Su Coach Lavoro abbiamo parlato spesso delle nuove (e concrete!) opportunità che la rete può offrire a chi vuole costruirsi un lavoro online!

L’articolo di oggi è stato scritto da un esperto di lavoro freelance online, Lorenzo di twago italia.

Web e professionisti freelance. Il mondo del lavoro cambia e sul web cresce sempre di più la richiesta di esperti freelance che curino progetti in outsourcing. E’ uno degli aspetti decisivi di un nuovo modo di produrre che offre grandi opportunità.

Le mutazioni in corso sul piano economico sono evidenti a tutti. Se da un lato si presta molta attenzione alle ben note difficoltà di questi  giorni, dall’altro non si considerano ancora abbastanza alcune evoluzioni strutturali. Ad esempio quella per cui il lavoro online, oggi, è sempre più sinonimodi professionalità freelance. Un lavoro freelance che corre su internet, che ha fatto della pagina web il suo ambiente naturale. Non più solo e-commerce o online-shopping. In rete si muove velocemente l’intelligenza di esperti programmatori e web designer, così come quella di preparatissimi traduttori e copywriter.

Dal punto di vista dell’economia globale siamo di fronte ad evoluzioni che dovrebbero essere prese in considerazione al più presto anche in Italia. Perchè è da queste mutazioni che può svilupparsi definitivamente un’economia nuova, un nuovo modo di produrre ricchezza che vada a beneficio di tutti. E’ di pochi giorni fa un articolo di Massimo Sideri comparso su Corriere.it che segnala  dati decisamente interessanti e importanti. Ad oggi l’industria del web in Italia rappresenta il 2% del PIL. Non poco, se si pensa che l’agricoltura si attesta su cifre simili. Ma, ancora di più, quello che conta è la potenziale crescita del settore: il 18% annuo dal 2009 al 2015. Dati che esprimono chiaramente l’emergere dell’economia digitale.

Se poi si va fuori dai confini nazionali, le cifre sono ancora più significative.Gli altri paesi del G8 e i mercati asiatici e sudamericani sono in prima linea nella web economy. In Europa sono Germania e Svezia due delle protagoniste più importanti.  Così come sono importanti gli investimenti fatti in questi paesi, sia a livello pubblico che privato, partendo dalla formazione fino ad arrivare alle start-up.

Ma quindi, comesi lavora su internet? L’economia digitale ha definitivamente aperto la strada ad un nuovo protagonista: il lavoro freelance. Il mondo del lavoro attuale richiede specializzazioni specifiche e di alto profilo professionale. Cosa può fare oggi un’azienda che voglia perfezionare la propria homepage o creare da zero il proprio sito internet? Semplice: oggi può cercare online uno specialista freelance nella creazione di siti. Lo specialista nella creazione di siti, dall’altra parte, oggi non è più tenuto a lavorare per una sola azienda, ma può offrire le proprie specifiche capacità (dal web design fino al linguaggio di programmazione html o di programmazione C) a chi sia disposto a pagarlo.

Fino a pochi anni fa mancavano ancora gli strumenti per facilitare il lavoro freelance online. Il web era ancora troppo grande e disordinato per un esperto freelance che cercava un’azienda per cui eseguire un progetto. E un’azienda aveva ancora qualche problema nel cercare un esperto freelance senza molti punti di riferimento. Il passaggio fondamentale, che ha reso il lavoro freelance uno dei propulsori dell’economia digitale, è stato la nascita delle piattaforme di outsourcing online per lavoro freelance. Vale a dire di quegli spazi virtuali in cui aziende e professionsiti freelance possono incontrarsi e accordarsi per portare a termine un progetto. Le piattaforme di intermediazione online hanno aperto a tutti i tipi di aziende il mondo dei professionsiti freelance e hanno permesso a questi professionisti di poter mettere a frutto le proprie esperienze e formazioni con clienti provenienti da tutto il mondo.

Uno dei segreti dell’economia in rete  è non dover più caricare un qualsiasi progetto dei classici costi di logistica e organizzazione aziendale interna. Ecco perchè le aziende ricorrono sempre di più all’outsourcing presso freelance per portare in porto specifici progetti. Che tipo di progetti? Anche qui internet è la pietra angolare. In gran parte le aziende commissionano in outsourcing progetti di programmazione, web design, copywriting, traduzione di pagine web, online marketing.

Certo, la vita da freelance non è una passeggiata, il nuovo libero professionista feelance ha sì la possibilità di lavorare quando e dove vuole. Ma proprio per questo deve anche esercitarsi in una particolare autodisciplina che faccia in modo che la sua libertàda cartellini e superiori stimoli la creatività senza smettere di essere produttiva. Insomma, l’esperto freelance è e deve essere un professionista a tutti gli effetti.

Ma se saprà gestire la propria autonomia secondo un equilibrio originale e funzionale, allora l’esperto freelance sarà anche molto richiesto dalle aziende di tutto il mondo.

Sarà sempre di più il protagonista del lavoro del futuro.

Trovare quello che amiamo

Coach Lavoro ottobre - 6 - 20118 COMMENTI

E se non lo avete ancora trovato dovete continuare a cercarlo, senza accontentarvi….. Siate affamati, siate folli!

Nel giorno della morte di Steve Jobs, il fondatore di Apple, un visionario, un “guru” come dicono alcuni, abbiamo deciso di rendergli omaggio così, riportando il suo ormai famosissimo discorso tenuto all’Università di Stanford, agli studenti appena laureati, nel 2005.

Discorso di Steve Jobs a Stanford (1 parte)

Forse pochi sanno che Steve era stato dato in adozione da sua madre, con la promessa che avrebbe un giorno frequentato l’università.

E così fece a 17 anni. Ma in un’accademia prestigiosa come quella di Stanford non trovò nulla che gli sembrasse utile [e quante volte questo accade nelle nostre scuole ed università? ma questi luoghi di sapere che molti considerano un punto di arrivo, a mio avviso sono un punto di partenza per quel viaggio della conoscenza e dell'apprendimento continuo che dura tutta la vita!].

Decise quindi di seguire un piano di studi personalizzato, scegliendo le materie che più gli interessavano, guidato “semplicemente” dal suo intuito e dalla sua curiosità.

Quanto spesso noi ignoriamo i segnali che ci vengono dal di dentro, bollandole come “inutili fantasie”? Se è vero che la ragione ci aiuta a discernere, è il nostro inconscio e le nostre emozioni più profonde ad ispirarci?

Il corso di calligrafia che scelse si rivelò quanto mai utile quando Steve Jobs progettò il primo Mac, curando la tipografia dei caratteri.

Come dice lo stesso Steve, neppure lui stesso immaginava quanto gli sarebbe tornato utile quel corso quando lo scelse. E così è anche la nostra vita, possiamo comprenderla solo guardando indietro…..e unendo i puntini, a ritroso, scoprendo il filo invisibile che collega gli eventi della nostra vita!

[Nel Workshop "Vivi la tua Passione", cerchiamo di fare proprio questo, di unire i puntini della nostra vita, come pezzi di un puzzle, ritrovando noi stessi nelle scelte che abbiamo fatto]

Ve lo ripeto, non potete unire i puntini guardando al futuro, potete connetterli in un disegno, solo se guardate al passato. Dovete quindi avere fiducia nel fatto che i puntini si connetteranno, in qualche modo, nel vostro futuro. Dovete avere fede in qualcosa – il vostro intuito, il destino, la vita, il karma, quello che sia. Questo approccio non mi ha mai deluso e ha fatto tutta la differenza nella mia vita”

Fiducia, quanto spesso da adulti ci blocchiamo davanti a “rischi”, reali o molto spesso presunti, di fallimento? Quante volte ci è capitato di rinunciare ad un sogno, ad un progetto, ripiegando su promesse di “sicurezza” che poi si rivelano vane o comunque solo temporanee?

Di certezze probabilmente non ne esistono più, specialmente in questo mondo ed in questa epoca di cronica instabilità!

L’unica certezza che possiamo avere è la fiducia in noi stessi, nelle nostre idee ed aspirazioni, nel nostro “daimon” che chiede di esprimersi e realizzarsi!

E anche quando tutto sembra andare storto, quando raccogliamo una serie di fallimenti e delusioni, è la nostra “passione” ancora accesa a spingerci avanti, a ripartire da zero, a costruire qualcosa di ancora più grande e più solido grazie all’apprendimento che abbiamo maturato.

Così ha fatto Steve Jobs quando, a 10 anni dalla fondazione di Apple, iniziata in un garage di casa e cresciuta in un colosso di 2 miliardi di dollari, è stato espulso dalla sua stessa società, dai manager che aveva scelto..e stava per abbandonare la scena!

All’epoca non me ne accorsi, ma il mio licenziamento dalla Apple fu la cosa migliore che poteva capitarmi. Il peso del successo fu rimpiazzato dall’illuminazione di essere un principiante ancora una volta, con molta meno sicurezza su tutto. Questo mi liberò e mi consentì di entrare in uno dei periodi più creativi della mia vita.” Ecco veramente come una crisi, al di là della retorica, può diventare davvero un’opportunità!

Jobs in quel momento fonda una nuova società, la Next, che poi verrà riacquistata dalla stessa Apple: uscito dalla porta, Steve rientra dalla finestra, con tutti gli onori.

E’ l’amore e la passione per ciò che faceva che gli ha dato l’energia per andare avanti e crescere. Per questo Steve ha esortato i giovani studenti, ed esorta tutti noi a cercare ciò che amiamo e a non fermarci finchè non lo abbiamo trovato! E questo vale non solo per gli affetti, ma anche per il lavoro!

“Il lavoro riempirà gran parte della vostra vita e l’unico modo per essere veramente soddisfatti e quello di fare quello che pensate sia il lavoro migliore. E l’unico modo per fare il lavoro migliore e quello di amare quello che fate.”

E come si fa a trovarlo? probabilmente non esistono ricette preconfezionate, ma l’ingrediente essenziale è senza dubbio l’ascolto di noi stessi. Ascoltare la nostra voce interiore che, per quanto sepolta dal rumore delle nostre convinzioni limitanti e delle opinioni altrui, continua a parlarci!

Nella maggior parte dei casi non avremo risposte definitive ma spunti e indizi che seguiti passo passo con fiducia ci porteranno alla meta che desideriamo.

E dopo guardandoci indietro saremo in grado di unire i puntini….

Discorso di Steve Jobs a Stanford (2 parte)

Nell’ultima parte del suo discorso Steve Jobs affronta il tema della morte, che lo aveva poco tempo prima toccato personalmente con la diagnosi di un tumore al pancreas, e che adesso ha avuto definitivamente la meglio sul suo corpo:

“…Mi sono chiesto: “se oggi fosse l’ultimo giorno della mia vita, vorrei veramente fare quello che sto per fare oggi?” E ogni volta che la risposta fosse “No” per troppi giorni di seguito sapevo di aver bisogno di cambiare qualcosa.

Ricordare che morirò presto è stato lo strumento più importante che mi ha consentito di fare le scelte più grandi della mia vita. Perchè praticamente tutto – tutte le aspettative, l’orgoglio, le paure di fallire – tutte queste cose semplicemente svaniscono di fronte alla morte, lasciandoci con quello che è veramente importante. Ricordarsi che moriremo è il modo migliore che conosco per evitare le trappola di pensare di avere qualcosa da perdere. Siete già nudi. Non c’è nessun motivo per non seguire il vostro cuore.”

E’ stato veramente affamato e folle, Steve Jobs, ha rivoluzionato il mondo tecnologico…e non solo!

Ci ha lasciato una testimonianza di vita vissuta fino in fondo, con fiducia e con passione, che lo ha portato a realizzare la sua visione. Sono certa che continuerà a ispirare molte persone in tutto il mondo! Addio Steve!

Dopo un anno esatto riparte a Milano la Social Media Week, la settimana della comunicazione sul web e sui social network, che si svolge in contemporanea in diverse città del mondo, da Beirut a Buenos Aires, da Los Angeles a Mosca! Tra i diversi eventi in programma, vi segnaliamo in particolare due iniziative che riguardano temi a noi cari: trovare nuove opportunità di lavoro nel settore web ed avviare un’impresa online.

Immagine sotto licenza CC tratta da Sestyle.it

Oggi, 20 settembre, si svolgerà il convegno “Nuove professioni del Web“, organizzato da JobMeeting e dal Politecnico di Milano. Si discuterà delle emergenti necessità aziendali di trovare professionisti in grado di gestire siti e blog aziendali, di curare i rapporti con la community, di gestire campagne marketing online.

Stiamo assistendo infatti alla comparsa di una generazione di esperti 2.0 che devono apprendere capacità inedite in un mercato del lavoro iperconnesso in rete e ai social media.

L’appuntamento sarà focalizzato e orientato sia alle competenze richieste dalle aziende, che alle attitudini di chi vuole sviluppare un’impresa su internet.

Ai sempre necessari ingegneri informatici, webmaster e webdesigner, si sono affiancati ruoli adatti a diversi background scolastici e culturali.

Ecco la lista (sempre dinamica) delle nuove professioni 2.0:

  • All-Line Advertiser - Lo Stratega delle campagne marketing e dell’advertising online
  • Transmedia Web Editor – il Creatore dei Contenuti
  • Community Manager -  Il Portabandiera e Portavoce della community in rete
  • Web Analyst - Il Knowledge Master della navigazione utenti al proprio progetto online
  • Search Engine Optimizer (SEO) – L’Ottimizzatore per eccellenza della visibilità online
  • eReputation Manager - Il Guardiano della brand reputation e del Word of Mouth
  • Digital PR - L’architetto delle People Relations

E tu senti il richiamo del web 2.0?!

Se stai pensando di aprire un’attività autonoma online, oppure di trasformare il tuo attuale lavoro/business sfruttando le potenzialità di internet, un altro appuntamento da non perdere è quello condotto da Giampaolo Colletti, ricercatore di wwworkers, nuovi imprenditori del mondo web. Nell’incontro del 21 settembre si esploreranno le nuove opportunità delle donne e delle mamme sulla rete. Spinte dalla necessita di ricollocarsi, ma anche dalla voglia di realizzarsi, la maggioranza delle attività online è al femminile. La rete quindi salverà le lavoratrici italiane?

Per leggere il calendario completo degli appuntamenti, che possono essere seguiti anche in streaming, consultate la pagine del programma dell’E-Festival a Milano.

Continuando a seguire le linee di sviluppo delle piccole e medie imprese italiane e dei lavoratori autonomi, abbiamo trovato un’altra iniziativa, promossa dalla Provincia di Torino: “Voglia d’impresa”, che si svolgerà a Torino il 28 e 29 settembre.

Voglia d’impresa è una manifestazione rivolta a tutti coloro che sono interessati a mettersi in proprio: agli imprenditori piccoli e medi, ai lavoratori autonomi e a chi opera a vari livelli nei servizi di supporto all’autoimprenditoria, fornendo occasioni di relazione e confronto con esperti di realtà nazionali e internazionali di rilievo. Voglia d’impresa nel 2011 intende affrontare da un lato il tema del successo e crescita delle imprese e delle variabili che possono condizionarlo, dall’altro vuole analizzare un aspetto emergente nel panorama del lavoro in proprio: la generazione dei lavoratori a Partita Iva, una realtà a cavallo tra microimprenditoria e lavoro autonomo. Per conoscere il programma delle due giornate, visitate la pagina “Mettersiinproprio.it

 

Negli articoli precedenti abbiamo esplorato il tema di come fare per lavorare con la propria passione…e di cosa significa amare il proprio lavoroma a mio avviso niente è più esplicativo della storia di chi è riuscito a trasformare la propria passione in lavoro!

I fatti, lo sappiamo, contano molto di più delle parole! E allora ho pensato di raccogliere per voi delle testimonianze di donne e di uomini, del Nord e del Sud, di persone assolutamente normali..che hanno avuto come peculiarità quella di avere una passione, di credere nel proprio sogno…e di essere stati così saggiamente folli da volerlo trasformare in realtà.

Iniziamo dalla storia di Antonio, un collega (consulente, counselor e formatore, che ho incontrato in un’aula di formazione. Ho apprezzato la sua competenza, mi sono incuriosita del suo percorso professionale….ed ho ben pensato di intervistarlo!

Chi è Antonio Quaglietta? Ho 38 anni, vivo a Potenza ho studiato e lavorato in tutta Italia e continuo a viaggiare molto.  Sono sposato e ho una splendida bimba di 3 mesi. Amo suonare, viaggiare, leggere, scrivere e soprattutto dialogare.

Che lavoro fai attualmente? Sono un Counselor, Coach e Formatore, mi occupo di benessere, aiuto persone, gruppi e organizzazioni a risolvere problemi, gestire le crisi, migliorare le performance.

Da quanto tempo? Dal 2000 ho iniziato ad affiancare la mia vecchia attività a quella attuale.

Che cosa facevi prima di cambiare lavoro? Lavoravo presso una società di intermediazione creditizia, aiutavo i clienti a trovare mutui e prestiti convenienti.

Cosa ti ha spinto a cambiare? Ho sentito che la mia strada non era quella, poi, conoscendo il mondo della psicologia del cambiamento e del miglioramento personale, ho sentito un amore per queste tematiche e ho capito che calzava con la mia personalità come un guanto preciso su una mano.

In che modo hai individuato e scelto il tuo obiettivo? A quel tempo mi sono fatto aiutare dal mio formatore a trasformare la mia confusa visione prodotta dall’entusiasmo in un obiettivo concreto e realizzabile.  Ho ancora il mio obiettivo scritto nel dicembre 1999 e coincide, a grandi linee, con la mia vita attuale.

Hai seguito più la tua passione o più la ragione? Direi molto più la passione, che mi ha portato a lasciare il mio posto di responsabile nella società di intermediazione creditizia per una strada tutta da creare. Alcuni dissero che ero un folle e chissà forse lo sono…

Quali ostacoli hai dovuto superare per raggiungere il tuo obiettivo? Incertezza dei risultati, momenti di scoraggiamento dovuti a mancanza di entrate economiche,  forte investimento di tempo, energia e denaro ella mia formazione.

Come li hai superati? Direi credendo in ciò che faccio, nella fiamma della mia passione per ciò che faccio, sfruttando i momenti di crisi per escogitare nuove idee e tracciare nuovi percorsi. Ricordando sempre che la strada spesso è tortuosa e faticosa, ma se hai chiaro dove andare non puoi mai perderti veramente.

E..nota dolente…come hai gestito la questione economica? Facendo lavori che non facevano parte del mio progetto e non mi davano grandi soddisfazioni ma in alcuni periodi erano funzionali ai miei progetti futuri.  Lavoravo per pagarmi la formazione e le spese dei mie progetti. Esperienza interessante.

Sappiamo che non è facile avviare una nuova attività…tu come hai fatto?  Quali sono stati i tuoi primi passi? Ho innanzitutto fatto delle sessioni di coaching specifiche sull’avvio di una attività.  Ho poi analizzato bene il mercato, la concorrenza e ho cercato la mia strada per differenziarmi.  Successivamente ho messo on line il sito, preparato del materiale informativo e fatto un piano di azione per trovare i mie primi clienti.  Sono partite poi le dimostrazioni gratuite, i contatti con altri enti di formazione….

I primi passi sono stati certamente i più difficili ma ricordo quel periodo di 10 anni fa come il più intenso della mia vita!Erano bilanciate paura del cambiamento e adrenalina nell’affrontarlo, fatica ed energia. Credo che senza entusiasmo sia difficile non scoraggiarsi.

Come è cambiata la tua vita dopo aver cambiato lavoro? Ho sentito di avere un’identità precisa e che il lavoro che oggi faccio ne fa parte a pieno titolo. Mi sento attivo e energico quando penso a ciò che faccio. Ho i miei momenti di crisi e ho imparato a gestirli.

Che suggerimenti daresti a chi intende cambiare lavoro? Cerca qualcosa che ti piace davvero. Trasforma una passione in obiettivo. Se il problema è che non hai nulla che ti piaccia davvero, lanciati su qualcosa che ti piace un po’ ma agisci, sperimenta.  Evita di aspettare, immobile e scoraggiato, che arrivi il lavoro perfetto.  Sperimentando troverai e perfezionerai sempre più la tua vison, la tua passione vera, il tuo lavoro non perfetto ma TUO!

Grazie mille Antonio per la tua testimonianza,  per i tuoi suggerimenti, per la motivazione che trasmetti! Qualcuno potrebbe dire che noi coach-formatori siamo troppo ottimisti…può essere….è deformazione professionale!

Ma ci interessa essere anche concreti e realisti…come testimonia la tua storia!

 


 

 

 

Il 19 novembre a Roma si è svolto l’evento formativo dal titolo: “Autostima & Autoefficacia: le ragioni del successo” a cui hanno partecipato anche diversi lettori e fruitori di CoachLavoro. Abbiamo pensato che potesse essere interessante presentare una sintesi della serata. E  presto saranno anche a disposizione i video su Youtube! Vi terremo informati!

Allora, di cosa parliamo quando parliamo di successo?42-16223505

Di solito le immagini che vengono in mente sono quelle di personaggi famosi, cantanti, attori, calciatori, pieni di soldi, con macchine lussuose, che vivono passando da una festa all’altra…

Avere molti soldi ed essere noti al grande pubblico rappresentano veramente il successo o ne sono invece solo alcuni degli effetti?!

Se cerchiamo su internet o in libreria biografie o storie di persone di successo troveremo molto probabilmente nomi di imprenditori stranieri, come Steve Jobs, il fondatore di Apple, o di Richard Branson, eclettico fondatore della Virgin Records e di altri brand famosi, ma anche italiani come Luciano Benetton o Mario Moretti Polegato, fondatore della GEOX.

Cosa hanno in comune questi ed altri personaggi di successo? Leggendo le loro storie (vi consiglio di andare su Wikipedia o su blog Ingenie), molti di loro non hanno un elevato titolo di studio né hanno una famiglia facoltosa alle spalle..ma hanno un sogno, un’idea, un progetto che portano avanti fino a farlo succedere: ecco cos’è veramente il successo! Riuscire a far realizzare ciò che desideriamo, che è sempre qualcosa che ci appassiona, che realizza le nostre attitudini, che ci rende felici e soddisfatti. Continua a leggere »

Trovare lavoro dopo i 40 anni

Coach Lavoro novembre - 20 - 20101 COMMENTO

over 40Il tema del lavoro “over 40″ è di grande rilevanza e nonostante la presenza di tutele normative, necessita di maggiore sensibilizzazione e soprattutto di un nuovo approccio culturale che valorizzi l’individuo come risorsa.

La crisi del mercato del lavoro è un fenomeno trasversale che non riguarda più soltanto operai e impiegati generici, ma anche quadri e dirigenti e a farne le spese non sono solo i giovani che hanno difficoltà ad inserirsi nel mondo del lavoro, ma anche i lavoratori con età compresa tra i 40 e i 50 anni che, improvvisamente, vengono licenziati con ovvie difficoltà per un reinserimento lavorativo.

Si assiste ad un proliferare di stereotipi negativi, che tendono a dequalificare coloro che hanno superato la soglia degli “anta”, tale da far porre in primo piano una data di nascita a discapito di esperienza e professionalità della persona.

Se è vero che molto si potrebbe fare a livello culturale e a livello politico, come può il lavoratore over 40 affrontare in maniera efficace la sua situazione?

Tom Rath autore del libro “Strengths Finder 2.0” ci fornisce una riflessione molto utile: “se non è possibile essere tutto ciò che vogliamo essere, di sicuro possiamo essere molto più di ciò che già siamo”.

La maggior parte delle persone è destinata a cambiare molti incarichi e diverse carriere nell’arco del proprio percorso professionale. Per mantenere una vita equilibrata e soddisfacente, ogni qualvolta siamo di fronte ad una scelta o ad un cambiamento, diventa importante focalizzare l’atten­zione sulle nostre risorse, le nostre passioni, i nostri valori e i nostri obiettivi (più o meno chiari e stabili), che ci contraddistinguo­no e a cui dovremmo mantenerci connessi. Continua a leggere »

denaroNel precedente articolo abbiamo parlato dell’importanza di smuovere le nostre convinzioni limitanti, ossia quelle che limitano le nostre possibilità di azione, e di cambiare atteggiamento prima di poter cambiare lavoro o crearne uno!

Infatto se siamo convinti che qualcosa sia impossibile per tutti..o per questa società…o per noi soli, non ci attiveremo per trovare le risorse che ci servono per farlo, non noteremo le opportunità che ci sono più o meno vicine a noi, non cercheremo informazioni su internet, sui libri o sui corsi, non ci faremo aiutare da qualcuno (sia esso un amico, un coach, o un esperto della materia!)…e quindi quale sarà il risultato più probabile? che effettivamente non realizzeremo ciò che avevamo pensato e saremo ancora più convinti che questa cosa sia impossibile! Si tratta della nota “strategia che si auto avvera“.

Ad esempio siamo convinti che avendo pochi soldi da parte e un mutuo da pagare, sia impossibile per noi cambiare lavoro e che dobbiamo adattarci a ciò che abbiamo e a ciò che troviamo pur di guadagnare e di sopravvivere!

Fermiamoci un attimo e guardiamoci intorno: quali altri modi (legali ed etici!) esistono per guadagnare, oltre al lavoro dipendente?

In che modo possiamo garantirci almeno un guadagno extra che possa aumentare la nostra libertà finanziaria?

Provo a scriverne alcuni, solo per fare degli esempi, sicuramente la lista può essere arricchita!

  1. Fare una seconda attività nel tempo libero: può essere un lavoretto come la baby sitter nelle ore serali, un’attività manuale o artistica…oppure un’attività online…ecc.
  2. Fare compra-vendita di oggetti (ad es. tramite e-bay)
  3. Crearsi una rendita attraverso un investimento immobiliare
  4. Investire in borsa

Quest 2 ultime strategie che ho indicato sono comunemente percepite come rischiose (perchè c’è rischio di perdere ingenti capitali) e “irraggiungibili” perchè necessitano di un elevato capitale di partenza e di elevate competenze tecniche.

Forse queste convinzioni non sono tutte così fondate…forse esistono dei modi più accessibili che insegnino anche come gestire il rischio!

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CoachLavoro compie un anno!

Coach Lavoro giugno - 10 - 20102 COMMENTI

42-15660639Esattamente un anno fa iniziava l’avventura di CoachLavoro!

All’inizio era un semplice blog con un centinaio di visite mensili…giorno dopo giorno il sito è cresciuto per numero di contenuti e per visite…ora migliaia di persone leggono i nostri articoli, consultano le nostre Guide sul Curriculum e sulla Lettera di Presentazione….Moltissimi ci scrivono mail per avere dei consigli e ci richiedono consulenza per cercare lavoro…per cambiarlo…per capire quale direzione dare alla loro crescita professionale!

Ringrazio tutti i lettori per il loro interesse, per il loro apprezzamento verso i nostri servizi e la nostra professionalità!GRAZIE!

Come si fa sempre in occasione dei compleanni…oggi desidero raccontarvi un po’ la mia storia….e la storia di questo mio progetto!

Quando mi sono iscritta a Psicologia e quando poco tempo dopo ho iniziato a formarmi anche come coach avevo una forte motivazione, che mi alimenta e mi spinge tuttora senza posa: quella di aiutare le persone ad formarsi, a svilupparsi, a realizzarsi, superando problemi ed ostacoli interni ed esterni…

La mia formazione come Psicologa del Lavoro e la mia esperienza nelle Risorse Umane mi hanno portato molto naturalmente a pensare di aiutare le persone a trovare a lavoro, a presentarsi al meglio alle aziende con un buon curriculum, a valorizzarsi al colloquio, ad utilizzare le strategie di ricerca più efficaci.

Per poter raggiungere le persone che avevano bisogno delle mie competenze, per farmi conoscere dagli sconosciuti, ho deciso di aprire un sito tutto mio, anche se non ne sapevo niente di html, web design, SEO…! Così nel giugno 2009 nasce CoachLavoro.com: volevo che fosse sempre più ricco di contenuti utili, più facile da navigare, più conosciuto e visitato…..

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settimana europea PMIInformare gli imprenditori sul supporto che le autorità a livello europeo, nazionale e locale offrono alle micro, piccole e medie imprese (PMI in italiano, SME in inglese). E’ stato questo l’obiettivo dell’edizione 2010 della ‘Settimana europea delle PMI’, che si è aperta il 25 maggio e si conclude oggi, 1° giugno.

L’iniziativa punta a promuovere l’imprenditorialità affinché sempre più persone, in particolare tra i giovani, prendano in considerazione per la loro carriera l’idea di diventare imprenditori.   Il secondo obiettivo è quello di riconoscere e valorizzare il ruolo degli imprenditori nel migliorare il benessere, l’offerta lavorativa, lo sviluppo dell’innovazione e la competitività in Europa.

Lanciata per la prima volta nel 2009, la ‘Settimana europea delle pmi’ è coordinata dalla direzione generale Imprese e Industria della Commissione europea e rientra nei provvedimenti volti a implementare il principio 1 dello ‘Small Business Act’, che afferma che “la Ue e gli Stati membri dovrebbero dar vita a un contesto in cui imprenditori e imprese familiari possano prosperare e che sia gratificante per lo spirito imprenditoriale”.

La ‘Settimana europea delle pmi 2010′ si concretizza in una campagna paneuropea che coinvolge 37 paesi e che prevede in maniera totalmente decentralizzata una serie di eventi e attività volti ad avvicinare imprenditori, potenziali ed esistenti, tra di loro. Gli eventi sono organizzati a livello nazionale, regionale o locale da organizzazioni professionali, fornitori di servizi, così come autorità nazionali, regionali e locali operanti nei paesi partecipanti. Questi eventi sono anche pensati per offrire alle imprese un’occasione di condivisione delle esperienze consentendo di trarre spunti utili per sviluppare ulteriormente i loro affari.

Diverse le iniziative regionali organizzate in occasione della ‘Settimana europea delle pmi 2010′.

Ad esempio il 28 maggio a Bologna, nel corso dell’incontro ‘Dai cinque sensi… alla ricerca del sesto senso – l’intuito in impresa, innovare creando i mercati di domani’, è stato svolto un momento di formazione destinato alle piccole e medie imprese e strutturato per gruppi di lavoro in cui gli imprenditori, guidati da quattro tutor esperti, hanno riflettuto sull’intuito, sulla capacità di anticipare il mercato, sulla forza dei network, riflettendo anche sul ruolo della fortuna e della bravura nella creazione di un business di successo.

E’ stata, inoltre, presentata la guida ‘Aprire le pmi ai ricercatori europei – innovazione e trasferimento tecnologico in Emilia Romagna’, realizzata da Aster con il sostegno della Regione Emilia Romagna. Il volume è destinato ai ricercatori europei che vogliano collaborare con una piccola e media impresa del nostro territorio e uno strumento che intende promuovere le opportunità di inserimento professionale dei ricercatori favorendo in questo modo l’attrazione di competenze scientifiche a disposizione delle imprese locali.

Unioncamere Toscana, partner di ‘Enterprise Europe Network’, in collaborazione con la Camera di commercio di Lucca, promuove, invece, il seminario su ‘Il marchio Ecolabel: uno strumento per la competitività delle imprese manifatturiere e turistiche’. I temi che saranno trattati riguardano gli aspetti fondamentali del nuovo regolamento Ecolabel in vigore dal 19 febbraio 2010, evidenziando i vantaggi della certificazione che garantisce elevate prestazioni ambientali, offre informazioni sicure ai consumatori e contribuisce a migliorare la competitività dell’impresa.

FONTI: sito della COMMISSIONE EUROPEA -   BLOGLAVORO

lavoro over 40 over 50Ho chiesto a Roberto, un assiduo lettore di CoachLavoro, di raccontarmi la sua esperienza di vita, su come sia riuscito ad inventarsi un nuovo lavoro dopo la crisi che lo ha messo fuori dal mercato del lavoro a 50 anni. Ecco la sua storia:

“Non augurerei a nessuno di perdere il posto di lavoro intorno ai 50 anni! Sì,perché anch’io faccio parte della schiera di persone alle quali è capitato di trovarsi in questa situazione…

Nel 2006 sono tra gli esuberi della grande azienda tessile di Como, nella quale lavoravo da soli sei anni.

Si sa che gli ultimi arrivati,sono i primi ad andarsene,in caso di tagli.

Riesco,comunque, a lavorare subito in un’altra azienda con tre contratti a termine,via via rinnovati.

Finché, scaduto il terzo contratto,sono rientrato nelle liste di mobilità. Alla “tenera” età di 52 anni e dopo oltre trenta di lavoro nel settore tessile,mi ritrovo ancora con un futuro da riscrivere!

Nel frattempo,misi a disposizione molte domeniche, tra il 2007 e il 2008, per frequentare un corso di dizione e recitazione a Milano.

Perso il posto,alla fine di luglio 2008,con un grosso sforzo economico, realizzai un book fotografico che mi sarebbe poi servito per i numerosissimi casting e provini che ho sostenuto nelle varie agenzie per spot e fiction televisivi.

Sono riuscito a fare la controfigura nel recente film di Ezio Greggio ed Enzo Jacchetti, ho girato due spot pubblicitari, ho partecipato anche ad una diretta su rete4, come protagonista, per la trasmissione “Forum” e quest’anno ho realizzato delle foto pubblicitarie e nelle prossime settimane girerò un nuovo spot. Dal punto di vista economico, quel che ho guadagnato con questo lavoro, è servito solo a pagare qualche bolletta e ad ammortizzare la spesa per il book ! La situazione rimane comunque non facile ed io non smetto di cercare un lavoro stabile, ovviamente…

Ma la mia vita sarebbe stata diversa se non avessi cercato altre opportunità che, anche se poche, sono arrivate!

Perché se è vero che esistono i problemi, è altrettanto vero che esistono le soluzioni.

Se non sempre può andare tutto bene, non sempre può andare tutto male.

Grazie Roberto per la tua testimonia all’insegna dell’”ottimismo realista”, che poi rispecchia anche il nostro atteggimento qui su CoachLavoro!

Perchè anche un piccolo passo in avanti apre le porte a nuovi futuri possibili! In bocca al lupo!

coaching carrieraSpesso ci chiediamo se abbiamo fatto la scelta giusta, se il settore in cui lavoriamo è quello che più ci piace, se abbiamo realmente rispettato e ascoltato i nostri interessi e inseguito i nostri sogni.

O altre volte accade che gli interessi cambino durante il nostro percorso personale/professionale… cosa fare? Si può cambiare ? E fino a quale età è possibile reinventarsi?

Credo personalmente in qualunque momento!

La chiave di tutto è la passione per il lavoro unita ad una sana fiducia in sè stessi!

Hai superato i 40 anni e ti sei accorto di essere demotivato e spento…non hai più voglia di andare a lavorare..vorresti cambiare lavoro, inseguire quel sogno lasciato troppo a lungo nel cassetto ma…da dove cominciare?! La sfida sembra impossibile!

Nei casi di riconversione professionale, é frequente la tendenza a voler cambiare vita, gettando il passato alle ortiche, senza riuscire a valorizzare le esperienze fatte. In questi casi sorgono resistenze, perché inconsciamente diventa inaccettabile cancellare il bagaglio acquisito.
E’ possbile in questi casi intraprendere un percorso di Career coaching, individuare gli obiettivi appaganti, esplorare le motivazioni al cambiamento, cercando “il senso” che dia la direzione al proprio percorso, lavorando sulla consapevolezza del presente e del passato e sui risultati acquisibili nel futuro.

Con il Coaching è possibile concretizzare i sogni e trasformarli in realtà attraverso un piano fatto di passi progressivi e di azioni specifiche.

Il compito del career coach è anche quello di fare esplorare la possibilità della conciliazione, della fusione delle esperienze e competenze per progettare un cambiamento professionale.

Ogni esperienza ha un suo valore, contribuisce a sviluppare conoscenze, competenze e a rinforzare qualità personali. Per ottenere risultati sostenibili nel tempo vanno rispettati tutti i segnali che il cliente esprime.

Un buon bilancio di competenze in questi casi offre maggiore consapevolezza delle proprie risorse, in modo da poterle utilizzare.

Il coraggio di mettersi o “rimettersi” in gioco è un ingrediente essenziale per avere successo nella propria vita e rispettare le proprie aspirazioni.

Il coaching è uno strumento importante che può aiutarti in questa impresa!

Puoi leggere una storia vera su questo articolo di JobTalk .

Altro sito che vi segnaliamo è Voglioviverecosì.

Il Consiglio dei Ministri nel decreto anti crisi approvato in data 26 Giugno 2009 prevede interventi che riguardano le famiglie, le banche, il fisco, le imprese ed il lavoro.

Per quanto riguarda le aziende, sono previste, tra le varie misure, la detassazione per gli investimenti in macchinari a più elevata tecnologia o a risparmio energetico, ed  il sostegno all’export e all’internazionalizzazione delle imprese.

La manovra ha dato spazio anche al tema della valorizzazione del capitale umano puntando sul binomio formazione e lavoro.
Davanti alla corsa ai licenziamenti ed alla Cassa Integrazione, il decreto consente alle aziende continuare a utilizzare i dipendenti in CIG attraverso percorsi di valorizzazione e aggiornamento professionale, che può prevedere anche un discorso di riqualificazione.
Inoltre il decreto permette ai cassintegrati di iniziare un lavoro autonomo avviare una auto o micro impresa o associarsi in cooperativa e contemporaneamente conservare l’indennità: in questo modo non solo si scoraggia il ricorso al lavoro in nero, ma si promuove anche l’autoimprenditorialità.

Questa manovra sarà valida per tutto il2009 e il 2010 e comunque necessiterà di un accordo con i sindacati

Fonti: B2Corporate.com e IlSole24Ore