bandiera-europa1Stage al Parlamento europeo con un rimborso spese di oltre mille euro al mese: per la prossima tornata di tirocini intitolati a Robert Schuman è possibile presentare domanda fino al 15 maggio.

Data l’affluenza di candidature nella scorse edizioni, è accaduto che il sistema si sia intasato per le troppe richieste perciò l’ufficio stage del Parlamento europeo racccomanda di non aspettare l’ultimo giorno nel mandare la propria candidatura, ma affrettarsi il prima possibile.

Le tipologie di tirocinio sono due: i tirocini Schuman opzione generale e quelli opzione giornalismo.

Nel primo caso è necessario avere almeno una pubblicazione scientifica o un elaborato scritto di un certo calibro. I candidati per l’opzione giornalismo, invece, devono dimostrare di avere competenza del settore o iscritti all’ordine dei giornalisti.

A tutti viene richiesta la perfetta conoscenza di una delle lingue ufficiali dell’Ue (anche l’italiano va bene) e una discreta conoscenza di una seconda lingua.

In tutto i posti disponibili per questa sessione sono 140: ogni tirocinante riceverà 1.193 euro lordi al mese se si svolgerà lo stage in Belgio o Lussemburgo, più le spese di missione per eventuali trasferte (potrà capitare, infatti, di doversi spostare tra Bruxelles e Strasburgo).

Gli stage durano cinque mesi e inizieranno il 1° ottobre 2010. I documenti che attestano la veridicità di quanto viene dichiarato al momento della candidatura vanno forniti solo dopo che il Parlamento europeo ha offerto lo stage.

In breve basta compilare il modulo on line.

Prima di convalidare l’atto va stampato e conservato insieme ad un numero identificativo che viene dato dopo l’iscrizione on line.

In bocca al lupo!

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OGGI 15 FEBBRAIO SCADE L’INVIO DELLA CANDIDATURA ONLINE E CARTACEA!

AFFRETTATEVI!!!

TRA I COMMENTI POTETE TROVARE ALTRE RISPOSTE ALLE DOMANDE PIù COMUNI!

Dal 1 dicembre scorso fino al 15 febbraio 2010 sono aperte le candidature alla Commissione Europea di Bruxelles per 600 stages o meglio traineeships, di cui 550 nell’amministrazione e 50 nell’interpretariato.

Questo il link per candidarsi http://ec.europa.eu/stages/index_en.htm

Gli stage durano cinque mesi e non sono prorogabili; alla fine la Commissione rilascia un attestato di frequenza.

Ogni stagista percepisce un rimborso spese di circa 1050 euro al mese, a cui si vanno ad aggiungere altri due benefit: la possibilità di utilizzare la mensa a prezzo agevolato e un rimborso spese per il viaggio di andata e ritorno (non per i viaggi intermedi).

Per fortuna in Europa non si fa lavorare la gente senza pagarla, come commenta la direttrice del progetto alla domanda sul rimborso posta da Eleonora Valtolina della Repubblica degli stagisti!

Quindi, visto che si tratta di un’interessante opportunità, quali sono i requisiti per candidarsi?

  • essere cittadini di uno dei Paesi membri dell’Unione europea (o candidati a diventarlo)
  • avere almeno una laurea triennale
  • parlare fluentemente almeno una delle tre lingue utilizzate per i lavori della Commissione (inglese, francese e tedesco)
  • non aver svolto già un’esperienza retribuita in un’istituzione europea

L’ufficio stage della Commissione assicura che a tutti i partecipanti verrà data via email entro la metà di luglio una risposta, sia positiva sia negativa, e che poi i selezionati riceveranno tramite posta anche la documentazione cartacea per l’avvio dello stage, prevista per Ottobre 2010.

Fonte: http://www.repubblicadeglistagisti.it/article/seicento-stage-da-mille-euro-al-mese-alla-commissione-europea

stageRiprendendo le considerazioni fatte nell’ultimo articolo dedicato al mondo degli stage e dei tirocini, possiamo affermare che da una parte il “mito dello stage come anticamera all’assunzione è caduto”, dall’altra, proprio per questo, è diventato ancora più importante cercare e scegliere con attenzione lo stage e saper capitalizzare, ossia far “fruttare” l’esperienza durante e dopo lo stage!

Queste sono le nostre indicazioni principali:

Al momento della ricerca scegli con cura lo stage!

  • Verifica la serietà dell’azienda (ad es. puoi controllare sul sito La Repubblica degli Stagisti se fa parte delle aziende che garatiscono condizioni favorevoli agli stagisti, meritandosi il bollino “OK STAGE”.
  • Fai molte domande sulla natura delle attività (cosa andrai a fare effettivamente? oltre alle fantomatiche fotocopie?)
  • Non fare più di 2 stage nello stesso settore!
  • Accetta solo stage con un rimborso spese ragionevole (a meno che non si realizzi pienamente l’ultimo punto)
  • Accetta solo stage in cui si possa conoscere e sperimentare l’ambiente/settore che ti interessa e sviluppare le tue capacità professionali.

Durante lo stage spalanca bene occhi ed orecchie per captare tutto:

  • capire le funzioni ed i ruoli aziendali
  • capire come funzionano le dinamiche di quel mercato/settore aziendale
  • conoscere e partecipare a progetti ed attività specifiche, attinenti al tuo obiettivo professionale
  • conoscere chi è chi e chi fa cosa non solo all’interno ma anche all’esterno dell’azienda

Dopo lo stage:

  • fai un bilancio delle conoscenze e capacità acquisite
  • elenca le attività ed i progetti in cui sei stato coinvolto
  • elenca le persone con cui sei entrato in contatto dentro e fuori l’azienda (potrebbero essere contatti utili per la tua ricerca del lavoro)
  • utilizza bene quanto emerge dai punti precedenti per aggiornare il tuo CV e presentarti ai colloqui!

PS: Se hai domande, dubbi, perplessità in merito al tuo stage, scrivimi a coach4work@gmail.com!

stageSu Coach Lavoro ho già dedicato alcuni articoli al tema degli stage e dei tirocini (vedi) in quanto ormai questo rappresenta una tappa quasi obbligata per chi durante o dopo l’università voglia mettere un piede nel mondo del lavoro ed in azienda.

Ci sono molte discussioni in corso in merito: lo stage è davvero utile o è solo uno strumento di sfruttamento? Come trovare un buono stage?  Lo stage può davvero servire per trovare un lavoro “vero”?

Secondo lo studio di Almalaurea, pubblicato dalla Repubblica degli Stagisti, a seguito della riforma universitaria, più della metà dei laureati nel 2008 ha svolto uno stage durante il percorso di studi, mentre prima del 2001 erano meno del 20%.

Inoltre chi ha fatto uno stage ha 6-7 probabilità su cento in più di trovare lavoro rispetto a chi lo stage non l’ha fatto. Non sono molte, a ben pensarci, ma in ogni caso il dato indica come lo stage valga come “esperienza lavorativa” che si può spendere poi nei successivi colloqui di lavoro.

Secondo i dati raccolti da Almalaurea nell’aprile 2008 sui laureati che avevano concluso gli studi nel 2006 e avevano svolto un tirocinio formativo riconosciuto dal corso di studi), il 12,8% di chi fa un tirocinio rimane a lavorare nella stessa azienda. La percentuale sale al 21,3% se si prendono in considerazione solo i laureati quinquiennali.

Meno ottimistiche invece sono le elaborazioni fatte da Marco Patruno, sulla base dei dati Excelsior 2009 di UnionCamere, per cui dal 2007 al 2008 le aziende che hanno fatto ricorso allo stage sono state il 20% in più…ma di contro diminuisce il numero degli stagisti assunti alla fine del periodo di formazione, solo 1 su 10 ce la fa!

Perciò le aziende tendono purtroppo a non utilizzare questo come strumento selezionare e formare giovani talenti nè tantomeno per investire sul futuro: la visione manageriale si ferma a breve termine!

Se è vero che, davanti a queste evidenze, cade “Il mito dello stage come canale privilegiato o l’anticamera dell’assunzione nell’azienda italiana” (Patruno), d’altro canto viene accresciuta la necessità di porre attenzione alla scelta dello stage prima e di saper capitalizzare, ossia far “fruttare” l’esperienza durante e dopo lo stage!

Nel prossimo post del mese dedicato al tema parleremo delle strategie migliori da adottare per trovare e scegliere uno stage davvero utile e fruttuoso!

Lo stage è a tuttoggi una tappa pressochè obbligata nel passaggio dall’università al mondo del lavoro.

Ogni anno nel nostro Paese vengono attivati 300mila stage, ma solo una percentuale relativamente bassa di questi si trasforma in una reale opportunità di lavoro.

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Foto Ghibellina – Fonte: http://ghibellina.wordpress.com

La gavetta c’è sempre stata: dai tempi degli artigiani medioevali i giovani andavano a scuola dai maestri per imparare un mestiere. In cambio della loro fatica, del loro impegno, del loro lavoro gratuito, ricevevano in dote conoscenze, competenze, e una professione per il futuro.

Farsi le ossa, mettere in pratica ciò che si è studiato, conoscere la realtà del mondo lavorativo così lontano da quello dei libri di studio: tutto questo è necessario ed indispensabile!

Il problema attuale è non solo la mancanza di garanzie di sbocchi lavorativi, ma anche di spendibilità dell’esperienza fatta.

Altra questione calda è quella della durata: l’esito primario di un tirocinio deve essere un’occupazione, non un altro stage!La situazione attuale è quella di giovani laureati di belle speranze che passano da uno stage all’altro, senza effettivi progressi!

Cosa fare dunque davanti alla prospettiva di uno stage?

Ecco i 4 punti chiave:

1) Tutti i lavori iniziano dalla gavetta! Bisogna essere disposti a farsi le ossa, a fare attività lavorative anche poco stimolanti!

Questo vuol dire accettare di farsi sfruttare?

Affatto! Significa avere ben chiaro in mente il proprio obiettivo, essere consapevoli di stare percorrendo solo una delle prime tappe, guardare sempre avanti!
E’ fondamentale inserire ogni esperienza fatta, ogni contesto osservato, ogni collega con cui si ha collaborato, nel proprio bagaglio personale e professionale!

2) Bisogna scegliere il proprio stage in linea con il proprio obiettivo professionale chiedendosi: “Questa esperienza arricchisce il mio curriculum e mi avvicina alla meta (al lavoro e all’azienda che mi interessano) oppure no?”

3) Bisogna sempre essere attivi e cercare nuove opportunità di lavoro!

4) E infine… bisogna stabilire una scadenza…una durata massima del  periodo di stages! Non rimanere bloccato nel tunnel: a volte questo significherà anche rifiutare un altro stage se non implica una crescita!
Insomma, crea il tuo progetto e credici fino in fondo: solo tu potrai realizzarlo!

To stage or not to stage?

Coach Lavoro giugno - 17 - 2009SCRIVI UN COMMENTO

Parliamo di stage, o tirocini formativi, che dir si voglia, prendendo spunto dagli articoli del famoso blog, ora diventato sito, della Repubblica degli Stagisti, e dal post di Marco Patruno su Generazione P.

“Regolamentati” (le virgolette sono d’obbligo) dalle legge 196/97, i tirocini formativi, alias stage, rapprensentano ormai la porta d’ingresso nel precario mondo del lavoro…
Da regolamento appunto lo stage dovrebbe avere una valenza formativa per il tirocinante, per cui si prepara l’apposito progetto formativo, ed una valenza selettiva per l’azienda che attraverso lo stage può conoscere giovani talenti e testarli ai fini di una eventuale assunzione.

Nella realtà cosa succede?
Dipende dai casi, o meglio dipende dalle aziende:
a) in alcuni casi il tirocinio è davvero professionalizzante perchè consente al giovane appena uscito dall’università di fare esperienza in azienda e di arricchire il suo CV,
b) in rari casi lo stagista viene anche effettivamente assunto dall’azienda,
c) in altri purtroppo lo stage si rivela pressochè inutile, se la persona viene messa solo a fare attività operative, come le classiche fotocopie, o addirittura dannoso, se invece lo stagista viene sfruttato, svolgendo in pratica le stesse attività di un dipendente ma senza la corrispettiva retribuzione…

Quale risposta dare dunque alla domanda: “To stage or not to stage?”
Questa: bisogna scegliere con cura lo stage!
Il che significa: verificare la serietà dell’azienda, fare molte domande sulla natura delle attività, accettare solo stage con un rimborso spese ragionevole…a meno che non ti venga proposta un’occasione tale da non poterla rifiutare (es si tratta dell’unica azienda che si occupa di un certo tipo di business..oppure ci sono reali prospettive di assunzione ecc…).

Sul sito La Repubblica degli Stagisti puoi consultare: “La carta dei diritti dello stagista” e l’elenco delle aziende che vi hanno aderito, meritandosi così il bollino di OK stage!

bollino

Anche se l’azienda che ti ha proposto lo stage non fosse  presente nella lista bianca…fai attenzione che almeno non sia in quella nera!

Inoltre puoi utilizzare i principali punti della carta dei diritti come criterio della tua scelta:

  • Gli stagisti devono essere pochi, perché a ciascuno possa essere assicurata un’adeguata attenzione dal punto di vista formativo e, almeno nel caso di stage in strutture private, una concreta possibilità di assunzione al termine dello stage.
  • Gli stagisti devono percepire un rimborso spese adeguato (almeno 250 euro netti mensili per diplomati e studenti universitari; almeno 500 euro netti mensili per laureati)
  • La durata massima deve essere di sei mesi (salvo casi eccezionali in cui il rimborso spese e la possibilità di essere assunti al termine dello stage siano particolarmente alti).

Dobbiamo considerare che lo stage ormai è diventato lo step di ingresso più diffuso per i neolaureati in azienda, e questo vale ancora di più quelle di medio-grandi dimensioni…

Se valido e svolto in un campo di tuo interesse, può essere un buon trampolino di lancio in quella stessa azienda o in altre. Assicurati che sia previsto un rimborso spese e chiedi con chiarezza e trasparenza quali sono le reali possibilità di inserimento.

L’importante è scegliere sempre con consapevolezza!

Per quanto riguarda il tuo settore, puoi sicuramene spedire il Cv ad aziende chimiche, biologiche e farmaceutiche, ma anche in quelle alimentari.

Inoltre puoi sempre rivolgerti alle farmacie o ai laboratori di analisi privati.

Oltre a spedire CV spontanei, iscriviti a siti di ricerca come Monster.

Cerca sempre su internet ma anche sui giornali di annunci.
Inoltre ti consiglio di rivolgerti alle Agenzie per il lavoro (che magari cercano per sostituzioni maternità o altre occasioni a tempo determinato).

Job in progress, è un report mensile che fotografa trend, novità e andamento del mercato del lavoro in Italia, realizzato da InfoJobs.
Il primo numero da poco uscito fotografa la realtà lavoro del mese di maggio.

Primo lavoro: le offerte per chi cerca un primo impiego pubblicate su InfoJobs.it al momento sono 6.830.

Le categorie maggiormente richieste – in linea con il resto delle offerte – riguardano: commerciale/vendite/agenti con il 14%, formazione/istruzione con il 9%, assistenza clienti/call center/data entry e farmacia/medicina/salute con il 5%. buona richiesta anche per le risorse umane con 4,88% e contabilità/finanze con 4,64%.
Stage: al momento le offerte pubblicate sul sito sono 800.

Categorie maggiormente richieste: mantiene la leadership la categoria commerciale/vendite/agenti con il 13% delle offerte; seguono le richieste per operai/manutenzione con il 10% e amministrazione/segreteria con l’8%, mentre sia il commercio al dettaglio/GDO sia l’ambito formazione/istruzione si assestano al 7,6% del totale.

Settori: i settori più attivi per quanto riguarda la richiesta di lavoro sono software e servizi con 13,1% e commercio/distribuzione/GDO con 9,3%; in terza posizione il settore delle telecomunicazioni con il 5%, seguito da marketing/pubblicità/PR con il 4,6% e consulenza sistemi informatici con il 4,2%.

Regioni con maggiore richiesta di lavoro: la prima regione è la Lombardia con il 34% delle offerte, segue l’Emilia Romagna con il 13,5%, poi il Piemonte con 8,9% e il Lazio con 8,1%. Salgono le offerte per periodi di lavoro all’estero, anche se al momento rappresentano solo lo 0,5% sul totale.

Fonte: Job.Blog