Archivio per ‘Coaching’ Categoria

Quante volte ho sognato di possedere una bacchetta magica con la quale far comparire davanti alla persona che cerca un’occupazione, il lavoro o la professione adatte alle sue caratteristiche, motivazioni e aspirazioni, che le consenta non solo di mantenersi ma anche e soprattutto di realizzarsi e dare il suo contributo al mondo

Ahimè, almeno per ora non mi è stato dato il potere di creare occupazione nè tantomeno di trovare soluzioni semplici e pronte, da cucinare in pochi minuti… Ma quello che posso e voglio fare con tutta me stessa è fornire informazioni, proporre strumenti e strategie funzionali in primo luogo a conoscere meglio sè stessi e in secondo luogo a muoversi efficacemente nel mercato del lavoro.

Questo è l’obiettivo di questo sito, dei servizi di coaching e consulenza offerti e delle proposte di formazione. E poichè credo profondamente nel valore della collaborazione e del networking, sono sempre aperta a possibili partnership che promuovano il coaching e, più in generale, la cultura dell’orientamento e della ricerca attiva del lavoro.

Per questo sono felice ed orgogliosa di presentarvi la nuova rubrica dedicata al Coaching e all’Orientamento che ho aperto insieme ad una collega orientatrice, sul sito Lavoro & Diritti, dedicato al mondo del lavoro e in particolare alla ricerca di impiego e ai diritti dei lavoratori. L’obiettivo che abbiamo condiviso con gli autori del sito è stato quello di fornire una guida che orienti tutti i disoccupati, i lavoratori cassintegrati o in mobilità, così come tutti coloro che sono alla ricerca di un lavoro migliore!

Il primo articolo della rubrica parte proprio dal tema della disoccupazione e della ricerca del lavoro.

Oltre a questo, vi segnalo anche l’intervista che ho rilasciato su Cosmopolitan.it su come “partire con il piede giusto” nella ricerca del lavoro.

L’articolo è pensato soprattutto per giovani donne che si affacciano per la prima volta nel mercato lavorativo, ma possono essere valide per tutti:

Quali valutazioni bisogna fare per orientarsi nel mondo del lavoro?

Come valorizzare il proprio curriculum se si hanno poche esperienze lavorative, magari diverse tra loro?

Quali canali di ricerca lavoro privilegiare, i classici annunci, il più classico passaparola o meglio i social network?

A queste e altre domande postemi dalla giornalista troverete risposte interessanti, o almeno così mi auguro!

Buona lettura e…buonissima ricerca attiva!

L’importanza di realizzarsi nel lavoro

Coach Lavoro gennaio - 19 - 20121 COMMENTO

Coach Lavoro ospita oggi un articolo di un amico e collega, Luigi Miano, esperto di comunicazione e di crescita personale. Sulla base della sua esperienza individuale e professionale, abbiamo deciso di concentrarci sul tema dell’importanza, in termini di tempo e qualità, che riveste il lavoro nella nostra intera esistenza.

 


Prendo spunto dal bellissimo ed estremamente pratico “Le piccole grandi cose” di Tom Peters, guru del management e dello sviluppo individuale.

Leggete attentamente le sue parole che sono di una logica sferzante:

Supponiamo che il vostro consueto orario di lavoro sia dalle 8.15 alle 17.30…la giornata lavorativa è dunque pari a 9 ore e 15 minuti: 8 ore e 45 minuti sottraendo la pausa pranzo. Ciò equivale a dire che, dal lunedì al venerdì, trascorrete al lavoro 8 ore e tre quarti su 15, ossia il 60% delle vostre ore utili. Il che significa che se vivete malamente le ore di lavoro, state buttando via più di metà delle vita in stato vigile“.

Parole estremamente logiche e schiaccianti. Non si scappa, più della metà della nostra esistenza (in età attiva) è trascorsa al lavoro.

Sono quotidianamente circondato da persone che contano le ore, i giorni che li avvicinano alla pensione. Sono incastrati, è un conto alla rovescia che sembra non finire mai. Un carcere. Qualche anno fa ho pensato questo: io non so quando andrò in pensione e se ci andrò mai. Si tratterebbe di aspettare altri trent’anni se va bene oppure altri quaranta. Non posso pensare che la mia vita lavorativa sia soltanto sopportabile in attesa che venga quel fatidico momento!

Ho deciso di cercare il lavoro che amo e di non pensare mai più alla mia pensione. Oggi sono convinto che ad 80 anni lavorerò ancora come formatore e come coach e scrittore. Mi vedo. E non sento il desiderio di smettere, mai! Perché per me il lavoro non è tale. Il lavoro è gioia, è crescita, passione e condivisione. Il lavoro è gioco e divertimento.

Non credete a chi vi dice:“ma che mi frega del lavoro tanto io fuori ho mille interessi”, chi dice questo si sta ingannando. Perché quelle 9 ore e 1/2 dovrebbero essere trascorse nel migliore dei modi.E’ il vostro tempo, la vostra vita e non può essere sprecata così. E’ una grande opportunità di creare grandi cose per voi e per gli altri con quelle 9 ore.

Quindi se sei un imprenditore hai la responsabilità di rendere l’ambiente di lavoro più qualitativo possibile. Hai la responsabilità di accertarti che tutte le tue risorse, dalla prima all’ultima, siano messe nelle condizioni di esprimere il loro meglio.

Se sei un dipendente cerca di rendere il tuo lavoro più appagante ed interessante possibile. Se questo non è proprio possibile, allora decidi di riqualificarti e di rimetterti in gioco. Non pensare alla pensione, non pensare che ti mancano 10 anni. Stai bruciando il presente e le opportunità che esso offre.

Se sei un professionista chiediti sempre se quello che stai facendo è realmente quello che ami e se stai mettendo in gioco tutte le tue maggiori potenzialità e talenti.

Questo è un impegno solenne che assumerai per rendere la tua qualità di vita migliore. Non lasciar trascorrere del tempo inutilmente, fallo subito!

 

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Sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo

Coach Lavoro dicembre - 30 - 20114 COMMENTI

Siamo finalmente arrivati alla fine di questo 2011….per molti anno difficile e problematico. Anche la nostra vecchi Italia ha sofferto parecchio ed ha rischiato di fare una brutta fine…ora ci dicono che il peggio è passato e che dopo esserci “salvati” ripartiremo con un nuovo piano di crescita.

Ci auguriamo che sia proprio così, che il nostro Paese possa compiere finalmente una virata in direzione dello sviluppo, non solo economico ma anche sociale e culturale! Non ci aspettiamo miracoli, ma buone proposte e tanta volontà di cambiamento!

Come recita la celebre frase di Gandhi: “Sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo”, così il mio auspicio è che ciascuno, nel suo ruolo e con le sue possibilità, si impegni a cambiare personalmente e a dare il proprio contributo, piccolo o grande che sia, alla società!

Personalmente credo (molti forse diranno che sono un’inguaribile ottimista!) che tutto ciò che dai al mondo, nel bene o nel male, ti torna indietro con gli interessi! Lo sto sperimentando direttamente, con Coach Lavoro, che ha raggiunto a dicembre 2 anni e mezzo di attività online, con circa 200 articoli pubblicati in tutto il periodo ed oltre 50 mila visitatori solo nel 2011! Ma al di là dei numeri, quello di cui siamo veramente soddisfatti è tutto quello che siamo riusciti ad offrire ai nostri lettori: supporto, stimolo, incoraggiamento, consigli utili!

Ringrazio pubblicamente tutti coloro che ci scrivono sul sito o via mail raccontandoci le loro storie, dandoci il loro feedback: questo è il più bel regalo che possiate farci: sapere che al di là dello schermo del computer siamo riusciti a comunicare da persona a persona, non solo da “sito” a “utente”!

Ai “semplici” visitatori del sito si aggiungono anche tutti coloro che hanno richiesto una Consulenza Gratuita, che abbiamo contattato tramite telefono, skype e/o email, e con qualcuno abbiamo anche avuto la possibilità di incontrarci di persona!

Alcuni di essi ci hanno poi dato fiducia e hanno deciso di avvalersi dei nostri servizi di Revisione del CV e di Elaborazione della Lettera di Presentazione, di Preparazione al Colloquio di Selezione, di Coaching per la ricerca…o la creazione di un nuovo lavoro!

Per non parlare poi di tutti coloro che abbiamo avuto il piacere di incontrare nei FormAperitivi e nei Workshop a Roma, Milano, Mestre….

Questo per me rappresenta la concretizzazione di un sogno che è diventato un vero e proprio progetto personale e professionale, che continua a evolversi mese dopo mese, anno dopo anno, con tanto impegno, tanta fatica ma anche tanta soddisfazione!

Ecco, forse l’augurio più grande che mi sento di fare a ciascuno di voi, è che troviate quel lavoro o quell’attività con cui riusciate ad esprimere voi stessi, a dare il vostro contributo agli altri, a vivere la vostra passione!

AUGURI PER UN MERAVIGLIOSO, PROSPERO e SERENO ANNO NUOVO!

In Italia e in Europa stiamo attraversando uno dei periodi di crisi più lunghi e tormentati della nostra storia. Ho l’impressione quasi palpabile che le aziende così come i singoli siano quasi immobilizzati non solo dai problemi attuali, ma anche di quelli futuri che sembrano incombere minacciosi.

La paura delle difficoltà e dei costi materiali e psicologici che dovremo affrontare ci frena nelle scelte, nelle spese, nelle azioni…e tutto sembra rimandato ad una data indefinita! Parlo chiaramente sia di scelte di vita quotidiana (es: comprare un dato prodotto o servizio) che di strategia aziendale (es: investire nel marketing e nella formazione). Tutto sembra come paralizzato nell’attesa che qualcosa dall’esterno dia un input in un senso piuttosto che in un altro.

E chiaramente la decisione di non agire ha conseguenze non solo per il singolo ma anche per la collettività, frenando il processo di crescita e di sviluppo. E poichè, come credo, nella vita così come nel lavoro e nel business non si può stare fermi, ma solo andare solo avanti o indietro, in questo modo non facciamo altro che arretrare, impercettibilmente e inesorabilmente…

Se l’azienda non si decide ad investire nelle sue risorse umane, se non è disposta a “rischiare” lanciandosi in progetti innovativi, ha scarse possibilità di progredire…e questo vale anche per ciascuno di noi: se non ci diamo l’obiettivo di migliorarci continuamente, di approfondire le nostre conoscenze, di sperimentarci per accrescere le nostre competenze, le conseguenze nel medio-lungo termine si faranno sentire!

Non voglio affatto essere catastrofista, non è il mio stile, ma voglio stimolare la riflessione sulle conseguenze che sia la nostra scelta di agire che quella di non agire ha sulla nostra vita e sulle nostre prospettive di lavoro!

Nel precedente articolo ho parlato di come alcune persone, non credendo in loro stesse  e nelle loro possibilità di riuscita rischiano di essere sopravanzate da chi pur essendo meno preparato di loro è convinto e determinato, si lancia, si propone, agisce, ed in questo modo riesce ad ottenere dei risultati superiori!

Questo non significa chiaramente lanciarsi nel vuoto…..o andare a correre la Maratona di New York se non si riesce neppure a fare una corsa intorno al proprio isolato!

Questo significa, come ho scritto nello stesso articolo, che anche nel caso in cui la meta professionale sembrasse molto lontana….ciò che non si può ottenere con un salto si può raggiungere salendo una scala!

Tra un obiettivo “facile” ed uno “impossibile” c’è un continuum crescente di sotto-obiettivi che è assolutamente possibile raggiungere!

E questo vale anche nelle scelte e negli investimenti che pensiamo di fare nella vita e nel lavoro.

Se ci interessa una persona….la prima volta non la invitiamo a fare un mese di vacanza insieme a noi, giusto? Magari le proporremo di prenderci insieme un caffè…e poi se tutto va bene proporremo un cinema….un passo dopo l’altro, gradualmente!

Questo consente a noi di sperimentare e di sperimentarCI, di porre attenzione ai feedback che riceviamo e a regolarci di conseguenza, e quindi di decidere anche se continuare nella stessa direzione o di modificarla!

Se ci rendiamo conto ad esempio che sarebbe molto utile per la nostra crescita professionale frequentare quel corso di specializzazione che però costa molto e non ci dà garanzie di soddisfazione, potremmo iniziare ad approfondire prima autonomamente l’argomento, partecipare a presentazioni gratuite e solo dopo, quando siamo effettivamente convinti del valore del corso in questione, iscriverci definitivamente!

Altro esempio: se pensiamo che la nostra professione o il nostro business sarebbe molto avvantaggiato da internet e da politiche di web marketing…..ma siamo frenati dai costi, dall’impegno che questo ci richiederebbe e dall’incertezza dei risultati (anche se…domandiamocelo…quando mai i risultati di qualunque tipo di azione sono certi? anche se facciamo cadere una penna potrebbe succedere che il nostro cane arrivi proprio in quel momento e la raccolga al volo senza farla cadere a terra come ci saremmo aspettati!)….dicevamo….tra l’alternativa di spendere migliaia di euro per un sito fantascientifico…..e quello di restare bloccati in strumenti già noti e in strategie ormai sorpassate, ce ne sono infinite altre, che possono essere anche scelte in modo graduale!

Ricordiamoci che una singola piccola azione fatta con constanza, come la goccia cinese, ha un effetto superiore a quello di un’azione eclatante così come, ovviamente, di una mancata azione!

Nella mia esperienza come Coach posso dire di aver notato 3 differenti approcci nella ricerca di un nuovo lavoro e di una crescita professionale…

Ci sono persone che pur non avendo forti competenze professionali nè particolari qualità personali, sono convinte di poter arrivare dovunque, senza grosse difficoltà  e senza particolare impegno e sacrificio. Credono di essere all’altezza di qualunque tipo di lavoro e non si mettono mai in discussione. Li potremo chiamare i “montati“.

Ci sono poi persone con un buon curriculum professionale, consapevoli delle loro risorse e delle loro potenzialità, così come dei propri limiti. Si rendono conto degli ostacoli (interni ed esterni) che li separano dal loro obiettivo e si attrezzano per affrontarli, investendo in primo luogo su loro stessi, attraverso corsi di formazione o anche semplicemente studio da autodidatti, e chiedendo, se necessario aiuto a professionisti esperti. Questi tipi di persone possono essere definite “costruttive“.

Il terzo gruppo è composto da chi ha competenze di livello medio-alto, ha un curriculum spesso piuttosto variegato (a volte frammentato), è molto motivato a cambiare e a crescere professionalmente, ma tende a svalutare sia le proprie risorse interiori che le proprie competenze. Tendenzialmente non si sente all’altezza delle richieste di mercato, focalizzandosi di più sulle proprie mancanze che non sulle proprie qualità. Quando si candidano ad un annuncio o partecipano ad un colloquio di lavoro, pur sperando che esso vada a buon fine, sono inconsciamente convinti di non potercela fare! E se questa convinzione diventa molto forte, tendono spesso a “rinunciare” e ad “accontentarsi” di ciò che hanno. Queste persone possono essere definite “disfattiste“.

Chi ha ragione e chi ha torto nella valutazione del proprio valore “di mercato”?

In realtà è difficile per non dire impossibile arrivare ad una valutazione “oggettiva ” del valore professionale di una persona perchè tale valutazione è fortemente condizionata da come la persona si percepisce, che determina a sua volta come si presenta sul mercato e quali opportunità saprà cogliere.

Pertanto si arriva in diversi casi al paradosso per cui chi ha meno competenze ma più sicurezza in sè stesso riesca ad affermarsi più facilmente di chi ha le stesse competenze (e spesso anche di più!), ma non crede in sè stesso e nelle proprie capacità di riuscita!

Questo discorso sulle convinzioni nei confronti di sè stessi e del proprio “valore professionale” ha molto a che fare con quello dell’autostima.

Come abbiamo visto in precedenti articoli, l’autostima è una valutazione generale di noi stessi ed indica quanto “stimiamo” noi stessi come persone rispetto alle nostre stesse aspettative. Tecnicamente, invece, quando ci riferiamo alla convinzione sulle nostre possibilità di riuscita in un determinato campo di attività, parliamo di autoefficacia. Come è facile comprendere, l’autostima (generale) influenza l’autoefficacia (specifica).

Ad ogni modo, entrambi i tipi di convinzioni hanno il medesimo effetto, potentissimo, sulla nostra vita: tendono a realizzarsi e a confermarsi!

Come diceva Henry Ford: “Qualunque cosa tu creda, avrai comunque ragione!

Significa che ciò che crediamo di noi stessi ha un fortissimo impatto su come viviamo il nostro presente, su quello che otteniamo, e su quello che ci aspettiamo dal nostro futuro.

Ritornando alle 3 categorie descritte sopra, nella maggior parte dei casi succede che i “montati“, a furia di provarci e di sgomitare, e magari anche gonfiando il proprio curriculum e la propria preparazione, riescano ad ottenere l’agognato colloquio di selezione o a presentarsi come super-consulenti presso i singoli e presso le aziende. Certamente, il rischio che corrono è che il successo sia di breve durata, a meno che non siano tanto intelligenti da impegnarsi al massimo, una volta avuto l’incarico, e di “imparare facendo”.

I “disfattisti” , naturalmente, si sentono frustrati davanti al successo “immeritato” dei montati, ma al contempo sono bloccati dalla convinzione di non potersi vendere per ciò che non sono o non sanno fare…..e in questo modo si precludono non solo delle opportunità professionali, ma anche di apprendimento!

Ho scritto questo articolo proprio pensando a tutte le persone valide che non sfruttano appieno nè le proprie capacità attuali nè quelle potenziali, convinte come sono che il “mercato” non abbia bisogno di loro e/o di non essere all’altezza della “concorrenza”!

Perchè se è vero che esistono delle persone più preparate di loro e che spesso le aziende ricercano dei requisiti “impossibili” questo non significa che non esista il posto “giusto” per loro nell’azienda giusta! Il fatto è che se non sono loro a farsi avanti è probabile che non scoprano questa opportunità…o che venga loro “soffiata” da qualcun altro!

E anche nel caso in cui la meta professionale sembrasse molto lontana….ciò che non si può ottenere con un salto si può raggiungere salendo una scala! Tra un obiettivo “facile” ed uno “impossibile” c’è un continuum crescente di sotto-obiettivi che è assolutamente possibile raggiungere!

Per questo il modello di riferimento sono sicuramente i “costruttivi” che fanno un’analisi approfondita dei propri punti di forza e di debolezza, delle minacce e delle opportunità (per chi la conosce, si tratta del modello della SWOT Analysis) e stila un piano di azione per valorizzare le proprie qualità e per colmare le proprie mancanze (i cosiddetti gap), tracciando una serie di tappe intermedie che consentono di apprendere, consolidari prima di fare il passo successivo! Questo processo è possibile sia farlo da soli che con l’aiuto di un Coach di Carriera!

Consiglio di leggere anche l’articolo “Autostima, come possiamo aumentarla e credere di più in noi stessi“, per avere ulteriori strumenti per imparare a valorizzarsi!

 

 

Coach Lavoro ha tra i suoi obiettivi quello di promuovere la crescita personale e professionale non solo attraverso il coaching individuale ma anche con incontri di formazione e di networking.

L’autunno è un periodo ricco di eventi!

Li presentiamo brevemente in ordine cronologico e rimandiamo ai rispettivi articoli per ulteriori approfondimenti!

OTTOBRE

Mercoledì 19 Ottobre a Roma, presso l’Auditorium Parco della Musica si svolge il forum HR, convegno annuale dedicato al mondo delle Risorse umane. Si tratta di un appuntamento in cui incontrare ed ascoltare Top Manager, Direttori HR, Responsabili della formazione e del recruiting, società di head hunting ed executive search, rappresentanti delle Istituzioni e esperti di economia….Leggi l’articolo qui!

 

Giovedì 20 Ottobre dalle 20.30 alle 22.30 a Roma in zona San Lorenzo, il trainer e coach Pierpaolo Colafato condurrà una serata formativa quanto mai interessante ed attuale. “Ripartire e Prosperare in tempi di crisi” come dice il titolo, ha lo scopo di scoprire cosa crea difficoltà o addirittura impotenza nei tempi di crisi ed identificare cosa permette di sbloccarsi, ripartire e cogliere opportunità! Per avere tutte le info clicca qui

 

Venerdì 21 Ottobre, dalle 18.30 alle 21, a Roma, al Caffè dei Pittori, ripartono i FormAperitivi, happy hour “formativi”. Dopo il successo degli Aperitivi di giugno a Torino, Milano e Mestre  sul tema “Lavorare con la Tua Passione” e dopo il recentissimo workshop di una giornata “Vivi la tua Passione“, anche la Capitale si “accende” di Passione! Cosa ci darebbe la forza di scalare le montagne, valicare confini, credere in ciò che tutti credono impossibile, persistere nelle tempeste se non il fuoco della passione? Leggi l’articolo qui!

 

Sabato 22 Ottobre, a Roma, nello spazio di Porta Futuro al Testaccio, si svolgerà il Workshop: “Orientamento al Futuro: pubblico e privato e confronto, rivolto a chi si occupa di orientamento o a chi vorrebbe occuparsene….ma anche a chi vorrebbe sperimentare dei servizi di orientamento per il lavoro e la carriera! Leggi l’articolo qui!

 

NOVEMBRE

Sabato 5 e Domenica 6 Novembre, a Milano, all’interno della manifestazione Weekend Donna, Coach Lavoro accoglierà le visitatrici in un salotto speciale, situato nell’Area della Web Community, nel corso di 3 coffee time dedicati al Social & Business Networking. Tutte le informazioni qui!

 

Last but not least, a grande richiesta anche a Roma, Coach Lavoro organizza il Workshop ”Vivi la tua Passione“, una giornata dedicata alla consapevolezza di sè stessi, delle proprie caratteristiche personali e delle proprie passioni! L’incontro rivolto ad un massimo di 10 persone si svolgerà il 26 Novembre in zona Piazza Vescovio.

 

Sabato 22 OttobreRoma si svolgerà il Workshop “Orientamento al Futuro: Pubblico e privato a confronto”.


Organizzato in collaborazione con Asitor, Associazione Italiana Orientatori, il workshop si rivolge a tutti coloro che si occupano in modo diretto o indiretto di orientamento scolastico o professionale e a tutti coloro che intendono avvicinarsi alle tematiche dell’Orientamento, sia come “operatori” che come clienti/utenti.

 

  • A cosa serve l’orientamento? Quanto è diffuso in Italia?
  • Quali sono i diversi servizi a disposizione, pubblici e privati?
  • Quali metodologie vengono utilizzate e quali sono le più efficaci?
  • Quali risultati si possono ottenere?

 

A queste ed altre domande risponderanno  i professionisti dell’orientamento (Orientatori professionali, Coach, Outplacer) che interverranno.

Attraverso la narrazione di “storie esperienziali professionali” gli operatori condivideranno metodologie, buone prassi ed etica dell’orientamento.

Mariangela Tripaldi, alias Coach Lavoro, interverrà nella mattinata presentando il Coaching come strumento per orientare al Lavoro e alla Carriera.

Altri interventi saranno focalizzati sui percorsi di orientamento organizzati dai Centri per l’Impiego e dagli Sportelli Universitari, sul servizio di Outplacement e sul ricollocamento degli Over 40.

Nel pomeriggio ci saranno le testimonianze di successo presentate direttamente dagli “orientati”.

Il Workshop si svolgerà dalle ore 10.00 alle ore 17.30 a Porta Futuro, la nuova struttura della Provincia di Roma dedicata all’orientamento, la formazione e il lavoro  in zona Testaccio a Roma (via Galvani 108).

La partecipazione al Seminario è gratuita. Per iscriversi è necessario compilare la scheda di adesione ed inviarla all’indirizzo di posta elettronica workshoporientamento@gmail.com

Questa è la pagina facebook dell’evento: https://www.facebook.com/event.php?eid=161503433927104

 

 

1 Settembre, giorno fatidico di ripresa delle attività di lavoro…o di ricerca del lavoro per molti!

Come dicevamo nell’ultimo articolo prima delle vacanze estive, che siano brevi o lunghe, in montagna al mare o in città, le vacanze servono per creare un momento di distacco dalla vita quotidiana, per riposare il corpo e la mente, chiarirci le idee su cosa vogliamo e trovare l’energia che ci serve per portare avanti i nostri obiettivi 2011-12!

Ma se il tempo ci fosse volato e per un motivo o per un altro non fossimo riusciti a metterci la testa…ebbene questo è il momento giusto per farlo!

Prendi carta e penna e per prima cosa evidenzia i risultati che hai raggiunto nella prima parte dell’anno, in particolare dal punto di vista del lavoro, della professione o della tua carriera.

Se la prima risposta che ti viene è ” non sono riuscito/a a combinare nulla” …allora chiediti:

  • Che cosa ho imparato di nuovo in questi mesi?
  • In che aspetto posso dire di conoscermi meglio?
  • Sono più consapevole di cosa voglio e di cosa non voglio?
  • Su quale area di miglioramento intendo focalizzarmi da ora in poi?
  • Di quali risorse ho bisogno? chi mi potrebbe aiutare?

Di sicuro verranno fuori delle risposte a cui non avevi pensato o che davi per scontate!

Se invece la tua prima risposta è: ” niente…non ho ancora trovato opportunità di lavoro“, poniti queste domande:

  • L’opportunità va trovata o…creata?
  • Ho ben chiaro cosa voglio fare?
  • Quali sono le competene più richieste? Se non le possiedo, cosa posso fare per acquisirle?
  • Quali strategie di ricerca mi hanno dato più riscontri?
  • Quali non hanno funzionato e cosa posso fare per migliorarle?
  • (e infine, come sopra) Di quali risorse ho bisogno? chi mi potrebbe aiutare?

 

Anche noi di CoachLavoro abbiamo fatto questo esercizio….ed ecco quali sono i risultati che abbiamo raggiunto…quelli che ancora ci mancano (rispetto agli obiettivi fissati a gennaio) e… su cosa intendiamo crescere da oggi in poi:

Risultati raggiunti:

 

Risultati non ancora raggiunti (Lavori in corso!!)

I risultati significativi sopra riportati…hanno richiesto molto tempo ed impegno, sottratto ad altri obiettivi meno prioritari, ma che comunque ci impegniamo a portare avanti:

  • Versione aggiornata della Guida al Cv e alla Lettera di Presentazione
  • Guida all’uso di Linkedin e dei Social Media per la ricerca del Lavoro
  • Guida al Colloquio di Selezione

Insomma, anche se i tempi si sono allungati rispetto alle previsioni stiamo continuando a lavorarci! Vi terremo aggiornati sui progressi!

 

Nuovi Obiettivi

  • Organizzare giornate di formazione secondo la formula del “Coaching di gruppo”. Le prime giornate, dedicate al tema “Vivi la tua Passione” sono in programma il 1 Ottobre a Milano e il 2 Ottobre a Mestre. A Novembre è prevista l’edizione Romana!
  • Esportare i FormaAperitivi anche a Firenze, Bologna ed Ancona (probabilmente nel 2012).
  • Partecipare a o organizzare eventi di Networking (è già in programma già Weekend Donna a Novembre a Milano!)
  • Nuove Guide sui temi della Ricerca del Lavoro e della Scoperta della propria Passione
  • Ampliare le sezioni sul sito dedicate agli Over 40 ed ai Giovani

 

Insomma…di lavoro da fare ce n’è per Coach Lavoro! e i vostri prossimi obiettivi quali sono?

 

Voglia e paura di cambiare…

Coach Lavoro luglio - 18 - 2011SCRIVI UN COMMENTO

“Voglio cambiare lavoro…vorrei aprire un’attività autonoma…desidero fare quel cambiamento importante nella mia vita ma….non so se è possibile…se è realizzabile….se posso farcela…...” Quante volte ti sei detto o hai sentito dire queste parole?!?

Ebbene, questi pensieri che rappresentano per noi delle convinzioni limitanti, nascono da una sola emozione di base…la PAURA!

La paura è un segnale molto importante perchè ci avverte di un possibile pericolo per la nostra sopravvivenza ed incolumità. Ha inoltre lo scopo di preservarci dal dolore, fisico e psicologico, e dalle minacce alla nostra autostima.

Quando ci troviamo ad operare una scelta importante per la nostra vita, su cui non abbiamo alcuna certezza o garanzia…scatta in noi la paura di fallire, di non farcela e di perdere anche le poche certezze che abbiamo!

Questo spesso porta ad abbandonare i nostri sogni di gloria, a rinchiuderli nel cassetto o a rimandarli a data da destinarsi, preferendo una certa insoddisfazione ad una incerta realizzazione di noi stessi…!

Questo atteggiamento “umano, troppo umano” quanto ci viene a costare alla fine dei conti?!

Quante opportunità perdiamo nella nostra vita per preservarci da rischi o da difficoltà che spesso siamo noi stessi ad ingigantire?

Diciamoci la verità, quali decisioni della nostra vita sono “risk free”, ossia sono totalmente sicure, certe, prevedibili e senza ostacoli?!

Anche quando scegliamo di non cambiare, ci stiamo prendendo il rischio di rimanere in quella situazione che potrebbe anche peggiorare, e di rimanerci bloccati ancora per tanto tempo!

Nell’interessante e stimolante blog “Ricomincio da me” il cambiamento viene paragonato ad un viaggio. Ciò che pensiamo e sentiamo rispetto ad esso dipende dalle informazioni che abbiamo su di esso, dalla nostra motivazione e dalla nostra preparazione!

Prima di partire dobbiamo sapere dove andiamo e perchè (cosa ci spinge? cosa ci aspettiamo di trovare?), per quanto tempo, cosa serve portarci, quali ostacoli può presentare il viaggio e come possiamo prepararci ad affrontarli!

Oltre alle informazioni che abbiamo sul viaggio che vogliamo intraprendere, ciò che conta sono le convinzioni che abbiamo su di esso! Che cosa crediamo rispetto al nostro cambiamento e alle nostre possibilità di attuarlo?

Ecco altre domande molto utili che possiamo porci:

1. Credo che il cambiamento che voglio ottenere sia possibile nel mondo?
2. Credo che sia possibile per me attuare questo cambiamento?
3. Questo cambiamento è veramente  importante, per me?
4. Ciò che voglio cambiare riguarda me?
5. Il cambiamento dipende da me?

In sintesi, prima di effettuare un cambiamento chiediamoci

  • COSA VOGLIO VERAMENTE?
  • PERCHè LO VOGLIO? QUALI VANTAGGI MI ASPETTO?
  • QUALI CONVINZIONI HO RISPETTO AD ESSO?

Solo dopo aver chiarito a noi stessi questi punti fondamentali, passeremo alla parte strategica e operativa: cosa fare, come e quando!

Molte persone che si rivolgono ad un coach lo fanno chiedendo consiglio e supporto su questa seconda parte, dicendo che vogliono cambiare ma non sanno COME farlo….Poi scavando molto spesso si scopre che il problema principale è un altro: non si è ancora definito l’obiettivo o si hanno delle convinzioni depotenzianti sulle proprie possibilità di raggiungerlo!

Per approfonire l’argomento ti suggerisco di leggere i seguenti articoli del blog “Ricomincio da me”:

Voglia e paura di cambiare (prima parte)

Voglia e paura di cambiare (seconda parte)

 

Negli articoli precedenti abbiamo esplorato il tema di come fare per lavorare con la propria passione…e di cosa significa amare il proprio lavoroma a mio avviso niente è più esplicativo della storia di chi è riuscito a trasformare la propria passione in lavoro!

I fatti, lo sappiamo, contano molto di più delle parole! E allora ho pensato di raccogliere per voi delle testimonianze di donne e di uomini, del Nord e del Sud, di persone assolutamente normali..che hanno avuto come peculiarità quella di avere una passione, di credere nel proprio sogno…e di essere stati così saggiamente folli da volerlo trasformare in realtà.

Iniziamo dalla storia di Antonio, un collega (consulente, counselor e formatore, che ho incontrato in un’aula di formazione. Ho apprezzato la sua competenza, mi sono incuriosita del suo percorso professionale….ed ho ben pensato di intervistarlo!

Chi è Antonio Quaglietta? Ho 38 anni, vivo a Potenza ho studiato e lavorato in tutta Italia e continuo a viaggiare molto.  Sono sposato e ho una splendida bimba di 3 mesi. Amo suonare, viaggiare, leggere, scrivere e soprattutto dialogare.

Che lavoro fai attualmente? Sono un Counselor, Coach e Formatore, mi occupo di benessere, aiuto persone, gruppi e organizzazioni a risolvere problemi, gestire le crisi, migliorare le performance.

Da quanto tempo? Dal 2000 ho iniziato ad affiancare la mia vecchia attività a quella attuale.

Che cosa facevi prima di cambiare lavoro? Lavoravo presso una società di intermediazione creditizia, aiutavo i clienti a trovare mutui e prestiti convenienti.

Cosa ti ha spinto a cambiare? Ho sentito che la mia strada non era quella, poi, conoscendo il mondo della psicologia del cambiamento e del miglioramento personale, ho sentito un amore per queste tematiche e ho capito che calzava con la mia personalità come un guanto preciso su una mano.

In che modo hai individuato e scelto il tuo obiettivo? A quel tempo mi sono fatto aiutare dal mio formatore a trasformare la mia confusa visione prodotta dall’entusiasmo in un obiettivo concreto e realizzabile.  Ho ancora il mio obiettivo scritto nel dicembre 1999 e coincide, a grandi linee, con la mia vita attuale.

Hai seguito più la tua passione o più la ragione? Direi molto più la passione, che mi ha portato a lasciare il mio posto di responsabile nella società di intermediazione creditizia per una strada tutta da creare. Alcuni dissero che ero un folle e chissà forse lo sono…

Quali ostacoli hai dovuto superare per raggiungere il tuo obiettivo? Incertezza dei risultati, momenti di scoraggiamento dovuti a mancanza di entrate economiche,  forte investimento di tempo, energia e denaro ella mia formazione.

Come li hai superati? Direi credendo in ciò che faccio, nella fiamma della mia passione per ciò che faccio, sfruttando i momenti di crisi per escogitare nuove idee e tracciare nuovi percorsi. Ricordando sempre che la strada spesso è tortuosa e faticosa, ma se hai chiaro dove andare non puoi mai perderti veramente.

E..nota dolente…come hai gestito la questione economica? Facendo lavori che non facevano parte del mio progetto e non mi davano grandi soddisfazioni ma in alcuni periodi erano funzionali ai miei progetti futuri.  Lavoravo per pagarmi la formazione e le spese dei mie progetti. Esperienza interessante.

Sappiamo che non è facile avviare una nuova attività…tu come hai fatto?  Quali sono stati i tuoi primi passi? Ho innanzitutto fatto delle sessioni di coaching specifiche sull’avvio di una attività.  Ho poi analizzato bene il mercato, la concorrenza e ho cercato la mia strada per differenziarmi.  Successivamente ho messo on line il sito, preparato del materiale informativo e fatto un piano di azione per trovare i mie primi clienti.  Sono partite poi le dimostrazioni gratuite, i contatti con altri enti di formazione….

I primi passi sono stati certamente i più difficili ma ricordo quel periodo di 10 anni fa come il più intenso della mia vita!Erano bilanciate paura del cambiamento e adrenalina nell’affrontarlo, fatica ed energia. Credo che senza entusiasmo sia difficile non scoraggiarsi.

Come è cambiata la tua vita dopo aver cambiato lavoro? Ho sentito di avere un’identità precisa e che il lavoro che oggi faccio ne fa parte a pieno titolo. Mi sento attivo e energico quando penso a ciò che faccio. Ho i miei momenti di crisi e ho imparato a gestirli.

Che suggerimenti daresti a chi intende cambiare lavoro? Cerca qualcosa che ti piace davvero. Trasforma una passione in obiettivo. Se il problema è che non hai nulla che ti piaccia davvero, lanciati su qualcosa che ti piace un po’ ma agisci, sperimenta.  Evita di aspettare, immobile e scoraggiato, che arrivi il lavoro perfetto.  Sperimentando troverai e perfezionerai sempre più la tua vison, la tua passione vera, il tuo lavoro non perfetto ma TUO!

Grazie mille Antonio per la tua testimonianza,  per i tuoi suggerimenti, per la motivazione che trasmetti! Qualcuno potrebbe dire che noi coach-formatori siamo troppo ottimisti…può essere….è deformazione professionale!

Ma ci interessa essere anche concreti e realisti…come testimonia la tua storia!

 


 

 

 

La risposta la prendiamo da una delle pagine più belle del libro “Il Profeta” di Gibran Kahlil, che ho letto al termine del FormAperitivo “Lavorare con la tua passione”, non senza un pizzico di emozione, che ho sentito risuonare anche tra i partecipanti… Questi sono i versi che più mi hanno toccato: “E cos’è lavorare con amore? È spargere teneramente i semi e mietere il raccolto con gioia, come se dovesse goderne il frutto il vostro amato. È diffondere in tutto ciò che fate il soffio del vostro spirito…

“Allora un contadino disse:
Parlaci del Lavoro.

E lui rispose dicendo:
Voi lavorate per assecondare il ritmo della terra e l’anima della terra.
Poiché oziare è estraniarsi dalle stagioni e uscire dal corso della vita,
che avanza in solenne e fiera sottomissione verso l’infinito.

Quando lavorate siete un flauto
attraverso il quale il sussurro del tempo si trasforma in musica.
Chi di voi vorrebbe essere una canna silenziosa e muta
quando tutte le altre cantano all’unisono?

Sempre vi è stato detto che il lavoro è una maledizione e la fatica una sventura.
Ma io vi dico che quando lavorate esaudite una parte del sogno più remoto della terra,
che vi fu dato in sorte quando il sogno stesso ebbe origine.
Vivendo delle vostre fatiche,
voi amate in verità la vita.
E amare la vita attraverso la fatica è comprenderne il segreto più profondo.

Ma se nella vostra pena voi dite
che nascere è dolore e il peso della carne una maledizione scritta sulla fronte,
allora vi rispondo:
tranne il sudore della fronte niente laverà ciò che vi è stato scritto.

Vi è stato detto che la vita è tenebre
e nella vostra stanchezza voi fate eco a ciò che è stato detto dagli esausti.
E io vi dico che in verità la vita è tenebre fuorché quando è slancio,
E ogni slancio è cieco fuorché quando è sapere,
E ogni sapere è vano fuorché quando è lavoro,
E ogni lavoro è vuoto fuorché quando è amore;
E quando lavorate con amore voi stabilite un vincolo con voi stessi,
con gli altri e con Dio.

E cos’è lavorare con amore?
È tessere un abito con i fili del cuore,
come se dovesse indossarlo il vostro amato.
È costruire una casa con dedizione come se dovesse abitarla il vostro amato.
È spargere teneramente i semi e mietere il raccolto con gioia,
come se dovesse goderne il frutto il vostro amato.
È diffondere in tutto ciò che fate il soffio del vostro spirito,
E sapere che tutti i venerati morti stanno vigili intorno a voi.

Spesso vi ho udito dire, come se parlaste nel sonno:
“Chi lavora il marmo e scopre la propria anima configurata nella pietra,
è più nobile di chi ara la terra.
E chi afferra l’arcobaleno e lo stende sulla tela in immagine umana,
è più di chi fabbrica sandali per i nostri piedi”.
Ma io vi dico,
non nel sonno ma nel vigile e pieno mezzogiorno,
il vento parla dolcemente alla quercia gigante come al più piccolo filo d’erba;
E che è grande soltanto chi trasforma la voce del vento in un canto reso
più dolce dal proprio amore.

Il lavoro è amore rivelato.
E se non riuscite a lavorare con amore,
ma solo con disgusto, è meglio per voi lasciarlo e,
seduti alla porta del tempio,
accettare l’elemosina di chi lavora con gioia.
Poiché se cuocete il pane con indifferenza,
voi cuocete un pane amaro,
che non potrà sfamare l’uomo del tutto.
E se spremete l’uva controvoglia,
la vostra riluttanza distillerà veleno nel vino.
E anche se cantate come angeli,
ma non amate il canto,
renderete l’uomo sordo alle voci del giorno e della notte.

Kahlil Gibran

Che cosa significa lavorare con passione? Quali sono le caratteristiche cha hanno le persone che lavorano con la loro passione? Da cosa le riconosciamo?

Chi lavora con passione ha una forte motivazione intrinseca: la molla che spinge è in primo luogo il piacere, la soddisfazione che prova nel compiere al meglio il proprio lavoro. I riconoscimenti, gli applausi ed i soldi, chiaramente graditi, vengono al secondo posto.

Chi lavora con passione mette tutto sé stesso in ciò che fa, e nonostante i sacrifici e l’impegno profuso, sente poco la stanchezza.

Chi lavora con passione è disposto a fare ciò che altri non sono disposti a fare!

Quando una persona lavora con passione è allineata con sé stessa, con il suo nucleo più profondo, ed è totalmente concentrata su ciò che sta facendo. Questo stato chiamato “flow” (flusso) è lo stato della creatività in cui si ottengono le migliori prestazioni e si è maggiormente flessibili!

Infatti chi è appassionato del suo lavoro genera e crea sempre nuove idee e progetti, è curioso, legge tanto, si informa e si forma, essendo disposto ad investire sia tempo che soldi nella crescita delle proprie conoscenze e capacità.

Per tutti questi motivi il prodotto e/o il servizio offerto da chi lavora con passione è in un certo senso unico, originale e riconoscibile dagli altri, che ne percepiscono chiaramente il valore aggiunto.

Ragionando in termini di Marketing, chi lavora con passione ha un suo “brand” che lo distingue dagli altri (personal branding) ed offre un prodotto/servizio di qualità: tutto questo lo rende attraente sia nei confronti di potenziali datori di lavoro che di potenziali clienti. Inoltre il passaparola generato da coloro che sono rimasti soddisfatti del lavoro svolto genera un circolo virtuoso potenzialmente infinito!

Dal punto di vista della Psicologia e della Crescita Personale, chi lavora motivato dalla propria passione è generalmente anche pro-attivo, determinato, focalizzato, flessibile ed orientato all’apprendimento: caratteristiche essenziali per il raggiungimento degli obiettivi desiderati!

Quanto detto finora è testimoniato anche dalle tante storie che ho raccolto sul web ed anche da diverse persone che mi hanno contattato.

Ad esempio c’è la storia di Valerio, un agente in campo finanziario con la passione dell’informatica e  di internet, che è diventato l’esperto di internet marketing della stessa azienda in cui prima lavorava come commerciale.

Poi c’è la storia ben più nota di Simone Perotti, ex manager appassionato di scrittura e di vela, che ha dato una svolta alla sua vita per seguire i suoi valori più autentici.

Meno famosa (ma pensiamo ancora per poco) è Camilla, ricercatrice in sociologia, che ha deciso di lasciare l’università per coltivare la sua passione per i dolci ed in particolare per le torte decorate. Dopo aver frequentato una scuola londinese tanto ambita quanto selettiva, è tornata in Italia per lavorare con la sua passione.

Cosa accomuna queste tre persone?

Quale percorso hanno fatto per riuscire a trasformare la propria passione in lavoro?

Queste sono le tappe che ho individuato:

  • Scoprire e coltivare la propria passione
  • Essere motivati al cambiamento da due forze complementari: la sofferenza per la situazione che si sta vivendo (insoddisfazione, stress, mancanza di prospettive) e l’aspirazione a realizzare finalmente i propri sogni
  • Scegliere in quale/i attività incanalare la propria passione, in base alle proprie inclinazioni personali e alle richieste del mercato
  • Formarsi, per aumentare le proprie conoscenze e capacità, e contemporaneamente
  • Agire, sperimentare, concretizzare le proprie idee
  • Superare le difficoltà iniziali, le delusioni, gli ostacoli esterni, mantenendo la fiducia nel proprio progetto e al contempo essendo disposti ad adattarsi ai feedback che si ricevono
  • Promuoversi e farsi conoscere con tutti i possibili mezzi di comunicazione
  • Far crescere il proprio progetto con determinazionegodersi ogni passo in avanti…consolidare i successi ottenuti!

Chiaramente non è facile affrontare e superare ciascuna fase del processo, ma chi riesce ad arrivare fino in fondo gode il coronamento del suo sogno e viene così ripagato da tutte le fatiche iniziali!

 

Quali sono le principali difficoltà che possiamo incontrare nel percorso?

A.      Non riusciamo ad identificare chiaramente la nostra passione ed abbiamo le idee confuse

B.      Non sappiamo come concretizzare la nostra passione e come renderla “sostenibile” economicamente

C.      Pur avendo identificato il nostro obiettivo, non abbiamo idea di come procedere per portarlo avanti

D.      Le persone che ci circondano ci scoraggiano, rendendoci poco convinti e fiduciosi nel nostro progetto

 

Come si fa a superarle?

  1. Mettendoci in ascolto di noi stessi, dedicando del tempo a scrivere ed elaborare il nostro progetto, fidandoci anche delle nostre ispirazioni ed intuizioni
  2. Chiedendo indicazioni e consigli a chi già sta lavorando con passione, oppure…
  3. Leggendo le loro storie o biografie
  4. Facendo un percorso di coaching mirato a scoprire e sviluppare la nostra idea
  5. Partecipando ad un corso di formazione in cui possiamo lavorare su noi stessi e definire il nostro progetto.

 

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Amare il proprio lavoro, un privilegio di pochi”

“LAVORARE CON la tua PASSIONE (Coach Lavoro Tour)

Il 21 Giugno a Torino, il 22 Giugno  a Milano e il 23 Giugno a Mestre: queste sono le tappe del Coach Lavoro Tour che vedrà Mariangela Tripaldi, Psicologa del Lavoro e Coach, responsabile del sito, incontrare i lettori di Coach Lavoro e tutte le persone interessate, sul tema “LAVORARE CON la tua PASSIONE”.

La formula degli eventi è quella dei FormAperitivi che tanto successo hanno avuto a Roma: ci si incontra in una location informale, ci si conosce sorseggiando un cocktail e ci si confronta su temi attuali e interessanti relativi alla crescite professionale e personale!

L’argomento dell’incontro (sociale e formativo al tempo stesso) si ispira all’aforisma di Confucio: “Scegli il lavoro che ami e non lavorerai neppure un giorno in tutta la tua vita”

Questo aforisma è quanto mai attuale ai giorni nostri, in cui il lavoro, quando c’è, è molto spesso precario e sottopagato, oppure estremamente stressante ed insoddisfacente!

Come cambierebbe la tua vita se ti alzassi dal letto la mattina carico di energia, di voglia di fare, di nuove idee e progetti per la tua attività ed il tuo lavoro?

Quando lavori con passione e per la tua passione, tutto il tempo e l’impegno ed anche la fatica che ci dedichi non sono più gravosi ma diventano più leggeri e piacevoli sull’onda dell’ entusiasmo!

Ed è sempre la passione che ti spinge a mettere tutto te stesso in ciò che fai, a crescere, a migliorarti, a superare ostacoli e avversità con forza e determinazione!

Ciò che fai con passione, sia esso un prodotto o un servizio, è unico, originale ed ha un valore che viene riconosciuto ed apprezzato anche dagli altri…

Perché la passione si trasmette in ciò che fai ed in come lo fai: le persone la notano, ne sono attratte e ti cercano perché solo tu sai fare “quella” cosa in “quel” modo speciale!

Lavorare con la tua passione significa fare la differenza nella propria vita e in quella degli altri, perché riuscirai a realizzare te stesso dando il tuo contributo alla società in cui vivi!

Ma è davvero possibile trasformare con la passione il lavoro che già fai…o addirittura trasformare la tua passione in lavoro?!

La risposta è senz’altro “”!

Scopriremo insieme come farlo…ascoltando le storie di chi ha già intrapreso questa strada e sta già raccogliendo i frutti della sua passione (me compresa!)!

Individueremo quali sono le caratteristiche di chi lavora con la propria passione, quali sono le difficoltà che ha incontrato, quali strategie ha messo in campo per raggiungere i suoi obiettivi e realizzare il suo sogno!

 

Per conoscere tutte le tappe e le location dell’evento, vai sulla pagina Eventi>Formaperitivi

 

Per approfondimenti leggi anche l’articolo: “ Amare il proprio lavoro, un privilegio di pochi”

Al Festival della Creatività a cui ho partecipato pochi giorni fa nei pressi di Roma, ci siamo confrontati sul tema del “cambiamento”, per scoprire come trasformare una “crisi” in un’ “opportunità”, come rialzarsi più forti di prima dopo un momento difficile, come rendere gli errori i nostri migliori alleati (vedi anche l’articolo: Come reagire davanti ai fallimenti ed agli ostacoli), come ri-scoprirsi e re-inventarsi!

“Ti sembra facile!?!” questa probabilmente è il primo pensiero di chi legge queste che sembrano solo belle parole…  Visto che effettivamente non sono i discorsi che contano ma i fatti, ho pensato di riportarvi alcune esperienze di donne che hanno saputo reinventare sè stesse e la loro attività.

[Breve Parentesi: La storia di queste “storie di successo” è piuttosto originale e conferma il potere del “networking”: grazie al suggerimento di una mia stimata collega (Helga Ogliari) vengo contattata da Manuela Longo, giornalista (che ha creato il sito inventa lavoro.style.it) che mi chiede di commentare alcune esperienze di miglioramento professionale e di innovazione del business, che lei stessa aveva raccolto. L’articolo viene pubblicato su Cosmopolitan (http://www.cosmopolitan.it/) del mese Marzo 2011!]

Vi riassumo le storie secondo me più significative, con il relativo commento.

Carlotta F., dopo la laurea inizia a lavorare nell’agenzia immobiliare del padre: pur essendo una realtà consolidata da tanti anni sul territorio, la crisi del settore si fa sentire anche per loro! Per far fronte in modo originale alle nuove esigenze del mercato, Carlotta decide di specializzarsi in home staging, ossia nell’allestimento delle case da vendere o da affittare, e di offrire questo servizio ai suoi clienti.

Commento di Coach Lavoro:  Si dice che la vita sia come una scala mobile: non si può restare fermi, o si sale o si scende! Carlotta si è guardata intorno, rendendosi conto di quanto fosse cambiato il mercato e di conseguenza ha capito che anche la sua agenzia doveva innovarsi, pur nel rispetto della tradizione. Sia che siamo delle imprenditrici che delle professioniste, chiediamoci: “Perchè dovrebbero scegliere proprio noi? Che cosa può distinguerci?”. Così scopriremo qual è quella nostra qualità che possiamo valorizzare o quale nostra competenza sviluppare.

Simona ed Erika nel 2005 aprono il loro negozio di hobbystica, dove vendono le loro creazioni realizzate a mano. Nonostante la passione che entrambe mettono nell’attività, i risultati non sono all’altezza delle aspettative. Le due giovani donne hanno un’idea: coinvolgere di più le clienti nella loro attività, trasmettere la loro passione e le loro capacità, organizzando corsi dove insegnare a creare oggetti e bijoux a mano. I corsi hanno avuto così tanto successo che il negozio è stato ingrandito!

Commento di Coach Lavoro:  Simona ed Erika hanno avuto il coraggio di seguire la loro passione, aprendo un negozietto tutto loro!Quando però i risultati sperati non arrivano, la delusione e la voglia di abbandonare tutto sono dietro l’angolo…Nei libri di crescita personale si legge spesso: “Non esistono fallimenti, esistono solo risultati!”. Davanti al nostro “insuccesso” dovremmo chiederci: “Che cosa possiamo fare di più o semplicemente di diverso rispetto a quanto fatto finora?”

Heidi lavorava come giornalista per una nota rivista di wedding. Raccoglieva dalle spose le descrizione dell’evento del matrimonio in tutti i dettagli. Quando ha scelto di lasciare il lavoro per dedicarsi al mestiere di mamma, si è inventata il lavoro di wedding reporter, ossia un’inviata
speciale che partecipa, come una giornalista, al matrimonio e poi scrive un articolo dettagliato sull’evento. I suoi racconti più belli sono stati pubblicati da una casa editrice.

Commento di Coach Lavoro: Heidi grazie alla sua sensibilità e all’amore per il suo lavoro, ha scoperto un’esigenza delle sue clienti che rimaneva latente e si è chiesta come lei stessa avrebbe potuto soddisfarla, grazie alle competenze che già possedeva. Essere creativi non significa quasi mai creare qualcosa ex novo, ma nella maggior parte dei casi significa partire da quello che già si possiede e “inventare” un nuovo modo per utilizzarlo!

Che ne pensate di queste storie? Vi ispirano qualche cambiamento o miglioramento per il vostro lavoro o la vostra attività imprenditoriale?

fallimento insuccessoHo mandato centinaia di CV e non ho ottenuto risposta …. Ho fatto diversi colloqui ma non sono mai stato assunto …. Ho cercato di mettermi in contatto con quelle persone ma non mi hanno risposto … Ho aperto il mio nuovo blog ma finora ho avuto pochissime visite … Ho iniziato la mia nuova attività ma non ho avuto i riscontri che mi aspettavo…

Queste sono alcune delle situazioni che i miei clienti mi raccontano,  con un misto di emozioni che vanno dalla delusione alla rabbia alla frustrazione alla tristezza….

Quante volte sarà capitato anche a te di vivere un fallimento, di vedere deluse le tue aspettative?

Probabilmente se eri motivato non ti sei arreso subito, hai provato ad andare avanti, a crederci, ma al secondo o terzo ostacolo, davanti ad un’ulteriore disconferma, ti sei detto “Non ne vale la pena”… “Si vede che questa cosa è impossibile” …e dando la colpa a te stesso o al mondo esterno, hai mollato la presa!

Forse ti sei orientato verso una strada più facile o semplicemente più conosciuta… oppure ti sei messo sulla riva del fiume ad aspettare l’arrivo di una soluzione, un cambiamento, un’opportunità…

In sostanza, consideriamo il fallimento come un segnale di STOP: invece di fermarci, guardarci bene intorno e poi ripartire…ci fermiamo definitivamente…oppure facciamo inversione ad U e torniamo indietro!!!

Inutile dire che in questo modo difficilmente raggiungeremo la nostra meta!

Il problema è che come la volpe con l’uva nella famosa favola di Esopo, finiamo per convincerci che l’uva che tanto desideravamo in realtà è acerba e non vale la pena coglierla! Oppure diamo la colpa ai vignaioli che fanno crescere le viti così alte!

Eppure, se tutti reagissimo così, la maggior parte delle invenzioni che utilizziamo quotidianamente non ci sarebbero! Ci hai mai pensato? Continua a leggere »