denaroNel precedente articolo abbiamo parlato dell’importanza di smuovere le nostre convinzioni limitanti, ossia quelle che limitano le nostre possibilità di azione, e di cambiare atteggiamento prima di poter cambiare lavoro o crearne uno!

Infatto se siamo convinti che qualcosa sia impossibile per tutti..o per questa società…o per noi soli, non ci attiveremo per trovare le risorse che ci servono per farlo, non noteremo le opportunità che ci sono più o meno vicine a noi, non cercheremo informazioni su internet, sui libri o sui corsi, non ci faremo aiutare da qualcuno (sia esso un amico, un coach, o un esperto della materia!)…e quindi quale sarà il risultato più probabile? che effettivamente non realizzeremo ciò che avevamo pensato e saremo ancora più convinti che questa cosa sia impossibile! Si tratta della nota “strategia che si auto avvera“.

Ad esempio siamo convinti che avendo pochi soldi da parte e un mutuo da pagare, sia impossibile per noi cambiare lavoro e che dobbiamo adattarci a ciò che abbiamo e a ciò che troviamo pur di guadagnare e di sopravvivere!

Fermiamoci un attimo e guardiamoci intorno: quali altri modi (legali ed etici!) esistono per guadagnare, oltre al lavoro dipendente?

In che modo possiamo garantirci almeno un guadagno extra che possa aumentare la nostra libertà finanziaria?

Provo a scriverne alcuni, solo per fare degli esempi, sicuramente la lista può essere arricchita!

  1. Fare una seconda attività nel tempo libero: può essere un lavoretto come la baby sitter nelle ore serali, un’attività manuale o artistica…oppure un’attività online…ecc.
  2. Fare compra-vendita di oggetti (ad es. tramite e-bay)
  3. Crearsi una rendita attraverso un investimento immobiliare
  4. Investire in borsa

Quest 2 ultime strategie che ho indicato sono comunemente percepite come rischiose (perchè c’è rischio di perdere ingenti capitali) e “irraggiungibili” perchè necessitano di un elevato capitale di partenza e di elevate competenze tecniche.

Forse queste convinzioni non sono tutte così fondate…forse esistono dei modi più accessibili che insegnino anche come gestire il rischio!

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Vi segnalo un nuovo network dedicato in particolare al mondo Finance: LABYRINGlabyring

Questo Financial Business Network (segnalato dal Blog di Catapulta) dedicato ai professionisti dell’ambito Bancario e Finanziario, sia italiano che internazionale.

Queste le interessanti possibilità offerte dal sito:

  • Trovare una posizione nel mondo della finanza
  • Creare un network di contatti professionali
  • Farsi trovare da chi cerca nel settore
  • Cercare contenuti e approfondimenti

Dopo 2 mesi di attività, il sito conta circa 3000 iscritti!

Per chi inserirà la propria tesi di laurea su Labyring entro il 30 novembre 2009, è inoltre possibile partecipare ad un premio promosso da Captha e da eFinancialCareers.
Per informazioni consultare il sito ufficiale: www.labyring.com

graficoPeriodicamente i media ci trasmettono i dati sulla produttvità e l’occupazione italiana, che non fanno che confermare preoccupazioni per questa fase critica del mercato e dell’economia italiana ed internazionale. (cfr Il sole24ore e ISTAT )

In Italia l’indice di produttività è crollato di un terzo. Per il 2009 si stima una perdita del 4,2 % del PIL e per il 2010 dello 0,7 %.

Le perdite sono più consistenti soprattutto per le grandi aziende. Secondo un’indagine di Mediobanca, infatti, le multinazionali mondiali hanno registrato un crollo degli utili del 75% nel primo trimestre del 2009.

Di contro le banche continuano a favorire le grandi aziende, concedendo finanziamenti a queste piuttosto che alle PMI.

In Europa, secondo i dati EUROSTAT, gli ordini industrali UE sono calati ben del 35 % rispetto ad aprile 2008

Un segnale positivo è quello dell’indice di fiducia delle imprese, Isae, salito a 69,3 da 68,8 dello scorso mese. Si tratta della terza risalita dopo sette mesi di cali consecutivi. La crescita, si legge in una nota, «é dovuta ad un lieve miglioramento dei giudizi sullo stato attuale della domanda e sulle attese della produzione».

La disoccupazione, che nel 2006 era alquanto ridotta (al 7 %), per il 2010 è stimata al 12 %!  L’utopia della piena occupazione, dopo le speranze scaturite dai primi anni di applicazione della Legge Biagi e dei nuovi contratti “flessibili”, sembra di nuovo allontanarsi…

Che osservazioni è possibile fare su questi dati?

La crisi dei mercati finanziari ed economici globali ha inevitabili forti ripercussioni anche nel mercato del lavoro.

Le PMI italiane, nonostante le difficoltà, stanno reagendo alla crisi e mostrano buone capacità reattive, grazie alla cultura imprenditoriale ed alla loro struttura flessibile.

E’ su di loro che bisogna puntare, convogliando risorse non solo finanziarie ma anche umane!

Quanti giovani talenti inviano il loro CV alle grandi aziende e dalle multinazionali invece che proporre le loro competenze ed i loro progetti innovativi alle imprese di minori dimensioni?

Perchè le PMI a loro volta non aprono le loro porte alla ricerca, allo sviluppo e all’innovazione?

E’ ora di un cambiamento di mentalità e di cultura!