Archivio per ‘Cercare & Trovare Lavoro’ Categoria

laurea-titoloAlcuni i siti Web specializzati in e-recruiting hanno stilato una classifica delle lauree più richieste dalle aziende.

I curricula che hanno avuto un riscontro positivo sono senza dubbio quelli dei laureati in ingegneria e in economia.

Seguono a ruota le lauree scientifiche (chimica, biologia, farmacia, fisica, scienze ambientali, ecc)

Analizzando le richieste per settore, è stato riscontrato che per la moda, lo spettacolo, la grande distribuzione, la consulenza e la finanza, le discipline economiche sono quelle più adatte.

Per le telecomunicazioni, l’elettronica, l’energia, l’elettrotecnica, l’automotive, i trasporti, la logistica e l’immobiliare è invece richiesta più di frequente una laurea in ingegneria, mentre nell’ambito sanitario, farmaceutico e chimico sono le lauree scientifiche a essere più gettonate.

Per i diplomati tecnici, il settore più fervido è sicuramente quello dell’informatica e delle telecomunicazioni.

Nel prossimo futuro si prevede che i titoli che garantiranno più sbocchi saranno quelli nell’ambito delle biotecnologie, dello sviluppo delle fonti rinnovabili e dell’informatica, con un trend in continua crescita.

tratto da http://lavoro.corriere.it

Vi segnalo un nuovo network dedicato in particolare al mondo Finance: LABYRINGlabyring

Questo Financial Business Network (segnalato dal Blog di Catapulta) dedicato ai professionisti dell’ambito Bancario e Finanziario, sia italiano che internazionale.

Queste le interessanti possibilità offerte dal sito:

  • Trovare una posizione nel mondo della finanza
  • Creare un network di contatti professionali
  • Farsi trovare da chi cerca nel settore
  • Cercare contenuti e approfondimenti

Dopo 2 mesi di attività, il sito conta circa 3000 iscritti!

Per chi inserirà la propria tesi di laurea su Labyring entro il 30 novembre 2009, è inoltre possibile partecipare ad un premio promosso da Captha e da eFinancialCareers.
Per informazioni consultare il sito ufficiale: www.labyring.com

colloquio5Dopo tutti i tentativi caduti a vuoto è normale provare delusione e frustazione!

Adesso però la prima cosa da fare è assumere un atteggiamento positivo!

Questo significa guardare la tua situazione e quella del mondo del lavoro con realismo e dire a te stesso: “Bene, cosa posso fare di più e di diverso d’ora in avanti?“.

Seconda cosa: riscrivi e migliora il tuo CV (se hai bisogno di una consulenza puoi contattarmi).
Puoi omettere il tuo voto (che poi dirai se richiesto in sede di colloquio) e puntare sulle esperienze extracurriculari che hai fatto. L’età elevata non dovrebbe costituire un problema se hai svolto già delle esperienze lavorative (ad es. il praticantato).

Considerando che in banca probabilmente tra un laureato in economia e uno in giurisprudenza preferiscono il primo, comunque non devi mai demordere!

Apriti più canali possibili, rispondi agli annunci più vicini al tuo profilo, rivolgiti alle Agenzie per il lavoro e, perchè no? consegna anche il tuo CV presso le filiali di banca di tuo interesse!

Datti una scadenza (6 mesi..massimo 1 anno) in modo che se non avrai trovato opportunità in Italia…valuterai la possibilità di andare all’estero!
Mentre cerchi, non perdere tempo ma investilo nella tua formazione: ad es. puoi pensare ad approfondire la conoscenza di una lingua (in particolare l’inglese)

La determinazione e l’impegno ti porteranno al tuo obiettivo!

Stai usando dei buoni canali (in particolare quello delle agenzie per il lavoro…ma sei sicura che siano “tutti quelli possibili?”scrivere_curriculum_vitae

Ti consiglio di potenziare l’uso di internet utilizzando ad esempio motori di ricerca che cercano annunci su molti siti come jobcrawler.it e jobrapido.it: sono utili e comodi!
In aggiunta puoi provare una nuova strategia: andarti a proporre tu stesso direttamente agli uffici/negozi che ti interessano!

Inoltre, hai pensato di lavorare sul tuo CV? Probabilmente ci sarà bisogno di focalizzarlo maggiormente sulla posizione che ti interessa, eliminando quei lavori o corsi di formazione che rischiano di “distorcere” il tuo profilo verso altre direzioni.

Altra possibilità di miglioramento del tuo CV consiste nello strutturarlo secondo il modello “funzionale”, ossia accorpando le diverse e variegate esperienze che hai fatto per categorie. In questo modo darai un’idea chiara della tua versaltilità e delle varie figure professionali che hai ricoperto!

gattoleonePermettimi di farti anch’io “pressione” che spero sarà anche l’ultima che accetterai..

Ora scegli la professione che vuoi fare (seguendo la tua passione)
scegli dove farla (anche all’estero se vuoi)
Parti subito e vai a prendertela!
Anche se sarà difficile, anche se all’inizio ti dovrai “accontentare” di altri lavoretti per mantenerti..
non perdere mai di vista la tua stella e troverai il tuo obiettivo…
Prendi nelle tue mani la tua vita e nessuno allora te la potrà prendere, nè la famiglia, nè l’ambiente, nè la crisi economica….
perchè sarai tu in ogni momento a decidere cosa fare in ogni situazione.

Parti e non voltarti indietro!Ogni difficoltà non sarà una sconfitta ma un ostacolo da superare con le tue forze! La vita è una e va vissuta fino in fondo…e concludo…

“Meglio vivere un giorno da leoni che cento da pecora”….e dentro di te, ci scommetto, c’è un leone che vuole uscire fuori dalla gabbia! se ci crederai e cercherai, troverai ciò che ti serve!

alessandra-avatar5Sveglia alle 7 di mattina per il consueto invio di Curricula!
Ho pianificato con cura i canali ed i contatti ai quali inviarli: Camere di Commercio, Enti che si occupano di internazionalizzazione, fornitori con i quali ho collaborato in passato, siti internet dove vengono riportate le offerte di lavoro….
Oltre all’invio di Curricula passo anche il mio tempo a fare ricerche sul mondo arabo, cosa che avevo smesso di fare da tempo….mi tengo aggiornata sul mercato, leggo e scrivo le mie riflessioni….
Perchè quado l’occasione arriverà…voglio essere pronta!

Mi stanno aiutando molto gli amici più cari, non solo con il loro supporto morale, ma anche con i loro consigli ed il loro aiuto concreto, ad esempio cercando per me nomi di aziende e società!

In più nei prossimi giorni inizierò il “pellegrinaggio” presso le agenzie per il lavoro!

Infatti, mentre inseguo il mio sogno…ho bisogno anche di un lavoro anche estivo per mantenermi!

È lo slogan di LinkedIn, il più grande social network professionale al mondo, ma anche la filosofia di questa nuova modalità di interazione, che consente di ampliare le opportunità di carriera costruendo o consolidando le proprie relazioni professionali.
Internet del resto è uno strumento sempre più utilizzato per trovare lavoro, ma davvero efficace solo se sfruttato nel modo corretto, conoscendone potenzialità e rischi.

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Il boom dei social network finalizzati allo svago o all’amicizia (Facebook su tutti) ha avvicinato a questo mondo anche i “profani” della Rete, portando a una rapida crescita di utenti anche i portali a scopo professionale.
Tra i più diffusi ci sono, come detto, LinkedIn, oltre 30 milioni di utenti nel mondo, in crescita a 100mila nuo-vi iscritti a settimana, e Xing, 6 milioni di utenti, in espansione con la recente acquisizione di Neurona ed eConozco.
Ma anche Viadeo, 3 milioni di utenti, per ora l’unico con una sede italiana, e Plaxo, 20 milioni di utenti, evoluzione di uno strumento per la gestione della rubrica.

Iscrivendosi si può creare un profilo in cui descrivere curriculum, interessi e obiettivi di carriera e poi partire alla creazione del proprio network professionale, cercando altri iscritti con cui stabilire una connessione, tra i colleghi, i compagni di studi, i contatti della rubrica e-mail o impostando opzioni di ricerca avanzate.
Innanzitutto, ci si può «far conoscere», entrando a far parte di gruppi, partecipando a discussioni e (in certi portali) ottenendo «referenze» da altri iscritti. Ma si possono anche contattare direttamente persone che già lavorano in aziende per arrivare ai responsabili delle risorse umane, o ricercare annunci di lavoro pubblicati a pagamento dalle imprese, soprattutto grandi multinazionali o aziende del settore Ict.

Sono già cambiate alcune modalità di recruiting, con i social network diventati terreno di caccia per gli head hunters.  Gli uffici di Risorse Umane, invece, continuano a prediligere canali tradizionali.

Il profilo deve essere visibile tra milioni di utenti e frequentemente aggiornato, va curata la propria « reputazione virtuale» eliminando contenuti che possano fornire un’immagine sbagliata e poi partecipando a discussioni solo se in grado di apportare un contributo ed iscrivendosi a gruppi solo se se ne condividono esperienze e interessi.

tratto dal Sito del Sole24Ore – Economia&Lavoro

Lo stage è a tuttoggi una tappa pressochè obbligata nel passaggio dall’università al mondo del lavoro.

Ogni anno nel nostro Paese vengono attivati 300mila stage, ma solo una percentuale relativamente bassa di questi si trasforma in una reale opportunità di lavoro.

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Foto Ghibellina – Fonte: http://ghibellina.wordpress.com

La gavetta c’è sempre stata: dai tempi degli artigiani medioevali i giovani andavano a scuola dai maestri per imparare un mestiere. In cambio della loro fatica, del loro impegno, del loro lavoro gratuito, ricevevano in dote conoscenze, competenze, e una professione per il futuro.

Farsi le ossa, mettere in pratica ciò che si è studiato, conoscere la realtà del mondo lavorativo così lontano da quello dei libri di studio: tutto questo è necessario ed indispensabile!

Il problema attuale è non solo la mancanza di garanzie di sbocchi lavorativi, ma anche di spendibilità dell’esperienza fatta.

Altra questione calda è quella della durata: l’esito primario di un tirocinio deve essere un’occupazione, non un altro stage!La situazione attuale è quella di giovani laureati di belle speranze che passano da uno stage all’altro, senza effettivi progressi!

Cosa fare dunque davanti alla prospettiva di uno stage?

Ecco i 4 punti chiave:

1) Tutti i lavori iniziano dalla gavetta! Bisogna essere disposti a farsi le ossa, a fare attività lavorative anche poco stimolanti!

Questo vuol dire accettare di farsi sfruttare?

Affatto! Significa avere ben chiaro in mente il proprio obiettivo, essere consapevoli di stare percorrendo solo una delle prime tappe, guardare sempre avanti!
E’ fondamentale inserire ogni esperienza fatta, ogni contesto osservato, ogni collega con cui si ha collaborato, nel proprio bagaglio personale e professionale!

2) Bisogna scegliere il proprio stage in linea con il proprio obiettivo professionale chiedendosi: “Questa esperienza arricchisce il mio curriculum e mi avvicina alla meta (al lavoro e all’azienda che mi interessano) oppure no?”

3) Bisogna sempre essere attivi e cercare nuove opportunità di lavoro!

4) E infine… bisogna stabilire una scadenza…una durata massima del  periodo di stages! Non rimanere bloccato nel tunnel: a volte questo significherà anche rifiutare un altro stage se non implica una crescita!
Insomma, crea il tuo progetto e credici fino in fondo: solo tu potrai realizzarlo!

orientamentoE’ importante avere sempre un punto di partenza...anche se ci si muove su un terreno sconosciuto!
La prima cosa da fare è cercare di conoscerlo il più possibile!

Raccogli informazioni da internet, dai giornali specializzati e soprattutto da chi lavora!!!

Contatta chi ha esperienza, nei vari campi..dalla banca all’azienda piccola, dalla multinazionale alla società di consulenza!

Parla, fai domande, cerca di capire nel concreto di cosa tratta il lavoro che queste persona fanno!
Immagina te stesso al loro posto!  Ti piace? Ti senti a tuo agio, realizzato?

Poi scegli l’ambito che ti sembra più affine ed inizia a fare!
Solo l’esperienza diretta ti darà tutte le risposte che cerchi!
Solo provando e mettendoti in gioco imparerai e potrai correggere il tiro!
Solo così ti avvicinerai sempre di più al lavoro che fa per te!

To stage or not to stage?

Coach Lavoro giugno - 17 - 2009SCRIVI UN COMMENTO

Parliamo di stage, o tirocini formativi, che dir si voglia, prendendo spunto dagli articoli del famoso blog, ora diventato sito, della Repubblica degli Stagisti, e dal post di Marco Patruno su Generazione P.

“Regolamentati” (le virgolette sono d’obbligo) dalle legge 196/97, i tirocini formativi, alias stage, rapprensentano ormai la porta d’ingresso nel precario mondo del lavoro…
Da regolamento appunto lo stage dovrebbe avere una valenza formativa per il tirocinante, per cui si prepara l’apposito progetto formativo, ed una valenza selettiva per l’azienda che attraverso lo stage può conoscere giovani talenti e testarli ai fini di una eventuale assunzione.

Nella realtà cosa succede?
Dipende dai casi, o meglio dipende dalle aziende:
a) in alcuni casi il tirocinio è davvero professionalizzante perchè consente al giovane appena uscito dall’università di fare esperienza in azienda e di arricchire il suo CV,
b) in rari casi lo stagista viene anche effettivamente assunto dall’azienda,
c) in altri purtroppo lo stage si rivela pressochè inutile, se la persona viene messa solo a fare attività operative, come le classiche fotocopie, o addirittura dannoso, se invece lo stagista viene sfruttato, svolgendo in pratica le stesse attività di un dipendente ma senza la corrispettiva retribuzione…

Quale risposta dare dunque alla domanda: “To stage or not to stage?”
Questa: bisogna scegliere con cura lo stage!
Il che significa: verificare la serietà dell’azienda, fare molte domande sulla natura delle attività, accettare solo stage con un rimborso spese ragionevole…a meno che non ti venga proposta un’occasione tale da non poterla rifiutare (es si tratta dell’unica azienda che si occupa di un certo tipo di business..oppure ci sono reali prospettive di assunzione ecc…).

Sul sito La Repubblica degli Stagisti puoi consultare: “La carta dei diritti dello stagista” e l’elenco delle aziende che vi hanno aderito, meritandosi così il bollino di OK stage!

bollino

Anche se l’azienda che ti ha proposto lo stage non fosse  presente nella lista bianca…fai attenzione che almeno non sia in quella nera!

Inoltre puoi utilizzare i principali punti della carta dei diritti come criterio della tua scelta:

  • Gli stagisti devono essere pochi, perché a ciascuno possa essere assicurata un’adeguata attenzione dal punto di vista formativo e, almeno nel caso di stage in strutture private, una concreta possibilità di assunzione al termine dello stage.
  • Gli stagisti devono percepire un rimborso spese adeguato (almeno 250 euro netti mensili per diplomati e studenti universitari; almeno 500 euro netti mensili per laureati)
  • La durata massima deve essere di sei mesi (salvo casi eccezionali in cui il rimborso spese e la possibilità di essere assunti al termine dello stage siano particolarmente alti).

Hai diverse esperienze nel no profit che sicuramente rappresentano un bagaglio interessante!
Se non lo hai già fatto, puoi consultare periodicamente i bandi in campo sociale pubblicati dal Comune, dalla Provincia e dalla Regione.

A Roma conosci la CITTA’ DELL’ALTRA ECONOMIA?Le Botteghe del Commercio Equo? La Banca Etica? Tutte queste possono essere dei punti di riferimento importanti per conoscere realtà nell’ambito del no profit e della cooperazione internazionale con cui collaborare direttamente o da cui acquisire nominativi e riferimenti da contattare! Puoi provare anche a proporti non solo tramite CV ma costruendo dei progetti specifici da presentare alle diverse associazioni o ai soggetti interessati!

Il Primo maggio, in una data per nulla casuale, è partita ufficialmente l’iniziativa JOB ANGELS – RETE SOCIALE PER L’OCCUPAZIONE.

Come potevo non farne parte?

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Nella pratica Job Angels è un Social Network dove chi è in cerca di lavoro può beneficiare del sostegno gratuito erogato da professionisti delle risorse umane e non solo.
Una comunità dove chi ha competenze, conoscenze o anche solamente informazioni utili sulla disponibilità di posti di lavoro le mette a disposizione degli altri.
I JobAngels si adoperano per dare assistenza personalizzata ad esempio nella redazione di un curriculum vitae in forma professionale, in una simulazione di un colloquio di selezione, nella messa on line di una pagina personale, o sino alla divulgazione del CV del candidato presso la propria sfera di conoscenze.
Dopo il restyling del progetto iniziale, il nuovo network ha visto la luce qualche giorno fa, ottenendo immediatamente l’adesione di centinaia di utenti in cerca di aiuto e decine di “angeli” o aspiranti tali che hanno dato la loro disponibilità
A riprova della bontà del della tesi sostenuta dai JobAngels vi è, oltre al riscontro ottenuto, una ricerca Isfol che conferma come il 40% di coloro che sono in cerca di occupazione la trovano attraverso la propria rete di conoscenze.

Definito da alcuni commentatori come un esperimento ben riuscito di nuovo “Welfare Network” JobAngels ha evidenziato come in questi periodi di particolari avversità stiano nascendo in forma spontanea dei sistemi di mutuo soccorso sociale che, almeno nelle intenzioni,
sopperiscono la mancanza di efficacia dei tradizionali interventi istituzionali.

Dobbiamo considerare che lo stage ormai è diventato lo step di ingresso più diffuso per i neolaureati in azienda, e questo vale ancora di più quelle di medio-grandi dimensioni…

Se valido e svolto in un campo di tuo interesse, può essere un buon trampolino di lancio in quella stessa azienda o in altre. Assicurati che sia previsto un rimborso spese e chiedi con chiarezza e trasparenza quali sono le reali possibilità di inserimento.

L’importante è scegliere sempre con consapevolezza!

Per quanto riguarda il tuo settore, puoi sicuramene spedire il Cv ad aziende chimiche, biologiche e farmaceutiche, ma anche in quelle alimentari.

Inoltre puoi sempre rivolgerti alle farmacie o ai laboratori di analisi privati.

Oltre a spedire CV spontanei, iscriviti a siti di ricerca come Monster.

Cerca sempre su internet ma anche sui giornali di annunci.
Inoltre ti consiglio di rivolgerti alle Agenzie per il lavoro (che magari cercano per sostituzioni maternità o altre occasioni a tempo determinato).

Curare le pubbliche relazioni, allargare la cerchia delle proprie conoscenze, da sempre sono i principi di chi ama la vita di società e, soprattutto, per chi aspira a ricoprirne al suo interno posizioni di prestigio.

Così oggi, la funzione sociale un tempo svolta dalle piazze di paese o dai salotti “buoni” passa alle comunità online. Luoghi virtuali dove la gente si incontra, condivide le proprie esperienze, i propri interessi e allarga così il proprio “network”, ovvero la rete delle sue conoscenze. Lo storico meccanismo del “ho sentito che ti serve un… forse conosco la persona che fa per te” si estende su scala planetaria tanto che, come ha dimostrato una recente ricerca della Columbia University, qualunque persona al mondo è oggi raggiungibile da chiunque altro, entro al massimo sei passaggi in successione. Viene colto al volo il bussiness e subito compiuto il salto di qualità: offrire la possibilità di trovare un lavoro attraverso una lunga catena di contatti personali, reti estese di conoscenze per far arrivare il proprio curriculum sul tavolo giusto al momento giusto. Ecco dunque il boom dei siti e delle comunità online che cercano di sfruttare la teoria del “social networking” (divenuta famosa dopo il film “Sei gradi di separazione” del 1993) nella ricerca di un’occupazione.