
    Andrea

  2. Nella giungla degli impegni economici e la situazione del mercato lavorativo attuale l’unica soluzione che vorrei attuare, ovvero scappare da questo lavoro, è difficlmente affrontabile! Io lo voglio fare ma la paura mi blocca!!!

  3. Sono giovane, e per fortuna, a differenza dei miei coetanei, non sono disoccupata.Ma ,odio quello che faccio, vista la situazione lavorativa nel nostro paese, mi ritengo FORTUNATA ma INFELICE; la paura di rischiare voltando pagina mi assale tutte le volte che ci penso.

  4. Ciao a tutti e bentrovati su questi schermi!
    E’ vero le difficoltà sono tante, le fatiche e le frustrazioni pure, ma come è scritto nella meravigliosa poesia che Andrea ha citato:
    “Non importa quanto stretto sia il passaggio,
    Quanto piena di castighi sia la vita,
    Io sono il padrone del mio destino:
    Io sono il capitano della mia anima”.

    Sapete qual è il nostro più grande nemico in realtà? più della crisi, più della politica, dell’economia o di qualunque altra presunta causa della situazione che stiamo vivendo attualmente…
    il nostro più grande nemico è la PAURA!
    La paura non solo ingigantisce i problemi ed i rischi che potremmo incontrare, ma soprattutto minimizza e appiattisce la percezione delle nostre risorse, di quello che siamo davvero in grado di fare!
    In questo modo ci blocca e ci paralizza…..ma è tutto un bluff perchè siamo noi i più forti, ma finchè non ci crediamo, sarà la paura a vincere!

    @Marina, Adriana, possiamo sentirci in privato, intanto vi consiglio di leggere questo altro articolo: http://www.coachlavoro.com/2012/11/quanto-e-davvero-rischioso-rischiare/

  5. Bravo Andrea per la bella poesia . In questo mondo che sta diventando tutta tecnica e scienza si perde di vista la saggezza e la riflessione sulla vita tanto cara agli antichi filosofi greci. Da qui derivano spesso mali più o meno consci per molti soggetti, travolti da falsi miti da ricercare: primi fra tutti il successo a tutti i costi. Bella dunque la settima domanda del coach che ci richiama ai piccoli cambiamenti possibili già da subito.

  6. Mi baso sulla mia esperienza personale di persona matura trovatasi a cercare lavoro a quasi 50 anni.
    Premesso che è una opinione personale basata sulla mia esperienza, ma penso in modo convinto che passare dalle agenzie di selez del personale o altro sia del tutto INUTILE !
    Naturalmente mi riferisco a posizioni di livello medio ( impiegato/quadro) quale io sono, non dirigenti.
    E’ evidente che certe figure sono ricercate dalle agenzie ma parliamo di qualche centinaio massimo di persone, pertanto il mio esempio può valere per la grande massa di persone.

    E dunque, lasciate perdere le agenzie, gli annunci in rete spesso fasulli, smettete di inviare CV che nessuno leggerà o rispondere ad annunci in continuazione. Non serve a niente.
    Credo che l’unica possibilità, unita ad una certa dose di fortuna ( cioè arrivare al momento giusto nel posto giusto) sia quella di sviluppare e curare metodicamente una RETE di : contatti, amicizie, ex colleghi, colleghi, persone di riferimento, amici degli amici etc Più se ne ha e meglio é.
    Fare un lavoro scientifico di raccolta nomi e dati, tenerlo aggiornato e cercare di rivolgersi a tutti questi nomi per far sapere quello che si sta facendo e che si vorrebbe fare, quello che si sta cercando. A volte, la pura casualità può essere la chiave per una svolta che, a livello professionale, può voler dire anche svolta nella vita.
    Non trascurate niente e nessuno, e siate sempre attenti ad avere informazioni aggiornate e ad aggiornare il profilo. Per me, a 48 anni, ha funzionato.
    Un augurio a tutti ed una speranza, nella consapevolezza che non è facile ma che non bisogna arrendersi mai.
    Saluti

  7. Ciao Genesio e grazie per la tua testimonianza! Come Coach Lavoro siamo convinti (ed i risultati ce lo dimostrano) che è necessario attivare e usare più canali nella ricerca del lavoro: non solo annunci o agenzie, ma anche social network (in particolare Linkedin) e network “reali”, di persone in carne ed ossa che ci segnalano opportunità oppure che segnalano con il passaparola (ne abbiamo parlato anche qui http://www.coachlavoro.com/2013/02/come-rendere-la-ricerca-del-lavoro-attiva-e-proficua/ e qui http://www.coachlavoro.com/2011/06/quanto-sono-importanti-le-%E2%80%9Cconoscenze%E2%80%9D-per-trovare-opportunita-di-lavoro/).
    L’importante in ogni caso è muoversi in modo attivo e consapevole, ossia sapendo cosa si sta cercando e cosa si sta offrendo!

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