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	<title>Coach Lavoro &#187; ricerca</title>
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	<description>Per trovare, cambiare, inventare il tuo lavoro</description>
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		<title>A chi cerca lavoro&#8230;e a chi vuole cambiarlo&#8230;BUON NATALE!</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Dec 2009 18:25:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Coach Lavoro</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sia che tu sia alla ricerca di un nuovo lavoro, sia che tu voglia cambiarlo e fare un salto nella tua carriera&#8230; cogli le Festività Natalizie come occasione per rilassarti, ricaricarti, rasserenarti&#8230;! Sospendi per un momento l&#8217;affannosa attività di ricerca di lavoro&#8230;. Abbandona la preoccupazione, la frustrazione e la rassegnazione&#8230; Fermati, rientra in te stesso, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-674" style="margin: 10px;" title="Christmas lights" src="http://www.coachlavoro.com/wp-content/uploads/2009/12/j0440296-205x300.jpg" alt="Christmas lights" width="205" height="300" />Sia che tu sia alla ricerca di un nuovo lavoro, sia che tu voglia cambiarlo e fare un salto nella tua carriera&#8230;</p>
<p>cogli le Festività Natalizie come occasione per <em><strong>rilassarti, ricaricarti, rasserenarti</strong></em>&#8230;!</p>
<p><em><strong>Sospendi </strong></em>per un momento <em><strong>l&#8217;affannosa</strong></em> attività di <em><strong>ricerca </strong></em>di lavoro&#8230;.</p>
<p><em><strong>Abbandona la preoccupazione</strong></em>, la frustrazione e la rassegnazione&#8230;</p>
<p>Fermati, <strong><em>rientra in te stesso</em></strong>, ri-scopri il tuo mondo interiore, i tuoi valori, gli affetti, la famiglia&#8230;e <em><strong>tutte le piccole cose che contano nella vita</strong></em>!</p>
<p>Che tu possa trovare sotto l&#8217;albero i doni autentici della <em><strong>Pace, della Gioia Presente e della Speranza per il Futuro!</strong></em></p>
<h2 style="text-align: center;"><span style="color: #800000;">Ti auguro un Natale Sereno e Luminoso!</span></h2>
<p><span style="color: #800000;"><br />
</span></p>
<h3 style="text-align: center;"><span style="color: #800000;">Coach Lavoro</span></h3>
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		<title>La prima cosa da fare quando ci si mette a cercare lavoro è&#8230;</title>
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		<pubDate>Sun, 13 Dec 2009 13:57:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Coach Lavoro</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Prima di mettersi alla ricerca di un lavoro, è fondamentale prendere atto di una verità basilare anche se faticosa: “cercare lavoro è un lavoro” non un passatempo! Questo significa che è richiesto un investimento di tempo ed il tempo deve essere proporzionato alla velocità con cui si vuole raggiungere un risultato: prima si vuole lavorare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright size-medium wp-image-556" title="j0438528" src="http://www.coachlavoro.com/wp-content/uploads/2009/12/j04385281-200x300.jpg" alt="j0438528" width="200" height="300" />Prima di mettersi alla ricerca di un lavoro, è fondamentale prendere atto di una verità basilare anche se faticosa: “<strong>cercare lavoro è un lavoro</strong>” non un passatempo!</p>
<p>Questo significa che è richiesto un<strong> investimento di tempo</strong> ed il tempo deve essere proporzionato alla velocità con cui si vuole raggiungere un risultato: prima si vuole lavorare più ore bisogna impiegare.</p>
<p>La prima cosa da fare è <strong>predisporre più curriculum</strong> dove verranno messi in luce tra le nostre esperienze, i nostri studi e le nostre competenze quelli più idonei alle diverse realtà lavorative dove abbiamo pensato di proporci.</p>
<p>Per ogni mansione scelta ci sarà bisogno, dunque, di un proprio <strong>profilo</strong>.</p>
<p>Questo passo è molto importante per due ragioni:</p>
<ul>
<li>se le esperienze sono molto numerose, il curriculum rischia di essere lungo e di indisporre chi lo va a valutare;</li>
<li>scegliere le esperienze più in linea con la mansione per cui si candida, danno l’idea di persona con una forma mentis gia idonea e predisposta.</li>
</ul>
<p>Non sai da dove iniziare per scrivere il tuo curriculum? o semplicemente non sai se il tuo è davvero professionale?</p>
<p>CoachLavoro ha scritto un <strong>Ebook </strong>dedicato proprio al <strong>CURRICULUM VITAE</strong>, condensando idee, consigli, strumenti ed esempi utili per redigere dei documenti&#8230;D.O.C.! <a href="http://www.coachlavoro.com/risorsa-gratuita-come-scrivere-il-tuo-curriculum-efficace-in-un-solo-giorno/">Scaricalo qui</a>!</p>
<p>Vuoi sapere quali sono i canali migliori per la ricerca del lavoro? leggi l&#8217;articolo: &#8220;<a href="http://www.coachlavoro.com/2009/12/cv-alla-mano-quali-sono-i-canali-preferenziali-per-trovare-lavoro-in-meno-tempo/">CV alla mano,quali sono i canali preferenziali&#8230;?</a></p>
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		<title>50enni stressati sul lavoro: cause e prospettive</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Dec 2009 05:05:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Coach Lavoro</dc:creator>
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		<description><![CDATA[I ricercatori del “British Institute of Work, Health and Organisations” hanno pubblicato un report sullo stress correlato al lavoro nei cinquantenni. Tra le diverse fasce d&#8217;età, quella fra i 50 e i 55 anni risulta la più colpita. Pare che questo livello di stress sia tale da poter persistere e far sentire i suoi effetti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright size-medium wp-image-493" title="stress" src="http://www.coachlavoro.com/wp-content/uploads/2009/11/j0284894-197x300.jpg" alt="stress" width="197" height="300" />I ricercatori del “<em><strong>British Institute of Work, Health and Organisations</strong></em>” hanno pubblicato un report sullo stress correlato al lavoro nei cinquantenni. Tra le diverse fasce d&#8217;età, quella fra i 50 e i 55 anni risulta la più colpita.</p>
<p>Pare che questo livello di stress sia tale da poter persistere e far sentire i suoi effetti anche dopo l’entrata in pensione.</p>
<p>Un altro dato rilevante è che questa sarebbe la più importante <strong>causa di assenze dal posto di lavoro</strong>, superiore ad ogni altra, malattie organiche comprese.</p>
<p>Risulta ovvio che in una situazione in cui l’età lavorativa diventa sempre più alta e la pensione un orizzonte sempre più lontano non possiamo ignorare questi risultati che tuttavia si limitano ad essere puramente descrittivi.</p>
<p>Secondo Ballarini, le ragioni possono essere diverse. In primis l’<strong>angoscia </strong>correlata alla <strong>paura di perdere il posto</strong>, associata alla consapevolezza della difficoltà del rientro.</p>
<p>Nel momento in cui un soggetto potrebbe <strong>capitalizzare sulla sua esperienza</strong>, in cui studio e pratica costituiscono un solido mix capace di dare solidità, la paura di essere surclassati dai più giovani fa tremare il terreno&#8230;sotto la scrivania!</p>
<p>Può esistere anche un secondo fattore, che Ballarini definisce &#8220;<strong>plafonamento</strong>&#8220;. Può accadere che superati i cinquantanni sia ormai chiaro che le possibilità di carriera o non ci sono mai state o si sono bruciate. Non resta quindi che immaginarsi altri dieci, quindici anni nelle stesse esatte condizioni, allo stesso posto con gli stessi compiti. Non si può certo parlare di prospettive rosee&#8230;la motivazione può scendere e il morale precipitare.</p>
<div>Ma quali le soluzioni possibili, allora?</div>
<div>I ricercatori di Nottingham fanno delle proposte interessanti:</div>
<ul>
<li>permettere ai dipendenti più avanti con gli anni una maggior possibilità di controllo sui loro compiti,</li>
<li>fornire un riconoscimento più evidente al contributo che danno</li>
<li>aumentare la flessibilità del loro lavoro.</li>
</ul>
<div>Sono tutte buone soluzioni che tuttavia intervengono solo dall’esterno.<br />
Occorre anche un passo di pensiero da parte del soggetto. Pensare “non sono finito”, questo il primo passo da fare.</div>
<div>E da questo passo partire per  generare <strong>grinta </strong>nell’agire e potenza nel far valere la forza della propria esperienza. Accompagnate dalla certezza che se dovesse poi accadere il temuto esistono comunque possibilità di <strong>rimettersi in gioco, magari ripensando il proprio ruolo e profilo professionale</strong>.</div>
<div>Magari valutare la possibilità di fare un percorso di <strong>coaching e di consulenza di carriera</strong> per scoprire le proprie competenze e come poterle valorizzare&#8230;.ma anche come ri-scoprire la bellezza della propria sfera personale e relazionale, cercando il cosiddetto work-life balance, l&#8217;equilibrio sano e benefico tra il lavoro e la vita privata</div>
<div>
<p><em>Tratto dall&#8217;articolo di</em><strong> <a href="http://jobtalk.blog.ilsole24ore.com/jobtalk/2009/11/jobcoach-stress-perch%C3%A8-i-50enni-sono-i-pi%C3%B9-angosciati-sul-lavoro-.html#comments"><em>Luigi Ballerini su Job24</em></a></strong><strong><br />
</strong></p>
</div>
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		<title>Quali sono i canali più efficaci per trovare lavoro?</title>
		<link>http://www.coachlavoro.com/2009/10/quali-sono-i-canali-piu-efficaci-per-trovare-lavoro/</link>
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		<pubDate>Wed, 28 Oct 2009 10:31:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Coach Lavoro</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Detto in altri termini: quali sono i canali più utilizzati dalla imprese per cercare le persone da assumere? Secondo la ricerca Excelsior di UnionCamere (pubblicati su Il Sole24Ore del 19/10/09), la strategia dipende dalla dimensioni dell&#8217;azienda. Leggendo in dettaglio i dati, scopriamo infatti che le aziende con più di 50 dipendenti privilegiano strumenti standardizzati come [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-387" style="margin: 10px;" title="42-15181176" src="http://www.coachlavoro.com/wp-content/uploads/2009/10/j0422112-300x284.jpg" alt="42-15181176" width="300" height="284" />Detto in altri termini: <em>quali sono i canali più utilizzati dalla imprese per cercare le persone da assumere?</em></p>
<p>Secondo la <strong>ricerca Excelsior di UnionCamere</strong> (pubblicati su Il Sole24Ore del 19/10/09), la strategia dipende dalla dimensioni dell&#8217;azienda.</p>
<p>Leggendo in dettaglio i dati, scopriamo infatti che le <strong>aziende con più di 50 dipendenti </strong>privilegiano strumenti standardizzati come il <span style="text-decoration: underline;">portale aziendale</span> e gli <span style="text-decoration: underline;">annunci sui principali siti di recruiting</span>, insieme alle <span style="text-decoration: underline;">società di selezione</span> o le <span style="text-decoration: underline;">agenzie interinali</span>.  Invece le <strong>aziende più piccole</strong> che, lo ricordiamo, rappresentano la maggior parte del tessuto produttivo italiano,prediligono invece strumenti più &#8220;informali&#8221; basati sulle <span style="text-decoration: underline;">conoscenze </span>(dirette ed indirette) e le <span style="text-decoration: underline;">segnalazioni</span>.</p>
<p>In termini assoluti, questa è la <strong>classifica delle strategie di selezione </strong>da parte delle imprese italiane (dalle meno alla più efficace)</p>
<ul>
<li>Centri per l&#8217;impiego (4,5%), dedicati prevalentemente alle cosiddette &#8220;fasce deboli&#8221;, disabili, immigrati, cassintegrati.</li>
<li>Quotidiani e stampa specializzata (5%)</li>
<li>Società di Lavoro Interinale (Agenzie per il Lavoro) e Società di Recruiting, considerate insieme (7%)</li>
<li>Segnalazione Conoscenti e Fornitori (15%)</li>
<li>Internet e Banche dati aziendali (26,5%)</li>
<li>Conoscenza diretta (39%)</li>
</ul>
<p>Quindi, sommando la <strong>conoscenza diretta con quella indiretta</strong> (segnalazione da parte di conoscenti) si supera il <strong>50%</strong>: questo significa che i metodi &#8220;informali&#8221; si confermano tuttora preponderanti nel mercato del lavoro italiano.</p>
<p>A questo punto potremmo aprire una discussione in merito alla <em>meritocrazia </em>nella società italiana ma&#8230;quanto questo aiuterebbe a trovare lavoro!?</p>
<p>La domanda migliore da farsi invece è: <em><strong>A fronte di questa situazione, come possiamo rendere più efficaci le nostre strategie di ricerca?</strong></em></p>
<p><em><strong>Se il canale della conoscenza è quello preponderante, come possiamo ampliare la nostra rete di conoscenze (il network)?</strong></em></p>
<p>Lo scopo non è quello di farsi raccomandare! Piuttosto è quella di <strong>trovare la strada giusta </strong>per cui la nostra candidatura arrivi al posto giusto, ossia dove le nostre competenze creino valore e al contempo siano valorizzate!</p>
<p>Approfondiremo il tema delle strategie di candidatura spontanea in un post della prossima settimana&#8230;</p>
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		<title>Talento della ricerca in fuga dall&#8217;Italia: un appello da ascoltare!</title>
		<link>http://www.coachlavoro.com/2009/07/talento-della-ricerca-in-fuga-dallitalia-un-appello-da-ascoltare/</link>
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		<pubDate>Wed, 01 Jul 2009 18:50:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Coach Lavoro</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il 29 giugno scorso il Corriere della Sera ha pubblicato la lettera che Rita Clementi, esperta di genetica presso l&#8217;Università di Pavia, ha scritto al Presidente della Repubblica per denuciare il sistema antimeritocratico italiano. Laureata in Medicina e specializzata in Genetica, nel corso dei suoi diversi contratti precari (sic!), la ricercatrice ha scoperto l&#8217;origine genetica [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il <strong>29 giugno </strong>scorso il Corriere della Sera ha pubblicato la lettera che <strong>Rita Clementi</strong>, esperta di genetica presso l&#8217;<strong>Università </strong>di <strong>Pavia</strong>, ha scritto al Presidente della Repubblica per denuciare il sistema antimeritocratico italiano.</p>
<p>Laureata in Medicina e specializzata in Genetica, nel corso dei suoi diversi contratti precari (sic!), la ricercatrice ha scoperto l&#8217;origine genetica di un linfoma maligno, ma la mancanza di fondi e soprattutto di una cultura che sostenga e promuova chi contribuisce al progresso scientifico non le hanno consentito di portare avanti i suoi studi.<img class="alignleft size-full wp-image-164" style="margin: 10px;" title="rita_clem-140x180" src="http://www.coachlavoro.com/wp-content/uploads/2009/07/rita_clem-140x180.jpg" alt="rita_clem-140x180" width="140" height="180" /></p>
<p>Da oggi, <strong>1 luglio</strong>, la Dott.ssa Clementi lavora presso un importante <strong>Centro di Ricerca di Boston.</strong></p>
<p>Qui di seguito riporto degli stralci della lettera pubblicata dal Corriere, per far riflettere e dare un seppur minimo contributo all&#8217;auspicato cambiamento di cultura e di mentalità nelle imprese, nelle università e in generale nella società italiana.</p>
<p><strong>&#8220;<em>Caro presidente Napolitano, chi le scrive è una non più giovane ricercatrice precaria che ha deciso di andarsene dal suo Paese</em></strong><em> (&#8230;). Vado via con rab­bia, con la sensazione che la mia abnegazione e la mia dedi­zione non siano servite a nulla (&#8230;).</em></p>
<p><em><strong>Signor presidente, la ricerca in questo Paese è ammalata. La cronaca parla chiaro, ma oltre alla cronaca</strong> ci sono tantissime realtà che non vengono denun­ciate per paura di ritorsione perché, spesso, chi fa ricerca da precario, se denuncia è auto­maticamente espulso dal «siste­ma » indipendentemente dai ri­sultati ottenuti. <strong>Chi fa ricerca da precario non può «solo» contare sui risultati che ottie­ne, poiché in Italia la benevo­lenza dei propri referenti è una variabile indipendente dalla qualità del lavoro. </strong>Chi fa ricer­ca da precario deve fare i conti con il rinnovo della borsa o del contratto che gli consentirà di mantenersi senza pesare sulla propria famiglia. Non può per­mettersi ricorsi costosi e che molto spesso finiscono nel nul­la. (&#8230;)</em></p>
<p><em><strong>Io, laureata nel 1990 in Medi­cina e Chirurgia all’Università di Pavia, con due specialità, in Pediatria e in Genetica medica</strong>, conseguite nella medesima Uni­versità, nel 2004 ho avuto l’onore di pubblicare con pri­mo nome un articolo sul </em><em>New England Journal of Medicine i risultati della mia scoperta e cioè che alcune forme di linfo­ma maligno possono avere un’origine genetica e che è dun­que possibile ereditare dai geni­tori la predisposizione a svilup­pare questa forma tumorale. <strong>Ta­le scoperta è stata fatta oggetto di brevetto poi lasciato decade­re non essendo stato ritenuto abbastanza interessante dalle istituzioni presso cui lavoravo. Di contro, illustri gruppi di ri­cerca stranieri hanno conferma­to la mia tesi che è diventata ora parte integrante dei loro progetti: ma, si sa, nemo profe­ta in Patria. </strong></em></p>
<p><em><strong>Ottenere questi risultati mi è costato impegno e sacrifici </strong>(&#8230;)</em></p>
<p><em><strong>Lavoravo, come tutti i precari, senza versamenti pen­sionistici, ferie, malattia. Ho avuto contratti di tutti i tipi</strong>: borse di studio, co-co-co, con­tratti di consulenza&#8230; (&#8230;)</em></p>
<p><em><strong>Ero spinta dal mio senso del dovere e dal­la forte motivazione</strong> di aiutare chi era ammalato. Nel febbraio 2005 mi sono vista <strong>costretta a interrompere la ricerca</strong>: mi era stato detto che non avrei avuto un futuro. (&#8230;)</em></p>
<p><em><strong>Desidero evidenziare pro­prio questo: il sistema antimeri­tocratico danneggia non solo il singolo ricercatore precario</strong>, ma soprattutto le persone che vivono in questa Nazione. <strong>Una «buona ricerca» può solo aiuta­re a crescere</strong>; per questo moti­vo numerosi Stati europei ed extraeuropei, pur in periodo di profonda crisi economica, han­no ritenuto di aumentare i fi­nanziamenti per la ricerca.</em></p>
<div id="rectangle right" class="right"><!-- OAS AD '180x150'begin --> <em><script type="text/javascript"><!--
&lt;! 
OAS_AD('Bottom1');
// &gt;
// --></script></em> <!-- OAS AD '180x150' end --></div>
<p><em><strong>È sufficiente, anche in Italia, incrementare gli stanziamenti? Purtroppo no. Se il malcostu­me non verrà interrotto</strong>, se chi è colpevole non sarà rimosso, se non si faranno emergere i migliori, gli onesti, dare più soldi avrebbe come unica con­seguenza quella di potenziare le lobby che usano le Universi­tà e gli enti di ricerca come feu­do privato e che così facendo distruggono la ricerca.<br />
Con molta amarezza, signor presidente, la saluto.</em></p>
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<p class="footnotes"><em>Rita Clementi</em></p>
<p class="footnotes"><em>29 giugno 2009</em></p>
<p class="footnotes">Fonte: <a href="http://www.corriere.it/cronache/09_giugno_29/ricerca_clementi_e10bae7e-646a-11de-91da-00144f02aabc.shtml">www.corriere.it</a></p>
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