Trovare quello che amiamo

Coach Lavoro ottobre - 6 - 20118 COMMENTI

E se non lo avete ancora trovato dovete continuare a cercarlo, senza accontentarvi….. Siate affamati, siate folli!

Nel giorno della morte di Steve Jobs, il fondatore di Apple, un visionario, un “guru” come dicono alcuni, abbiamo deciso di rendergli omaggio così, riportando il suo ormai famosissimo discorso tenuto all’Università di Stanford, agli studenti appena laureati, nel 2005.

Discorso di Steve Jobs a Stanford (1 parte)

Forse pochi sanno che Steve era stato dato in adozione da sua madre, con la promessa che avrebbe un giorno frequentato l’università.

E così fece a 17 anni. Ma in un’accademia prestigiosa come quella di Stanford non trovò nulla che gli sembrasse utile [e quante volte questo accade nelle nostre scuole ed università? ma questi luoghi di sapere che molti considerano un punto di arrivo, a mio avviso sono un punto di partenza per quel viaggio della conoscenza e dell'apprendimento continuo che dura tutta la vita!].

Decise quindi di seguire un piano di studi personalizzato, scegliendo le materie che più gli interessavano, guidato “semplicemente” dal suo intuito e dalla sua curiosità.

Quanto spesso noi ignoriamo i segnali che ci vengono dal di dentro, bollandole come “inutili fantasie”? Se è vero che la ragione ci aiuta a discernere, è il nostro inconscio e le nostre emozioni più profonde ad ispirarci?

Il corso di calligrafia che scelse si rivelò quanto mai utile quando Steve Jobs progettò il primo Mac, curando la tipografia dei caratteri.

Come dice lo stesso Steve, neppure lui stesso immaginava quanto gli sarebbe tornato utile quel corso quando lo scelse. E così è anche la nostra vita, possiamo comprenderla solo guardando indietro…..e unendo i puntini, a ritroso, scoprendo il filo invisibile che collega gli eventi della nostra vita!

[Nel Workshop "Vivi la tua Passione", cerchiamo di fare proprio questo, di unire i puntini della nostra vita, come pezzi di un puzzle, ritrovando noi stessi nelle scelte che abbiamo fatto]

Ve lo ripeto, non potete unire i puntini guardando al futuro, potete connetterli in un disegno, solo se guardate al passato. Dovete quindi avere fiducia nel fatto che i puntini si connetteranno, in qualche modo, nel vostro futuro. Dovete avere fede in qualcosa – il vostro intuito, il destino, la vita, il karma, quello che sia. Questo approccio non mi ha mai deluso e ha fatto tutta la differenza nella mia vita”

Fiducia, quanto spesso da adulti ci blocchiamo davanti a “rischi”, reali o molto spesso presunti, di fallimento? Quante volte ci è capitato di rinunciare ad un sogno, ad un progetto, ripiegando su promesse di “sicurezza” che poi si rivelano vane o comunque solo temporanee?

Di certezze probabilmente non ne esistono più, specialmente in questo mondo ed in questa epoca di cronica instabilità!

L’unica certezza che possiamo avere è la fiducia in noi stessi, nelle nostre idee ed aspirazioni, nel nostro “daimon” che chiede di esprimersi e realizzarsi!

E anche quando tutto sembra andare storto, quando raccogliamo una serie di fallimenti e delusioni, è la nostra “passione” ancora accesa a spingerci avanti, a ripartire da zero, a costruire qualcosa di ancora più grande e più solido grazie all’apprendimento che abbiamo maturato.

Così ha fatto Steve Jobs quando, a 10 anni dalla fondazione di Apple, iniziata in un garage di casa e cresciuta in un colosso di 2 miliardi di dollari, è stato espulso dalla sua stessa società, dai manager che aveva scelto..e stava per abbandonare la scena!

All’epoca non me ne accorsi, ma il mio licenziamento dalla Apple fu la cosa migliore che poteva capitarmi. Il peso del successo fu rimpiazzato dall’illuminazione di essere un principiante ancora una volta, con molta meno sicurezza su tutto. Questo mi liberò e mi consentì di entrare in uno dei periodi più creativi della mia vita.” Ecco veramente come una crisi, al di là della retorica, può diventare davvero un’opportunità!

Jobs in quel momento fonda una nuova società, la Next, che poi verrà riacquistata dalla stessa Apple: uscito dalla porta, Steve rientra dalla finestra, con tutti gli onori.

E’ l’amore e la passione per ciò che faceva che gli ha dato l’energia per andare avanti e crescere. Per questo Steve ha esortato i giovani studenti, ed esorta tutti noi a cercare ciò che amiamo e a non fermarci finchè non lo abbiamo trovato! E questo vale non solo per gli affetti, ma anche per il lavoro!

“Il lavoro riempirà gran parte della vostra vita e l’unico modo per essere veramente soddisfatti e quello di fare quello che pensate sia il lavoro migliore. E l’unico modo per fare il lavoro migliore e quello di amare quello che fate.”

E come si fa a trovarlo? probabilmente non esistono ricette preconfezionate, ma l’ingrediente essenziale è senza dubbio l’ascolto di noi stessi. Ascoltare la nostra voce interiore che, per quanto sepolta dal rumore delle nostre convinzioni limitanti e delle opinioni altrui, continua a parlarci!

Nella maggior parte dei casi non avremo risposte definitive ma spunti e indizi che seguiti passo passo con fiducia ci porteranno alla meta che desideriamo.

E dopo guardandoci indietro saremo in grado di unire i puntini….

Discorso di Steve Jobs a Stanford (2 parte)

Nell’ultima parte del suo discorso Steve Jobs affronta il tema della morte, che lo aveva poco tempo prima toccato personalmente con la diagnosi di un tumore al pancreas, e che adesso ha avuto definitivamente la meglio sul suo corpo:

“…Mi sono chiesto: “se oggi fosse l’ultimo giorno della mia vita, vorrei veramente fare quello che sto per fare oggi?” E ogni volta che la risposta fosse “No” per troppi giorni di seguito sapevo di aver bisogno di cambiare qualcosa.

Ricordare che morirò presto è stato lo strumento più importante che mi ha consentito di fare le scelte più grandi della mia vita. Perchè praticamente tutto – tutte le aspettative, l’orgoglio, le paure di fallire – tutte queste cose semplicemente svaniscono di fronte alla morte, lasciandoci con quello che è veramente importante. Ricordarsi che moriremo è il modo migliore che conosco per evitare le trappola di pensare di avere qualcosa da perdere. Siete già nudi. Non c’è nessun motivo per non seguire il vostro cuore.”

E’ stato veramente affamato e folle, Steve Jobs, ha rivoluzionato il mondo tecnologico…e non solo!

Ci ha lasciato una testimonianza di vita vissuta fino in fondo, con fiducia e con passione, che lo ha portato a realizzare la sua visione. Sono certa che continuerà a ispirare molte persone in tutto il mondo! Addio Steve!

supereroeSul blog di Job24 ho letto un post che citava un articolo scritto sul Wall Street Journal da Emily Noonan una giovane americana neolaureata, che parlando del suo sogno per il futuro…manda un messaggio significativo a tutti gli “adulti” che hanno abbandonato troppo presto i loro sogni di bambini, sia esso fare il pilota o la ballerina, l’astrofisico o la principessa.

Di solito lasciamo cadere le nostre aspirazioni più elevate, senza considerare che si possono invece modificare, ridisegnare alla luce delle occasioni che arrivano o si creano.

Quando si cresce si dice che si diventa più realisti…o forse solo delusi e frustrati dalle difficoltà e dagli ostacoli che si incontrano nella vita…

E poi l’urgenza di trovare un lavoro, di guadagnare, le pressioni familiari…portano a cercare soluzioni più concrete ed immediate!

Nulla di male in tutto ciò, anzi è più che comprensibile.

Qui vogliamo solo lanciare uno stimolo e provare a dare un’altra visione, più “esistenziale” al lavoro, che nella nostra visione può essere uno degli strumenti per realizzarci come individui e per realizzare qualcosa che lasci un segno in questo mondo!

Secondo la prospettiva di Emily che condividiamo, non servono essere dei supereroi per sentirsi ed essere utili all’umanità, basta tenere desto il nostro desiderio e avere il coraggio di ridefinire gli obiettivi, di sperimentare e di rischiare, di sbagliare e di imparare, continuamente, e di cambiare la strategia di azione e gli strumenti, ma non lo scopo!

Emily spiega il suo progetto di dedicarsi per il prossimo anno a cercare un lavoro che le consenta di cambiare il mondo, anche se in piccolo, come ha visto fare nel loro piccolo ad alcune persone intorno a lei…

Come dice Ballerini: si può salvare il mondo da panettiere vegliando la notte il pane che lievita lentamente, da giornalista amando la realtà più della notizia, da finanziario promuovendo l’economia reale, da insegnante preparando con cura e per l’ennesima volta la lezione sui Promessi Sposi.

Questo forse è il senso più alto della vita: contribuire a rendere il mondo un posto migliore, a partire da dove si è e con i mezzi che si possiedono.

Buon Lavoro a tutti!

Career Coaching al Brain at Work di Bari

Coach Lavoro dicembre - 1 - 20091 COMMENTO

brain at workIl team di Life Coach Italy, presieduto dalla Psicologa e Coach Giovanna Giuffredi, parteciperà all’incontro di Brain at Work a Bari del 1° Dicembre 2009!

Segnalo con piacere e soddisfazione questa notizia, che dimostra la crescita del Coaching in Italia e la sua affermazione come strumento preziosissimo di orientamento per gli studenti che cercano lavoro…e di carriera per i professionisti ed i manager che vogliono ricollocarsi e/o sviluppare il proprio profilo professionale.

Nell’incontro con i coach, si parlerà di coaching, della sua filosofia e della sua applicazione..e si potrà anche sperimentare una sessione gratuita di coaching!

Come afferma la dott.ssa Giuffredi, “la vita che vuoi è la sola che avrai”: è importante quindi scopire cosa vogliamo veramente, saperci fare le domande giuste e mettere in campo le azioni più efficaci per avere una vita davvero appagante.

j0285003Adesso basta – Lasciare il lavoro e cambiare vita”, questo il titolo di un libro scritto dall’ex manager della Boston Consulting, Simone Perotti. Fra le sue ultime occupazioni: capo delle relazioni esterne Sisal e direttore della comunicazione di Rcs; incarichi prestigiosi e ben pagati.

Ora  Simone abita nelle vicinanze di La Spezia e si guadagna da vivere spostando barche, dipingendo le facciate delle case, navigando e scrivendo, ma gli ci sono voluti dodici anni, da quando ha cominciato a pensare di cambiare vita, prima di mettere in pratica i suoi sogni…
Che cosa ti piacerebbe fare? Domanda banale, ma alla quale i più non sanno rispondere su due piedi: “la nostra sfera dell’immaginazione è atrofizzata perché ci hanno detto che dobbiamo fare qualcosa attinente al dovere e non al piacere.

E qui entra in gioco il paradigma culturale, la filosofia, discorsi apparentemente alti ma che ci riguardano eccome poichè tracciano le linee della nostra esistenza. Fatta di riunioni, appuntamenti, pranzi di lavoro, reperibilità; tutte cose che sottraggono tempo agli affetti, agli amici, ai propri interessi. A se stessi. Chiaro, per smettere di lavorare occorre aver messo da parte un certo gruzzolo, e poi saperlo amministrare, senza timore di “erodere il capitale” ma dovendo comunque rinunciare alle scarpe firmate e al ristorante. Rinunce per qualcuno impossibili.

Perotti afferma: “Tutti noi sappiamo fare molte più cose rispetto a quel che crediamo, e le nostre passioni molto spesso sono monetizzabili. Ma ci hanno convinti che dobbiamo fare per tutta la vita una sola cosa, perché nel curriculum c’è scritto che sappiamo fare quella.”

Ho pubblicato questa storia non tanto come un modello da seguire….non è detto che tutti debbano mollare tutto per andare a vivere in campagna…quanto piuttosto perchè è un bell’esempio di come non sia mai troppo tardi per rimettersi in discussione, per dare una svolta al proprio percorso di vita e di lavoro.
Lo scopo è uno solo, fare ciò che si VUOLE davvero fare, realizzando profondamente noi stessi, liberandoci da ruoli e consuetudini che non ci appartengono!

Cambiare significa trovare il tempo per un’elaborazione che, una volta pensata, richiede altro tempo. “Non si nasce liberi, lo si diventa. Non basta sperare, è necessario osservare una certa disciplina per realizzare i propri sogni”. E’ un pensiero dello scrittore Bjorn Larsson, riportato da Perotti.

Ideare, elaborare, valutare i rischi, perseverare con passione e disciplina. E’ un percorso arduo, ma ne vale la pena…ne vale la vita!

Rielaborazione dell’articolo di Fabrizio Buratto su Jobtalk

alessandra avatarIl colloquio nella società telefonica è andato bene! Obiettivo raggiunto!

Mi hanno preso con un contratto part time di 3 mesi! Vuol dire che utilizzerò il resto del tempo per la ricerca del lavoro VERO!

Inoltre nel frattempo avevo fatto un colloquio per un ente di formazione che poi mi ha proposto uno stage a 300 euro – nulla di che, non avrei accettato – ma era comunque un’ altra opportunità!

La settimana scorsa una mia amica mi ha inviato un indirizzo di un posto dove cercavano per sostituzione maternità – ho mandato il CV e mi hanno contattata – anche questo un lavoro decisamente non annoverabile come un salto di carriera – ma se non ci fosse stata questo contratto in ballo sarebbe una buona opportunità di sopravvivenza!

In sintesi, ho fatto queste considerazioni:

Il tam tam tra gli amici, il passaparola, i contatti che si hanno sono una buona fonte di informazioni e segnalazioni per opportunità lavorative – questi devono essere mantenuti e gestiti nel migliore dei modi (amici, parenti, professori universitari, ex colleghi ecc).

L’obiettivo di svolgere la mia vera professione è solo rimandato….non demordo!

Anche oggi ho inviato curricula risposto ad offerte per profili più qualificati – ho acquistato riviste di settore per tenermi aggiornata – e se avrò tempo pensavo di iscrivermi ad un corso di perfezionamento (ci sono quelli tenuti dal sole24 ore o altri della durata di 2 giorni 3 giorni ecc).

Tra ieri ed oggi tutti i lavoratori sono rientrati dalle ferie estive ai loro impieghi…
Chi è in cerca di un’occupazione si è rimesso all’opera tra Motori di Ricerca, annunci sui giornali e sul web, spedizione di Curriculum cartacei…

Anche Coach Lavoro si è rimessa all’opera, rispondendo alle mail di agosto rimaste inevase…
Esplorando internet alla ricerca di notizie aggiornate..
Cercando nuovi strumenti per aiutare chi cerca lavoro, chi vuole cambiarlo, chi vuol dare una svolta alla sua vita professionale!

Non è facile rimettersi al lavoro, qualunque esso sia, con ancora l’eco delle vacanze nelle orecchie e le immagini dell’estate negli occhi!j0438437
Se non lo hai già fatto al tuo rientro a casa…concediti un (lungo) momento per rivivere i bei momenti trascorsi, per sentire nel corpo l’energia ed il benessere ritrovato!

Poi, con questa carica, guarda in avanti!   C’è il tuo sogno nel cassetto da tirare fuori…c’è il tuo nuovo obiettivo professionale da raggiungere!

C’è quell’hobby da coltivare…quella passione da trasformare magari in un lavoro….e poi ci sono gli amici, i colleghi da rivedere….!

Non vuoi subire passivamente la ripresa della attività, vero?
Definisci la tua rotta…Fai un bel respiro…Tuffati nel mare della tua vita….Cavalca la tua onda!

mondo-maniDifferentemente dalla visione americana (il cosiddetto “american dream“), dove è forte la figura del self made man che costruisce la sua fortuna partendo da zero…
In Italia è diffusa la convinzione che non sia possibile costruire qualcosa, avere successo a meno che non abbiamo qualche “spinta” dall’alto oppure siamo “figli di papà” e quindi possiamo permetterci il lusso di aprire un’attività e fare gli imprenditori!

Siamo condizionati dalla famiglia, dalla società, dalla condizione economica, siamo bloccati da una civiltà non meritocratica e molto burocratica…
E quindi, anche se ci lamentiamo, continuiamo a fare un lavoro che non ci piace, perchè comunque ci garantisce un minimo di stipendio e di stabilità…e se magari abbiamo provato a seguire la nostra strada abbiamo dovuto rinunciare perchè non riuscivamo a mantenerci o perchè abbiamo avuto più fallimenti che successi…

Proviamo per un momento a guardare questa situazione con distacco: siamo davvero così influenzati dall’esterno? oppure siamo solo convinti che sia così? in effetti non siamo forse determinati solo dalla nostra mente, dalle nostre percezioni e valutazioni?

Non siamo forse condizionati dei nostri limiti mentali che non ci permettono di guardare oltre la nostra realtà e di cercare o costruire qualcosa di nuovo? Dalla nostra tendenza ad aspettare piuttosto che ad agire? Ad arrenderci prima di essere arrivati?

Proviamo ad indossare un altri paio di occhiali, ad ascoltare un altro tipo di musica, ad attuare nuovi comportamenti…e ci renderemo conto di quanto possiamo essere liberi!

Liberi di seguire i nostri sogni, di trovare nuove soluzioni, di superare le difficoltà e le frustrazioni, di chiedere aiuto agli altri, di imparare, di sperimentare e di rischiare…

 

Se si escludono istanti prodigiosi e singoli che il destino ci può donare, l’amare il proprio lavoro (che purtroppo è privilegio di pochi) costituisce la migliore approssimazione concreta alla felicità sulla terra. Ma questa è una verità che non molti conoscono.” Primo Levi.

La parola lavoro deriva dal latino “labor” che vuol dire “fatica, sforzo“. Quindi il lavoro è connesso a sentimenti negativi, come un giogo che siamo costretti a portare per sopravvivere, per garantirci sussistenza economica ed al contempo una posizione, con il relativo riconoscimento sociale.

Il lavoro al contempo caratterizza fortemente la nostra identità sotto forma di etichetta di ruolo con cui ci presentiamo agli altri…e a noi stessi! Inoltre dedichiamo ad esso la maggior parte del nostro tempo…della nostra vita!

Eppure, dopo aver fatto tanta fatica per la sua ricerca, dopo essere sopravvissuti ai gironi dei lavoretti, degli stage e dei vari contratti (pur avendo magari conquistato l’agognato “T.I.”, il contratto a tempo indeterminato), quello che abbiamo in mano è nella maggior parte dei casi un lavoro che non ci appassiona e non ci realizza, in un ambiente stressogeno, ipercompetitivo, soffocante…

Ne vale la pena? è questo che vogliamo davvero essere? davvero questa è la sola strada percorribile?

E anche se il percorso fosse difficile, anche se inseguire i nostri sogni sembrasse una mission impossible…non ne varrebbe forse la pena? quanto ne guadagnerebbe la nostra vita?!

Capiamo qual è il nostro sogno, qual è la nostra passione più grande, quella che porteremmo avanti anche gratis, che ci piace così tanto che non ci affatica e che non smetteremmo di fare: prendiamo questa passione e mettiamola al centro della nostra vita!

Sì, è possibile trasformare la propria passione in lavoro, ossia in fonte non solo di realizzazione personale ma anche di guadagno!

Concretizziamola in obiettivi specifici e graduali, che ci portino a raggiungerla!

Non sarà facile da compiere, come tutte le grandi missioni, ma ne varrà assoliutamente la pena!

E quindi…rimbocchiamoci le maniche, raccogliamo informazioni sulla professione che ci appassiona, acquisiamo quelle conoscenze che ci permettano di crearla, facciamo prove…ed errori, tentativi, sperimentiamoci, ma non smettiamo mai di cercare e di provare…

Quello che otterremo sarà “la migliore approssimazione concreta alla felicità sulla terra”!

gattoleonePermettimi di farti anch’io “pressione” che spero sarà anche l’ultima che accetterai..

Ora scegli la professione che vuoi fare (seguendo la tua passione)
scegli dove farla (anche all’estero se vuoi)
Parti subito e vai a prendertela!
Anche se sarà difficile, anche se all’inizio ti dovrai “accontentare” di altri lavoretti per mantenerti..
non perdere mai di vista la tua stella e troverai il tuo obiettivo…
Prendi nelle tue mani la tua vita e nessuno allora te la potrà prendere, nè la famiglia, nè l’ambiente, nè la crisi economica….
perchè sarai tu in ogni momento a decidere cosa fare in ogni situazione.

Parti e non voltarti indietro!Ogni difficoltà non sarà una sconfitta ma un ostacolo da superare con le tue forze! La vita è una e va vissuta fino in fondo…e concludo…

“Meglio vivere un giorno da leoni che cento da pecora”….e dentro di te, ci scommetto, c’è un leone che vuole uscire fuori dalla gabbia! se ci crederai e cercherai, troverai ciò che ti serve!

L’insoddisfazione che provi ti sta dicendo che non stai seguendo la tua strada, che hai dimenticato quelle che sono le tue più profonde aspirazioni…

sogno-magritteE’ il momento giusto per fermarsi a riflettere per capire cosa vuoi davvero!

Ora prova a fare questo piacevole esercizio:

Immagina il tuo futuro nei particolari, desideralo fortemente!
Ecco, quella è la vita che sogni, sai che ne vale la pena…che non ha senso accontentarsi di quello che si ha, che vale la pena lottare per ottenerla!

Ora, immagina di essere già nel futuro, di aver superato le difficoltà e gli ostacoli incontrati nella strada verso la tua realizzazione, e parla con te stesso nel presente: Cosa gli consigli di fare? che atteggiamento deve avere? qual è il primo passo da fare?
Qual è stato il prezzo più alto da pagare? che conseguenze ha avuto la tua scelta nella tua vita e per le persone che ti stanno accanto?

Ora ritorna nel presente, conservando tutto ciò che hai appreso, consapevole del tuo obiettivo finale e delle sue conseguenze…E’ questo ciò che vuoi, veramente? Sì!!!

Allora sei pronto a delineare, passo dopo passo, le azioni che ti ci porteranno e infine….inizia!!!

Ricorda: “Un viaggio di mille miglia inizia sempre dal primo passo!”

Chi si accontenta gode….

Chi lascia la strada vecchia per quella nuova…

sentiero

Questi vecchi adagi hanno una loro intrinseca saggezza, che sarebbe sbagliato non considerare…ma sono radicati fondamentalmente sul principio della prudenza e della sicurezza…..

Ma siamo proprio sicuri che abbino ragione? Siamo sicuri che il principio della sicurezza sia davvero..il più sicuro?

Ascoltiamo anche un altro motto che ci ricorda: chi non risica non rosica!!!

Tentar non nuoce per chi crede che non esistono fallimenti ma solo risultati da cui acquisire feedback ed apprendimenti!

Bisogna tentare, provare, agire: Non c’è altro modo per avere dei risultati…se non il FARE!

Infine ricorda: “Il futuro appartiene a coloro che credono alla bellezza dei propri sogni!”

alessandra-avatar4Coach: Chi è Alessandra?
Alessandra: E’ una donna che sta maturando giorno per giorno……che ha ritrovato la grinta e la forza per vivere la vita perchè ha finalmente le idee chiare su quello che vuole essere…una donna indipendente!

Coach: Cosa vuoi fare da grande?
Alessandra: Lavorativamente parlando non posso racchiudermi in una definizione so che:
Voglio continuare ad occuparmi del mondo arabo in termini di business e di ricerche, oltre che ricominciare a studiare l’arabo.
Cercare un progetto, non importa al momento quale progetto, so che sento un brivido ogni volta che sento un’idea ….il cervello comincia a pensare al futuro, a come organizzare l’idea come portarla a buon fine….
Inoltre so che non vorrò fare la dipendente a vita….che costruirò una mia attività…spero offrendo un servizio di consulenza…

Chiudo gli occhi e mi vedo indipendente al 100%, capace di pagare l’affitto di una casa condivisa, le salatissime bollette, il parrucchiere, i viaggi, i libri e le uscite con le amiche!
Chiudo gli occhi e mi vedo ad un tavolo a stringere la mano all’ennesimo imprenditore che ho aiutato a crescere all’estero, dopo mesi di duro lavoro, alla fine di un progetto sentito vissuto e pensato giorno per giorno appositamente per la sua azienda.
Chiudo gli occhi e mi vedo una professionista esperta di paesi arabi capace di fare finalmente internazionalizzazione.

La storia di Alessandra: Mi presento!

Coach Lavoro giugno - 15 - 20093 COMMENTI

alessandra-avatar2Alessandra 32 anni, laurea in Lingue (inglese arabo), Master in “Esperto Commercio Estero”, con diverse esperienze di lavoro significative (agenzie marittime, alberghi, promozioni)
Ultima posizione ricoperta “Assistente del Project Manager” per una Compagnia siriana.

Mi sono occupata da sola per 7 mesi della gestione dell’ufficio e dell’organizzazione delle ditte partecipanti al progetto, nonchè del cantiere….

Tutto questo senza aver nessuna esperienza nel settore, solo con tanta determinazione e voglia di portare a casa il risultato…

Ho sviluppato delle capacità indispensabili in un contesto lavorativo sempre più flessibile e competitivo quali: gestione del lavoro in piena autonomia, ricerca continua di soluzioni adatte alla situazione,organizzazione, ottimi rapporti interpersonali,capacità di collaborare positivamente con uno staff eterogeneo e multiculturale, determinazione, orientamento al risultato,intraprendenza.

alessandra-avatarCoach Lavoro,
la contatto perchè vorrei un consiglio.
Mi chiamo Alessandra, ho 32 anni laurea in lingue (inglese arabo), Master in Internazionalizzazione comm. P.M.I., esperienza in vari settori …….
Attualmento sto partecipando con passione e determinazione ad un progetto….
Il mio lavoro purtroppo a giorni teminerà ed io vorrei poter partecipare ad un altro progetto….. Sono una donna ottimista e propositiva…so che prima o poi realizzerò i miei sogni…ho bisogno solo di un’occasione…il duro lavoro non mi spaventa….
Domanda / Consiglio: A chi posso propormi? Ovvero a quale tipologia di aziende? Posso inviarle un mio CV per capire se abbastanza efficace?
Spero possa aiutami.
Grazie!”

Questo uno stralcio della prima mail che Alessandra mi ha inviato…da lì è iniziato un fitto scambio di mail e di chat..in cui abbiamo avuto modo di conoscerci meglio e di iniziare a co-lavorare!

Da qui è nata l’idea di pubblicare le sue avventure..di condividere il suo percorso di ricerca, o meglio di creazione di una professionalità oltre che di un lavoro…

Di settimana in settimana Alessandra scriverà qui il suo diario di ricerca appassionata del lavoro che la stimola e la realizza..come dice lei stessa: “il cammino di una giovane donna che sta giorno per giorno costruendo la sua nuova  vita…..con consapevolezza, tanto tempo speso in riflessioni e tanto tanto lavoro su se stessa!”

Esprimerà i suoi sogni, le sue speranze, le sue emozioni, presenterà le sue attività, gli ostacoli, le sorprese…

Tutto sotto lo sguardo attento di una Coach che la seguirà passo passo, la stimolerà, le darà feedback, la supporterà nei momenti duri e festeggerà con lei i successi!

E’ iniziata 9 mesi fa la mia esperienza di blogger-coach sul blog coach4work.blogspot.com, promossa successivamente anche dal mio profilo su Facebook come Consulente Psicologa del Lavoro.

Dopo un centinaio di post e con un’attività sempre in crescita, il blog dedicato a “chi cerca lavoro e a chi vuole cambiarlo fornendo consigli, esempi, strategie, notizie utili“, diventa finalmente un sito!

Stesso spirito, nuova veste grafica, nuove rubriche…per un sito sempre più aggiornato, sempre più vicino alle esigenze di chi, giovane o adulto, dipendente o stagista, operaio o quadro, sia alla ricerca della propria collocazione nel mondo del lavoro…

Una risposta chiara, concreta e costruttiva per chi cerca orientamento per il lavoro, per chi lo cerca e per chi vuole cambiarlo, per chi non riesce a trovare un lavoro degno di questo nome…così come per chi cerca di fare un salto nella propria carriera

Un sito per chi nel lavoro cerca non solo un mezzo di sopravvivenza, ma anche e soprattutto di realizzazione professionale, ricordando sempre che il solo fine è la persona, il suo benessere ed il contributo che può apportare alla società!