Dal punto di vista delle aziende la laurea ottenuta fuori corso, in particolare con più di un anno di ritardo, viene valutata in maniera negativa.laurea11
E questo non per un rigido pregiudizio ma perchè  effettivamente il tempo che ci mettiamo a completare il programma di esami è considerato un predittore della prestazione lavorativa futura.

Infatti il modo in cui affrontiamo il nostro percorso di studi, il tempo che ci mettiamo, gli strumenti che utilizziamo per superare le difficoltà sono degli indizi significativi su quelle che sono le nostre caratteristiche personali, la nostra motivazione e infine la nostra capacità di gestire le emozioni...
Per questo è importante dare il meglio di sè durante gli studi, ottimizzando i tempi ed i risultati!

Se sapremo sfruttare bene il tempo e le risorse a nostra disposizione, avremo un credito consistente da spendere usciti dal percorso universitario, anche in sede di colloquio!

Perchè, anche se un po’ retorico…è vero che il “mondo reale” sta fuori e non dentro le nostre università!

E se ormai ci siamo laureati e non possiamo cancellare gli “errori” del passato, allora per prima cosa impariamo da essi, utilizziamoli come feedback per le esperienze a venire!

Quando andiamo al colloquio mostriamo consapevolezza delle cause della nostra difficoltà e determinazione nell’averle superate e nell’esserci saputi rimettere in gioco!

Durante il colloquio, insomma, mostra grinta e decisione, giustifica il ritardo nel conseguimento della laurea con motivazioni ragionevoli e verosimili, mostrandoti come una persona che sa affrontare le difficoltà e che reagisce con energia alle sfide che incontra.

Dobbiamo considerare che lo stage ormai è diventato lo step di ingresso più diffuso per i neolaureati in azienda, e questo vale ancora di più quelle di medio-grandi dimensioni…

Se valido e svolto in un campo di tuo interesse, può essere un buon trampolino di lancio in quella stessa azienda o in altre. Assicurati che sia previsto un rimborso spese e chiedi con chiarezza e trasparenza quali sono le reali possibilità di inserimento.

L’importante è scegliere sempre con consapevolezza!

Per quanto riguarda il tuo settore, puoi sicuramene spedire il Cv ad aziende chimiche, biologiche e farmaceutiche, ma anche in quelle alimentari.

Inoltre puoi sempre rivolgerti alle farmacie o ai laboratori di analisi privati.

Oltre a spedire CV spontanei, iscriviti a siti di ricerca come Monster.

Cerca sempre su internet ma anche sui giornali di annunci.
Inoltre ti consiglio di rivolgerti alle Agenzie per il lavoro (che magari cercano per sostituzioni maternità o altre occasioni a tempo determinato).

Curare le pubbliche relazioni, allargare la cerchia delle proprie conoscenze, da sempre sono i principi di chi ama la vita di società e, soprattutto, per chi aspira a ricoprirne al suo interno posizioni di prestigio.

Così oggi, la funzione sociale un tempo svolta dalle piazze di paese o dai salotti “buoni” passa alle comunità online. Luoghi virtuali dove la gente si incontra, condivide le proprie esperienze, i propri interessi e allarga così il proprio “network”, ovvero la rete delle sue conoscenze. Lo storico meccanismo del “ho sentito che ti serve un… forse conosco la persona che fa per te” si estende su scala planetaria tanto che, come ha dimostrato una recente ricerca della Columbia University, qualunque persona al mondo è oggi raggiungibile da chiunque altro, entro al massimo sei passaggi in successione. Viene colto al volo il bussiness e subito compiuto il salto di qualità: offrire la possibilità di trovare un lavoro attraverso una lunga catena di contatti personali, reti estese di conoscenze per far arrivare il proprio curriculum sul tavolo giusto al momento giusto. Ecco dunque il boom dei siti e delle comunità online che cercano di sfruttare la teoria del “social networking” (divenuta famosa dopo il film “Sei gradi di separazione” del 1993) nella ricerca di un’occupazione.