Trovare quello che amiamo

Coach Lavoro ottobre - 6 - 20118 COMMENTI

E se non lo avete ancora trovato dovete continuare a cercarlo, senza accontentarvi….. Siate affamati, siate folli!

Nel giorno della morte di Steve Jobs, il fondatore di Apple, un visionario, un “guru” come dicono alcuni, abbiamo deciso di rendergli omaggio così, riportando il suo ormai famosissimo discorso tenuto all’Università di Stanford, agli studenti appena laureati, nel 2005.

Discorso di Steve Jobs a Stanford (1 parte)

Forse pochi sanno che Steve era stato dato in adozione da sua madre, con la promessa che avrebbe un giorno frequentato l’università.

E così fece a 17 anni. Ma in un’accademia prestigiosa come quella di Stanford non trovò nulla che gli sembrasse utile [e quante volte questo accade nelle nostre scuole ed università? ma questi luoghi di sapere che molti considerano un punto di arrivo, a mio avviso sono un punto di partenza per quel viaggio della conoscenza e dell'apprendimento continuo che dura tutta la vita!].

Decise quindi di seguire un piano di studi personalizzato, scegliendo le materie che più gli interessavano, guidato “semplicemente” dal suo intuito e dalla sua curiosità.

Quanto spesso noi ignoriamo i segnali che ci vengono dal di dentro, bollandole come “inutili fantasie”? Se è vero che la ragione ci aiuta a discernere, è il nostro inconscio e le nostre emozioni più profonde ad ispirarci?

Il corso di calligrafia che scelse si rivelò quanto mai utile quando Steve Jobs progettò il primo Mac, curando la tipografia dei caratteri.

Come dice lo stesso Steve, neppure lui stesso immaginava quanto gli sarebbe tornato utile quel corso quando lo scelse. E così è anche la nostra vita, possiamo comprenderla solo guardando indietro…..e unendo i puntini, a ritroso, scoprendo il filo invisibile che collega gli eventi della nostra vita!

[Nel Workshop "Vivi la tua Passione", cerchiamo di fare proprio questo, di unire i puntini della nostra vita, come pezzi di un puzzle, ritrovando noi stessi nelle scelte che abbiamo fatto]

Ve lo ripeto, non potete unire i puntini guardando al futuro, potete connetterli in un disegno, solo se guardate al passato. Dovete quindi avere fiducia nel fatto che i puntini si connetteranno, in qualche modo, nel vostro futuro. Dovete avere fede in qualcosa – il vostro intuito, il destino, la vita, il karma, quello che sia. Questo approccio non mi ha mai deluso e ha fatto tutta la differenza nella mia vita”

Fiducia, quanto spesso da adulti ci blocchiamo davanti a “rischi”, reali o molto spesso presunti, di fallimento? Quante volte ci è capitato di rinunciare ad un sogno, ad un progetto, ripiegando su promesse di “sicurezza” che poi si rivelano vane o comunque solo temporanee?

Di certezze probabilmente non ne esistono più, specialmente in questo mondo ed in questa epoca di cronica instabilità!

L’unica certezza che possiamo avere è la fiducia in noi stessi, nelle nostre idee ed aspirazioni, nel nostro “daimon” che chiede di esprimersi e realizzarsi!

E anche quando tutto sembra andare storto, quando raccogliamo una serie di fallimenti e delusioni, è la nostra “passione” ancora accesa a spingerci avanti, a ripartire da zero, a costruire qualcosa di ancora più grande e più solido grazie all’apprendimento che abbiamo maturato.

Così ha fatto Steve Jobs quando, a 10 anni dalla fondazione di Apple, iniziata in un garage di casa e cresciuta in un colosso di 2 miliardi di dollari, è stato espulso dalla sua stessa società, dai manager che aveva scelto..e stava per abbandonare la scena!

All’epoca non me ne accorsi, ma il mio licenziamento dalla Apple fu la cosa migliore che poteva capitarmi. Il peso del successo fu rimpiazzato dall’illuminazione di essere un principiante ancora una volta, con molta meno sicurezza su tutto. Questo mi liberò e mi consentì di entrare in uno dei periodi più creativi della mia vita.” Ecco veramente come una crisi, al di là della retorica, può diventare davvero un’opportunità!

Jobs in quel momento fonda una nuova società, la Next, che poi verrà riacquistata dalla stessa Apple: uscito dalla porta, Steve rientra dalla finestra, con tutti gli onori.

E’ l’amore e la passione per ciò che faceva che gli ha dato l’energia per andare avanti e crescere. Per questo Steve ha esortato i giovani studenti, ed esorta tutti noi a cercare ciò che amiamo e a non fermarci finchè non lo abbiamo trovato! E questo vale non solo per gli affetti, ma anche per il lavoro!

“Il lavoro riempirà gran parte della vostra vita e l’unico modo per essere veramente soddisfatti e quello di fare quello che pensate sia il lavoro migliore. E l’unico modo per fare il lavoro migliore e quello di amare quello che fate.”

E come si fa a trovarlo? probabilmente non esistono ricette preconfezionate, ma l’ingrediente essenziale è senza dubbio l’ascolto di noi stessi. Ascoltare la nostra voce interiore che, per quanto sepolta dal rumore delle nostre convinzioni limitanti e delle opinioni altrui, continua a parlarci!

Nella maggior parte dei casi non avremo risposte definitive ma spunti e indizi che seguiti passo passo con fiducia ci porteranno alla meta che desideriamo.

E dopo guardandoci indietro saremo in grado di unire i puntini….

Discorso di Steve Jobs a Stanford (2 parte)

Nell’ultima parte del suo discorso Steve Jobs affronta il tema della morte, che lo aveva poco tempo prima toccato personalmente con la diagnosi di un tumore al pancreas, e che adesso ha avuto definitivamente la meglio sul suo corpo:

“…Mi sono chiesto: “se oggi fosse l’ultimo giorno della mia vita, vorrei veramente fare quello che sto per fare oggi?” E ogni volta che la risposta fosse “No” per troppi giorni di seguito sapevo di aver bisogno di cambiare qualcosa.

Ricordare che morirò presto è stato lo strumento più importante che mi ha consentito di fare le scelte più grandi della mia vita. Perchè praticamente tutto – tutte le aspettative, l’orgoglio, le paure di fallire – tutte queste cose semplicemente svaniscono di fronte alla morte, lasciandoci con quello che è veramente importante. Ricordarsi che moriremo è il modo migliore che conosco per evitare le trappola di pensare di avere qualcosa da perdere. Siete già nudi. Non c’è nessun motivo per non seguire il vostro cuore.”

E’ stato veramente affamato e folle, Steve Jobs, ha rivoluzionato il mondo tecnologico…e non solo!

Ci ha lasciato una testimonianza di vita vissuta fino in fondo, con fiducia e con passione, che lo ha portato a realizzare la sua visione. Sono certa che continuerà a ispirare molte persone in tutto il mondo! Addio Steve!

Con questo articolo riprendiamo il filo delle storie di vita vera, che sappiamo interessare tanto i lettori di Coach Lavoro!

Sono storie di chi ha creduto nel proprio sogno e l’ha trasformato in realtà…storie di chi è riuscito a trasformare la propria passione in lavoro!

E tutto questo senza differenze dovute all’età, al genere, al territorio, alla formazione o al titolo di studio…

L’intraprendente donna che ho intervistato ha deciso di intraprendere un’attività decisamente originale e…stuzzicante: ha aperto un sito di e-commerce (o di commercio online, che dir si voglia) per vendere prodotti di intimo femminile ispirati al mondo del burlesque!

Ecco cosa ci racconta Cinzia…

Cinzia, presentati brevemente: Mi chiamo Cinzia e lavoro da venti anni come responsabile Marketing e commerciale in aziende di medie e piccole dimensioni, nel settore metalmeccanico e dell’arredamento interni e ufficio. Ho studiato Economia aziendale all’Università di Nottingham in Inghilterra dove ho iniziato la mia carriera lavorativa, poi proseguita negli Stati Uniti ed infine continuata al mio ritorno in Italia. Sono convinta che il Marketing dovrebbe essere usato dalle aziende come strumento di profitto. Ho un figlio di 25 anni che studia Biologia molecolare e collabora alla mia attività attuale.

Che lavoro fai attualmente? Da quanto tempo? Da Febbraio 2011 sono l’ideatrice di un’attività di vendita on line di intimo femminile e corsetti in stile Burlesque.

Che cosa facevi prima di lavorare con la tua passione? Ero Export Manager in un’azienda di arredamento e viaggiavo tutte le settimane in visita a clienti e agenti nei principali paesi Europei.

Come hai scoperto la tua passione? Attraverso il mio lavoro ho capito che potevo realizzare le stesse condizioni in un settore che mi piaceva ed attraverso un’attività in proprio.

Cosa ti ha spinto a scegliere di trasformarla in lavoro? La voglia di creare qualcosa che mi permettesse di essere indipendente e autonoma nelle scelte.

In che modo hai individuato e scelto il tuo obiettivo imprenditoriale? Ho analizzato vari settori del mercato nel campo della moda, che è una delle mie passioni, da sempre, ed ho individuato quello che mi sembrava più interessante da sviluppare, alla fine ho scelto l’intimo, legandolo al genere Burlesque che è tornato di moda recentemente anche in Italia.

Quali ostacoli hai dovuto superare per raggiungerlo? Prima di tutto, decidere di abbandonare il mio lavoro, fonte di reddito sicuro. Poi la paura di sbagliare naturalmente.

Come li hai superati? Ho pensato che lo dovevo a me stessa, che a volte bisogna sacrificare qualcosa per raggiungere la vetta, e se non si prova non si può sapere.

In particolare come hai gestito la questione economica? Finora ho utilizzato solo fondi propri, tuttavia sto valutando la possibilità di trovare un finanziamento favorevole per supportare gli investimenti.

Come hai fatto ad avviare la tua attività/trovare il nuovo lavoro? Quali sono stati i tuoi primi passi? Ho studiato il mercato dell’intimo, visitato fiere del settore e iniziato a cercare fornitori in linea con il mio target. Poi ho iniziato a disegnare modelli e far realizzare campioni e poi da lì tutto è partito. Servizio fotografico, catalogo e contestualmente sito di e-commerce.

Come è cambiata la tua vita dopo aver deciso di lavorare con la tua passione? Nonostante le preoccupazioni, perché sono ancora in fase di start-up, mi alzo contenta e mi sento padrona della mia vita.

Che suggerimenti daresti a chi intende fare la stessa scelta? Direi a chiunque decida di mettersi in proprio di valutare attentamente le proprie scelte, ed esserne convinti. E non farsi mai condizionare dalle opinioni di terzi perché a volte possono essere demotivanti.

Cinzia ci ha fornito una preziosa testimonianza, suggellata dalla sua motivante esortazione: “fare e lavorare con ciò che ci piace è un privilegio che tutti dovremmo concederci prima poi nella vita”!

Un provilegio (aggiungo) che può essere alla portata di tutti, anche grazie ad internet che consente di avviare un’attività a costi bassissimi!

Gli ingredienti indispensabile sono senza dubbio: avere un obiettivo chiaro, adatto alle proprie caratteristiche e a quelle di mercato e…..motivazione, convinzione, determinazione!


Per leggere altre storie…

 

 

1 Settembre, giorno fatidico di ripresa delle attività di lavoro…o di ricerca del lavoro per molti!

Come dicevamo nell’ultimo articolo prima delle vacanze estive, che siano brevi o lunghe, in montagna al mare o in città, le vacanze servono per creare un momento di distacco dalla vita quotidiana, per riposare il corpo e la mente, chiarirci le idee su cosa vogliamo e trovare l’energia che ci serve per portare avanti i nostri obiettivi 2011-12!

Ma se il tempo ci fosse volato e per un motivo o per un altro non fossimo riusciti a metterci la testa…ebbene questo è il momento giusto per farlo!

Prendi carta e penna e per prima cosa evidenzia i risultati che hai raggiunto nella prima parte dell’anno, in particolare dal punto di vista del lavoro, della professione o della tua carriera.

Se la prima risposta che ti viene è ” non sono riuscito/a a combinare nulla” …allora chiediti:

  • Che cosa ho imparato di nuovo in questi mesi?
  • In che aspetto posso dire di conoscermi meglio?
  • Sono più consapevole di cosa voglio e di cosa non voglio?
  • Su quale area di miglioramento intendo focalizzarmi da ora in poi?
  • Di quali risorse ho bisogno? chi mi potrebbe aiutare?

Di sicuro verranno fuori delle risposte a cui non avevi pensato o che davi per scontate!

Se invece la tua prima risposta è: ” niente…non ho ancora trovato opportunità di lavoro“, poniti queste domande:

  • L’opportunità va trovata o…creata?
  • Ho ben chiaro cosa voglio fare?
  • Quali sono le competene più richieste? Se non le possiedo, cosa posso fare per acquisirle?
  • Quali strategie di ricerca mi hanno dato più riscontri?
  • Quali non hanno funzionato e cosa posso fare per migliorarle?
  • (e infine, come sopra) Di quali risorse ho bisogno? chi mi potrebbe aiutare?

 

Anche noi di CoachLavoro abbiamo fatto questo esercizio….ed ecco quali sono i risultati che abbiamo raggiunto…quelli che ancora ci mancano (rispetto agli obiettivi fissati a gennaio) e… su cosa intendiamo crescere da oggi in poi:

Risultati raggiunti:

 

Risultati non ancora raggiunti (Lavori in corso!!)

I risultati significativi sopra riportati…hanno richiesto molto tempo ed impegno, sottratto ad altri obiettivi meno prioritari, ma che comunque ci impegniamo a portare avanti:

  • Versione aggiornata della Guida al Cv e alla Lettera di Presentazione
  • Guida all’uso di Linkedin e dei Social Media per la ricerca del Lavoro
  • Guida al Colloquio di Selezione

Insomma, anche se i tempi si sono allungati rispetto alle previsioni stiamo continuando a lavorarci! Vi terremo aggiornati sui progressi!

 

Nuovi Obiettivi

  • Organizzare giornate di formazione secondo la formula del “Coaching di gruppo”. Le prime giornate, dedicate al tema “Vivi la tua Passione” sono in programma il 1 Ottobre a Milano e il 2 Ottobre a Mestre. A Novembre è prevista l’edizione Romana!
  • Esportare i FormaAperitivi anche a Firenze, Bologna ed Ancona (probabilmente nel 2012).
  • Partecipare a o organizzare eventi di Networking (è già in programma già Weekend Donna a Novembre a Milano!)
  • Nuove Guide sui temi della Ricerca del Lavoro e della Scoperta della propria Passione
  • Ampliare le sezioni sul sito dedicate agli Over 40 ed ai Giovani

 

Insomma…di lavoro da fare ce n’è per Coach Lavoro! e i vostri prossimi obiettivi quali sono?

 

La risposta la prendiamo da una delle pagine più belle del libro “Il Profeta” di Gibran Kahlil, che ho letto al termine del FormAperitivo “Lavorare con la tua passione”, non senza un pizzico di emozione, che ho sentito risuonare anche tra i partecipanti… Questi sono i versi che più mi hanno toccato: “E cos’è lavorare con amore? È spargere teneramente i semi e mietere il raccolto con gioia, come se dovesse goderne il frutto il vostro amato. È diffondere in tutto ciò che fate il soffio del vostro spirito…

“Allora un contadino disse:
Parlaci del Lavoro.

E lui rispose dicendo:
Voi lavorate per assecondare il ritmo della terra e l’anima della terra.
Poiché oziare è estraniarsi dalle stagioni e uscire dal corso della vita,
che avanza in solenne e fiera sottomissione verso l’infinito.

Quando lavorate siete un flauto
attraverso il quale il sussurro del tempo si trasforma in musica.
Chi di voi vorrebbe essere una canna silenziosa e muta
quando tutte le altre cantano all’unisono?

Sempre vi è stato detto che il lavoro è una maledizione e la fatica una sventura.
Ma io vi dico che quando lavorate esaudite una parte del sogno più remoto della terra,
che vi fu dato in sorte quando il sogno stesso ebbe origine.
Vivendo delle vostre fatiche,
voi amate in verità la vita.
E amare la vita attraverso la fatica è comprenderne il segreto più profondo.

Ma se nella vostra pena voi dite
che nascere è dolore e il peso della carne una maledizione scritta sulla fronte,
allora vi rispondo:
tranne il sudore della fronte niente laverà ciò che vi è stato scritto.

Vi è stato detto che la vita è tenebre
e nella vostra stanchezza voi fate eco a ciò che è stato detto dagli esausti.
E io vi dico che in verità la vita è tenebre fuorché quando è slancio,
E ogni slancio è cieco fuorché quando è sapere,
E ogni sapere è vano fuorché quando è lavoro,
E ogni lavoro è vuoto fuorché quando è amore;
E quando lavorate con amore voi stabilite un vincolo con voi stessi,
con gli altri e con Dio.

E cos’è lavorare con amore?
È tessere un abito con i fili del cuore,
come se dovesse indossarlo il vostro amato.
È costruire una casa con dedizione come se dovesse abitarla il vostro amato.
È spargere teneramente i semi e mietere il raccolto con gioia,
come se dovesse goderne il frutto il vostro amato.
È diffondere in tutto ciò che fate il soffio del vostro spirito,
E sapere che tutti i venerati morti stanno vigili intorno a voi.

Spesso vi ho udito dire, come se parlaste nel sonno:
“Chi lavora il marmo e scopre la propria anima configurata nella pietra,
è più nobile di chi ara la terra.
E chi afferra l’arcobaleno e lo stende sulla tela in immagine umana,
è più di chi fabbrica sandali per i nostri piedi”.
Ma io vi dico,
non nel sonno ma nel vigile e pieno mezzogiorno,
il vento parla dolcemente alla quercia gigante come al più piccolo filo d’erba;
E che è grande soltanto chi trasforma la voce del vento in un canto reso
più dolce dal proprio amore.

Il lavoro è amore rivelato.
E se non riuscite a lavorare con amore,
ma solo con disgusto, è meglio per voi lasciarlo e,
seduti alla porta del tempio,
accettare l’elemosina di chi lavora con gioia.
Poiché se cuocete il pane con indifferenza,
voi cuocete un pane amaro,
che non potrà sfamare l’uomo del tutto.
E se spremete l’uva controvoglia,
la vostra riluttanza distillerà veleno nel vino.
E anche se cantate come angeli,
ma non amate il canto,
renderete l’uomo sordo alle voci del giorno e della notte.

Kahlil Gibran

Che cosa significa lavorare con passione? Quali sono le caratteristiche cha hanno le persone che lavorano con la loro passione? Da cosa le riconosciamo?

Chi lavora con passione ha una forte motivazione intrinseca: la molla che spinge è in primo luogo il piacere, la soddisfazione che prova nel compiere al meglio il proprio lavoro. I riconoscimenti, gli applausi ed i soldi, chiaramente graditi, vengono al secondo posto.

Chi lavora con passione mette tutto sé stesso in ciò che fa, e nonostante i sacrifici e l’impegno profuso, sente poco la stanchezza.

Chi lavora con passione è disposto a fare ciò che altri non sono disposti a fare!

Quando una persona lavora con passione è allineata con sé stessa, con il suo nucleo più profondo, ed è totalmente concentrata su ciò che sta facendo. Questo stato chiamato “flow” (flusso) è lo stato della creatività in cui si ottengono le migliori prestazioni e si è maggiormente flessibili!

Infatti chi è appassionato del suo lavoro genera e crea sempre nuove idee e progetti, è curioso, legge tanto, si informa e si forma, essendo disposto ad investire sia tempo che soldi nella crescita delle proprie conoscenze e capacità.

Per tutti questi motivi il prodotto e/o il servizio offerto da chi lavora con passione è in un certo senso unico, originale e riconoscibile dagli altri, che ne percepiscono chiaramente il valore aggiunto.

Ragionando in termini di Marketing, chi lavora con passione ha un suo “brand” che lo distingue dagli altri (personal branding) ed offre un prodotto/servizio di qualità: tutto questo lo rende attraente sia nei confronti di potenziali datori di lavoro che di potenziali clienti. Inoltre il passaparola generato da coloro che sono rimasti soddisfatti del lavoro svolto genera un circolo virtuoso potenzialmente infinito!

Dal punto di vista della Psicologia e della Crescita Personale, chi lavora motivato dalla propria passione è generalmente anche pro-attivo, determinato, focalizzato, flessibile ed orientato all’apprendimento: caratteristiche essenziali per il raggiungimento degli obiettivi desiderati!

Quanto detto finora è testimoniato anche dalle tante storie che ho raccolto sul web ed anche da diverse persone che mi hanno contattato.

Ad esempio c’è la storia di Valerio, un agente in campo finanziario con la passione dell’informatica e  di internet, che è diventato l’esperto di internet marketing della stessa azienda in cui prima lavorava come commerciale.

Poi c’è la storia ben più nota di Simone Perotti, ex manager appassionato di scrittura e di vela, che ha dato una svolta alla sua vita per seguire i suoi valori più autentici.

Meno famosa (ma pensiamo ancora per poco) è Camilla, ricercatrice in sociologia, che ha deciso di lasciare l’università per coltivare la sua passione per i dolci ed in particolare per le torte decorate. Dopo aver frequentato una scuola londinese tanto ambita quanto selettiva, è tornata in Italia per lavorare con la sua passione.

Cosa accomuna queste tre persone?

Quale percorso hanno fatto per riuscire a trasformare la propria passione in lavoro?

Queste sono le tappe che ho individuato:

  • Scoprire e coltivare la propria passione
  • Essere motivati al cambiamento da due forze complementari: la sofferenza per la situazione che si sta vivendo (insoddisfazione, stress, mancanza di prospettive) e l’aspirazione a realizzare finalmente i propri sogni
  • Scegliere in quale/i attività incanalare la propria passione, in base alle proprie inclinazioni personali e alle richieste del mercato
  • Formarsi, per aumentare le proprie conoscenze e capacità, e contemporaneamente
  • Agire, sperimentare, concretizzare le proprie idee
  • Superare le difficoltà iniziali, le delusioni, gli ostacoli esterni, mantenendo la fiducia nel proprio progetto e al contempo essendo disposti ad adattarsi ai feedback che si ricevono
  • Promuoversi e farsi conoscere con tutti i possibili mezzi di comunicazione
  • Far crescere il proprio progetto con determinazionegodersi ogni passo in avanti…consolidare i successi ottenuti!

Chiaramente non è facile affrontare e superare ciascuna fase del processo, ma chi riesce ad arrivare fino in fondo gode il coronamento del suo sogno e viene così ripagato da tutte le fatiche iniziali!

 

Quali sono le principali difficoltà che possiamo incontrare nel percorso?

A.      Non riusciamo ad identificare chiaramente la nostra passione ed abbiamo le idee confuse

B.      Non sappiamo come concretizzare la nostra passione e come renderla “sostenibile” economicamente

C.      Pur avendo identificato il nostro obiettivo, non abbiamo idea di come procedere per portarlo avanti

D.      Le persone che ci circondano ci scoraggiano, rendendoci poco convinti e fiduciosi nel nostro progetto

 

Come si fa a superarle?

  1. Mettendoci in ascolto di noi stessi, dedicando del tempo a scrivere ed elaborare il nostro progetto, fidandoci anche delle nostre ispirazioni ed intuizioni
  2. Chiedendo indicazioni e consigli a chi già sta lavorando con passione, oppure…
  3. Leggendo le loro storie o biografie
  4. Facendo un percorso di coaching mirato a scoprire e sviluppare la nostra idea
  5. Partecipando ad un corso di formazione in cui possiamo lavorare su noi stessi e definire il nostro progetto.

 

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“Trasformare la passione in lavoro: una storia vera”

Amare il proprio lavoro, un privilegio di pochi”

“LAVORARE CON la tua PASSIONE (Coach Lavoro Tour)

Il 21 Giugno a Torino, il 22 Giugno  a Milano e il 23 Giugno a Mestre: queste sono le tappe del Coach Lavoro Tour che vedrà Mariangela Tripaldi, Psicologa del Lavoro e Coach, responsabile del sito, incontrare i lettori di Coach Lavoro e tutte le persone interessate, sul tema “LAVORARE CON la tua PASSIONE”.

La formula degli eventi è quella dei FormAperitivi che tanto successo hanno avuto a Roma: ci si incontra in una location informale, ci si conosce sorseggiando un cocktail e ci si confronta su temi attuali e interessanti relativi alla crescite professionale e personale!

L’argomento dell’incontro (sociale e formativo al tempo stesso) si ispira all’aforisma di Confucio: “Scegli il lavoro che ami e non lavorerai neppure un giorno in tutta la tua vita”

Questo aforisma è quanto mai attuale ai giorni nostri, in cui il lavoro, quando c’è, è molto spesso precario e sottopagato, oppure estremamente stressante ed insoddisfacente!

Come cambierebbe la tua vita se ti alzassi dal letto la mattina carico di energia, di voglia di fare, di nuove idee e progetti per la tua attività ed il tuo lavoro?

Quando lavori con passione e per la tua passione, tutto il tempo e l’impegno ed anche la fatica che ci dedichi non sono più gravosi ma diventano più leggeri e piacevoli sull’onda dell’ entusiasmo!

Ed è sempre la passione che ti spinge a mettere tutto te stesso in ciò che fai, a crescere, a migliorarti, a superare ostacoli e avversità con forza e determinazione!

Ciò che fai con passione, sia esso un prodotto o un servizio, è unico, originale ed ha un valore che viene riconosciuto ed apprezzato anche dagli altri…

Perché la passione si trasmette in ciò che fai ed in come lo fai: le persone la notano, ne sono attratte e ti cercano perché solo tu sai fare “quella” cosa in “quel” modo speciale!

Lavorare con la tua passione significa fare la differenza nella propria vita e in quella degli altri, perché riuscirai a realizzare te stesso dando il tuo contributo alla società in cui vivi!

Ma è davvero possibile trasformare con la passione il lavoro che già fai…o addirittura trasformare la tua passione in lavoro?!

La risposta è senz’altro “”!

Scopriremo insieme come farlo…ascoltando le storie di chi ha già intrapreso questa strada e sta già raccogliendo i frutti della sua passione (me compresa!)!

Individueremo quali sono le caratteristiche di chi lavora con la propria passione, quali sono le difficoltà che ha incontrato, quali strategie ha messo in campo per raggiungere i suoi obiettivi e realizzare il suo sogno!

 

Per conoscere tutte le tappe e le location dell’evento, vai sulla pagina Eventi>Formaperitivi

 

Per approfondimenti leggi anche l’articolo: “ Amare il proprio lavoro, un privilegio di pochi”

La risposta è senz’altro: molto!

La maggior parte delle persone, quando si parla di “conoscenze”, fa riferimento alle raccomandazioni, che, come sappiamo, in Italia (ma non solo! Tutto il mondo è paese!) sono un fenomeno ancora piuttosto diffuso.

Se non hai i santi in paradiso…se non c’è nessuno che ti dà la spintarella, non vai da nessuna parte!”: questa è una frase che si sente dire molto spesso in giro!

Facciamoci ora questa domanda: “Le persone che hanno fatto carriera o hanno trovato una buona  posizione di lavoro sono  tutte raccomandate?!”

Probabilmente se ci mettessimo a contarle, vedremmo che lo è solo una percentuale piuttosto bassa del totale, anche semplicemente per il fatto che non è così facile ottenere una raccomandazione!

Se però le intervistassimo , scopriremmo che il 30-40% di loro ha trovato un’opportunità di lavoro o di business o possibilità di collaborazione come free-lance, grazie a segnalazioni indirette o offerte dirette da parte di amici e conoscenti. Ad esempio qualcuno ha ricevuto la segnalazione da parte di un amico (non per forza un Top Manager, anche un semplice impiegato) che nella sua azienda stavano cercando una figura in linea con il proprio profilo. Oppure qualcun altro viene chiamato da un conoscente che aveva bisogno di un collaboratore con certe competenze per lavorare su uno specifico progetto. A volte le opportunità vengono portate anche da ex colleghi di studio o di lavoro!

Ad esempio, come ho scritto nel precedente articolo, io ho avuto la possibilità di pubblicare un articolo sulla rivista Cosmopolitan grazie alla segnalazione da parte di una collega che ha fatto il mio nome alla giornalista che cercava una Coach di carriera!

La nostra rete di relazioni quindi è una delle risorse più potenti che abbiamo e vale ancora di più del denaro! Ma può essere anche il nostro limite se non la sappiamo gestire!

Solitamente tendiamo a frequentare solo un ristretto gruppo di persone (i nostri amici intimi, i familiari, il partner, ecc.) che rappresentano  i cosiddetti legami forti. Queste relazioni sono preziosissime per la nostra vita in quanto ci forniscono affetto, fiducia e sicurezza, anche nei momenti più difficili.

Se però limitiamo i nostri rapporti sociali a questa cerchia ristretta, avremo ben poche possibilità di allargare la nostra rete di conoscenze e di costruire quelli che vengono definiti “Legami deboli”.

I legami deboli sono ad esempio gli amici degli amici, le persone che frequentano la nostra stessa associazione o palestra…o anche il gruppo di facebook che ci interessa così tanto, i genitori dei compagni di scuola dei figli, ecc., insomma tutte quelle persone con cui abbiamo rapporti solo indiretti o casuali.

I legami deboli rappresentano quindi il nostro ponte verso l’esterno…e magari verso quell’opportunità di lavoro e di business che stiamo cercando!

Per questo la cosa peggiore che possiamo fare è chiuderci in casa, frequentare solo le persone che conosciamo da una vita (e magari non facendo altro che lamentarci!) e non utilizzare i social network!

Cosa possiamo fare invece per ampliare la nostra rete di conoscenze?

1) Frequentare luoghi o persone che condividono le nostre passioni ed i nostri interessi

2) Partecipare a gruppi, associazioni, corsi di formazione

3) Condividere informazioni, commenti e opinioni sui social network

4) Partecipare ad eventi di networking ( a proposito…stiamo organizzando un Social & Business Speed Dating a Roma!)

5) Coltivare i rapporti con le persone che conosciamo con il canale di comunicazione (mail, sms, telefono) che preferiamo!

Quest’ultimo punto non va trascurato: infatti non basta solo conoscere nuove persone…dobbiamo costruire con loro una relazione sincera di reciproca stima e fiducia, farci conoscere e far apprezzare il nostro valore!

Infine, manteniamoci sempre curiosi e aperti verso il mondo: l’atteggiamento che abbiamo è fondamentale per attrarre a noi persone ed opportunità positive!

 

Un altro articolo che può interessarti: Social Network: promuovere sè stessi nel web 2.0.

Al Festival della Creatività a cui ho partecipato pochi giorni fa nei pressi di Roma, ci siamo confrontati sul tema del “cambiamento”, per scoprire come trasformare una “crisi” in un’ “opportunità”, come rialzarsi più forti di prima dopo un momento difficile, come rendere gli errori i nostri migliori alleati (vedi anche l’articolo: Come reagire davanti ai fallimenti ed agli ostacoli), come ri-scoprirsi e re-inventarsi!

“Ti sembra facile!?!” questa probabilmente è il primo pensiero di chi legge queste che sembrano solo belle parole…  Visto che effettivamente non sono i discorsi che contano ma i fatti, ho pensato di riportarvi alcune esperienze di donne che hanno saputo reinventare sè stesse e la loro attività.

[Breve Parentesi: La storia di queste “storie di successo” è piuttosto originale e conferma il potere del “networking”: grazie al suggerimento di una mia stimata collega (Helga Ogliari) vengo contattata da Manuela Longo, giornalista (che ha creato il sito inventa lavoro.style.it) che mi chiede di commentare alcune esperienze di miglioramento professionale e di innovazione del business, che lei stessa aveva raccolto. L’articolo viene pubblicato su Cosmopolitan (http://www.cosmopolitan.it/) del mese Marzo 2011!]

Vi riassumo le storie secondo me più significative, con il relativo commento.

Carlotta F., dopo la laurea inizia a lavorare nell’agenzia immobiliare del padre: pur essendo una realtà consolidata da tanti anni sul territorio, la crisi del settore si fa sentire anche per loro! Per far fronte in modo originale alle nuove esigenze del mercato, Carlotta decide di specializzarsi in home staging, ossia nell’allestimento delle case da vendere o da affittare, e di offrire questo servizio ai suoi clienti.

Commento di Coach Lavoro:  Si dice che la vita sia come una scala mobile: non si può restare fermi, o si sale o si scende! Carlotta si è guardata intorno, rendendosi conto di quanto fosse cambiato il mercato e di conseguenza ha capito che anche la sua agenzia doveva innovarsi, pur nel rispetto della tradizione. Sia che siamo delle imprenditrici che delle professioniste, chiediamoci: “Perchè dovrebbero scegliere proprio noi? Che cosa può distinguerci?”. Così scopriremo qual è quella nostra qualità che possiamo valorizzare o quale nostra competenza sviluppare.

Simona ed Erika nel 2005 aprono il loro negozio di hobbystica, dove vendono le loro creazioni realizzate a mano. Nonostante la passione che entrambe mettono nell’attività, i risultati non sono all’altezza delle aspettative. Le due giovani donne hanno un’idea: coinvolgere di più le clienti nella loro attività, trasmettere la loro passione e le loro capacità, organizzando corsi dove insegnare a creare oggetti e bijoux a mano. I corsi hanno avuto così tanto successo che il negozio è stato ingrandito!

Commento di Coach Lavoro:  Simona ed Erika hanno avuto il coraggio di seguire la loro passione, aprendo un negozietto tutto loro!Quando però i risultati sperati non arrivano, la delusione e la voglia di abbandonare tutto sono dietro l’angolo…Nei libri di crescita personale si legge spesso: “Non esistono fallimenti, esistono solo risultati!”. Davanti al nostro “insuccesso” dovremmo chiederci: “Che cosa possiamo fare di più o semplicemente di diverso rispetto a quanto fatto finora?”

Heidi lavorava come giornalista per una nota rivista di wedding. Raccoglieva dalle spose le descrizione dell’evento del matrimonio in tutti i dettagli. Quando ha scelto di lasciare il lavoro per dedicarsi al mestiere di mamma, si è inventata il lavoro di wedding reporter, ossia un’inviata
speciale che partecipa, come una giornalista, al matrimonio e poi scrive un articolo dettagliato sull’evento. I suoi racconti più belli sono stati pubblicati da una casa editrice.

Commento di Coach Lavoro: Heidi grazie alla sua sensibilità e all’amore per il suo lavoro, ha scoperto un’esigenza delle sue clienti che rimaneva latente e si è chiesta come lei stessa avrebbe potuto soddisfarla, grazie alle competenze che già possedeva. Essere creativi non significa quasi mai creare qualcosa ex novo, ma nella maggior parte dei casi significa partire da quello che già si possiede e “inventare” un nuovo modo per utilizzarlo!

Che ne pensate di queste storie? Vi ispirano qualche cambiamento o miglioramento per il vostro lavoro o la vostra attività imprenditoriale?

passioneLuca è un ragazzo italiano, uno dei tanti «buskers» che ogni giorno cantano nelle strade o nella metropolitana della città, ma la sua storia merita di essere raccontata per un incontro casuale che ha cambiato la sua vita.

Durante la sua carriera universitaria vince una borsa di studio e si trasferisce a Londra per alcuni mesi, ma la sua passione rimane la musica e decide di coltivarla iniziando a suonare per strada.

«Stavo suonando in una piazza – racconta – quando è passato Eddie Jordan, l’ex proprietario della scuderia di Formula 1. Eddie suona la batteria ed è rimasto colpito ascoltandomi. Si presentò e mi chiese se ero interessato a suonare ad alcune feste ed eventi da lui organizzati, mi ha invitato a Silverstone e mi ha fatto conoscere molte persone».

Da quella sera, Luca ha avuto l’opportunità di girare il mondo suonando con la band di E. Jordan durante i GP della Formula 1, ha suonato con artisti del calibro di Michael Rutherford dei Genesis e, nonostante tutto, continua ad esibirsi nel suo angolo al Covent Garden, per non perdere l’emozione di riuscire a far fermare i passanti per regalare loro un momento di magia.

Una storia a tratti surreale, ma significativa in quanto rappresenta l’emblema di come sia possibile trasformare la propria passione in lavoro. E la passione non è qualcosa di temporaneo, un semplice hobby, ma è qualcosa che ci rende vivi.

La storia di Luca è stata sicuramente arrisa dalla fortuna…ma siamo sicuri che si tratti solo di questo? Continua a leggere »

scrivereIl curriculum vitae rappresenta la nostra carta d’identità professionale, ma perché corredarlo di una lettera motivazionale?

Per rispondere a questa domanda, è importante sottolineare il valore della motivazione, intesa come quella forza che incita l’individuo ad agire per soddisfare le proprie esigenze.

Quando inviamo il nostro curriculum, sia in risposta ad un annuncio che come autocandidatura, i fattori in gioco sono molteplici, ma spesso non chiaramente identificabili.

Oltre alla coerenza tra il profilo ricercato e il nostro percorso formativo/professionale, possono subentrare fattori legati al prestigio dell’azienda alla quale ci proponiamo, alla località in cui si trova l’azienda in questione, ecc.

Ecco che entra in gioco la lettera motivazionale, definita come una “guida alla lettura del CV“, che ne evidenzia gli elementi fondamentali e motiva le ragioni della nostra candidatura.

Sia la lettera di presentazione che il Curriculum devono essere sempre specifiche ed orientate verso un preciso ruolo professionale: non ne esiste una sola versione valida per tutte le stagioni!

Ad esempio un’impiegata contabile con esperienze di segreteria può preparare un CV come contabile, una come segretaria amministrativa,ecc… oppure un responsabile commerciale con esperienza anche nel marketing potrebbe preparare un CV ed una Lettera come Key Account ed una come Brand Manager (chiaramente la scelta dipende dalle proprie esperienze pregresse).

Quindi nella lettera di autocandidatura deve emergere che conosciamo la determinata azienda, che ci riteniamo in linea con le loro esigenze ed il motivo per cui possiamo apportare un valore aggiunto all’organizzazione in questione.

Ecco delle linee guida da seguire per scrivere una lettera di motivazione efficace (rintracciabili anche nella guida gratuita “Come scrivere la tua lettera di presentazione in un solo giorno” scaricabile cliccando qui):

  • è preferibile indirizzare la lettera ad una persona specifica (il Responsabile delle Risorse Umane o della Selezione) e non genericamente alla Direzione del Personale;
  • se si risponde ad un annuncio, non bisogna dimenticare di indicare il riferimento/codice;
  • bisogna utilizzare un linguaggio chiaro, diretto, corretto e non eccessivamente elaborato;
  • la struttura della lettera deve essere assolutamente logica, suddivisa preferibilmente in blocchi concettuali.
  • Evitare di presentarsi semplicemente con una lista di aggettivi positivi: piuttosto bisogna citare i ruoli ricoperti, nomi di aziende in cui si ha lavorato, principali traguardi raggiunti nella formazione e nella professione
  • Bisogna far risaltare in particolare le competenze adatte alla posizione da ricoprire e richieste nell’annuncio;
  • lo stile dovrebbe riflettere anche la nostra personalità, oltre che far trapelare una buona dose di entusiasmo;
  • inserire sempre l’autorizzazione al trattamento dei dati personali.

In sintesi: è fondamentale che la lettera di presentazione non riassuma il curriculum, ma sia come un indice che incuriosisca il selezionatore e lo convinca ad aprire con interesse il nostro CV!

Giovani talenti in movimento

Coach Lavoro novembre - 15 - 2010SCRIVI UN COMMENTO

Gioventù bruciata e senza futuro in Italia?

Forse sì e sicuramente come abbiamo detto  già in altri articoli e commenti dovremmo investire molto di più in formazione ed innovazione, stimolare l’imprenditoria giovanile..ecc! se questo aspetto riguarda maggiormente la politica, in questo sito quello che vogliamo e possiamo fare, tra le altre cose,  è far vedere a ciascuno nuovi spiragli di opportunità, allargare lo spazio delle possibilità individuali, stimolare percorsi alternativi per realizzarsi nel lavoro e nel business!

Pgiovanier questo segnaliamo 2 iniziative che possono essere interessanti per i giovani in cerca di opportunità!

La prima è il FESTIVAL DEI GIOVANI TALENTI (TNT), che si terrà a Roma dal 17 al 21 Novembre.

La manifestazione vuole diffondere dei messaggi forti e chiari: l’esistenza di una “meglio gioventù d’Italia” troppo spesso trascurata dai mass media, la restituzione di una piena dignità al merito, la fiducia nel futuro, lo spirito di iniziativa.

Portabandiera di questa importantissima iniziativa saranno l’étoile di fama mondiale Roberto Bolle, il campione della Nazionale Italiana di Rugby Mirco Bergamasco, la cantante Malika Ayane, il fuoriclasse di pallacanestro della NBA Andrea Bargnani, l’attrice Cristiana Capotondi, l’artista Simona Atzori, il cardiologo Ruggiero Mango e l’operatrice del mondo del non-profit Selene Biffi.
Tutti giovani che, grazie alle loro storie di successo in Italia e nel mondo, confermano che con il talento, abbinato all’impegno ed alla determinazione, tutti possono raggiungere risultati importanti nei diversi settori. La loro adesione al progetto ha l’obiettivo di fornire un modello, un esempio per tutti i propri coetanei e stimolarne un processo di emulazione.
Il tutto sarà realizzato dando voce alle eccellenze nei diversi settori di attività, offrendo una visione positiva del ‘mondo giovani’ che non si riconosce nelle cronache e fornendo gli stimoli ‘giusti’ per far esprimere ad ogni giovane il proprio potenziale. Per raggiungere tale fine saranno coinvolti enti e istituzioni, aziende, associazioni di volontariato, le rappresentanze giovanili e quelle del terzo settore. Continua a leggere »

supereroeSul blog di Job24 ho letto un post che citava un articolo scritto sul Wall Street Journal da Emily Noonan una giovane americana neolaureata, che parlando del suo sogno per il futuro…manda un messaggio significativo a tutti gli “adulti” che hanno abbandonato troppo presto i loro sogni di bambini, sia esso fare il pilota o la ballerina, l’astrofisico o la principessa.

Di solito lasciamo cadere le nostre aspirazioni più elevate, senza considerare che si possono invece modificare, ridisegnare alla luce delle occasioni che arrivano o si creano.

Quando si cresce si dice che si diventa più realisti…o forse solo delusi e frustrati dalle difficoltà e dagli ostacoli che si incontrano nella vita…

E poi l’urgenza di trovare un lavoro, di guadagnare, le pressioni familiari…portano a cercare soluzioni più concrete ed immediate!

Nulla di male in tutto ciò, anzi è più che comprensibile.

Qui vogliamo solo lanciare uno stimolo e provare a dare un’altra visione, più “esistenziale” al lavoro, che nella nostra visione può essere uno degli strumenti per realizzarci come individui e per realizzare qualcosa che lasci un segno in questo mondo!

Secondo la prospettiva di Emily che condividiamo, non servono essere dei supereroi per sentirsi ed essere utili all’umanità, basta tenere desto il nostro desiderio e avere il coraggio di ridefinire gli obiettivi, di sperimentare e di rischiare, di sbagliare e di imparare, continuamente, e di cambiare la strategia di azione e gli strumenti, ma non lo scopo!

Emily spiega il suo progetto di dedicarsi per il prossimo anno a cercare un lavoro che le consenta di cambiare il mondo, anche se in piccolo, come ha visto fare nel loro piccolo ad alcune persone intorno a lei…

Come dice Ballerini: si può salvare il mondo da panettiere vegliando la notte il pane che lievita lentamente, da giornalista amando la realtà più della notizia, da finanziario promuovendo l’economia reale, da insegnante preparando con cura e per l’ennesima volta la lezione sui Promessi Sposi.

Questo forse è il senso più alto della vita: contribuire a rendere il mondo un posto migliore, a partire da dove si è e con i mezzi che si possiedono.

Buon Lavoro a tutti!

lavoro over 40 over 50Ho chiesto a Roberto, un assiduo lettore di CoachLavoro, di raccontarmi la sua esperienza di vita, su come sia riuscito ad inventarsi un nuovo lavoro dopo la crisi che lo ha messo fuori dal mercato del lavoro a 50 anni. Ecco la sua storia:

“Non augurerei a nessuno di perdere il posto di lavoro intorno ai 50 anni! Sì,perché anch’io faccio parte della schiera di persone alle quali è capitato di trovarsi in questa situazione…

Nel 2006 sono tra gli esuberi della grande azienda tessile di Como, nella quale lavoravo da soli sei anni.

Si sa che gli ultimi arrivati,sono i primi ad andarsene,in caso di tagli.

Riesco,comunque, a lavorare subito in un’altra azienda con tre contratti a termine,via via rinnovati.

Finché, scaduto il terzo contratto,sono rientrato nelle liste di mobilità. Alla “tenera” età di 52 anni e dopo oltre trenta di lavoro nel settore tessile,mi ritrovo ancora con un futuro da riscrivere!

Nel frattempo,misi a disposizione molte domeniche, tra il 2007 e il 2008, per frequentare un corso di dizione e recitazione a Milano.

Perso il posto,alla fine di luglio 2008,con un grosso sforzo economico, realizzai un book fotografico che mi sarebbe poi servito per i numerosissimi casting e provini che ho sostenuto nelle varie agenzie per spot e fiction televisivi.

Sono riuscito a fare la controfigura nel recente film di Ezio Greggio ed Enzo Jacchetti, ho girato due spot pubblicitari, ho partecipato anche ad una diretta su rete4, come protagonista, per la trasmissione “Forum” e quest’anno ho realizzato delle foto pubblicitarie e nelle prossime settimane girerò un nuovo spot. Dal punto di vista economico, quel che ho guadagnato con questo lavoro, è servito solo a pagare qualche bolletta e ad ammortizzare la spesa per il book ! La situazione rimane comunque non facile ed io non smetto di cercare un lavoro stabile, ovviamente…

Ma la mia vita sarebbe stata diversa se non avessi cercato altre opportunità che, anche se poche, sono arrivate!

Perché se è vero che esistono i problemi, è altrettanto vero che esistono le soluzioni.

Se non sempre può andare tutto bene, non sempre può andare tutto male.

Grazie Roberto per la tua testimonia all’insegna dell’”ottimismo realista”, che poi rispecchia anche il nostro atteggimento qui su CoachLavoro!

Perchè anche un piccolo passo in avanti apre le porte a nuovi futuri possibili! In bocca al lupo!

energie rinnovabili In un periodo storico caratterizzato da una forte crisi che ha coinvolto tutti i settori, risulta spesso difficile individuare il settore strategico in cui investire tempo, energie e professionalità. 

Secondo Emilio Luongo,  leader  del settore energie rinnovabili dell’agenzia per il lavoro Adecco, le energie rinnovabili creeranno nei prossimi 10 anni circa 5mila posti di lavoro. Il campo da tenere maggiormente sotto controllo risulta essere l’eolico. (Fonte Lavorare.net)

Inoltre, un’indagine Isfol evidenzia che l’occupazione nel settore ambientale è decisamente in crescita. “Dal 1993 al 2008, infatti, il numero di occupati nel “green job” è aumento di ben il 41%, passando da 263.900, a 372.100, unità. E in più di 7 casi su 10, il contratto è a tempo indeterminato. I nuovi “professionisti dell’ambiente” sono sempre più spesso in gonnella (25,5%) e con il “colletto bianco”:  nel 2008, rappresentavano il 63% degli occupati del settore.

Con questi numeri – spiegano dall’Isfol – la green economy si candida seriamente a essere la nuova frontiera della crescita economica del XXI secolo.

I positivi risvolti occupazionali del settore “verde” hanno modificato anche  l’offerta formativa.

Ad oggi  vengono realizzati, in media, circa 2mila tra corsi e master di specializzazione, da più di 500 enti pubblici e privati, che vedono impegnati tra le 50 e le 55mila persone.  Ad appena un anno dalla fine delle lezioni, l’80,6% dei frequentanti ha la possibilità di ottenere un impiego. (Fonte: Sole24ore)

Si è ormai compreso che l’ingresso nel mondo del lavoro non può essere affidata al caso: è necessario conoscere in primo luogo le proprie attitudini e i propri sogni ed in secondo luogo, declinarli nella realtà socioeconomica attuale…e prossima ventura! Per prevedere gli sviluppi futuri del mercato e quindi scegliere in maniera strategica la propria professione, è fondamentale osservare lo scenario in modo globale ed aggiornarsi continuamente sui propri settori di interesse.

lavoratorio-itQuesto mese è nata la partnership tra Coach Lavoro ed il noto portale per il lavoro, Lavoratorio.it, che ha proposto il nostro manuale dedicato alla redazione di un Curriculum Vitae efficace, scaricabile gratuitamente in questa pagina. 

Così ci ha presentato il Direttore di Lavoratorio: 

Lavoratorio.it ha deciso di proporre ai propri lettori una guida alla realizzazione del curriculum efficace.  Non c’era che l’imbarazzo della scelta, fra le centinaia di guide già disponibili in libreria e sul web.Abbiamo cercato il meglio per i nostri lettori. Lo abbiamo trovato, almeno dal nostro punto di vista, nella proposta di Mariangela Tripaldi, una piscologa del lavoro che ci ha contattato sottoponendoci il suo recente ebook dal titolo “Come scrivere il tuo curriculum efficace in un solo giorno.

Il manualetto ci è parso subito molto chiaro, ben organizzato e comprensibile. Ci siamo convinti alla collaborazione ed alla pubblicazione leggendo quella che l’autrice definisce “la prima regola d’oro  del curriculum”, pubblicata a pagina 8: “ Non esiste il cv ideale per ogni situazione, ma un cv più adatto per ciascuna posizione e azienda per cui ti candidi.”

Grazie a questa convinta promozione della nostra guida, nel giro di 2 settimane circa 5000 persone hanno scaricato l’ebook e centinaia di loro hanno richiesto una consulenza gratuita sul cv, la lettera di presentazione e le strategie efficaci di ricerca del lavoro!

Come potete immaginare, grande è stata la nostra soddisfazione e significativo l’impegno nelle consulenze, che stanno continuando in questi giorni!

I feedback positivi, l’interesse per il nostro lavoro stimola ed incoraggia me e lo staff di CoachLavoro a continuare su questa strada per dare servizi professionali di qualità sempre maggiore per fornire un aiuto concreto a chi cerca o vuole cambiare lavoro!