Quante volte ho sognato di possedere una bacchetta magica con la quale far comparire davanti alla persona che cerca un’occupazione, il lavoro o la professione adatte alle sue caratteristiche, motivazioni e aspirazioni, che le consenta non solo di mantenersi ma anche e soprattutto di realizzarsi e dare il suo contributo al mondo…
Ahimè, almeno per ora non mi è stato dato il potere di creare occupazione nè tantomeno di trovare soluzioni semplici e pronte, da cucinare in pochi minuti… Ma quello che posso e voglio fare con tutta me stessa è fornire informazioni, proporre strumenti e strategie funzionali in primo luogo a conoscere meglio sè stessi e in secondo luogo a muoversi efficacemente nel mercato del lavoro.
Questo è l’obiettivo di questo sito, dei servizi di coaching e consulenza offerti e delle proposte di formazione. E poichè credo profondamente nel valore della collaborazione e del networking, sono sempre aperta a possibili partnership che promuovano il coaching e, più in generale, la cultura dell’orientamento e della ricerca attiva del lavoro.
Per questo sono felice ed orgogliosa di presentarvi la nuova rubrica dedicata al Coaching e all’Orientamento che ho aperto insieme ad una collega orientatrice, sul sito Lavoro & Diritti, dedicato al mondo del lavoro e in particolare alla ricerca di impiego e ai diritti dei lavoratori. L’obiettivo che abbiamo condiviso con gli autori del sito è stato quello di fornire una guida che orienti tutti i disoccupati, i lavoratori cassintegrati o in mobilità, così come tutti coloro che sono alla ricerca di un lavoro migliore!
Il 2012 è iniziato da pochissimi giorni e già promette di essere un anno in salita a causa della difficile ripresa economica, dell’elevato tasso di disoccupazione, dell’incremento di quello di inoccupazione e per la raffica di aumenti che di certo non stimolano i consumi.
Eppure, nonostante tutto, non dobbiamo e non possiamo lasciarci scoraggiare da tali circostanze esterne, su cui non abbiamo possibilità di influenza.
Un aforisma attribuito ad Aristotele dice così: “Se c’è soluzione, perché ti preoccupi? Se non c’è soluzione, perché ti preoccupi?”
Sembrerà banale ma è proprio vero che sia nel caso in cui risolvere un determinato problema è in nostro potere, sia nel caso in cui non lo è, la preoccupazione di certo non ci aiuta, anzi!
Sicuramente invece è nelle scelte della nostra vita che possiamo avere il massimo livello di influenza!
Ed è dai nostri pensieri e dalle nostre azioni che dobbiamo partire per innescare un cambiamento positivo nella nostra vita personale e lavorativa.
Come abbiamo scritto nello scorso articolo, ciascuno può “essere il cambiamento” se lo vive nella sua vita, se decide cioè in modo consapevole di pensare e agire in modo diverso, con il duplice scopo di realizzare sé stesso in pienezza e dare il proprio contributo alla società in cui è inserito.
E quindi in questo nuovo anno decidiamo di credere che abbiamo la possibilità di trovare, costruire o inventare un lavoro nuovo!
Avere questa convinzione sembra quasi una follia al giorno d’oggi, ma è dalle nostre credenze e dal nostro atteggiamento mentaleche possiamo partire per darci nuovi obiettivi e trovare nuove strategie efficaci per raggiungerli!
Per chi cerca lavoro, un “lavoro nuovo” significa chiaramente quel lavoro che consenta di sopravvivere, ma non solo! Un lavoro nuovo non è un lavoro qualsiasi, ma quel lavoro che è in linea con le nostre competenze e motivazioni e che ci permette di crescere professionalmente.
Per chi vuole cambiare lavoro, un “lavoro nuovo” può significare anche un lavoro al di là dagli schemi precostituiti, un lavoro creato e costruito su misura di sè stessi, magari un’attività in proprio o un’impresa costruita sulle fondamenta della propria passione e con i mattoni del proprio impegno!
Per chi ha già un lavoro ma è insoddisfatto, un “lavoro nuovo” può significare un lavoro interpretato e vissuto in modo diverso, può essere un diverso approccio verso i colleghi e verso l’organizzazione. Un lavoro nuovo può anche essere rappresentato da una nuova posizione o un nuovo progetto per cui ci si propone, all’interno dell’azienda per cui già si lavora…oppure da responsabilità simili ma in un’organizzazione differente.
Per chi già lavora con passione, come la sottoscritta, avendo la possibilità di ricavare soddisfazioni materiali e immateriali dalla propria attività, un “lavoro nuovo” significa un allargamento degli orizzonti, uno sviluppo costante delle proprie capacità ed un affinamento degli strumenti professionali, per dare un servizio o un prodotto sempre di maggiore qualità ad un numero sempre maggiore di persone!
In qualunque di queste situazioni tu ti possa trovare, ritengo che sia fondamentale iniziare l’anno con l’obiettivo di:
Focalizzarti in modo chiaro e nitido sulla tua meta professionale
Sviluppare le tue risorse acquisendo nuove conoscenze, capacità e competenze
Individuare e sperimentare nuove strategie e nuovi strumenti per muoversi nel proprio ambiente e pro-muoversi all’esterno
E’ da qualche anno ormai che non si fa altro che parlare di crisi, non è vero? Se vado indietro a leggere gli articoli che ho scritto più di 2 anni fa, il lietmotiv è sempre lo stesso, sembra che non si arrivi mai a toccare il fondo per poi risalire, magari con un bel salto!
Quest’anno poi, come ho scritto anche nel precedente articolo, tutto sembra rallentato, quasi congelato. Questo si nota anche nelle strade natalizie e nei negozi dove c’è poco movimento…dove le persone parlano delle difficoltà nell’ affrontare questo Natale di crisi e dell’anno che verrà che non sembra molto promettente….
Per tutti coloro che non hanno un lavoro, che lo hanno perso magari proprio quest’anno, che sono in cassaintegrazione o in mobilità, per i giovani precari e per gli over 40 che fanno fatica a reinserirsi in uno scenario recessivo come quello attuale, non è di certo un periodo facile!
E tutto questo sembra stridere con l’atmosfera natalizia, quasi magica e ovattata, con i presepi innevati e gli abeti scintillanti…….
Qual è allora il significato del Natale quest’anno?
L’altra sera mi sono avvicinata al presepe e l’ho osservato con un occhio un po’ diverso dal solito, meno poetico e più realista: ho visto una famiglia “precaria” ospitata in una grotta, una famiglia povera con un bambino appena nato, visitata non dai potenti ma dai pastori, dai poveri e dagli emarginati. E sappiamo che il destino che attende questa famiglia non è di certo “da favola”: ci sarà la persecuzione, la fuga in un paese straniero e le difficoltà di ritornare e di reinserirsi…
Riflettendo su questo ho capito che il significato di questo Natale può essere proprio quello di accendere una luce nell’oscurità e nelle nebbie di questo periodo, di preservare, accrescere e condividere la speranza di un cambiamento.
Se ci facciamo contagiare dal pessimismo dilagante, dalle preoccupazioni e dalle paure, non solo viviamo in uno stato di continuo malessere, ma non siamo neanche in grado di fare concrete azioni positive e costruttive!
Il Natale ci comunica che al di là delle apparenze nefaste si nascondono dei segni di speranza, che il cambiamento nasce dal di dentro prima ancora che all’esterno e che se sappiamo tenere accesa la nostra debole fiamma scossa dal vento, possiamo illuminare e riscaldare noi stessi e gli altri!
Vi faccio gli Auguri con le illuminanti parole che Albert Einstein scrisse nel lontano 1930 (nel bel mezzo della crisi del ’29):
“Non possiamo pretendere che le cose cambino, se continuiamo a fare le stesse cose.
La crisi è la più grande benedizioneper le persone e le nazioni, perché la crisi porta progressi.
La creatività nasce dall’angosciacome il giorno nasce dalla notte oscura. E’ nella crisi che sorge l’inventiva, le scoperte e le grandi strategie. Chi supera la crisi supera sé stessosenza essere ‘superato’.
Chi attribuisce alla crisi i suoi fallimenti e difficoltà, violenta il suo stesso talento e dà più valore ai problemi che alle soluzioni.
La vera crisi, è la crisi dell’incompetenza. L’ inconveniente delle persone e delle nazioni è la pigrizia nel cercare soluzioni e vie di uscita.
Senza crisi non ci sono sfide, senza sfide la vita è una routine, una lenta agonia. Senza crisi non c’è merito.
E’ nella crisi che emerge il meglio di ognuno, perché senza crisi tutti i venti sono solo lievi brezze.
Parlare di crisi significa incrementarla, e tacere nella crisi è esaltare il conformismo. Invece, lavoriamo duro.
Finiamola una volta per tutte con l’unica crisi pericolosa, che è la tragedia di non voler lottareper superarla.”
Nella mia esperienza come Coach posso dire di aver notato 3 differenti approcci nella ricerca di un nuovo lavoro e di una crescita professionale…
Ci sono persone che pur non avendo forti competenze professionali nè particolari qualità personali, sono convinte di poter arrivare dovunque, senza grosse difficoltà e senza particolare impegno e sacrificio. Credono di essere all’altezza di qualunque tipo di lavoro e non si mettono mai in discussione. Li potremo chiamare i “montati“.
Ci sono poi persone con un buon curriculum professionale, consapevoli delle loro risorse e delle loro potenzialità, così come dei propri limiti. Si rendono conto degli ostacoli (interni ed esterni) che li separano dal loro obiettivo e si attrezzano per affrontarli, investendo in primo luogo su loro stessi, attraverso corsi di formazione o anche semplicemente studio da autodidatti, e chiedendo, se necessario aiuto a professionisti esperti. Questi tipi di persone possono essere definite “costruttive“.
Il terzo gruppo è composto da chi ha competenze di livello medio-alto, ha un curriculum spesso piuttosto variegato (a volte frammentato), è molto motivato a cambiare e a crescere professionalmente, ma tende a svalutare sia le proprie risorse interiori che le proprie competenze. Tendenzialmente non si sente all’altezza delle richieste di mercato, focalizzandosi di più sulle proprie mancanze che non sulle proprie qualità. Quando si candidano ad un annuncio o partecipano ad un colloquio di lavoro, pur sperando che esso vada a buon fine, sono inconsciamente convinti di non potercela fare! E se questa convinzione diventa molto forte, tendono spesso a “rinunciare” e ad “accontentarsi” di ciò che hanno. Queste persone possono essere definite “disfattiste“.
Chi ha ragione e chi ha torto nella valutazione del proprio valore “di mercato”?
In realtà è difficile per non dire impossibile arrivare ad una valutazione “oggettiva ” del valore professionale di una persona perchè tale valutazione è fortemente condizionata da come la persona si percepisce, che determina a sua volta come si presenta sul mercato e quali opportunità saprà cogliere.
Pertanto si arriva in diversi casi al paradosso per cui chi ha meno competenze ma più sicurezza in sè stesso riesca ad affermarsi più facilmente di chi ha le stesse competenze (e spesso anche di più!), ma non crede in sè stesso e nelle proprie capacità di riuscita!
Questo discorso sulle convinzioni nei confronti di sè stessi e del proprio “valore professionale” ha molto a che fare con quello dell’autostima.
Come abbiamo visto in precedenti articoli, l’autostima è una valutazione generale di noi stessi ed indica quanto “stimiamo” noi stessi come persone rispetto alle nostre stesse aspettative. Tecnicamente, invece, quando ci riferiamo alla convinzione sulle nostre possibilità di riuscita in un determinato campo di attività, parliamo di autoefficacia. Come è facile comprendere, l’autostima (generale) influenza l’autoefficacia (specifica).
Ad ogni modo, entrambi i tipi di convinzioni hanno il medesimo effetto, potentissimo, sulla nostra vita: tendono a realizzarsi e a confermarsi!
Come diceva Henry Ford: “Qualunque cosa tu creda, avrai comunque ragione!”
Significa che ciò che crediamo di noi stessi ha un fortissimo impatto su come viviamo il nostro presente, su quello che otteniamo, e su quello che ci aspettiamo dal nostro futuro.
Ritornando alle 3 categorie descritte sopra, nella maggior parte dei casi succede che i “montati“, a furia di provarci e di sgomitare, e magari anche gonfiando il proprio curriculum e la propria preparazione, riescano ad ottenere l’agognato colloquio di selezione o a presentarsi come super-consulenti presso i singoli e presso le aziende. Certamente, il rischio che corrono è che il successo sia di breve durata, a meno che non siano tanto intelligenti da impegnarsi al massimo, una volta avuto l’incarico, e di “imparare facendo”.
I “disfattisti” , naturalmente, si sentono frustrati davanti al successo “immeritato” dei montati, ma al contempo sono bloccati dalla convinzione di non potersi vendere per ciò che non sono o non sanno fare…..e in questo modo si precludono non solo delle opportunità professionali, ma anche di apprendimento!
Ho scritto questo articolo proprio pensando a tutte le persone valide che non sfruttano appieno nè le proprie capacità attuali nè quelle potenziali, convinte come sono che il “mercato” non abbia bisogno di loro e/o di non essere all’altezza della “concorrenza”!
Perchè se è vero che esistono delle persone più preparate di loro e che spesso le aziende ricercano dei requisiti “impossibili” questo non significa che non esista il posto “giusto” per loro nell’azienda giusta! Il fatto è che se non sono loro a farsi avanti è probabile che non scoprano questa opportunità…o che venga loro “soffiata” da qualcun altro!
E anche nel caso in cui la meta professionale sembrasse molto lontana….ciò che non si può ottenere con un salto si può raggiungere salendo una scala! Tra un obiettivo “facile” ed uno “impossibile” c’è un continuum crescente di sotto-obiettivi che è assolutamente possibile raggiungere!
Per questo il modello di riferimento sono sicuramente i “costruttivi” che fanno un’analisi approfondita dei propri punti di forza e di debolezza, delle minacce e delle opportunità (per chi la conosce, si tratta del modello della SWOT Analysis) e stila un piano di azione per valorizzare le proprie qualità e per colmare le proprie mancanze (i cosiddetti gap), tracciando una serie di tappe intermedie che consentono di apprendere, consolidari prima di fare il passo successivo! Questo processo è possibile sia farlo da soli che con l’aiuto di un Coach di Carriera!
Come gli over-40 possono destreggiarsi al meglio nella ricerca del lavoro? Quando e come è opportuno seguire corsi di formazione ed aggiornarsi?
Di questo abbiamo parlato con la giornalista del settimanale Diva&Donna che mi ha intervistato la scorsa settimana e con Stefano Giusti, Presidente dell’Associazione ATDAL – Over 40 con cui mi sono confrontata per avere anche il suo punto di vista sulle domande che mi sono state poste.
Visto l’interesse di questo tema per i lettori di Coach Lavoro, ho pensato che fosse utile pubblicare sul sito le mie risposte integrali per poi avere la possibilità di condividere idee ed esperienze nei commenti!
1) Quali sono le maggiori difficoltà che si trovano ad affrontare gli over 40/50 anni quando perdono il lavoro, nel riciclarsi? Hanno più difficoltà gli uomini o le donne?
Ci sono due ordini di difficoltà: quelle interne, psicologiche e quelle esterne, collegate a fattori economici ma soprattutto culturali del mercato italiano.
Per quanto riguarda le prime, essere estromessi dal mercato del lavoro dopo i 40 anni, avendo di solito alle spalle un’esperienza di lavoro ultradecennale, può portare ad un vissuto di depressione: ci si sente non più utili alla società, esclusi, con minore valore.
Nella ricerca di un nuovo lavoro si parte di solito con una certa sfiducia nelle possibilità di reinserimento e con una scarsa consapevolezza di come muoversi e pro-muoversi in maniera efficace nella ricerca!
Alcuni over-40 si trovano a rimettersi a cercare lavoro dopo tanti anni, a compilare il curriculum, a redigere la lettera di presentazione, a consultare i siti internet, senza sapere bene come fare!
Il mondo del lavoro infatti negli ultimi 20 anni è cambiato notevolmente e sistemi che funzionavano benissimo prima, adesso sono totalmente inefficaci…. Il mercato del lavoro è sempre più una giungla dove è facile perdersi senza una guida ed un orientamento.
E’ anche vero che alcuni over 40 riescono a vivere questo momento di crisi come un’opportunità per tirare fuori dal cassetto le loro passioni ed i loro sogni e trasformarli in un’attività remunerativa (leggi anche questo articolo e quest’altro)!
Sia gli uomini che le donne si trovano ad affrontare le medesime difficoltà. Se è vero che le donne pagano in molti casi una discriminazione di genere, è anche vero che facilmente si mettono in discussione, chiedono aiuto sia alle “amiche” che a professionisti e si muovono con maggiore flessibilità.
Gli uomini invece spesso vivono molto male la perdita del lavoro e la frustrazione di fronte agli inevitabili insuccessi iniziali nella ricerca di un nuovo lavoro. Inoltre corrono il rischio di chiudersi in loro stessi, vivendo la richiesta di aiuto come un’ammissione di debolezza, anziché una prova di coraggio!
2) Investire del tempo (potendo) a studiare per apprendere qualcosa di nuovo che serva a voltare pagina professionalmente è una scelta giusta o no?
Sì, viviamo ormai in un’era in cui il cambiamento è continuo e rapidissimo e c’è sempre bisogno di imparare ed aggiornarsi, in una prospettiva di life-long learning (apprendimento per tutta la vita).
Detto questo la scelta dei corsi non deve essere né casuale né compulsiva.Quando infatti i corsi sono gratuiti (perché finanziati dalla regione o dai fondi europei), c’è il rischio che la persona, un po’ per curiosità, un po’ per colmare il vuoto lasciato dal lavoro, si iscriva ad un corso di formazione/aggiornamento dopo l’altro, senza una meta né una direzione precisa.
Quindi bisogna scegliere i corsi in maniera mirata, facendo prima un’analisi delle proprie competenze e di quelle richieste dal mondo del lavoro.
Il corso inoltre deve essere erogato da enti formativi validi e riconosciuti ed avere quanto più possibile contatti con il mondo aziendale.
3) La crisi sta lasciando a casa molti lavoratori, operai ma anche impiegati e manager. Chi fa più fatica a riciclarsi, gli operai o i manager?
Entrambe le categorie incontrano delle difficoltà e re- immettersi nel mondo del lavoro.
Gli operai sono richiesti in numero maggiore rispetto ai manager e per questo hanno maggiori possibilità, soprattutto se qualificati. D’altro canto possono essere penalizzati se non hanno curato il proprio aggiornamento professionale e se non sanno usare efficacemente gli strumenti della ricerca del lavoro.
I Manager hanno subito fortemente l’impatto della crisi. Solitamente hanno un significativo bagaglio professionale ma anche altrettanto elevate aspettative a cui non è facile che il mercato risponda.
D’altro canto i Manager possono fare leva sulle loro competenze e sul loro network per trovare una nuova collocazione, che in alcuni casi può essere sotto forma di temporary manager o di consulente esterno.
4) Quali sono le 3-4 mosse giuste da fare per reinventarsi la vita ai 50 anni dopo aver perso il lavoro, senza cadere nella depressione?
Per prima cosa bisogna prendere consapevolezza di sé stessiin termini sia di caratteristiche personali che di capacità e conoscenze, acquisite nel corso delle diverse esperienze professionali. Questo aiuta a riacquisire fiducia in sé stessi e nel proprio valore come persone, in primo luogo, e poi come professionisti.
In secondo luogo bisogna definire un obiettivo professionale che sia al tempo stesso specifico, motivante e realistico.
Terzo punto, bisogna dedicarsi attivamente alla ricerca di una nuova occupazione o alla costruzione di una nuova attività professionale, senza farsene completamente assorbire. Il rischio è che questo porti all’isolamento della persona e ad una forte frustrazione. E’ importante pertanto continuare a curare la propria vita sociale, coltivare i propri hobby e interessi extra professionali: questo non solo favorisce il benessere della persona ma può anche favorire la creazione di contatti utili a trovare nuove opportunità.
In caso di forti difficoltà, mai chiudersi in sé stessi ma chiedere aiuto!
Esistono professionisti sia pubblici che privati che si occupano di orientamento e di sostegno alla ricerca del lavoro, come Coach Lavoro, ovviamente!
In un periodo di crisi come questa tende naturalmente ad aumentare il numero di persone che sono disponibili a fare un “lavoro qualsiasi”, purchè onesto e retribuito!
La difficoltà di trovare un lavoro che consenta di vivere o almeno di sopravvivere porta spesso a vissuti di scoraggiamento, fino anche alla disperazione…
La tentata soluzione per aumentare le proprie possibilità di occupazione è quella di proporsi come “factotum”, disposti a fare qualunque tipo di lavoro, anche se lontano rispetto alle proprie reali aspirazioni e competenze!
Questo capita sia a chi ha un profilo variegato (con alle spalle diversi tipi di lavori) sia a chi ha un percorso più lineare e coerente (che magari nella sua vita ha ricoperto sempre ruoli più o meno simili).
Entrambe queste tipologie di persone si descrivono come pronte ad apprendere cose nuove ed a fare anche attività molto diverse da quelle precedenti.
Queste persone hanno sicuramente una ricchezza di competenze ed una motivazione molto forte a ricollocarsi ma paradossalmente proprio la loro “eccessiva” disponibilità corre il rischio di ritorcersi contro! Infatti il tentativo fatto per aumentare le proprie possibilità di trovare lavoro rischia invece di diminuirle!
Cerchiamo di capire come….
Affermazioni “Voglio un lavoro qualsiasi” oppure “Mi sono solitamente occupato/a di questo e quest’altro ma sono anche disposto/a a fare qualunque altra cosa vi possa essere utile” per chi cerca lavoro sono indici di motivazione e di flessibilità…
Quale messaggio invece arriva al selezionatore? Che probabilmente il “factotum” non ha una professionalità né tantomeno un obiettivo professionale ben definiti!
Rispetto a chi si presenta con un profilo riconoscibile e distintivo (potremmo dire in termini di marketing un “brand”) differenziandosi dagli altri e proponendosi in modo mirato per rispondere alle caratteristiche richieste da quella posizione lavorativa, chi susciterà maggiore interesse?
[Piccola parentesi: ci sono sicuramente dei casi in cui chi assume sta cercando effettivamente un “factotum” disposto a fare qualunque cosa, ma...non solo questo succede in rari casi ma rischia anche di essere un lavoro poco qualificante!]
Cosa fare quindi? Bisogna forse proporsi per un solo tipo di lavoro in un solo tipo di settore portando con sé solo poche competenze specifiche ed escludere tutto il resto?
Ovviamente neanche questa è una strategia funzionale in quanto indice di rigidità e di chiusura mentale!
Come spesso accade, la soluzione sta nel mezzo: presentarsi sul Cv, sulla lettera, sul web con un ruolo centrale (“core”) specifico e riconoscibile (impiegata amministrativo-contabile piuttosto che product manager), supportata da esperienze professionali e da capacità tecniche coerenti con il ruolo stesso. La strategia che premia è quella di proporsi come dei “professionisti” che possono portare un valore aggiunto all’azienda!
Allo stesso tempo bisogna lasciar emergere sullo sfondo le proprie qualità e caratteristiche trasversali, quelle potenzialità individuali ed originali che faranno poi la differenza in sede di colloquio.
E se effettivamente il profilo è multiforme, se si sono fatti tutti i tipi di lavoro più disparati senza essersi mai specializzati su nessuno, come proporsi?
Come abbiamo scritto nell’articolo “Obiettivo specifico e strategie mirate per trovare lavoro”, bisogna per prima cosa avere chiare le proprie priorità lavorative chiedendosi: Qual è il lavoro che in assoluto mi piacerebbe di più fare? e quello subito dopo? e tra questi, quali sono i più appetibili per il mercato?
Con questa scaletta in mente si dovranno preparare diversi CV mirati accompagnati da diverse lettere di presentazione che metteranno in luce di volta in volta quelle esperienze e competenze specifiche per quel determinato ruolo.
In sintesi: bisogna differenziarsi per poter essere differenti dagli altri….
Coach Lavoro ha tra i suoi obiettivi quello di promuovere la crescita personale e professionale non solo attraverso il coaching individuale ma anche con incontri di formazione e di networking.
L’autunno è un periodo ricco di eventi!
Li presentiamo brevemente in ordine cronologico e rimandiamo ai rispettivi articoli per ulteriori approfondimenti!
OTTOBRE
Mercoledì 19 Ottobre a Roma, presso l’Auditorium Parco della Musica si svolge il forum HR, convegno annuale dedicato al mondo delle Risorse umane. Si tratta di un appuntamento in cui incontrare ed ascoltare Top Manager, Direttori HR, Responsabili della formazione e del recruiting, società di head hunting ed executive search, rappresentanti delle Istituzioni e esperti di economia….Leggi l’articolo qui!
Giovedì 20 Ottobre dalle 20.30 alle 22.30 a Roma in zona San Lorenzo, il trainer e coach Pierpaolo Colafato condurrà una serata formativa quanto mai interessante ed attuale. “Ripartire e Prosperare in tempi di crisi” come dice il titolo, ha lo scopo di scoprire cosa crea difficoltà o addirittura impotenza nei tempi di crisi ed identificare cosa permette di sbloccarsi, ripartire e cogliere opportunità! Per avere tutte le info clicca qui
Venerdì 21 Ottobre, dalle 18.30 alle 21, a Roma, al Caffè dei Pittori, ripartono i FormAperitivi, happy hour “formativi”. Dopo il successo degli Aperitivi di giugno a Torino, Milano e Mestre sul tema “Lavorare con la Tua Passione” e dopo il recentissimo workshop di una giornata “Vivi la tua Passione“, anche la Capitale si “accende” di Passione! Cosa ci darebbe la forza di scalare le montagne, valicare confini, credere in ciò che tutti credono impossibile, persistere nelle tempeste se non il fuoco della passione? Leggi l’articolo qui!
Sabato 22 Ottobre, a Roma, nello spazio di Porta Futuro al Testaccio, si svolgerà il Workshop: “Orientamento al Futuro: pubblico e privato e confronto“, rivolto a chi si occupa di orientamento o a chi vorrebbe occuparsene….ma anche a chi vorrebbe sperimentare dei servizi di orientamento per il lavoro e la carriera! Leggi l’articolo qui!
NOVEMBRE
Sabato 5 e Domenica 6 Novembre, a Milano, all’interno della manifestazione Weekend Donna, Coach Lavoro accoglierà le visitatrici in un salotto speciale, situato nell’Area della Web Community, nel corso di 3 coffee time dedicati al Social & Business Networking. Tutte le informazioni qui!
Last but not least, a grande richiesta anche a Roma, Coach Lavoro organizza il Workshop ”Vivi la tua Passione“, una giornata dedicata alla consapevolezza di sè stessi, delle proprie caratteristiche personali e delle proprie passioni! L’incontro rivolto ad un massimo di 10 persone si svolgerà il 26 Novembre in zona Piazza Vescovio.
Sabato 22 Ottobre a Roma si svolgerà il Workshop “Orientamento al Futuro: Pubblico e privato a confronto”.
Organizzato in collaborazione con Asitor, Associazione Italiana Orientatori, il workshop si rivolge a tutti coloro che si occupano in modo diretto o indiretto di orientamento scolastico o professionale e a tutti coloro che intendono avvicinarsi alle tematiche dell’Orientamento, sia come “operatori” che come clienti/utenti.
A cosa serve l’orientamento? Quanto è diffuso in Italia?
Quali sono i diversi servizi a disposizione, pubblici e privati?
Quali metodologie vengono utilizzate e quali sono le più efficaci?
Quali risultati si possono ottenere?
A queste ed altre domande risponderanno i professionisti dell’orientamento (Orientatori professionali, Coach, Outplacer) che interverranno.
Attraverso la narrazione di “storie esperienziali professionali” gli operatori condivideranno metodologie, buone prassi ed etica dell’orientamento.
Mariangela Tripaldi, alias Coach Lavoro, interverrà nella mattinata presentando il Coaching come strumento per orientare al Lavoro e alla Carriera.
Altri interventi saranno focalizzati sui percorsi di orientamento organizzati dai Centri per l’Impiego e dagli Sportelli Universitari, sul servizio di Outplacement e sul ricollocamento degli Over 40.
Nel pomeriggio ci saranno le testimonianze di successo presentate direttamente dagli “orientati”.
Il Workshop si svolgerà dalle ore 10.00 alle ore 17.30 a Porta Futuro, la nuova struttura della Provincia di Roma dedicata all’orientamento, la formazione e il lavoro in zona Testaccio a Roma (via Galvani 108).
La partecipazione al Seminario è gratuita. Per iscriversi è necessario compilare la scheda di adesione ed inviarla all’indirizzo di posta elettronica workshoporientamento@gmail.com
Il 19 Ottobre a Roma, presso l’Auditorium Parco della Musica si svolgerà il forum HR, convegno annuale dedicato al mondo delle Risorse umane.
Infatti il lavoro, il ruolo delle persone e la formazione sono oggi al centro del dibattito pubblico per rendere competitive le aziende, le PA e l’intero sistema paese.
Forum HR è un appuntamento annuale, gratuito, in cui incontrare ed ascoltare Top Manager, Direttori HR, Responsabili della formazione e del recruiting, società di head hunting ed executive search, rappresentanti delle Istituzioni e esperti di economia.
Nel ricco programmaè prevista sia un’Area dedicata a workshop e tavole rotonde, su temi quali i Giovani e le Donne in Azienda, il Coaching come strumento di sviluppo, l’autoimprenditorialità, sia uno spazio dedicato al Recruiting in cui giovani laureati e non solo potranno conoscere le aziende e proporre la loro candidatura.
E se non lo avete ancora trovato dovete continuare a cercarlo, senza accontentarvi….. Siate affamati, siate folli!
Nel giorno della morte di Steve Jobs, il fondatore di Apple, un visionario, un “guru” come dicono alcuni, abbiamo deciso di rendergli omaggio così, riportando il suo ormai famosissimo discorso tenuto all’Università di Stanford, agli studenti appena laureati, nel 2005.
Discorso di Steve Jobs a Stanford (1 parte)
Forse pochi sanno che Steve era stato dato in adozione da sua madre, con la promessa che avrebbe un giorno frequentato l’università.
E così fece a 17 anni. Ma in un’accademia prestigiosa come quella di Stanford non trovò nulla che gli sembrasse utile [e quante volte questo accade nelle nostre scuole ed università? ma questi luoghi di sapere che molti considerano un punto di arrivo, a mio avviso sono un punto di partenza per quel viaggio della conoscenza e dell'apprendimento continuo che dura tutta la vita!].
Decise quindi di seguire un piano di studi personalizzato, scegliendo le materie che più gli interessavano, guidato “semplicemente” dal suo intuito e dalla sua curiosità.
Quanto spesso noi ignoriamo i segnali che ci vengono dal di dentro, bollandole come “inutili fantasie”? Se è vero che la ragione ci aiuta a discernere, è il nostro inconscio e le nostre emozioni più profonde ad ispirarci?
Il corso di calligrafia che scelse si rivelò quanto mai utile quando Steve Jobs progettò il primo Mac, curando la tipografia dei caratteri.
Come dice lo stesso Steve, neppure lui stesso immaginava quanto gli sarebbe tornato utile quel corso quando lo scelse. E così è anche la nostra vita, possiamo comprenderla solo guardando indietro…..e unendo i puntini, a ritroso, scoprendo il filo invisibile che collega gli eventi della nostra vita!
[Nel Workshop "Vivi la tua Passione", cerchiamo di fare proprio questo, di unire i puntini della nostra vita, come pezzi di un puzzle, ritrovando noi stessi nelle scelte che abbiamo fatto]
“Ve lo ripeto, non potete unire i puntini guardando al futuro, potete connetterli in un disegno, solo se guardate al passato. Dovete quindi avere fiducia nel fatto che i puntini si connetteranno, in qualche modo, nel vostro futuro. Dovete avere fede in qualcosa – il vostro intuito, il destino, la vita, il karma, quello che sia. Questo approccio non mi ha mai deluso e ha fatto tutta la differenza nella mia vita”
Fiducia, quanto spesso da adulti ci blocchiamo davanti a “rischi”, reali o molto spesso presunti, di fallimento? Quante volte ci è capitato di rinunciare ad un sogno, ad un progetto, ripiegando su promesse di “sicurezza” che poi si rivelano vane o comunque solo temporanee?
Di certezze probabilmente non ne esistono più, specialmente in questo mondo ed in questa epoca di cronica instabilità!
L’unica certezza che possiamo avere è la fiducia in noi stessi, nelle nostre idee ed aspirazioni, nel nostro “daimon” che chiede di esprimersi e realizzarsi!
E anche quando tutto sembra andare storto, quando raccogliamo una serie di fallimenti e delusioni, è la nostra “passione” ancora accesa a spingerci avanti, a ripartire da zero, a costruire qualcosa di ancora più grande e più solido grazie all’apprendimento che abbiamo maturato.
Così ha fatto Steve Jobs quando, a 10 anni dalla fondazione di Apple, iniziata in un garage di casa e cresciuta in un colosso di 2 miliardi di dollari, è stato espulso dalla sua stessa società, dai manager che aveva scelto..e stava per abbandonare la scena!
“All’epoca non me ne accorsi, ma il mio licenziamento dalla Apple fu la cosa migliore che poteva capitarmi. Il peso del successo fu rimpiazzato dall’illuminazione di essere un principiante ancora una volta, con molta meno sicurezza su tutto. Questo mi liberò e mi consentì di entrare in uno dei periodi più creativi della mia vita.” Ecco veramente come una crisi, al di là della retorica, può diventare davvero un’opportunità!
Jobs in quel momento fonda una nuova società, la Next, che poi verrà riacquistata dalla stessa Apple: uscito dalla porta, Steve rientra dalla finestra, con tutti gli onori.
E’ l’amore e la passione per ciò che faceva che gli ha dato l’energia per andare avanti e crescere. Per questo Steve ha esortato i giovani studenti, ed esorta tutti noi a cercare ciò che amiamo e a non fermarci finchè non lo abbiamo trovato! E questo vale non solo per gli affetti, ma anche per il lavoro!
“Il lavoro riempirà gran parte della vostra vita e l’unico modo per essere veramente soddisfatti e quello di fare quello che pensate sia il lavoro migliore. E l’unico modo per fare il lavoro migliore e quello di amare quello che fate.”
E come si fa a trovarlo? probabilmente non esistono ricette preconfezionate, ma l’ingrediente essenziale è senza dubbio l’ascolto di noi stessi. Ascoltare la nostra voce interiore che, per quanto sepolta dal rumore delle nostre convinzioni limitanti e delle opinioni altrui, continua a parlarci!
Nella maggior parte dei casi non avremo risposte definitive ma spunti e indizi che seguiti passo passo con fiducia ci porteranno alla meta che desideriamo.
E dopo guardandoci indietro saremo in grado di unire i puntini….
Discorso di Steve Jobs a Stanford (2 parte)
Nell’ultima parte del suo discorso Steve Jobs affronta il tema della morte, che lo aveva poco tempo prima toccato personalmente con la diagnosi di un tumore al pancreas, e che adesso ha avuto definitivamente la meglio sul suo corpo:
“…Mi sono chiesto: “se oggi fosse l’ultimo giorno della mia vita, vorrei veramente fare quello che sto per fare oggi?” E ogni volta che la risposta fosse “No” per troppi giorni di seguito sapevo di aver bisogno di cambiare qualcosa.
Ricordare che morirò presto è stato lo strumento più importante che mi ha consentito di fare le scelte più grandi della mia vita. Perchè praticamente tutto – tutte le aspettative, l’orgoglio, le paure di fallire – tutte queste cose semplicemente svaniscono di fronte alla morte, lasciandoci con quello che è veramente importante. Ricordarsi che moriremo è il modo migliore che conosco per evitare le trappola di pensare di avere qualcosa da perdere. Siete già nudi. Non c’è nessun motivo per non seguire il vostro cuore.”
E’ stato veramente affamato e folle, Steve Jobs, ha rivoluzionato il mondo tecnologico…e non solo!
Ci ha lasciato una testimonianza di vita vissuta fino in fondo, con fiducia e con passione, che lo ha portato a realizzare la sua visione. Sono certa che continuerà a ispirare molte persone in tutto il mondo! Addio Steve!
Dopo un anno esatto riparte a Milano la Social Media Week, la settimana della comunicazione sul web e sui social network, che si svolge in contemporanea in diverse città del mondo, da Beirut a Buenos Aires, da Los Angeles a Mosca! Tra i diversi eventi in programma, vi segnaliamo in particolare due iniziative che riguardano temi a noi cari: trovare nuove opportunità di lavoro nel settore web ed avviare un’impresa online.
Oggi, 20 settembre, si svolgerà il convegno “Nuove professioni del Web“, organizzato da JobMeeting e dal Politecnico di Milano. Si discuterà delle emergenti necessità aziendali di trovare professionisti in grado di gestire siti e blog aziendali, di curare i rapporti con la community, di gestire campagne marketing online.
Stiamo assistendo infatti alla comparsa di una generazione di esperti 2.0 che devono apprendere capacità inedite in un mercato del lavoro iperconnesso in rete e ai social media.
L’appuntamento sarà focalizzato e orientato sia alle competenze richieste dalle aziende, che alle attitudini di chi vuole sviluppare un’impresa su internet.
Ai sempre necessari ingegneri informatici, webmaster e webdesigner, si sono affiancati ruoli adatti a diversi background scolastici e culturali.
Ecco la lista (sempre dinamica) delle nuove professioni 2.0:
All-Line Advertiser- Lo Stratega delle campagne marketing e dell’advertising online
Transmedia Web Editor – il Creatore dei Contenuti
Community Manager - Il Portabandiera e Portavoce della community in rete
Web Analyst- Il Knowledge Master della navigazione utenti al proprio progetto online
Search Engine Optimizer (SEO) – L’Ottimizzatore per eccellenza della visibilità online
eReputation Manager- Il Guardiano della brand reputation e del Word of Mouth
Digital PR- L’architetto delle People Relations
E tu senti il richiamo del web 2.0?!
Se stai pensando di aprire un’attività autonoma online, oppure di trasformare il tuo attuale lavoro/business sfruttando le potenzialità di internet, un altro appuntamento da non perdere è quello condotto da Giampaolo Colletti, ricercatore di wwworkers, nuovi imprenditori del mondo web. Nell’incontro del 21 settembre si esploreranno le nuove opportunità delle donne e delle mamme sulla rete. Spinte dalla necessita di ricollocarsi, ma anche dalla voglia di realizzarsi, la maggioranza delle attività online è al femminile. La rete quindi salverà le lavoratrici italiane?
Per leggere il calendario completo degli appuntamenti, che possono essere seguiti anche in streaming, consultate la pagine del programma dell’E-Festival a Milano.
Continuando a seguire le linee di sviluppo delle piccole e medie imprese italiane e dei lavoratori autonomi, abbiamo trovato un’altra iniziativa, promossa dalla Provincia di Torino: “Voglia d’impresa”, che si svolgerà a Torino il 28 e 29 settembre.
Voglia d’impresa è una manifestazione rivolta a tutti coloro che sono interessati a mettersi in proprio: agli imprenditori piccoli e medi, ai lavoratori autonomi e a chi opera a vari livelli nei servizi di supporto all’autoimprenditoria, fornendo occasioni di relazione e confronto con esperti di realtà nazionali e internazionali di rilievo. Voglia d’impresa nel 2011 intende affrontare da un lato il tema del successo e crescita delle imprese e delle variabili che possono condizionarlo, dall’altro vuole analizzare un aspetto emergente nel panorama del lavoro in proprio: la generazione dei lavoratori a Partita Iva, una realtà a cavallo tra microimprenditoria e lavoro autonomo. Per conoscere il programma delle due giornate, visitate la pagina “Mettersiinproprio.it”
Quando ci stiamo preparando ad affrontare la ricerca di un nuovo lavoro, è fondamentale prendere in considerazione due elementi fondamentali: il primo siamo noi stessi, con le nostre passioni, le nostre competenze, le nostre aspettative, il secondo è sicuramente il mondo del lavoro, le sue esigenze attuali ed i trend, che ci indicano la direzione in cui si sta muovendo il mercato, all’interno del più complesso sistema sociale, economico, politico, oltre che tecnologico.
L’ordine in cui abbiamo presentato i due elementi non è casuale. Per noi di Coach Lavoro, il punto di partenza è la persona con i suoi obiettivi e le sue risorse, i suoi sogni e le sue potenzialità. Dopo aver preso consapevolezza di ciò che è, che sa fare e che vuole fare, la persona dialoga con l’ambiente che la circonda alla ricerca di un’integrazione, di un adattamento, di un’armonia. Quando la meta”ideale” si trasforma in un obiettivo reale, realistico e realizzabile, si può passare alla ricerca di una strada da percorrere e se non la si trova…la si crea!
Dopo questo preambolo piuttosto astratto, passiamo al concreto! Lo facciamo con i dati diffusi dal noto portale di ricerca del lavoro Infojobs relativi al periodo Giugno-Luglio 2011. Come si sta muovendo il mercato, quali sono i lavori, le posizioni più ricercate? e quali sono i settori più dinamici tra le aziende in Italia? Come dicevamo, avere queste informazioni può rendere il nostro obiettivo di ricerca del lavoro più preciso e più attuabile!
[Per correttezza statistica precisiamo che i dati riguardano gli annunci di lavoro su internet (e non su giornali, portali aziendali, ecc), pubblicati sul sito di infojobs e non sono di carattere nazionale come quelli dell’ISTAT o di Unioncamere, che vi suggeriamo di consultare)
Dati: Infojobs – Rapporto bimestrale sul Mercato del Lavoro in Italia – Informativa per la stampa (06.09.11)
I profili dei lavoratori che sono maggiormente richiesti dalle aziende sono (in ordine decrescente):
Quali sono i settori più dinamici? Quali sono le tipologie di aziende che assumono di più?
Il settore del commercio al dettaglio, della grande e piccola distribuzione (GDO e Retail) toglie il primo posto alle aziende che offrono servizi relativi all’informatica e ad Internet. Ad ogni modo il settore IT, se consideriamo al suo interno anche le società che si occupano di consulenza informatica, rappresenta la fetta più sostanziosa mercato del lavoro.
E’ in crescita rispetto al mese scorso sia il settore della Comunicazione e della Pubblicità, che tanto aveva risentito della crisi, sia quello delle Telecomunicazioni, mentre invece è in discesa (complici anche le attuali turbolenze finanziarie) il settore bancario e assicurativo.
Su CoachLavoro continueremo a monitorare il mercato del lavoro e a parlare di strumenti e canali utili per cercare e trovare lavoro!
Perchè sappiamo che per raggiungere un obiettivo professionale bisogna essere come alberi che si espandono verso il cielo, facendo crescere i rami delle aspirazioni, delle convinzioni personali, dei sogni da realizzare…..con le radici ben piantate nel terreno, sempre alla ricerca di nuove fonti di opportunità!
1 Settembre, giorno fatidico di ripresa delle attività di lavoro…o di ricerca del lavoro per molti!
Come dicevamo nell’ultimo articolo prima delle vacanze estive, che siano brevi o lunghe, in montagna al mare o in città, le vacanze servono per creare un momento di distacco dalla vita quotidiana, per riposare il corpo e la mente, chiarirci le idee su cosa vogliamo e trovare l’energia che ci serve per portare avanti i nostri obiettivi 2011-12!
Ma se il tempo ci fosse volato e per un motivo o per un altro non fossimo riusciti a metterci la testa…ebbene questo è il momento giusto per farlo!
Prendi carta e penna e per prima cosa evidenzia i risultati che hai raggiunto nella prima parte dell’anno, in particolare dal punto di vista del lavoro, della professione o della tua carriera.
Se la prima risposta che ti viene è ” non sono riuscito/a a combinare nulla” …allora chiediti:
Che cosa ho imparato di nuovo in questi mesi?
In che aspetto posso dire di conoscermi meglio?
Sono più consapevole di cosa voglio e di cosa non voglio?
Su quale area di miglioramento intendo focalizzarmi da ora in poi?
Di quali risorse ho bisogno? chi mi potrebbe aiutare?
Di sicuro verranno fuori delle risposte a cui non avevi pensato o che davi per scontate!
Se invece la tua prima risposta è: ” niente…non ho ancora trovato opportunità di lavoro“, poniti queste domande:
L’opportunità va trovata o…creata?
Ho ben chiaro cosa voglio fare?
Quali sono le competene più richieste? Se non le possiedo, cosa posso fare per acquisirle?
Quali strategie di ricerca mi hanno dato più riscontri?
Quali non hanno funzionato e cosa posso fare per migliorarle?
(e infine, come sopra) Di quali risorse ho bisogno? chi mi potrebbe aiutare?
Anche noi di CoachLavoro abbiamo fatto questo esercizio….ed ecco quali sono i risultati che abbiamo raggiunto…quelli che ancora ci mancano (rispetto agli obiettivi fissati a gennaio) e… su cosa intendiamo crescere da oggi in poi:
Risultati raggiunti:
Nuova versione del sito, con logo e grafica coordinata
Riscontri molto positivi per i FormAperitivi organizzati mensilmente su Roma su tematiche relative alla crescita personale e professionale, che ci hanno spinto ad esportare la formula anche a Milano (2 edizioni), Mestre (2 edizioni) e Torino (1 edizione)
Sulla rivista Cosmopolitan di Marzo e di Agosto sono comparsi due interventi di Mariangela Tripaldi su articoli inerenti il Lavoro e la Carriera!
Partecipazione ai 2 Job Meeting su Roma per effettuare consulenza sul Curriculum
Risultati non ancora raggiunti (Lavori in corso!!)
I risultati significativi sopra riportati…hanno richiesto molto tempo ed impegno, sottratto ad altri obiettivi meno prioritari, ma che comunque ci impegniamo a portare avanti:
Versione aggiornata della Guida al Cv e alla Lettera di Presentazione
Guida all’uso di Linkedin e dei Social Media per la ricerca del Lavoro
Guida al Colloquio di Selezione
Insomma, anche se i tempi si sono allungati rispetto alle previsioni stiamo continuando a lavorarci! Vi terremo aggiornati sui progressi!
Nuovi Obiettivi
Organizzare giornate di formazione secondo la formula del “Coaching di gruppo”. Le prime giornate, dedicate al tema “Vivi la tua Passione” sono in programma il 1 Ottobre a Milano e il 2 Ottobre a Mestre. A Novembre è prevista l’edizione Romana!
Esportare i FormaAperitivi anche a Firenze, Bologna ed Ancona (probabilmente nel 2012).
Agosto è il mese per eccellenza delle ferie estive per gli Italiani. Anche chi non può permettersi una vacanza fuori o chi deve restare a lavorare, in questo mese tende a rallentare i ritmi ed a prendersi del tempo per sè stessi, per riflettere, per fare il punto della situazione.
Come rivela l’articolo del Corriere della Sera ” Cambiare vita in vacanza“, Agosto è ancora più che dicembre il mese in cui ci si ripensa, in cui si prendono decisioni importanti da attuare a settembre, compresa quella di cambiare lavoro o avviare una nuova attività in proprio.
Che bilancio posso fare di quest’anno? Sono soddisfatto? Quello che faccio è veramente ciò che voglio fare? Quali cambiamenti voglio fare nella mia vita?
Secondo il Sociologo, i giovani tendono a pensare al loro futuro, gli adulti a ripensarlo…
Nell’articolo del Corriere che vi ho suggerito ci sono alcune storie di vita vera, di chi ha deciso di cambiare vita in vacanza…e alcuni consigli da parte di Coach e Terapeuti sulle domande da farsi e l’atteggiamento più efficace da tenere.
E per chi invece ha ben chiaro che lavoro vuole fare… ma nonostante gli sforzi profusi prima dell’estate non è riuscito a trovare un lavoro ?!
Questo mese può essere utile per ripensare alle proprie strategie di ricerca ed i propri strumenti di presentazione:
il Cv e la Lettera di Presentazione sono veramente efficaci?
i canali di ricerca che sto utilizzando sono sufficienti? o posso/devo provare strade alternative?
Sul sito Coach Lavoro troverai numerosi articoli e risorse utili per aiutare a focalizzare meglio la tua ricerca!
La risposta la prendiamo da una delle pagine più belle del libro “Il Profeta” di Gibran Kahlil, che ho letto al termine del FormAperitivo “Lavorare con la tua passione”, non senza un pizzico di emozione, che ho sentito risuonare anche tra i partecipanti… Questi sono i versi che più mi hanno toccato: “E cos’è lavorare con amore? È spargere teneramente i semi e mietere il raccolto con gioia, come se dovesse goderne il frutto il vostro amato. È diffondere in tutto ciò che fate il soffio del vostro spirito…“
“Allora un contadino disse: Parlaci del Lavoro.
E lui rispose dicendo:
Voi lavorate per assecondare il ritmo della terra e l’anima della terra.
Poiché oziare è estraniarsi dalle stagioni e uscire dal corso della vita,
che avanza in solenne e fiera sottomissione verso l’infinito.
Quando lavorate siete un flauto
attraverso il quale il sussurro del tempo si trasforma in musica.
Chi di voi vorrebbe essere una canna silenziosa e muta
quando tutte le altre cantano all’unisono?
Sempre vi è stato detto che il lavoro è una maledizione e la fatica una sventura.
Ma io vi dico che quando lavorate esaudite una parte del sogno più remoto della terra,
che vi fu dato in sorte quando il sogno stesso ebbe origine.
Vivendo delle vostre fatiche,
voi amate in verità la vita.
E amare la vita attraverso la fatica è comprenderne il segreto più profondo.
Ma se nella vostra pena voi dite
che nascere è dolore e il peso della carne una maledizione scritta sulla fronte,
allora vi rispondo:
tranne il sudore della fronte niente laverà ciò che vi è stato scritto.
Vi è stato detto che la vita è tenebre
e nella vostra stanchezza voi fate eco a ciò che è stato detto dagli esausti.
E io vi dico che in verità la vita è tenebre fuorché quando è slancio,
E ogni slancio è cieco fuorché quando è sapere,
E ogni sapere è vano fuorché quando è lavoro,
E ogni lavoro è vuoto fuorché quando è amore;
E quando lavorate con amore voi stabilite un vincolo con voi stessi,
con gli altri e con Dio.
E cos’è lavorare con amore?
È tessere un abito con i fili del cuore,
come se dovesse indossarlo il vostro amato.
È costruire una casa con dedizione come se dovesse abitarla il vostro amato.
È spargere teneramente i semi e mietere il raccolto con gioia,
come se dovesse goderne il frutto il vostro amato.
È diffondere in tutto ciò che fate il soffio del vostro spirito,
E sapere che tutti i venerati morti stanno vigili intorno a voi.
Spesso vi ho udito dire, come se parlaste nel sonno:
“Chi lavora il marmo e scopre la propria anima configurata nella pietra,
è più nobile di chi ara la terra.
E chi afferra l’arcobaleno e lo stende sulla tela in immagine umana,
è più di chi fabbrica sandali per i nostri piedi”.
Ma io vi dico,
non nel sonno ma nel vigile e pieno mezzogiorno,
il vento parla dolcemente alla quercia gigante come al più piccolo filo d’erba;
E che è grande soltanto chi trasforma la voce del vento in un canto reso
più dolce dal proprio amore.
Il lavoro è amore rivelato.
E se non riuscite a lavorare con amore,
ma solo con disgusto, è meglio per voi lasciarlo e,
seduti alla porta del tempio,
accettare l’elemosina di chi lavora con gioia.
Poiché se cuocete il pane con indifferenza,
voi cuocete un pane amaro,
che non potrà sfamare l’uomo del tutto.
E se spremete l’uva controvoglia,
la vostra riluttanza distillerà veleno nel vino.
E anche se cantate come angeli,
ma non amate il canto,
renderete l’uomo sordo alle voci del giorno e della notte.