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wwworkers camp @BolognaUna storia, si dice, vale più di mille parole…E quanto valgono allo le 60 storie di lavoratori della rete che si sono raccontati durante il WWWorkers camp di Bologna (tra le quali c’era anche la storia di Coach Lavoro)? Per non parlare delle altre 2mila e più storie raccolte negli ultimi 3 anni dai giornalisti Giampaolo Colletti e Luca Tremolada.

Si tratta di storie di liberi professionisti, freelance, artigiani che hanno utilizzato la rete per vendere online e posizionarsi, storie di piccoli imprenditori che hanno deciso di internazionalizzare la loro azienda grazie alle nuove tecnologie.

La Internet Economy pesa in Italia solo il 2% del Pil (contro un valore tra il 4% e il 7% dei paesi europei) ed in 15 anni ha creato, secondo gli studi di Confindustria, 700mila posti di lavoro.

Si potrebbe dire che sono pochi, rispetto al numero delle aziende che chiudono in un giorno e dei lavoratori licenziati, cassintegrati e in mobilità. Assolutamente sì,  se guardiamo meramente ai numeri…

Eppure c’è qualcosa di più che traspare da queste persone che si sono create un lavoro online, in un periodo di piena crisi economica: c’è l’intraprendenza, la voglia di fare e di cambiare, la determinazione e soprattutto c’è la speranza di cui siamo davvero affamati in questo momento!

Non solo, questi piccoli imprenditori o lavoratori autonomi che lavorano con e dentro la rete, spesso iniziano da soli o insieme ad un amico o familiare, per poi allargare la propria attività attivando più collaborazioni.

Pensiamo ad esempio a GialloZafferano, uno dei più noti portali dedicati agli amanti della cucina, nella cui redazione ora lavorano circa 20 persone, oppure, sempre restando in ambito alimentare, a laZazie che produce preparati a base di frutta e verdura fresche: sta per aprire un secondo negozio a Bologna e sogna di aprirne altri in diverse città italiane

 

Sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo

Purtroppo lo scenario economico ed il mercato del lavoro in Italia non danno segnali di ripresa e sappiamo bene che qualunque riforma per quanto illuminata (…) possa essere avrà bisogno di tempo per andare a regime. Quindi  piuttosto che aspettare che il carrozzone si muova, è possibile salire sul super treno di internet che va davvero veloce!

In Italia, chissà come mai, siamo sempre più lenti rispetto agli altri Paesi nel cambiamento, nell’adozione delle nuove tecnologie e ancora prima nella cultura dell’innovazione. Perché, lo sappiamo, qualunque cambiamento prima di poter essere realizzato deve essere pensato, immaginato, creduto nella mente di qualcuno…o di più di uno!

Il punto è che è facile (per quanto giusto e sacrosanto) dire che la società, la cultura, la politica, la burocrazia, ecc., dovrebbero cambiare, aprirsi, innovarsi per facilitare la nascita di nuove realtà imprenditoriali...

Ma quanto è difficile invece guardare in faccia noi stessi e decidere davvero di cambiare, abbandonare le nostre paure e le nostre giustificazioni, superare le nostre resistenze, creare una nuova idea e poi impegnarci per realizzarla!

Quanto restiamo ancorati ad una vecchia visione di noi stessi, oltre che del lavoro? Quanta fatica facciamo a lanciarci o a rischiare? Quanto tempo passiamo a rimuginare senza fare?

E queste difficoltà, questi vizi nostri, non sono forse (amplificati e complicati), le stesse che vediamo nella società, nella politica, nell’industria? Quante opportunità vengono perse restando fermi, bloccati, arenati nello status quo?

Ecco allora che le storie di questi lavoratori della rete ampliano il nostro ristretto campo visivo, ci testimoniano che possono essere percorse nuove strade che possono essere raggiunti risultati importanti se si unisce una passione ad una competenza, una competenza ad un’idea, un’idea ad un’azione ed un’azione…ad una connessione internet!

Certo che i risultati non sono immediati! Come si dice, “Roma non fu costruita in un giorno“…e neppure un mese o un anno. Però è anche vero che se mai si inizia, mai si vedranno i risultati, che invece si producono lavorando giorno dopo giorno, posando mattone su mattone, post dopo post, contatto dopo contatto…

Un viaggio di mille miglia inizia sempre con il primo passo” (Lao Tzu)

 

Per approfondire:

Leggi l’articolo di Luca Tremolada sul Sole 24ore e guarda i video del canale dei wwworkers.

 

Couple Working Together at HomeQuesta è una domanda che molti mi pongono, tra speranza e disillusione…

Se dessi una risposta positiva ed entusiasta, come mi verrebbe naturale fare, sarebbe facile replicare che in realtà si tratta solo di un lusso che in pochi si possono permettere, ossia solo chi ha un patrimonio su cui puntare, non ha famiglia da mantenere né tantomeno un mutuo da pagare…

Ma se dicessi che lavorare con la propria passione è impossibile, negherei la mia stessa esperienza di CoachLavoro e quella di tanti wwworkers come me!

Chi sono i wwworkers?

Ne avevamo già parlato a marzo 2011, a poca distanza dall’uscita dell’omonimo libro di Giampaolo Colletti, giornalista, collaboratore del Sole24ore, che ha coniato il termine per definire i world wide workers, i nuovi lavoratori della rete.

Non sono alieni, non sono geni, non sono eroi, ma persone comuni di tutte le età e di varie estrazioni sociali, che hanno deciso di puntare su sé stessi, crearsi una propria attività e aprirla al mondo tramite il web. Sognatori assolutamente realisti, hanno scelto di aprire un business online dopo attenta riflessione su sé stessi prima ancora che sul mercato esterno.

Tramite il web promuovono i propri servizi, come fanno coach (ebbene sì, ci sono anche io tra i wwworkers!), consulenti, personal trainer, wedding planner, editori o copywriter, oppure vendono i loro prodotti, che possono essere enogastronomici (formaggi, pane, vino), artigianali (borse, gioielli) o di altro tipo (dai giochi per bambini ai manti erbosi…).

Di solito lavorano da casa propria e, differentemente da quanto si potrebbe pensare, sono impegnati più delle classiche 8 ore al giorno in ufficio, ma riescono a lavorare meglio perchè gestiscono i propri tempi con flessibilità.

 

I wwworkers sono gli esempi viventi di quanto abbiamo scritto nel precedente articolo, sulla nuova tipologia di “lavoratori”. Infatti, per quanto questo sia ancora un fenomeno poco visibile, in occidente la natura del lavoro si sta evolvendo, trasformandosi in un “lavoro creativo, nel senso che crea qualcosa di nuovo, un lavoro emozionale e originale, un lavoro che ci realizza perché realizza qualcosa che ha un senso, uno scopo”.

Colletti definisce i lavoratori della rete “appassionati, visionari, intraprendenti e fantasiosi”: sicuramente sono persone che ci hanno creduto e che continuano a crederci. Ma questo non li ha esentati  (prima) e non li esenta (poi) da dubbi, difficoltà e fatiche. Alcuni sono riusciti nel tempo a far crescere il business, altri sono ancora nella fase di start-up, ma tutti continuano ad andare avanti, senza mai voltarsi indietro.

 

Cosa spinge a diventare wwworkers?

L’idea nasce nella maggior parte dei casi dalla ricerca di una soluzione di fronte ad una una necessità, dettata da un licenziamento, dalla precarietà oppure dalla maternità.

Per molti altri invece il lavoro continua ad esserci, ma rende insoddisfatti, compressi, svuotati. Per uscire da quella che ormai è diventata una prigione si cerca un’alternativa, ripescando dalle proprie passioni, dai propri interessi e dalle proprie capacità e talenti personali.

Comunque, sia che si tratti di necessità o di libera scelta, la decisione di mettersi in proprio non è mai istintiva ed improvvisa (questa sì, è un’illusione!), ma è frutto di un percorso interiore, che può durare anche molto tempo, che poi un bel giorno viene messo su carta per essere concretizzato. Un vago desiderio diventa così un piano con attività, tempi e costi, che si mette in atto giorno dopo giorno.

Chi un lavoro ce l’ha deve per forza di cose pianificare una exit strategy, ossia un processo graduale di allontanamento dalla sua situazione attuale: utilizza tutto il tempo libero a disposizione per costruire, mattone dopo mattone, il proprio progetto, e nel frattempo raccoglie i soldi che serviranno nella fase di start-up.

Chi un lavoro non ce l’ha, ha meno budget a disposizione ma ha tutto il tempo e l’energia da dedicare alla creazione del proprio business, che spesso inizia molto in piccolo per poi crescere e svilupparsi gradualmente, grazie ad un costante lavoro di cura dei propri utenti/clienti (o potenziali tali) e di promozione della propria attività.

Quindi possiamo dire che tutti possono diventare wwworker… se si ha una profonda motivazione, una forte voglia di cambiare, un grande sogno da realizzare o anche semplicemente una piccola idea in cui credere.

Pubblico volentieri un guest post proposto dal sito lavorareonline.org

La crisi economica in Italia vede piccoli lampi di ripresa, ma molti sono gli imprenditori che stanno pensando di chiudere la propria attività. Non si tratta solo di piccole e medie imprese, ma di grandi nomi dell’industria, che puntano al profitto dei piani alti e che trovano una soluzione solo nello spostare la produzione in altri paesi, lasciando lavoratori in mobilità, in cassa integrazione o a casa con lettera di licenziamento, pur di sopravvivere. Lo fanno perché le tasse da pagare allo Stato sono ingenti, soprattutto per quanto riguarda quelle che ruotano intorno all’assunzione o al mantenimento di un lavoratore, per questo si spostano verso paesi in via di sviluppo dove il prezzo della manodopera e del lavoro è più basso. Dai call center alle industrie che hanno fatto la storia dell’economia del paese, la delocalizzazione delle aziende è un fenomeno sempre più diffuso in Italia. L’emigrazione è verso al Cina, il Vietnam, la Thailandia e ultimamente anche verso i paesi dell’Est e quelli Nordafricani.

La Fiat, ad esempio, ha stabilimenti perfettamente funzionati e produttivi in Polonia, Serbia, Russia, Brasile, Argentina, anche la Geox ha spostato la produzione in Brasile mentre Tim, Vodafone, Sky Italia hanno call center in Albania, la Stefanel e la Benetton sono in Croazia. Qui rimangono in pochi e ultimamente il terremoto in Emilia ha danneggiato molte aziende del settore farmaceutico che stanno ipotizzando la possibilità di delocalizzare a breve termine.

Alcune di queste occupazioni potrebbero essere svolte in modo diverso grazie al lavoro online, inoltre utilizzando le nuove tecnologie il prezzo per ogni lavoratore potrebbe diminuire notevolmente, considerando che lavorare da casa è un vantaggio anche per le aziende in quanto è possibile ridurre i costi di ufficio, assicurazioni sul posto di lavoro, assicurare orari flessibili e ridurre lo stress dell’assunto.

Chi vuole lavorare online seriamente, effettuando ad esempio lavori di contabilità, gestione clienti/fornitori, marketing può utilizzare le nuove tecnologie  che assicurano una comunicazione continua e di qualità eliminando quindi la necessità di una presenza fisica sul posto di lavoro.

Inoltre per alcune tipologie di aziende, ad esempio quelle impiegate nel mondo ICT, il lavoro sul web è ormai una realtà. Ad esempio un programmatore  (che sviluppa un progetto che non richiede un lavoro in team ) non ha alcuna necessità di recarsi sul posto di lavoro riducendo così il costo per l’azienda ed aumentando, in alcuni casi, la propria produttività e le ore di lavoro svolte.

La scorsa settimana sono stata invitata a partecipare in qualità di Psicologa del Lavoro ad un programma tv in cui venivano raccontate le storie di persone che avevano perso il lavoro, ma NON la loro dignità.

Sono stata colpita in modo particolare dalla storia di Mara, che ho conosciuto di persona proprio quel giorno: una donna forte, piegata ma non spezzata dalla perdita del lavoro che le ha cambiato totalmente anche la vita. Negli occhi di Mara c’era tutta la sofferenza che aveva vissuto, ma anche tanta voglia di riscatto non solo per sè stessa, ma anche per tutte le persone che come lei vivono situazioni drammatiche.

Per questo oggi ho deciso di pubblicare la sua storia, il racconto del suo passato…ed anche il suo sogno per il futuro, un progetto che nel mio piccolo intendo sostenere, condividendolo anche con tutti i lettori di Coach Lavoro. Leggete l’articolo fino alla fine…ne vale davvero la pena!

La Storia di Mara

Sono una donna sola di 57 anni compiuti. Non ho un lavoro. Non usufruisco di mobilità né di cassa integrazione. Non ho una casa. Non posseggo un’autovettura. Non ho risparmi.

Alla fine del 2010 ho dovuto lasciare Roma e la mia famiglia (due figlie e un nipotino) per tornare da mia madre, in qualità di ospite questa volta, ad un centinaio di chilometri di distanza.

Il mio primo lavoro “vero”, cioè con tanto di assunzione, di contributi versati, di tredicesime e ferie, l’ho trovato a 46 anni, sempre per conoscenza. Era presso una multinazionale americana dell’informatica.

Subito prima lavoravo presso un negozio del centro di Roma. Lavoravo tutti i giorni inclusi il Sabato e la Domenica. Poi ho lasciato il negozio e ho lavorato nella multinazionale per cinque anni, fino a quando la Microsoft non l’ha acquisita lasciando a casa il 70% dei dipendenti, me compresa.

Da allora ho lavorato a fasi alterne fino all’ultimo lavoro, presso uno studio medico in condizioni pietose e inumane con vessazioni psicologiche e minacce quotidiane.

A Luglio del 2010 ho dovuto comunque lasciare questo lavoro. Mia madre era caduta rovinosamente fratturandosi il femore e in qualche modo ho dovuto occuparmi di lei.

Per poter tirare avanti, ho contratto dei debiti che ho sempre pensato, fiduciosamente, di poter ripagare. Ma il mio stipendio bastava solo a pagare l’affitto della casa….

Il disagio di non avere un lavoro è un disagio indescrivibile. Immagino come tutti gli altri disagi, per chi li vive. Ma penso sinceramente che dalla mancanza di lavoro si generino altre situazioni deficitarie (penso alla mancanza di soldi, di cibo, di vestiti, di divertimento, di benessere) che possono realmente condurre a forme profonde di sconforto…

 

Un sogno…un progetto

A questo punto ho tirato fuori un vecchio sogno che avevo nel cassetto, fin dal 2006, quando lo avevo redatto nel corso di un seminario per manager di impresa sociale.

Una casa editrice digitale, Officine Editoriali, che pubblichi il disagio scritto da chi il disagio lo vive: persone svantaggiate, anziani, immigrati di seconda generazione del nostro paese e persone che, con i tempi attuali, da “normali” sono diventate o stanno diventando “povere”. Persone che non riescono a farsi sentire e alle quali vogliamo dare voce con l’affiancamento di scrittori professionisti.

E’ un sogno nel quale voglio credere e che sto cercando di trasformare nel mio lavoro. Con molta fatica ma anche con molta determinazione. E a breve questo progetto sarà realizzato, grazie anche ad una campagna di raccolta fondi che stiamo effettuando su un sito di sottoscrizione popolare: Produzioni dal basso.

Dopo aver raccolto i soldi sufficienti, il passo successivo sarà quello di pubblicare il materiale di cui siamo già in possesso e di iniziare l’attività di promozione dell’attività che abbiamo già intrapreso e che intendiamo portare avanti.

Officine Editoriali è una espressione della forza e della collaborazione tra persone e non solo nella fase preliminare e propedeutica alle attività future ma anche nella fase di consolidamento di tutto il lavoro.

I proventi delle vendite degli e-book, con la tracciabilità delle copie vendute, verranno ripartiti in percentuale tra gli autori degli stessi e gli scrittori che avranno contribuito alla loro realizzazione. In questo modo il progetto intende creare una fonte di reddito, seppure estemporanea, per gli autori degli e-book.

A margine dell’attività principale, importeremo scrittori emergenti da aree svantaggiate del mondo (per esempio l’Africa e l’Est Europa) e da aree strategiche (vedi la Cina). Le opere verranno tradotte in lingua straniera per essere presenti a livello internazionale.

Ognuno di noi può contribuire alla realizzazione di questo progetto. Possiamo visitare il sito di sottoscrizione popolare http://www.produzionidalbasso.com/pdb_706.html e prenotare consapevolmente le nostre quote.

Tutti i sottoscrittori avranno diritto a scaricare gli ebook editati da Officine Editoriali durante il primo anno di attività e potranno partecipare ad un laboratorio di scrittura on line.

Per chiunque volesse approfondire, potete contattare Mara all’indirizzo kikash16@hotmail.com

 

 

Ecco una nuova storia che Coach Lavoro ha raccolto di una persona che, come Antonio e Cinzia, ha deciso di cambiare lavoro…e anche vita, per trovare una nuova strada di realizzazione!

Percorsi diversi ed originali, ma con una caratteristica in comune: la voglia di reinventarsi seguendo le proprie passioni!

Oggi vi presento Francesca, una lettrice di Coach Lavoro che ho avuto il piacere di conoscere personalmente durante il mio tour a Milano! Dopo una lunga esperienza come Assistente di Direzione, Francesca è riuscita a superare un momento difficile dal punto di vista professionale, trasformando, come di dice, una “crisi”in un’ “opportunità” di crescita sia professionale che personale!

Ciao Francesca, ci vuoi raccontare chi sei? Posso dire di essere una vera “vagabonda professionale”…di esperienze ne ho fatte davvero tantissime in diversi campi, dalle vendite agli acquisti, dall’ufficio legale al marketing, e, oltre a non millantare nulla, dico sempre che mi manca solamente di fare il benzinaio e il trapezista e poi le ho fatte davvero tutte ma la mia capacità di reinventarmi e di non mollare mai è incrollabile!

Qual è stata la tua esperienza professionale più significativa? L’Assistente di Direzione: l’ho iniziata a fare tanti anni fa ed ho lavorato per diversi settori. Avevo scelto questa professione perché pensavo di avere le capacità organizzative e di relazione adatte al ruolo; ho messo a frutto il mio carattere positivo e la mia pazienza, che sono le mie caratteristiche principali, unite a una buona dose di sorriso che non guasta mai, anche quando le situazioni critiche da affrontare sono all’ordine del giorno.

Quando hai deciso di cambiare professione? A dicembre 2010 la società per la quale lavoravo come Assistente di Direzione non mi ha rinnovato il contratto in scadenza e io, che avevo da sempre voglia di esprimere la mia creatività e le mie capacità di PR ed organizzatrice, ho avuto la spinta, proprio da questa esperienza negativa, per fare il salto di qualità e fare finalmente qualcosa di mio.

Cosa hai deciso di fare? Mi sono reinventata in un nuovo ruolo, ora sono il manager di Danilo Molaschi, in arte The Big Dee, un amico musicista e songwriter.  Per due stagioni avevamo condiviso un’esperienza radiofonica di successo e il nostro affiatamento professionale ci ha portati a decidere di lavorare insieme per promuovere il suo progetto musicale attraverso serate live e contatti con i media.

Contemporaneamente continuo a collaborare con la Radio di cui parlavo prima, Radio dei Navigli di Milano, dove ora curo una trasmissione tutta mia!

Insomma, un bel cambiamento, che immagino sia stato anche decisamente impegnativo! Sì…e lo è tuttora! Ma sono convinta che, da ogni cambiamento ed esperienza, nascano sempre nuove opportunità. Non bisogna mai perdere l’autostima e credere sempre nella possibilità di una crescita personale!

[Questo articolo è liberamente tratto dall'intervista che Francesca stessa ha concesso a Maria Chiara Novati, Presidente di MACSE, Associazione delle Assistenti di Direzione (Manager Assistant Career & Skills Empowerment): ringrazio entrambe per la preziosa collaborazione!]

 


Per leggere altre storie…

Dopo un anno esatto riparte a Milano la Social Media Week, la settimana della comunicazione sul web e sui social network, che si svolge in contemporanea in diverse città del mondo, da Beirut a Buenos Aires, da Los Angeles a Mosca! Tra i diversi eventi in programma, vi segnaliamo in particolare due iniziative che riguardano temi a noi cari: trovare nuove opportunità di lavoro nel settore web ed avviare un’impresa online.

Immagine sotto licenza CC tratta da Sestyle.it

Oggi, 20 settembre, si svolgerà il convegno “Nuove professioni del Web“, organizzato da JobMeeting e dal Politecnico di Milano. Si discuterà delle emergenti necessità aziendali di trovare professionisti in grado di gestire siti e blog aziendali, di curare i rapporti con la community, di gestire campagne marketing online.

Stiamo assistendo infatti alla comparsa di una generazione di esperti 2.0 che devono apprendere capacità inedite in un mercato del lavoro iperconnesso in rete e ai social media.

L’appuntamento sarà focalizzato e orientato sia alle competenze richieste dalle aziende, che alle attitudini di chi vuole sviluppare un’impresa su internet.

Ai sempre necessari ingegneri informatici, webmaster e webdesigner, si sono affiancati ruoli adatti a diversi background scolastici e culturali.

Ecco la lista (sempre dinamica) delle nuove professioni 2.0:

  • All-Line Advertiser - Lo Stratega delle campagne marketing e dell’advertising online
  • Transmedia Web Editor – il Creatore dei Contenuti
  • Community Manager -  Il Portabandiera e Portavoce della community in rete
  • Web Analyst - Il Knowledge Master della navigazione utenti al proprio progetto online
  • Search Engine Optimizer (SEO) – L’Ottimizzatore per eccellenza della visibilità online
  • eReputation Manager - Il Guardiano della brand reputation e del Word of Mouth
  • Digital PR - L’architetto delle People Relations

E tu senti il richiamo del web 2.0?!

Se stai pensando di aprire un’attività autonoma online, oppure di trasformare il tuo attuale lavoro/business sfruttando le potenzialità di internet, un altro appuntamento da non perdere è quello condotto da Giampaolo Colletti, ricercatore di wwworkers, nuovi imprenditori del mondo web. Nell’incontro del 21 settembre si esploreranno le nuove opportunità delle donne e delle mamme sulla rete. Spinte dalla necessita di ricollocarsi, ma anche dalla voglia di realizzarsi, la maggioranza delle attività online è al femminile. La rete quindi salverà le lavoratrici italiane?

Per leggere il calendario completo degli appuntamenti, che possono essere seguiti anche in streaming, consultate la pagine del programma dell’E-Festival a Milano.

Continuando a seguire le linee di sviluppo delle piccole e medie imprese italiane e dei lavoratori autonomi, abbiamo trovato un’altra iniziativa, promossa dalla Provincia di Torino: “Voglia d’impresa”, che si svolgerà a Torino il 28 e 29 settembre.

Voglia d’impresa è una manifestazione rivolta a tutti coloro che sono interessati a mettersi in proprio: agli imprenditori piccoli e medi, ai lavoratori autonomi e a chi opera a vari livelli nei servizi di supporto all’autoimprenditoria, fornendo occasioni di relazione e confronto con esperti di realtà nazionali e internazionali di rilievo. Voglia d’impresa nel 2011 intende affrontare da un lato il tema del successo e crescita delle imprese e delle variabili che possono condizionarlo, dall’altro vuole analizzare un aspetto emergente nel panorama del lavoro in proprio: la generazione dei lavoratori a Partita Iva, una realtà a cavallo tra microimprenditoria e lavoro autonomo. Per conoscere il programma delle due giornate, visitate la pagina “Mettersiinproprio.it

 

Con questo articolo riprendiamo il filo delle storie di vita vera, che sappiamo interessare tanto i lettori di Coach Lavoro!

Sono storie di chi ha creduto nel proprio sogno e l’ha trasformato in realtà…storie di chi è riuscito a trasformare la propria passione in lavoro!

E tutto questo senza differenze dovute all’età, al genere, al territorio, alla formazione o al titolo di studio…

L’intraprendente donna che ho intervistato ha deciso di intraprendere un’attività decisamente originale e…stuzzicante: ha aperto un sito di e-commerce (o di commercio online, che dir si voglia) per vendere prodotti di intimo femminile ispirati al mondo del burlesque!

Ecco cosa ci racconta Cinzia…

Cinzia, presentati brevemente: Mi chiamo Cinzia e lavoro da venti anni come responsabile Marketing e commerciale in aziende di medie e piccole dimensioni, nel settore metalmeccanico e dell’arredamento interni e ufficio. Ho studiato Economia aziendale all’Università di Nottingham in Inghilterra dove ho iniziato la mia carriera lavorativa, poi proseguita negli Stati Uniti ed infine continuata al mio ritorno in Italia. Sono convinta che il Marketing dovrebbe essere usato dalle aziende come strumento di profitto. Ho un figlio di 25 anni che studia Biologia molecolare e collabora alla mia attività attuale.

Che lavoro fai attualmente? Da quanto tempo? Da Febbraio 2011 sono l’ideatrice di un’attività di vendita on line di intimo femminile e corsetti in stile Burlesque.

Che cosa facevi prima di lavorare con la tua passione? Ero Export Manager in un’azienda di arredamento e viaggiavo tutte le settimane in visita a clienti e agenti nei principali paesi Europei.

Come hai scoperto la tua passione? Attraverso il mio lavoro ho capito che potevo realizzare le stesse condizioni in un settore che mi piaceva ed attraverso un’attività in proprio.

Cosa ti ha spinto a scegliere di trasformarla in lavoro? La voglia di creare qualcosa che mi permettesse di essere indipendente e autonoma nelle scelte.

In che modo hai individuato e scelto il tuo obiettivo imprenditoriale? Ho analizzato vari settori del mercato nel campo della moda, che è una delle mie passioni, da sempre, ed ho individuato quello che mi sembrava più interessante da sviluppare, alla fine ho scelto l’intimo, legandolo al genere Burlesque che è tornato di moda recentemente anche in Italia.

Quali ostacoli hai dovuto superare per raggiungerlo? Prima di tutto, decidere di abbandonare il mio lavoro, fonte di reddito sicuro. Poi la paura di sbagliare naturalmente.

Come li hai superati? Ho pensato che lo dovevo a me stessa, che a volte bisogna sacrificare qualcosa per raggiungere la vetta, e se non si prova non si può sapere.

In particolare come hai gestito la questione economica? Finora ho utilizzato solo fondi propri, tuttavia sto valutando la possibilità di trovare un finanziamento favorevole per supportare gli investimenti.

Come hai fatto ad avviare la tua attività/trovare il nuovo lavoro? Quali sono stati i tuoi primi passi? Ho studiato il mercato dell’intimo, visitato fiere del settore e iniziato a cercare fornitori in linea con il mio target. Poi ho iniziato a disegnare modelli e far realizzare campioni e poi da lì tutto è partito. Servizio fotografico, catalogo e contestualmente sito di e-commerce.

Come è cambiata la tua vita dopo aver deciso di lavorare con la tua passione? Nonostante le preoccupazioni, perché sono ancora in fase di start-up, mi alzo contenta e mi sento padrona della mia vita.

Che suggerimenti daresti a chi intende fare la stessa scelta? Direi a chiunque decida di mettersi in proprio di valutare attentamente le proprie scelte, ed esserne convinti. E non farsi mai condizionare dalle opinioni di terzi perché a volte possono essere demotivanti.

Cinzia ci ha fornito una preziosa testimonianza, suggellata dalla sua motivante esortazione: “fare e lavorare con ciò che ci piace è un privilegio che tutti dovremmo concederci prima poi nella vita”!

Un provilegio (aggiungo) che può essere alla portata di tutti, anche grazie ad internet che consente di avviare un’attività a costi bassissimi!

Gli ingredienti indispensabile sono senza dubbio: avere un obiettivo chiaro, adatto alle proprie caratteristiche e a quelle di mercato e…..motivazione, convinzione, determinazione!


Per leggere altre storie…

 

 

Al Festival della Creatività a cui ho partecipato pochi giorni fa nei pressi di Roma, ci siamo confrontati sul tema del “cambiamento”, per scoprire come trasformare una “crisi” in un’ “opportunità”, come rialzarsi più forti di prima dopo un momento difficile, come rendere gli errori i nostri migliori alleati (vedi anche l’articolo: Come reagire davanti ai fallimenti ed agli ostacoli), come ri-scoprirsi e re-inventarsi!

“Ti sembra facile!?!” questa probabilmente è il primo pensiero di chi legge queste che sembrano solo belle parole…  Visto che effettivamente non sono i discorsi che contano ma i fatti, ho pensato di riportarvi alcune esperienze di donne che hanno saputo reinventare sè stesse e la loro attività.

[Breve Parentesi: La storia di queste “storie di successo” è piuttosto originale e conferma il potere del “networking”: grazie al suggerimento di una mia stimata collega (Helga Ogliari) vengo contattata da Manuela Longo, giornalista (che ha creato il sito inventa lavoro.style.it) che mi chiede di commentare alcune esperienze di miglioramento professionale e di innovazione del business, che lei stessa aveva raccolto. L’articolo viene pubblicato su Cosmopolitan (http://www.cosmopolitan.it/) del mese Marzo 2011!]

Vi riassumo le storie secondo me più significative, con il relativo commento.

Carlotta F., dopo la laurea inizia a lavorare nell’agenzia immobiliare del padre: pur essendo una realtà consolidata da tanti anni sul territorio, la crisi del settore si fa sentire anche per loro! Per far fronte in modo originale alle nuove esigenze del mercato, Carlotta decide di specializzarsi in home staging, ossia nell’allestimento delle case da vendere o da affittare, e di offrire questo servizio ai suoi clienti.

Commento di Coach Lavoro:  Si dice che la vita sia come una scala mobile: non si può restare fermi, o si sale o si scende! Carlotta si è guardata intorno, rendendosi conto di quanto fosse cambiato il mercato e di conseguenza ha capito che anche la sua agenzia doveva innovarsi, pur nel rispetto della tradizione. Sia che siamo delle imprenditrici che delle professioniste, chiediamoci: “Perchè dovrebbero scegliere proprio noi? Che cosa può distinguerci?”. Così scopriremo qual è quella nostra qualità che possiamo valorizzare o quale nostra competenza sviluppare.

Simona ed Erika nel 2005 aprono il loro negozio di hobbystica, dove vendono le loro creazioni realizzate a mano. Nonostante la passione che entrambe mettono nell’attività, i risultati non sono all’altezza delle aspettative. Le due giovani donne hanno un’idea: coinvolgere di più le clienti nella loro attività, trasmettere la loro passione e le loro capacità, organizzando corsi dove insegnare a creare oggetti e bijoux a mano. I corsi hanno avuto così tanto successo che il negozio è stato ingrandito!

Commento di Coach Lavoro:  Simona ed Erika hanno avuto il coraggio di seguire la loro passione, aprendo un negozietto tutto loro!Quando però i risultati sperati non arrivano, la delusione e la voglia di abbandonare tutto sono dietro l’angolo…Nei libri di crescita personale si legge spesso: “Non esistono fallimenti, esistono solo risultati!”. Davanti al nostro “insuccesso” dovremmo chiederci: “Che cosa possiamo fare di più o semplicemente di diverso rispetto a quanto fatto finora?”

Heidi lavorava come giornalista per una nota rivista di wedding. Raccoglieva dalle spose le descrizione dell’evento del matrimonio in tutti i dettagli. Quando ha scelto di lasciare il lavoro per dedicarsi al mestiere di mamma, si è inventata il lavoro di wedding reporter, ossia un’inviata
speciale che partecipa, come una giornalista, al matrimonio e poi scrive un articolo dettagliato sull’evento. I suoi racconti più belli sono stati pubblicati da una casa editrice.

Commento di Coach Lavoro: Heidi grazie alla sua sensibilità e all’amore per il suo lavoro, ha scoperto un’esigenza delle sue clienti che rimaneva latente e si è chiesta come lei stessa avrebbe potuto soddisfarla, grazie alle competenze che già possedeva. Essere creativi non significa quasi mai creare qualcosa ex novo, ma nella maggior parte dei casi significa partire da quello che già si possiede e “inventare” un nuovo modo per utilizzarlo!

Che ne pensate di queste storie? Vi ispirano qualche cambiamento o miglioramento per il vostro lavoro o la vostra attività imprenditoriale?

Domenica è una giovane donna come tante: 30 anni, un sogno nel cassetto e tanta voglia di realizzarlo.

Ha cambiato diversi lavori dimostrando che la flessibilità e la tenacia sono due ingredienti fondamentali per muoversi nel caotico mondo del lavoro.

Attualmente continua a lavorare in un supermercato, ma non perde di vista il suo obiettivo ossia trasformare la proprietà terriera di famiglia in un resort.

Non avendo capitali da capogiro decide di intraprendere la via dei finanziamenti per l’imprenditoria giovanile e dopo mesi riceve LA notizia tanto attesa: il suo progetto verrà finanziato e fra pochi mesi inaugurerà il sogno di una vita!

Una storia (assolutamente vera!) che abbiamo deciso di pubblicare perché parla di coloro che hanno un’idea e un sogno in cui credono e che mentre continuano a svolgere i lavori più svariati non dimenticano mai la propria meta!

…e perchè parla di coloro che non si fermano al primo ostacolo ma sanno che l’ostacolo è fatto per essere superato: per questo si attivano in tutti i modi per trovare una soluzione, una strada, uno strumento per superare il problema e proseguire nel loro cammino!

Sappiamo bene come l’aspetto economico rappresenti il problema principale alla realizzazione di un’idea progettuale: per questo abbiamo deciso di fornirvi dei link utili per avere informazioni sulle forme di finanziamento che possono agevolare i giovani imprenditori e non solo.

www.unioneconsulenti.it fornisce un supporto mirato alla ricerca di contributi a fondo perduto o  di finanziamenti agevolati idonei in relazione alle singole necessità.

www.invitalia.it/site/ita/home.html il sito dell’Agenzia nazionale Invitalia per lo sviluppo d’impresa

www.info-finanziamenti.it offre una panoramica sui siti rilevanti per il mondo dell’imprenditoria.

www.cna.it Confederazione Nazionale dell’artigianato e della piccola e media impresa che si occupa della concessione di finanziamenti nel settore dell’artigianato

http://www.quickfairs.net/dettagli_fiera Piacenza 28/29 maggio 2011 il Salone per chi vuole mettersi in proprio.

www.workingcapital.telecomitalia.it Working Capital è un progetto che si propone di sostenere l’innovazione italiana, le iniziative imprenditoriali e i progetti di ricerca fornendo ampio supporto per la loro realizzazione. Le proposte devono essere inviate entro il 30 giugno 2011.

http://www.fabermeeting.it Faber è un concorso nazionale aperto a giovani residenti in Italia e con una età compresa tra i 22 e 35 anni compiuti, attivi nel campo della creatività digitale.

CB043199Smettere di lavorare e mettersi in proprio, magari usando le potenzialità del web, è una scelta che necessita di una dose di coraggio, spirito d’iniziativa e creatività.

Complice anche la crisi, in Italia questa decisione sta trovando sempre più seguaci: società di catering, organizzazione di eventi, vendita di prodotti biologici, attività di cucito/riparazioni e lavori redazionali sono soltanto alcune declinazioni delle nuove professioni della Rete.

Probabilmente non è un caso se “inventarsi un lavoro” è una delle parole chiavi più ricercate su Google per arrivare sul nostro sito!

Giampaolo Colletti nel 2010 conia il termine wwworkers per definire i nuovi lavoratori del web. Sul suo sito ha raccolto le testimonianze (condividendo in primis la sua esperienza personale di ex dipendente) di coloro che hanno intrapreso un’attività imprenditoriale, ribaltando lo stereotipo del posto fisso e sfruttando le potenzialità della rete. Continua a leggere »

L’idea di affrontare il tema delle competenze nasce come spunto dalla storia di Maria (il nome è fittizio), una casalinga di 40 anni del Sud Italia, alla ricerca di un lavoro dopo anni di totale dedizione verso la sua famiglia e la casa.

Apparentemente Maria non aveva  alcuna chance di inserirsi nel mondo del lavoro per la mancanza di esperienze professionali. Analizzando insieme le attività che svolgeva, le sue abilità e attitudini,  abbiamo scoperto che possedeva una risorsa tanto utile quanto scontata: l’abilità nel cucito. Questa competenza diventa per Maria la risorsa che le ha permesso di trovare un lavoro in un’azienda del settore tessile che era alla ricerca di un’operaia!

Una breve testimonianza che rappresenta una dimostrazione di come ogni individuo sia ricco di Stock Photosdi cui è molto spesso inconsapevole! Partendo da questo presupposto, la chiave del successo sta nel saper riconoscere e far fruttare le risorse che già si possiedono.

Ecco che il tema delle competenze assume un ruolo fondamentale nel campo dell’orientamento e delle consulenza di carriera, grazie alle quali è possibile fare un’analisi ed una valutazione (in termini tecnici un “bilancio”) delle competenze possedute

Ma cosa sono effettivamente le competenze?

Secondo la definizione ufficiale, la competenza è “la qualità professionale di un individuo in termini di conoscenze, capacità e abilità, doti professionali e personali” (Quaglino, 1990).

Le competenze vengono così articolate in tre diverse categorie:

le competenze di base costituiscono il “sapere minimo” di un individuo (un tempo si diceva “leggere, scrivere e far di conto”), il prerequisito necessario per l’accesso nel mondo del lavoro;

le competenze tecnico-professionali raccolgono invece tutti quei saperi specifici, quelle tecniche operative e conoscenze procedurali relative ad una determinata attività, che il soggetto deve conoscere per poter agire con professionalità;

vorremmo focalizzare la nostra attenzione sulla terza tipologia, ossia le competenze trasversali (life skills) definibili come quelle abilità per la vita, non espressamente richieste nell’esercizio di un lavoro, ma che consentono di svolgerlo in modo esperto, rilevante e che fanno la differenza tra i candidati durante un processo di selezione o tra lavoratori con i medesimi titoli e/o competenze tecnico-professionali.

A tal proposito, possiamo citarne alcune: le capacità relazionali, comunicative, di ascolto,  organizzative, di problem solving, di lavorare in gruppo o di tolleranza allo stress.

Riporto  qui (in sintesi) la mia risposta giovane donna di 32 anni cha ha raccontato la sua storia sul blog di Catapulta.

Dopo 9 anni di mal-lavoro e sfuttamento in uno studio legale, a cui lei “si aggrappa” nonostante tutto…viene mandata via per far entrare una raccomandata!

Mi ha colpito molto il suo appello: “A tutte le persone nelle mie condizioni: non rimanete a lungo nel posto sbagliato e con il capo sbagliato; fate corsi, stage, cercate di entrate nelle aziende grandi…”!

Osate insomma…cercate e non lasciatevi abbrutire da una situazione di lavoro negativa!

La paura, la disperazione, la difficoltà a trovare “altro” possono ostacolare molto il cercare…il cambiare lavoro…ma non bisogna mai smettere di sperare di darsi una possibilità nuova!Cambiare Lavoro

Ecco il mio commento: “Grazie per la tua testimonianza perchè dalla tua esperienza negativa, che hai purtroppo pagato a tue spese, hai ricavato un importante apprendimento che hai voluto comunicare agli altri!!!
La tua storia testimonia come rimanere nel posto “sbagliato”, per paura, per necessità o per qualunque altro motivo non è mai la scelta giusta!
Certo, nel lavoro bisogna impegnarsi e sacrificarsi a volte, ma senza mai fare calpestare la propria dignità..e senza mai smettere di cercare e sperare un posto migliore!
E a te, cara 32enne dico che non è mai troppo tardi!

Puoi vedere quello che ti è successo anche come una liberazione dallo sfruttamento che chissà per quanto sarebbe durato!
Ora bisogna cercare altre vie: proponi la tua candidatura presso altri studi, magari più strutturati…basta che siano seri ed umani!
Hai 9 anni di lavoro alle spalle che significano 9 anni di esperienze, di competenze, di impegno che valgono oro!
E non è mai troppo tardi neanche per fare un corso e riqualificarti, se è funzionale per la strada che vuoi intraprendere!
Sono una consulente di carriera, contattami pure via mail se hai bisogno di un supporto!
In bocca al lupo!”