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Cercare lavoro è un lavoro, questo lo sanno tutti! Più difficile è capire come muoversi in maniera davvero efficace, soprattutto in un momento di crisi come questa dove le offerte di lavoro non sono affatto proporzionate al numero di persone che cercano, la concorrenza è altissima ed ogni CV inviato sembra rimbalzare su un muro di gomma…

Chi si mette alla ricerca del lavoro, di solito inizia con grande energia. Dopo aver aggiornato il CV, consulta tutti i giorni gli annunci sul web e sui giornali. In un primo momento di solito, è più selettivo nella scelta degli annunci e nei siti di ricerca…poi, se le risposte scarseggiano, comincia a cercare un po’ ovunque, senza valutare l’attendibilità dei vari siti, candidandosi anche a posizioni poco o nulla coerenti con il proprio profilo e le proprie aspirazioni.

Una ricerca così dispersiva, generica e poco mirata, raramente dà dei risultati significativi, e questo a sua volta fa aumentare sempre di più lo scoraggiamento . Qualcuno a questo punto può decidere di “scendere in campo”, presentandosi personalmente alle agenzie per il lavoro, dove però di solito si riesce solo a lasciare il CV e a fare un brevissimo colloquio, se tutto va bene…

Nel frattempo ci si rivolge anche a qualche contatto personale chiedendo se sa di  eventuali opportunità di lavoro e se può tenerci in considerazione.

Dopo questi tentativi che purtroppo nella maggior parte dei casi vanno a finire nel vuoto, si ha la forte tentazione di arrendersi e di mollare…

Visto che non ce lo si può permettere, si continua ad usare la strategia che sembra più efficace e più diretta: stare tutto il giorno (o quasi) davanti al pc rispondendo agli annunci sul web, iscrivendosi negli infiniti database…e aspettando.

Se l’attesa, come spesso accade, si rivela vana, è fondamentale mettere in discussione sia il cosa si sta facendo che il come, secondo la logica per cui “ se si continua a fare ciò che si è sempre fatto, si continuerà ad ottenere ciò che si è sempre ottenuto”.

 

Strumenti di candidatura

Per prima cosa bisogna rivedere il proprio Curriculum con un occhio critico, facendosi le seguenti domande:

  • Il mio CV si presenta in modo graficamente pulito e piacevole?
  • È sintetico?
  • Si colgono gli elementi fondamentali in un colpo d’occhio?
  • È costruito su misura di un ruolo specifico?
  • Esprime le mie caratteristiche peculiari e ciò che mi distingue?
  • Valorizza le mie competenze?

Domande analoghe possono essere fatte sulla Lettera di presentazione:

  • Descrive in pochi tratti essenziali il mio profilo?
  • Mette in evidenza le mie qualità e la mia motivazione?
  • Suscita interesse e spinge ad aprire il CV?

Se anche solo una di queste risposte fosse negativa, è quanto mai opportuno revisionare e ottimizzare i nostri strumenti di presentazione fondamentali per renderli davvero interessanti, appetibili, efficaci.

 

Strategie di ricerca passiva, semi e attiva

Se definiamo “passiva” la strategia di chi semplicemente si iscrive alle agenzie, nei centri dell’impiego e nei database di recruiting, aspettando di essere contattato, allora la ricerca di opportunità sul web o presso le agenzie che abbiamo sopra descritto, potremmo chiamarla “semi-passiva”. Se questa stessa ricerca viene effettuata in modo mirato, puntando a posizioni e settori specifici, curando i propri strumenti di candidatura come sopra indicato, la strategia diventa “semi-attiva”.

Cosa può rendere quindi la ricerca pienamente “attiva”?

Quello che fa la differenza è il modo in cui ci si propone: non come chi chiede il “favore” di essere assunto, quanto piuttosto “offre” la propria professionalità come un valore aggiunto. ù

Attivarsi nella ricerca significa quindi aver individuato da una parte cosa ci distingue (competenze), dall’altra chi può essere interessato alla nostra collaborazione (target). Significa essere consapevoli che la maggior parte delle opportunità di lavoro non emergono sotto forma di annunci, perché vengono ricercate tramite canali informali o ricoperte da contatti già noti dall’azienda o da autocandidature.

Per questo è importante promuoversi in modo “intraprendente”, contattando dei referenti interni all’azienda a cui proporsi con un obiettivo ben preciso, un proprio “progetto professionale”.

Esiste anche la strategia pro-attiva, che consiste nell’attivarsi ancora prima di essere nella necessità di trovare lavoro. Come funziona? Per prima cosa parte dalla cura del proprio Personal Branding, ossia della propria immagine professionale, online e offline, in modo tale che sia unica, riconosciuta e riconoscibile anche all’esterno.

Se siamo conosciuti come competenti, validi, specialisti in un settore, saremo ricordati e contattati da chi potrà avere bisogno del nostro apporto professionale.

In secondo luogo pro-attivarsi significa curare la propria rete di relazioni personali e professionali, creare e coltivare nuovi contatti, frequentando ambienti diversi da quelli usuali, uscendo dal recinto del nostro spazio noto e sicuro. Partecipare a corsi e seminari del proprio ambito di riferimento ed anche prendere parte ad associazioni culturali, iniziative ed eventi che destano la propria curiosità, può rivelarsi molto utile non solo per migliorare la propria qualità di vita presente, ma anche accrescere le proprie opportunità future!

 

 

Sempre più spesso si sente parlare di formati alternativi al curriculum: dal VideoCV pubblicato su Youtube alla pagina curriculum su facebook, dal CV in formato Infografica al CV-Brochure, dal profilo su Linkedin al nuovissimo Twesume, il resumè di soli 140 caratteri su Twitter.

Si tratta solo di una moda, o veramente questi nuovi modelli di CV possono rappresentare una soluzione intelligente per farsi notare dai selezionatori?

Sono andata su internet alla ricerca di esempi di CV innovativi ed ho trovato delle creazioni davvero ingegnose!

 

 

 

CV Creativi

C’è chi per candidarsi alla PIXAR ha creato un piccola valigetta colorata con dentro la “pizza” (ovvero il contenitore della pellicola) di un film, all’interno de quale era contenuto un taccuino scritto a mano con le proprie esperienze e competenze.

Un altro creativo ha ideato un CV in formato “scatola di cereali“, disegnando sul fronte le sue competenze trasversali e indicando sul retro, al posto degli ingredienti, le sue conoscenze e competenze tecniche.

Altri esempi decisamente curiosi sono quelli di una grafica che ha stampato il suo Curriculum su tessuto e di un ragazzo che ha creato un CV “informatico” apribile tramite QR code. Potete vedere questi e altri esempi su questa pagina.

Nell’era della comunicazione visiva si stanno diffondendo anche i CV “visual”, costituiti da poco testo e soprattutto da disegni e grafici organizzati in un’unica immagine chiamata “Infografica“. Molto spesso viene utilizzata una time line (linea del tempo) per rappresentare  la durata delle varie esperienze svolte e dei grafici a barre o a torta per indicare il livello delle competenze possedute.

Le infografiche create (ne potete vedere alcuni esempi davvero belli su questo sito e su quest’altro) possono poi essere stampate, inviate via mail o pubblicate su siti e social network.

Recentemente inoltre sono in fase di sperimentazione dei siti (come cvgram.me e visualize.me) che consentono di trasformare il proprio profilo su Linkedin in un’infografica, personalizzando le varie sezioni.

 

 

A cosa e a chi servono (soprattutto) i CV creativi?

Un Cv creato in un formato originale ha lo scopo di emergere dalla massa di curricula standardizzati e di catturare in questo modo l’attenzione del selezionatore o del potenziale datore di lavoro.

Non solo, il CV di per sè diventa una prova tangibile delle capacità tecniche e creative di chi lo ha ideato. E’ quindi funzionale soprattutto per quelle figure professionali che hanno come caratteristiche distintive la creatività, le conoscenze di Marketing e l’abilità di utilizzare programmi di grafica o altri software specialistici.

Infatti gli autori dei Cv innovativi e delle infografiche di cui abbiamo parlato sono soprattutto dei grafici, designer, creativi pubblicitari, webdesigner o webmarketer.

 

CV sui Social Network

In parallelo con l’esplosione direi virale dei social network, anche la ricerca di nuove opportunità lavorative viaggia sulla rete. Il business social network per eccellenza è senz’altro Linkedin, che tra l’altro ha iniziato il lancio della nuova versione, ancora più interattiva (ma di questo parleremo in un prossimo articolo!). Su Linkedin è possibile non solo inserire i propri titoli di studio e le esperienze professionali, ma anche una lista delle proprie skills, i progetti realizzati, le attività di volontariato svolte e soprattutto ricevere segnalazioni (recommendation) da parte di capi, colleghi e business partner.

Anche facebook è stato utilizzato come vetrina per mettere in mostra le proprie competenze. Ha fatto si può dire il giro del mondo la storia di Claudio Nader, un ragazzo bolognese di 28 anni, aspirante “media planner” che ha creato un profilo originale con il famoso social network e lo ha poi fatto conoscere a diversi siti e blog. Il suo profilo è stato quindi inserito al top dei 12 profili Facebook più belli del mondo ed è stato citato come esempio per trovare lavoro da diverse riviste online e offline in tutto il mondo! In breve tempo Claudio è stato contattato e poi assunto da un’azienda di pubblicità italiana.

Il caso di Claudio, sebbene raro, non è isolato: su Youtube si trovano diversi video di autopromozione, sia sotto forma di VideoCV (presentazione di sè stessi in pochi minuti) sia di presentazione di propri progetti, idee da sviluppare o di performance che mostrano direttamente le proprie abilità.

 

Ultimi, ma non per importanza, sono i blog tematici in cui si può evidenziare la propria padronanza di un dato argomento.

Queste piattaforme digitali possono rappresentare quindi una cassa di risonanza per diffondere la propria immagine online e dimostrare direttamente le proprie conoscenze e capacità specifiche.

Si tratta quindi di una strategia finalizzata a farsi trovare da potenziali datori di lavoro che navigano sul web e sui social network, piuttosto che a cercarli direttamente.

Come afferma Ivana Pais nel suo ultimo libro “La rete che lavora“, l’importanza del social recruiting è destinata ad ampliarsi, ma ci troviamo ancora in una fase di passaggio in cui le dinamiche di domanda e ricerca del lavoro non si sono del tutto evolute, restando ancorate per lo più a modalità e strumenti “tradizionali”.

 

Quindi il CV tradizionale serve ancora?

La risposta è affermativa! Questo sia perchè il mercato del lavoro, soprattutto in Italia, non si può ancora definire “social”, sia perchè, come ci insegna la storia dei media di comunicazione (pensiamo ad esempio al rapporto tra Radio e TV), nessun medium ha mai cancellato il precedente, quanto piuttosto lo ha affiancato, ricoprendo una funzione differente, soddisfacendo bisogni diversi ed utilizzando un linguaggio specifico.

Pertanto, al Curriculum tradizionale, preparato in maniera chiara, sintetica ma esaustiva, è possibile affiancare anche modalità di comunicazione più creative e innovative, da scegliere in base al proprio profilo e al target a cui ci si rivolge. Come abbiamo detto più volte, non esiste un CV valido per tutte le stagioni, ma sicuramente esistono dei punti fermi che bisogna tenere in considerazione sia se vogliamo ideare un CV dal design innovativo, sia se  intendiamo utilizzare un formato classico.

 

Linee guida valide per ogni tipo di CV

1) Obiettivo professionale chiaro: il CV va disegnato su misura del tipo di lavoro per cui ci  proponiamo e del tipo di azienda a cui ci presentiamo

2) Consapevolezza delle proprie conoscenze, capacità e qualità personali (in una parola: competenze) che rappresentano il valore aggiunto che possiamo offrire a chi ci assume

3) Originalità e personalità: dobbiamo evitare di presentare il nostro profilo in modo scialbo e piatto, valorizzando invece le nostre esperienze, i risultati raggiunti e le caratteristiche che ci contraddistinguono.

4) Chiarezza e sintesi: il CV deve essere quanto più possibile lineare e coerente (in base al punto 1) e scritto in forma breve e schematica, evitando sia di comporre un’anomina lista della spesa (v. punto 3) sia da adottare una forma troppo lunga, discorsiva e quindi poco leggibile.

5) Dare prova delle nostre competenze: attraverso la descrizione delle esperienze svolte, dei progetti seguiti, dei risultati raggiunti e, dove possibile, fornendo un esempio di ciò che sappiamo fare (ad esempio un articolo per un aspirante giornalista, un logo per un grafico, e così via).

Per avere consigli specifici, esempi e modelli da seguire per elaborare e ottimizzare il tuo CV, puoi scaricare gratuitamente la Guida al CV (versione aggiornata): l’unica approvata dai Selezionatori!

 

Credits: le immagini sono tratte dai siti ninjamarketing.it e infografiche.com


In passato i percorsi di carriera erano prevalentemente lineari: nella maggior parte dei casi, dopo la classica gavetta si trovava un posto di lavoro stabile, con la sua precisa collocazione nell’organigramma aziendale, in cui i compiti da svolgere e le competenze necessarie erano definiti dal mansionario.

Gli spostamenti in verticale (avanzamento di livello e di responsabilità) e in orizzontale (passaggio da una funzione a un’altra, da un ufficio all’altro) erano di solito limitati e piuttosto lenti. Si trattava pertanto di un mercato del lavoro tanto “sicuro” quanto statico e prevedibile. Se si desiderava accedere ad una determinata posizione si conoscevano, bene o male, i requisiti per accedervi (titolo di studio, esperienze richieste, ecc).

Negli ultimi anni la situazione si è modificata con una velocità impressionante! I percorsi di carriera si sono altamente frammentati , le esperienze di lavoro sono spesso brevi e sono frequenti i passaggi tra varie tipologie di lavori e tra aziende differenti.

Le organizzazioni  ricercano  profili professionali specializzati e sono diventate sempre più esigenti nelle loro richieste. D’altro canto può essere difficile per chi lavora acquisire delle competenze ben definite e facilmente spendibili, proprio a causa della parcellizzazione delle esperienze professionali.

Ecco quindi che diventa sempre più complesso l’incontro tra una domanda di lavoro sempre più specifica e di nicchia (le aziende ricercano spesso profili che hanno svolto esattamente il tipo di lavoro che a loro interessa, nel medesimo settore industriale!), mentre l’offerta è sempre più variegata e articolata per quanto riguarda le esperienze svolte e le competenze acquisite.

Credo sia importante a questo punto, dopo aver analizzato cosa sono le competenze e cosa significa essere competenti, fare chiarezza sulle tipologie di competenze che possono essere spese nel mondo del lavoro.

Possiamo infatti individuare 2 macro-categorie: le competenze trasversali e quelle tecniche.

1) Le competenze trasversali rappresentano quel bagaglio di conoscenze, abilità e qualità che portiamo con noi nelle varie esperienze personali e professionali e che mano mano arricchiamo grazie alle varie esperienze che facciamo. Queste competenze, che in gergo vengono chiamate “soft skills” comprendono ad esempio le capacità di comunicare, di relazionarsi con capi, colleghi, clienti e fornitori, di vendere un servizio o un prodotto, così come di organizzare un gruppo di lavoro, di pianificare le attività, di risolvere i problemi in modo flessibile ecc. Si tratta evidentemente di risorse preziose che hanno un elevato impatto sulla prestazione e sui risultati che si ottengono, nella vita così come nel lavoro.

2) Le competenze tecniche invece sono quelle che consentono di svolgere con “perizia” un’attività specifica in una determinata professione: dal realizzare un impianto elettrico per un Elettricista, al redigere un bilancio per un Capo contabile, dal progettare un corso  per un Formatore fino al realizzare un piano di comunicazione per un responsabile Marketing. Tali competenze si acquisiscono, per quanto attiene l’aspetto nozionistico, soprattutto attraverso il percorso di formazione scolastica o superiore (università, corsi di specializzazione, ecc). Per quanto riguarda l’aspetto operativo è necessario un periodo consistente (a volte anche anni) di pratica sul campo e di affiancamento con un “esperto” in materia.

Un sottoinsieme delle competenze tecniche sono le competenze “di settore” che riguardano la conoscenza specifica di un determinato settore industriale (ad esempio metalmeccanico oppure agricolo o informatico) e dello specifico prodotto/servizio fornito (nell’ambito dell’IT ad esempio, ci sono aziende specializzate in hardware ed altre in software…e per ciascuno di essi ci sono chiaramente innumerevoli nicchie di mercato)!

Ora, quale tipologia di competenze è più importante, quale ha più peso nella scelta del candidato?

Le aziende chiaramente hanno bisogno di inserire persone che sappiano orientarsi bene nel loro lavoro, che conoscano il settore e che possano divenire il prima possibile operative: per questo le competenze tecniche e quelle specifiche di settore sono molto ricercate. Come dissero i famosi Spencer&Spencer, pionieri nello studio delle competenze: “E’ possibile insegnare a un tacchino ad arrampicarsi sugli alberi, ma è meglio assumere uno scoiattolo!”.

Ma se è vero che le competenze tecniche specifiche rappresentano di fatto il principale criterio di selezione, sono poi le competenze trasversali a fare la differenza sul campo! A parità di expertise tecnica, ciò che determina di fatto il successo sul lavoro sono le caratteristiche personali: la capacità di darsi degli obiettivi e di motivarsi per raggiungerli, di essere proattivi ed energici, di organizzare le proprie attività, di creare un team affiatato, di negoziare con clienti e fornitori, ecc…

Se andiamo ad analizzare delle nostre esperienze di successo sul lavoro noteremo come ciò che ha fatto la differenza non è stato tanto il contesto in cui operavamo o la nostra abilità tecnica quanto piuttosto il modo in cui abbiamo affrontato la situazione e siamo riusciti a risolverla positivamente.

Rispetto ad approcci che puntano solo ed esclusivamente sulla “tecnicalità” ed altri che esaltano primariamente gli aspetti di “personalità”, ritengo che, come spesso accade la virtù stia nel mezzo: bisogna trovare il giusto equilibrio tra queste 2 tipologie di risorse spendibili sul lavoro, che devono essere curate e sviluppate in parallelo, evitando pericolosi “sbilanciamenti”.

E’ fondamentale pertanto prendere consapevolezza di quale sia il nostro personale mix di conoscenze, capacità e qualità personali e professionali che ci rende differenti dagli altri per essere in grado di presentarle efficacemente non solo sul Curriculum e sulla Lettera di Presentazione, ma in tutte le occasioni in cui è possibile metterle in luce (negli incontri formali e in quelli informali con persone di settore, nei colloqui di lavoro, e così via).

 

Curriculum e Personalità

Coach Lavoro aprile - 19 - 201213 COMMENTI

Ovvero…dimmi come scrivi il tuo CV e ti dirò chi sei!

Può sembrare un po’ azzardata un’affermazione del genere, considerando i lunghi colloqui ed i differenti test di personalità che uno psicologo così come un selezionatore deve (o quantomeno…dovrebbe) fare per avere una visione quanto più possibile accurata e completa della persona che ha di fronte!

In realtà sappiamo bene che qualunque aspetto della persona, qualunque comportamento comunichi di per sè tante preziose informazioni sulle caratteristiche della persona stessa. Come si dice: “Un indizio non fa una prova“, ma raccogliere più elementi e integrarli tra loro è indispensabile.

Ebbene, dopo aver visionato centinaia e centinaia di CV, posso dire che sia la forma che il contenuto del CV possono darci più di un indizio sulle caratteristiche della persona, che poi chiaramente vanno indagate più a fondo.

Che cosa quindi si può “estrarre da un CV” (se lo si sa leggere, ovviamente)?

Partiamo dalla forma.

1) Un Cv può essere molto curato come aspetto grafico, oppure estremamente semplice.

Nel primo caso è probabile (ma, ci tengo a ribadirlo, va verificato poi successivamente in un colloquio) che la persona sia piuttosto accurata e precisa, attenta anche all’aspetto esteriore. Se la forma del CV è molto elaborata graficamente, è probabile che si tratti di una persona creativa ed estrosa. Se però la parte grafica è eccessiva, tanto da “soffocare” il testo, questo può denotare una certa superficialità, ossia un’attenzione più alla forma che non alla sostanza.

Al contrario, un CV molto semplice può denotare una persona che si interessa di più alla sostanza delle cose e che preferisce non mettersi in mostra, ma essere sobria. Se questa caratteristica è molto marcata, potrebbe segnalare una scarsa consapevolezza del proprio valore professionale e/o una bassa autostima.

2) Sempre per quanto riguarda la forma, ci sono CV molto dettagliati, scritti spesso in modo discorsivo e descrittivo, e CV sintetici, che nella forma più “essenziale” presentano solo una lista delle attività svolte e dei relativi periodi di lavoro.

Nel primo caso potremmo trovarci davanti delle persone tendenzialmente estroverse e loquaci, con uno stile di pensiero poco schematico, che a volte può essere un po’ ridondante.

Nel secondo caso è probabile che si tratti di persone più introverse, di “poche parole”, o che ritengono di avere esperienze così semplici o poco significative che non meritano di essere descritte più nel dettaglio. Anche in questo caso potrebbe trattarsi di una bassa valutazione di sè…oppure semplicemente che avendo molte esperienze di lavoro hanno scelto di indicarle su una riga per avere un CV più breve. In questo modo però il rischio è che il CV risulti anche povero di informazioni per il selezionatore.

Quindi, come ho scritto nella Guida al CV, sia un’eccessiva prolissità che un’estrema sintesi sono deleteri!

Per quanto riguarda il contenuto, l’aspetto, di solito piuttosto evidente in un profilo, è se il percorso professionale sia stato lineare e coerente, piuttosto che molto variegato ed “eclettico“.

Questo è un punto chiave del CV perchè, come abbiamo detto sulla Guida e anche su alcuni articoli, aver svolto dei lavori coerenti o comunque affini l’uno all’altro, comunica al selezionatore il fatto che la persona abbia le idee chiare sul suo obiettivo professionale, e che abbia una motivazione ben definita.

Pertanto è consigliabile per chi abbia un percorso frastagliato (di solito legato al fatto di aver preso i lavori “che si trovavano”, senza sceglierli), di individuare chiaramente la propria meta, di tracciare il filo rosso che unisce le esperienze e di esprimere la propria motivazione chiaramente sulla lettera di presentazione.

Ora voi vi chiederete: “I selezionatori riescono davvero a comprendere la personalità o comunque le caratteristiche più spiccate della persona solo leggendo il CV”? La risposta è: “Dipende”.

Per prima cosa bisogna vedere se il selezionatore sta operando la primissima selezione (il cosiddetto screening dei CV) che di solito è molto molto rapido (anche solo pochi secondi), perchè in questa fase il suo obiettivo è cercare solo quei requisiti che gli servono (es: titolo di studio, anni di esperienza professionale, ultima/e esperianza/e). Solo nella seconda fase, che porta poi alla richiesta di un colloquio, egli analizza più nel dettaglio il CV e, solitamente, si segna i punti chiave che poi intende approfondire.

La capacità di sapere leggere “tra le righe” di un curriculum, infine, dipende dalla soggettività del selezionatore stesso: c’è chi ha la sensibilità personale ed anche una formazione professionale che lo aiuta in questo, e c’è chi invece presta massima attenzione agli aspetti oggettivi del CV (cosa il candidato ha fatto, per quanto, che risultati ha ottenuto, ecc).

In che modo sapere tutto questo può aiutarci nella redazione del CV?

Sicuramente ci aiuta a fare attenzione a

  • mettere in luce le nostre principali qualità
  • curare sia la forma che il contenuto del CV
  • valorizzare sia le nostre competenze tecniche (legate alle esperienze professionali svolte) che quelle trasversali (che attengono alla nostra personalità)

Infine, è fondamentale utilizzare la lettera di presentazione per completare e arricchire il nostro CV: infatti la lettera ci può aiutare ad esprimere la nostra unicità, le nostrecompetenze distintive, ed anche la nostra motivazione a svolgere quel determinato lavoro proprio in quell’azienda!

 

E’ proprio vero che nell’era di internet, dei social network e del web 2.0 il Curriculum non serva più?!? Noi non ne siamo affatto convinti!

Crediamo infatti che le nuove tecnologie possano essere sì un valido supporto e complemento, ma non di certo un sostituto del CV!

Anche se ormai molti selezionatori e head hunters utilizzano la rete per cercare nuovi potenziali talenti oppure per reperire ulteriori informazioni sui candidati è anche vero che lo strumento ufficiale di candidatura resta sempre il Curriculum.

Sia che tu lo utilizzi per rispondere agli annunci di lavoro, sia per autocandidarti presso le aziende, sia che tu lo faccia “circolare” nella tua rete di contatti, il tuo Cv rappresenta un biglietto da visita fondamentale per presentarti e mostrare chi sei e cosa sai fare in ambito lavorativo.

Il Curriculum è la sintesi del tuo percorso di formazione e di lavoro, delle esperienze che hai svolto, delle competenze che hai maturato.
Lo scopo del CV è quello di farti ottenere un colloquio, facendo sì che il selezionatore ti reputi potenzialmente adatto per la posizione che ha da offrirti, tanto che valga la pena conoscerti di persona.

Per scrivere un Cv veramente efficace è necessario per prima cosa avere ben chiaro la posizione, il ruolo e il tipo di azienda o settore per cui intendi candidarti, in modo tale da ritagliare su misura le informazioni contenute nel tuo Curriculum!

Infatti il tuo CV non è e non potrà mai essere la tua autobiografia!
Non è una descrizione completa delle tue esperienze e delle tue scelte, ma una presentazione essenziale e mirata delle tappe significative, delle tue caratteristiche più salienti, dei tuoi punti di forza, dei risultati che hai raggiunto.

E’ vero che un buon Curriculum non ti può dare la certezza di essere convocato al colloquio, perchè tanti e diversi sono i fattori in gioco nella scelta del selezionatore, ma una cosa è sicura: un Cv disordinato, confuso, poco leggibile, troppo prolisso o troppo telegrafico rischia di ridurre praticamente a zero le possibilità che tu venga convocato!

Molto spesso su internet si trovano informazioni generiche e poco concrete, a volte addirittura contraddittorie, su come scrivere un buon CV.

Per questo ho pensato di mettere a disposizione di tutti i lettori una Guida gratuita aggiornata alla nuova situazione del mercato del lavoro, che rispondesse in modo quanto più possibile esaustivo alle domande, ai dubbi e alle esigenze che ho raccolto da tutte le persone che mi hanno chiesto un consiglio o una consulenza.

Rispetto alla versione precedente, questa Guida è più ricca nei contenuti (45 pagine!) e più curata nella grafica (perchè anche la forma è sostanza!).

Questo ebook ti conduce passo passo a redigere il tuo CV, iniziando dalla fase preliminare, tanto importante quanto trascurata!

Ti aiuta a scegliere il modello di CV (Cronologico, Funzionale o Europeo) più adatto al tuo profilo e fornisce degli esempi di CV già compilati da prendere come spunto per il tuo nuovo Curriculum.

Infine la guida presenta tre sezioni totalmente nuove ed essenziali per trarre il massimo dal proprio curriculum

  1. la descrizione di come funziona il processo di screening e selezione dei CV, per metterti “nei panni” di chi ha il compito di valutare il tuo CV!
  2. le indicazioni specifiche per ottimizzare il tuo CV a secondo che tu abbia un profilo Junior, Middle o Senior
  3. i consigli per utilizzare il CV online e sui social network

Per scaricare facilmente la Guida Gratuita,

compila l’apposito modulo su questa pagina.

 

 

Voglio un lavoro “qualsiasi”…

Coach Lavoro ottobre - 26 - 201145 COMMENTI

In un periodo di crisi come questa tende naturalmente ad aumentare il numero di persone che sono disponibili a fare un “lavoro qualsiasi”, purchè onesto e retribuito!

La difficoltà di trovare un lavoro che consenta di vivere o almeno di sopravvivere porta spesso a vissuti di scoraggiamento, fino anche alla disperazione…

La tentata soluzione per aumentare le proprie possibilità di occupazione è quella di proporsi come “factotum”, disposti a fare qualunque tipo di lavoro, anche se lontano rispetto alle proprie reali aspirazioni e competenze!

Questo capita sia a chi ha un profilo variegato (con alle spalle diversi tipi di lavori) sia a chi ha un percorso più lineare e coerente (che magari nella sua vita ha ricoperto sempre ruoli più o meno simili).

Entrambe queste tipologie di persone si descrivono come pronte ad apprendere cose nuove ed a fare anche attività molto diverse da quelle precedenti.

Queste persone hanno sicuramente una ricchezza di competenze ed una motivazione molto forte a ricollocarsi ma paradossalmente proprio la loro “eccessiva” disponibilità corre il rischio di ritorcersi contro! Infatti il tentativo fatto per aumentare le proprie possibilità di trovare lavoro rischia invece di diminuirle!

Cerchiamo di capire come….

Affermazioni “Voglio un lavoro qualsiasi” oppure “Mi sono solitamente occupato/a di questo e quest’altro ma sono anche disposto/a a fare qualunque altra cosa vi possa essere utile” per chi cerca lavoro sono indici di motivazione e di flessibilità…

Quale messaggio invece arriva al selezionatore? Che probabilmente il “factotum” non ha una professionalità né tantomeno un obiettivo professionale ben definiti!

Rispetto a chi si presenta con un profilo riconoscibile e distintivo (potremmo dire in termini di marketing un “brand”) differenziandosi dagli altri e proponendosi in modo mirato per rispondere alle caratteristiche richieste da quella posizione lavorativa, chi susciterà maggiore interesse?

[Piccola parentesi: ci sono sicuramente dei casi in cui chi assume sta cercando effettivamente un “factotum” disposto a fare qualunque cosa, ma...non solo questo succede in rari casi ma rischia anche di essere un lavoro poco qualificante!]

Cosa fare quindi? Bisogna forse proporsi per un solo tipo di lavoro in un solo tipo di settore portando con sé solo poche competenze specifiche ed escludere tutto il resto?

Ovviamente neanche questa è una strategia funzionale in quanto indice di rigidità e di chiusura mentale!

Come spesso accade, la soluzione sta nel mezzo: presentarsi sul Cv, sulla lettera, sul web con un ruolo centrale (“core”) specifico e riconoscibile (impiegata amministrativo-contabile piuttosto che product manager), supportata da esperienze professionali e da capacità tecniche coerenti con il ruolo stesso.  La strategia che premia è quella di proporsi come dei “professionisti” che possono portare un valore aggiunto all’azienda!

Allo stesso tempo bisogna lasciar emergere sullo sfondo le proprie qualità e caratteristiche trasversali, quelle potenzialità individuali ed originali che faranno poi la differenza in sede di colloquio.

E se effettivamente il profilo è multiforme, se si sono fatti tutti i tipi di  lavoro più disparati senza essersi mai specializzati su nessuno, come proporsi?

Come abbiamo scritto nell’articolo “Obiettivo specifico e strategie mirate per trovare lavoro”, bisogna per prima cosa avere chiare le proprie priorità lavorative chiedendosi: Qual è il lavoro che in assoluto mi piacerebbe di più fare? e quello subito dopo? e tra questi, quali sono i più appetibili per il mercato?

Con questa scaletta in mente si dovranno preparare diversi CV mirati accompagnati da diverse lettere di presentazione che metteranno in luce di volta in volta quelle esperienze e competenze specifiche per quel determinato ruolo.

In sintesi: bisogna differenziarsi per poter essere differenti dagli altri….

Bisogna scegliersi per essere scelti!

CB047093Nella categoria del nostro sito “Cercare & Trovare Lavoro” abbiamo dato numerosi consigli utili alla ricerca del lavoro. Possiamo riassumere il tema centrale della questione prendendo in prestito l’affermazione di Seneca: “Non c’è vento favorevole per chi non sa dove andare”

Per questo il primo punto fondamentale per qualunque ricerca è la consapevolezza: consapevolezza delle proprie competenze, del proprio valore e del proprio obiettivo professionale.

Che cosa so fare? Quanto sono bravo a farlo? A che cosa aspiro? Che tipo di lavoro voglio fare? In quale tipo di azienda? In quale settore?

Anche se abbiamo davanti a noi un ventaglio di scelte professionali, è fondamentale metterli in ordine di importanza e di interesse per noi. Le nostre energie ed il nostro impegno nella ricerca saranno quindi correlati direttamente all’interesse che ciascun tipo di lavoro ha per noi.

Ossia per prima cosa ci concentreremo e focalizzeremo sul lavoro al primo posto e solo dopo sugli altri!

Normalmente si pensa che la soluzione più efficace e rapida sia quella di ampliare il ventaglio delle proprie scelte e proporsi contemporaneamente e con la stessa intensità per molteplici tipi di lavoro!

Invece come dicono tutte le teorie e gli studi relativi al raggiungimento degli obiettivi, è fondamentale essere focalizzati su un obiettivo chiaro e ben definito perché solo così saremo in grado di vedere più opportunità, di incanalare meglio le nostre energie, di selezionare le strategie più funzionali ad esso.

Infatti è a partire dall’obiettivo professionale che si disegnano anche gli strumenti di presentazione come il CV e la Lettera e che si cercano i canali di ricerca più mirati!

Come abbiamo ribadito più volte, bisogna predisporre un Cv ed una Lettera per ciascun tipo di posizione a cui ci si intende candidare! Questo non vuol dire cambiare il curriculum ogni volta ma averne uno pronto per ogni occasione, per così dire!

Il nostro curriculum “core”, quello su cui puntiamo, sarà chiaramente quello che propone il nostro profilo in modo coerente e convincente rispetto al lavoro che è in cima alla nostra lista. È questo il CV da curare particolarmente e che consigliamo di far valutare e se necessario visionare da professionisti. Coach Lavoro offre la possibilità di ricevere gratuitamente la valutazione dell’impatto e dell’efficacia del vostro CV. Se (e solo se) necessario, sarà possibile richiedere anche il nostro servizio di Revisione ed Ottimizzazione del CV a pagamento.

Nel prossimo articolo approfondiremo il tema dell’impatto dell’obiettivo professionale specifico con la scelta delle strategie ed i canali più efficaci e massimamente funzionali al loro raggiungimento.

42-15448441Tempo di saldi e di vetrine che tentano o che ci lasciano indifferenti… L’utilità, il rapporto qualità/prezzo e l’originalità, sono soltanto alcuni dei fattori che inducono  all’acquisto o invogliano semplicemente a curiosare tra gli scaffali di un negozio.

Ma qual’é il legame tra una vetrina di un negozio e la ricerca del lavoro?

Cercare un lavoro richiede determinati strumenti che, per risultare efficaci, devono possedere caratteristiche che catturino l’attenzione di chi li “guarda”.

Immagina di essere un giornale in edicola e di dover convincere un lettore non a comprarti, ma giusto a sfogliare qualche pagina per vedere se c’è qualcosa di interessante.  Cosa faresti per riuscire a raggiungere questo obiettivo?

Ovviamente non siamo né giornali, né vestiti, ma tra gli strumenti utilizzati per la ricerca del lavoro il Curriculum vitae rappresenta indubbiamente la nostra vetrina principale.

Un’associazione sui generis che deve far riflettere sull’utilità di redigere un CV quanto più possibile efficace, che c’entri l’obiettivo: ossia, far ottenere un colloquio.

La nostra vetrina deve quindi possedere quelle caratteristiche di grafica, di forma e di struttura che colpiscono positivamente il selezionatore!

Per quanto riguarda il modello del CV, forse non tutti sanno che esistono ben 3 possibilità di scelta: Europass, Cronologico o Funzionale

  • il modello Europass, molto schematico, standardizzato e piuttosto elaborato, è stato progettato per fornire un linguaggio comune per chi vuole inserirsi in un ambiente lavorativo europeo o istituzionale (ad esempio la Pubblica Amministrazione)
  • il modello Cronologico (anche detto “tradizionale” segnala le esperienze di lavoro e di formazione più rilevanti a partire dalla più recente. Risulta più essenziale, personalizzato e meno ridondante rispetto al precendente;
  • infine, quello Funzionale permette di evidenziare la varietà delle esperienze lavorative/formative, suddividendole per ambiti di attività piuttosto che per ordine cronologico. In questo modo si rendono meno evidenti eventuali pause o salti da un settore ed un altro.

Per avere ulteriori chiarimenti in merito ai modelli citati e per trovare un esempio di Cv compilato per ciascun tipo, ti consigliamo di scaricare la nostra Guida Gratuita sul Curriculum Vitae.

Se vuoi essere sicuro di presentarti con un CV ritagliato su misura sulle tue caratteristiche e su quelle del lavoro che stai cercando, allora richiedi il nostro servizio di revisione ed ottimizzazione del CV:Tutte le informazioni su questa pagina.

Secondo l’approccio di Coach Lavoro, per trovare lavoro è necessario per prima cosa avere chiaro l’obiettivo, ossia il tipo di lavoro e di settore in cui vogliamo lavorare, in modo tale che sia in linea con le nostre attitudini e le competenze acquisite.

In secondo luogo bisogna redigere un CV ed una lettera di Presentazione specifici per questa posizione, in cui valorizziamo il nostro percorso in base al profilo ricercato.

In terzo luogo è necessario utilizzare una pluralità di canali di ricerca efficaci: non solo la ricerca sui siti internet ma anche la promozione sui business social network (come Linkedin), l’attivazione dei nostri contatti personali (più o meno diretti) ed infine l’autocandidatura (o candidatura spontanea).

Come sappiamo bene, iscriversi in tutti i siti delle Agenzie per il Lavoro, delle Società di Selezione e nei database delle Aziende è piuttosto lungo ed oneroso!

Per questo abbiamo trovato utile, efficace ed economico il servizio proposto da Curriculum Premium, sito realizzato e gestito da Profili & Carriere S.r.l., azienda nata nel 1990 e principale player nazionale nel settore delle Risorse Umane e della Ricerca e Selezione del Personale.Curriculum-Premium-CLavoro

In pochi e semplici passaggi è possibile inviare il proprio CV (specifico per una sola posizione) a più di 800 aziende appartenenti a diversi settori merceologici, a 300 società di Executive Search, Headhunters e Società di Selezione specializzate, e ad oltre 1000 Agenzie per il Lavoro, su tutto il territorio nazionale: per un totale di oltre 2000 contatti in un colpo solo!

Ecco l’elenco completo dei destinatari.

L’aggiornamento dell’indirizzario avviene quotidianamente e recepisce immediatamente le modifiche e/o richieste di cancellazione da parte dei destinatari a garanzia dell’efficienza del servizio di spedizione.

In fase di inserimento del tuo Curriculum Vitae (agendo su semplici check) puoi eliminare dalla spedizione alcuni singoli destinatari o interi gruppi e creare il tuo indirizzario personalizzato.

Vista la serietà dell’azienda che propone il servizio Curriculum Premium e le testimonianze positive sull’efficacia del servizio da parte di chi l’ha già utilizzato, Coach Lavoro ha deciso di sponsorizzare l’iniziativa!

Quali sono in effetti i vantaggi di Curriculum Premium?

  • Gli indirizzi sono stati selezionati da Professionisti della Selezione del Personale
  • Permette un contatto “diretto” con chi assume o seleziona il personale e non invia ad indirizzi generici  (info@….)
  • Si ha la certezza di una copertura “totale” del target di riferimento
  • L’utilizzo è molto semplice e mirato (3 veloci passaggi )
  • In pochi minuti si possono inoltrare più di 2000 CV!
  • Il costo è contenuto (solo 69 euro!), inferiore ai tradizionali metodi di spedizione

Chiaramente questo servizio non si sostituisce alla ricerca attiva del lavoro, con i canali specificati sopra, ma potenzia in modo esponenziale le possibilità di contatto con tutte le principali Agenzie per il Lavoro, Selezionatori Professionisti ed aziende!

Per inviare il tuo Cv con Curriculum Premium Clicca qui!


NB: Se prima di inviare il tuo CV vuoi essere sicuro che sia davvero efficace,

richiedi il servizio di Revisione ed Ottimizzazione del CV di CoachLavoro!

curriculumNel corso dell’ultimo anno abbiamo valutato e revisionato centinaia di CV, in formato europeo o tradizionale, lunghi o corti, di figure operative piuttosto che manageriali, di donne e di uomini.

Quali sono gli errori più comuni che rendono il Curriculum poco efficace?

A parità di requisiti (età, esperienze, titoli di studio, ecc) cosa porta il selezionatore a scartare un Cv e a preferirne un altro?

Qui risponderemo sulla base della nostra esperienza e dell’approccio che abbiamo visto usare in diverse aziende! Bisogna comunque sempre precisare che ciascuna azienda e ciascun selezionatore può utilizzare criteri differenti a seconda del proprio approccio e delle specifiche esigenze della selezione.

1) Confusione grafica: il Curriculum appare disordinato e poco curato nell’aspetto. Il carattere è troppo grande o troppo piccolo, non si distinguono le diverse parti che compongono il CV (dati anagrafici, istruzione, esperienze lavorative, interessi, ecc) ed il selezionatore non trova facilmente le informazioni che cerca.

2) Scarsità di informazioni: la persona si è limitata a fare un elenco “striminzito” di date e di posizioni ricoperte, senza specificare il tipo di azienda in cui ha lavorato ed il tipo di attività svolte, ottenendo un effetto tipo “lista della spesa”. E’ vero che il Cv deve essere breve (è consigliabile non superare le 2-3 pagine!) ma deve apparire comunque interessante! La sintesi in questo caso diventa una competenza fondamentale!

3) Eccesso di informazioni: Ciascuna esperienza di lavoro è descritta in oltre 10 righe con dovizia di particolari. Si utilizzano termini troppo generici (es: gestivo le attività operative…) oppure troppo tecniche (mi occupavo del XYZ program versione 5.7, della “meccanografia stroboscopica”…). Sostanzialmente il selezionatore si trova sommerso di informazioni ridondanti che non sono utili per capire se quel profilo corrisponde davvero a quello desiderato. Quindi le informazioni devono essere poche ma buone! Continua a leggere »

scrivereIl curriculum vitae rappresenta la nostra carta d’identità professionale, ma perché corredarlo di una lettera motivazionale?

Per rispondere a questa domanda, è importante sottolineare il valore della motivazione, intesa come quella forza che incita l’individuo ad agire per soddisfare le proprie esigenze.

Quando inviamo il nostro curriculum, sia in risposta ad un annuncio che come autocandidatura, i fattori in gioco sono molteplici, ma spesso non chiaramente identificabili.

Oltre alla coerenza tra il profilo ricercato e il nostro percorso formativo/professionale, possono subentrare fattori legati al prestigio dell’azienda alla quale ci proponiamo, alla località in cui si trova l’azienda in questione, ecc.

Ecco che entra in gioco la lettera motivazionale, definita come una “guida alla lettura del CV“, che ne evidenzia gli elementi fondamentali e motiva le ragioni della nostra candidatura.

Sia la lettera di presentazione che il Curriculum devono essere sempre specifiche ed orientate verso un preciso ruolo professionale: non ne esiste una sola versione valida per tutte le stagioni!

Ad esempio un’impiegata contabile con esperienze di segreteria può preparare un CV come contabile, una come segretaria amministrativa,ecc… oppure un responsabile commerciale con esperienza anche nel marketing potrebbe preparare un CV ed una Lettera come Key Account ed una come Brand Manager (chiaramente la scelta dipende dalle proprie esperienze pregresse).

Quindi nella lettera di autocandidatura deve emergere che conosciamo la determinata azienda, che ci riteniamo in linea con le loro esigenze ed il motivo per cui possiamo apportare un valore aggiunto all’organizzazione in questione.

Ecco delle linee guida da seguire per scrivere una lettera di motivazione efficace (rintracciabili anche nella guida gratuita “Come scrivere la tua lettera di presentazione in un solo giorno” scaricabile cliccando qui):

  • è preferibile indirizzare la lettera ad una persona specifica (il Responsabile delle Risorse Umane o della Selezione) e non genericamente alla Direzione del Personale;
  • se si risponde ad un annuncio, non bisogna dimenticare di indicare il riferimento/codice;
  • bisogna utilizzare un linguaggio chiaro, diretto, corretto e non eccessivamente elaborato;
  • la struttura della lettera deve essere assolutamente logica, suddivisa preferibilmente in blocchi concettuali.
  • Evitare di presentarsi semplicemente con una lista di aggettivi positivi: piuttosto bisogna citare i ruoli ricoperti, nomi di aziende in cui si ha lavorato, principali traguardi raggiunti nella formazione e nella professione
  • Bisogna far risaltare in particolare le competenze adatte alla posizione da ricoprire e richieste nell’annuncio;
  • lo stile dovrebbe riflettere anche la nostra personalità, oltre che far trapelare una buona dose di entusiasmo;
  • inserire sempre l’autorizzazione al trattamento dei dati personali.

In sintesi: è fondamentale che la lettera di presentazione non riassuma il curriculum, ma sia come un indice che incuriosisca il selezionatore e lo convinca ad aprire con interesse il nostro CV!

ricerca lavoro internetPrima dell’avvento di internet, candidarsi alle offerte di lavoro era veramente molto faticoso, richiedeva tempo ed aveva anche dei costi: comprare ogni volta i vari quotidiani in cui venivano pubblicate le offerte, analizzarle una ad una, stampare il CV e la lettera di presentazione, imbustare, affrancare ed infine andare ad imbucare.

Ogni candidatura aveva quindi un “costo” non indifferente sia in termini economici, sia in termini di tempo e di impegno.

Oggi con il web tutto è più semplice: non bisogna acquistare il giornale, le offerte sono online 24 ore su 24 aggiornate in tempo reale, i siti migliori permettono di caricare il CV e personalizzare di volta in volta la lettera di presentazione, l’invio è sempre gratuito e la consegna della candidatura praticamente immediata.

Il punto  è che internet è un gran bello strumento e ci facilita il lavoro, ma bisogna saperlo utilizzare senza abusarne. Se quindi grazie ad esso possiamo risparmiare i soldi del francobollo ed il tempo per inviare la candidatura, non dobbiamo assolutamente risparmiare sulla cura e l’impegno che ci mettiamo a preparare la candidatura stessa.

Cosa succede? I selezionatori ricevono oggi un numero di candidature superiore di circa 20 volte rispetto a quello della famosa era pre-internet ed il loro lavoro è variato di conseguenza impegnandoli moltissimo nell’attività di screening. Il primo ed evidente risultato negativo è che hanno smesso di rispondere alle candidature, non dando alcun cenno di vita.

Consigli pratici per candidarsi online senza entrare nel tunnel dello spammer della candidatura:

  • Leggi tutta l’offerta e candidati solo se hai (tutti o quasi) i requisiti richiesti.
  • Verifica che il CV sia coerente con la posizione ed eventualmente effettua le opportune modifiche
  • Personalizza la lettera di presentazione inserendo l’intestazione dell’azienda (o dell’Agenzia) e cercando di citare nel testo i tuoi requisiti in funzione di quelli richiesti. Chi riceve la tua candidatura deve avere subito chiaro che ti stai candidando a quella precisa offerta e non stai inviando e-mail uguali per tutti.
  • Rileggi bene tutto prima di inviare ed assicurati che sia tutto perfetto.

Infine non affidarti solo ad internet!

Diversifica la tua attività di ricerca utilizzando canali alternativi:

  • autocandidarsi all’azienda,
  • recarsi presso le Agenzie per il Lavoro,
  • utilizzare la propria rete di contatti diretti o indiretti, sia off-line che online, tramite i Business Social Network come Linkedin e Xing!

Tratto dal Blog di BiancoLavoro

lavoratorio-itQuesto mese è nata la partnership tra Coach Lavoro ed il noto portale per il lavoro, Lavoratorio.it, che ha proposto il nostro manuale dedicato alla redazione di un Curriculum Vitae efficace, scaricabile gratuitamente in questa pagina. 

Così ci ha presentato il Direttore di Lavoratorio: 

Lavoratorio.it ha deciso di proporre ai propri lettori una guida alla realizzazione del curriculum efficace.  Non c’era che l’imbarazzo della scelta, fra le centinaia di guide già disponibili in libreria e sul web.Abbiamo cercato il meglio per i nostri lettori. Lo abbiamo trovato, almeno dal nostro punto di vista, nella proposta di Mariangela Tripaldi, una piscologa del lavoro che ci ha contattato sottoponendoci il suo recente ebook dal titolo “Come scrivere il tuo curriculum efficace in un solo giorno.

Il manualetto ci è parso subito molto chiaro, ben organizzato e comprensibile. Ci siamo convinti alla collaborazione ed alla pubblicazione leggendo quella che l’autrice definisce “la prima regola d’oro  del curriculum”, pubblicata a pagina 8: “ Non esiste il cv ideale per ogni situazione, ma un cv più adatto per ciascuna posizione e azienda per cui ti candidi.”

Grazie a questa convinta promozione della nostra guida, nel giro di 2 settimane circa 5000 persone hanno scaricato l’ebook e centinaia di loro hanno richiesto una consulenza gratuita sul cv, la lettera di presentazione e le strategie efficaci di ricerca del lavoro!

Come potete immaginare, grande è stata la nostra soddisfazione e significativo l’impegno nelle consulenze, che stanno continuando in questi giorni!

I feedback positivi, l’interesse per il nostro lavoro stimola ed incoraggia me e lo staff di CoachLavoro a continuare su questa strada per dare servizi professionali di qualità sempre maggiore per fornire un aiuto concreto a chi cerca o vuole cambiare lavoro!

aifNon avrai mai una seconda occasione per fare una buona prima impressione!”

Questo il titolo ufficiale del Workshop, promosso dall’Associazione Italiana Formatori, Gruppo Junior, che si terrà il 16 febbraio a Roma, presso la Facoltà di Psicologia 2, Aula XIV, Via dei Marsi 78, dalle ore 17.30 alle 20!

Condotto dalla sottoscritta, Mariangela Tripaldi, Psicologa del Lavoro & Coach, e dalla collega Noemi Servizio, Responsabile AIF JUNIOR, il workshop ha l’obiettivo di apprendere come valorizzare al meglio sul Curriculum le proprie esperienze e competenze, professionali e non!

Quali sono le parti essenziali del CV?

Quali informazioni è bene inserire e quali no?

Quali sono gli errori principali da evitare?

Destinatari di questo incontro sono sia i giovani che ancora devono entrare nel mondo del lavoro, sia tutti coloro che vorrebbero cercare di dare più smalto e risalto alle conoscenze acquisite nel corso del tempo!

PORTA IL TUO CV! Al termine del Workshop ne selezioneremo alcuni e daremo dei consigli su come migliorarli!

curriculumLa maggior parte dei cv che mi arrivano per una valutazione dell’efficacia risultano un elenco cronologico di tutte le attività professionali, lavoretti e hobbies! In questo modo il curriculum sembra più sostanzioso ma in pratica è…scusate il termine…un “minestrone” di informazioni che è difficile mettere in ordine!

Invece il CV deve essere essenziale e mirato per essere davvero efficace!

Di solito chi scrive il cv vuole inserire tutte le sue esperienze per far capire a chi legge l’impegno, l’attivismo…oppure semplicemente per riempire i cosiddetti “buchi” del curriculum, ossia quei periodi della vita in cui non si è lavorato!

Come ho scritto nella guida, che potete scaricare gratuitamente a questo link, quando si scrive bisogna sempre pensare a chi legge!

Ti devi chiedere: “Il selezionatore cosa cerca in me? Quali mie competenze gli servono? Quali esperienze sono interessanti per lui?”

Se valutando attentamente il nostro percorso ci accorgiamo che abbiamo poche o nessuna esperienza in linea (analoga o almeno con alcuni elementi in comune) con la posizione per cui ci stiamo proponendo…è preferibile evitare di inviare il cv a vuoto!

Se invece tra tutte le esperienze che non hanno poco o nulla a che fare con quel lavoro, ce n’è almeno una o più  in linea, allora è su quella/e che dobbiamo puntare, evitando che siano soffocate dal resto!

Quindi è importante sintetizzare o addirittura eliminare quelle non coerenti e far risaltare, anche graficamente, le altre!

Vuoi avere una valutazione gratuita del tuo curriculum? puoi contattarmi compilando il form a questa pagina: CHIEDI UNA CONSULENZA GRATUITA