Buon Natale, nonostante la crisi

Coach Lavoro dicembre - 21 - 20115 COMMENTI

E’ da qualche anno ormai che non si fa altro che parlare di crisi, non è vero? Se vado indietro a leggere gli articoli che ho scritto più di 2 anni fa, il lietmotiv è sempre lo stesso, sembra che non si arrivi mai a toccare il fondo per poi risalire, magari con un bel salto!

Quest’anno poi, come ho scritto anche nel precedente articolo, tutto sembra rallentato, quasi congelato. Questo si nota anche nelle strade natalizie e nei negozi dove c’è poco movimento…dove le persone parlano delle difficoltà nell’ affrontare questo Natale di crisi e dell’anno che verrà che non sembra molto promettente….

Per tutti coloro che non hanno un lavoro, che lo hanno perso magari proprio quest’anno, che sono in cassaintegrazione o in mobilità, per i giovani precari e per gli over 40 che fanno fatica a reinserirsi in uno scenario recessivo come quello attuale, non è di certo un periodo facile!

E tutto questo sembra stridere con l’atmosfera natalizia, quasi magica e ovattata, con i presepi innevati e gli abeti scintillanti…….

Qual è allora  il significato del Natale quest’anno?

L’altra sera mi sono avvicinata al presepe e l’ho osservato con un occhio un po’ diverso dal solito, meno poetico e più realista: ho visto una famigliaprecaria” ospitata in una grotta, una famiglia povera con un bambino appena nato, visitata non dai potenti ma dai pastori, dai poveri e dagli emarginati. E sappiamo che il destino che attende questa famiglia non è di certo “da favola”: ci sarà la persecuzione, la fuga in un paese straniero e le difficoltà di ritornare e di reinserirsi…

Riflettendo su questo ho capito che il significato di questo Natale può essere proprio quello di accendere una luce nell’oscurità e nelle nebbie di questo periodo, di preservare, accrescere e condividere la speranza di un cambiamento.

Se ci facciamo contagiare dal pessimismo dilagante, dalle preoccupazioni e dalle paure, non solo viviamo in uno stato di continuo malessere, ma non siamo neanche in grado di fare concrete azioni positive e costruttive!

Il Natale ci comunica che al di là delle apparenze nefaste si nascondono dei segni di speranza, che il cambiamento nasce dal di dentro prima ancora che all’esterno e che se sappiamo tenere accesa la nostra debole fiamma scossa dal vento, possiamo illuminare e riscaldare noi stessi e gli altri!

Vi faccio gli Auguri con le illuminanti parole che Albert Einstein scrisse nel lontano 1930 (nel bel mezzo della crisi del ’29):

“Non possiamo  pretendere che  le cose cambino, se continuiamo a fare le stesse cose.

La crisi è la più grande benedizione per le persone e le nazioni, perché la crisi porta progressi.

La creatività nasce dall’angoscia come il giorno nasce dalla  notte oscura. E’ nella crisi che sorge l’inventiva, le scoperte e le grandi strategie. Chi supera la crisi  supera sé stesso senza essere ‘superato’.

Chi attribuisce alla crisi i suoi fallimenti e difficoltà, violenta il suo stesso talento e dà più valore ai problemi che alle soluzioni.

La vera crisi, è la crisi dell’incompetenza. L’ inconveniente delle  persone e delle nazioni  è la pigrizia nel cercare soluzioni e vie di uscita.

Senza crisi non ci sono sfide, senza sfide la vita è una routine, una lenta agonia. Senza crisi non c’è merito.

E’ nella crisi che emerge il meglio di ognuno, perché senza crisi tutti i venti sono solo lievi brezze.

Parlare di crisi significa incrementarla, e tacere nella crisi è esaltare il  conformismo. Invece, lavoriamo duro.

Finiamola una volta per tutte con l’unica crisi pericolosa, che è la tragedia di non voler lottare per superarla.”

 

In Italia e in Europa stiamo attraversando uno dei periodi di crisi più lunghi e tormentati della nostra storia. Ho l’impressione quasi palpabile che le aziende così come i singoli siano quasi immobilizzati non solo dai problemi attuali, ma anche di quelli futuri che sembrano incombere minacciosi.

La paura delle difficoltà e dei costi materiali e psicologici che dovremo affrontare ci frena nelle scelte, nelle spese, nelle azioni…e tutto sembra rimandato ad una data indefinita! Parlo chiaramente sia di scelte di vita quotidiana (es: comprare un dato prodotto o servizio) che di strategia aziendale (es: investire nel marketing e nella formazione). Tutto sembra come paralizzato nell’attesa che qualcosa dall’esterno dia un input in un senso piuttosto che in un altro.

E chiaramente la decisione di non agire ha conseguenze non solo per il singolo ma anche per la collettività, frenando il processo di crescita e di sviluppo. E poichè, come credo, nella vita così come nel lavoro e nel business non si può stare fermi, ma solo andare solo avanti o indietro, in questo modo non facciamo altro che arretrare, impercettibilmente e inesorabilmente…

Se l’azienda non si decide ad investire nelle sue risorse umane, se non è disposta a “rischiare” lanciandosi in progetti innovativi, ha scarse possibilità di progredire…e questo vale anche per ciascuno di noi: se non ci diamo l’obiettivo di migliorarci continuamente, di approfondire le nostre conoscenze, di sperimentarci per accrescere le nostre competenze, le conseguenze nel medio-lungo termine si faranno sentire!

Non voglio affatto essere catastrofista, non è il mio stile, ma voglio stimolare la riflessione sulle conseguenze che sia la nostra scelta di agire che quella di non agire ha sulla nostra vita e sulle nostre prospettive di lavoro!

Nel precedente articolo ho parlato di come alcune persone, non credendo in loro stesse  e nelle loro possibilità di riuscita rischiano di essere sopravanzate da chi pur essendo meno preparato di loro è convinto e determinato, si lancia, si propone, agisce, ed in questo modo riesce ad ottenere dei risultati superiori!

Questo non significa chiaramente lanciarsi nel vuoto…..o andare a correre la Maratona di New York se non si riesce neppure a fare una corsa intorno al proprio isolato!

Questo significa, come ho scritto nello stesso articolo, che anche nel caso in cui la meta professionale sembrasse molto lontana….ciò che non si può ottenere con un salto si può raggiungere salendo una scala!

Tra un obiettivo “facile” ed uno “impossibile” c’è un continuum crescente di sotto-obiettivi che è assolutamente possibile raggiungere!

E questo vale anche nelle scelte e negli investimenti che pensiamo di fare nella vita e nel lavoro.

Se ci interessa una persona….la prima volta non la invitiamo a fare un mese di vacanza insieme a noi, giusto? Magari le proporremo di prenderci insieme un caffè…e poi se tutto va bene proporremo un cinema….un passo dopo l’altro, gradualmente!

Questo consente a noi di sperimentare e di sperimentarCI, di porre attenzione ai feedback che riceviamo e a regolarci di conseguenza, e quindi di decidere anche se continuare nella stessa direzione o di modificarla!

Se ci rendiamo conto ad esempio che sarebbe molto utile per la nostra crescita professionale frequentare quel corso di specializzazione che però costa molto e non ci dà garanzie di soddisfazione, potremmo iniziare ad approfondire prima autonomamente l’argomento, partecipare a presentazioni gratuite e solo dopo, quando siamo effettivamente convinti del valore del corso in questione, iscriverci definitivamente!

Altro esempio: se pensiamo che la nostra professione o il nostro business sarebbe molto avvantaggiato da internet e da politiche di web marketing…..ma siamo frenati dai costi, dall’impegno che questo ci richiederebbe e dall’incertezza dei risultati (anche se…domandiamocelo…quando mai i risultati di qualunque tipo di azione sono certi? anche se facciamo cadere una penna potrebbe succedere che il nostro cane arrivi proprio in quel momento e la raccolga al volo senza farla cadere a terra come ci saremmo aspettati!)….dicevamo….tra l’alternativa di spendere migliaia di euro per un sito fantascientifico…..e quello di restare bloccati in strumenti già noti e in strategie ormai sorpassate, ce ne sono infinite altre, che possono essere anche scelte in modo graduale!

Ricordiamoci che una singola piccola azione fatta con constanza, come la goccia cinese, ha un effetto superiore a quello di un’azione eclatante così come, ovviamente, di una mancata azione!

Ecco una nuova storia che Coach Lavoro ha raccolto di una persona che, come Antonio e Cinzia, ha deciso di cambiare lavoro…e anche vita, per trovare una nuova strada di realizzazione!

Percorsi diversi ed originali, ma con una caratteristica in comune: la voglia di reinventarsi seguendo le proprie passioni!

Oggi vi presento Francesca, una lettrice di Coach Lavoro che ho avuto il piacere di conoscere personalmente durante il mio tour a Milano! Dopo una lunga esperienza come Assistente di Direzione, Francesca è riuscita a superare un momento difficile dal punto di vista professionale, trasformando, come di dice, una “crisi”in un’ “opportunità” di crescita sia professionale che personale!

Ciao Francesca, ci vuoi raccontare chi sei? Posso dire di essere una vera “vagabonda professionale”…di esperienze ne ho fatte davvero tantissime in diversi campi, dalle vendite agli acquisti, dall’ufficio legale al marketing, e, oltre a non millantare nulla, dico sempre che mi manca solamente di fare il benzinaio e il trapezista e poi le ho fatte davvero tutte ma la mia capacità di reinventarmi e di non mollare mai è incrollabile!

Qual è stata la tua esperienza professionale più significativa? L’Assistente di Direzione: l’ho iniziata a fare tanti anni fa ed ho lavorato per diversi settori. Avevo scelto questa professione perché pensavo di avere le capacità organizzative e di relazione adatte al ruolo; ho messo a frutto il mio carattere positivo e la mia pazienza, che sono le mie caratteristiche principali, unite a una buona dose di sorriso che non guasta mai, anche quando le situazioni critiche da affrontare sono all’ordine del giorno.

Quando hai deciso di cambiare professione? A dicembre 2010 la società per la quale lavoravo come Assistente di Direzione non mi ha rinnovato il contratto in scadenza e io, che avevo da sempre voglia di esprimere la mia creatività e le mie capacità di PR ed organizzatrice, ho avuto la spinta, proprio da questa esperienza negativa, per fare il salto di qualità e fare finalmente qualcosa di mio.

Cosa hai deciso di fare? Mi sono reinventata in un nuovo ruolo, ora sono il manager di Danilo Molaschi, in arte The Big Dee, un amico musicista e songwriter.  Per due stagioni avevamo condiviso un’esperienza radiofonica di successo e il nostro affiatamento professionale ci ha portati a decidere di lavorare insieme per promuovere il suo progetto musicale attraverso serate live e contatti con i media.

Contemporaneamente continuo a collaborare con la Radio di cui parlavo prima, Radio dei Navigli di Milano, dove ora curo una trasmissione tutta mia!

Insomma, un bel cambiamento, che immagino sia stato anche decisamente impegnativo! Sì…e lo è tuttora! Ma sono convinta che, da ogni cambiamento ed esperienza, nascano sempre nuove opportunità. Non bisogna mai perdere l’autostima e credere sempre nella possibilità di una crescita personale!

[Questo articolo è liberamente tratto dall'intervista che Francesca stessa ha concesso a Maria Chiara Novati, Presidente di MACSE, Associazione delle Assistenti di Direzione (Manager Assistant Career & Skills Empowerment): ringrazio entrambe per la preziosa collaborazione!]

 


Per leggere altre storie…

bussolaInutile negarlo: trovare lavoro quest’anno è stato più difficile rispetto all’anno scorso…molto più complicato rispetto a quanto è accaduto nell’ultima decade.
Offerte ridotte rispetto ad una domanda elevata, accresciuta non solo dai giovani in cerca della prima occupazione, ma anche da professionisti e manager che hanno perso il lavoro a causa della crisi.

Davanti a questo scenario non proprio ottimista, se ci si rassegna o ci si abbatte, si parte sconfitti in partenza!
Come afferma nell’intervista al Sole24ore – Trovare Lavoro di lunedì 19 ottobre Pier Luigi Celli, preside della Luiss ed ex Direttore HR di grandi gruppi italiani:
La rassegnazione è il peggior nemico” sia per i neolaureati che per i senior licenziati.
“I posti sono pochi ma per chi sa giocare bene le proprie carte trovare lavoro è possibile“.
E’ necessario per tutti acquisire una mentalità “imprenditoriale“, che implica:
- analizzare e valutare la propria storia professionale e le competenze acquisite (Bilancio di Competenze)
- esplorare le opportunità del mondo del lavoro ed in particolare dei propri settori di interesse (Analisi di Mercato)
- fare un progetto professionale che tenga in considerazione sia il proprio profilo che quello del mercato lavorativo (Business Plan) individuando le possibili alternative e prospettive di sviluppo
- costruire un Piano di azione che comprenda: le strategie da utilizzare per trovare lavoro, i canali di ricerca più adeguati, la stesura di uno o più CV specializzati (in base alle posizioni per cui ci si candida), la scelta di corsi di formazione per specializzarsi e/o ri-qualificarsi.
- armarsi di pazienza, determinazione e flessibilità durante la fase di ricerca
- prepararsi ai colloqui di lavoro. Secondo Celli infatti non basta presentarsi al colloquio con un buon curriculum, ma bisogna dimostrare “voglia di fare, proporre idee nuove e progetti di sviluppo di business” in modo da differenziarsi dagli altri candidati e valorizzare il proprio potenziale.

Costruire e portare avanti un piano di lavoro di questo genere da soli non è affatto agevole.
Per questo può essere opportuno chiedere il supporto di operatori specializzati: operatori dei Centri per l’impiego e di società di outplacement, consulenti e coach di carriera.

42-15219259Riporto qui la mia risposta data alla lettera che Roberto ha inviato al Blog di Catapulta, descrivendo la sua esperienza lavorativa e le sue vane ricerche dell’ultimo periodo.

Se è vero che dentro la temuta parola “crisi” c’è anche quella speranzosa di “opportunità“, significa che è possibile aprire nuove strade per il proprio futuro, anche a 50 anni!

“Roberto, nei tuoi oltre 30 anni di onorata attività hai saputo sempre rimanere a galla, ricominciare in breve tempo, reinventarti!

La tua ricerca di lavoro anche in ambiti diversi da quello di tua provenienza così come le opportunità che hai colto nell’ambito dello spettacolo lo confermano: sei un uomo pieno di risorse personali oltre che professionali!

Come dici tu, adesso la crisi è davvero pesante, il contesto del lavoro è cambiato molto rispetto al passato cu eravamo abituati!

Mi sembra di capire che tu stia usando tutti i canali di ricerca disponibili!

Quindi direi che la tua situazione va affrontata da un altro punto di vista, ad un livello diverso!

Questo potrebbe rappresentare per te un momento di svolta se lo utilizzi come un’opportunità per fare il punto della situazione su te stesso e sul tuo percorso professionale: non solo sul passato ma anche e soprattutto sul futuro!

Non sei uno qualunque!Hai esperienze, conoscenze, capacità, caratteristiche personali, passioni che nessuno ha!Quando le avrai ri-scoperte, potrai ricominciare da te, intraprendere una nuova attività, la tua!

Non mi dilungo oltre, ti lascio il nome del mio sito coachlavoro.com per contattarmi ed un suggerimento di lettura: “Ricomincio da me. Mettersi in gioco nella vita e nella professione” di Passerini e Galletta.”

graficoDalla riforma del luglio 2003 ad oggi,  la moderazione salariale e l’elasticità dell’impiego hanno prodotto un aumento dell’occupazione nel corso di questi ultimi 15 anni.

Ma il mercato ha subito notevoli mutamenti e la congiuntura attuale ci porterà, probabilmente, ad affrontare una crescente disoccupazione soprattutto di lavoratori temporanei ed immigrati.

Finchè non è arrivata la crisi, si era andati verso un netto aumento (del 17% circa) degli italiani attivi ed il quadro della disoccupazione si era notevolmente ridotto. L’aumento occupazionale si deve in gran parte alle donne grazie alla diffusione del lavoro part-time, che ha quasi raddoppiato le donne lavoratrici.

Un lavoratore su quattro (il 25 %) è autonomo ed i lavoratori con contratti a termine sono aumentati del 59%.

Il dato più significativo riguarda soprattutto il considerevole calo di giovani occupati: sotto i 25 anni c’è stato un calo di ben 11 punti nel tasso di attività. La disoccupazione dei giovani è oggi pari al 23,9% in Italia e al 36,8% nel Mezzogiorno.

Quali le cause? L’articolo del Sole24ore non le indaga. Possiamo ipotizzare che sia condizionato anche dal maggiore accesso all’istruzione accademica, ed anche al ricorso massiccio ai tirocini formativi (che non possono essere considerati contratti lavorativi).

Passata la soglia dei 25 anni la condizione lavorativa migliora. Infatti la fascia d’età che va dai 25 ai 54 anni ha fatto segnare un forte incremento (5%) sia del tasso di attività sia del tasso di occupazione.

Fonti: http://www.ilsole24ore.com/ e http://www.mycrawler.it

alessandra-avatar3Sto continuando a portare avanti la mia ricerca come esperta in internazionalizzazione e commercio con l’estero: mi aspetto che i risultati non si avranno nel breve…ma nel lungo termine
E quindi, cosa fare nel frattempo?
Non solo non so stare senza lavorare…ma ho bisogno di mantenermi!
Pertanto con la mia Coach abbiamo stabilito di trovare UN lavoro entro un mese e nel frattempo continuare a cercare IL lavoro!
Quindi dal mio CV ho rispolverato i miei passati lavoretti, ed ho puntato anche su questi per promuovermi come hostess/promoter e affini…
E’ il momento di essere aperti e flessibili alle possibilità più diverse!
Ho deciso di vivere questa fare critica come opportunità per avere di nuovo autostima, per mettermi alla prova, per testare la mia tenacia e resistenza, per ri-scoprire che ho intorno a me amici ed amiche che partecipano alla mia vita nel bene e nel male, che i contatti che mi sto faticosamente costruendo sono frutto del mio solo lavoro e non di raccomandazioni o santi in paradiso!