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	<title>Coach Lavoro &#187; occupazione</title>
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	<description>Per trovare, cambiare, inventare il tuo lavoro</description>
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		<title>Promuovere l&#8217;occupazione e lo sviluppo del territorio</title>
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		<pubDate>Sun, 30 Jan 2011 23:53:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Coach Lavoro</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il caso (ci auguriamo) virtuoso della Regione Puglia Come sappiamo gli interventi relativi alla Formazione ed alle Politiche attive del Lavoro fanno capo a Regioni e Province. Per questo suggeriamo a tutti coloro che volessero accedere a percorsi formativi o di inserimento professionale di consultare con attenzione i siti delle rispettive regioni e province dove [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="text-decoration: underline;"><strong>Il caso (ci auguriamo) virtuoso della Regione Puglia</strong></span><a href="http://www.coachlavoro.com/wp-content/uploads/2011/01/puglia-lavoro.gif"><img class="alignright size-medium wp-image-1405" title="puglia lavoro" src="http://www.coachlavoro.com/wp-content/uploads/2011/01/puglia-lavoro-300x181.gif" alt="puglia lavoro" width="300" height="181" /></a></p>
<p>Come sappiamo gli interventi relativi alla <strong>Formazione </strong>ed alle <strong>Politiche attive del Lavoro</strong> fanno capo a Regioni e Province.<br />
Per questo suggeriamo a tutti coloro che volessero accedere a percorsi formativi o di inserimento professionale di consultare con attenzione i siti delle rispettive regioni e province dove potrebbero trovare interessanti informazioni su possibilità di accedere a bandi, corsi di formazione gratuiti, progetti di sviluppo<br />
Su segnalazione della <strong>Dott.ssa Micaela Petronelli</strong>, Consulente di carriera sul territorio pugliese, presentiamo il <a href="http://www.regione.puglia.it/web/files/lavoro/Eures%20Puglia/Piano_Lavoro_Regione_Puglia.zip"><strong>Piano Straordinario  per il Lavoro 2011</strong></a> della Regione Puglia, pensando di fare cosa gradita ai nostri lettori pugliesi.<br />
Ci auguriamo inoltre che iniziative simili siano prese anche da altre Regioni, in particolare del Sud Italia, per stimolare la crescita e l&#8217;occupazione!<br />
A gennaio il Piano Straordinario è stato varato  dal Presidente della Regione Puglia, per affrontare la grave situazione regionale in materia di disoccupazione e per salvaguardare l&#8217;occupazione esistente, cercando di fornire una risposta immediata ad una situazione sempre più difficile e insostenibile che colpisce con particolare durezza <strong>i giovani e le donne</strong>.<br />
Infatti, mentre crescono in Puglia le esportazioni e il numero delle imprese, non appaiono altrettanto positivi i dati sull’occupazione. Nel terzo trimestre del 2010 il tasso di <strong>disoccupazione regionale</strong>, secondo la rilevazione Istat, è del 12,2%, sale al 14% per le donne. Ancora più gravi i recenti dati forniti dall’Istat per la disoccupazione giovanile in Italia salita a novembre al 28,9%, il dato più elevato dal 2004.<br />
Di fronte ad una situazione la Regione Puglia ha deciso di reagire ricorrendo alle risorse e agli strumenti operativi che ricadono nella propria sfera di competenza e responsabilità, investendo <strong>340 milioni di euro</strong> distribuite su 6 linee di intervento, che interesseranno <strong>circa 52.000 potenziali destinatari.<span id="more-1404"></span></strong></p>
<p>Nello specifico il <strong>Piano straordinario per il lavoro in Puglia</strong> si muove secondo due obiettivi:<br />
1)nuova occupazione<br />
2)salvaguardia dell’occupazione.<br />
Nel primo caso si propone di <strong>innalzare i livelli occupazionali </strong>di quella parte di forza lavoro che presenta prospettive di occupazione più basse come i giovani, le donne e i soggetti espulsi o a rischio di espulsione dai processi produttivi.<br />
Nel secondo di <strong>valorizzare il capitale umano</strong> inteso come strumento per migliorare la competitività delle imprese.<br />
I <strong>destinatari </strong>dell’intero piano sono lavoratori in cassa integrazione, occupati, lavoratori atipici, imprese, disoccupati, donne disoccupate, donne imprenditrici, donne occupate, giovani disoccupati, apprendisti, persone disabili disoccupate, immigrati e richiedenti asilo, ultracinquantenni, lavoratori socialmente utili (LSU), giovani laureati, ricercatori, manager e imprenditori.</p>
<p>Gli <strong>interventi </strong>vanno dalla promozione dell&#8217;apprendistato per i giovani, allo sviluppo dell&#8217;imprenditoria femminile, dall&#8217;inserimento dei disabili e immigrati fino al reimpiego o autoimpiego dei cassintegrati, prevedendo anche la creazione di nuove figure professionali nel settore del lavoro di cura domiciliare e di assistenti per l’infanzia.<br />
Troviamo inoltre particolamente interessanti ed innovativi gli stanziamenti destinati alla valorizzazione e recupero degli antichi mestieri, agli interventi nell’ambito del turismo ed agli interventi per l’occupazione rivolta all’incremento della raccolta differenziata.</p>
<p>Oltre che ai lavoratori, il piano è rivolto anche alle <strong>imprese </strong>per stimolare la <strong>ricerca e l&#8217;innovazione</strong>.<br />
Si parla infatti di <strong>formazione </strong>per manager ed imprenditori, di investimenti in <strong>attività di ricerca industriale e formazione</strong>, Parternariati regionali per l’Innovazione, <strong>Dottorati </strong>di <strong>ricerca</strong>, Borse di ricerca, <strong>aiuti alle piccole imprese</strong> innovative.</p>
<p>Per ulteriori informazioni rimandiamo al sito della <a href="http://www.regione.puglia.it/">Regione Puglia</a> e a quello del <a href="http://www.sistema.puglia.it/">Sistema Puglia</a>.</p>
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		<title>Quasi 150mila posizioni vacanti nell&#8217;artigianato!</title>
		<link>http://www.coachlavoro.com/2010/10/quasi-150mila-posizioni-vacanti-nellartigianato/</link>
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		<pubDate>Sat, 30 Oct 2010 07:49:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Coach Lavoro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lavoro Giovani]]></category>
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		<description><![CDATA[AAA professioni artigiane cercasi! Secondo l&#8217;ultimo studio della Confartigianato che elabora i dati del Rapporto 2010 Excelsior-Unioncamere, a fronte di circa 550.000 nuove assunzioni previste per quest&#8217;anno le aziende avranno difficoltà a coprire oltre 147.000 posti. Le professioni più richieste sono: installatori di infissi, panettieri, pasticceri, sarti ma anche falegnami e cuochi. Per le imprese [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: small;"><strong> <a href="http://www.coachlavoro.com/wp-content/uploads/2010/11/artigiano-giovane.JPG"><img class="alignright size-medium wp-image-1168" title="42-15654428" src="http://www.coachlavoro.com/wp-content/uploads/2010/11/artigiano-giovane-300x300.jpg" alt="42-15654428" width="300" height="300" /></a>AAA professioni artigiane </strong></span><span style="font-size: small;"><strong>cercasi!</strong></span><br />
<span style="font-size: small;"><strong> </strong></span></p>
<p>Secondo l&#8217;ultimo studio della <strong>Confartigianato </strong>che elabora i dati del  Rapporto 2010  Excelsior-Unioncamere, a fronte di circa  550.000 nuove  assunzioni previste per quest&#8217;anno le aziende avranno  difficoltà a coprire  oltre 147.000 posti.</p>
<p>Le professioni più richieste sono: <strong>installatori </strong>di infissi, <strong>panettieri</strong>, <strong>pasticceri</strong>, <strong>sarti </strong>ma anche <strong> falegnami </strong>e <strong>cuochi</strong>.</p>
<p>Per le imprese italiane nel 2010 sarà difficile  reperire il 26,7% delle figure professionali di cui hanno bisogno! In altri termini <strong>un quarto delle richieste del mercato del lavoro non risultano soddisfatte!</strong></p>
<p>E questo a fronte di una disoccupazione che secondo le ultime stime tocca l&#8217;11% e che cresce significativamente per la fascia giovanile!</p>
<p>Come è possibile?! Forse che non si ha più voglia di imparare un mestiere?? Forse i giovani sono tutti fannulloni come dicono alcuni??</p>
<p>Sinceramente non lo credo! La <strong>questione </strong>secondo me è <strong>sociale </strong>e <strong>culturale</strong>! Ci hanno fatto credere che i <strong>lavori manuali</strong> stiano sparendo, che ormai non servano più e siano stati soppiantati dai lavori &#8220;intellettuali&#8221;. Ci hanno fatto credere che siano <strong>lavori </strong>molto <strong>faticosi </strong>e poco retribuiti quando invece i giovani spesso si adattano a fare dei lavoretti ancora più stancanti e senza alcuna possibilità di crescita! Ci hanno fatto credere che gli <strong>istituti</strong> <strong>tecnici e professionali</strong> dove si insegna un mestiere siano di Classe B, che ormai tutti debbano fare il Liceo e l&#8217;Università e conseguire così l&#8217;agognato &#8220;pezzo di carta&#8221;&#8230;</p>
<p>Senza nulla togliere al valore degli studi e della formazione (ci mancherebbe!), è necessario acquisire maggiore consapevolezza sulle esigenze del mercato e sapersi muovere di conseguenza!</p>
<p><span id="more-1160"></span>Più precisamente, bisogna avere un occhio per quelle che sono le proprie <strong>attitudini </strong>ed <strong>inclinazioni professionali</strong>, i propri valori, le proprie passioni&#8230;ed un&#8217;altra sulla <strong>realtà del mercato</strong>! Mettendo bene a fuoco le due immagini, avremo finalmente chiaro qual è il lavoro che fa per noi e che ci consenta anche di vivere!</p>
<p>Questo discorso si aggancia molto bene ai risultati degli <strong>studi sulle dinamiche del mercato del lavoro</strong> elaborati dai <a href="http://www.coachlavoro.com/2010/10/nobel-per-leconomia-per-gli-studi-sul-mercato-del-lavoro/">Nobel per l&#8217;Economia</a> di quest&#8217;anno:<span style="font-size: 13.2px;"> non si riesce a raggiungere il punto di  equilibrio. Sia da parte della domanda che dell’offerta <strong>non c’è sufficiente conoscenza delle rispettive caratteristiche ed esigenze!</strong></span></p>
<p>Quindi fare <strong>informazione </strong>è una priorità assoluta!</p>
<p>Inoltre bisogna <strong>favorire sul territorio l&#8217;incontro tra i giovani ed il lavoro</strong>, specialmente quello artigiano, e promuovere la formazione scolastica e professionale e l&#8217;avvio di tirocini o forme di apprendistato professionalizzante, per  farne sperimentare la bellezza, l&#8217;importanza e l&#8217;utilità anche nella società contemporanea!</p>
<p>Informazioni tratte da: http://www.latuavoce.it/notizie/notizia.asp?id=30106</p>
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		<title>Nobel per l&#8217;Economia per gli studi sul mercato del Lavoro</title>
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		<pubDate>Fri, 15 Oct 2010 10:16:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Coach Lavoro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cercare & Trovare Lavoro]]></category>
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		<description><![CDATA[Diamond, Mortensen, Pissarides hanno ottenuto il Nobel per l&#8217;Economia 2010 per la loro analisi sull&#8217;andamento del mercato del lavoro. Perchè nonostante le nuove opportunità di lavoro ci sono così tanti disoccupati? Cosa può fare la politica per ridurre il tasso di disoccupazione? Su molti mercati l&#8217;incontro tra domanda e offerta può essere complessa ed avvenire [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright size-thumbnail wp-image-248" title="mondo-mani" src="http://www.coachlavoro.com/wp-content/uploads/2009/07/mondo-mani-150x150.jpg" alt="mondo-mani" width="150" height="150" />Diamond, Mortensen, Pissarides hanno ottenuto il Nobel per l&#8217;Economia 2010 per la loro analisi sull&#8217;andamento del <strong>mercato del lavoro</strong>.</p>
<p>Perchè nonostante le nuove opportunità di lavoro ci sono così tanti disoccupati? Cosa può fare la politica per ridurre il tasso di <strong>disoccupazione</strong>?</p>
<p>Su molti mercati <strong>l&#8217;incontro tra domanda e offerta</strong> può essere complessa ed avvenire dopo un po&#8217; di tempo. Questo succede anche per chi è in cerca di lavoro e per chi dall&#8217;altra parte vuole offrire lavoro. E questo chiaramente crea dei problemi non solo a livello economico ma anche sociale.</p>
<p style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; font-size: 13px; vertical-align: baseline; outline-width: 0px; outline-style: initial; outline-color: initial; background-image: initial; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: transparent; line-height: 1.4em; color: #222222; background-position: initial initial; background-repeat: initial initial; padding: 0px; border: 0px initial initial;"><span id="U2402198347485FQD" style="font-size: 13px; vertical-align: baseline; outline-width: 0px; outline-style: initial; outline-color: initial; background-image: initial; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: transparent; font-style: normal; background-position: initial initial; background-repeat: initial initial; padding: 0px; margin: 0px; border: 0px initial initial;">Le analisi dei tre economisti sono finalizzate a capire «come la regolamentazione &#8211; scrive l&#8217;Accademia di Stoccolma &#8211; e la politica economica influenzino la ricerca di un posto. </span></p>
<p style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; font-size: 13px; vertical-align: baseline; outline-width: 0px; outline-style: initial; outline-color: initial; background-image: initial; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: transparent; line-height: 1.4em; color: #222222; background-position: initial initial; background-repeat: initial initial; padding: 0px; border: 0px initial initial;"><span id="U2402198347485FQD" style="font-size: 13px; vertical-align: baseline; outline-width: 0px; outline-style: initial; outline-color: initial; background-image: initial; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: transparent; font-style: normal; background-position: initial initial; background-repeat: initial initial; padding: 0px; margin: 0px; border: 0px initial initial;">Per esempio: se si aumenta il sussidio a chi non ha un posto, può accadere </span><span id="U24021983474851dC" style="font-size: 13px; vertical-align: baseline; outline-width: 0px; outline-style: initial; outline-color: initial; background-image: initial; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: transparent; font-style: normal; background-position: initial initial; background-repeat: initial initial; padding: 0px; margin: 0px; border: 0px initial initial;">che livello del tasso disoccupazione cresca, oltre al tempo in cui si cerca il lavoro.</span></p>
<p style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; font-size: 13px; vertical-align: baseline; outline-width: 0px; outline-style: initial; outline-color: initial; background-image: initial; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: transparent; line-height: 1.4em; color: #222222; background-position: initial initial; background-repeat: initial initial; padding: 0px; border: 0px initial initial;"><span style="font-size: 13px; vertical-align: baseline; outline-width: 0px; outline-style: initial; outline-color: initial; background-image: initial; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: transparent; font-style: normal; background-position: initial initial; background-repeat: initial initial; padding: 0px; margin: 0px; border: 0px initial initial;">Questo potrebbe dipendere, a mio avviso, dal fatto che chi è disoccupato per lungo tempo tenda ad allontanarsi dalle esigenze del mercato, senza aggiornare le sue competenze.</span></p>
<p style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; font-size: 13px; vertical-align: baseline; outline-width: 0px; outline-style: initial; outline-color: initial; background-image: initial; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: transparent; line-height: 1.4em; color: #222222; background-position: initial initial; background-repeat: initial initial; padding: 0px; border: 0px initial initial;"><span style="font-size: 13.2px;">Secondo la teoria di Diamond&amp;co, nel mercato del lavoro non si riesce a raggiungere il punto di equilibrio. Sia da parte della domanda che dell&#8217;offerta <strong>non c&#8217;è sufficiente conoscenza delle rispettive caratteristiche ed esigenze!</strong></span></p>
<p style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; font-size: 13px; vertical-align: baseline; outline-width: 0px; outline-style: initial; outline-color: initial; background-image: initial; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: transparent; line-height: 1.4em; color: #222222; background-position: initial initial; background-repeat: initial initial; padding: 0px; border: 0px initial initial;"><span style="font-size: 13.2px;">Chi cerca lavoro non riesce a rivolgersi alle aziende che potenzialmente avrebbero bisogno di lui.</span></p>
<p style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; font-size: 13px; vertical-align: baseline; outline-width: 0px; outline-style: initial; outline-color: initial; background-image: initial; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: transparent; line-height: 1.4em; color: #222222; background-position: initial initial; background-repeat: initial initial; padding: 0px; border: 0px initial initial;">In sintesi, il mercato del lavoro, come del resto tutti i mercati, è imperfetto. <span style="font-size: 13.2px;">La politica del governo cerca di correggere tale imperfezione ma il suo impatto sul mercato, può essere però diverso per non dire opposto a quello atteso.</span></p>
<p style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; font-size: 13px; vertical-align: baseline; outline-width: 0px; outline-style: initial; outline-color: initial; background-image: initial; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: transparent; line-height: 1.4em; color: #222222; background-position: initial initial; background-repeat: initial initial; padding: 0px; border: 0px initial initial;"><span style="font-size: 13.2px;">Le conclusioni che personalmente ne traggo è che, dal punto di vista politico, si dovrebbe <strong>sviluppare la conoscenza del mercato, analizzando i fabbisogni del mercato del lavoro e diffondendo le informazioni, favorire l&#8217;incontro tra domanda e offerta attraverso portali online e centri per l&#8217;impiego, ed infine promuovere la formazione che soddisfi tale esigenze!</strong></span></p>
<p style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; font-size: 13px; vertical-align: baseline; outline-width: 0px; outline-style: initial; outline-color: initial; background-image: initial; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: transparent; line-height: 1.4em; color: #222222; background-position: initial initial; background-repeat: initial initial; padding: 0px; border: 0px initial initial;"><span style="font-size: 13.2px;">Dal punto di vista individuale risulta fondamentale <strong>effettuare un&#8217;attenta analisi di mercato</strong> nel proprio settore di riferimento per capire DOVE e COME la propria professionalità può essere spesa, svolgendo <strong>ricerche mirate </strong>delle aziende su internet e utilizzare molteplici canali di ricerca, tra cui l&#8217; <strong>autocandidatura </strong>e le <strong>conoscenze </strong>dirette/indirette.</span></p>
<p style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; font-size: 13px; vertical-align: baseline; outline-width: 0px; outline-style: initial; outline-color: initial; background-image: initial; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: transparent; line-height: 1.4em; color: #222222; background-position: initial initial; background-repeat: initial initial; padding: 0px; border: 0px initial initial;"><span style="font-size: 13.2px;">Fonti: <a href="http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2010-10-11/diamond-mortensen-rides-vincono-130138.shtml?uuid=AYflCwYC">Sole24ore</a>, <a href="http://economiaefinanza.blogosfere.it/2010/10/nobel-2010-per-leconomia-diamond-mortensen-e-pissarides.html">Economia&amp;Finanza,</a> </span></p>
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		<title>Festa 1 Maggio: Guardare al mondo del lavoro da una prospettiva diversa</title>
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		<pubDate>Sat, 01 May 2010 10:04:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Coach Lavoro</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sono di ieri i poco incoraggianti dati sull&#8217;Occupazione nel nostro Paese pubblicati dall&#8217;ISTAT: a marzo il tasso di disoccupazione ha toccato l&#8217;8,8%, purtroppo in crescita rispetto al mese di febbraio.  Il tasso di disoccupazione dei giovani tra i 15 e i 24 anni si attesta a quota 27,7%. Il tasso di occupazione è pari al [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-917" style="margin: 10px;" title="buon-primo-maggio-300x227" src="http://www.coachlavoro.com/wp-content/uploads/2010/05/buon-primo-maggio-300x227.jpg" alt="buon-primo-maggio-300x227" width="300" height="227" />Sono di ieri i poco incoraggianti dati sull&#8217;Occupazione nel nostro Paese pubblicati dall&#8217;ISTAT: a marzo il tasso di <strong>disoccupazione </strong>ha toccato l&#8217;<strong>8,8%</strong>, purtroppo in crescita rispetto al mese di febbraio.  Il tasso di disoccupazione dei <strong>giovani </strong>tra i 15 e i 24 anni si attesta a  quota 27,7%. Il tasso di <strong>occupazione </strong>è pari al <strong>56,7%</strong>.</p>
<p>Campania, Calabria e Sicilia sono le regioni con meno occupati e più disoccupati. Le regioni più floride sono invece l&#8217;Emilia Romagna, il Trentino Alto Adige e la Valle d&#8217;Aosta. (Per consultare tutti i dati vai sul sito dell&#8217;<a href="http://www.istat.it/">ISTAT </a>e leggi questo articolo su <a href="http://www.jobtel.it/Default.aspx?sezid=11&amp;action=diario&amp;id=3294">JOBTEL</a>).</p>
<p>E questi dati non parlano delle aziende che stanno facendo<strong> pesanti tagli al personale</strong> o che stanno chiudendo: è possibile farsene un&#8217;idea leggendo <a href="http://tg24.sky.it/tg24/economia/2010/05/01/lavoro_disoccupazione_crisi.html">questo articolo</a></p>
<p>Infine questi dati non parlano delle<strong> &#8220;precarie&#8221; condizioni del lavoro</strong> in Italia: flessibilità, stipendi bassi e scarse prospettive di crescita professionale, insufficienti investimenti nella formazione delle risorse per non parlare della Ricerca &amp; Sviluppo&#8230;</p>
<p>Di fonte a questo scenario, si chiederanno in molti, <strong>cosa c&#8217;è da festeggiare</strong>? quali traguardi sono stati raggiunti nel mondo del lavoro nel primo decennio del terzo millennio? Si potrebbe davvero aprire una discussione senza fine su queste domande!</p>
<p>Quello che invece voglio fare per celebrare la Festa del Lavoro è cercare per la situazione dell&#8217;economia e del lavoro italiane, una prospettiva diversa da quella a cui siamo abituati, una <strong>prospettiva globale</strong>&#8230; riflettendo su queste due notizie:</p>
<p>1) C&#8217;è un tipo di aziende che negli ultimi anni in Italia ha avuto un vero e proprio <strong>boom</strong>: negli ultimi anni sono aumentate di oltre il 40% e danno lavoro ad oltre 2 milioni di persone: sono le <strong>piccole e medie imprese aperte da stranieri immigrati</strong>: in testa i marocchini seguiti da cinesi, rumeni.Sono i dati di una ricerca della CGIA di Mestre e riportati dall&#8217;articolo <a href="http://www.jobtel.it/Default.aspx?sezid=11&amp;action=diario&amp;id=3292">&#8220;Imprese extra&#8221;</a> del sito Jobtel.</p>
<p>Gli <strong>stranieri </strong>che aprono  delle imprese in Italia ci ricordano  gli immigrati italiani che con la valigia di cartone e la volontà di  acciaio hanno fatto fotuna in America. Ci fanno riflettere su quanto sia  importante avere lo spirito giusto, attivo, imprenditoriale che  costruisce mattone su mattone un&#8217;attività proficua e che riesce ad avere  successo nella crisi, forse anche perchè non ha nulla da perdere!</p>
<p>2) Proprio oggi, 1 maggio, si è aperta l&#8217;<strong>Esposizione Universale di Shangai &#8220;Better City, Better Life&#8221;</strong>, ossia &#8220;Città migliore, Vita migliore&#8221;, che è incentrata sullo sviluppo urbanistico, architettonico, ambientale e culturale delle città del 21° secolo. <img class="alignright size-thumbnail  wp-image-918" title="expo2010" src="http://www.coachlavoro.com/wp-content/uploads/2010/05/expo2010-150x150.jpg" alt="expo2010" width="150" height="150" />Dura ben <strong>184 giorni</strong>, fino al 31 ottobre, coinvolge <strong>200 nazioni ed organizzazioni internazionali</strong>, si prevede che sarà visitata da oltre <strong>70 milioni di visitatori</strong> da ogni parte del mondo&#8230;Il Padiglione dell&#8217;Italia è uno dei più grandi e dei più &#8220;ambiti&#8221;. Come riportato nel sito ufficiale dell&#8217;<a href="http://www.expo2010italia.gov.it/">EXPO2010</a>, esso rappresenta una <strong>vetrina delle  nostre eccellenze </strong>che contribuiscono alla  migliore qualità della vita nelle aree urbane: dalle nuove tendenze di<strong> ingegneria, urbanistica, architettura e design, alle tecniche  costruttive eco-sostenibili, ai materiali ed alle tecnologie innovative</strong>,  ma anche alle <strong>infrastrutture</strong>, ai <strong>servizi sociali</strong> e, naturalmente, agli  <strong>eventi culturali</strong>. Secondo la Presidente di Confidustria, &#8220;<em>il Padiglione italiano all’Expo di Shanghai 2010 rappresenta  un’occasione unica per promuovere l’Italia e le sue produzioni&#8221;</em> ed anche &#8220;<em>un grande volano per il rilancio della nostra economia, che avrà una  forte valenza per tutto il sistema-Italia e un’occasione di visibilità  unica per i prodotti del Made in Italy e per le imprese italiane, a  partire dalle PMI</em>”.</p>
<p>Questi due fatti sono a mio avviso l&#8217;emblema della trasformazione del mondo economico, sociale e culturale che stiamo vivendo&#8230;dove il <strong>sistema locale </strong>e quello <strong>globale </strong>sono strettamente ed inevitabilmente connessi. Il mondo viene verso di noi, noi andiamo verso il mondo: ciascuno può apportare il <strong>valore aggiunto della sua identità</strong> puntando sulla propria &#8220;<strong>eccellenza</strong>&#8220;, in uno scambio proficuo per tutte le parti in gioco.</p>
<p>L&#8217;<strong>Expo di Shangai proietta lo sviluppo dell&#8217;economia italiana</strong> e quindi del lavoro e dell&#8217;occupazione sul <strong>palcoscenico del mondo</strong>, al di fuori dei confini italiani, proprio in quei paesi in forte crescita come la Cina che rappresentano per noi un potenziale, ricco mercato per i prodotti del made in Italy.</p>
<p>Per concludere, il mio augurio per questo Primo Maggio è che grazie ad una mentalità imprenditoriale globale ed innovativa, l&#8217;Italia possa risollevarsi dalla crisi, che il mercato del lavoro riprenda slancio ed ossigeno e che ciascun lavoratore possa portare il suo contributo alla crescita del Paese!</p>
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		<title>Focus Professione: “Green Jobs” – Formazione e Occupazione</title>
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		<pubDate>Sat, 20 Mar 2010 09:27:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Coach Lavoro</dc:creator>
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		<description><![CDATA[ In un periodo storico caratterizzato da una forte crisi che ha coinvolto tutti i settori, risulta spesso difficile individuare il settore strategico in cui investire tempo, energie e professionalità.  Secondo Emilio Luongo,  leader  del settore energie rinnovabili dell’agenzia per il lavoro Adecco, le energie rinnovabili creeranno nei prossimi 10 anni circa 5mila posti di lavoro. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-857" style="margin: 10px;" title="energie rinnovabili" src="http://www.coachlavoro.com/wp-content/uploads/2010/03/j0438401-268x300.jpg" alt="energie rinnovabili" width="268" height="300" /> In un periodo storico caratterizzato da una forte crisi che ha coinvolto tutti i settori, risulta spesso difficile individuare il <strong>settore strategico</strong> in cui investire tempo, energie e professionalità. </p>
<p>Secondo Emilio Luongo,  leader  del settore energie rinnovabili dell’agenzia per il lavoro Adecco, le <strong>energie rinnovabili</strong> creeranno nei prossimi 10 anni circa<strong> 5mila posti di lavoro</strong>. Il campo da tenere maggiormente sotto controllo risulta essere l’eolico. (<a href="http://www.lavorare.net/rubrica.asp?cat=1&amp;art=1700)">Fonte Lavorare.net</a>)</p>
<p>Inoltre, un’indagine Isfol evidenzia che l’occupazione nel settore ambientale è decisamente in crescita. “Dal 1993 al 2008, infatti, il numero di <strong>occupati nel &#8220;green job&#8221; è aumento di ben il 41%,</strong> passando da 263.900, a 372.100, unità. E in più di 7 casi su 10, il contratto è a tempo indeterminato. I nuovi &#8220;professionisti dell&#8217;ambiente&#8221; sono sempre più spesso in gonnella (25,5%) e con il &#8220;colletto bianco&#8221;:  nel 2008, rappresentavano il 63% degli occupati del settore.</p>
<p>Con questi numeri &#8211; spiegano dall&#8217;Isfol &#8211; la <strong>green economy</strong> si candida seriamente a essere la nuova frontiera della crescita economica del XXI secolo.</p>
<p>I positivi risvolti occupazionali del settore &#8220;verde&#8221; hanno modificato anche  <strong>l&#8217;offerta formativa</strong>.</p>
<p>Ad oggi  vengono realizzati, in media, circa <strong>2mila tra corsi e master di specializzazione</strong>, da più di 500 enti pubblici e privati, che vedono impegnati tra le 50 e le 55mila persone.  Ad appena un anno dalla fine delle lezioni, l&#8217;80,6% dei frequentanti ha la possibilità di ottenere un impiego. (<a href="http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Economia%20e%20Lavoro/2010/01/isfol-boom-occupazione-settore-amibientale-professioni-ecologiche.shtml?uuid=05d2a4e0-0760-11df-9c25-517968735049&amp;DocRulesView=Libero">Fonte: Sole24ore)</a></p>
<p>Si è ormai compreso che l’ingresso nel mondo del lavoro non può essere affidata al caso: è necessario conoscere in primo luogo le proprie <strong>attitudini</strong> e i propri <strong>sogni</strong> ed in secondo luogo, declinarli nella realtà socioeconomica attuale…e prossima ventura! Per prevede<strong>re gli sviluppi futuri </strong>del mercato e quindi <strong>scegliere in maniera strategica </strong>la propria professione, è fondamentale osservare lo <strong>scenario</strong> in modo <strong>globale</strong> ed <strong>aggiornarsi</strong> continuamente sui propri settori di interesse.</p>
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		<title>&#8220;Avanti c&#8217;è posto di Lavoro&#8221;: Conferenza Regionale sul Lavoro nel Lazio</title>
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		<pubDate>Sun, 31 Jan 2010 18:16:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Coach Lavoro</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dal 26 al 28 gennaio scorso si è svolto a Roma la Conferenza Regionale sul Lavoro “Avanti c&#8217;è posto di lavoro”, promosso dall&#8217;Assessorato del Lavoro della Regione Lazio con il supporto di BIC e Sviluppo Lazio. Nella 3 giorni si sono confrontati esponenti degli enti locali, dei sindacati, degli enti di ricerca sull&#8217;occupazione come l&#8217;ISFOL, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-791" title="avanti_c_posto" src="http://www.coachlavoro.com/wp-content/uploads/2010/01/avanti_c_posto.bmp" alt="avanti_c_posto" />Dal <strong>26 al 28 gennaio scorso</strong> si è svolto a Roma la <strong>Conferenza Regionale sul Lavoro “Avanti c&#8217;è posto di lavoro”</strong>, promosso dall&#8217;Assessorato del Lavoro della Regione Lazio con il supporto di BIC e Sviluppo Lazio. Nella 3 giorni si sono confrontati esponenti degli enti locali, dei sindacati, degli enti di ricerca sull&#8217;occupazione come l&#8217;ISFOL, rappresentati delle Università e dei Centri di Formazione.</p>
<p>L&#8217;obiettivo era quello di tracciare un <strong>bilancio degli interventi per il lavoro e l’occupazione</strong> realizzati dalla Regione Lazio in cinque anni, ma anche l&#8217;occasione per lanciare un <strong>appello alle parti sociali su politiche e azioni per il futur</strong>o, contro la crisi!</p>
<p>Sono stati trattati temi come la situazione del precariato, il welfare, le politiche del reddito, i servizi di promozione del lavoro, le pari opportunità, il ruolo degli immigrati, il ruolo dell&#8217;impresa nello svluppo del territorio.</p>
<p>A conclusione della tre giorni di Conferenza, si è svolto anche l&#8217;evento &#8216;<strong>Know Future Festival-Conosci il tuo futuro</strong>&#8216; alla Casa del Cinema, un evento dedicato ai giovani, con l&#8217;obiettivo di fornire informazioni sulle opportunità per realizzare concretamente i loro sogni e la loro creatività.</p>
<p>Entriamo ora nello specifico delle varie giornate: ho selezionato le informazioni più utili ed interessanti emerse dal convegno.</p>
<p>Per quanto riguarda il <strong>precariato</strong>, secondo l&#8217;Istat &#8220;i &#8216;lavoratori atipici&#8217; nel Lazio sono 250 mila, nella maggior parte (68%) hanno meno di 34 anni&#8221;</p>
<p>Per rispondere almeno in parte a questa situazione, la Regione Lazio ha approvato un <strong>progetto per la stabilizzazione dei precari</strong>: le aziende che intendono assumere lavoratori precari, interni e non, è stato previsto  un incentivo di 2 mila euro per i corsi di <strong>formazione </strong>dei lavoratori, e un&#8217;altra agevolazione successiva al momento dell’<strong>assunzione</strong>. I precari otterranno 600 euro al mese per sei mesi come rimborso spese per il periodo del corso.</p>
<p>A coloro che intendono <strong>avviare un&#8217;attività in proprio </strong>viene destinato un contributo di 30 mila euro, se il lavoratore è da solo  60mila se sono in due e 100mila se sono in tre. Gli <strong>incentivi </strong>saranno accessibili a tutte le imprese e lavoratori, senza limiti di età, fino all&#8217;esaurimento del finanziamento&#8221;.</p>
<p>Nel corso della tavola rotonda si è parlato anche di possibili soluzioni alle difficoltà dei giovani di inserirsi nel mercato del lavoro. Per il responsabile scientifico di <strong>Soul </strong>(Sistema Orientamento Università Lavoro) &#8220;<em>E&#8217; necessaria una grande alleanza, una rete tra istituzioni, università, e forze sociali per realizzare un sistema che sappia non solo introdurre giovani nel posto di lavoro, ma capace anche di dare stabilità sociale. E quindi valorizzare il patrimonio di conoscenze che i giovani acquisiscono con lo studio&#8221;.</em></p>
<p>Per quanto riguarda il <strong>sistema del welfare</strong>,  il Lazio in questi anni ha rappresentato una sorta &#8220;di &#8216;laboratorio&#8217;  costruendo una rete-sistema tra gli attuatori delle <strong>politiche attive,</strong> gli erogatori di <strong>politiche passive</strong> e i <strong>servizi per l&#8217;impiego</strong>.</p>
<p>Negli altri <strong>paesi europei</strong>, ha spiegato il  segretario del Consiglio nazionale dei consulenti del lavoro, sono in vigore<strong> sussidi di disoccupazione</strong> di tipo assicurativo, ma accanto a questi vi sono quasi sempre <strong>schemi di assistenza sociale,</strong> da non confondere con l&#8217;assistenzialismo, per quanti non si qualificano per il sostegno del primo. Quest&#8217;ultima è rivolta a quei lavoratori che non riescono (a causa della discontinuità lavorativa e dei bassi salari) a soddisfare i requisiti per lo schema di primo livello.</p>
<p>Attualmente nel Lazio ci sono circa <strong>100.000 persone che godono di ammortizzatori sociali. </strong>L&#8217;accordo firmato dalle parti sociali e dalla Regione Lazio per cercare di realizzare le azioni possibili contro la crisi nel breve medio termine ha funzionato bene, visto che, da più parti, si è detto che il Lazio ha reagito meglio di altre regioni alla crisi&#8221;.</p>
<p>FONTE: http://www.regione.lazio.it/web2/main/sala_stampa/index.php</p>
<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
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		<title>Che fine hanno fatto le Agenzie per il Lavoro?</title>
		<link>http://www.coachlavoro.com/2009/11/che-fine-hanno-fatto-le-agenzie-per-il-lavoro/</link>
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		<pubDate>Wed, 18 Nov 2009 11:00:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Coach Lavoro</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-465" style="margin: 10px;" title="j0149059" src="http://www.coachlavoro.com/wp-content/uploads/2009/11/j0149059-300x201.jpg" alt="j0149059" width="300" height="201" />Una riflessione nata da una storia riportata sul <a href="http://blog.catapulta.it/my_weblog/2009/10/agenzieperillavoro.html">Blog di Lavoro &amp; Carriere</a> sul ruolo delle Agenzie per il Lavoro, sul mercato del lavoro attuale&#8230;e sulle nostre possibilità di agire in maniera pro-attiva!</p>
<p>Ecco la lettera inviata in redazione:<em> Gentile Redazione, </em><br />
<em> ho potuto constatare, essendo costretta (si fa per dire, dato che sono disoccupata) a leggervi da molte settimane, un netto calo delle inserzioni delle agenzie per il lavoro. Ed è un fenomeno che certo non riguarda solo voi, ma tutti gli altri strumenti che si occupano di offerte di lavoro, siti internet compresi. Ora mi domando, ma quando furono lanciate in pompa magna con la Riforma Biagi le agenzie per il lavoro non dovevano essere gli uffici di collocamento del futuro?</em></p>
<p><em>Non si diceva che la flessibilità, la possibilità di applicare tutti i contratti di questo mondo e di svolgere tutte le attività per collocare, riqualificare, reinserire i lavoratori avrebbero garantito più opportunità per tutti? A me pare invece si sia verificato il contrario. Prima della crisi le agenzie han fatto profitti come tutti, giocando sulla pelle dei lavoratori e contribuendo alla loro definitiva precarizzazione. ora che c&#8217;è la crisi che fanno? Chiudono i battenti (ne ho visti tanti di negozi del lavoro chiusi), licenziano anche loro e chi si è visto si è visto. Oppure si mettono a rincorrere i fondi pubblici per la formazione. E&#8217; una vergogna! Scusate lo sfogo.&#8221; <strong>Marina </strong></em></p>
<p>..e la risposta dalla redazione</p>
<p><em>Cara Marina, come abbiamo più volte detto in questa rubrica le agenzie per il lavoro non possono essere additate come &#8220;capro espiatorio&#8221; per tutti i mali del mercato del lavoro italiano. Magari anche tu ricorderai &#8220;Il Muro del pianto&#8221; dedicato alle agenzie pubblicato in estate su queste pagine? Decine di risposte e un dibattito a tratti acceso per ribadire che, come tutte le altre imprese, anche le agenzie per il lavoro sono in grande sofferenza per la negativa congiuntura economica. Ma soprattutto per dimostrare, dati alla mano, che il loro &#8220;peso&#8221; sulla situazione occupazionale italiana è ancora molto modesto. Ripetiamo in parte ciò che avevamo già scritto questa estate, prima di qualsiasi giudizio di merito, sull&#8217;operato di questa o quella agenzia o su pratiche aziendali scorrette: &#8211; le agenzie per il lavoro sono state e restano utili, anche se interessano un numero limitato di persone (l&#8217;1% della popolazione attiva in Italia), perché forniscono servizi del tutto gratuiti che hanno integrato quelli (a volte inadeguati) offerti dai Centri per l&#8217;Impiego pubblici. &#8211; che servono per quello che sono state create: a fare da intermediari tra aziende che offrono lavoro e persone alla ricerca di occupazione. Non condividiamo quindi il ritratto che tu ne fai, come entità parassitarie in un mercato sempre più precario. La verità, come sempre, sta nel mezzo. Il legislatore (Biagi) è stato a suo tempo molto ambizioso, chi poi ha messo mano concretamente alla legge ci ha messo del suo per complicare le cose, ma il punto centrale è: le agenzie non possono &#8220;animare&#8221; da sole il mercato del lavoro. Di questi tempi, spesso possono solo &#8220;offrire il lavoro che non c&#8217;è&#8221;, come abbiamo potuto ascoltare con le nostre orecchie da molti operatori. Quindi nessuna sorpresa per il calo di annunci e per la chiusura di molte filiali: è la crisi, le agenzie sono aziende e come tali ne subiscono le conseguenze. Altrimenti si rischia di confondere la causa con l&#8217;effetto.</em></p>
<p>..Infine, il mio commento:</p>
<p><em><strong><span id="comment-6a00e54f9d46a988340120a677cee6970c-content">E&#8217; comprensibile la tua frustrazione davanti al calo degli annunci ed alla chiusura delle agenzie..eppure proprio la tua reazione davanti alla loro &#8220;mancanza&#8221;, fa capire l&#8217;importanza assunta in poco tempo dalle agenzie per chi cerca lavoro&#8230;<br />
La loro natura commerciale e &#8220;moderna&#8221;, differente dalla struttura ancora burocratica dei Centri per l&#8217;impiego ha spinto fortemente la loro attività di ricerca di aziende che avessero bisogno di personale con rapidità e flessibilità!<br />
Se da una parte è vero che l&#8217;opera laboriosa delle agenzie ha aumentato il numero dei lavoratori precari (e tra parentesi&#8230;meglio sempre lavoratori che non disoccupati&#8230;), dall&#8217;altra i loro costi piuttosto onerosi per le aziende utilizzatrici dovrebbero aver favorito la regolarizzazione (ossia, se l&#8217;impresa ha bisogno continuato di quella data risorsa non ha convenienza a farselo &#8220;somministrare&#8221;, come si dice in gergo, ma piuttosto ad assumerlo!).<br />
Al di là delle opinioni, ci sono i dati Nielsen secondo cui il numero di annunci nel 2009 si è ridotto di oltre il 30% rispetto al 2008 (la crisi ha colpito prima le aziende e poi di conseguenza le agenzie per il lavoro!)&#8230;e quelli di Unioncamere secondo cui di 100 lavoratori reclutati dalle aziende solo 7 provenivano dalla agenzie per il lavoro e dalle società di selezione (l&#8217;analisi di queste ricerche sono in fase di pubblicazione sul sito coachlavoro.com).<br />
Detto ciò&#8230;comprese cause ed effetti&#8230;bisogna arrivare alle implicazioni per te e per il tuo lavoro!<br />
Se cambia lo scenario devono cambiare anche le strategie!<br />
E&#8217; fondamentale RI-pensarSI: Ottimizzare la propria candidatura, utilizzare più canali di ricerca (non ultima, la propria rete di conoscenze..il social network!), aumentare la propria &#8220;occupabilità&#8221; attraverso corsi di formazione professionalizzanti, ecc! In bocca al lupo!</span></strong></em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Dati e Riflessioni sul mondo degli Stage e dei Tirocini</title>
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		<pubDate>Fri, 02 Oct 2009 08:59:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Coach Lavoro</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Su Coach Lavoro ho già dedicato alcuni articoli al tema degli stage e dei tirocini (vedi) in quanto ormai questo rappresenta una tappa quasi obbligata per chi durante o dopo l&#8217;università voglia mettere un piede nel mondo del lavoro ed in azienda. Ci sono molte discussioni in corso in merito: lo stage è davvero utile [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-340" style="margin: 10px;" title="stage" src="http://www.coachlavoro.com/wp-content/uploads/2009/10/j0432728-300x200.jpg" alt="stage" width="300" height="200" />Su Coach Lavoro ho già dedicato alcuni articoli al tema degli <strong>stage</strong> e dei <strong>tirocini </strong>(<a href="http://www.coachlavoro.com/category/stage-tirocini/">vedi</a>) in quanto ormai questo rappresenta una tappa quasi obbligata per chi durante o dopo l&#8217;università voglia mettere un piede nel mondo del lavoro ed in azienda.</p>
<p>Ci sono molte discussioni in corso in merito: lo stage è davvero utile o è solo uno strumento di sfruttamento? Come trovare un buono stage?  Lo stage può davvero servire per trovare un lavoro &#8220;vero&#8221;?</p>
<p>Secondo lo studio di Almalaurea, pubblicato dalla <a href="http://repubblicadeglistagisti.it/article/stagisti-e-figli-della-riforma-universitaria-lidentikit-di-almalaurea">Repubblica degli Stagisti</a>, a seguito della riforma universitaria, più della <strong>metà dei laureati nel 2008</strong> ha svolto uno stage durante il percorso di studi, mentre prima del 2001 erano meno del 20%.</p>
<p>Inoltre chi ha fatto uno stage ha <strong>6-7 probabilità su cento</strong> in più di trovare lavoro rispetto a chi lo stage non l&#8217;ha fatto. Non sono molte, a ben pensarci, ma in ogni caso il dato indica come lo stage valga come &#8220;<strong>esperienza lavorativa</strong>&#8221; che si può spendere poi nei successivi colloqui di lavoro.</p>
<p>Secondo i dati raccolti da Almalaurea nell’aprile 2008 sui laureati che avevano concluso gli studi nel 2006 e avevano svolto un tirocinio formativo riconosciuto dal corso di studi), il <strong>12,8% di chi fa un tirocinio rimane a lavorare nella stessa azienda</strong>. La percentuale sale al 21,3% se si prendono in considerazione solo i laureati quinquiennali.</p>
<p>Meno ottimistiche invece sono le elaborazioni fatte da<a href="http://generazionep.blog.lastampa.it/generazione_p/2009/09/rapporto-excelsior-2009-stage-e-passaparola-non-conoscono-la-crisi-di-marco-patruno.html"> Marco Patruno</a>, sulla base dei dati <a href="http://excelsior.unioncamere.net/web/index.php">Excelsior 2009 di UnionCamere</a>, per cui dal 2007 al 2008 le aziende che hanno fatto ricorso allo stage sono state il 20% in più&#8230;ma di contro diminuisce il numero degli stagisti assunti alla fine del periodo di formazione, <strong>solo 1 su 10 ce la fa! </strong></p>
<p>Perciò le aziende tendono purtroppo a non utilizzare questo come <strong>strumento selezionare e formare giovani talenti</strong> nè tantomeno per<strong> investire sul futuro</strong>: la visione manageriale si ferma a breve termine!</p>
<p>Se è vero che, davanti a queste evidenze, cade &#8220;<em>Il mito dello stage come canale privilegiato o l’anticamera dell’assunzione nell’azienda italiana&#8221; (Patruno)</em>, d&#8217;altro canto viene accresciuta la necessità di <strong>porre attenzione alla scelta dello stage</strong> <span style="text-decoration: underline;">prima </span>e di <strong>saper capitalizzare</strong>, ossia far &#8220;fruttare&#8221; l&#8217;esperienza <span style="text-decoration: underline;">durante e dopo </span>lo stage!</p>
<p>Nel prossimo post del mese dedicato al tema parleremo delle strategie migliori da adottare per trovare e scegliere uno stage davvero utile e fruttuoso!</p>
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		<title>L&#8217;andamento dell&#8217;occupazione negli ultimi 15 anni</title>
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		<pubDate>Mon, 27 Jul 2009 11:56:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Coach Lavoro</dc:creator>
				<category><![CDATA[News dal mondo del lavoro]]></category>
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		<description><![CDATA[Dalla riforma del luglio 2003 ad oggi,  la moderazione salariale e l&#8217;elasticità dell&#8217;impiego hanno prodotto un aumento dell&#8217;occupazione nel corso di questi ultimi 15 anni. Ma il mercato ha subito notevoli mutamenti e la congiuntura attuale ci porterà, probabilmente, ad affrontare una crescente disoccupazione soprattutto di lavoratori temporanei ed immigrati. Finchè non è arrivata la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright size-thumbnail wp-image-259" title="grafico" src="http://www.coachlavoro.com/wp-content/uploads/2009/07/grafico-150x150.png" alt="grafico" width="150" height="150" />Dalla riforma del luglio 2003 ad oggi,  la moderazione salariale e l&#8217;elasticità dell&#8217;impiego hanno prodotto un <strong>aumento dell&#8217;occupazione nel corso di questi ultimi 15 anni. </strong></p>
<p>Ma il mercato ha subito notevoli mutamenti e la congiuntura attuale ci porterà, probabilmente, ad affrontare una crescente <strong>disoccupazione </strong>soprattutto di lavoratori temporanei ed immigrati.</p>
<p>Finchè non è arrivata la crisi, si era andati verso un <strong>netto aumento (del 17% circa) degli italiani attivi</strong> ed il quadro della disoccupazione si era notevolmente ridotto. L&#8217;aumento occupazionale <strong>si deve in gran parte alle donne</strong> grazie alla diffusione del lavoro part-time, che ha quasi raddoppiato le donne lavoratrici.</p>
<p>Un lavoratore su quattro (il <strong>25 %</strong>) è <strong>autonomo </strong>ed i <strong>lavoratori con contratti a termine sono aumentati del 59%.</strong></p>
<p>Il dato più significativo riguarda soprattutto il <strong>considerevole calo di giovani occupati</strong>: sotto i 25 anni c&#8217;è stato un calo di ben 11 punti nel tasso di attività. La disoccupazione dei giovani è oggi pari al 23,9% in Italia e al 36,8% nel Mezzogiorno.</p>
<p>Quali le cause? <a href="http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Economia%20e%20Lavoro/2009/05/lavoro-donne-precari-immigrati.shtml?uuid=80170748-367b-11de-b0ea-cb14daee45aa&amp;DocRulesView=Libero&amp;fromSearch">L&#8217;articolo del Sole24ore</a> non le indaga. Possiamo ipotizzare che sia condizionato anche dal maggiore accesso all&#8217;<strong>istruzione accademica</strong>, ed anche al ricorso massiccio ai <strong>tirocini formativi </strong>(che non possono essere considerati contratti lavorativi).</p>
<p>Passata la soglia dei 25 anni la condizione lavorativa migliora. Infatti la <strong>fascia d&#8217;età che va dai 25 ai 54 anni</strong> ha fatto segnare un forte incremento (<strong>5%)</strong> sia del<strong> tasso di attività </strong>sia del <strong>tasso di occupazione</strong>.</p>
<p>Fonti: <a href="http://www.ilsole24ore.com/">http://www.ilsole24ore.com/</a> e <a href="http://wpop19.libero.it/cgi-bin/vlink.cgi?Id=ol36M/G35u11ccINn%2BDlw4jKbYyshTxZ%2BgHFqpwSBu9kNs6ixEW1sypYjb0Hp9QnqT7jrc3ibDA%3D&amp;Link=http%3A//www.mycrawler.it" target="_blank">http://www.mycrawler.it</a></p>
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		<title>Quali sono i titoli di studio più gettonati?</title>
		<link>http://www.coachlavoro.com/2009/07/quali-sono-i-titoli-di-studio-piu-gettonati/</link>
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		<pubDate>Thu, 16 Jul 2009 13:08:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Coach Lavoro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cercare & Trovare Lavoro]]></category>
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		<category><![CDATA[Orientamento al Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[scelta]]></category>
		<category><![CDATA[titolo di studio]]></category>
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		<description><![CDATA[Alcuni i siti Web specializzati in e-recruiting hanno stilato una classifica delle lauree più richieste dalle aziende. I curricula che hanno avuto un riscontro positivo sono senza dubbio quelli dei laureati in ingegneria e in economia. Seguono a ruota le lauree scientifiche (chimica, biologia, farmacia, fisica, scienze ambientali, ecc) Analizzando le richieste per settore, è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-227" style="margin: 10px;" title="laurea-titolo" src="http://www.coachlavoro.com/wp-content/uploads/2009/07/laurea-titolo.jpg" alt="laurea-titolo" width="258" height="203" />Alcuni i siti Web specializzati in e-recruiting hanno stilato una classifica delle lauree più richieste dalle aziende.</p>
<p>I curricula che hanno avuto un riscontro positivo sono senza dubbio quelli dei laureati in <span style="font-weight: bold;">ingegneria</span> e in <span style="font-weight: bold;">economia.</span></p>
<p>Seguono a ruota le <span style="font-weight: bold;">lauree scientifiche </span>(chimica, biologia, farmacia, fisica, scienze ambientali, ecc)</p>
<p>Analizzando le richieste per settore, è stato riscontrato che per la moda, lo spettacolo, la grande distribuzione, la consulenza e la finanza, le discipline economiche sono quelle più adatte.</p>
<p>Per le telecomunicazioni, l&#8217;elettronica, l&#8217;energia, l&#8217;elettrotecnica, l&#8217;automotive, i trasporti, la logistica e l&#8217;immobiliare è invece richiesta più di frequente una laurea in ingegneria, mentre nell&#8217;ambito sanitario, farmaceutico e chimico sono le lauree scientifiche a essere più gettonate.</p>
<p>Per i <strong>diplomati tecnici</strong>, il settore più fervido è sicuramente quello dell&#8217;informatica e delle telecomunicazioni.</p>
<p>Nel prossimo futuro si prevede che i titoli che garantiranno più sbocchi saranno quelli nell&#8217;ambito delle <span style="font-weight: bold;">biotecnologie</span>, dello sviluppo delle <span style="font-weight: bold;">fonti rinnovabili</span> e <span style="font-weight: bold;">dell&#8217;informatica,</span> con un trend in continua crescita.</p>
<p>tratto da <a href="http://lavoro.corriere.it">http://lavoro.corriere.it</a></p>
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