scrivereIl curriculum vitae rappresenta la nostra carta d’identità professionale, ma perché corredarlo di una lettera motivazionale?

Per rispondere a questa domanda, è importante sottolineare il valore della motivazione, intesa come quella forza che incita l’individuo ad agire per soddisfare le proprie esigenze.

Quando inviamo il nostro curriculum, sia in risposta ad un annuncio che come autocandidatura, i fattori in gioco sono molteplici, ma spesso non chiaramente identificabili.

Oltre alla coerenza tra il profilo ricercato e il nostro percorso formativo/professionale, possono subentrare fattori legati al prestigio dell’azienda alla quale ci proponiamo, alla località in cui si trova l’azienda in questione, ecc.

Ecco che entra in gioco la lettera motivazionale, definita come una “guida alla lettura del CV“, che ne evidenzia gli elementi fondamentali e motiva le ragioni della nostra candidatura.

Sia la lettera di presentazione che il Curriculum devono essere sempre specifiche ed orientate verso un preciso ruolo professionale: non ne esiste una sola versione valida per tutte le stagioni!

Ad esempio un’impiegata contabile con esperienze di segreteria può preparare un CV come contabile, una come segretaria amministrativa,ecc… oppure un responsabile commerciale con esperienza anche nel marketing potrebbe preparare un CV ed una Lettera come Key Account ed una come Brand Manager (chiaramente la scelta dipende dalle proprie esperienze pregresse).

Quindi nella lettera di autocandidatura deve emergere che conosciamo la determinata azienda, che ci riteniamo in linea con le loro esigenze ed il motivo per cui possiamo apportare un valore aggiunto all’organizzazione in questione.

Ecco delle linee guida da seguire per scrivere una lettera di motivazione efficace (rintracciabili anche nella guida gratuita “Come scrivere la tua lettera di presentazione in un solo giorno” scaricabile cliccando qui):

  • è preferibile indirizzare la lettera ad una persona specifica (il Responsabile delle Risorse Umane o della Selezione) e non genericamente alla Direzione del Personale;
  • se si risponde ad un annuncio, non bisogna dimenticare di indicare il riferimento/codice;
  • bisogna utilizzare un linguaggio chiaro, diretto, corretto e non eccessivamente elaborato;
  • la struttura della lettera deve essere assolutamente logica, suddivisa preferibilmente in blocchi concettuali.
  • Evitare di presentarsi semplicemente con una lista di aggettivi positivi: piuttosto bisogna citare i ruoli ricoperti, nomi di aziende in cui si ha lavorato, principali traguardi raggiunti nella formazione e nella professione
  • Bisogna far risaltare in particolare le competenze adatte alla posizione da ricoprire e richieste nell’annuncio;
  • lo stile dovrebbe riflettere anche la nostra personalità, oltre che far trapelare una buona dose di entusiasmo;
  • inserire sempre l’autorizzazione al trattamento dei dati personali.

In sintesi: è fondamentale che la lettera di presentazione non riassuma il curriculum, ma sia come un indice che incuriosisca il selezionatore e lo convinca ad aprire con interesse il nostro CV!

ricerca lavoro internetPrima dell’avvento di internet, candidarsi alle offerte di lavoro era veramente molto faticoso, richiedeva tempo ed aveva anche dei costi: comprare ogni volta i vari quotidiani in cui venivano pubblicate le offerte, analizzarle una ad una, stampare il CV e la lettera di presentazione, imbustare, affrancare ed infine andare ad imbucare.

Ogni candidatura aveva quindi un “costo” non indifferente sia in termini economici, sia in termini di tempo e di impegno.

Oggi con il web tutto è più semplice: non bisogna acquistare il giornale, le offerte sono online 24 ore su 24 aggiornate in tempo reale, i siti migliori permettono di caricare il CV e personalizzare di volta in volta la lettera di presentazione, l’invio è sempre gratuito e la consegna della candidatura praticamente immediata.

Il punto  è che internet è un gran bello strumento e ci facilita il lavoro, ma bisogna saperlo utilizzare senza abusarne. Se quindi grazie ad esso possiamo risparmiare i soldi del francobollo ed il tempo per inviare la candidatura, non dobbiamo assolutamente risparmiare sulla cura e l’impegno che ci mettiamo a preparare la candidatura stessa.

Cosa succede? I selezionatori ricevono oggi un numero di candidature superiore di circa 20 volte rispetto a quello della famosa era pre-internet ed il loro lavoro è variato di conseguenza impegnandoli moltissimo nell’attività di screening. Il primo ed evidente risultato negativo è che hanno smesso di rispondere alle candidature, non dando alcun cenno di vita.

Consigli pratici per candidarsi online senza entrare nel tunnel dello spammer della candidatura:

  • Leggi tutta l’offerta e candidati solo se hai (tutti o quasi) i requisiti richiesti.
  • Verifica che il CV sia coerente con la posizione ed eventualmente effettua le opportune modifiche
  • Personalizza la lettera di presentazione inserendo l’intestazione dell’azienda (o dell’Agenzia) e cercando di citare nel testo i tuoi requisiti in funzione di quelli richiesti. Chi riceve la tua candidatura deve avere subito chiaro che ti stai candidando a quella precisa offerta e non stai inviando e-mail uguali per tutti.
  • Rileggi bene tutto prima di inviare ed assicurati che sia tutto perfetto.

Infine non affidarti solo ad internet!

Diversifica la tua attività di ricerca utilizzando canali alternativi:

  • autocandidarsi all’azienda,
  • recarsi presso le Agenzie per il Lavoro,
  • utilizzare la propria rete di contatti diretti o indiretti, sia off-line che online, tramite i Business Social Network come Linkedin e Xing!

Tratto dal Blog di BiancoLavoro

aziendeAgli inizi del mese di settembre sono stata contattata dal Responsabile Italia del sito indeed.com.

Indeed è un motore di ricerca (che funziona quindi un po’ come Google!) per offerte di lavoro che permette a coloro in cerca di lavoro di trovare offerte pubblicate su migliaia di siti dedicati all’offerta di lavoro inclusi siti aziendali, agenzie per il lavoro e portali del lavoro, sia gratuiti che a pagamento.

Nella giungla dei siti dedicati alla ricerca del lavoro, è da apprezzare l’attenzione alla qualità: le offerte sono mantenute solo per 30 giorni, i duplicati vengono eliminati e il database degli annunci è costantemente monitorato.

Ci siamo confrontati sul tema del mercato del lavoro in Italia, sulla base dei dati sulla domanda/offerta di lavoro che emergono dal sito.

Quali sono le città italiane che offrono maggiori opportunità di lavoro?

  1. Milano
  2. Roma
  3. Torino
  4. Napoli
  5. Bologna
  6. Firenze
  7. Brescia
  8. Padova
  9. Verona
  10. Modena

Come si può facilmente notare, le regioni più rappresentate sono quelle del Nord (Lombardia, Piemonte, Veneto, Emilia Romagna) e del Centro Italia (Toscana e Lazio), mentre c’è solo una città del Sud, in Campania.

Dal punto di vista dell’offerta, le top 10 figure ricercate sono:

  1. Agente di comemrcio
  2. Agente plurimandatario
  3. Magazziniere
  4. Impiegato Commerciale
  5. Lavoro da casa su internet
  6. Manutentore meccanico
  7. Tecnico Commerciale
  8. Addetta alle pulizie
  9. Impegata amministrativa
  10. Ingegnere QA

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lavoro pc graficaIl grafico pubblicitario (o anche se si vuole Designer) è una figura che si occupa di: ideazione e disegno marchi e loghi aziendali, packaging per i prodotti, progettazione editoriale, pubblicitaria, manifesti, riviste, libri, giornali. In particolare, quindi, egli, attraverso l’uso di avanzati programmi di grafica digitale, progetta biglietti da visita, locandine, manifesti, brochure, scegliendo forme e colori che rappresentino l’azienda.

Oggi,  nell’epoca di Internet 2.0, ha ampliato le sue potenzialità, in quanto all’interno delle cose da saper e poter fare rientra quella della progettazione di un sito web per un’azienda o un professionista.

Per diventare ufficialmente un grafico pubblicitario bisogna aver fatto studi artistici, per formarsi una cultura d’arte come base di partenza. E’ indicato quindi frequentare l’Istituto d’arte o il liceo artistico o come formazione post-diploma, l’Accademia di Belle Arti.

Ci sono strutture universitarie come il DAMS ( Discipline delle Arti, della Musica e dello Spettacolo) di Bologna ( ma è presente anche in altre città italiane ) che offrono la possibilità di prepararsi nel campo delle arti grafiche e visive. Infine ci sono corsi e master, organizzati da scuole private come l’Istituto Europeo del Design, che possono aiutare concretamente nella formazione mirata alla pubblicità e al marketing e soprattutto dare ottimi strumenti per il lavoro.

Sono ovviamente fondamentali elevate competenze informatiche e conoscere bene i più importanti software di grafica

Inoltre, il grafico pubblicitario dovrà destreggiarsi sempre tra gli aspetti tecnici e quelli estetici, in modo che il risultato sia funzionale sotto il profilo del marketing. Poi dovrà anche tenere conto delle spese, ovvero deve essere bravo a fare lavori che non risultino troppo dispendiosi per l’azienda e quindi deve saper contenere il budget per la sua campagna pubblicitaria. In realtà, il grafico, formatosi come tale, non è specificamente anche un pubblicitario e verrà spesso affiancato da un altro professionista per poter concludere al meglio il suo lavoro.

E’ opportuno che il grafico pubblicitario conosca molto bene le seguenti tecniche: esecuzione del progetto grafico, realizzazione del prototipo, aggiornamento e ricerca di testi e immagini, progettazione grafica, progettazione grafica-strutturale siti web, progettazione dinamica siti web, controllo qualità della progettazione. E ancora, che sappia trattare le immagini, conosca i materiali di supporto, come la carta, il cartone, la carta se è lucida, opaca, liscia, ecc. per poter capire l’effetto grafico dell’immagine su di una locandina, un libro o un manifesto.

Poi servirà una buona dose di creatività e intraprendenza, professionalità e aggiornamento continuo.

Vi segnalo il sito dell’Adicom, Associazione Italiana pubblicitari e designer: www.adicom.info

Infine, questi sono due siti specializzati nei lavori di tipo artistico e creativo che vi segnalo per la ricerca di annunci:

Articolo tratto dal sito BIANCOLAVORO

Sul portale web biancolavoro.it, uno staff di professionisti delle Risorse Umane, esamina e garantisce le offerte di lavoro.logo bianco lavoro

Il portale web www.biancolavoro.it ha intrapreso la strada di ospitare solo offerte di lavoro legali e garantite.

Cosa significa? Significa che su Bianco Lavoro gli utenti non troveranno mai offerte per multilevel illegali, offerte anonime, offerte inserite da fantomatiche aziende con account hotmail o yahoo, offerte discriminatorie per razza, sesso o religione, offerte di telelavoro che poi offriranno di acquistare un kit per iniziare a lavorare, corsi mascherati da offerte di lavoro (esiste l’apposita sezione formazione per chi offre seri master e corsi), etc…

Come fa Bianco Lavoro a garantire questo? Investendo sulla qualità, controllando le offerte inserite dalle aziende una per una, eliminando le offerte illegali e contattando l’inserzionista in caso di dubbi o semplici imprecisioni da correggere. Lo Staff di Bianco Lavoro è composto non solo da informatici ed esperti in comunicazione online, ma soprattutto da Esperti in Politiche del Lavoro e delle Risorse Umane.

Perchè? Il web è pieno di siti di annunci lavoro (o semplicemente di annunci in genere che contengono la sezione lavoro) ed essendo le pubblicazioni non controllate da esperti del settore, vi si trova di tutto e di più… i controlli da parte delle istituzioni sono pressocchè inesistenti e le sanzioni mai erogate. Bianco Lavoro ha quindi voluto creare uno spazio in cui chi è nella delicata situazione di cercare un nuovo lavoro, abbia come minimo le garanzie di legge, fino ad arrivare alle cosidette garanzie etiche.

Queste operazioni di trasperenza e sostegno alle inserzioni pulite hanno un vantaggio per:

* Candidati: hanno garanzia che degli esperti del settore lavoro controllano e scremano gli annunci e possono candidarsi con serenità ad offerte serie pubblicate da aziende ed agenzie serie

* Aziende ed agenzie per il lavoro: hanno garanzia di non vedere pubblicate le loro offerte in listoni di spam delle offerte di lavoro, in mezzo ad offerte per non meglio identificate opportunità per diventare milionari, telelavoro da 9000 euro al mese confezionando perline, pseudo imprenditori che cercano segretarie disponibili (le Iene ci hanno fatto scoprire anche questo…).

Fonte: Bianco Lavoro

lavoro felicità squadraIl termine “flessibilità” è entrato ormai nel nostro linguaggio quotidiano così come nei requisiti richiesti dalle aziende.

Nel contesto lavorativo attuale, si osserva chiaramente la transizione da un modello occupazionale basato su un “posto per la vita”, un “contratto” sottoscritto con la struttura occupazionale al momento dell’assunzione, ed un’alta sensazione di controllo circa la propria vita, ad un modello che si fonda sul passaggio dinamico da un’occupazione all’altra, cosa che produce negli individui una sensazione di controllo fluida ed evanescente, richiedendo al singolo flessibilità e adattamento.

Diventa dunque importante esserne consapevoli per gestire il cambiamento e trarre vantaggio dalla flessibilità che il mercato ci richiede.

I dati di Bakeca.it, sito di annunci gratuiti che comprende un’ampia categoria dedicata al lavoro, ci evidenzia che nonostante il tasso di disoccupazione sia arrivato all’8,6%, con oltre 380 mila persone senza lavoro (ISTAT), a marzo registrano un aumento dell’offerta pari al 23% rispetto al 2009.

“Le offerte postate implicano per la maggior parte forme contrattuali flessibili (a progetto, stage, determinato, etc), mentre solo il 3% dei 45.000 annunci postati nella categoria “Offerte di lavoro” promettono esplicitamente nelle inserzioni un contratto a tempo indeterminato.

I settori con piu’ offerte sono Turismo-alberghiero (+164%), Ingegneri-architetti (+75%), Marketing-comunicazione (+66%), seguiti da Grafica-design (+52%), Contabilita’-finanza (+51%), Operai-edilizia- artigianato e Logistica-trasporti (+43%).

Netto incremento anche delle ricerche di candidati per stage o tirocinii (+57%), sintomo che, anche se l’occupazione ‘fissa’ per i neolaureati e’ diminuita del 7% (Almalaurea), le aziende per la ripresa economica puntano sui giovani, rappresentanti di una larga parte di domanda che ha fatto proprio il concetto di flessibilita’.

Anche l’incremento massivo degli altri settori, ingegneria e marketing/comunicazione, indica che le aziende puntano su queste competenze.

Informazione sul mercato del lavoro, formazione continua ed atteggiamento positivo rimangono dunque ingrediente necessari per gestire la flessibilità che il mercato ci richiede, senza subirla passivamente.

Fonte: Articolo pubblicato dal sito  www.bakeca.it).

Come sappiamo bene, la recente crisi economica incerta e dalle difficili previsioni, comporta l’innalzamento dei tassi di disoccupazione

D’altro canto, l’evoluzione continua di internet ha comunque mutato il processo di offerta e ricerca di lavoro; è come se internet fosse diventato un infinito ufficio di collocamento, offrendo milioni di opportunità e punti di contatto sia per headhunter che per potenziali candidati.

Il mercato del lavoro soprattutto in Italia si è spesso contraddistinto per la prassi consolidata delle conoscenze.

Spesso è più semplice entrare in contatto con potenziali risorse presentate da qualcuno con cui abbiamo avuto modo di collaborare o comunque di virtualmente conosciuti perché entrato nelle nostre reti dei social network.

Ormai la strategia del personal branding è divenuta prassi comune attraverso un attento processo di visibilità nel web:

- Pubblicazione del proprio profilo e del curriculum vitae in siti come Linkedin,la vivacisisma business community con oltre 50 milioni di contatti, è diventato ormai un must.

- Utilizzare i social network permette di farci colloquiare inizialmente on line con persone ritenute inavvicinabili; l’era del web 2.0 e dellla condivisioni delle informazioni basa i presupposti che tutti possano imparare da tutti. E’ bello sentirsi padroni di una materia e poi trovare su internet persone che ne sanno molto più di te e da cui si può incanalare uno scambio di idee, informazioni, contenuti.

Tutto questo aiuta a ricavarsi opportunità sia nella ricerca di lavoro dipendente, che nella ricerca di progetti come freelance.

Osare con il gusto piglio è fondamentale!

Anche per coloro che offrono lavoro, internet è un modo per ricercare candidati interessanti.

E’ vero si parla di crisi economica ma i giovani enterpreneur che con una semplice idea hanno sfondato in Internet, ci sono.

Al seguente link trovate qualche esempio…

Le offerte di lavoro si possono trovare…tante volte è sufficiente trovarsi al momento giusto nel tempo giusto: la forza del WOM agronomico di Word of Mouth (passaparola) è sempre più influente nel mondo web.

Capita spesso di vedere contatti dei vari social network postare annunci di ricerca di figure professionali.

Sul sito B2Corporate è spesso capitato di ricevere mail da parte di Headhunter che ad esempio ci chiedono se possiamo inviare annunci di lavoro ai nostri utenti registrati.

La strada è sicuramente quella giusta e conseguentemente la redazione di b2corporate ha pensato di mettere a disposizione strumento di job board dove poter postare annunci di offerta di lavoro.

b2jobsearch_test

Prestissimo verrà messo on line, ma sicuramente permetterà ad headunter, imprenditori, agenzie interinali, ecc di sfruttare lo spazio b2c e dei suoi utenti b2c per veicolare le ricerche.

Chi ha già degli annunci di offerte di lavoro o di sviluppo progetti che richiedono risorse di lavoro, può inviare il testo da pubblicare a redazione@b2corporate.com!

j0149059Una riflessione nata da una storia riportata sul Blog di Lavoro & Carriere sul ruolo delle Agenzie per il Lavoro, sul mercato del lavoro attuale…e sulle nostre possibilità di agire in maniera pro-attiva!

Ecco la lettera inviata in redazione: Gentile Redazione,
ho potuto constatare, essendo costretta (si fa per dire, dato che sono disoccupata) a leggervi da molte settimane, un netto calo delle inserzioni delle agenzie per il lavoro. Ed è un fenomeno che certo non riguarda solo voi, ma tutti gli altri strumenti che si occupano di offerte di lavoro, siti internet compresi. Ora mi domando, ma quando furono lanciate in pompa magna con la Riforma Biagi le agenzie per il lavoro non dovevano essere gli uffici di collocamento del futuro?

Non si diceva che la flessibilità, la possibilità di applicare tutti i contratti di questo mondo e di svolgere tutte le attività per collocare, riqualificare, reinserire i lavoratori avrebbero garantito più opportunità per tutti? A me pare invece si sia verificato il contrario. Prima della crisi le agenzie han fatto profitti come tutti, giocando sulla pelle dei lavoratori e contribuendo alla loro definitiva precarizzazione. ora che c’è la crisi che fanno? Chiudono i battenti (ne ho visti tanti di negozi del lavoro chiusi), licenziano anche loro e chi si è visto si è visto. Oppure si mettono a rincorrere i fondi pubblici per la formazione. E’ una vergogna! Scusate lo sfogo.” Marina

..e la risposta dalla redazione

Cara Marina, come abbiamo più volte detto in questa rubrica le agenzie per il lavoro non possono essere additate come “capro espiatorio” per tutti i mali del mercato del lavoro italiano. Magari anche tu ricorderai “Il Muro del pianto” dedicato alle agenzie pubblicato in estate su queste pagine? Decine di risposte e un dibattito a tratti acceso per ribadire che, come tutte le altre imprese, anche le agenzie per il lavoro sono in grande sofferenza per la negativa congiuntura economica. Ma soprattutto per dimostrare, dati alla mano, che il loro “peso” sulla situazione occupazionale italiana è ancora molto modesto. Ripetiamo in parte ciò che avevamo già scritto questa estate, prima di qualsiasi giudizio di merito, sull’operato di questa o quella agenzia o su pratiche aziendali scorrette: – le agenzie per il lavoro sono state e restano utili, anche se interessano un numero limitato di persone (l’1% della popolazione attiva in Italia), perché forniscono servizi del tutto gratuiti che hanno integrato quelli (a volte inadeguati) offerti dai Centri per l’Impiego pubblici. – che servono per quello che sono state create: a fare da intermediari tra aziende che offrono lavoro e persone alla ricerca di occupazione. Non condividiamo quindi il ritratto che tu ne fai, come entità parassitarie in un mercato sempre più precario. La verità, come sempre, sta nel mezzo. Il legislatore (Biagi) è stato a suo tempo molto ambizioso, chi poi ha messo mano concretamente alla legge ci ha messo del suo per complicare le cose, ma il punto centrale è: le agenzie non possono “animare” da sole il mercato del lavoro. Di questi tempi, spesso possono solo “offrire il lavoro che non c’è”, come abbiamo potuto ascoltare con le nostre orecchie da molti operatori. Quindi nessuna sorpresa per il calo di annunci e per la chiusura di molte filiali: è la crisi, le agenzie sono aziende e come tali ne subiscono le conseguenze. Altrimenti si rischia di confondere la causa con l’effetto.

..Infine, il mio commento:

E’ comprensibile la tua frustrazione davanti al calo degli annunci ed alla chiusura delle agenzie..eppure proprio la tua reazione davanti alla loro “mancanza”, fa capire l’importanza assunta in poco tempo dalle agenzie per chi cerca lavoro…
La loro natura commerciale e “moderna”, differente dalla struttura ancora burocratica dei Centri per l’impiego ha spinto fortemente la loro attività di ricerca di aziende che avessero bisogno di personale con rapidità e flessibilità!
Se da una parte è vero che l’opera laboriosa delle agenzie ha aumentato il numero dei lavoratori precari (e tra parentesi…meglio sempre lavoratori che non disoccupati…), dall’altra i loro costi piuttosto onerosi per le aziende utilizzatrici dovrebbero aver favorito la regolarizzazione (ossia, se l’impresa ha bisogno continuato di quella data risorsa non ha convenienza a farselo “somministrare”, come si dice in gergo, ma piuttosto ad assumerlo!).
Al di là delle opinioni, ci sono i dati Nielsen secondo cui il numero di annunci nel 2009 si è ridotto di oltre il 30% rispetto al 2008 (la crisi ha colpito prima le aziende e poi di conseguenza le agenzie per il lavoro!)…e quelli di Unioncamere secondo cui di 100 lavoratori reclutati dalle aziende solo 7 provenivano dalla agenzie per il lavoro e dalle società di selezione (l’analisi di queste ricerche sono in fase di pubblicazione sul sito coachlavoro.com).
Detto ciò…comprese cause ed effetti…bisogna arrivare alle implicazioni per te e per il tuo lavoro!
Se cambia lo scenario devono cambiare anche le strategie!
E’ fondamentale RI-pensarSI: Ottimizzare la propria candidatura, utilizzare più canali di ricerca (non ultima, la propria rete di conoscenze..il social network!), aumentare la propria “occupabilità” attraverso corsi di formazione professionalizzanti, ecc! In bocca al lupo!

42-15181176Detto in altri termini: quali sono i canali più utilizzati dalla imprese per cercare le persone da assumere?

Secondo la ricerca Excelsior di UnionCamere (pubblicati su Il Sole24Ore del 19/10/09), la strategia dipende dalla dimensioni dell’azienda.

Leggendo in dettaglio i dati, scopriamo infatti che le aziende con più di 50 dipendenti privilegiano strumenti standardizzati come il portale aziendale e gli annunci sui principali siti di recruiting, insieme alle società di selezione o le agenzie interinali.  Invece le aziende più piccole che, lo ricordiamo, rappresentano la maggior parte del tessuto produttivo italiano,prediligono invece strumenti più “informali” basati sulle conoscenze (dirette ed indirette) e le segnalazioni.

In termini assoluti, questa è la classifica delle strategie di selezione da parte delle imprese italiane (dalle meno alla più efficace)

  • Centri per l’impiego (4,5%), dedicati prevalentemente alle cosiddette “fasce deboli”, disabili, immigrati, cassintegrati.
  • Quotidiani e stampa specializzata (5%)
  • Società di Lavoro Interinale (Agenzie per il Lavoro) e Società di Recruiting, considerate insieme (7%)
  • Segnalazione Conoscenti e Fornitori (15%)
  • Internet e Banche dati aziendali (26,5%)
  • Conoscenza diretta (39%)

Quindi, sommando la conoscenza diretta con quella indiretta (segnalazione da parte di conoscenti) si supera il 50%: questo significa che i metodi “informali” si confermano tuttora preponderanti nel mercato del lavoro italiano.

A questo punto potremmo aprire una discussione in merito alla meritocrazia nella società italiana ma…quanto questo aiuterebbe a trovare lavoro!?

La domanda migliore da farsi invece è: A fronte di questa situazione, come possiamo rendere più efficaci le nostre strategie di ricerca?

Se il canale della conoscenza è quello preponderante, come possiamo ampliare la nostra rete di conoscenze (il network)?

Lo scopo non è quello di farsi raccomandare! Piuttosto è quella di trovare la strada giusta per cui la nostra candidatura arrivi al posto giusto, ossia dove le nostre competenze creino valore e al contempo siano valorizzate!

Approfondiremo il tema delle strategie di candidatura spontanea in un post della prossima settimana…