Nel corso dell’ultimo anno abbiamo valutato e revisionato centinaia di CV, in formato europeo o tradizionale, lunghi o corti, di figure operative piuttosto che manageriali, di donne e di uomini.
Quali sono gli errori più comuni che rendono il Curriculum poco efficace?
A parità di requisiti (età, esperienze, titoli di studio, ecc) cosa porta il selezionatore a scartare un Cv e a preferirne un altro?
Qui risponderemo sulla base della nostra esperienza e dell’approccio che abbiamo visto usare in diverse aziende! Bisogna comunque sempre precisare che ciascuna azienda e ciascun selezionatore può utilizzare criteri differenti a seconda del proprio approccio e delle specifiche esigenze della selezione.
1) Confusione grafica: il Curriculum appare disordinato e poco curato nell’aspetto. Il carattere è troppo grande o troppo piccolo, non si distinguono le diverse parti che compongono il CV (dati anagrafici, istruzione, esperienze lavorative, interessi, ecc) ed il selezionatore non trova facilmente le informazioni che cerca.
2) Scarsità di informazioni: la persona si è limitata a fare un elenco “striminzito” di date e di posizioni ricoperte, senza specificare il tipo di azienda in cui ha lavorato ed il tipo di attività svolte, ottenendo un effetto tipo “lista della spesa”. E’ vero che il Cv deve essere breve (è consigliabile non superare le 2-3 pagine!) ma deve apparire comunque interessante! La sintesi in questo caso diventa una competenza fondamentale!
3) Eccesso di informazioni: Ciascuna esperienza di lavoro è descritta in oltre 10 righe con dovizia di particolari. Si utilizzano termini troppo generici (es: gestivo le attività operative…) oppure troppo tecniche (mi occupavo del XYZ program versione 5.7, della “meccanografia stroboscopica”…). Sostanzialmente il selezionatore si trova sommerso di informazioni ridondanti che non sono utili per capire se quel profilo corrisponde davvero a quello desiderato. Quindi le informazioni devono essere poche ma buone! Continua a leggere »
In occasione del Centenario,
Puoi rispondere a questa domanda facendo degli esempi di come, dopo il comprensibile panico iniziale, sei riuscito ad organizzarti in modo efficace, mettendoti sotto a lavorare, magari anche delegando delle attività o chiedendo aiuto ai colleghi, cercando sempre di mantenere costante il livello di qualità della tua performance-
CoachLavoro è andata alla ricerca di tutti gli incontri tra candidati ed aziende del mese di Dicembre 2009.
Questa è una domanda aperta che potremmo anche definire motivazionale in quanto cerca di capire le inclinazioni e gli interessi del candidato per valutarne la coerenza con il lavoro proposto, prendendo in considerazione il percorso di studi e/o di lavoro.
Detto in altri termini: quali sono i canali più utilizzati dalla imprese per cercare le persone da assumere?
Vi segnalo questa opportunità molto interessante, promossa dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, il Ministero della Gioventù e l’Università Sapienza di Roma – Impresapiens, in collaborazione con Cegos Search (società di ricerca e selezione del personale):
La lettera di presentazione serve appunto per presentarsi in modo
Dopo tutti i tentativi caduti a vuoto è normale provare delusione e frustazione!
Una delle domande che mi vengono poste più di frequente in merito ai colloqui di selezione è: 




