Quante volte ho sognato di possedere una bacchetta magica con la quale far comparire davanti alla persona che cerca un’occupazione, il lavoro o la professione adatte alle sue caratteristiche, motivazioni e aspirazioni, che le consenta non solo di mantenersi ma anche e soprattutto di realizzarsi e dare il suo contributo al mondo…
Ahimè, almeno per ora non mi è stato dato il potere di creare occupazione nè tantomeno di trovare soluzioni semplici e pronte, da cucinare in pochi minuti… Ma quello che posso e voglio fare con tutta me stessa è fornire informazioni, proporre strumenti e strategie funzionali in primo luogo a conoscere meglio sè stessi e in secondo luogo a muoversi efficacemente nel mercato del lavoro.
Questo è l’obiettivo di questo sito, dei servizi di coaching e consulenza offerti e delle proposte di formazione. E poichè credo profondamente nel valore della collaborazione e del networking, sono sempre aperta a possibili partnership che promuovano il coaching e, più in generale, la cultura dell’orientamento e della ricerca attiva del lavoro.
Per questo sono felice ed orgogliosa di presentarvi la nuova rubrica dedicata al Coaching e all’Orientamento che ho aperto insieme ad una collega orientatrice, sul sito Lavoro & Diritti, dedicato al mondo del lavoro e in particolare alla ricerca di impiego e ai diritti dei lavoratori. L’obiettivo che abbiamo condiviso con gli autori del sito è stato quello di fornire una guida che orienti tutti i disoccupati, i lavoratori cassintegrati o in mobilità, così come tutti coloro che sono alla ricerca di un lavoro migliore!
E se non lo avete ancora trovato dovete continuare a cercarlo, senza accontentarvi….. Siate affamati, siate folli!
Nel giorno della morte di Steve Jobs, il fondatore di Apple, un visionario, un “guru” come dicono alcuni, abbiamo deciso di rendergli omaggio così, riportando il suo ormai famosissimo discorso tenuto all’Università di Stanford, agli studenti appena laureati, nel 2005.
Discorso di Steve Jobs a Stanford (1 parte)
Forse pochi sanno che Steve era stato dato in adozione da sua madre, con la promessa che avrebbe un giorno frequentato l’università.
E così fece a 17 anni. Ma in un’accademia prestigiosa come quella di Stanford non trovò nulla che gli sembrasse utile [e quante volte questo accade nelle nostre scuole ed università? ma questi luoghi di sapere che molti considerano un punto di arrivo, a mio avviso sono un punto di partenza per quel viaggio della conoscenza e dell'apprendimento continuo che dura tutta la vita!].
Decise quindi di seguire un piano di studi personalizzato, scegliendo le materie che più gli interessavano, guidato “semplicemente” dal suo intuito e dalla sua curiosità.
Quanto spesso noi ignoriamo i segnali che ci vengono dal di dentro, bollandole come “inutili fantasie”? Se è vero che la ragione ci aiuta a discernere, è il nostro inconscio e le nostre emozioni più profonde ad ispirarci?
Il corso di calligrafia che scelse si rivelò quanto mai utile quando Steve Jobs progettò il primo Mac, curando la tipografia dei caratteri.
Come dice lo stesso Steve, neppure lui stesso immaginava quanto gli sarebbe tornato utile quel corso quando lo scelse. E così è anche la nostra vita, possiamo comprenderla solo guardando indietro…..e unendo i puntini, a ritroso, scoprendo il filo invisibile che collega gli eventi della nostra vita!
[Nel Workshop "Vivi la tua Passione", cerchiamo di fare proprio questo, di unire i puntini della nostra vita, come pezzi di un puzzle, ritrovando noi stessi nelle scelte che abbiamo fatto]
“Ve lo ripeto, non potete unire i puntini guardando al futuro, potete connetterli in un disegno, solo se guardate al passato. Dovete quindi avere fiducia nel fatto che i puntini si connetteranno, in qualche modo, nel vostro futuro. Dovete avere fede in qualcosa – il vostro intuito, il destino, la vita, il karma, quello che sia. Questo approccio non mi ha mai deluso e ha fatto tutta la differenza nella mia vita”
Fiducia, quanto spesso da adulti ci blocchiamo davanti a “rischi”, reali o molto spesso presunti, di fallimento? Quante volte ci è capitato di rinunciare ad un sogno, ad un progetto, ripiegando su promesse di “sicurezza” che poi si rivelano vane o comunque solo temporanee?
Di certezze probabilmente non ne esistono più, specialmente in questo mondo ed in questa epoca di cronica instabilità!
L’unica certezza che possiamo avere è la fiducia in noi stessi, nelle nostre idee ed aspirazioni, nel nostro “daimon” che chiede di esprimersi e realizzarsi!
E anche quando tutto sembra andare storto, quando raccogliamo una serie di fallimenti e delusioni, è la nostra “passione” ancora accesa a spingerci avanti, a ripartire da zero, a costruire qualcosa di ancora più grande e più solido grazie all’apprendimento che abbiamo maturato.
Così ha fatto Steve Jobs quando, a 10 anni dalla fondazione di Apple, iniziata in un garage di casa e cresciuta in un colosso di 2 miliardi di dollari, è stato espulso dalla sua stessa società, dai manager che aveva scelto..e stava per abbandonare la scena!
“All’epoca non me ne accorsi, ma il mio licenziamento dalla Apple fu la cosa migliore che poteva capitarmi. Il peso del successo fu rimpiazzato dall’illuminazione di essere un principiante ancora una volta, con molta meno sicurezza su tutto. Questo mi liberò e mi consentì di entrare in uno dei periodi più creativi della mia vita.” Ecco veramente come una crisi, al di là della retorica, può diventare davvero un’opportunità!
Jobs in quel momento fonda una nuova società, la Next, che poi verrà riacquistata dalla stessa Apple: uscito dalla porta, Steve rientra dalla finestra, con tutti gli onori.
E’ l’amore e la passione per ciò che faceva che gli ha dato l’energia per andare avanti e crescere. Per questo Steve ha esortato i giovani studenti, ed esorta tutti noi a cercare ciò che amiamo e a non fermarci finchè non lo abbiamo trovato! E questo vale non solo per gli affetti, ma anche per il lavoro!
“Il lavoro riempirà gran parte della vostra vita e l’unico modo per essere veramente soddisfatti e quello di fare quello che pensate sia il lavoro migliore. E l’unico modo per fare il lavoro migliore e quello di amare quello che fate.”
E come si fa a trovarlo? probabilmente non esistono ricette preconfezionate, ma l’ingrediente essenziale è senza dubbio l’ascolto di noi stessi. Ascoltare la nostra voce interiore che, per quanto sepolta dal rumore delle nostre convinzioni limitanti e delle opinioni altrui, continua a parlarci!
Nella maggior parte dei casi non avremo risposte definitive ma spunti e indizi che seguiti passo passo con fiducia ci porteranno alla meta che desideriamo.
E dopo guardandoci indietro saremo in grado di unire i puntini….
Discorso di Steve Jobs a Stanford (2 parte)
Nell’ultima parte del suo discorso Steve Jobs affronta il tema della morte, che lo aveva poco tempo prima toccato personalmente con la diagnosi di un tumore al pancreas, e che adesso ha avuto definitivamente la meglio sul suo corpo:
“…Mi sono chiesto: “se oggi fosse l’ultimo giorno della mia vita, vorrei veramente fare quello che sto per fare oggi?” E ogni volta che la risposta fosse “No” per troppi giorni di seguito sapevo di aver bisogno di cambiare qualcosa.
Ricordare che morirò presto è stato lo strumento più importante che mi ha consentito di fare le scelte più grandi della mia vita. Perchè praticamente tutto – tutte le aspettative, l’orgoglio, le paure di fallire – tutte queste cose semplicemente svaniscono di fronte alla morte, lasciandoci con quello che è veramente importante. Ricordarsi che moriremo è il modo migliore che conosco per evitare le trappola di pensare di avere qualcosa da perdere. Siete già nudi. Non c’è nessun motivo per non seguire il vostro cuore.”
E’ stato veramente affamato e folle, Steve Jobs, ha rivoluzionato il mondo tecnologico…e non solo!
Ci ha lasciato una testimonianza di vita vissuta fino in fondo, con fiducia e con passione, che lo ha portato a realizzare la sua visione. Sono certa che continuerà a ispirare molte persone in tutto il mondo! Addio Steve!
Quando ci stiamo preparando ad affrontare la ricerca di un nuovo lavoro, è fondamentale prendere in considerazione due elementi fondamentali: il primo siamo noi stessi, con le nostre passioni, le nostre competenze, le nostre aspettative, il secondo è sicuramente il mondo del lavoro, le sue esigenze attuali ed i trend, che ci indicano la direzione in cui si sta muovendo il mercato, all’interno del più complesso sistema sociale, economico, politico, oltre che tecnologico.
L’ordine in cui abbiamo presentato i due elementi non è casuale. Per noi di Coach Lavoro, il punto di partenza è la persona con i suoi obiettivi e le sue risorse, i suoi sogni e le sue potenzialità. Dopo aver preso consapevolezza di ciò che è, che sa fare e che vuole fare, la persona dialoga con l’ambiente che la circonda alla ricerca di un’integrazione, di un adattamento, di un’armonia. Quando la meta”ideale” si trasforma in un obiettivo reale, realistico e realizzabile, si può passare alla ricerca di una strada da percorrere e se non la si trova…la si crea!
Dopo questo preambolo piuttosto astratto, passiamo al concreto! Lo facciamo con i dati diffusi dal noto portale di ricerca del lavoro Infojobs relativi al periodo Giugno-Luglio 2011. Come si sta muovendo il mercato, quali sono i lavori, le posizioni più ricercate? e quali sono i settori più dinamici tra le aziende in Italia? Come dicevamo, avere queste informazioni può rendere il nostro obiettivo di ricerca del lavoro più preciso e più attuabile!
[Per correttezza statistica precisiamo che i dati riguardano gli annunci di lavoro su internet (e non su giornali, portali aziendali, ecc), pubblicati sul sito di infojobs e non sono di carattere nazionale come quelli dell’ISTAT o di Unioncamere, che vi suggeriamo di consultare)
Dati: Infojobs – Rapporto bimestrale sul Mercato del Lavoro in Italia – Informativa per la stampa (06.09.11)
I profili dei lavoratori che sono maggiormente richiesti dalle aziende sono (in ordine decrescente):
Quali sono i settori più dinamici? Quali sono le tipologie di aziende che assumono di più?
Il settore del commercio al dettaglio, della grande e piccola distribuzione (GDO e Retail) toglie il primo posto alle aziende che offrono servizi relativi all’informatica e ad Internet. Ad ogni modo il settore IT, se consideriamo al suo interno anche le società che si occupano di consulenza informatica, rappresenta la fetta più sostanziosa mercato del lavoro.
E’ in crescita rispetto al mese scorso sia il settore della Comunicazione e della Pubblicità, che tanto aveva risentito della crisi, sia quello delle Telecomunicazioni, mentre invece è in discesa (complici anche le attuali turbolenze finanziarie) il settore bancario e assicurativo.
Su CoachLavoro continueremo a monitorare il mercato del lavoro e a parlare di strumenti e canali utili per cercare e trovare lavoro!
Perchè sappiamo che per raggiungere un obiettivo professionale bisogna essere come alberi che si espandono verso il cielo, facendo crescere i rami delle aspirazioni, delle convinzioni personali, dei sogni da realizzare…..con le radici ben piantate nel terreno, sempre alla ricerca di nuove fonti di opportunità!
Secondo l’ultimo studio della Confartigianato che elabora i dati del Rapporto 2010 Excelsior-Unioncamere, a fronte di circa 550.000 nuove assunzioni previste per quest’anno le aziende avranno difficoltà a coprire oltre 147.000 posti.
Le professioni più richieste sono: installatori di infissi, panettieri, pasticceri, sarti ma anche falegnami e cuochi.
Per le imprese italiane nel 2010 sarà difficile reperire il 26,7% delle figure professionali di cui hanno bisogno! In altri termini un quarto delle richieste del mercato del lavoro non risultano soddisfatte!
E questo a fronte di una disoccupazione che secondo le ultime stime tocca l’11% e che cresce significativamente per la fascia giovanile!
Come è possibile?! Forse che non si ha più voglia di imparare un mestiere?? Forse i giovani sono tutti fannulloni come dicono alcuni??
Sinceramente non lo credo! La questione secondo me è sociale e culturale! Ci hanno fatto credere che i lavori manuali stiano sparendo, che ormai non servano più e siano stati soppiantati dai lavori “intellettuali”. Ci hanno fatto credere che siano lavori molto faticosi e poco retribuiti quando invece i giovani spesso si adattano a fare dei lavoretti ancora più stancanti e senza alcuna possibilità di crescita! Ci hanno fatto credere che gli istitutitecnici e professionali dove si insegna un mestiere siano di Classe B, che ormai tutti debbano fare il Liceo e l’Università e conseguire così l’agognato “pezzo di carta”…
Senza nulla togliere al valore degli studi e della formazione (ci mancherebbe!), è necessario acquisire maggiore consapevolezza sulle esigenze del mercato e sapersi muovere di conseguenza!
Agli inizi del mese di settembre sono stata contattata dal Responsabile Italia del sito indeed.com.
Indeed è un motore di ricerca (che funziona quindi un po’ come Google!) per offerte di lavoro che permette a coloro in cerca di lavoro di trovare offerte pubblicate su migliaia di siti dedicati all’offerta di lavoro inclusi siti aziendali, agenzie per il lavoro e portali del lavoro, sia gratuiti che a pagamento.
Nella giungla dei siti dedicati alla ricerca del lavoro, è da apprezzare l’attenzione alla qualità: le offerte sono mantenute solo per 30 giorni, i duplicati vengono eliminati e il database degli annunci è costantemente monitorato.
Ci siamo confrontati sul tema del mercato del lavoro in Italia, sulla base dei dati sulla domanda/offerta di lavoro che emergono dal sito.
Quali sono le città italiane che offrono maggiori opportunità di lavoro?
Milano
Roma
Torino
Napoli
Bologna
Firenze
Brescia
Padova
Verona
Modena
Come si può facilmente notare, le regioni più rappresentate sono quelle del Nord (Lombardia, Piemonte, Veneto, Emilia Romagna) e del Centro Italia (Toscana e Lazio), mentre c’è solo una città del Sud, in Campania.
Dal punto di vista dell’offerta, le top 10 figure ricercate sono:
In un periodo storico caratterizzato da una forte crisi che ha coinvolto tutti i settori, risulta spesso difficile individuare il settore strategico in cui investire tempo, energie e professionalità.
Secondo Emilio Luongo, leader del settore energie rinnovabili dell’agenzia per il lavoro Adecco, le energie rinnovabili creeranno nei prossimi 10 anni circa 5mila posti di lavoro. Il campo da tenere maggiormente sotto controllo risulta essere l’eolico. (Fonte Lavorare.net)
Inoltre, un’indagine Isfol evidenzia che l’occupazione nel settore ambientale è decisamente in crescita. “Dal 1993 al 2008, infatti, il numero di occupati nel “green job” è aumento di ben il 41%, passando da 263.900, a 372.100, unità. E in più di 7 casi su 10, il contratto è a tempo indeterminato. I nuovi “professionisti dell’ambiente” sono sempre più spesso in gonnella (25,5%) e con il “colletto bianco”: nel 2008, rappresentavano il 63% degli occupati del settore.
Con questi numeri – spiegano dall’Isfol – la green economy si candida seriamente a essere la nuova frontiera della crescita economica del XXI secolo.
I positivi risvolti occupazionali del settore “verde” hanno modificato anche l’offerta formativa.
Ad oggi vengono realizzati, in media, circa 2mila tra corsi e master di specializzazione, da più di 500 enti pubblici e privati, che vedono impegnati tra le 50 e le 55mila persone. Ad appena un anno dalla fine delle lezioni, l’80,6% dei frequentanti ha la possibilità di ottenere un impiego. (Fonte: Sole24ore)
Si è ormai compreso che l’ingresso nel mondo del lavoro non può essere affidata al caso: è necessario conoscere in primo luogo le proprie attitudini e i propri sogni ed in secondo luogo, declinarli nella realtà socioeconomica attuale…e prossima ventura! Per prevedere gli sviluppi futuri del mercato e quindi scegliere in maniera strategica la propria professione, è fondamentale osservare lo scenario in modo globale ed aggiornarsi continuamente sui propri settori di interesse.
Mi sembra interessante all’inizio di questo anno così cruciale per l’economia e per il lavoro leggere le analisi fornite da fonti attendibili come IlSole24ore in merito allo scenario economico, alle previsioni di crescita, alle prospettive di ripresa del mercato del lavoro non solo a livello nazionale ma anche internazionale vista la forte interdipendenza di tutti i paesi a livello globale.
Ritengo infatti che conoscere e comprendere il contesto allargato in cui ci muoviamo ci aiuti ad avere una prospettiva più ampia e completa della nostra posizione e delle possibilità di azione all’interno di esso.
Dal tredicesimo Global Ceo Survey, elaborato da PricewaterhouseCooper (PwC) e presentato alla vigilia dell’apertura del World Economic Forum di Davos. Risulta che oltre l’80% dei Direttori Generali intervistati ha fiducia in una ripresa economica nei prossimi mesi. Il 40% indica anche di voler assumere nella prossima fase.
Tra di essi fanno la parte da leone i manager dell’area Asia-Pacifico e del Brasile.
Per quel che riguarda la sola Italia, il 95% degli intervistati ritiene che vi sarà crescita nei prossimi tre anni ed il 63% indica una crescita nel breve periodo. Il 30% dei Direttori italiani intende ampliare gli organici nel corso del 2010.
Nel complesso la visione dei CEO intervistati è molto meno pessimista rispetto a quella di un anno fa, anche se una certa prudenza rimane, per il timore di una ricaduta dell’economia.
FMI, il Fondo Monetario Internazionale prevede una ripresa economica globale «più forte del previsto» tanto che viene alzata la previsione sul Pil mondiale 2010 dal +3,1% (stima formulata lo scorso mese di ottobre) a +3,9%. Una ripresa destinata a proseguire anche nel 2011 con un +4,3% .
Ma la ripresa non è uniforme, spiega il Fondo, e crescono le divergenze tra economie sviluppate, destinate a tassi di crescita più modesta (nel 2010 del 2,1% e nel 2011 del 2,4%), e le economie emergenti, le nuove locomotive del pianeta: 6% nel 2010 e 6,3% nel 2011.
Nella sola Europa il PIL salirà dell’1% nel 2010 , e dell’1,6% nel 2011. L’Italia si trova in linea con la media Europea.
Tra i paesi europei quelli che registreranno un maggiore tasso di crescita saranno la Germania, la Francia e la Gran Bretagna, mentre la Spagna sarà il fanalino di coda.
Per quanto riguarda la disoccupazione il 2009 è stato un anno record: il numero dei senza lavoro è salito a quasi 212 milioni, 34 milioni in più rispetto al 2007, prima dello scoppio della crisi, con un incremento di oltre 10 milioni tra i giovani.
Nei Paesi sviluppati e nella Ue il tasso di disoccupazione è salito all’8,4% nel 2009 dal 6% del 2008 e dal 5,7% del 2007.
Nel suo insieme l’area Ocse rappresenta il 40% dell’aumento della disoccupazione globale, pur rappresentando meno del 16% della forza lavoro.
Sulla base delle stime economiche dell’Fmi, l’ILO (Organizzazione Internazionale del Lavoro) stima che la disoccupazione probabilmente resterà elevata per tutto il 2010, continando a scontare la crisi economica del 2009. La ripresa dell’occupazione avverrà quindi con un certo ritardo sintetico.
Secondo Somavia, Direttore Generale dell’ILO, è importante favorire una ripresa dell’economia insieme a quella del lavoro. Considerando che ogni anno 45 milioni di giovani entrano nel mercato del lavoro a livello globale, le misure di ripresa devono essere mirate a loro».
Le vacanze sono terminate, è passata anche questa prima settimana del 2010!
Spero tu abbia avuto modo di ripostarti, di riprendere energie….che abbia fatto il fatidico “bilancio 2009″ e abbia chiarito bene a te stesso ciò che vuoi ottenere e quello che vuoi fare in questo nuovo anno!
Sappiamo bene quanto l’anno che ci ha appena salutato sia stato duro, impegnativo, “critico”…e che questo 2010 avrà degli strascichi sia nell’economia che nel mercato del lavoro!
Al di là delle previsioni più o meno ottimiste, che prevedono una ripresa per quest’anno, penso che la cosa più importante sia il nostro atteggiamento!
La fiducia, la speranza, la proattività, l’impegno, l’energia e la determinazione non sono solo belle parole, ma risorse che dobbiamo e possiamo riattivare!
Perchè solo stando bene in noi stessi e con noi stessi, solo credendo nei nostri sogni, passioni, obiettivi, non solo viviamo meglio la nostra vita presente, ma facciamo sì che “il mondo cospiri a nostro favore“!
Non si tratta di magia…ma di apertura mentale, di capacità di cogliere le opportunità che ci si presentano, di trovare nuove strade possibili, di cambiare le nostre strategie di comportamento!
E quindi ora…:
scegli il tuo obiettivo professionale, il lavoro che vuoi svolgere (se è più di uno, mettili in ordine di priorità!),
aggiorna il tuo Curriculum e la tua Lettera di Presentazione (scaricando qui l’ebook potrai avere molti spunti e consigli utili!)
scrivi in un file i siti internet (motori di ricerca, siti di recruiting, siti di annunci gratuiti), i giornali, le agenzie per il lavoro che vuoi consultare e con quale frequenza (giornaliera, settimanale, ecc)
scrivi un altro file con le aziende, le associazioni, gli studi professionali, le piccole e medie imprese a cui vuoi inviare la tua candidatura spontanea
Mettiti alla ricerca del lavoro fiducioso! Con questa strategia i risultati arriveranno, sarà solo questione di tempo!
Inutile negarlo: trovare lavoro quest’anno è stato più difficile rispetto all’anno scorso…molto più complicato rispetto a quanto è accaduto nell’ultima decade.
Offerte ridotte rispetto ad una domanda elevata, accresciuta non solo dai giovani in cerca della prima occupazione, ma anche da professionisti e manager che hanno perso il lavoro a causa della crisi.
Davanti a questo scenario non proprio ottimista, se ci si rassegna o ci si abbatte, si parte sconfitti in partenza!
Come afferma nell’intervista al Sole24ore – Trovare Lavoro di lunedì 19 ottobre Pier Luigi Celli, preside della Luiss ed ex Direttore HR di grandi gruppi italiani:
“La rassegnazione è il peggior nemico” sia per i neolaureati che per i senior licenziati. “I posti sono pochi ma per chi sa giocare bene le proprie carte trovare lavoro è possibile“.
E’ necessario per tutti acquisire una mentalità “imprenditoriale“, che implica:
- analizzare e valutare la propria storia professionale e le competenze acquisite (Bilancio di Competenze)
- esplorare le opportunità del mondo del lavoro ed in particolare dei propri settori di interesse (Analisi di Mercato)
- fare un progetto professionale che tenga in considerazione sia il proprio profilo che quello del mercato lavorativo (Business Plan) individuando le possibili alternative e prospettive di sviluppo
- costruire un Piano di azione che comprenda: le strategie da utilizzare per trovare lavoro, i canali di ricerca più adeguati, la stesura di uno o più CV specializzati (in base alle posizioni per cui ci si candida), la scelta di corsi di formazione per specializzarsi e/o ri-qualificarsi.
- armarsi di pazienza, determinazione e flessibilità durante la fase di ricerca
- prepararsi ai colloqui di lavoro. Secondo Celli infatti non basta presentarsi al colloquio con un buon curriculum, ma bisogna dimostrare “voglia di fare, proporre idee nuove e progetti di sviluppo di business” in modo da differenziarsi dagli altri candidati e valorizzare il proprio potenziale.
Costruire e portare avanti un piano di lavoro di questo genere da soli non è affatto agevole.
Per questo può essere opportuno chiedere il supporto di operatori specializzati: operatori dei Centri per l’impiego e di società di outplacement, consulenti e coach di carriera.
Riporto qui la mia risposta data alla lettera che Roberto ha inviato al Blog di Catapulta, descrivendo la sua esperienza lavorativa e le sue vane ricerche dell’ultimo periodo.
Se è vero che dentro la temuta parola “crisi” c’è anche quella speranzosa di “opportunità“, significa che è possibile aprire nuove strade per il proprio futuro, anche a 50 anni!
“Roberto, nei tuoi oltre 30 anni di onorata attività hai saputo sempre rimanere a galla, ricominciare in breve tempo, reinventarti!
La tua ricerca di lavoro anche in ambiti diversi da quello di tua provenienza così come le opportunità che hai colto nell’ambito dello spettacolo lo confermano: sei un uomo pieno di risorse personali oltre che professionali!
Come dici tu, adesso la crisi è davvero pesante, il contesto del lavoro è cambiato molto rispetto al passato cu eravamo abituati!
Mi sembra di capire che tu stia usando tutti i canali di ricerca disponibili!
Quindi direi che la tua situazione va affrontata da un altro punto di vista, ad un livello diverso!
Questo potrebbe rappresentare per te un momento di svolta se lo utilizzi come un’opportunità per fare il punto della situazione su te stesso e sul tuo percorso professionale: non solo sul passato ma anche e soprattutto sul futuro!
Non sei uno qualunque!Hai esperienze, conoscenze, capacità, caratteristiche personali, passioni che nessuno ha!Quando le avrai ri-scoperte, potrai ricominciare da te, intraprendere una nuova attività, la tua!
Ho scoperto con mia sorpresa che sul settimanale Lavoro & Carriere di Lunedì 14 settembre è stata pubblicata la mia risposta alla lettera di una lettrice in cerca di lavoro.
Qui di seguito potete leggere l’articolo ed il commento che avevo lasciato sul blog, associato al giornale stesso!
<Ecco una nostra affezionata lettrice con le idee molto chiare, anche in questi tempi bui per il mercato del lavoro. La sua email, giunta in redazione in pieno agosto, ci è parsa un ottimo esempio di come ci si dovrebbe porre nella ricerca di un nuovo lavoro. Ve la proponiamo integralmente con un nostro breve commento.
“Gentile Redazione,
mai come di questi tempi mi sono resa conto che la ricerca di un nuovo lavoro è già un lavoro vero e proprio!
Certo, non pensavo, soprattutto di questi tempi, che si trattasse di un’attività di poco conto. Ma devo ammettere che non immaginavo potesse essere davvero così dura.
Primo, la ricerca. Oggi le fonti, escluse quelle più note ed affidabili come la vostra, sono davvero tante e confondono spesso le idee.Scegliere i canali giusti per la ricerca di un nuovo posto di lavoro è tutt’altro che una passeggiata. Ore e ore al computer (i giornali, a parte il vostro, oggi servono davvero a poco), guarda quel sito, iscriviti a quello, controlla le email che ti arrivano. Se ne va già mezza giornata così.
Poi le lettere di presentazione. Mi è stato spiegato, anche voi l’avete fatto più volte, che la lettera di presentazione deve essere “personalizzata” per ogni candidatura. E così sto facendo, mettendoci del mio meglio e naturalmente spendendo molto tempo. Paradossalmente, o meglio, purtroppo in questo periodo, l’attività che mi ruba meno tempo è l’analisi delle risposte ricevute. Ahimè, sono davvero poche nelle ultime settimane. Certo, c’è l’estate che avanza, agosto in Italia è un deserto dei tartari e ringrazio chi ha la pazienza di leggere migliaia di candidature anche in queste giornate bollenti.
Siamo in tanti, molti di noi credo agguerriti quanto me: perchè vogliamo credere fortemente in una nuova opportunità.
Si perché, me l’ha spiegato un bravo orientatore incontrato ad una sessione di incontri organizzata da un’associazione di volontariato nella mia città: l’atteggiamento positivo e attivo è fondamentale.
Mai perdersi d’animo. Ci sto provando. Grazie dello sfogo.
Con stima” Silvia
Commento del Blog: Cara Silvia, solo due parole per esprimere la nostra gratitudine (e crediamo anche quella di tutti i nostri lettori) per le tue parole. Siamo convinti che tu sia sulla strada giusta, soprattutto grazie alla motivazione e all’atteggiamento positivo che hai sposato appieno. Si, cercare lavoro è un vero e proprio lavoro, difficile e duro in questo periodo. Ma come in ogni lavoro che si rispetti, abnegazione, ottimismo e capacità sono gli ingredienti per il successo. Ce la farai, ne siamo certi.>
Commento di Coach Lavoro: Ciao Silvia! Tieni duro, continua a cercare con metodo e con passione, come stai facendo!
Dedica anche parte del tuo tempo ad altre strategie come l’autocandidatura (mirata) e l’utilizzo di network come LinkedIN che permettono di pubblicare il tuo cv e di entrare in contatto con ex compagni di studi, ex colleghi…ma anche futuri datori di lavoro! Puoi avere altri consigli interessanti sul mio sito coachlavoro.com e contattandomi direttamente via mail!in bocca al lupo!
EURES (EURopean Employment Services – Servizi europei dell’occupazione) è una rete di cooperazione creata per facilitare la libera circolazione dei lavoratori all’interno dello Spazio economico europeo (SEE).
I principali obiettivi di EURES sono:
- informare, orientare e consigliare i lavoratori sulle possibilità di lavoro e sulle condizioni di vita e di lavoro nello Spazio economico europeo;
- assistere i datori di lavoro che intendono assumere lavoratori di altri paesi;
- fornire informazioni e assistenza a chi cerca e offre lavoro nelle regioni transfrontaliere
I paesi membri del SEE sono i seguenti: Austria, Belgio, Cipro, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Islanda, Italia, Lettonia, Liechtenstein, Lituania, Lussemburgo, Malta, Norvegia, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Regno Unito, Repubblica ceca, Repubblica slovacca, Slovenia, Spagna, Svezia e Ungheria.
EURES non consiste solo in un portale ma anche in una rete di 700 consulenti EURES che forniscono informazione, orientamento e collocamento a chi cerca lavoro.
Come funziona il Portale EURES?
Attraverso il portale EURES è possibile avere accesso alle informazioni relative alla mobilità professionale, agli stumenti per la ricerca di lavoro e alla rete di consulenti EURES a disposizione dei candidati.
Selezionando “Cercare un lavoro” è possibile avere accesso a offerte d’impiego aggiornate in tempo reale in 31 paesi europei.
Registrandosi gratuitamente su “My EURES” è possibile creare il proprio CV e renderlo disponibile ai datori di lavoro registrati ad ai consulenti EURES, aiutando i datori di lavoro a trovare candidati idonei.
Accedendo alla sezione “Vita e lavoro“, è possibile trovare tutte le informazioni necessarie sul mercato dell’occupazione e le condizioni di vita e di lavoro nei Paesi aderenti allo Spazio economico europeo (SEE). In questa sezione sono riportate le modalità di applicazione dei periodi transitori ai mercati del lavoro dei Paesi SEE, che limitano la libertà di circolazione dei cittadini di Bulgaria, Romania e dei dieci Stati membri che sono entrati nell’UE il 1° maggio 2004.
Cliccando su “Contattare un consulente EURES” oppure entrando in contatto con un uffico di collocamento locale o regionale, è possibile avere accesso a una serie di strumenti informativi e ricevere consigli su tutta una serie di questioni pratiche, giuridiche ed amministrative necessarie per trovare ed accettare un lavoro all’estero.
Se sei uno studente od un laureato e stai pensando di intraprendere una carriera professionale, di cambiare lavoro o di partecipare a un’opportunità formativa in un altro paese europeo, per sapere quali sono i passi concreti da intraprendere per cercare lavoro e trasferirsi all’estero, consulta la lista di controllo cui si accede cliccando su “Sei laureato/a?”.
Ad oggi sul Portale ci sono 462 518 offerte di lavoro, 343 427 CV e 20 003 datori di lavoro registrati.
Per ulteriori informazioni su EURES, contattare:
Commissione europea
DG Occupazione e affari sociali
Unità A.3 EURES
B-1049 Bruxelles
O consultare il sito Internet
Al meeting di Rimini da poco concluso, Mario Draghi, presidente della Banca d’Italia, il 27 agosto scorso nel suo discorso ha descritto la situazione dell’economia e del lavoro in Italia, individuandone anche le prospettive di sviluppo.
Nel corso del 2009 si sono persi 5 punti del PIL. Nonostante l’inizio della ripresa o quantomeno la fine della discesa siano previsti già per il 2010, diverse aziende sono a rischio sopravvivenza per mancanza di liquidità. Infatti la drastica contrazione degli investimenti ha ridotto la capacità produttiva potenziale e colpito i processi di ristrutturazione e adeguamento organizzativo, tecnologico, di mercato che erano stati avviati.
Ergo..“il costo della crisi è pesante in termini sia economici che umani. È quindi opportuno avviare riforme finanziarie e strutturali”.
I principali problemi strutturali da affrontare sono: gli squilibri tra Nord e Sud, il capitale umano, il mercato del lavoro (inscindibilmente legato alla protezione sociale). Approfondiremo in particolare questi ultimi due che sono di maggiore attinenza con i contenuti di questo sito.
Per quanto riguarda il capitale umano, il governatore sottolinea l’importanza dell’istruzione e dei metodi di valutazione: “In Italia – afferma – si è creato un circolo vizioso, per cui essere istruiti paga meno rispetto ad altri paesi. Il nostro sistema fatica a segnalare il merito dello studente e la bassa qualità dell’istruzione scoraggia sia l’investimento del capitale umano da parte delle famiglie, sia la domanda di lavoro qualificato da parte delle imprese”.
Sul mercato del lavoro, la valutazione è altrettanto netta. “Il grado di flessibilità acquisito negli anni più recenti permette alle imprese di affrontare la crisi riducendo la probabilità di una chiusura”. Ai benefici della flessibilità “si contrappongono però costi che ricadono in prima battuta sugli occupati.” La maggiore instabilità del posto di lavoro non solo riduce i consumi ed aumenta la tendenza al risparmio, ma rende anche meno selettivi nella ricerca di un nuovo impiego. Quindi la qualità media dei rapporti di lavoro si deteriora a scapito della produttività e rallenta l’accumulazione di capitale fisico e umano.
Per Draghi, quindi, serve “una riforma del sistema di ammortizzatori sociali che elimini l’attuale frammentazione delle tutele per favorire la riallocazione dei lavoratori”.
Contestualmente per rimettere in moto la crescita è necessario: rinnovare il sistema creditizio, potenziando l’accesso al credito per le PMI e prouovendo gli investimenti tecnologici.
Inoltre l’apertura alle capacità, ai talenti, al merito, alla concorrenza è il mezzo principale per contrastare corporazioni, rendite, clientele che gravano sulla crescita del Paese.
Infine il governatore della Banca d’Italia invita l’Italia ad avere coraggio, perché “solo con il coraggio, unito alla condivisione della diagnosi dei problemi, è possibile rilanciare la crescita”.
Avere un’esperienza cospicua alle spalle, se a volte può essere un requisito fondamentale per accedere ad una professione, può invece rappresentare un ostacolo se il datore cerca una persona giovane, da formare da zero e…senza troppe pretese!
Infatti ciascuno di noi porta con sè, nel bene e nel male, il modo di lavorare, le competenze e i comportamenti acquisiti nel tempo e reca anche delle aspettative su come si dovrebbe lavorare e sul trattamento da ricevere…e questo può essere visto come uno svantaggio da chi vuole assumere…
Insomma se è vero che avere fatto già una seppur minima esperienza sul campo rappresenta certamente una carta in più quando ci si presenta nel mondo del lavoro, soprattutto dopo la laurea…con il passare del tempo e con il suo aumentare essa può diventare quasi un “peso” tanto da rendere più difficile ricollocarsi, per quanto assurdo possa sembrare…
E quindi? Cosa fare?!?
Punta sul valore aggiunto che puoi dare rispetto ad una persona più inesperta.
Argomenta le competenze sviluppate in contesti e in posizioni diverse, mostrando la tua capacità di adattamento.
E soprattutto, esprimi il tuo desiderio di metterti sempre in gioco, di crescere professionalmente, come si suol dire!
La tua “anzianità di servizio” e le tue esigenze più marcate saranno aspetti che passeranno in secondo piano rispetto a tutto quello ciò che puoi offrire!
Alcuni i siti Web specializzati in e-recruiting hanno stilato una classifica delle lauree più richieste dalle aziende.
I curricula che hanno avuto un riscontro positivo sono senza dubbio quelli dei laureati in ingegneria e in economia.
Seguono a ruota le lauree scientifiche (chimica, biologia, farmacia, fisica, scienze ambientali, ecc)
Analizzando le richieste per settore, è stato riscontrato che per la moda, lo spettacolo, la grande distribuzione, la consulenza e la finanza, le discipline economiche sono quelle più adatte.
Per le telecomunicazioni, l’elettronica, l’energia, l’elettrotecnica, l’automotive, i trasporti, la logistica e l’immobiliare è invece richiesta più di frequente una laurea in ingegneria, mentre nell’ambito sanitario, farmaceutico e chimico sono le lauree scientifiche a essere più gettonate.
Per i diplomati tecnici, il settore più fervido è sicuramente quello dell’informatica e delle telecomunicazioni.
Nel prossimo futuro si prevede che i titoli che garantiranno più sbocchi saranno quelli nell’ambito delle biotecnologie, dello sviluppo delle fonti rinnovabili e dell’informatica, con un trend in continua crescita.