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Un posto sul palco del mondo

Coach Lavoro maggio - 7 - 20131 COMMENTO

palcoscenicoSul palcoscenico di uno dei teatri più celebri di Roma, “Il Brancaccio”, calcato da attori celebri e da artisti rampanti, ieri sera si è svolto uno spettacolo davvero molto speciale, intitolato “Primomaggio”.  Il tema è quello del lavoro che non c’è, della precarietà e della povertà…e fin qui niente di nuovo sotto il sole, se non fosse che gli attori sono persone che stanno vivendo drammaticamente sulla loro pelle questa situazione.

I protagonisti infatti di questa rappresentazione sono alcuni ospiti dei centri Caritas di Roma: donne e uomini, giovani e anziani, italiani e stranieri, che oltre al lavoro hanno perso anche la casa e gli affetti familiari, ma non certo la loro profonda dignità.

Molti degli attori hanno raccontato le loro storie: c’è chi un lavoro anche umile prima ce l’aveva e chi invece non ce l’ha mai avuto e si è sempre arrangiato, c’è lo straniero che sognava l’università ma che è dovuto scappare dal proprio paese a causa della guerra, c’è chi ha perso il posto a seguito di un incidente sul lavoro e chi si è trovato in mezzo ad una strada dopo l’allontanamento del partner…

Tutti chiedono la possibilità di un lavoro che consenta di vivere una vita normale, che restituisca la dignità di esseri umani, che riaccenda la speranza.

Io la luce della speranza l’ho già vista sui loro volti, emozionati, che hanno avuto la possibilità di riscattarsi, salendo su un palco, grazie alla magia che solo il teatro può portare, e di lanciare un messaggio umano e sociale, raccolto dagli oltre mille spettatori che li hanno applauditi alzandosi in piedi.

La luce della speranza l’ho vista anche nel regista, Carlo del Giudice, nel suo staff e in tutta l’organizzazione che ha consentito a queste persone di mettere in scena sé stessi e di farsi ascoltare.

La luce della speranza l’ho vista in come ciascuno degli attori sia riuscito a tirare fuori il meglio di sé, sfruttando le proprie qualità e dando un senso alla propria esperienza.

Perché ciascuno può e deve avere il suo posto sul palco del mondo.

In un periodo incerto, instabile e “critico” come quello attuale, quello che spesso manca a chi vuole entrare o reinserirsi nel mercato del lavoro sono delle informazioni oggettive su cosa le aziende cercano: quali professioni sono più richieste, quali competenze sono maggiormente ricercate, quali i titoli di studio più ambiti.

Come prima del lancio di un prodotto, si fa un’accurata analisi di mercato per scoprire quali siano le esigenze dei clienti e quali i bisogni non ancora soddisfatti dalle aziende concorrenti, così, prima di “lanciarsi” nel mondo del lavoro è fondamentale conoscere il mercato a cui ci si rivolge.

Dove reperire queste informazioni?

Le fonti dirette sono molteplici: gli annunci di lavoro pubblicati sui giornali, sulla riviste specializzati, i portali di recruiting e sui siti aziendali, le discussioni sui business social networks come Linkedin ed anche i “rumors” da parte di chi già lavora nella aziende e da chi con le aziende ha quotidianamente a che fare come i selezionatori e i consulenti.

Ad esempio, secondo i dati del sito miojob di Repubblica, le aziende a febbraio 2013 stanno cercando “figure professionali con elevata specializzazione e profili capaci di portare sul mercato i prodotti e i servizi”.

Le aree funzionali per cui ci sono si scopre che più richiesti dalle aziende sono quelli che interessano l’area della produzione (circa 2700 annunci pubblicati) e quella dell’amministrazione, finanza e controllo (circa 1800 annunci). Seguono quindi le ricerche di figure professionali nell’area ricerca e sviluppo e nell’area tecnica (circa 1800 annunci) e, ad una certa distanza, quelle nel settore del turismo e esercizi pubblici (circa 900 annunci) e nell’erogazione dei servizi (circa 600 annunci).

Queste fonti ci possono dare il polso della situazione attuale, ma possono non essere sufficienti per darci un quadro completo della situazione lavorativa in Italia.

Pertanto è utile consultare le fonti ufficiali (ISTAT, ISFOL, Unioncamere) che forniscono informazioni sull’andamento dell’occupazione, sulla propensione ad assumere da parte delle aziende, sulle figure più richieste e su quelle “introvabili”. Nonostante i limiti ben noti di qualunque statistica o sondaggio, questi dati meritano di essere studiati con attenzione per individuare il trend in cui si sta muovendo il mercato del lavoro.

[NB: E’ consigliabile andare sempre a reperire i dati statistici alle fonti, piuttosto che limitarsi ad assumere per veri quelli riportati dalla TV o dai quotidiani, che rischiano di essere parziali ed incompleti!]

 

I dati di Unioncamere

Il Sistema informativo Excelsior fornisce anno per anno i dati  sull’andamento del mercato del lavoro e sui fabbisogni professionali e formativi delle imprese, oltre che sulle assunzioni programmate dalle imprese per ciascun trimestre. I dati sono raccolti dalle dichiarazioni di oltre 250mila imprese private (esclusa quindi la Pubblica Amministrazione) con più di un dipendente, in tutta Italia.

Per il primo trimestre 2013 si prevedono in totale 225mila nuove assunzioni, di cui 77mila nell’industria e 148mila nei servizi. Per quanto riguarda il settore secondario, c’è da segnalare che mentre nelle industrie produttive il saldo entrate/uscite è in positivo, nel settore delle costruzioni le uscite sono superiori alle entrate di circa 8mila unità. Per quanto riguarda il terziario invece, risultano in forte calo il settore del commercio e del turismo.

Dal punto di vista geografico, il Nord Ovest è in crescita (+5mila entrate rispetto alle uscite), mentre invece il resto d’Italia subisce fortemente la crisi, in particolare il Sud (10 mila posti di lavoro non “rimpiazzati”).

Soffrono della riduzione del personale soprattutto le PMI con meno di 50 dipendenti, mentre invece le aziende medio-grandi tengono e crescono per quanto riguarda le assunzioni.

Come sostiene presidente di Unioncamere, “Il perdurare della recessione e il timore che essa si prolunghi nei prossimi mesi sta portando le imprese ad assumere un atteggiamento sempre più cauto sul fronte occupazionale. Ciò non vale, tuttavia, per l’intero sistema imprenditoriale. Vediamo infatti che la propensione ad assumere è doppia nelle imprese esportatrici e in quelle che investono puntando sulla qualità dei prodotti e facendo innovazione”.

 

Le professioni più richieste

Secondo i dati Unioncamere, tra le professioni operative-manuali più ricercate figurano: termoidraulici, tornitori, installatori, meccanici, operai specializzati, camerieri, cuochi, panettieri, estetisti e parrucchieri.

Per quanto riguarda poi le professioni intellettuali, scientifiche e tecniche di elevata specializzazione, sono molto richiesti ingegneri energetico-meccanici e industriali-gestionali, progettisti IT, progettisti meccanici, ed anche venditori, tecnici della distribuzione, specialisti  in finanza e contabilità, infermieri ed altre professionisti della sanità.

E a fronte della necessità delle imprese di rafforzare la propria presenza nei mercati, è forte anche la richiesta di specialisti nei rapporti con il mercato, tecnici del marketing e specialisti in scienze economiche.

Inoltre, secondo i dati della Fondazione Italia Orienta, è elevata la richiesta di chimici (80% dei laureati risultano occupati) così come quella degli specializzati in scienze motorie (istruttori, tecnici della riabilitazione, fisioterapisti). Spostandoci nel settore agroalimentare, sono in aumento le aziende agricole gestite da under30 e al contempo appaiono sempre più richieste di food blogger, appassionati di cucina e gastronomia che sanno raccontare in maniera nuova il mondo del gusto. Viene infine confermato il trend positivo nel campo della green economy dove, entro il 2016 saranno richiesti 100mila nuovi posti di lavoro per Energy manager, Ingegneri ambientali, Progettisti di energia rinnovabile, certificatori energetici ed anche agronomi e botanici.

 

Le professioni introvabili e quelle sature

Guardando i dati del 2012, secondo Unioncamere, il 16% delle assunzioni totali (pari a circa 65mila unità) sono state segnalate come difficilmente reperibili.

Se è vero che i profili “introvabili” denunciati dalle aziende sono diminuiti, complice il difficile momento economico (nel 2011 erano infatti 117mila, pari a circa il 20% delle assunzioni previste entro l’anno), è altrettanto vero che sono ancora decine di migliaia a non rispondere all’appello nel 2012.

Tra i laureati mancano soprattutto quelli del comparto IT: progettisti di sistemi informatici (85% del totale), consulenti di software, analisti programmatori, e programmatori informatici, seguiti dai progettisti meccanici e di impianti industriali (preferiti gli ingegneri meccanici e navali) e progettisti operanti nel settore dei servizi (meglio se con laurea in economia bancaria, finanziaria e assicurativa), e i revisori contabili.

Per quanto riguarda i diplomati, risulta molto complicato per le aziende trovarne che abbiano scelto l’indirizzo legno, mobile e arredamento (in un caso su due) così come nel settore telecomunicazioni, termoidraulico, tessile, abbigliamento e moda, elettrotecnico e turistico-alberghiero. Nell’ambito dell’artigianato risultano esserci 170 mila posti di lavoro non coperti.

Invece, sempre secondo i dati di Italia Orienta, il mercato è saturo di architetti, medici veterinari, odontotecnici. Quindi, per chi volesse comunque seguire queste strade, bisogna puntare su nicchie specifiche, come ad esempio quello della bioedilizia per l’architettura.

 

Un’iniziativa da segnalare: Educational Tour di Italia Orienta

La Fondazione Italia Orienta, che abbiamo citato per alcuni dati sulle previsioni occupazionali, è una realtà composta da docenti, educatori, imprenditori e giornalisti che dedicano la loro vita allo studio e alla ricerca sulle tematiche della filiera educativa.

L’obiettivo principale è quello di diffondere la cultura dell’orientamento, aiutando in particolare i giovani a prendere scelte consapevoli per il loro futuro, contrastando i fenomeni della dispersione scolastica, dell’inattività e della disoccupazione, in accordo con la strategia Europa 2020.

Da marzo 2013 fino alla fine dell’anno, Italia Orienta svolgerà l’Educational Tour, un viaggio itinerante in camper per 40 città italiane in cui saranno incontrati gli studenti, i docenti, le figure della scuola; saranno organizzati workshop, saranno messi a disposizione dei luoghi di discussione, formazione e dibattito in base alle attitudini e alle aree professionali scelte dai ragazzi, il tutto per confluire in un vero e proprio grande congresso che si terrà alla fine dell’anno.

Ripartire dalle idee

Coach Lavoro dicembre - 7 - 20127 COMMENTI

In un Paese in cui la ripresa sembra ancora lontana, il cambiamento procede lentamente e l’innovazione latita, c’è davvero bisogno di stimoli, di idee e di progetti. Anche un solo seme che nasce e porta frutto è importantissimo, perché crea un terreno più fertile per altri semi alla ricerca solo di un’opportunità!

Per questo ritengo molto significativa l’iniziativa del Corriere della Sera (da me scoperta solo pochi giorni fa, per caso, navigando su internet), che si chiama “Ripartiamo dalle idee”, un concorso per aspiranti imprenditori.

L’iniziativa è partita a maggio scorso, da un’idea (appunto) della SDA Bocconi che ha coinvolto il Corriere della Sera, l’agenzie di comunicazione Armando Testa e la Banca Intesa SanPaolo.

Dei 350 progetti che hanno partecipato, ne sono stati selezionati 30. I loro ideatori sono stati coinvolti in un corso di formazione sul business che si è concluso con la presentazione finale di tutti i progetti sviluppati, da cui sono stati eletti 10 vincitori, che riceveranno un supporto da tutti gli sponsor del progetto per lanciare la loro start-up.

 

Ecco alcune delle idee che mi hanno colpito di più (potete leggerle tutte qui):

BIOPIC : Una “stuoia” progettata per rendere semplice coltivare fiori e ortaggi in casa e in giardino o in terrazzo.

EM Engeneering: Sistema di produzione di ricambistica industriale,  in cui ciascun prodotto viene studiato da un team di professionisti e fabbricato solo da aziende made in Italy.

HIGHSTRIT: Centro commerciale virtuale che permetterà alle migliori boutique di moda italiane di vendere i loro prodotti nel mondo.

JOB CROP: nuovo sistema di recruiting e di scouting dei talenti online.

LASTMARKETPRICE.COM: Portale e-commerce che consente a produttori e distributori di mettere all’asta on-line merce in prossimità di scadenza, fine serie, cambio etichetta e fondi di magazzino.

Come è facile notare, molte delle nuove idee sono collegate alle incredibili potenzialità di internet, ma alcune sono invece assolutamente “concrete” e connesse con il tessuto produttivo e manifatturiero italiano.

Qualcuno si potrebbe domandare: che senso ha parlare di impresa oggi quando molte sono costrette a chiudere i battenti?

Non possiamo mica tutti diventare come Vito Lomele, il fondatore di JobRapido (il motore di ricerca di annunci di lavoro che probabilmente molti di voi conoscono e utilizzano spesso), che ha attirato l’investimento di 30 milioni di Euro dal parte del colosso Daily Mail? E neppure come Andrea Vaccari e Alberto Tretti di Glancee, una start up che è stata recentemente acquistata da face book di Zuckerberg?

Assolutamente! Sappiamo bene che non tutte le imprese riusciranno a concretizzarsi e che non tutte avranno successo, solo le migliori, le più solide e innovative andranno avanti. Già solo per queste, ne sarà valsa assolutamente la pena ideare, sviluppare, promuovere la propria idea.

Ma anche per chi non ce l’ha fatta o non ce la farà, sarà stato comunque importante darsi una possibilità, anzichè stare fermi, poter imparare dai propri errori e prepararsi, magari, a riprovarci!

 

In Italia, Paese delle Piccole e Medie Imprese, lo sappiamo, avviare un’attività è davvero complicato, è un’impresa quasi “epica”.  Il tasso di crescita e di innovazione è tra i più bassi di Europa.

Come mai? Qual è il problema?
E’ la burocrazia? Anche!
E’ la mancanza di investimenti? Anche!
E’ la scarsità di terreno fertile? Anche!

Il problema cruciale, a mio avviso, è la mancanza di fiducia nella possibilità, di visione del futuro ed anche di pazienza, nel vedere i frutti!

Proprio in un momento di crisi come questo, come dice Testa (il Presidente dell’omonima Agenzia di Pubblicità): “Bisogna rimboccarsi le maniche e fare quello che si sa fare».

E’ qui che si inserisce, secondo me, il valore dell’iniziativa: se ci pensiamo, dieci start-up di impresa sono davvero una goccia nel mare, ma l’obiettivo finale è più ampio, come spiega il direttore del Corriere Ferruccio de Bortoli: “Servono segnali positivi concreti per aiutare il Paese a far emergere energie e processi di crescita”.

La tendenza è quella di aspettare cambiamenti “dall’alto”: dalla politica, dall’economia, dalla legislazione. Sicuramente delle riforme a favore dell’imprenditoria e del lavoro sono necessarie, oltre che auspicabili per il nostro sistema.

Ma perché delegare le nostre scelte, le nostre responsabilità le nostre possibilità di realizzazione all’esterno? Riprendiamo in mano la nostra vita!

Smettiamola di focalizzarci sui problemi ed applichiamo l’energia che usiamo per ingigantire dei “buchi neri”, da cui finiamo poi per essere inghiottiti, per trovare o costruire nuove soluzioni, nuovi “soli”, o anche, semplicemente, nuove lampadine! Ripartiamo dalle idee, appunto!

La parola “idea” etimologicamente deriva dalla radice “id” da cui si forma il verbo “orào” che significa vedere (video in latino), ed anche il verbo “òida” (sapere, conoscere in quanto si è “visto”).

Le idee quindi nascono dalla conoscenza, sia di noi stessi che della realtà che ci circonda, delle sue esigenze  e delle possibilità che ci sono. Dalla conoscenza poi nasce una visione di un futuro, non così remoto, in cui le esigenze vengono soddisfatte dalle nostre conoscenze e grazie alle risorse (strumenti, persone, ecc..) che abbiamo a disposizione!

Idee per creare nuove imprese e non solo!

Per chi lavora in azienda, l’idea è la proposta di un progetto, di una collaborazione, di una partnership.

Per chi vuole entrare nel mondo del lavoro, un’idea è quella di un CV innovativo, di una presentazione originale, di una strategia alternativa per entrare in contatto con potenziali datori di lavoro.

Da dove deriva quindi questa situazione di stallo, di apatia, di penuria di idee? (per quanto le 350 in concorso siano un bel segnale!)

Non certo da una mancanza di creatività, perché questa qualità è presente in tutti gli esseri umani, ma perché è stata atrofizzata da una o più delle seguenti convinzioni:

  1. non è possibile (per noi/in questo periodo storico, ecc…)produrre nuove idee
  2. qualunque idea prodotta non funzionerà
  3. qualunque idea prodotta sarà già stata pensata da altri e quindi è inutile

Insomma, la quintessenza della Legge di Murphy applicata a sé stessi! Siamo davvero bravissimi ad autolimitarci…e gli altri solitamente contribuiscono con un carico da novanta, regalandoci (nella maggior parte dei casi, involontariamente) le loro stesse convinzioni limitanti!

Invece, come recita il claim della campagna ideata per il concorso: «La crisi si vince con la creatività, l’orgoglio e la fiducia nelle nostre idee»

Pubblico volentieri un guest post proposto dal sito lavorareonline.org

La crisi economica in Italia vede piccoli lampi di ripresa, ma molti sono gli imprenditori che stanno pensando di chiudere la propria attività. Non si tratta solo di piccole e medie imprese, ma di grandi nomi dell’industria, che puntano al profitto dei piani alti e che trovano una soluzione solo nello spostare la produzione in altri paesi, lasciando lavoratori in mobilità, in cassa integrazione o a casa con lettera di licenziamento, pur di sopravvivere. Lo fanno perché le tasse da pagare allo Stato sono ingenti, soprattutto per quanto riguarda quelle che ruotano intorno all’assunzione o al mantenimento di un lavoratore, per questo si spostano verso paesi in via di sviluppo dove il prezzo della manodopera e del lavoro è più basso. Dai call center alle industrie che hanno fatto la storia dell’economia del paese, la delocalizzazione delle aziende è un fenomeno sempre più diffuso in Italia. L’emigrazione è verso al Cina, il Vietnam, la Thailandia e ultimamente anche verso i paesi dell’Est e quelli Nordafricani.

La Fiat, ad esempio, ha stabilimenti perfettamente funzionati e produttivi in Polonia, Serbia, Russia, Brasile, Argentina, anche la Geox ha spostato la produzione in Brasile mentre Tim, Vodafone, Sky Italia hanno call center in Albania, la Stefanel e la Benetton sono in Croazia. Qui rimangono in pochi e ultimamente il terremoto in Emilia ha danneggiato molte aziende del settore farmaceutico che stanno ipotizzando la possibilità di delocalizzare a breve termine.

Alcune di queste occupazioni potrebbero essere svolte in modo diverso grazie al lavoro online, inoltre utilizzando le nuove tecnologie il prezzo per ogni lavoratore potrebbe diminuire notevolmente, considerando che lavorare da casa è un vantaggio anche per le aziende in quanto è possibile ridurre i costi di ufficio, assicurazioni sul posto di lavoro, assicurare orari flessibili e ridurre lo stress dell’assunto.

Chi vuole lavorare online seriamente, effettuando ad esempio lavori di contabilità, gestione clienti/fornitori, marketing può utilizzare le nuove tecnologie  che assicurano una comunicazione continua e di qualità eliminando quindi la necessità di una presenza fisica sul posto di lavoro.

Inoltre per alcune tipologie di aziende, ad esempio quelle impiegate nel mondo ICT, il lavoro sul web è ormai una realtà. Ad esempio un programmatore  (che sviluppa un progetto che non richiede un lavoro in team ) non ha alcuna necessità di recarsi sul posto di lavoro riducendo così il costo per l’azienda ed aumentando, in alcuni casi, la propria produttività e le ore di lavoro svolte.

Ad un anno esatto dalla pubblicazione dell’articolo sui dati del mercato del lavoro a Luglio 2011, credo sia utile riesaminare la situazione occupazionale in Italia, per cercare di fare un bilancio dei primi mesi del 2012 ed ipotizzarne l’andamento nel breve termine.

Come ho scritto più volte, sono convinta che il punto di partenza per la ricerca del lavoro sia rappresentato da noi stessi, dalle nostre inclinazioni personali, dalle nostre motivazioni e dalle nostre competenze. Se è vero che non bisogna “ignorare la realtà” (per quanto sulla “realtà” di questo termine si potrebbe aprire una lunga discussione filosofica…!), è altrettanto vero che partire solo da ciò che esiste (o meglio, da ciò che noi percepiamo e crediamo possibile) rischia di essere troppo limitante!

Invece, dopo aver preso consapevolezza di chi siamo, di cosa vogliamo e di cosa sappiamo fare, possiamo (e dobbiamo) confrontarci con il mercato, per cercare punti di contatto, strade da percorrere ed opportunità da cogliere…

E’ importante quindi saper leggere il mercato per comprenderne il “trend”: i settori in “declino” e quelli in crescita, le professionalità più e meno richieste, ecc.

Questo tipo di analisi andrebbe condotta in modo dettagliato e sistematico sul proprio territorio di riferimento, su aziende e professionalità specifiche perché ciascuno di questi aspetti ha le proprie peculiarità!

Per gli scopi di questo articolo, ci manterremo a livello generale, elaborando i dati su scala nazionale rilevati dall’ISTAT, dal sistema Excelsior di Unioncamere, dalla CGIA di Mestre e dalle rilevazioni dell’agenzia Manpower (per l’elenco completo delle fonti, vedi in fondo all’articolo)

Vi anticipo (anche se non ce ne sarebbe bisogno, visti i bollettini di guerra diffusi dai media) che i dati non sono positivi: l’Italia è in recessione e il mercato del lavoro è piuttosto stratico, frenato dall’incertezza sull’evoluzione politica ed economica del Paese. Ma all’interno di un quadro di certo non roseo, anziché rinfocolare facili allarmismi, cerchiamo di scoprire quali sono i settori più solidi, che nonostante tutto stanno reggendo alla crisi, quali sono le aree geografiche più dinamiche, e quali sono le figure professionali più richieste.

 

Dati sull’occupazione e disoccupazione

Secondo gli ultimi dati ISTAT, a maggio 2012 gli occupati sono 23.034 mila, in lieve aumento rispetto ad un anno fa, con una crescita dello 0,4% (98 mila persone).

Il tasso di occupazione è pari al 57,1%, mentre il tasso di disoccupazione si attesta al 10,1%, in aumento di 1,9 punti percentuali rispetto all’anno precedente.

Il tasso di inattività (ovvero di coloro che non lavorano e non cercano lavoro) si posiziona al 36,5%, con una riduzione di 1,4 punti su base annua.

Questo significa, se la mia logica statistica non mi inganna, che rispetto al significativo calo dell’occupazione del 2011, il 2012 è in leggera ripresa: ci sono quasi 100mila persone che l’anno scorso stavano a casa e che in un anno invece hanno trovato un lavoro. L’aumento della disoccupazione è legato anche (ma non solo ovviamente!) alla diminuzione del tasso di inattivi: rispetto al 2011 ci sono quindi più persone che si stanno muovendo alla ricerca di un lavoro.  Rimane comunque molto alto il dato che 1 persona su 3 non ha lavoro e non lo cerca perché stanca e scoraggiata. Certamente se gli inattivi si mettessero sul mercato, ci sarebbe molta difficoltà ad assorbirli tutti, ma se invece riuscissero a collocarsi oppure a crearsi un lavoro, quanta ricchezza in più sarebbe prodotta nel nostro Paese?

 

La propensione ad assumere delle imprese

Il secondo trimestre del 2012 (aprile-giugno) ha segnato un lieve incremento nella propensione delle aziende ad assumere, mentre invece nel terzo trimestre (luglio-settembre) si registra una nuova flessione, limitata almeno in parte dai lavori stagionali (nell’agricoltura, nell’alimentare, nel turismo, nella ristorazione)

Se allarghiamo la prospettiva al periodo 2011-2012, le assunzioni stagionali (e quindi a termine) crescono decisamente di più rispetto a quelle dell’anno precedente (+15 mila persone) mentre invece calano quelle non stagionali (-18mila), segno di forte incertezza per i prossimi mesi.

In generale si prevedono 159mila assunzioni a tempo determinato/indeterminato, a cui si somma la previsione dell’avvio di altre 67mila posizioni lavorative con contratti “flessibili”.

Il settore dei servizi si conferma il bacino di occupazione maggioritario (75% contro il 25% dell’industria), anche se nell’ultimo periodo ha subito una contrazione superiore a quella del comparto industriale.

Si confermano più dinamiche le piccole imprese (con meno di 50 dipendenti) rispetto alle medio-grandi, con un tasso di entrata di circa 16 su 1000 rispetto a 11 su 1000.

Questo evidenzia ulteriormente come la ricerca di una nuova occupazione andrebbe indirizzata meno sui (pochi) pesci grandi (le aziende più note e visibili) e di più su quelle piccole (tanto nascoste quanto dinamiche).

 

Quali sono le prospettive fino a settembre 2012?

Secondo i dati rilevati a giugno dall’Agenzia per il Lavoro Manpower, l’83% delle imprese non varierà né in positivo né in negativo il numero dei suoi dipendenti. Ci sarà invece un 8% che tenderà a ridurre il proprio organico, a fronte di un 7% che lo incrementerà. Quest’ultimo dato, anche se non compensa del tutto la perdita di posti di lavoro (il saldo è di -1%) indica chiaramente che, nonostante tutto, il mercato NON è immobile.

Se scendiamo nel dettaglio dei differenti settori, c’è purtroppo una netta prevalenza di segni “meno”, rispetto al trimestre precedente: l’agricoltura, la pesca e le costruzioni, che avevano segno positivo ad aprile-giugno scendono ora rispettivamente del -4% e del -8%.  Il trend già negativo invece peggiora  per il settore del commercio (-9%), quello minerario (-11%), dei trasporti e delle comunicazioni (-8%).

Restano stabili le attività manifatturiere,  il settore Energia e quello sociale.

Chiudiamo invece con un dato fortemente positivo per il settore ristorativo-alberghiero (+23%, dovuto anche alla stagionalità), per quello dei servizi finanziari/assicurativi e dei servizi alle imprese (+11%).

 

I settori più “scoperti” e le figure professionali “introvabili”

Secondo i dati di Unioncamere,  i settori che registrano più difficoltà di reperimento per le specifiche competenze tecniche richieste sono, nell’ordine

  • Tessile e Abbigliamento,
  • Manutenzione e riparazione impianti
  • Industria dei metalli,
  • Mezzi di trasporto
  • Gomma e plastica

tutti con percentuali superiori al 20%!

 

Inoltre, una recente indagine di Confartigianato relativa ai dati del 2011 evidenza le professioni che vengono reperite con maggiori difficoltà o addirittura rimangono scoperte:

  • pavimentatori e posatori di rivestimenti, in imprese artigiane e industriali (27% su 1.100 richieste)
  • montatori di carpenteria metallica (19% su 5.060)
  • camerieri (18,5% su 22.460)

seguono poi i meccanici, riparatori e manutentori di automobili, gli attrezzisti di macchine utensili, i sarti e i tagliatori artigianali, i modellisti e i cappellai, e così via.

Questi dati, che evidenziano una forte richiesta di professioni operative e manuali, sono confermati anche da una recente ricerca di Fondimpresa del Veneto, secondo la quale sono introvabili ciabattini, mulettisti ed anche gli infermieri.

 

Le aree più attive

Le imprese più dinamiche sono quelle operanti nelle regioni del Nord ovest che raccoglieranno il 24% delle assunzioni. In miglioramento anche la propensione delle aziende del Sud e delle Isole (pari al 32% sul totale). Peggiorano invece le cose rispetto al trimestre precedente soprattutto al Centro e al Nord est con un’incidenza rispettivamente del 16% e del 27% sul totale.

 

Le professionalità più richieste

Prendendo in considerazione di dati di maggio e giugno riportate dal sito miojob di Repubblica, che raccoglie annunci di lavoro, le più ricercate sono le figure nell’ambito della Produzione: Ingegneri elettrotecnici, periti meccanici, capi cantiere e addetti alla produzione. Subito dopo ci sono le professioni nell’Amministrazione, finanza e controllo: Addetti paghe e contributi, addetti alla contabilità, Responsabili amministrativi , Responsabili di tesoreria, Addetti alla gestione del credito, Controller.

Dietro di loro, al terzo posto, troviamo i professionisti attivi nell’area Ricerca&Sviluppo e l’area Tecnica, seguiti dagli operatori nel turismo e poi quelli nel commerciale e nelle vendite.

Meritano inoltre di essere citate per la loro predominanza in valore assoluto, specie nel periodo estivo, le figure nel settore della ristorazione e del turismo (cuochi e camerieri soprattutto) che sono ben 35mila in valore assoluto, seguiti con forte distacco dal personale non qualificato nei servizi (15mila) e dai commessi (10mila)

Nel prossimo trimestre, in base ai recenti dati di Unioncamere, si assiste ad una forte flessione per le professioni “intermedie” (impiegatizie) mentre le figure poste alle estremità della scala delle professionalità, vale a dire le professioni dirigenziali, tecniche, intellettuali e di alta specializzazione da un lato, e le professioni operaie e non qualificate dall’altro, saranno invece meno sfavorite.

Se si guarda al dettaglio delle singole professioni, quelle che potrebbero registrare un incremento delle opportunità di assunzione saranno gli specialisti della formazione, dell’istruzione (insegnanti) e della ricerca, gli operai specializzati e conduttori di impianti nell’industria alimentare, gli operatori della sanità e dei servizi sociali. Resistono inoltre bene le posizioni dei commessi e altro personale qualificato di negozi ed esercizi all’ingrosso, il personale di segreteria e dei servizi generali.

Per quanto riguarda in modo particolare i giovani e l’appetibilità dei titoli di studio superiori, secondo i dati di AlmaLaurea, la banca dati dei Laureati,  3 anni dopo la laurea, i dottori in Ingegneria, Statistica, Medicina ed Economia hanno un tasso di occupazione ed uno stipendio superiore ai dottori in Lettere, Psicologia e Scienze della Formazione.

 

FONTI

Sistema Excelsior Unioncamere: http://excelsior.unioncamere.net/index.php?option=com_bollettini&view=docsmap&Itemid=65

ISTAT (Lavoro): http://www.istat.it/it/archivio/lavoro

Altre fonti:

http://www.corriere.it/opinioni/12_giugno_18/zuanna-lavoro-non-piace-giovani_7b0dc9d2-b916-11e1-a52c-a7a9b914e823.shtml

http://miojob.repubblica.it/notizie-e-servizi/notizie/dettaglio/ricerche-di-personale-e-carriere-dalle-multinazionali-alle-pmi/4186710

http://miojob.repubblica.it/notizie-e-servizi/notizie/dettaglio/le-aziende-con-la-crisi-assunzioni-ancora-gi/4197659

http://miojob.repubblica.it/notizie-e-servizi/dossier/dettaglio/assunzioni-luglio-settembre-2/3731207

Ricerca statistica Manpower sulle prossime assunzioni: quante e in che settori sono state pianificate dalle imprese

Dopo l’interesse suscitato dalla minirubrica di CoachLavoro curata da Massima di Paolo, esperta di Lavoro&Diritti, sul tema degli incentivi all’autoimprenditorialità e all’autoimpiego, dell’apertura di una Società a Responsabilità Limitata e di una Partita IVA a regime agevolato, abbiamo deciso di affrontare insieme a lei un altro tema di attualità: la nuova Riforma del Lavoro.

Proprio in questi giorni infatti è in discussione al Senato il ddl sul lavoro che non riforma solo il tanto disusso art. 18 dello Statuto dei lavoratori ma è un progetto complesso e assai articolato (70 articoli!)  che si propone, come più volte affermato dal ministro Fornero “di realizzare un mercato del lavoro dinamico, flessibile e inclusivo, capace di contribuire alla crescita e alla creazione di occupazione di qualità, ripristinando al contempo la coerenza tra flessibilità del lavoro e istituti assicurativi”.

Con una serie di articoli chiari e utili, Massima ci introdurrà alle modifiche dei contratti atipici, della normativa sul licenziamento, ammortizzatori sociali e, infine, agli interventi a favore di donne, anziani, disabili ed extracomunitari.

Iniziamo quindi dal tema dei contratti atipici: la riforma vuole preservarne gli usi virtuosi e a limitarne quelli impropri, al solo scopo di abbattere il costo del lavoro aggirando gli obblighi previsti per i rapporti di lavoro subordinato.

Il contratto a tempo indeterminato è la forma di assunzione che si tende a privilegiare.

 

Contratto a tempo determinato

Il disincentivo all’uso del contratto a tempo determinato è perseguito, principalmente, tramite un incremento del relativo costo contributivo, destinato al finanziamento dell’assicurazione sociale per l’impiego (attuale assicurazione contro la disoccupazione involontaria).

Questa maggiorazione contributiva può essere recuperata (trasformandosi in un “premio di stabilizzazione”) nel caso che all’assunzione o alle assunzioni a termine faccia seguito l’assunzione a tempo indeterminato del lavoratore.

Per limitare il fenomeno della successione abusiva di contratti a termine, viene resa più rigida la disciplina del rinnovo dei contratti a termine, tramite “l’aumento dell’intervallo temporale che deve esservi tra la scadenza di un contratto e la stipulazione di quello successivo” .

Inoltre, i contratti collettivi possono prevedere che il requisito della causale non sia necessario nei casi in cui l’assunzione avvenga nell’ambito di un processo organizzativo, nel limite complessivo del 6% del totale dei lavoratori occupati.

 

Apprendistato

Si vuole far diventare questo tipologia contrattuale, il canale privilegiato di accesso dei giovani al mondo del lavoro.

Fra gli interventi di maggiore rilievo, si segnalano:

  • la previsione di una durata minima del contratto di apprendistato, fissata in almeno sei mesi, (tranne che per attività stagionali e altre piccole eccezioni);
  • l’introduzione di un meccanismo in base al quale l’assunzione di nuovi apprendisti è collegata alla percentuale di stabilizzazioni effettuate nell’ultimo triennio con l’esclusione dal computo dei rapporti cessati durante il periodo di  prova, per dimissioni o per licenziamento per giusta causa.

 

Part-time

Sono previste modifiche alla normativa in tema di rapporti a tempo parziale di tipo verticale o misto, al fine di contrastare un esercizio distorto della facoltà riconosciuta al datore di lavoro di variare in aumento la durata della prestazione lavorativa originariamente stabilita.

E’ previsto che i contratti collettivi possono stabilire condizioni e modalità che consentono al lavoratore di richiedere la eliminazione ovvero la modifica delle suddette clausole flessibili e elastiche. Viene, poi, introdotta a favore del lavoratore che abbia già manifestato il consenso alla clausola elastica, la facoltà di revocare la precedente manifestazione di volontà, qualora ricorrano le condizioni o situazioni previste dall’articolo 10, primo comma, dello Statuto dei lavoratori, dall’articolo 12-bis del d.lgs. n. 61/2000 ovvero dai contratti collettivi.

 

Lavoro intermittente

Per evitare che il cosiddetto Lavoro “a chiamata”,  possa essere utilizzato come copertura nei riguardi di forme di impiego irregolare del lavoro, viene previsto l’obbligo di effettuare una comunicazione amministrativa  preventiva, con modalità snelle (ad esempio: fax o  PEC), in occasione di ogni chiamata del lavoratore.

 

Lavoro a progetto

Per razionalizzare il lavoro a progetto e evitarne un utilizzo distorto da parte del datore di lavoro, che celi un vero e proprio rapporto di lavoro di natura subordinata, vengono apportate alcune modifiche alla disciplina di cui al d. lgs. n. 276/2003 (legge Biagi) volte a:

  • una definizione più stringente del progetto, che deve possedere i requisiti di determinatezza di cui all’art. 1346 c.c., deve essere funzionalmente collegato al risultato finale da raggiungere e non può essere identificato con l’obiettivo aziendale nel suo complesso;
  • limitazione della facoltà del datore del lavoro di recedere dal contratto prima della realizzazione del progetto. Il recesso può, infatti, essere esercitato nelle sole ipotesi di giusta causa o di inidoneità professionale del collaboratore, che renda impossibile la realizzazione del progetto;
  • presunzione relativa circa il carattere subordinato del rapporto di lavoro, qualora l’attività esercitata dal collaboratore sia analoga a quella prestata dai lavoratori dipendenti dall’impresa committente, salve le prestazioni di elevata professionalità;
  • la mancata individuazione del progetto determina  ipso facto la trasformazione del rapporto di collaborazione coordinata e continuativa in rapporto di lavoro subordinato.

 

Partite IVA e associazione in partecipazione

Guerra aperta alle finte partite Iva e all’odioso fenomeno dell’associazione in partecipazione.

Sulle prime, l’obiettivo è di evitare utilizzi impropri delle collaborazioni professionali con titolarità di  partita IVA (negli ultimi anni notevolmente aumentati), in sostituzione di contratti di lavoro subordinato.

Si introduce pertanto  una presunzione, salvo prova contraria (ferma restando, cioè, la possibilità del committente di provare che si tratti di lavoro genuinamente autonomo), circa il carattere coordinato e continuativo (e non autonomo ed occasionale) della collaborazione tutte le volte che ricorrano almeno due dei seguenti  presupposti:

  • che la durata della collaborazione sia superiore a sei mesi nell’arco di un anno solare;
  • che il ricavo dei corrispettivi percepiti dal collaboratore nell’arco dello stesso anno solare superi la misura del 75%;
  • che il prestatore abbia la disponibilità di una postazione di lavoro presso il committente.

 

Sull’associazione in partecipazione, la riforma oltre a  garantire l’effettività della partecipazione agli utili da parte dell’associante e la consegna, a quest’ultimo, del rendiconto societario, ne vuole limitare l’uso solo in caso di associazioni tra familiari entro il 1° grado (cioè tra genitori e figli) o coniugi. In mancanza di questi requisiti, il rapporto si presumerà di natura subordinata (fatta salva la prova contraria).

 

Lavoro accessorio

La riforma prevede misure di correzione all’articolo 70 del  d.lgs. 276/2003, finalizzate a restringere il campo di operatività dell’istituto. In particolare, si ridefiniscono i limiti di applicazione dello stesso ovvero l’importo dei compensi che non può  essere superiore a 5.000 euro nel corso di un anno  solare con riferimento alla totalità dei committenti.

L’articolo in esame esclude inoltre le prestazioni nei confronti di imprenditori, commerciali o professionisti salvo che per le attività agricole di carattere stagionale che possono  essere svolte anche in forma imprenditoriale. (su questo punto c’è dura battaglia in senato, soprattutto per l’utilizzo dei voucher nell’agricoltura).

Al fine di favorire l’integrazione dei lavoratori stranieri, si è, altresì, previsto che i compensi  percepiti nell’ambito del lavoro accessorio rilevino nel calcolo del reddito necessario per il rilascio o rinnovo del permesso di soggiorno.

Lavoro: Speranza, Passione, Futuro

Coach Lavoro maggio - 3 - 201223 COMMENTI

Il 1 maggio scorso si è svolta come da tradizione la Festa del Lavoro con il tradizionale Concertone a Piazza San Giovanni a Roma. Sono stata molto colpita dal titolo che gli organizzatori hanno dato all’evento di quest’anno: “la Speranza, la Passione, il Futuro”, parole quanto mai dense di significati… Non sono forse proprio la Speranza, la Passione e il Futuro  i grandi “Assenti” nei pensieri individuali e collettivi in questo delicato momento di crisi?

Sembra infatti che per la maggioranza delle persone la Speranza sia ormai “morta” o comunque in fin di vita, che la Passione languisca sotto le ceneri della sfiducia e del pessimismo,  che il Futuro sia avvolto dalle nebbie e che diventi sempre più cupo mano mano che si avvicina…

Cosa sta succedendo?

Sembra quasi che questa Crisi stia facendo danni e vittime come una guerra, tra le macerie di imprese che chiudono, l’angoscia delle persone che perdono il lavoro, lo scoraggiamento di quelli che lo cercano senza trovarlo…per non parlare della disperazione di coloro che arrivano a togliersi la vita….

Si sono additati diversi colpevoli di questa tragica situazione, dalla Finanza alla Politica, dallo Spread alla Globalizzazione, non è affatto semplice arrivare al bandolo di una matassa così intricata in un sistema complesso in cui ciascuna parte influenza tutte le altre…

Riflettendo in modo per quanto possibile distaccato su questo delicato momento mi sono resa conto che il vero grande Assente è l’Uomo stesso che è messo ai margini anziché al centro, che è vittima anziché protagonista della scena.

A livello sociale e politico non si fa altro che parlare di soldi, di tagli, di come far quadrare i conti… a livello individuale la priorità è quella di tirare a campare, di arrivare alla fine del mese, di trovare uno straccio di lavoro pur di sopravvivere…

Ma siamo sicuri di centrare il vero cuore del problema?

Non so se conoscete la pluri-citata teoria dei bisogni dello psicologo Abraham Maslow, uno dei fondatori della psicologia umanistica. Maslow ha categorizzato i bisogni umani su 5 livelli in una gerarchia che può essere rappresentata come una piramide alla cui base stanno i bisogni primari (la sopravvivenza e la sicurezza), seguiti da quelli relazionali (appartenenza) e da quelli psicologici (stima di sé) fino a quelli di espressione di sé e creatività (autorealizzazione). Oltre il vertice di questa piramide ci sono le aspirazioni più elevate dell’uomo, che consistono nel superamento di sé stessi, nel perseguimento di ideali etici e spirituali(trascendenza).

(by Wikipedia)

Secondo Maslow i bisogni funzionano in modo progressivo, il che significa che solo se si è soddisfatto il livello precedente si può salire a quello successivo. Questo è uno dei punti più controversi del suo modello, ma al di là delle dissertazioni teoriche, quello che osservo è che nella realtà ci stiamo comportando esattamente secondo questo modello!

Siamo (e con il noi intendo i singoli individui e il sistema nel suo complesso) schiacciati e direi quasi bloccati sui primi due livelli (che rimangono in buona parte insoddisfatti), senza riuscire ad accedere ai livelli superiori!

Eppure, come sosteneva Einstein, non si può risolvere un problema allo stesso livello in cui è stato generato.

Così ho la netta impressione che ci stiamo dibattendo nella morsa della crisi, dei problemi, dei dati negativi, nella logica materiale ed economica, ed in questo modo rimaniamo sempre più avviluppati in questa grave situazione e probabilmente la peggioriamo!

Credo quindi che la “soluzione” vada cercata ai livelli più alti della piramide, facendo leva sulle capacità generative dell’uomo, sulla capacità di innovare e di trovare soluzioni creative, sulla socialità e la solidarietà, sulla capacità di fare rete, di creare sinergie, mirando verso un obiettivo da costruire.  Per tornare alla metafora di prima, la guerra finisce non solo nel momento in cui cessano le bombe, ma soprattutto nel momento in cui si sogna e si disegna il futuro!

Analogamente, a livello individuale, se perdiamo la speranza nella ricerca del lavoro, se crediamo che lavorare con la propria passione sia una pura utopia, se non abbiamo più fiducia nel domani, se ci accontentiamo di un lavoro “qualsiasi, non solo non realizziamo il nostro potenziale, ma rischiamo di lasciare insoddisfatto proprio il bisogno di sicurezza a cui aneliamo e per cui siamo disposti a sacrificare tutto il resto!

Cosa significa quindi tutto questo?

Significa sollevarci da problemi contingenti per guardare più lontano

Significa credere alla possibilità del cambiamento per renderlo effettivamente possibile…

Significa prendere consapevolezza delle nostre risorse e dei nostri valori

Significa seguire la nostra spinta “autorealizzativa” per poter davvero realizzare qualcosa che abbia un impatto anche sugli altri e sul mondo esterno….

Significa che in realtà, prima di cercare lavoro bisogna trovare sé stessi…

Nell’attuale situazione economica diverse persone hanno pensato o stanno tuttora pensando a creare qualcosa di loro, ad aprire un’attività in proprio, ad avviare un’impresa. Ma gli ostacoli economici oltre che burocratici sono spesso tali e tanti da scoraggiare molti!

Il recente Decreto Liberalizzazioni offre sicuramente qualche possibilità in più rispetto al passato: in un precedente articolo abbiamo parlato degli incentivi all’autoimprenditorialità e all’autoimpiego che consentono di richiedere finanziamenti come contributi a fondo perduto e  mutui a tasso agevolato, per progetti d’impresa o per iniziative di lavoro autonomo, microimpresa e franchising.

Oggi Massima Di Paolo, esperta di Lavoroediritti, ci illustra un’altra strada (con le sue opportuntà ed i suoi limiti): quella di aprire una Società Semplificata a Responsabilità Limitata (SSRL).

L’obiettivo del decreto è quello di offrire un’ opportunità ai giovani che non hanno ancora compiuto i 35 anni e vogliono crearsi una attività in proprio e investire le proprie energie in una start-up.

La SSRL può essere creata con 1 solo euro di capitale sociale e senza l’intervento del notaio (con ampio risparmio dunque, di tempo e soprattutto di denaro).

Come si fa per costituire la società?

Molto semplice, basta redigere una scrittura privata (che sarebbe l’atto costitutivo della società) nella quale bisogna indicare:

  • le generalità di ciascun socio (che può essere anche solo uno);
  • la denominazione sociale e il Comune ove è posta la sede o le sedi della società;
  • l’ammontare del capitale sociale non inferiore a un euro sottoscritto e interamente versato alla data della costituzione;
  • luogo e data di sottoscrizione.

Devo anche indicare gli ulteriori requisiti previsti per tutte le società dal codice civile ossia:

  1. l’attività che costituisce l’oggetto sociale,
  2. la quota di partecipazione di ciascun socio,
  3. le norme relative al funzionamento della società.
  4. luogo e data della sottoscrizione

Quindi, entro quindici giorni, la scrittura privata deve essere registrata presso l’Ufficio del Registro delle Imprese nella cui circoscrizione è stabilita la sede sociale. L’ufficiale del registro deve accertare la sussistenza dei requisiti richiesti e procedere all’iscrizione entro il termine perentorio di quindici giorni.

Bisognerà attendere un successivo decreto ministeriale del Ministro della Giustizia di concerto con il Ministro dell’Economia e delle Finanze e con il Ministro dello Sviluppo Economico, con il quale verrà individuato lo statuto standard della società e i criteri di accertamento delle qualità soggettive dei soci.

Scioglimento della società

Questo tipo di società rimane in vita finchè il singolo socio o tutti i soci non abbiano raggiunto i 35 anni di età. Se viene meno il requisito dell’età in capo a tutti i soci, gli amministratori devono, senza indugio, convocare l’assemblea per deliberare la trasformazione della società, in mancanza si applica l’articolo 2484 (cause di scioglimento della società).

Qualora il requisito dell’età viene meno in capo ad un solo socio, se l’assemblea convocata senza indugio dagli amministratori non delibera la trasformazione della società, il socio è escluso di diritto e si applica in quanto compatibile l’articolo 2473-bis (esclusione del socio).

In entrambi questi casi, la norma rinvia alle norme del codice civile. Si presume pertanto, che in caso di trasformazione della società si debba comunque ricorrere al Notaio!

Come dire, ciò che si da con una mano, si riprende con entrambe…

Forse, sebbene sia un’idea eccellente, questa nuovo modello societario avrebbe bisogno di ulteriori “approfondimenti legislativi”.

 

Abbiamo chiesto agli esperti che gestiscono il sito di Lavoro&Diritti, insieme ai quali abbiamo aperto una nuova rubrica dedicata al Coaching e all’Orientamento, di darci alcune informazioni utili a chi vuole crearsi un’attività in proprio o inventarsi un nuovo tipo di lavoro.
Infatti abbiamo scoperto che ci sono delle possibilità di ottenere degli incentivi e dei finanziamenti che probabilmente non tutti conoscono!
Per questo pubblichiamo oggi il primo di 3 articoli curati da Massima Di Paolo, che ci aiuterà ad orientarci tra norme e regolamenti sugli incentivi all’autoimprenditorialità e all’autoimpiego, sull’apertura di una Società e di una Partita IVA.

La disoccupazione nel nostro paese ha raggiunto livelli preoccupanti, tant’è che non fa più notizia neanche parlarne. Proprio qualche giorno fa l’Istat ha reso noti i dati sull’occupazione: sono 2.243.000 i senza lavoro, con un tasso di disoccupazione pari all’8,9%.

Come ci insegna Coach Lavoro, stare a preoccuparsi e/o a lamentarsi, serve a ben poco!

Se abbiamo spirito imprenditoriale, un pò di iniziativa e qualche bella idea per la testa, potremmo risolvere o, perlomeno ovviare al problema della disoccupazione con la creazione di una nostra impresa e, perchè no, far lavorare oltre che noi stessi, anche altri.

Lo Stato viene in aiuto con diverse leggi che è bene conoscere per poterle sfruttare al massimo:

  1. gli incentivi all’autoimprenditorialità e all’autoimpiego, attivi già da più di 10 anni,
  2. la nuovissima Società Semplificata a Responsabilità Limitata, nata con il decreto “Libera Italia” di Monti per agevolare le start-up
  3. la partita Iva con il revisionato regime fiscale dei minimi per imprenditoria giovanile e lavoratori in mobilità.

Questi tre modelli possono davvero aiutarci a realizzare un sogno!

 

Partiamo dagli ormai “classici” incentivi all’autoimprenditorialità e all’autoimpiego (D. l. nr 185/2000).

Attraverso l’autoimprenditorialità si vuole favorire la nascita, nelle aree economicamente svantaggiate di nuove attività imprenditoriali detenute da giovani di età compresa tra 18 e 35 anni e residenti nei territori agevolati.

I progetti d’impresa finanziabili riguardano le seguenti attività:

  • Produzione di beni nei settori dell’agricoltura, dell’industria o dell’artigianato e fornitura di servizi a favore delle imprese. Investimenti previsti non superiori a € 2.582.000
  • Fornitura di servizi nei settori della fruizione dei beni culturali, del turismo, della manutenzioni di opere civili e industriali, della tutela ambientale, dell’innovazione tecnologica, dell’agricoltura e della trasformazione e commercializzazione dei prodotti agroindustriali. Investimenti previsti non superiori a € 516.000
  • Produzione di beni in agricoltura, industria e artigianato e fornitura di servizi a favore delle imprese realizzate da Cooperative sociali di tipo b). Investimenti previsti non superiori a € 516.000

Le agevolazioni finanziarie previste riguardano:

  • gli investimenti (contributo a fondo perduto e mutuo agevolato)
  • le spese di gestione (contributo a fondo perduto)
  • la formazione e qualificazione dei profili imprenditoriali, funzionali alla realizzazione del progetto(contributo a fondo perduto)
  • assistenza tecnica in fase di realizzazione degli investimenti e di avvio delle iniziative.

 

Con le misure a sostegno dell’autoimpiego, la legge mira ad agevolare l’inserimento nel mondo del lavoro di soggetti privi di occupazione (senza limiti di età!) , a qualificare la professionalità dei soggetti beneficiari e promuovere la cultura d’impresa.

Le agevolazioni finanziarie sono lo stesse previste per l’autoimprenditorialità (contributo a fondo perduto e mutuo a tasso agevolato) e sono valide per tre tipologie di iniziative:

  1. Lavoro autonomo (in forma di ditta individuale), con investimenti fino a € 25.823;
  2. Microimpresa (in forma di società), con investimenti fino € 129.114;
  3. Franchising (in forma di ditta individuale o di società), da realizzare con Franchisor accreditati con Invitalia, l’Agenzia nazionale per l’attrazione di investimenti e lo sviluppo d’impresa.

La gestione dell’intero iter (sia per l’autoimprenditorialità che per l’autoimpiego),che va dalla presentazione della domanda di agevolazione all’assistenza tecnica dei progetti e delle iniziative, alle delibere di accoglimento o di rigetto della domanda per finire con l’erogazione delle agevolazione, è affidata a Invitalia, l’Agenzia nazionale per l’attrazione d’investimenti e lo sviluppo d’impresa SpA già conosciuta come Sviluppo Italia.

E’ dunque a loro che dobbiamo rivolgerci se cerchiamo un piccolo aiuto per una idea imprenditoriale che ci frulla nella testa.

Non sarà molto, ma di certo potrebbe essere una chance in più per chi è disoccupato.

D’altra parte, come ripete spesso anche Coach Lavoro, un lungo viaggio inizia sempre da un piccolo passo!


Su Coach Lavoro abbiamo parlato spesso delle nuove (e concrete!) opportunità che la rete può offrire a chi vuole costruirsi un lavoro online!

L’articolo di oggi è stato scritto da un esperto di lavoro freelance online, Lorenzo di twago italia.

Web e professionisti freelance. Il mondo del lavoro cambia e sul web cresce sempre di più la richiesta di esperti freelance che curino progetti in outsourcing. E’ uno degli aspetti decisivi di un nuovo modo di produrre che offre grandi opportunità.

Le mutazioni in corso sul piano economico sono evidenti a tutti. Se da un lato si presta molta attenzione alle ben note difficoltà di questi  giorni, dall’altro non si considerano ancora abbastanza alcune evoluzioni strutturali. Ad esempio quella per cui il lavoro online, oggi, è sempre più sinonimodi professionalità freelance. Un lavoro freelance che corre su internet, che ha fatto della pagina web il suo ambiente naturale. Non più solo e-commerce o online-shopping. In rete si muove velocemente l’intelligenza di esperti programmatori e web designer, così come quella di preparatissimi traduttori e copywriter.

Dal punto di vista dell’economia globale siamo di fronte ad evoluzioni che dovrebbero essere prese in considerazione al più presto anche in Italia. Perchè è da queste mutazioni che può svilupparsi definitivamente un’economia nuova, un nuovo modo di produrre ricchezza che vada a beneficio di tutti. E’ di pochi giorni fa un articolo di Massimo Sideri comparso su Corriere.it che segnala  dati decisamente interessanti e importanti. Ad oggi l’industria del web in Italia rappresenta il 2% del PIL. Non poco, se si pensa che l’agricoltura si attesta su cifre simili. Ma, ancora di più, quello che conta è la potenziale crescita del settore: il 18% annuo dal 2009 al 2015. Dati che esprimono chiaramente l’emergere dell’economia digitale.

Se poi si va fuori dai confini nazionali, le cifre sono ancora più significative.Gli altri paesi del G8 e i mercati asiatici e sudamericani sono in prima linea nella web economy. In Europa sono Germania e Svezia due delle protagoniste più importanti.  Così come sono importanti gli investimenti fatti in questi paesi, sia a livello pubblico che privato, partendo dalla formazione fino ad arrivare alle start-up.

Ma quindi, comesi lavora su internet? L’economia digitale ha definitivamente aperto la strada ad un nuovo protagonista: il lavoro freelance. Il mondo del lavoro attuale richiede specializzazioni specifiche e di alto profilo professionale. Cosa può fare oggi un’azienda che voglia perfezionare la propria homepage o creare da zero il proprio sito internet? Semplice: oggi può cercare online uno specialista freelance nella creazione di siti. Lo specialista nella creazione di siti, dall’altra parte, oggi non è più tenuto a lavorare per una sola azienda, ma può offrire le proprie specifiche capacità (dal web design fino al linguaggio di programmazione html o di programmazione C) a chi sia disposto a pagarlo.

Fino a pochi anni fa mancavano ancora gli strumenti per facilitare il lavoro freelance online. Il web era ancora troppo grande e disordinato per un esperto freelance che cercava un’azienda per cui eseguire un progetto. E un’azienda aveva ancora qualche problema nel cercare un esperto freelance senza molti punti di riferimento. Il passaggio fondamentale, che ha reso il lavoro freelance uno dei propulsori dell’economia digitale, è stato la nascita delle piattaforme di outsourcing online per lavoro freelance. Vale a dire di quegli spazi virtuali in cui aziende e professionsiti freelance possono incontrarsi e accordarsi per portare a termine un progetto. Le piattaforme di intermediazione online hanno aperto a tutti i tipi di aziende il mondo dei professionsiti freelance e hanno permesso a questi professionisti di poter mettere a frutto le proprie esperienze e formazioni con clienti provenienti da tutto il mondo.

Uno dei segreti dell’economia in rete  è non dover più caricare un qualsiasi progetto dei classici costi di logistica e organizzazione aziendale interna. Ecco perchè le aziende ricorrono sempre di più all’outsourcing presso freelance per portare in porto specifici progetti. Che tipo di progetti? Anche qui internet è la pietra angolare. In gran parte le aziende commissionano in outsourcing progetti di programmazione, web design, copywriting, traduzione di pagine web, online marketing.

Certo, la vita da freelance non è una passeggiata, il nuovo libero professionista feelance ha sì la possibilità di lavorare quando e dove vuole. Ma proprio per questo deve anche esercitarsi in una particolare autodisciplina che faccia in modo che la sua libertàda cartellini e superiori stimoli la creatività senza smettere di essere produttiva. Insomma, l’esperto freelance è e deve essere un professionista a tutti gli effetti.

Ma se saprà gestire la propria autonomia secondo un equilibrio originale e funzionale, allora l’esperto freelance sarà anche molto richiesto dalle aziende di tutto il mondo.

Sarà sempre di più il protagonista del lavoro del futuro.

Dopo un anno esatto riparte a Milano la Social Media Week, la settimana della comunicazione sul web e sui social network, che si svolge in contemporanea in diverse città del mondo, da Beirut a Buenos Aires, da Los Angeles a Mosca! Tra i diversi eventi in programma, vi segnaliamo in particolare due iniziative che riguardano temi a noi cari: trovare nuove opportunità di lavoro nel settore web ed avviare un’impresa online.

Immagine sotto licenza CC tratta da Sestyle.it

Oggi, 20 settembre, si svolgerà il convegno “Nuove professioni del Web“, organizzato da JobMeeting e dal Politecnico di Milano. Si discuterà delle emergenti necessità aziendali di trovare professionisti in grado di gestire siti e blog aziendali, di curare i rapporti con la community, di gestire campagne marketing online.

Stiamo assistendo infatti alla comparsa di una generazione di esperti 2.0 che devono apprendere capacità inedite in un mercato del lavoro iperconnesso in rete e ai social media.

L’appuntamento sarà focalizzato e orientato sia alle competenze richieste dalle aziende, che alle attitudini di chi vuole sviluppare un’impresa su internet.

Ai sempre necessari ingegneri informatici, webmaster e webdesigner, si sono affiancati ruoli adatti a diversi background scolastici e culturali.

Ecco la lista (sempre dinamica) delle nuove professioni 2.0:

  • All-Line Advertiser - Lo Stratega delle campagne marketing e dell’advertising online
  • Transmedia Web Editor – il Creatore dei Contenuti
  • Community Manager -  Il Portabandiera e Portavoce della community in rete
  • Web Analyst - Il Knowledge Master della navigazione utenti al proprio progetto online
  • Search Engine Optimizer (SEO) – L’Ottimizzatore per eccellenza della visibilità online
  • eReputation Manager - Il Guardiano della brand reputation e del Word of Mouth
  • Digital PR - L’architetto delle People Relations

E tu senti il richiamo del web 2.0?!

Se stai pensando di aprire un’attività autonoma online, oppure di trasformare il tuo attuale lavoro/business sfruttando le potenzialità di internet, un altro appuntamento da non perdere è quello condotto da Giampaolo Colletti, ricercatore di wwworkers, nuovi imprenditori del mondo web. Nell’incontro del 21 settembre si esploreranno le nuove opportunità delle donne e delle mamme sulla rete. Spinte dalla necessita di ricollocarsi, ma anche dalla voglia di realizzarsi, la maggioranza delle attività online è al femminile. La rete quindi salverà le lavoratrici italiane?

Per leggere il calendario completo degli appuntamenti, che possono essere seguiti anche in streaming, consultate la pagine del programma dell’E-Festival a Milano.

Continuando a seguire le linee di sviluppo delle piccole e medie imprese italiane e dei lavoratori autonomi, abbiamo trovato un’altra iniziativa, promossa dalla Provincia di Torino: “Voglia d’impresa”, che si svolgerà a Torino il 28 e 29 settembre.

Voglia d’impresa è una manifestazione rivolta a tutti coloro che sono interessati a mettersi in proprio: agli imprenditori piccoli e medi, ai lavoratori autonomi e a chi opera a vari livelli nei servizi di supporto all’autoimprenditoria, fornendo occasioni di relazione e confronto con esperti di realtà nazionali e internazionali di rilievo. Voglia d’impresa nel 2011 intende affrontare da un lato il tema del successo e crescita delle imprese e delle variabili che possono condizionarlo, dall’altro vuole analizzare un aspetto emergente nel panorama del lavoro in proprio: la generazione dei lavoratori a Partita Iva, una realtà a cavallo tra microimprenditoria e lavoro autonomo. Per conoscere il programma delle due giornate, visitate la pagina “Mettersiinproprio.it

 

Quando ci stiamo preparando ad affrontare la ricerca di un nuovo lavoro, è fondamentale prendere in considerazione due elementi fondamentali: il primo siamo noi stessi, con le nostre passioni, le nostre competenze, le nostre aspettative, il secondo è sicuramente il mondo del lavoro, le sue esigenze attuali ed i trend, che ci indicano la direzione in cui si sta muovendo il mercato, all’interno del più complesso sistema sociale, economico, politico, oltre che tecnologico.

L’ordine in cui abbiamo presentato i due elementi non è casuale. Per noi di Coach Lavoro, il punto di partenza è la persona con i suoi obiettivi e le sue risorse, i suoi sogni e le sue potenzialità. Dopo aver preso consapevolezza di ciò che è, che sa fare e che vuole fare, la persona dialoga con l’ambiente che la circonda alla ricerca di un’integrazione, di un adattamento, di un’armonia. Quando la meta”ideale” si trasforma in un obiettivo reale, realistico e realizzabile, si può passare alla ricerca di una strada da percorrere e se non la si trova…la si crea!

Dopo questo preambolo piuttosto astratto, passiamo al concreto! Lo facciamo con i dati diffusi dal noto portale di ricerca del lavoro Infojobs relativi al periodo Giugno-Luglio 2011. Come si sta muovendo il mercato, quali sono i lavori, le posizioni più ricercate? e quali sono i settori più dinamici tra le aziende in Italia? Come dicevamo, avere queste informazioni può rendere il nostro obiettivo di ricerca del lavoro più preciso e più attuabile!

[Per correttezza statistica precisiamo che i dati riguardano gli annunci di lavoro su internet (e non su giornali, portali aziendali, ecc), pubblicati sul sito di infojobs e non sono di carattere nazionale come quelli dell’ISTAT o di Unioncamere, che vi suggeriamo di consultare)

 

Dati: Infojobs – Rapporto bimestrale sul Mercato del Lavoro in Italia – Informativa per la stampa (06.09.11)

 

I profili dei lavoratori che sono maggiormente richiesti dalle aziende sono (in ordine decrescente):

  • Operai e Tecnici di Produzione e Qualità (27 %)
  • Impiegati Amministrativi-Contabili, Segretari/e (10%)
  • Commerciali – Vendite (9%)
  • Addetti/Responsabili settore Retail e GDO (8%)
  • Tecnici informatici e telecomunicazioni (7%)
  • Addetti al Turismo e alla ristorazione (4%)

Quali sono i settori più dinamici? Quali sono le tipologie di aziende che assumono di più?

Il settore del commercio al dettaglio, della grande e piccola distribuzione (GDO e Retail) toglie il primo posto alle aziende che offrono servizi relativi all’informatica e ad Internet. Ad ogni modo il settore IT, se consideriamo al suo interno anche le società che si occupano di consulenza informatica, rappresenta la fetta più sostanziosa mercato del lavoro.

E’ in crescita rispetto al mese scorso sia il settore della Comunicazione e della Pubblicità, che tanto aveva risentito della crisi, sia quello delle Telecomunicazioni, mentre invece è in discesa (complici anche le attuali turbolenze finanziarie) il settore bancario e assicurativo.

Su CoachLavoro continueremo a monitorare il mercato del lavoro e a parlare di strumenti e canali utili per cercare e trovare lavoro!

Perchè sappiamo che per raggiungere un obiettivo professionale bisogna essere come alberi che si espandono verso il cielo, facendo crescere i rami delle aspirazioni, delle convinzioni personali, dei sogni da realizzare…..con le radici ben piantate nel terreno, sempre alla ricerca di nuove fonti di opportunità!

 

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Nobel per l’Economia sugli studi sul mercato del lavoro

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AAA Artigiani cercasi!

Cercare un nuovo lavoro ad Agosto

Coach Lavoro agosto - 4 - 20111 COMMENTO

Agosto è il mese per eccellenza delle ferie estive  per gli Italiani. Anche chi non può permettersi una vacanza fuori o chi deve restare a lavorare, in questo mese tende a rallentare i ritmi ed a prendersi del tempo per sè stessi, per riflettere, per fare il punto della situazione.

Come rivela l’articolo del Corriere della Sera ” Cambiare vita in vacanza“, Agosto è ancora più che dicembre il mese in cui ci si ripensa, in cui si prendono decisioni importanti da attuare a settembre, compresa quella di cambiare lavoro o avviare una nuova attività in proprio.

Che bilancio posso fare di quest’anno? Sono soddisfatto? Quello che faccio è veramente ciò che voglio fare? Quali cambiamenti voglio fare nella mia vita?

Secondo il Sociologo, i giovani tendono a pensare al loro futuro, gli adulti a ripensarlo…

Nell’articolo del Corriere che vi ho suggerito ci sono alcune storie di vita vera, di chi ha deciso di cambiare vita in vacanza…e alcuni consigli da parte di Coach e Terapeuti sulle domande da farsi e l’atteggiamento più efficace da tenere.

E per chi invece ha ben chiaro che lavoro vuole fare… ma nonostante gli sforzi profusi prima dell’estate non è riuscito a trovare un lavoro ?!

Questo mese può essere utile per ripensare alle proprie strategie di ricerca ed i propri strumenti di presentazione:

  • il Cv e la Lettera di Presentazione sono veramente efficaci?
  • i canali di ricerca che sto utilizzando sono sufficienti? o posso/devo provare strade alternative?

Sul sito Coach Lavoro troverai numerosi articoli e risorse utili per aiutare a focalizzare meglio la tua ricerca!

Ti segnalo in particolare:

Dal 1 Settembre inoltre torneremo in attività per fonire i nostri servizi di Consulenza e di Coaching

Il caso (ci auguriamo) virtuoso della Regione Pugliapuglia lavoro

Come sappiamo gli interventi relativi alla Formazione ed alle Politiche attive del Lavoro fanno capo a Regioni e Province.
Per questo suggeriamo a tutti coloro che volessero accedere a percorsi formativi o di inserimento professionale di consultare con attenzione i siti delle rispettive regioni e province dove potrebbero trovare interessanti informazioni su possibilità di accedere a bandi, corsi di formazione gratuiti, progetti di sviluppo
Su segnalazione della Dott.ssa Micaela Petronelli, Consulente di carriera sul territorio pugliese, presentiamo il Piano Straordinario per il Lavoro 2011 della Regione Puglia, pensando di fare cosa gradita ai nostri lettori pugliesi.
Ci auguriamo inoltre che iniziative simili siano prese anche da altre Regioni, in particolare del Sud Italia, per stimolare la crescita e l’occupazione!
A gennaio il Piano Straordinario è stato varato dal Presidente della Regione Puglia, per affrontare la grave situazione regionale in materia di disoccupazione e per salvaguardare l’occupazione esistente, cercando di fornire una risposta immediata ad una situazione sempre più difficile e insostenibile che colpisce con particolare durezza i giovani e le donne.
Infatti, mentre crescono in Puglia le esportazioni e il numero delle imprese, non appaiono altrettanto positivi i dati sull’occupazione. Nel terzo trimestre del 2010 il tasso di disoccupazione regionale, secondo la rilevazione Istat, è del 12,2%, sale al 14% per le donne. Ancora più gravi i recenti dati forniti dall’Istat per la disoccupazione giovanile in Italia salita a novembre al 28,9%, il dato più elevato dal 2004.
Di fronte ad una situazione la Regione Puglia ha deciso di reagire ricorrendo alle risorse e agli strumenti operativi che ricadono nella propria sfera di competenza e responsabilità, investendo 340 milioni di euro distribuite su 6 linee di intervento, che interesseranno circa 52.000 potenziali destinatari. Continua a leggere »

Giovani talenti in movimento

Coach Lavoro novembre - 15 - 2010SCRIVI UN COMMENTO

Gioventù bruciata e senza futuro in Italia?

Forse sì e sicuramente come abbiamo detto  già in altri articoli e commenti dovremmo investire molto di più in formazione ed innovazione, stimolare l’imprenditoria giovanile..ecc! se questo aspetto riguarda maggiormente la politica, in questo sito quello che vogliamo e possiamo fare, tra le altre cose,  è far vedere a ciascuno nuovi spiragli di opportunità, allargare lo spazio delle possibilità individuali, stimolare percorsi alternativi per realizzarsi nel lavoro e nel business!

Pgiovanier questo segnaliamo 2 iniziative che possono essere interessanti per i giovani in cerca di opportunità!

La prima è il FESTIVAL DEI GIOVANI TALENTI (TNT), che si terrà a Roma dal 17 al 21 Novembre.

La manifestazione vuole diffondere dei messaggi forti e chiari: l’esistenza di una “meglio gioventù d’Italia” troppo spesso trascurata dai mass media, la restituzione di una piena dignità al merito, la fiducia nel futuro, lo spirito di iniziativa.

Portabandiera di questa importantissima iniziativa saranno l’étoile di fama mondiale Roberto Bolle, il campione della Nazionale Italiana di Rugby Mirco Bergamasco, la cantante Malika Ayane, il fuoriclasse di pallacanestro della NBA Andrea Bargnani, l’attrice Cristiana Capotondi, l’artista Simona Atzori, il cardiologo Ruggiero Mango e l’operatrice del mondo del non-profit Selene Biffi.
Tutti giovani che, grazie alle loro storie di successo in Italia e nel mondo, confermano che con il talento, abbinato all’impegno ed alla determinazione, tutti possono raggiungere risultati importanti nei diversi settori. La loro adesione al progetto ha l’obiettivo di fornire un modello, un esempio per tutti i propri coetanei e stimolarne un processo di emulazione.
Il tutto sarà realizzato dando voce alle eccellenze nei diversi settori di attività, offrendo una visione positiva del ‘mondo giovani’ che non si riconosce nelle cronache e fornendo gli stimoli ‘giusti’ per far esprimere ad ogni giovane il proprio potenziale. Per raggiungere tale fine saranno coinvolti enti e istituzioni, aziende, associazioni di volontariato, le rappresentanze giovanili e quelle del terzo settore. Continua a leggere »