graficoPeriodicamente i media ci trasmettono i dati sulla produttvità e l’occupazione italiana, che non fanno che confermare preoccupazioni per questa fase critica del mercato e dell’economia italiana ed internazionale. (cfr Il sole24ore e ISTAT )

In Italia l’indice di produttività è crollato di un terzo. Per il 2009 si stima una perdita del 4,2 % del PIL e per il 2010 dello 0,7 %.

Le perdite sono più consistenti soprattutto per le grandi aziende. Secondo un’indagine di Mediobanca, infatti, le multinazionali mondiali hanno registrato un crollo degli utili del 75% nel primo trimestre del 2009.

Di contro le banche continuano a favorire le grandi aziende, concedendo finanziamenti a queste piuttosto che alle PMI.

In Europa, secondo i dati EUROSTAT, gli ordini industrali UE sono calati ben del 35 % rispetto ad aprile 2008

Un segnale positivo è quello dell’indice di fiducia delle imprese, Isae, salito a 69,3 da 68,8 dello scorso mese. Si tratta della terza risalita dopo sette mesi di cali consecutivi. La crescita, si legge in una nota, «é dovuta ad un lieve miglioramento dei giudizi sullo stato attuale della domanda e sulle attese della produzione».

La disoccupazione, che nel 2006 era alquanto ridotta (al 7 %), per il 2010 è stimata al 12 %!  L’utopia della piena occupazione, dopo le speranze scaturite dai primi anni di applicazione della Legge Biagi e dei nuovi contratti “flessibili”, sembra di nuovo allontanarsi…

Che osservazioni è possibile fare su questi dati?

La crisi dei mercati finanziari ed economici globali ha inevitabili forti ripercussioni anche nel mercato del lavoro.

Le PMI italiane, nonostante le difficoltà, stanno reagendo alla crisi e mostrano buone capacità reattive, grazie alla cultura imprenditoriale ed alla loro struttura flessibile.

E’ su di loro che bisogna puntare, convogliando risorse non solo finanziarie ma anche umane!

Quanti giovani talenti inviano il loro CV alle grandi aziende e dalle multinazionali invece che proporre le loro competenze ed i loro progetti innovativi alle imprese di minori dimensioni?

Perchè le PMI a loro volta non aprono le loro porte alla ricerca, allo sviluppo e all’innovazione?

E’ ora di un cambiamento di mentalità e di cultura!

Job in progress, è un report mensile che fotografa trend, novità e andamento del mercato del lavoro in Italia, realizzato da InfoJobs.
Il primo numero da poco uscito fotografa la realtà lavoro del mese di maggio.

Primo lavoro: le offerte per chi cerca un primo impiego pubblicate su InfoJobs.it al momento sono 6.830.

Le categorie maggiormente richieste – in linea con il resto delle offerte – riguardano: commerciale/vendite/agenti con il 14%, formazione/istruzione con il 9%, assistenza clienti/call center/data entry e farmacia/medicina/salute con il 5%. buona richiesta anche per le risorse umane con 4,88% e contabilità/finanze con 4,64%.
Stage: al momento le offerte pubblicate sul sito sono 800.

Categorie maggiormente richieste: mantiene la leadership la categoria commerciale/vendite/agenti con il 13% delle offerte; seguono le richieste per operai/manutenzione con il 10% e amministrazione/segreteria con l’8%, mentre sia il commercio al dettaglio/GDO sia l’ambito formazione/istruzione si assestano al 7,6% del totale.

Settori: i settori più attivi per quanto riguarda la richiesta di lavoro sono software e servizi con 13,1% e commercio/distribuzione/GDO con 9,3%; in terza posizione il settore delle telecomunicazioni con il 5%, seguito da marketing/pubblicità/PR con il 4,6% e consulenza sistemi informatici con il 4,2%.

Regioni con maggiore richiesta di lavoro: la prima regione è la Lombardia con il 34% delle offerte, segue l’Emilia Romagna con il 13,5%, poi il Piemonte con 8,9% e il Lazio con 8,1%. Salgono le offerte per periodi di lavoro all’estero, anche se al momento rappresentano solo lo 0,5% sul totale.

Fonte: Job.Blog