colloquio lavoroPuoi rispondere a questa domanda  facendo degli esempi di come, dopo il comprensibile panico iniziale, sei riuscito ad organizzarti in modo efficace, mettendoti sotto a lavorare, magari anche delegando delle attività o chiedendo aiuto ai colleghi, cercando sempre di mantenere costante il livello di qualità della tua performance-

E se non hai degli esempi? in questo caso il consiglio è di cercare comunque un episodio di vita personale in cui ti sei trovato a reagire positivamente sotto stress e di rispettare tempi (fosse anche riuscire a prendere un aereo raggiungendo l’aeroporto in tempi record!). Infatti il selezionatore sa bene che le competenze sono trasversali, ossia applicabili in contesti diversi, siano essi personali o lavorativi.

Dopo aver parlato di come rispondere alle domande del colloquio che generalmente il selezionatore pone all’inizio del colloquio di lavoro:colloquio lavoro

“Mi parli di lei…”

Cosa l’ha spinta a dedicarsi a questo ambito di studio/lavoro?

“Perchè la dovremmo assumere?”

“Quali sono i suoi punti di forza e di debolezza?”

iniziamo ad occuparci delle domande più specifiche e mirate, volte a sondare le esperienze effettivamente svolte in passato e le competenze sviluppate!

In questo articolo trattiamo della domanda relativa alla gestione e organizzazione del lavoro nel caso di un progetto complesso:

“Mi descriva nel dettaglio un progetto complesso che ha gestito: come si è organizzato?

Che difficoltà ha incontrato? Che risultati ha ottenuto? che feedback ha ricevuto?”


La risposta che di solito sorge immediata a questa domanda è…ma chi se lo ricorda?

Al momento del colloquio spesso non ci vengono in mente episodi specifici…quindi la soluzione sta nel prepararsi già prima!

Guardando il tuo cv e soffermandoti sull’esperienza lavorativa più recente, individua uno o due episodi significativi dove hai ottenuto dei buoni risultati, o che sei riuscito a superare nonostante la complessità e/o gli imprevisti.

Quindi puoi raccontare un compito o un progetto difficile che ti era stato assegnato (se se neolaureato, si può trattare di un project work da svolgere in gruppo, o una ricerca per una tesina all’università).

Qui il selezionatore intende sondare da una parte la capacità di pianificazione e organizzazione, dall’altra la gestione dello stress e più in generale l’atteggiamento emotivo (di proattività, ottimismo e costruttività invece che di frustrazione e di sfiducia).

(C) Album silviapernici su flickr.com

(C) Album silviapernici su flickr.com

O detto in altri termini: “Quali sono i suoi pregi e i suoi difetti? secondo lei? e secondo i suoi amici?“.

Queste di solito sono domande che mettono in crisi!

Ti sarai chiesto: “…Ed ora cosa le dico, cosa vuole sentirsi dire?!”

Ecco la risposta: la verità, tutta la verità, nient’altro che la verità!

Più si è sinceri, più si è convincenti, questa è a mio avviso la regola base di tutti i colloqui!

Sappiamo bene che il ritratto che faremo di noi stessi sarà sempre un dipinto, mai una fotografia!

La nostra bravura sta nel saper dosare i colori, le tinte pastello e quelle forti nel fare le giuste sfumature per smussare gli angoli…e infine passare una mano di smalto per dare luce al tutto…

Tornando agli esempi, potremo dire che siamo “attivi, dinamici, ma magari un po’ troppo irruenti nelle scelte”….oppure che siamo “precisi e scrupolosi, ma che a volte rischiamo di dare troppa attenzione ai dettagli”…

Il segreto sta dunque nel bilanciare pregi e difetti, mostrandoci consapevoli delle aree su cui prestare maggiore attenzione e per le quali ci stiamo già impegnando a migliorare!

(e..tra parentesi..perchè oltre a dirlo non iniziamo pure a farlo?!)

Consapevolezza, realismo e determinazione sono i 3 fattori chiave che colpiscono il selezionatore!42-15181265

Per rispondere ovviamente devi avere un’idea già piuttosto chiara di ciò che cercano (basandoti sull’annuncio, sulle informazioni raccolte in merito all’azienda, da ciò che presumibilmente ti ha detto il selezionatore in sede di colloquio) ed esserti preparato confrontando le tue caratteristiche con quelle attese dal lavoro.

In sintesi, devi scegliere 2-3 esperienze professionali e/o formative che hanno quacosa in comune (ad es. area, contesto, prodotto/servizio, tipo di responsabilità e attività) con la posizione.

Infine evidenzi 2-3 caratteristiche personali (ad es. competenze (di gestione, organizzazione, relazione), impegno e motivazione) come ingredienti fondamentali alla riuscita in quel lavoro.

Molte persone mi chiedono spesso consigli su come rispondere alle classiche domande del colloquio di selezione.42-15181265

Per questo a partire da oggi, mensilmente dedicherò un post ad una domanda tipica del selezionatore e dare qualche suggerimento utile!

Le prime domande solitamente sono “aperte” e vengono fatte per sciogliere il ghiaccio ed iniziare a far parlare il candidato.

La domanda iniziale, una delle più temute è proprio: “Mi parli di lei…“. Come approcciare la risposta?

In realtà non c’è un giusto modo di rispondere a questa domanda..ci sarà chi privilegia la descrizione personale (sono una persona così…mi piace questo e quest’altro) e chi invece riassume il suo CV, in maniera più o meno formale e strutturata.

Il mio consiglio è quello di bilanciare l’aspetto professionale-formale con quello personale-informale, dando al selezionatore sia informazioni sul percorso e le scelte fatte, sia sul proprio carattere.

Nel fare questo seleziona le informazioni più significative, cercando di mostrare le tue migliori qualità, con un “tocco” di originalità!
Non ti trovi ad un esame all’università nè ad una recita scolastica… Non fare la mummia!

Esprimi con energia ciò che sei, facendo percepire quanto vali!