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dedicato a chi cerca lavoro, a chi vuole cambiarlo, a chi vuole sviluppare la sua carriera e realizzarsi professionalmente!

Un sito per chi nel lavoro cerca non solo un mezzo di sopravvivenza, ma anche e soprattutto di realizzazione professionale, ricordando sempre che il solo fine è la persona, il suo benessere ed il contributo che può apportare alla società!

Se sei interessato ad orientarti nel mondo del lavoro,
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a prepararti ad un Colloquio di Selezione, a fare una svolta nella tua carriera,
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bussola“Eppur si muove”……..
Citando Galilei possiamo dire che il rapporto tra Università e mondo del Lavoro sta diventando più dinamico…
Se prima si trattava di pianeti non comunicanti…adesso si moltiplicano le occasioni di scambio, di incontro e di confronto.

Da JOBSOUL, il portale di placement per i neolaureati che promuove stage e tirocini, ai CAREER DAY e JOB MEETING che si svolgono i varie città e università italiane, consentendo l’incontro tra laureati/neolaureandi e le aziende, dai CAMPUS di Orientamento fino agli Sportelli di Orientamento e Tutoring istituiti presso le facoltà…
Piccole gocce nel mare, o meglio dell’oceano del mondo del lavoro, che oltre a promuovere direttamente opportunità di lavoro e formazione, contribuiscono a creare una cultura del lavoro fondata da un lato sulla proattività e l’autodeterminazione dei giovani, dall’altra sulla comprensione delle reali esigenze del mercato del lavoro.

Orientamento, counselling e career coaching sono termini ormai entrati a far parte del linguaggio corrente: sono indicatori di attenzione alla persona, alle sue potenzialità e competenze specifiche, al suo progetto di vita, all’empowerment delle sue risorse e strategie!

Infatti si è ormai compreso che l’ingresso nel mondo del lavoro non può essere affidata al caso nè demandata all’assistenzialismo statale!

E’ necessario conoscere a fondo sè stessi, le proprie attitudini e i propri sogni…e al contempo anche analizzare la realtà socioeconomica presente e prevederne gli sviluppi futuri!

In sintesi, per entrare nel mondo del lavoro bisogna avere le “3 C“:
Consapevolezza di Sè, Comprensione del Contesto e….anche un pizzico di Fattore C!

coachingSpesso non si ha un’idea chiara di cosa si vuole fare nella vita…

Non si è sicuri di quale sia il lavoro più adatto alle proprie caratteristiche, che consenta di realizzarsi e di crescere professionalmente…

Non si valorizzano appieno i propri talenti, le proprie competenze e caratteristiche personali che possono davvero fare la differenza nel lavoro…

Non si conoscono quali sono le strade migliori per raggiungere la meta e si rischia di perdere tempo ed energie inutilmente…

Non si conoscono le strategie migliori per trovare lavoro, o meglio, per farsi trovare dal lavoro!

Spesso, troppo spesso, davanti alle difficoltà ed agli insuccessi ci si scoraggia e si finisce per accontentarsi del lavoro che capita…se tutto va bene!

Ma proprio adesso, in un momento di crisi del mercato del lavoro come questo, serve fare un salto di qualità, utilizzare strumenti nuovi, aprire nuove prospettive!

Proprio in questo momento è quanto mai necessario un supporto, una guida, uno slancio, per raggiungere il tuo obiettivo con chiarezza, determinazione ed efficacia!

Proprio a questo serve il coaching per trovare un nuovo lavoro!

Cosa significa esattamente coaching?

Il Coach (che in inglese vuol dire carrozza) è un mezzo che trasporta la persona, guidandola fino alla meta, all’obiettivo desiderato.

Lo scopo di un Coach per il Lavoro è quello di aiutare chi vuole trovare o cambiare lavoro a:

  • scoprire le proprie potenzialità e definire il proprio profilo di competenze
  • stabilire con chiarezza i propri obiettivi professionali,
  • definire un piano di azione efficace per raggiungerli
  • essere motivato e perseverante nel percorso fino alla meta
  • mettere in campo le migliori strategie di ricerca
  • redigere Curriculum vitae e lettera di presentazione
  • prepararsi ai Colloqui di Lavoro

colloquio lavoroPuoi rispondere a questa domanda  facendo degli esempi di come, dopo il comprensibile panico iniziale, sei riuscito ad organizzarti in modo efficace, mettendoti sotto a lavorare, magari anche delegando delle attività o chiedendo aiuto ai colleghi, cercando sempre di mantenere costante il livello di qualità della tua performance-

E se non hai degli esempi? in questo caso il consiglio è di cercare comunque un episodio di vita personale in cui ti sei trovato a reagire positivamente sotto stress e di rispettare tempi (fosse anche riuscire a prendere un aereo raggiungendo l’aeroporto in tempi record!). Infatti il selezionatore sa bene che le competenze sono trasversali, ossia applicabili in contesti diversi, siano essi personali o lavorativi.

organizzazione-eventiDopo aver descritto i 3 profili professionali afferenti l’attività dell’organizzazione eventi, ci focalizziamo sull’agenzia che organizza gli eventi.

Prendendo spunto dall’intervista di un organizzatore eventi pubblicata sul sito Affari Propri, parliamo delle caratteristiche che deve avere chi vuole avviare un attività imprenditoriale in questo settore.

L’organizzatore eventi ha un’intelligenza emotiva particolarmente sviluppata, capace com’è di capire le emozioni degli altri e di suscitare e comunicare specifiche sensazioni.

Inoltre deve essere capace di ascoltare le esigenze del cliente e di negoziare con lui per implementare il progetto, utilizzando con flessibilità e adattabilità le sue doti creative.

Per scegliere la location più adeguata per l’evento, l’organizzatore parte sempre dalla tipologia dell’evento stesso, dalle preferenze del cliente, oltre che dalle esigenze di budget. Si può trattare quindi di un luogo lontano ed esotico oppure più tradizionale e pratico. Negli ultimi anni va molto di moda ricorrere a location postmoderne come fabbriche dismesse, aree recuperate da progetti di riconversione architettonica, piazze all’aperto e parcheggi.

Alla scelta della location è legata anche la promozione della propria attività di organizzatore d’eventi. La richiesta alle amministrazioni pubbliche di tutti i permessi necessari a realizzare un evento pubblico, ad esempio, permette di farsi conoscere e far scattare il meccanismo del passaparola che in questa professione continua a rivelarsi importante. Infatti se tutto andrà per il verso giusto la pubblicità agli amici che hanno intenzione di realizzare degli eventi simili è assicurata. Si confermano strumenti utili per promuovere l’attività di organizzatore d’eventi un sito internet, dove è opportuno inserire progressivamente lo storico di tutti gli eventi realizzati, e gli annunci sui giornali, meglio se su testate della zona dove si intende avviare l’attività. Da non dimenticare, infine, che affissioni e volantini che pubblicizzano un evento e riportano il nome della società organizzatrice continuano a rappresentare uno dei modi migliori per promuovere la propria professione.

Se è vero che le conoscenze politiche a livello locale favoriscono la partecipazione ai bandi pubblici, è altrettanto vero che questo non basta! A medio e lungo termine è fondamentale fornire un servizio di qualità e per fare questo bisogna collaborare con professionisti esperti ed appassionati di cultura in tutte le sue variegate forme.

Come forma societaria sembra essere preferibile quella della cooperativa senza scopo di lucro in quanto favorisce l’accesso a finanziamenti pubblici, a una maggiore benevolenza da parte degli sponsor e a una collaborazione più disponibile da parte di operatori culturali.

La retribuzione dell’organizzatore dipende dai proventi stessi delle iniziative culturali. I compensi derivano dal successo della manifestazione, dalla capacità di reperire finanziamenti e sponsor e di razionalizzare le spese. Ecco quindi che una gestione precisa e realistica del budget diventa fondamentale.

Tratto da: Affari propri

aifNon avrai mai una seconda occasione per fare una buona prima impressione!”

Questo il titolo ufficiale del Workshop, promosso dall’Associazione Italiana Formatori, Gruppo Junior, che si terrà il 16 febbraio a Roma, presso la Facoltà di Psicologia 2, Aula XIV, Via dei Marsi 78, dalle ore 17.30 alle 20!

Condotto dalla sottoscritta, Mariangela Tripaldi, Psicologa del Lavoro & Coach, e dalla collega Noemi Servizio, Responsabile AIF JUNIOR, il workshop ha l’obiettivo di apprendere come valorizzare al meglio sul Curriculum le proprie esperienze e competenze, professionali e non!

Quali sono le parti essenziali del CV?

Quali informazioni è bene inserire e quali no?

Quali sono gli errori principali da evitare?

Destinatari di questo incontro sono sia i giovani che ancora devono entrare nel mondo del lavoro, sia tutti coloro che vorrebbero cercare di dare più smalto e risalto alle conoscenze acquisite nel corso del tempo!

PORTA IL TUO CV! Al termine del Workshop ne selezioneremo alcuni e daremo dei consigli su come migliorarli!

bandiera-europa1

OGGI 15 FEBBRAIO SCADE L’INVIO DELLA CANDIDATURA ONLINE E CARTACEA!

AFFRETTATEVI!!!

TRA I COMMENTI POTETE TROVARE ALTRE RISPOSTE ALLE DOMANDE PIù COMUNI!

Dal 1 dicembre scorso fino al 15 febbraio 2010 sono aperte le candidature alla Commissione Europea di Bruxelles per 600 stages o meglio traineeships, di cui 550 nell’amministrazione e 50 nell’interpretariato.

Questo il link per candidarsi http://ec.europa.eu/stages/index_en.htm

Gli stage durano cinque mesi e non sono prorogabili; alla fine la Commissione rilascia un attestato di frequenza.

Ogni stagista percepisce un rimborso spese di circa 1050 euro al mese, a cui si vanno ad aggiungere altri due benefit: la possibilità di utilizzare la mensa a prezzo agevolato e un rimborso spese per il viaggio di andata e ritorno (non per i viaggi intermedi).

Per fortuna in Europa non si fa lavorare la gente senza pagarla, come commenta la direttrice del progetto alla domanda sul rimborso posta da Eleonora Valtolina della Repubblica degli stagisti!

Quindi, visto che si tratta di un’interessante opportunità, quali sono i requisiti per candidarsi?

  • essere cittadini di uno dei Paesi membri dell’Unione europea (o candidati a diventarlo)
  • avere almeno una laurea triennale
  • parlare fluentemente almeno una delle tre lingue utilizzate per i lavori della Commissione (inglese, francese e tedesco)
  • non aver svolto già un’esperienza retribuita in un’istituzione europea

L’ufficio stage della Commissione assicura che a tutti i partecipanti verrà data via email entro la metà di luglio una risposta, sia positiva sia negativa, e che poi i selezionati riceveranno tramite posta anche la documentazione cartacea per l’avvio dello stage, prevista per Ottobre 2010.

Fonte: http://www.repubblicadeglistagisti.it/article/seicento-stage-da-mille-euro-al-mese-alla-commissione-europea

curriculumLa maggior parte dei cv che mi arrivano per una valutazione dell’efficacia risultano un elenco cronologico di tutte le attività professionali, lavoretti e hobbies! In questo modo il curriculum sembra più sostanzioso ma in pratica è…scusate il termine…un “minestrone” di informazioni che è difficile mettere in ordine!

Invece il CV deve essere essenziale e mirato per essere davvero efficace!

Di solito chi scrive il cv vuole inserire tutte le sue esperienze per far capire a chi legge l’impegno, l’attivismo…oppure semplicemente per riempire i cosiddetti “buchi” del curriculum, ossia quei periodi della vita in cui non si è lavorato!

Come ho scritto nella guida, che potete scaricare gratuitamente a questo link, quando si scrive bisogna sempre pensare a chi legge!

Ti devi chiedere: “Il selezionatore cosa cerca in me? Quali mie competenze gli servono? Quali esperienze sono interessanti per lui?”

Se valutando attentamente il nostro percorso ci accorgiamo che abbiamo poche o nessuna esperienza in linea (analoga o almeno con alcuni elementi in comune) con la posizione per cui ci stiamo proponendo…è preferibile evitare di inviare il cv a vuoto!

Se invece tra tutte le esperienze che non hanno poco o nulla a che fare con quel lavoro, ce n’è almeno una o più  in linea, allora è su quella/e che dobbiamo puntare, evitando che siano soffocate dal resto!

Quindi è importante sintetizzare o addirittura eliminare quelle non coerenti e far risaltare, anche graficamente, le altre!

Vuoi avere una valutazione gratuita del tuo curriculum? puoi contattarmi compilando il form a questa pagina: CHIEDI UNA CONSULENZA GRATUITA

scenario globaleMi sembra interessante all’inizio di questo anno così cruciale per l’economia e per il lavoro leggere le analisi fornite da fonti attendibili come IlSole24ore in merito allo scenario economico, alle previsioni di crescita, alle prospettive di ripresa del mercato del lavoro non solo a livello nazionale ma anche internazionale vista la forte interdipendenza di tutti i paesi a livello globale.

Ritengo infatti che conoscere e comprendere il contesto allargato in cui ci muoviamo ci aiuti ad avere una prospettiva più ampia e completa della nostra posizione e delle possibilità di azione all’interno di esso.

Dal tredicesimo Global Ceo Survey, elaborato da PricewaterhouseCooper (PwC) e presentato alla vigilia dell’apertura del World Economic Forum di Davos. Risulta che oltre l’80% dei Direttori Generali intervistati ha fiducia in una ripresa economica nei prossimi mesi. Il 40% indica anche di voler assumere nella prossima fase.
Tra di essi fanno la parte da leone i manager dell’area Asia-Pacifico e del Brasile.
Per quel che riguarda la sola Italia, il 95% degli intervistati ritiene che vi sarà crescita nei prossimi tre anni ed il 63% indica una crescita nel breve periodo. Il 30% dei Direttori italiani intende ampliare gli organici nel corso del 2010.

Nel complesso la visione dei CEO intervistati è molto meno pessimista rispetto a quella di un anno fa, anche se una certa prudenza rimane, per il timore di una ricaduta dell’economia.

FMI, il  Fondo Monetario Internazionale prevede una ripresa economica globale «più forte del previsto» tanto che viene alzata la previsione sul Pil mondiale 2010 dal +3,1% (stima formulata lo scorso mese di ottobre) a +3,9%. Una ripresa destinata a proseguire anche nel 2011 con un +4,3% .

Ma la ripresa non è uniforme, spiega il Fondo, e crescono le divergenze tra economie sviluppate, destinate a tassi di crescita più modesta (nel 2010 del 2,1% e nel 2011 del 2,4%), e le economie emergenti, le nuove locomotive del pianeta: 6% nel 2010 e 6,3% nel 2011.

Nella sola Europa il PIL salirà dell’1% nel 2010 , e dell’1,6% nel 2011. L’Italia si trova in linea con la media Europea.

Tra i paesi europei quelli che registreranno un maggiore tasso di crescita saranno la Germania, la Francia e la Gran Bretagna, mentre la Spagna sarà il fanalino di coda.

Per quanto riguarda la disoccupazione il 2009 è stato un anno record: il numero dei senza lavoro è salito a quasi 212 milioni, 34 milioni in più rispetto al 2007, prima dello scoppio della crisi, con un incremento di oltre 10 milioni tra i giovani.

Nei Paesi sviluppati e nella Ue il tasso di disoccupazione è salito all’8,4% nel 2009 dal 6% del 2008 e dal 5,7% del 2007.

Nel suo insieme l’area Ocse rappresenta il 40% dell’aumento della disoccupazione globale, pur rappresentando meno del 16% della forza lavoro.

Sulla base delle stime economiche dell’Fmi, l’ILO (Organizzazione Internazionale del Lavoro) stima che la disoccupazione probabilmente resterà elevata per tutto il 2010, continando a scontare la crisi economica del 2009. La ripresa dell’occupazione avverrà quindi con un certo ritardo sintetico.

Secondo Somavia, Direttore Generale dell’ILO, è importante favorire una ripresa dell’economia insieme a quella del lavoro. Considerando che ogni anno 45 milioni di giovani entrano nel mercato del lavoro a livello globale, le misure di ripresa devono essere mirate a loro».

avanti_c_postoDal 26 al 28 gennaio scorso si è svolto a Roma la Conferenza Regionale sul Lavoro “Avanti c’è posto di lavoro”, promosso dall’Assessorato del Lavoro della Regione Lazio con il supporto di BIC e Sviluppo Lazio. Nella 3 giorni si sono confrontati esponenti degli enti locali, dei sindacati, degli enti di ricerca sull’occupazione come l’ISFOL, rappresentati delle Università e dei Centri di Formazione.

L’obiettivo era quello di tracciare un bilancio degli interventi per il lavoro e l’occupazione realizzati dalla Regione Lazio in cinque anni, ma anche l’occasione per lanciare un appello alle parti sociali su politiche e azioni per il futuro, contro la crisi!

Sono stati trattati temi come la situazione del precariato, il welfare, le politiche del reddito, i servizi di promozione del lavoro, le pari opportunità, il ruolo degli immigrati, il ruolo dell’impresa nello svluppo del territorio.

A conclusione della tre giorni di Conferenza, si è svolto anche l’evento ‘Know Future Festival-Conosci il tuo futuro‘ alla Casa del Cinema, un evento dedicato ai giovani, con l’obiettivo di fornire informazioni sulle opportunità per realizzare concretamente i loro sogni e la loro creatività.

Entriamo ora nello specifico delle varie giornate: ho selezionato le informazioni più utili ed interessanti emerse dal convegno.

Per quanto riguarda il precariato, secondo l’Istat “i ‘lavoratori atipici’ nel Lazio sono 250 mila, nella maggior parte (68%) hanno meno di 34 anni”

Per rispondere almeno in parte a questa situazione, la Regione Lazio ha approvato un progetto per la stabilizzazione dei precari: le aziende che intendono assumere lavoratori precari, interni e non, è stato previsto un incentivo di 2 mila euro per i corsi di formazione dei lavoratori, e un’altra agevolazione successiva al momento dell’assunzione. I precari otterranno 600 euro al mese per sei mesi come rimborso spese per il periodo del corso.

A coloro che intendono avviare un’attività in proprio viene destinato un contributo di 30 mila euro, se il lavoratore è da solo 60mila se sono in due e 100mila se sono in tre. Gli incentivi saranno accessibili a tutte le imprese e lavoratori, senza limiti di età, fino all’esaurimento del finanziamento”.

Nel corso della tavola rotonda si è parlato anche di possibili soluzioni alle difficoltà dei giovani di inserirsi nel mercato del lavoro. Per il responsabile scientifico di Soul (Sistema Orientamento Università Lavoro) “E’ necessaria una grande alleanza, una rete tra istituzioni, università, e forze sociali per realizzare un sistema che sappia non solo introdurre giovani nel posto di lavoro, ma capace anche di dare stabilità sociale. E quindi valorizzare il patrimonio di conoscenze che i giovani acquisiscono con lo studio”.

Per quanto riguarda il sistema del welfare, il Lazio in questi anni ha rappresentato una sorta “di ‘laboratorio’ costruendo una rete-sistema tra gli attuatori delle politiche attive, gli erogatori di politiche passive e i servizi per l’impiego.

Negli altri paesi europei, ha spiegato il segretario del Consiglio nazionale dei consulenti del lavoro, sono in vigore sussidi di disoccupazione di tipo assicurativo, ma accanto a questi vi sono quasi sempre schemi di assistenza sociale, da non confondere con l’assistenzialismo, per quanti non si qualificano per il sostegno del primo. Quest’ultima è rivolta a quei lavoratori che non riescono (a causa della discontinuità lavorativa e dei bassi salari) a soddisfare i requisiti per lo schema di primo livello.

Attualmente nel Lazio ci sono circa 100.000 persone che godono di ammortizzatori sociali. L’accordo firmato dalle parti sociali e dalla Regione Lazio per cercare di realizzare le azioni possibili contro la crisi nel breve medio termine ha funzionato bene, visto che, da più parti, si è detto che il Lazio ha reagito meglio di altre regioni alla crisi”.

FONTE: http://www.regione.lazio.it/web2/main/sala_stampa/index.php