1 Settembre, giorno fatidico di ripresa delle attività di lavoro…o di ricerca del lavoro per molti!

Come dicevamo nell’ultimo articolo prima delle vacanze estive, che siano brevi o lunghe, in montagna al mare o in città, le vacanze servono per creare un momento di distacco dalla vita quotidiana, per riposare il corpo e la mente, chiarirci le idee su cosa vogliamo e trovare l’energia che ci serve per portare avanti i nostri obiettivi 2011-12!

Ma se il tempo ci fosse volato e per un motivo o per un altro non fossimo riusciti a metterci la testa…ebbene questo è il momento giusto per farlo!

Prendi carta e penna e per prima cosa evidenzia i risultati che hai raggiunto nella prima parte dell’anno, in particolare dal punto di vista del lavoro, della professione o della tua carriera.

Se la prima risposta che ti viene è ” non sono riuscito/a a combinare nulla” …allora chiediti:

  • Che cosa ho imparato di nuovo in questi mesi?
  • In che aspetto posso dire di conoscermi meglio?
  • Sono più consapevole di cosa voglio e di cosa non voglio?
  • Su quale area di miglioramento intendo focalizzarmi da ora in poi?
  • Di quali risorse ho bisogno? chi mi potrebbe aiutare?

Di sicuro verranno fuori delle risposte a cui non avevi pensato o che davi per scontate!

Se invece la tua prima risposta è: ” niente…non ho ancora trovato opportunità di lavoro“, poniti queste domande:

  • L’opportunità va trovata o…creata?
  • Ho ben chiaro cosa voglio fare?
  • Quali sono le competene più richieste? Se non le possiedo, cosa posso fare per acquisirle?
  • Quali strategie di ricerca mi hanno dato più riscontri?
  • Quali non hanno funzionato e cosa posso fare per migliorarle?
  • (e infine, come sopra) Di quali risorse ho bisogno? chi mi potrebbe aiutare?

 

Anche noi di CoachLavoro abbiamo fatto questo esercizio….ed ecco quali sono i risultati che abbiamo raggiunto…quelli che ancora ci mancano (rispetto agli obiettivi fissati a gennaio) e… su cosa intendiamo crescere da oggi in poi:

Risultati raggiunti:

 

Risultati non ancora raggiunti (Lavori in corso!!)

I risultati significativi sopra riportati…hanno richiesto molto tempo ed impegno, sottratto ad altri obiettivi meno prioritari, ma che comunque ci impegniamo a portare avanti:

  • Versione aggiornata della Guida al Cv e alla Lettera di Presentazione
  • Guida all’uso di Linkedin e dei Social Media per la ricerca del Lavoro
  • Guida al Colloquio di Selezione

Insomma, anche se i tempi si sono allungati rispetto alle previsioni stiamo continuando a lavorarci! Vi terremo aggiornati sui progressi!

 

Nuovi Obiettivi

  • Organizzare giornate di formazione secondo la formula del “Coaching di gruppo”. Le prime giornate, dedicate al tema “Vivi la tua Passione” sono in programma il 1 Ottobre a Milano e il 2 Ottobre a Mestre. A Novembre è prevista l’edizione Romana!
  • Esportare i FormaAperitivi anche a Firenze, Bologna ed Ancona (probabilmente nel 2012).
  • Partecipare a o organizzare eventi di Networking (è già in programma già Weekend Donna a Novembre a Milano!)
  • Nuove Guide sui temi della Ricerca del Lavoro e della Scoperta della propria Passione
  • Ampliare le sezioni sul sito dedicate agli Over 40 ed ai Giovani

 

Insomma…di lavoro da fare ce n’è per Coach Lavoro! e i vostri prossimi obiettivi quali sono?

 

CB013829Settembre è il mese della ripresa delle attività quotidiane dopo la pausa estiva: bisogna tornare ad alzarsi presto la mattina, prendere la macchina o i mezzi per recarsi sul posto di lavoro, occupare la tanto “amata” postazione di lavoro, interfacciarsi di nuovo con il capo ed i colleghi, i clienti o i fornitori….non è mica facile!!

Sappiamo bene come le vacanze ci portino a vivere in posti diversi, con persone diverse, con ritmi diversi, spezzando quelle che sono le abitudini acquisite in 11 mesi di lavoro e di vita quotidiana.

E’ quindi piuttosto diffuso l’effetto “Costa Crociere”! Si darebbe qualunque cosa pur di tornare in vacanza!

Solitamente le ferie ci aiutano a ricaricarci, a recuperare energie fisiche e mentali, ma anche a dedicare più tempo a noi stessi e ai nostri cari.

Rientrando al lavoro, una delle prime domande da farsi è: come posso trovare del tempo per me? come posso equilibrare maggiormente la mia vita professionale con quella privata? cosa sono disposto a fare per raggiungere maggiore equilibrio e serenità, non solo in vacanza ma durante tutto l’anno?

Un’altra domanda fondamentale è: cosa è che mi spinge a lavorare? oltre alla sopravvivenza, ai soldi o al “titolo”, c’è qualcosa che mi motiva e mi piace veramente?

Rispondere ci aiuterà a riscoprire gli aspetti positivi della nostra attività e a riscoprirne il senso!

E se invece scopriamo (o meglio finalmente confessiamo a noi stessi ciò che già sapevamo!) che quello che stiamo facendo non è il lavoro che fa per noi e che siamo insoddisfatti?

Non abbiamo paura di chiederci cosa vogliamo veramente. come vogliamo che sia la nostra vita professionale, cosa vogliamo raggiungere e realizzare!

La consapevolezza di sè, dei propri desideri autentici è il primo passo necessario a definire i nostri obiettivi e realizzarli!

Se in questo momento della vita abbiamo scoperto di aver bisogno di un cambiamento, ringraziamo noi stessi, il nostro Io autentico che vuole la nostra piena realizzazione! E’ un’opportunità da non perdere!

PS: Se pensi di aver bisogno di un supporto per fare chiarezza dentro di te, capire cosa vuoi veramente e scoprire come farlo, puoi contattarmi per un colloquio di coaching gratuito, iscrivendoti su questa pagina!

coachingSpesso non si ha un’idea chiara di cosa si vuole fare nella vita…

Non si è sicuri di quale sia il lavoro più adatto alle proprie caratteristiche, che consenta di realizzarsi e di crescere professionalmente…

Non si valorizzano appieno i propri talenti, le proprie competenze e caratteristiche personali che possono davvero fare la differenza nel lavoro…

Non si conoscono quali sono le strade migliori per raggiungere la meta e si rischia di perdere tempo ed energie inutilmente…

Non si conoscono le strategie migliori per trovare lavoro, o meglio, per farsi trovare dal lavoro!

Spesso, troppo spesso, davanti alle difficoltà ed agli insuccessi ci si scoraggia e si finisce per accontentarsi del lavoro che capita…se tutto va bene!

Ma proprio adesso, in un momento di crisi del mercato del lavoro come questo, serve fare un salto di qualità, utilizzare strumenti nuovi, aprire nuove prospettive!

Proprio in questo momento è quanto mai necessario un supporto, una guida, uno slancio, per raggiungere il tuo obiettivo con chiarezza, determinazione ed efficacia!

Proprio a questo serve il coaching per trovare un nuovo lavoro!

Cosa significa esattamente coaching?

Il Coach (che in inglese vuol dire carrozza) è un mezzo che trasporta la persona, guidandola fino alla meta, all’obiettivo desiderato.

Lo scopo di un Coach per il Lavoro è quello di aiutare chi vuole trovare o cambiare lavoro a:

  • scoprire le proprie potenzialità e definire il proprio profilo di competenze
  • stabilire con chiarezza i propri obiettivi professionali,
  • definire un piano di azione efficace per raggiungerli
  • essere motivato e perseverante nel percorso fino alla meta
  • mettere in campo le migliori strategie di ricerca
  • redigere Curriculum vitae e lettera di presentazione
  • prepararsi ai Colloqui di Lavoro

Riporto  qui (in sintesi) la mia risposta giovane donna di 32 anni cha ha raccontato la sua storia sul blog di Catapulta.

Dopo 9 anni di mal-lavoro e sfuttamento in uno studio legale, a cui lei “si aggrappa” nonostante tutto…viene mandata via per far entrare una raccomandata!

Mi ha colpito molto il suo appello: “A tutte le persone nelle mie condizioni: non rimanete a lungo nel posto sbagliato e con il capo sbagliato; fate corsi, stage, cercate di entrate nelle aziende grandi…”!

Osate insomma…cercate e non lasciatevi abbrutire da una situazione di lavoro negativa!

La paura, la disperazione, la difficoltà a trovare “altro” possono ostacolare molto il cercare…il cambiare lavoro…ma non bisogna mai smettere di sperare di darsi una possibilità nuova!Cambiare Lavoro

Ecco il mio commento: “Grazie per la tua testimonianza perchè dalla tua esperienza negativa, che hai purtroppo pagato a tue spese, hai ricavato un importante apprendimento che hai voluto comunicare agli altri!!!
La tua storia testimonia come rimanere nel posto “sbagliato”, per paura, per necessità o per qualunque altro motivo non è mai la scelta giusta!
Certo, nel lavoro bisogna impegnarsi e sacrificarsi a volte, ma senza mai fare calpestare la propria dignità..e senza mai smettere di cercare e sperare un posto migliore!
E a te, cara 32enne dico che non è mai troppo tardi!

Puoi vedere quello che ti è successo anche come una liberazione dallo sfruttamento che chissà per quanto sarebbe durato!
Ora bisogna cercare altre vie: proponi la tua candidatura presso altri studi, magari più strutturati…basta che siano seri ed umani!
Hai 9 anni di lavoro alle spalle che significano 9 anni di esperienze, di competenze, di impegno che valgono oro!
E non è mai troppo tardi neanche per fare un corso e riqualificarti, se è funzionale per la strada che vuoi intraprendere!
Sono una consulente di carriera, contattami pure via mail se hai bisogno di un supporto!
In bocca al lupo!”

stressI ricercatori del “British Institute of Work, Health and Organisations” hanno pubblicato un report sullo stress correlato al lavoro nei cinquantenni. Tra le diverse fasce d’età, quella fra i 50 e i 55 anni risulta la più colpita.

Pare che questo livello di stress sia tale da poter persistere e far sentire i suoi effetti anche dopo l’entrata in pensione.

Un altro dato rilevante è che questa sarebbe la più importante causa di assenze dal posto di lavoro, superiore ad ogni altra, malattie organiche comprese.

Risulta ovvio che in una situazione in cui l’età lavorativa diventa sempre più alta e la pensione un orizzonte sempre più lontano non possiamo ignorare questi risultati che tuttavia si limitano ad essere puramente descrittivi.

Secondo Ballarini, le ragioni possono essere diverse. In primis l’angoscia correlata alla paura di perdere il posto, associata alla consapevolezza della difficoltà del rientro.

Nel momento in cui un soggetto potrebbe capitalizzare sulla sua esperienza, in cui studio e pratica costituiscono un solido mix capace di dare solidità, la paura di essere surclassati dai più giovani fa tremare il terreno…sotto la scrivania!

Può esistere anche un secondo fattore, che Ballarini definisce “plafonamento“. Può accadere che superati i cinquantanni sia ormai chiaro che le possibilità di carriera o non ci sono mai state o si sono bruciate. Non resta quindi che immaginarsi altri dieci, quindici anni nelle stesse esatte condizioni, allo stesso posto con gli stessi compiti. Non si può certo parlare di prospettive rosee…la motivazione può scendere e il morale precipitare.

Ma quali le soluzioni possibili, allora?
I ricercatori di Nottingham fanno delle proposte interessanti:
  • permettere ai dipendenti più avanti con gli anni una maggior possibilità di controllo sui loro compiti,
  • fornire un riconoscimento più evidente al contributo che danno
  • aumentare la flessibilità del loro lavoro.
Sono tutte buone soluzioni che tuttavia intervengono solo dall’esterno.
Occorre anche un passo di pensiero da parte del soggetto. Pensare “non sono finito”, questo il primo passo da fare.
E da questo passo partire per  generare grinta nell’agire e potenza nel far valere la forza della propria esperienza. Accompagnate dalla certezza che se dovesse poi accadere il temuto esistono comunque possibilità di rimettersi in gioco, magari ripensando il proprio ruolo e profilo professionale.
Magari valutare la possibilità di fare un percorso di coaching e di consulenza di carriera per scoprire le proprie competenze e come poterle valorizzare….ma anche come ri-scoprire la bellezza della propria sfera personale e relazionale, cercando il cosiddetto work-life balance, l’equilibrio sano e benefico tra il lavoro e la vita privata

Tratto dall’articolo di Luigi Ballerini su Job24

j0285003Adesso basta – Lasciare il lavoro e cambiare vita”, questo il titolo di un libro scritto dall’ex manager della Boston Consulting, Simone Perotti. Fra le sue ultime occupazioni: capo delle relazioni esterne Sisal e direttore della comunicazione di Rcs; incarichi prestigiosi e ben pagati.

Ora  Simone abita nelle vicinanze di La Spezia e si guadagna da vivere spostando barche, dipingendo le facciate delle case, navigando e scrivendo, ma gli ci sono voluti dodici anni, da quando ha cominciato a pensare di cambiare vita, prima di mettere in pratica i suoi sogni…
Che cosa ti piacerebbe fare? Domanda banale, ma alla quale i più non sanno rispondere su due piedi: “la nostra sfera dell’immaginazione è atrofizzata perché ci hanno detto che dobbiamo fare qualcosa attinente al dovere e non al piacere.

E qui entra in gioco il paradigma culturale, la filosofia, discorsi apparentemente alti ma che ci riguardano eccome poichè tracciano le linee della nostra esistenza. Fatta di riunioni, appuntamenti, pranzi di lavoro, reperibilità; tutte cose che sottraggono tempo agli affetti, agli amici, ai propri interessi. A se stessi. Chiaro, per smettere di lavorare occorre aver messo da parte un certo gruzzolo, e poi saperlo amministrare, senza timore di “erodere il capitale” ma dovendo comunque rinunciare alle scarpe firmate e al ristorante. Rinunce per qualcuno impossibili.

Perotti afferma: “Tutti noi sappiamo fare molte più cose rispetto a quel che crediamo, e le nostre passioni molto spesso sono monetizzabili. Ma ci hanno convinti che dobbiamo fare per tutta la vita una sola cosa, perché nel curriculum c’è scritto che sappiamo fare quella.”

Ho pubblicato questa storia non tanto come un modello da seguire….non è detto che tutti debbano mollare tutto per andare a vivere in campagna…quanto piuttosto perchè è un bell’esempio di come non sia mai troppo tardi per rimettersi in discussione, per dare una svolta al proprio percorso di vita e di lavoro.
Lo scopo è uno solo, fare ciò che si VUOLE davvero fare, realizzando profondamente noi stessi, liberandoci da ruoli e consuetudini che non ci appartengono!

Cambiare significa trovare il tempo per un’elaborazione che, una volta pensata, richiede altro tempo. “Non si nasce liberi, lo si diventa. Non basta sperare, è necessario osservare una certa disciplina per realizzare i propri sogni”. E’ un pensiero dello scrittore Bjorn Larsson, riportato da Perotti.

Ideare, elaborare, valutare i rischi, perseverare con passione e disciplina. E’ un percorso arduo, ma ne vale la pena…ne vale la vita!

Rielaborazione dell’articolo di Fabrizio Buratto su Jobtalk

Cercare lavoro è già un lavoro!

Coach Lavoro settembre - 19 - 20093 COMMENTI

lavoro carriere 14 settHo scoperto con mia sorpresa che sul settimanale Lavoro & Carriere di Lunedì 14 settembre è stata pubblicata la mia risposta alla lettera di una lettrice in cerca di lavoro.

Qui di seguito potete leggere l’articolo ed il commento che avevo lasciato sul blog, associato al giornale stesso!

<Ecco una nostra affezionata lettrice con le idee molto chiare, anche in questi tempi bui per il mercato del lavoro. La sua email, giunta in redazione in pieno agosto, ci è parsa un ottimo esempio di come ci si dovrebbe porre nella ricerca di un nuovo lavoro. Ve la proponiamo integralmente con un nostro breve commento.

“Gentile Redazione,

mai come di questi tempi mi sono resa conto che la ricerca di un nuovo lavoro è già un lavoro vero e proprio!

Certo, non pensavo, soprattutto di questi tempi, che si trattasse di un’attività di poco conto. Ma devo ammettere che non immaginavo potesse essere davvero così dura.

Primo, la ricerca. Oggi le fonti, escluse quelle più note ed affidabili come la vostra, sono davvero tante e confondono spesso le idee.Scegliere i canali giusti per la ricerca di un nuovo posto di lavoro è tutt’altro che una passeggiata. Ore e ore al computer (i giornali, a parte il vostro, oggi servono davvero a poco), guarda quel sito, iscriviti a quello, controlla le email che ti arrivano. Se ne va già mezza giornata così.

Poi le lettere di presentazione. Mi è stato spiegato, anche voi l’avete fatto più volte, che la lettera di presentazione deve essere “personalizzata” per ogni candidatura. E così sto facendo, mettendoci del mio meglio e naturalmente spendendo molto tempo. Paradossalmente, o meglio, purtroppo in questo periodo, l’attività che mi ruba meno tempo è l’analisi delle risposte ricevute. Ahimè, sono davvero poche nelle ultime settimane. Certo, c’è l’estate che avanza, agosto in Italia è un deserto dei tartari e ringrazio chi ha la pazienza di leggere migliaia di candidature anche in queste giornate bollenti.

Siamo in tanti, molti di noi credo agguerriti quanto me: perchè vogliamo credere fortemente in una nuova opportunità.
Si perché, me l’ha spiegato un bravo orientatore incontrato ad una sessione di incontri organizzata da un’associazione di volontariato nella mia città: l’atteggiamento positivo e attivo è fondamentale.

Mai perdersi d’animo. Ci sto provando. Grazie dello sfogo.
Con stima”
Silvia

Commento del Blog: Cara Silvia, solo due parole per esprimere la nostra gratitudine (e crediamo anche quella di tutti i nostri lettori) per le tue parole. Siamo convinti che tu sia sulla strada giusta, soprattutto grazie alla motivazione e all’atteggiamento positivo che hai sposato appieno. Si, cercare lavoro è un vero e proprio lavoro, difficile e duro in questo periodo. Ma come in ogni lavoro che si rispetti, abnegazione, ottimismo e capacità sono gli ingredienti per il successo. Ce la farai, ne siamo certi.>

Commento di Coach Lavoro: Ciao Silvia!  Tieni duro, continua a cercare con metodo e con passione, come stai facendo!
Dedica anche parte del tuo tempo ad altre strategie come l’autocandidatura (mirata) e l’utilizzo di network come LinkedIN che permettono di pubblicare il tuo cv e di entrare in contatto con ex compagni di studi, ex colleghi…ma anche futuri datori di lavoro! Puoi avere altri consigli interessanti sul mio sito coachlavoro.com e contattandomi direttamente via mail!in bocca al lupo!

Fonte: http://blog.catapulta.it/


È lo slogan di LinkedIn, il più grande social network professionale al mondo, ma anche la filosofia di questa nuova modalità di interazione, che consente di ampliare le opportunità di carriera costruendo o consolidando le proprie relazioni professionali.
Internet del resto è uno strumento sempre più utilizzato per trovare lavoro, ma davvero efficace solo se sfruttato nel modo corretto, conoscendone potenzialità e rischi.

ilikesocialnetwork

Il boom dei social network finalizzati allo svago o all’amicizia (Facebook su tutti) ha avvicinato a questo mondo anche i “profani” della Rete, portando a una rapida crescita di utenti anche i portali a scopo professionale.
Tra i più diffusi ci sono, come detto, LinkedIn, oltre 30 milioni di utenti nel mondo, in crescita a 100mila nuo-vi iscritti a settimana, e Xing, 6 milioni di utenti, in espansione con la recente acquisizione di Neurona ed eConozco.
Ma anche Viadeo, 3 milioni di utenti, per ora l’unico con una sede italiana, e Plaxo, 20 milioni di utenti, evoluzione di uno strumento per la gestione della rubrica.

Iscrivendosi si può creare un profilo in cui descrivere curriculum, interessi e obiettivi di carriera e poi partire alla creazione del proprio network professionale, cercando altri iscritti con cui stabilire una connessione, tra i colleghi, i compagni di studi, i contatti della rubrica e-mail o impostando opzioni di ricerca avanzate.
Innanzitutto, ci si può «far conoscere», entrando a far parte di gruppi, partecipando a discussioni e (in certi portali) ottenendo «referenze» da altri iscritti. Ma si possono anche contattare direttamente persone che già lavorano in aziende per arrivare ai responsabili delle risorse umane, o ricercare annunci di lavoro pubblicati a pagamento dalle imprese, soprattutto grandi multinazionali o aziende del settore Ict.

Sono già cambiate alcune modalità di recruiting, con i social network diventati terreno di caccia per gli head hunters.  Gli uffici di Risorse Umane, invece, continuano a prediligere canali tradizionali.

Il profilo deve essere visibile tra milioni di utenti e frequentemente aggiornato, va curata la propria « reputazione virtuale» eliminando contenuti che possano fornire un’immagine sbagliata e poi partecipando a discussioni solo se in grado di apportare un contributo ed iscrivendosi a gruppi solo se se ne condividono esperienze e interessi.

tratto dal Sito del Sole24Ore – Economia&Lavoro

E’ iniziata 9 mesi fa la mia esperienza di blogger-coach sul blog coach4work.blogspot.com, promossa successivamente anche dal mio profilo su Facebook come Consulente Psicologa del Lavoro.

Dopo un centinaio di post e con un’attività sempre in crescita, il blog dedicato a “chi cerca lavoro e a chi vuole cambiarlo fornendo consigli, esempi, strategie, notizie utili“, diventa finalmente un sito!

Stesso spirito, nuova veste grafica, nuove rubriche…per un sito sempre più aggiornato, sempre più vicino alle esigenze di chi, giovane o adulto, dipendente o stagista, operaio o quadro, sia alla ricerca della propria collocazione nel mondo del lavoro…

Una risposta chiara, concreta e costruttiva per chi cerca orientamento per il lavoro, per chi lo cerca e per chi vuole cambiarlo, per chi non riesce a trovare un lavoro degno di questo nome…così come per chi cerca di fare un salto nella propria carriera

Un sito per chi nel lavoro cerca non solo un mezzo di sopravvivenza, ma anche e soprattutto di realizzazione professionale, ricordando sempre che il solo fine è la persona, il suo benessere ed il contributo che può apportare alla società!