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colloquio1Una delle domande che mi vengono poste più di frequente in merito ai colloqui di selezione è: “come posso “farmi valere” al colloquio, nonostante la timidezza?” e similmente: “come posso presentarmi senza apparire esaltato o sfrontato?”

Infatti, per paura di apparire sfrontati, presuntuosi o semplicemente poco sinceri, talvolta i candidati non riescono ad esprimere appieno le proprie qualità, correndo il rischio di essere valutati come meno sicuri e competenti di chi riesce ad essere più spavaldo ed estroverso.
Sentendoci osservati e valutati, non riusciamo a volte a dare il meglio di noi stessi, siamo più impacciati e quindi meno convincenti…
Nel colloquio, devo essere me stesso o recitare una parte?
La mia risposta è: sii te stesso, recitando nella scena del tuo colloquio!
Ciascuno di noi infatti indossa una maschera, nel teatro della vita sociale, in particolare in situazioni formali, sconosciute, stressanti come quella di un colloquio di selezione!
Solo che invece di indossare la “maschera della timidezza”, dobbiamo prendere quella “della
sicurezza-e-consapevolezza“.
Perchè “fingere” di essere peggio di ciò che realmente siamo e valiamo?
Così potremo attingere alle nostre migliori risorse interiori, per esprimere e valorizzare al meglio il nostro percorso, le nostre scelte, ed i suoi punti di forza!
Non si tratta di creare dal nulla, di falsificare esperienze, risultati, qualità, competenze, ma di comunicarle a chi di fronte a noi le ignora, ma che è assolutamente interessato a scoprirle!

Dal punto di vista delle aziende la laurea ottenuta fuori corso, in particolare con più di un anno di ritardo, viene valutata in maniera negativa.laurea11
E questo non per un rigido pregiudizio ma perchè  effettivamente il tempo che ci mettiamo a completare il programma di esami è considerato un predittore della prestazione lavorativa futura.

Infatti il modo in cui affrontiamo il nostro percorso di studi, il tempo che ci mettiamo, gli strumenti che utilizziamo per superare le difficoltà sono degli indizi significativi su quelle che sono le nostre caratteristiche personali, la nostra motivazione e infine la nostra capacità di gestire le emozioni...
Per questo è importante dare il meglio di sè durante gli studi, ottimizzando i tempi ed i risultati!

Se sapremo sfruttare bene il tempo e le risorse a nostra disposizione, avremo un credito consistente da spendere usciti dal percorso universitario, anche in sede di colloquio!

Perchè, anche se un po’ retorico…è vero che il “mondo reale” sta fuori e non dentro le nostre università!

E se ormai ci siamo laureati e non possiamo cancellare gli “errori” del passato, allora per prima cosa impariamo da essi, utilizziamoli come feedback per le esperienze a venire!

Quando andiamo al colloquio mostriamo consapevolezza delle cause della nostra difficoltà e determinazione nell’averle superate e nell’esserci saputi rimettere in gioco!

Durante il colloquio, insomma, mostra grinta e decisione, giustifica il ritardo nel conseguimento della laurea con motivazioni ragionevoli e verosimili, mostrandoti come una persona che sa affrontare le difficoltà e che reagisce con energia alle sfide che incontra.