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	<title>Coach Lavoro &#187; contratto</title>
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	<description>Per trovare, cambiare, inventare il tuo lavoro</description>
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		<title>La storia di Alessandra: i primi risultati!</title>
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		<pubDate>Fri, 25 Sep 2009 17:21:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Coach Lavoro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cercare & Trovare Lavoro]]></category>
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		<description><![CDATA[Il colloquio nella società telefonica è andato bene! Obiettivo raggiunto! Mi hanno preso con un contratto part time di 3 mesi! Vuol dire che utilizzerò il resto del tempo per la ricerca del lavoro VERO! Inoltre nel frattempo avevo fatto un colloquio per un ente di formazione che poi mi ha proposto uno stage a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-321" title="alessandra avatar" src="http://www.coachlavoro.com/wp-content/uploads/2009/09/alessandra-avatar1.jpg" alt="alessandra avatar" width="178" height="178" />Il colloquio nella società telefonica è andato bene! <strong>Obiettivo raggiunto</strong>!</p>
<p>Mi hanno preso con un contratto part time di 3 mesi! Vuol dire che utilizzerò il resto del tempo per la ricerca del lavoro VERO!</p>
<p>Inoltre nel frattempo avevo fatto un colloquio per un ente di formazione che poi mi ha proposto uno stage a 300 euro &#8211; nulla di che, non avrei accettato &#8211; ma era comunque un&#8217; altra opportunità!</p>
<p>La settimana scorsa una mia amica mi ha inviato un indirizzo di un posto dove cercavano per sostituzione maternità &#8211; ho mandato il CV e mi hanno contattata &#8211; anche questo un lavoro decisamente non annoverabile come un salto di carriera &#8211; ma se non ci fosse stata questo contratto in ballo sarebbe una buona opportunità di sopravvivenza!</p>
<p>In sintesi, ho fatto queste considerazioni:</p>
<p>Il<strong> tam tam tra gli amici</strong>, il <strong>passaparola</strong>, i contatti che si hanno sono una buona fonte di informazioni e segnalazioni per opportunità lavorative &#8211; questi devono essere mantenuti e gestiti nel migliore dei modi (amici, parenti, professori universitari, ex colleghi ecc).</p>
<p><strong> L&#8217;obiettivo di svolgere la mia vera professione è solo rimandato&#8230;.non demordo!</strong></p>
<p>Anche oggi ho inviato curricula <strong>risposto ad offerte</strong> per profili più qualificati &#8211; ho acquistato <strong>riviste </strong>di settore per tenermi aggiornata &#8211; e se avrò tempo pensavo di iscrivermi ad un <strong>corso di perfezionamento</strong> (ci sono quelli tenuti dal sole24 ore o altri della durata di 2 giorni 3 giorni ecc).</p>
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		<title>Talento della ricerca in fuga dall&#8217;Italia: un appello da ascoltare!</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Jul 2009 18:50:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Coach Lavoro</dc:creator>
				<category><![CDATA[News dal mondo del lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[contratto]]></category>
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		<category><![CDATA[Rita Clementi]]></category>
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		<description><![CDATA[Il 29 giugno scorso il Corriere della Sera ha pubblicato la lettera che Rita Clementi, esperta di genetica presso l&#8217;Università di Pavia, ha scritto al Presidente della Repubblica per denuciare il sistema antimeritocratico italiano. Laureata in Medicina e specializzata in Genetica, nel corso dei suoi diversi contratti precari (sic!), la ricercatrice ha scoperto l&#8217;origine genetica [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il <strong>29 giugno </strong>scorso il Corriere della Sera ha pubblicato la lettera che <strong>Rita Clementi</strong>, esperta di genetica presso l&#8217;<strong>Università </strong>di <strong>Pavia</strong>, ha scritto al Presidente della Repubblica per denuciare il sistema antimeritocratico italiano.</p>
<p>Laureata in Medicina e specializzata in Genetica, nel corso dei suoi diversi contratti precari (sic!), la ricercatrice ha scoperto l&#8217;origine genetica di un linfoma maligno, ma la mancanza di fondi e soprattutto di una cultura che sostenga e promuova chi contribuisce al progresso scientifico non le hanno consentito di portare avanti i suoi studi.<img class="alignleft size-full wp-image-164" style="margin: 10px;" title="rita_clem-140x180" src="http://www.coachlavoro.com/wp-content/uploads/2009/07/rita_clem-140x180.jpg" alt="rita_clem-140x180" width="140" height="180" /></p>
<p>Da oggi, <strong>1 luglio</strong>, la Dott.ssa Clementi lavora presso un importante <strong>Centro di Ricerca di Boston.</strong></p>
<p>Qui di seguito riporto degli stralci della lettera pubblicata dal Corriere, per far riflettere e dare un seppur minimo contributo all&#8217;auspicato cambiamento di cultura e di mentalità nelle imprese, nelle università e in generale nella società italiana.</p>
<p><strong>&#8220;<em>Caro presidente Napolitano, chi le scrive è una non più giovane ricercatrice precaria che ha deciso di andarsene dal suo Paese</em></strong><em> (&#8230;). Vado via con rab­bia, con la sensazione che la mia abnegazione e la mia dedi­zione non siano servite a nulla (&#8230;).</em></p>
<p><em><strong>Signor presidente, la ricerca in questo Paese è ammalata. La cronaca parla chiaro, ma oltre alla cronaca</strong> ci sono tantissime realtà che non vengono denun­ciate per paura di ritorsione perché, spesso, chi fa ricerca da precario, se denuncia è auto­maticamente espulso dal «siste­ma » indipendentemente dai ri­sultati ottenuti. <strong>Chi fa ricerca da precario non può «solo» contare sui risultati che ottie­ne, poiché in Italia la benevo­lenza dei propri referenti è una variabile indipendente dalla qualità del lavoro. </strong>Chi fa ricer­ca da precario deve fare i conti con il rinnovo della borsa o del contratto che gli consentirà di mantenersi senza pesare sulla propria famiglia. Non può per­mettersi ricorsi costosi e che molto spesso finiscono nel nul­la. (&#8230;)</em></p>
<p><em><strong>Io, laureata nel 1990 in Medi­cina e Chirurgia all’Università di Pavia, con due specialità, in Pediatria e in Genetica medica</strong>, conseguite nella medesima Uni­versità, nel 2004 ho avuto l’onore di pubblicare con pri­mo nome un articolo sul </em><em>New England Journal of Medicine i risultati della mia scoperta e cioè che alcune forme di linfo­ma maligno possono avere un’origine genetica e che è dun­que possibile ereditare dai geni­tori la predisposizione a svilup­pare questa forma tumorale. <strong>Ta­le scoperta è stata fatta oggetto di brevetto poi lasciato decade­re non essendo stato ritenuto abbastanza interessante dalle istituzioni presso cui lavoravo. Di contro, illustri gruppi di ri­cerca stranieri hanno conferma­to la mia tesi che è diventata ora parte integrante dei loro progetti: ma, si sa, nemo profe­ta in Patria. </strong></em></p>
<p><em><strong>Ottenere questi risultati mi è costato impegno e sacrifici </strong>(&#8230;)</em></p>
<p><em><strong>Lavoravo, come tutti i precari, senza versamenti pen­sionistici, ferie, malattia. Ho avuto contratti di tutti i tipi</strong>: borse di studio, co-co-co, con­tratti di consulenza&#8230; (&#8230;)</em></p>
<p><em><strong>Ero spinta dal mio senso del dovere e dal­la forte motivazione</strong> di aiutare chi era ammalato. Nel febbraio 2005 mi sono vista <strong>costretta a interrompere la ricerca</strong>: mi era stato detto che non avrei avuto un futuro. (&#8230;)</em></p>
<p><em><strong>Desidero evidenziare pro­prio questo: il sistema antimeri­tocratico danneggia non solo il singolo ricercatore precario</strong>, ma soprattutto le persone che vivono in questa Nazione. <strong>Una «buona ricerca» può solo aiuta­re a crescere</strong>; per questo moti­vo numerosi Stati europei ed extraeuropei, pur in periodo di profonda crisi economica, han­no ritenuto di aumentare i fi­nanziamenti per la ricerca.</em></p>
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<p><em><strong>È sufficiente, anche in Italia, incrementare gli stanziamenti? Purtroppo no. Se il malcostu­me non verrà interrotto</strong>, se chi è colpevole non sarà rimosso, se non si faranno emergere i migliori, gli onesti, dare più soldi avrebbe come unica con­seguenza quella di potenziare le lobby che usano le Universi­tà e gli enti di ricerca come feu­do privato e che così facendo distruggono la ricerca.<br />
Con molta amarezza, signor presidente, la saluto.</em></p>
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<p class="footnotes"><em>Rita Clementi</em></p>
<p class="footnotes"><em>29 giugno 2009</em></p>
<p class="footnotes">Fonte: <a href="http://www.corriere.it/cronache/09_giugno_29/ricerca_clementi_e10bae7e-646a-11de-91da-00144f02aabc.shtml">www.corriere.it</a></p>
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