coaching carrieraSpesso ci chiediamo se abbiamo fatto la scelta giusta, se il settore in cui lavoriamo è quello che più ci piace, se abbiamo realmente rispettato e ascoltato i nostri interessi e inseguito i nostri sogni.

O altre volte accade che gli interessi cambino durante il nostro percorso personale/professionale… cosa fare? Si può cambiare ? E fino a quale età è possibile reinventarsi?

Credo personalmente in qualunque momento!

La chiave di tutto è la passione per il lavoro unita ad una sana fiducia in sè stessi!

Hai superato i 40 anni e ti sei accorto di essere demotivato e spento…non hai più voglia di andare a lavorare..vorresti cambiare lavoro, inseguire quel sogno lasciato troppo a lungo nel cassetto ma…da dove cominciare?! La sfida sembra impossibile!

Nei casi di riconversione professionale, é frequente la tendenza a voler cambiare vita, gettando il passato alle ortiche, senza riuscire a valorizzare le esperienze fatte. In questi casi sorgono resistenze, perché inconsciamente diventa inaccettabile cancellare il bagaglio acquisito.
E’ possbile in questi casi intraprendere un percorso di Career coaching, individuare gli obiettivi appaganti, esplorare le motivazioni al cambiamento, cercando “il senso” che dia la direzione al proprio percorso, lavorando sulla consapevolezza del presente e del passato e sui risultati acquisibili nel futuro.

Con il Coaching è possibile concretizzare i sogni e trasformarli in realtà attraverso un piano fatto di passi progressivi e di azioni specifiche.

Il compito del career coach è anche quello di fare esplorare la possibilità della conciliazione, della fusione delle esperienze e competenze per progettare un cambiamento professionale.

Ogni esperienza ha un suo valore, contribuisce a sviluppare conoscenze, competenze e a rinforzare qualità personali. Per ottenere risultati sostenibili nel tempo vanno rispettati tutti i segnali che il cliente esprime.

Un buon bilancio di competenze in questi casi offre maggiore consapevolezza delle proprie risorse, in modo da poterle utilizzare.

Il coraggio di mettersi o “rimettersi” in gioco è un ingrediente essenziale per avere successo nella propria vita e rispettare le proprie aspirazioni.

Il coaching è uno strumento importante che può aiutarti in questa impresa!

Puoi leggere una storia vera su questo articolo di JobTalk .

Altro sito che vi segnaliamo è Voglioviverecosì.

stressI ricercatori del “British Institute of Work, Health and Organisations” hanno pubblicato un report sullo stress correlato al lavoro nei cinquantenni. Tra le diverse fasce d’età, quella fra i 50 e i 55 anni risulta la più colpita.

Pare che questo livello di stress sia tale da poter persistere e far sentire i suoi effetti anche dopo l’entrata in pensione.

Un altro dato rilevante è che questa sarebbe la più importante causa di assenze dal posto di lavoro, superiore ad ogni altra, malattie organiche comprese.

Risulta ovvio che in una situazione in cui l’età lavorativa diventa sempre più alta e la pensione un orizzonte sempre più lontano non possiamo ignorare questi risultati che tuttavia si limitano ad essere puramente descrittivi.

Secondo Ballarini, le ragioni possono essere diverse. In primis l’angoscia correlata alla paura di perdere il posto, associata alla consapevolezza della difficoltà del rientro.

Nel momento in cui un soggetto potrebbe capitalizzare sulla sua esperienza, in cui studio e pratica costituiscono un solido mix capace di dare solidità, la paura di essere surclassati dai più giovani fa tremare il terreno…sotto la scrivania!

Può esistere anche un secondo fattore, che Ballarini definisce “plafonamento“. Può accadere che superati i cinquantanni sia ormai chiaro che le possibilità di carriera o non ci sono mai state o si sono bruciate. Non resta quindi che immaginarsi altri dieci, quindici anni nelle stesse esatte condizioni, allo stesso posto con gli stessi compiti. Non si può certo parlare di prospettive rosee…la motivazione può scendere e il morale precipitare.

Ma quali le soluzioni possibili, allora?
I ricercatori di Nottingham fanno delle proposte interessanti:
  • permettere ai dipendenti più avanti con gli anni una maggior possibilità di controllo sui loro compiti,
  • fornire un riconoscimento più evidente al contributo che danno
  • aumentare la flessibilità del loro lavoro.
Sono tutte buone soluzioni che tuttavia intervengono solo dall’esterno.
Occorre anche un passo di pensiero da parte del soggetto. Pensare “non sono finito”, questo il primo passo da fare.
E da questo passo partire per  generare grinta nell’agire e potenza nel far valere la forza della propria esperienza. Accompagnate dalla certezza che se dovesse poi accadere il temuto esistono comunque possibilità di rimettersi in gioco, magari ripensando il proprio ruolo e profilo professionale.
Magari valutare la possibilità di fare un percorso di coaching e di consulenza di carriera per scoprire le proprie competenze e come poterle valorizzare….ma anche come ri-scoprire la bellezza della propria sfera personale e relazionale, cercando il cosiddetto work-life balance, l’equilibrio sano e benefico tra il lavoro e la vita privata

Tratto dall’articolo di Luigi Ballerini su Job24

Career Coaching al Brain at Work di Bari

Coach Lavoro dicembre - 1 - 20091 COMMENTO

brain at workIl team di Life Coach Italy, presieduto dalla Psicologa e Coach Giovanna Giuffredi, parteciperà all’incontro di Brain at Work a Bari del 1° Dicembre 2009!

Segnalo con piacere e soddisfazione questa notizia, che dimostra la crescita del Coaching in Italia e la sua affermazione come strumento preziosissimo di orientamento per gli studenti che cercano lavoro…e di carriera per i professionisti ed i manager che vogliono ricollocarsi e/o sviluppare il proprio profilo professionale.

Nell’incontro con i coach, si parlerà di coaching, della sua filosofia e della sua applicazione..e si potrà anche sperimentare una sessione gratuita di coaching!

Come afferma la dott.ssa Giuffredi, “la vita che vuoi è la sola che avrai”: è importante quindi scopire cosa vogliamo veramente, saperci fare le domande giuste e mettere in campo le azioni più efficaci per avere una vita davvero appagante.

bussolaInutile negarlo: trovare lavoro quest’anno è stato più difficile rispetto all’anno scorso…molto più complicato rispetto a quanto è accaduto nell’ultima decade.
Offerte ridotte rispetto ad una domanda elevata, accresciuta non solo dai giovani in cerca della prima occupazione, ma anche da professionisti e manager che hanno perso il lavoro a causa della crisi.

Davanti a questo scenario non proprio ottimista, se ci si rassegna o ci si abbatte, si parte sconfitti in partenza!
Come afferma nell’intervista al Sole24ore – Trovare Lavoro di lunedì 19 ottobre Pier Luigi Celli, preside della Luiss ed ex Direttore HR di grandi gruppi italiani:
La rassegnazione è il peggior nemico” sia per i neolaureati che per i senior licenziati.
“I posti sono pochi ma per chi sa giocare bene le proprie carte trovare lavoro è possibile“.
E’ necessario per tutti acquisire una mentalità “imprenditoriale“, che implica:
- analizzare e valutare la propria storia professionale e le competenze acquisite (Bilancio di Competenze)
- esplorare le opportunità del mondo del lavoro ed in particolare dei propri settori di interesse (Analisi di Mercato)
- fare un progetto professionale che tenga in considerazione sia il proprio profilo che quello del mercato lavorativo (Business Plan) individuando le possibili alternative e prospettive di sviluppo
- costruire un Piano di azione che comprenda: le strategie da utilizzare per trovare lavoro, i canali di ricerca più adeguati, la stesura di uno o più CV specializzati (in base alle posizioni per cui ci si candida), la scelta di corsi di formazione per specializzarsi e/o ri-qualificarsi.
- armarsi di pazienza, determinazione e flessibilità durante la fase di ricerca
- prepararsi ai colloqui di lavoro. Secondo Celli infatti non basta presentarsi al colloquio con un buon curriculum, ma bisogna dimostrare “voglia di fare, proporre idee nuove e progetti di sviluppo di business” in modo da differenziarsi dagli altri candidati e valorizzare il proprio potenziale.

Costruire e portare avanti un piano di lavoro di questo genere da soli non è affatto agevole.
Per questo può essere opportuno chiedere il supporto di operatori specializzati: operatori dei Centri per l’impiego e di società di outplacement, consulenti e coach di carriera.