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wwworkers camp @BolognaUna storia, si dice, vale più di mille parole…E quanto valgono allo le 60 storie di lavoratori della rete che si sono raccontati durante il WWWorkers camp di Bologna (tra le quali c’era anche la storia di Coach Lavoro)? Per non parlare delle altre 2mila e più storie raccolte negli ultimi 3 anni dai giornalisti Giampaolo Colletti e Luca Tremolada.

Si tratta di storie di liberi professionisti, freelance, artigiani che hanno utilizzato la rete per vendere online e posizionarsi, storie di piccoli imprenditori che hanno deciso di internazionalizzare la loro azienda grazie alle nuove tecnologie.

La Internet Economy pesa in Italia solo il 2% del Pil (contro un valore tra il 4% e il 7% dei paesi europei) ed in 15 anni ha creato, secondo gli studi di Confindustria, 700mila posti di lavoro.

Si potrebbe dire che sono pochi, rispetto al numero delle aziende che chiudono in un giorno e dei lavoratori licenziati, cassintegrati e in mobilità. Assolutamente sì,  se guardiamo meramente ai numeri…

Eppure c’è qualcosa di più che traspare da queste persone che si sono create un lavoro online, in un periodo di piena crisi economica: c’è l’intraprendenza, la voglia di fare e di cambiare, la determinazione e soprattutto c’è la speranza di cui siamo davvero affamati in questo momento!

Non solo, questi piccoli imprenditori o lavoratori autonomi che lavorano con e dentro la rete, spesso iniziano da soli o insieme ad un amico o familiare, per poi allargare la propria attività attivando più collaborazioni.

Pensiamo ad esempio a GialloZafferano, uno dei più noti portali dedicati agli amanti della cucina, nella cui redazione ora lavorano circa 20 persone, oppure, sempre restando in ambito alimentare, a laZazie che produce preparati a base di frutta e verdura fresche: sta per aprire un secondo negozio a Bologna e sogna di aprirne altri in diverse città italiane

 

Sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo

Purtroppo lo scenario economico ed il mercato del lavoro in Italia non danno segnali di ripresa e sappiamo bene che qualunque riforma per quanto illuminata (…) possa essere avrà bisogno di tempo per andare a regime. Quindi  piuttosto che aspettare che il carrozzone si muova, è possibile salire sul super treno di internet che va davvero veloce!

In Italia, chissà come mai, siamo sempre più lenti rispetto agli altri Paesi nel cambiamento, nell’adozione delle nuove tecnologie e ancora prima nella cultura dell’innovazione. Perché, lo sappiamo, qualunque cambiamento prima di poter essere realizzato deve essere pensato, immaginato, creduto nella mente di qualcuno…o di più di uno!

Il punto è che è facile (per quanto giusto e sacrosanto) dire che la società, la cultura, la politica, la burocrazia, ecc., dovrebbero cambiare, aprirsi, innovarsi per facilitare la nascita di nuove realtà imprenditoriali...

Ma quanto è difficile invece guardare in faccia noi stessi e decidere davvero di cambiare, abbandonare le nostre paure e le nostre giustificazioni, superare le nostre resistenze, creare una nuova idea e poi impegnarci per realizzarla!

Quanto restiamo ancorati ad una vecchia visione di noi stessi, oltre che del lavoro? Quanta fatica facciamo a lanciarci o a rischiare? Quanto tempo passiamo a rimuginare senza fare?

E queste difficoltà, questi vizi nostri, non sono forse (amplificati e complicati), le stesse che vediamo nella società, nella politica, nell’industria? Quante opportunità vengono perse restando fermi, bloccati, arenati nello status quo?

Ecco allora che le storie di questi lavoratori della rete ampliano il nostro ristretto campo visivo, ci testimoniano che possono essere percorse nuove strade che possono essere raggiunti risultati importanti se si unisce una passione ad una competenza, una competenza ad un’idea, un’idea ad un’azione ed un’azione…ad una connessione internet!

Certo che i risultati non sono immediati! Come si dice, “Roma non fu costruita in un giorno“…e neppure un mese o un anno. Però è anche vero che se mai si inizia, mai si vedranno i risultati, che invece si producono lavorando giorno dopo giorno, posando mattone su mattone, post dopo post, contatto dopo contatto…

Un viaggio di mille miglia inizia sempre con il primo passo” (Lao Tzu)

 

Per approfondire:

Leggi l’articolo di Luca Tremolada sul Sole 24ore e guarda i video del canale dei wwworkers.

 

Couple Working Together at HomeQuesta è una domanda che molti mi pongono, tra speranza e disillusione…

Se dessi una risposta positiva ed entusiasta, come mi verrebbe naturale fare, sarebbe facile replicare che in realtà si tratta solo di un lusso che in pochi si possono permettere, ossia solo chi ha un patrimonio su cui puntare, non ha famiglia da mantenere né tantomeno un mutuo da pagare…

Ma se dicessi che lavorare con la propria passione è impossibile, negherei la mia stessa esperienza di CoachLavoro e quella di tanti wwworkers come me!

Chi sono i wwworkers?

Ne avevamo già parlato a marzo 2011, a poca distanza dall’uscita dell’omonimo libro di Giampaolo Colletti, giornalista, collaboratore del Sole24ore, che ha coniato il termine per definire i world wide workers, i nuovi lavoratori della rete.

Non sono alieni, non sono geni, non sono eroi, ma persone comuni di tutte le età e di varie estrazioni sociali, che hanno deciso di puntare su sé stessi, crearsi una propria attività e aprirla al mondo tramite il web. Sognatori assolutamente realisti, hanno scelto di aprire un business online dopo attenta riflessione su sé stessi prima ancora che sul mercato esterno.

Tramite il web promuovono i propri servizi, come fanno coach (ebbene sì, ci sono anche io tra i wwworkers!), consulenti, personal trainer, wedding planner, editori o copywriter, oppure vendono i loro prodotti, che possono essere enogastronomici (formaggi, pane, vino), artigianali (borse, gioielli) o di altro tipo (dai giochi per bambini ai manti erbosi…).

Di solito lavorano da casa propria e, differentemente da quanto si potrebbe pensare, sono impegnati più delle classiche 8 ore al giorno in ufficio, ma riescono a lavorare meglio perchè gestiscono i propri tempi con flessibilità.

 

I wwworkers sono gli esempi viventi di quanto abbiamo scritto nel precedente articolo, sulla nuova tipologia di “lavoratori”. Infatti, per quanto questo sia ancora un fenomeno poco visibile, in occidente la natura del lavoro si sta evolvendo, trasformandosi in un “lavoro creativo, nel senso che crea qualcosa di nuovo, un lavoro emozionale e originale, un lavoro che ci realizza perché realizza qualcosa che ha un senso, uno scopo”.

Colletti definisce i lavoratori della rete “appassionati, visionari, intraprendenti e fantasiosi”: sicuramente sono persone che ci hanno creduto e che continuano a crederci. Ma questo non li ha esentati  (prima) e non li esenta (poi) da dubbi, difficoltà e fatiche. Alcuni sono riusciti nel tempo a far crescere il business, altri sono ancora nella fase di start-up, ma tutti continuano ad andare avanti, senza mai voltarsi indietro.

 

Cosa spinge a diventare wwworkers?

L’idea nasce nella maggior parte dei casi dalla ricerca di una soluzione di fronte ad una una necessità, dettata da un licenziamento, dalla precarietà oppure dalla maternità.

Per molti altri invece il lavoro continua ad esserci, ma rende insoddisfatti, compressi, svuotati. Per uscire da quella che ormai è diventata una prigione si cerca un’alternativa, ripescando dalle proprie passioni, dai propri interessi e dalle proprie capacità e talenti personali.

Comunque, sia che si tratti di necessità o di libera scelta, la decisione di mettersi in proprio non è mai istintiva ed improvvisa (questa sì, è un’illusione!), ma è frutto di un percorso interiore, che può durare anche molto tempo, che poi un bel giorno viene messo su carta per essere concretizzato. Un vago desiderio diventa così un piano con attività, tempi e costi, che si mette in atto giorno dopo giorno.

Chi un lavoro ce l’ha deve per forza di cose pianificare una exit strategy, ossia un processo graduale di allontanamento dalla sua situazione attuale: utilizza tutto il tempo libero a disposizione per costruire, mattone dopo mattone, il proprio progetto, e nel frattempo raccoglie i soldi che serviranno nella fase di start-up.

Chi un lavoro non ce l’ha, ha meno budget a disposizione ma ha tutto il tempo e l’energia da dedicare alla creazione del proprio business, che spesso inizia molto in piccolo per poi crescere e svilupparsi gradualmente, grazie ad un costante lavoro di cura dei propri utenti/clienti (o potenziali tali) e di promozione della propria attività.

Quindi possiamo dire che tutti possono diventare wwworker… se si ha una profonda motivazione, una forte voglia di cambiare, un grande sogno da realizzare o anche semplicemente una piccola idea in cui credere.

In un periodo incerto, instabile e “critico” come quello attuale, quello che spesso manca a chi vuole entrare o reinserirsi nel mercato del lavoro sono delle informazioni oggettive su cosa le aziende cercano: quali professioni sono più richieste, quali competenze sono maggiormente ricercate, quali i titoli di studio più ambiti.

Come prima del lancio di un prodotto, si fa un’accurata analisi di mercato per scoprire quali siano le esigenze dei clienti e quali i bisogni non ancora soddisfatti dalle aziende concorrenti, così, prima di “lanciarsi” nel mondo del lavoro è fondamentale conoscere il mercato a cui ci si rivolge.

Dove reperire queste informazioni?

Le fonti dirette sono molteplici: gli annunci di lavoro pubblicati sui giornali, sulla riviste specializzati, i portali di recruiting e sui siti aziendali, le discussioni sui business social networks come Linkedin ed anche i “rumors” da parte di chi già lavora nella aziende e da chi con le aziende ha quotidianamente a che fare come i selezionatori e i consulenti.

Ad esempio, secondo i dati del sito miojob di Repubblica, le aziende a febbraio 2013 stanno cercando “figure professionali con elevata specializzazione e profili capaci di portare sul mercato i prodotti e i servizi”.

Le aree funzionali per cui ci sono si scopre che più richiesti dalle aziende sono quelli che interessano l’area della produzione (circa 2700 annunci pubblicati) e quella dell’amministrazione, finanza e controllo (circa 1800 annunci). Seguono quindi le ricerche di figure professionali nell’area ricerca e sviluppo e nell’area tecnica (circa 1800 annunci) e, ad una certa distanza, quelle nel settore del turismo e esercizi pubblici (circa 900 annunci) e nell’erogazione dei servizi (circa 600 annunci).

Queste fonti ci possono dare il polso della situazione attuale, ma possono non essere sufficienti per darci un quadro completo della situazione lavorativa in Italia.

Pertanto è utile consultare le fonti ufficiali (ISTAT, ISFOL, Unioncamere) che forniscono informazioni sull’andamento dell’occupazione, sulla propensione ad assumere da parte delle aziende, sulle figure più richieste e su quelle “introvabili”. Nonostante i limiti ben noti di qualunque statistica o sondaggio, questi dati meritano di essere studiati con attenzione per individuare il trend in cui si sta muovendo il mercato del lavoro.

[NB: E’ consigliabile andare sempre a reperire i dati statistici alle fonti, piuttosto che limitarsi ad assumere per veri quelli riportati dalla TV o dai quotidiani, che rischiano di essere parziali ed incompleti!]

 

I dati di Unioncamere

Il Sistema informativo Excelsior fornisce anno per anno i dati  sull’andamento del mercato del lavoro e sui fabbisogni professionali e formativi delle imprese, oltre che sulle assunzioni programmate dalle imprese per ciascun trimestre. I dati sono raccolti dalle dichiarazioni di oltre 250mila imprese private (esclusa quindi la Pubblica Amministrazione) con più di un dipendente, in tutta Italia.

Per il primo trimestre 2013 si prevedono in totale 225mila nuove assunzioni, di cui 77mila nell’industria e 148mila nei servizi. Per quanto riguarda il settore secondario, c’è da segnalare che mentre nelle industrie produttive il saldo entrate/uscite è in positivo, nel settore delle costruzioni le uscite sono superiori alle entrate di circa 8mila unità. Per quanto riguarda il terziario invece, risultano in forte calo il settore del commercio e del turismo.

Dal punto di vista geografico, il Nord Ovest è in crescita (+5mila entrate rispetto alle uscite), mentre invece il resto d’Italia subisce fortemente la crisi, in particolare il Sud (10 mila posti di lavoro non “rimpiazzati”).

Soffrono della riduzione del personale soprattutto le PMI con meno di 50 dipendenti, mentre invece le aziende medio-grandi tengono e crescono per quanto riguarda le assunzioni.

Come sostiene presidente di Unioncamere, “Il perdurare della recessione e il timore che essa si prolunghi nei prossimi mesi sta portando le imprese ad assumere un atteggiamento sempre più cauto sul fronte occupazionale. Ciò non vale, tuttavia, per l’intero sistema imprenditoriale. Vediamo infatti che la propensione ad assumere è doppia nelle imprese esportatrici e in quelle che investono puntando sulla qualità dei prodotti e facendo innovazione”.

 

Le professioni più richieste

Secondo i dati Unioncamere, tra le professioni operative-manuali più ricercate figurano: termoidraulici, tornitori, installatori, meccanici, operai specializzati, camerieri, cuochi, panettieri, estetisti e parrucchieri.

Per quanto riguarda poi le professioni intellettuali, scientifiche e tecniche di elevata specializzazione, sono molto richiesti ingegneri energetico-meccanici e industriali-gestionali, progettisti IT, progettisti meccanici, ed anche venditori, tecnici della distribuzione, specialisti  in finanza e contabilità, infermieri ed altre professionisti della sanità.

E a fronte della necessità delle imprese di rafforzare la propria presenza nei mercati, è forte anche la richiesta di specialisti nei rapporti con il mercato, tecnici del marketing e specialisti in scienze economiche.

Inoltre, secondo i dati della Fondazione Italia Orienta, è elevata la richiesta di chimici (80% dei laureati risultano occupati) così come quella degli specializzati in scienze motorie (istruttori, tecnici della riabilitazione, fisioterapisti). Spostandoci nel settore agroalimentare, sono in aumento le aziende agricole gestite da under30 e al contempo appaiono sempre più richieste di food blogger, appassionati di cucina e gastronomia che sanno raccontare in maniera nuova il mondo del gusto. Viene infine confermato il trend positivo nel campo della green economy dove, entro il 2016 saranno richiesti 100mila nuovi posti di lavoro per Energy manager, Ingegneri ambientali, Progettisti di energia rinnovabile, certificatori energetici ed anche agronomi e botanici.

 

Le professioni introvabili e quelle sature

Guardando i dati del 2012, secondo Unioncamere, il 16% delle assunzioni totali (pari a circa 65mila unità) sono state segnalate come difficilmente reperibili.

Se è vero che i profili “introvabili” denunciati dalle aziende sono diminuiti, complice il difficile momento economico (nel 2011 erano infatti 117mila, pari a circa il 20% delle assunzioni previste entro l’anno), è altrettanto vero che sono ancora decine di migliaia a non rispondere all’appello nel 2012.

Tra i laureati mancano soprattutto quelli del comparto IT: progettisti di sistemi informatici (85% del totale), consulenti di software, analisti programmatori, e programmatori informatici, seguiti dai progettisti meccanici e di impianti industriali (preferiti gli ingegneri meccanici e navali) e progettisti operanti nel settore dei servizi (meglio se con laurea in economia bancaria, finanziaria e assicurativa), e i revisori contabili.

Per quanto riguarda i diplomati, risulta molto complicato per le aziende trovarne che abbiano scelto l’indirizzo legno, mobile e arredamento (in un caso su due) così come nel settore telecomunicazioni, termoidraulico, tessile, abbigliamento e moda, elettrotecnico e turistico-alberghiero. Nell’ambito dell’artigianato risultano esserci 170 mila posti di lavoro non coperti.

Invece, sempre secondo i dati di Italia Orienta, il mercato è saturo di architetti, medici veterinari, odontotecnici. Quindi, per chi volesse comunque seguire queste strade, bisogna puntare su nicchie specifiche, come ad esempio quello della bioedilizia per l’architettura.

 

Un’iniziativa da segnalare: Educational Tour di Italia Orienta

La Fondazione Italia Orienta, che abbiamo citato per alcuni dati sulle previsioni occupazionali, è una realtà composta da docenti, educatori, imprenditori e giornalisti che dedicano la loro vita allo studio e alla ricerca sulle tematiche della filiera educativa.

L’obiettivo principale è quello di diffondere la cultura dell’orientamento, aiutando in particolare i giovani a prendere scelte consapevoli per il loro futuro, contrastando i fenomeni della dispersione scolastica, dell’inattività e della disoccupazione, in accordo con la strategia Europa 2020.

Da marzo 2013 fino alla fine dell’anno, Italia Orienta svolgerà l’Educational Tour, un viaggio itinerante in camper per 40 città italiane in cui saranno incontrati gli studenti, i docenti, le figure della scuola; saranno organizzati workshop, saranno messi a disposizione dei luoghi di discussione, formazione e dibattito in base alle attitudini e alle aree professionali scelte dai ragazzi, il tutto per confluire in un vero e proprio grande congresso che si terrà alla fine dell’anno.

Pubblico volentieri un guest post proposto dal sito lavorareonline.org

La crisi economica in Italia vede piccoli lampi di ripresa, ma molti sono gli imprenditori che stanno pensando di chiudere la propria attività. Non si tratta solo di piccole e medie imprese, ma di grandi nomi dell’industria, che puntano al profitto dei piani alti e che trovano una soluzione solo nello spostare la produzione in altri paesi, lasciando lavoratori in mobilità, in cassa integrazione o a casa con lettera di licenziamento, pur di sopravvivere. Lo fanno perché le tasse da pagare allo Stato sono ingenti, soprattutto per quanto riguarda quelle che ruotano intorno all’assunzione o al mantenimento di un lavoratore, per questo si spostano verso paesi in via di sviluppo dove il prezzo della manodopera e del lavoro è più basso. Dai call center alle industrie che hanno fatto la storia dell’economia del paese, la delocalizzazione delle aziende è un fenomeno sempre più diffuso in Italia. L’emigrazione è verso al Cina, il Vietnam, la Thailandia e ultimamente anche verso i paesi dell’Est e quelli Nordafricani.

La Fiat, ad esempio, ha stabilimenti perfettamente funzionati e produttivi in Polonia, Serbia, Russia, Brasile, Argentina, anche la Geox ha spostato la produzione in Brasile mentre Tim, Vodafone, Sky Italia hanno call center in Albania, la Stefanel e la Benetton sono in Croazia. Qui rimangono in pochi e ultimamente il terremoto in Emilia ha danneggiato molte aziende del settore farmaceutico che stanno ipotizzando la possibilità di delocalizzare a breve termine.

Alcune di queste occupazioni potrebbero essere svolte in modo diverso grazie al lavoro online, inoltre utilizzando le nuove tecnologie il prezzo per ogni lavoratore potrebbe diminuire notevolmente, considerando che lavorare da casa è un vantaggio anche per le aziende in quanto è possibile ridurre i costi di ufficio, assicurazioni sul posto di lavoro, assicurare orari flessibili e ridurre lo stress dell’assunto.

Chi vuole lavorare online seriamente, effettuando ad esempio lavori di contabilità, gestione clienti/fornitori, marketing può utilizzare le nuove tecnologie  che assicurano una comunicazione continua e di qualità eliminando quindi la necessità di una presenza fisica sul posto di lavoro.

Inoltre per alcune tipologie di aziende, ad esempio quelle impiegate nel mondo ICT, il lavoro sul web è ormai una realtà. Ad esempio un programmatore  (che sviluppa un progetto che non richiede un lavoro in team ) non ha alcuna necessità di recarsi sul posto di lavoro riducendo così il costo per l’azienda ed aumentando, in alcuni casi, la propria produttività e le ore di lavoro svolte.

Nell’attuale situazione economica diverse persone hanno pensato o stanno tuttora pensando a creare qualcosa di loro, ad aprire un’attività in proprio, ad avviare un’impresa. Ma gli ostacoli economici oltre che burocratici sono spesso tali e tanti da scoraggiare molti!

Il recente Decreto Liberalizzazioni offre sicuramente qualche possibilità in più rispetto al passato: in un precedente articolo abbiamo parlato degli incentivi all’autoimprenditorialità e all’autoimpiego che consentono di richiedere finanziamenti come contributi a fondo perduto e  mutui a tasso agevolato, per progetti d’impresa o per iniziative di lavoro autonomo, microimpresa e franchising.

Oggi Massima Di Paolo, esperta di Lavoroediritti, ci illustra un’altra strada (con le sue opportuntà ed i suoi limiti): quella di aprire una Società Semplificata a Responsabilità Limitata (SSRL).

L’obiettivo del decreto è quello di offrire un’ opportunità ai giovani che non hanno ancora compiuto i 35 anni e vogliono crearsi una attività in proprio e investire le proprie energie in una start-up.

La SSRL può essere creata con 1 solo euro di capitale sociale e senza l’intervento del notaio (con ampio risparmio dunque, di tempo e soprattutto di denaro).

Come si fa per costituire la società?

Molto semplice, basta redigere una scrittura privata (che sarebbe l’atto costitutivo della società) nella quale bisogna indicare:

  • le generalità di ciascun socio (che può essere anche solo uno);
  • la denominazione sociale e il Comune ove è posta la sede o le sedi della società;
  • l’ammontare del capitale sociale non inferiore a un euro sottoscritto e interamente versato alla data della costituzione;
  • luogo e data di sottoscrizione.

Devo anche indicare gli ulteriori requisiti previsti per tutte le società dal codice civile ossia:

  1. l’attività che costituisce l’oggetto sociale,
  2. la quota di partecipazione di ciascun socio,
  3. le norme relative al funzionamento della società.
  4. luogo e data della sottoscrizione

Quindi, entro quindici giorni, la scrittura privata deve essere registrata presso l’Ufficio del Registro delle Imprese nella cui circoscrizione è stabilita la sede sociale. L’ufficiale del registro deve accertare la sussistenza dei requisiti richiesti e procedere all’iscrizione entro il termine perentorio di quindici giorni.

Bisognerà attendere un successivo decreto ministeriale del Ministro della Giustizia di concerto con il Ministro dell’Economia e delle Finanze e con il Ministro dello Sviluppo Economico, con il quale verrà individuato lo statuto standard della società e i criteri di accertamento delle qualità soggettive dei soci.

Scioglimento della società

Questo tipo di società rimane in vita finchè il singolo socio o tutti i soci non abbiano raggiunto i 35 anni di età. Se viene meno il requisito dell’età in capo a tutti i soci, gli amministratori devono, senza indugio, convocare l’assemblea per deliberare la trasformazione della società, in mancanza si applica l’articolo 2484 (cause di scioglimento della società).

Qualora il requisito dell’età viene meno in capo ad un solo socio, se l’assemblea convocata senza indugio dagli amministratori non delibera la trasformazione della società, il socio è escluso di diritto e si applica in quanto compatibile l’articolo 2473-bis (esclusione del socio).

In entrambi questi casi, la norma rinvia alle norme del codice civile. Si presume pertanto, che in caso di trasformazione della società si debba comunque ricorrere al Notaio!

Come dire, ciò che si da con una mano, si riprende con entrambe…

Forse, sebbene sia un’idea eccellente, questa nuovo modello societario avrebbe bisogno di ulteriori “approfondimenti legislativi”.

 

Dopo un anno esatto riparte a Milano la Social Media Week, la settimana della comunicazione sul web e sui social network, che si svolge in contemporanea in diverse città del mondo, da Beirut a Buenos Aires, da Los Angeles a Mosca! Tra i diversi eventi in programma, vi segnaliamo in particolare due iniziative che riguardano temi a noi cari: trovare nuove opportunità di lavoro nel settore web ed avviare un’impresa online.

Immagine sotto licenza CC tratta da Sestyle.it

Oggi, 20 settembre, si svolgerà il convegno “Nuove professioni del Web“, organizzato da JobMeeting e dal Politecnico di Milano. Si discuterà delle emergenti necessità aziendali di trovare professionisti in grado di gestire siti e blog aziendali, di curare i rapporti con la community, di gestire campagne marketing online.

Stiamo assistendo infatti alla comparsa di una generazione di esperti 2.0 che devono apprendere capacità inedite in un mercato del lavoro iperconnesso in rete e ai social media.

L’appuntamento sarà focalizzato e orientato sia alle competenze richieste dalle aziende, che alle attitudini di chi vuole sviluppare un’impresa su internet.

Ai sempre necessari ingegneri informatici, webmaster e webdesigner, si sono affiancati ruoli adatti a diversi background scolastici e culturali.

Ecco la lista (sempre dinamica) delle nuove professioni 2.0:

  • All-Line Advertiser - Lo Stratega delle campagne marketing e dell’advertising online
  • Transmedia Web Editor – il Creatore dei Contenuti
  • Community Manager -  Il Portabandiera e Portavoce della community in rete
  • Web Analyst - Il Knowledge Master della navigazione utenti al proprio progetto online
  • Search Engine Optimizer (SEO) – L’Ottimizzatore per eccellenza della visibilità online
  • eReputation Manager - Il Guardiano della brand reputation e del Word of Mouth
  • Digital PR - L’architetto delle People Relations

E tu senti il richiamo del web 2.0?!

Se stai pensando di aprire un’attività autonoma online, oppure di trasformare il tuo attuale lavoro/business sfruttando le potenzialità di internet, un altro appuntamento da non perdere è quello condotto da Giampaolo Colletti, ricercatore di wwworkers, nuovi imprenditori del mondo web. Nell’incontro del 21 settembre si esploreranno le nuove opportunità delle donne e delle mamme sulla rete. Spinte dalla necessita di ricollocarsi, ma anche dalla voglia di realizzarsi, la maggioranza delle attività online è al femminile. La rete quindi salverà le lavoratrici italiane?

Per leggere il calendario completo degli appuntamenti, che possono essere seguiti anche in streaming, consultate la pagine del programma dell’E-Festival a Milano.

Continuando a seguire le linee di sviluppo delle piccole e medie imprese italiane e dei lavoratori autonomi, abbiamo trovato un’altra iniziativa, promossa dalla Provincia di Torino: “Voglia d’impresa”, che si svolgerà a Torino il 28 e 29 settembre.

Voglia d’impresa è una manifestazione rivolta a tutti coloro che sono interessati a mettersi in proprio: agli imprenditori piccoli e medi, ai lavoratori autonomi e a chi opera a vari livelli nei servizi di supporto all’autoimprenditoria, fornendo occasioni di relazione e confronto con esperti di realtà nazionali e internazionali di rilievo. Voglia d’impresa nel 2011 intende affrontare da un lato il tema del successo e crescita delle imprese e delle variabili che possono condizionarlo, dall’altro vuole analizzare un aspetto emergente nel panorama del lavoro in proprio: la generazione dei lavoratori a Partita Iva, una realtà a cavallo tra microimprenditoria e lavoro autonomo. Per conoscere il programma delle due giornate, visitate la pagina “Mettersiinproprio.it

 

Al Festival della Creatività a cui ho partecipato pochi giorni fa nei pressi di Roma, ci siamo confrontati sul tema del “cambiamento”, per scoprire come trasformare una “crisi” in un’ “opportunità”, come rialzarsi più forti di prima dopo un momento difficile, come rendere gli errori i nostri migliori alleati (vedi anche l’articolo: Come reagire davanti ai fallimenti ed agli ostacoli), come ri-scoprirsi e re-inventarsi!

“Ti sembra facile!?!” questa probabilmente è il primo pensiero di chi legge queste che sembrano solo belle parole…  Visto che effettivamente non sono i discorsi che contano ma i fatti, ho pensato di riportarvi alcune esperienze di donne che hanno saputo reinventare sè stesse e la loro attività.

[Breve Parentesi: La storia di queste “storie di successo” è piuttosto originale e conferma il potere del “networking”: grazie al suggerimento di una mia stimata collega (Helga Ogliari) vengo contattata da Manuela Longo, giornalista (che ha creato il sito inventa lavoro.style.it) che mi chiede di commentare alcune esperienze di miglioramento professionale e di innovazione del business, che lei stessa aveva raccolto. L’articolo viene pubblicato su Cosmopolitan (http://www.cosmopolitan.it/) del mese Marzo 2011!]

Vi riassumo le storie secondo me più significative, con il relativo commento.

Carlotta F., dopo la laurea inizia a lavorare nell’agenzia immobiliare del padre: pur essendo una realtà consolidata da tanti anni sul territorio, la crisi del settore si fa sentire anche per loro! Per far fronte in modo originale alle nuove esigenze del mercato, Carlotta decide di specializzarsi in home staging, ossia nell’allestimento delle case da vendere o da affittare, e di offrire questo servizio ai suoi clienti.

Commento di Coach Lavoro:  Si dice che la vita sia come una scala mobile: non si può restare fermi, o si sale o si scende! Carlotta si è guardata intorno, rendendosi conto di quanto fosse cambiato il mercato e di conseguenza ha capito che anche la sua agenzia doveva innovarsi, pur nel rispetto della tradizione. Sia che siamo delle imprenditrici che delle professioniste, chiediamoci: “Perchè dovrebbero scegliere proprio noi? Che cosa può distinguerci?”. Così scopriremo qual è quella nostra qualità che possiamo valorizzare o quale nostra competenza sviluppare.

Simona ed Erika nel 2005 aprono il loro negozio di hobbystica, dove vendono le loro creazioni realizzate a mano. Nonostante la passione che entrambe mettono nell’attività, i risultati non sono all’altezza delle aspettative. Le due giovani donne hanno un’idea: coinvolgere di più le clienti nella loro attività, trasmettere la loro passione e le loro capacità, organizzando corsi dove insegnare a creare oggetti e bijoux a mano. I corsi hanno avuto così tanto successo che il negozio è stato ingrandito!

Commento di Coach Lavoro:  Simona ed Erika hanno avuto il coraggio di seguire la loro passione, aprendo un negozietto tutto loro!Quando però i risultati sperati non arrivano, la delusione e la voglia di abbandonare tutto sono dietro l’angolo…Nei libri di crescita personale si legge spesso: “Non esistono fallimenti, esistono solo risultati!”. Davanti al nostro “insuccesso” dovremmo chiederci: “Che cosa possiamo fare di più o semplicemente di diverso rispetto a quanto fatto finora?”

Heidi lavorava come giornalista per una nota rivista di wedding. Raccoglieva dalle spose le descrizione dell’evento del matrimonio in tutti i dettagli. Quando ha scelto di lasciare il lavoro per dedicarsi al mestiere di mamma, si è inventata il lavoro di wedding reporter, ossia un’inviata
speciale che partecipa, come una giornalista, al matrimonio e poi scrive un articolo dettagliato sull’evento. I suoi racconti più belli sono stati pubblicati da una casa editrice.

Commento di Coach Lavoro: Heidi grazie alla sua sensibilità e all’amore per il suo lavoro, ha scoperto un’esigenza delle sue clienti che rimaneva latente e si è chiesta come lei stessa avrebbe potuto soddisfarla, grazie alle competenze che già possedeva. Essere creativi non significa quasi mai creare qualcosa ex novo, ma nella maggior parte dei casi significa partire da quello che già si possiede e “inventare” un nuovo modo per utilizzarlo!

Che ne pensate di queste storie? Vi ispirano qualche cambiamento o miglioramento per il vostro lavoro o la vostra attività imprenditoriale?

Domenica è una giovane donna come tante: 30 anni, un sogno nel cassetto e tanta voglia di realizzarlo.

Ha cambiato diversi lavori dimostrando che la flessibilità e la tenacia sono due ingredienti fondamentali per muoversi nel caotico mondo del lavoro.

Attualmente continua a lavorare in un supermercato, ma non perde di vista il suo obiettivo ossia trasformare la proprietà terriera di famiglia in un resort.

Non avendo capitali da capogiro decide di intraprendere la via dei finanziamenti per l’imprenditoria giovanile e dopo mesi riceve LA notizia tanto attesa: il suo progetto verrà finanziato e fra pochi mesi inaugurerà il sogno di una vita!

Una storia (assolutamente vera!) che abbiamo deciso di pubblicare perché parla di coloro che hanno un’idea e un sogno in cui credono e che mentre continuano a svolgere i lavori più svariati non dimenticano mai la propria meta!

…e perchè parla di coloro che non si fermano al primo ostacolo ma sanno che l’ostacolo è fatto per essere superato: per questo si attivano in tutti i modi per trovare una soluzione, una strada, uno strumento per superare il problema e proseguire nel loro cammino!

Sappiamo bene come l’aspetto economico rappresenti il problema principale alla realizzazione di un’idea progettuale: per questo abbiamo deciso di fornirvi dei link utili per avere informazioni sulle forme di finanziamento che possono agevolare i giovani imprenditori e non solo.

www.unioneconsulenti.it fornisce un supporto mirato alla ricerca di contributi a fondo perduto o  di finanziamenti agevolati idonei in relazione alle singole necessità.

www.invitalia.it/site/ita/home.html il sito dell’Agenzia nazionale Invitalia per lo sviluppo d’impresa

www.info-finanziamenti.it offre una panoramica sui siti rilevanti per il mondo dell’imprenditoria.

www.cna.it Confederazione Nazionale dell’artigianato e della piccola e media impresa che si occupa della concessione di finanziamenti nel settore dell’artigianato

http://www.quickfairs.net/dettagli_fiera Piacenza 28/29 maggio 2011 il Salone per chi vuole mettersi in proprio.

www.workingcapital.telecomitalia.it Working Capital è un progetto che si propone di sostenere l’innovazione italiana, le iniziative imprenditoriali e i progetti di ricerca fornendo ampio supporto per la loro realizzazione. Le proposte devono essere inviate entro il 30 giugno 2011.

http://www.fabermeeting.it Faber è un concorso nazionale aperto a giovani residenti in Italia e con una età compresa tra i 22 e 35 anni compiuti, attivi nel campo della creatività digitale.

CB043199Smettere di lavorare e mettersi in proprio, magari usando le potenzialità del web, è una scelta che necessita di una dose di coraggio, spirito d’iniziativa e creatività.

Complice anche la crisi, in Italia questa decisione sta trovando sempre più seguaci: società di catering, organizzazione di eventi, vendita di prodotti biologici, attività di cucito/riparazioni e lavori redazionali sono soltanto alcune declinazioni delle nuove professioni della Rete.

Probabilmente non è un caso se “inventarsi un lavoro” è una delle parole chiavi più ricercate su Google per arrivare sul nostro sito!

Giampaolo Colletti nel 2010 conia il termine wwworkers per definire i nuovi lavoratori del web. Sul suo sito ha raccolto le testimonianze (condividendo in primis la sua esperienza personale di ex dipendente) di coloro che hanno intrapreso un’attività imprenditoriale, ribaltando lo stereotipo del posto fisso e sfruttando le potenzialità della rete. Continua a leggere »

passioneLuca è un ragazzo italiano, uno dei tanti «buskers» che ogni giorno cantano nelle strade o nella metropolitana della città, ma la sua storia merita di essere raccontata per un incontro casuale che ha cambiato la sua vita.

Durante la sua carriera universitaria vince una borsa di studio e si trasferisce a Londra per alcuni mesi, ma la sua passione rimane la musica e decide di coltivarla iniziando a suonare per strada.

«Stavo suonando in una piazza – racconta – quando è passato Eddie Jordan, l’ex proprietario della scuderia di Formula 1. Eddie suona la batteria ed è rimasto colpito ascoltandomi. Si presentò e mi chiese se ero interessato a suonare ad alcune feste ed eventi da lui organizzati, mi ha invitato a Silverstone e mi ha fatto conoscere molte persone».

Da quella sera, Luca ha avuto l’opportunità di girare il mondo suonando con la band di E. Jordan durante i GP della Formula 1, ha suonato con artisti del calibro di Michael Rutherford dei Genesis e, nonostante tutto, continua ad esibirsi nel suo angolo al Covent Garden, per non perdere l’emozione di riuscire a far fermare i passanti per regalare loro un momento di magia.

Una storia a tratti surreale, ma significativa in quanto rappresenta l’emblema di come sia possibile trasformare la propria passione in lavoro. E la passione non è qualcosa di temporaneo, un semplice hobby, ma è qualcosa che ci rende vivi.

La storia di Luca è stata sicuramente arrisa dalla fortuna…ma siamo sicuri che si tratti solo di questo? Continua a leggere »

esteroDaniela vive all’estero da 5 anni, prima in Germania e poi a Londra. “Ho deciso di trasferirmi per molte ragioni: la mancanza di prospettive  lavorative per una laureata Dams, la mentalità provinciale e la mancanza trasversale di meritocrazia. All’estero non ho avuto difficoltà per lavorare con delle compagnie teatrali, con contratti regolari che prevedono anche un’assicurazione per artisti nel teatro. Qui a Londra ho trovato il supporto che purtroppo speravo di ottenere in Italia, ma dopo 5 anni mi ritengo soddisfatta e continuo a realizzare ciò che pensavo fossero soltanto illusioni“.
La storia di Daniela è caratterizzata da una forte motivazione al cambiamento e dalla consapevolezza di dover incanalare le energie nel giusto senso, per raggiungere i propri obiettivi.

Il cambiamento è una componente fondamentale dell’esistenza umana: a volte lo si vive di riflesso ascoltando o leggendo storie di chi ha cambiato lavoro, vita, città o nazione; altre volte si è protagonisti di una svolta desiderata o causata da eventi esterni (licenziamento, ecc…) e il percorso può seguire traiettorie più o meno lineari.
In un mercato poco dinamico come quello italiano, non sono pochi gli italiani (oltre 4 milioni negli ultimi 4 anni, secondo il “Rapporto Italiani nel mondo 2010″ della Fondazione Migrantes) che scelgono di trasferirsi all’estero, alla ricerca di nuove opportunità, per cercare il lavoro più adatto alle proprie necessità e/o aspettative, per cambiare “aria” e trovare nuovi stimoli di crescita personale e professionale.

CoachLavoro ha selezionato dei siti che possono essere utili per chi ha intenzione di trasferirsi all’estero:

SCAMBI EUROPEI
Nasce per dar voce alle numerose possibilità di mobilità giovanile presenti sia a livello europeo che extraeuropeo. Opportunità di lavoro all’estero, borse di studio, attività di volontariato e scambi interculturali sono solo alcune delle innumerevoli modalità che vi permetteranno di viaggiare e di fare esperienze all’estero nell’ambito di programmi europei o attraverso le offerte di imprese e associazioni che hanno bisogno di nuove risorse.

CTS EDUCATION

I programmi Education & Exchanges sono la risposta CTS a chi desidera vivere un’esperienza all’estero al di fuori del contesto turistico. I 5 programmi (Work & Travel, Internship, Au Pair, High School Abroad e Volunteer) sono stati creati per conciliare la voglia di un’esperienza indipendente con l’assistenza di partner affidabili che operano nel campo dello scambio culturale.Oltre a stimolare l’apprendimento di una lingua straniera, i programmi Education & Exchanges mettono alla prova e accrescono l’individuale grado di autonomia, la capacità di gestione delle situazioni più diverse e di relazione in un contesto multiculturale. Un bagaglio di esperienze prezioso, utile nella vita come nel lavoro.

VIVI ALL’ESTERO
Una web-community nata dalla collaborazione di italiani che vivono nel Regno Unito, Olanda, Spagna ed Australia, che ha come scopo quello di aiutare tutti coloro che vogliono trasferirsi all’estero per motivi di lavoro e studio.

VOGLIO VIVERE COSì

Un portale che raccoglie storie di viaggi e di esperienze di vita all’estero, raccontando sia gli aspetti positivi che quelli meno entusiasmanti di una decisione, spesso difficile da prendere, ma che può nascondere grandi opportunità. Nel sito troverete inoltre un forum dove discutere e scambiarsi opinioni.

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Giovani talenti in movimento

Coach Lavoro novembre - 15 - 2010SCRIVI UN COMMENTO

Gioventù bruciata e senza futuro in Italia?

Forse sì e sicuramente come abbiamo detto  già in altri articoli e commenti dovremmo investire molto di più in formazione ed innovazione, stimolare l’imprenditoria giovanile..ecc! se questo aspetto riguarda maggiormente la politica, in questo sito quello che vogliamo e possiamo fare, tra le altre cose,  è far vedere a ciascuno nuovi spiragli di opportunità, allargare lo spazio delle possibilità individuali, stimolare percorsi alternativi per realizzarsi nel lavoro e nel business!

Pgiovanier questo segnaliamo 2 iniziative che possono essere interessanti per i giovani in cerca di opportunità!

La prima è il FESTIVAL DEI GIOVANI TALENTI (TNT), che si terrà a Roma dal 17 al 21 Novembre.

La manifestazione vuole diffondere dei messaggi forti e chiari: l’esistenza di una “meglio gioventù d’Italia” troppo spesso trascurata dai mass media, la restituzione di una piena dignità al merito, la fiducia nel futuro, lo spirito di iniziativa.

Portabandiera di questa importantissima iniziativa saranno l’étoile di fama mondiale Roberto Bolle, il campione della Nazionale Italiana di Rugby Mirco Bergamasco, la cantante Malika Ayane, il fuoriclasse di pallacanestro della NBA Andrea Bargnani, l’attrice Cristiana Capotondi, l’artista Simona Atzori, il cardiologo Ruggiero Mango e l’operatrice del mondo del non-profit Selene Biffi.
Tutti giovani che, grazie alle loro storie di successo in Italia e nel mondo, confermano che con il talento, abbinato all’impegno ed alla determinazione, tutti possono raggiungere risultati importanti nei diversi settori. La loro adesione al progetto ha l’obiettivo di fornire un modello, un esempio per tutti i propri coetanei e stimolarne un processo di emulazione.
Il tutto sarà realizzato dando voce alle eccellenze nei diversi settori di attività, offrendo una visione positiva del ‘mondo giovani’ che non si riconosce nelle cronache e fornendo gli stimoli ‘giusti’ per far esprimere ad ogni giovane il proprio potenziale. Per raggiungere tale fine saranno coinvolti enti e istituzioni, aziende, associazioni di volontariato, le rappresentanze giovanili e quelle del terzo settore. Continua a leggere »

universitàLe fiere del lavoro, job meeting, career day sono ormai da diverso tempo punto d’incontro tra aziende che sono alla ricerca di potenziali candidati e diplomati o laureati alla ricerca di qualificate opportunità lavorative. Solitamente i Responsabili del personale o gli addetti alla selezione, tramite i loro stand o tramite meeting dedicati, le rispettive organizzazioni, illustrando le politiche di recruiting, le varie fasi del processo di selezione. A volte è possibile consegnare direttamente il curriculum alle aziende: questo vale ormai in realtà per poche aziende perchè la maggior parte hanno ormai procedure di recruiting standardizzate per cui richiedono di inserire il Cv nel database aziendale.

Molti vedendo questo dicono che le aziende partecipano a queste fiere solo per farsi pubblicità…per fare employer branding come si dice in gergo!

Questa però è solo una verità parziale: in diversi casi le aziende anche se non hanno urgenza di ricoprire particolari posizioni, trovano utile incontrare possibili nuovi candidati, da contattare appena si presenta l’occasione!

Dal punto di vista di chi è in cerca di lavoro, partecipare a questi eventi è un modo per testare come si muove il mercato, capire le posizioni più richieste…e non solo! Significa anche accedere a sessioni di approfondimento su nuove professioni, laboratori di orientamento professionale sulle strategie di ricerca del lavoro e le nuove tendenze del mercato del lavoro, workshop su come redigere un cv efficace e altri ancora. Continua a leggere »

42-15654428AAA professioni artigiane cercasi!

Secondo l’ultimo studio della Confartigianato che elabora i dati del Rapporto 2010 Excelsior-Unioncamere, a fronte di circa 550.000 nuove assunzioni previste per quest’anno le aziende avranno difficoltà a coprire oltre 147.000 posti.

Le professioni più richieste sono: installatori di infissi, panettieri, pasticceri, sarti ma anche falegnami e cuochi.

Per le imprese italiane nel 2010 sarà difficile reperire il 26,7% delle figure professionali di cui hanno bisogno! In altri termini un quarto delle richieste del mercato del lavoro non risultano soddisfatte!

E questo a fronte di una disoccupazione che secondo le ultime stime tocca l’11% e che cresce significativamente per la fascia giovanile!

Come è possibile?! Forse che non si ha più voglia di imparare un mestiere?? Forse i giovani sono tutti fannulloni come dicono alcuni??

Sinceramente non lo credo! La questione secondo me è sociale e culturale! Ci hanno fatto credere che i lavori manuali stiano sparendo, che ormai non servano più e siano stati soppiantati dai lavori “intellettuali”. Ci hanno fatto credere che siano lavori molto faticosi e poco retribuiti quando invece i giovani spesso si adattano a fare dei lavoretti ancora più stancanti e senza alcuna possibilità di crescita! Ci hanno fatto credere che gli istituti tecnici e professionali dove si insegna un mestiere siano di Classe B, che ormai tutti debbano fare il Liceo e l’Università e conseguire così l’agognato “pezzo di carta”…

Senza nulla togliere al valore degli studi e della formazione (ci mancherebbe!), è necessario acquisire maggiore consapevolezza sulle esigenze del mercato e sapersi muovere di conseguenza!

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emergerePrendo spunto dall’interessante articolo di Alberoni sul Corriere sul tema “Ecco perchè chi ha talento fa fatica ad emergere“, per discutere sulle possibilità di successo che hanno in Italia le persone che valgono. Molti dicono che siamo il paese delle gerontocrazia piuttosto che della meritocrazia, dove si va avanti (se si va avanti!) solo per conoscenze e raccomandazioni,  dove vige la conservazione piuttosto che dell’innovazione. E probabilmente hanno in buona parte ragione…

Alberoni spiega come la globalizzazione abbia portato ad una crisi dei “sentimenti morali collettivi” che ha colpito i particolare i giovani studenti, che “non hanno più la passione del sapere” e che si sono convinti che chi si impegna e chi merita “non verrà ricompensato”, mentre avrà successo solo “chi è spregiudicato, chi appare in televisione, chi trova protezioni politiche”.

Il sociologo paragona poi lo scenario attuale con quella dell‘Italia del dopoguerra, quando tutti volevano lasciarsi alle spalle la miseria e creare prosperità. Per farlo erano pronti a lavorare duramente: “gli operai lottavano per diventare piccoli imprenditori”, “gli studenti facevano a gara per sapere di più” in quanto “i più bravi erano subito richiesti dalle imprese”.

Evidentemente in poco più di 50 anni la situazione è a dir poco cambiata: siamo una società ormai industrializzata e “sviluppata” in cui i margini di crescita sono piuttosto scarsi e si assiste ad un ridimensionamento delle strutture, ormai diventate troppo “ingombranti” e poco flessibili.

Eppure, come dice anche Alberoni, vediamo che i giovani preparati, pronti a lavorare e ad adattarsi, trovano lavoro…ma con più fatica.

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