Come posso trovare la mia strada?

Posted on Pubblicato in Coaching, Competenze professionali, Inventarsi un lavoro

trovare la stradaMolte persone che si sentono infelici e insoddisfatte della propria situazione lavorativa restano spesso bloccate perché non riescono a trovare una strada alternativa. Pur consapevoli dell’importanza di definire un obiettivo chiaro e specifico, come insegnano tutti i libri ed i siti di crescita personale, letteralmente non sanno da che parte cominciare!

Magari sanno bene ciò che NON vogliono, ma non cosa vogliono. Si sentono prigionieri di un lavoro stretto e soffocante, ma non vedono la porta da cui uscire. Oppure vedono molte porte ma non si decidono ad aprirne alcuna perché nessuna sembra distinguersi nettamente dalle altre oppure perché hanno paura dell’ignoto che c’è dall’altra parte. E quindi temendo un pericolo che non conoscono, preferiscono rimanere dove sono, e questo sì, può rivelarsi davvero pericoloso, soprattutto nel lungo termine!

Il paradosso di questa situazione (spesso scelta inconsapevolmente) è evidente, ma come fare ad uscirne?

Se non si ha una meta verso la quale dirigersi, o si resta fermi, oppure si inizia a muoversi a caso, a zig zag, sprecando tempo ed energie!

 

Da dove partire quindi?

La soluzione più comune in queste situazioni di stallo è quella di rivolgere lo sguardo verso l’esterno, chiedendo consigli a parenti ed amici, oppure cercando informazioni sui trend del momento, sulle professioni più richieste oppure sui business più promettenti…

Per quanto questa strategia sia preferibile al blocco totale, perché fornisce spunti e stimoli interessanti, essa presenta due grossi limiti:

  1. genera confusione a fronte di dati spesso parziali, mutevoli e discordanti tra loro
  2. porta alla scelta di una strada che non è la nostra, che non ci appartiene e che quindi rischia di non essere adatta alle nostre caratteristiche e non sostenibile nel tempo.

Così, scegliendo di percorrere la strada che sembra più breve e più comoda, rischiamo in realtà di allungare e complicare il nostro percorso di ricerca!

 

Quando impostiamo il navigatore satellitare affinché ci conduca verso la nostra destinazione, qual è la prima operazione che compie il software?

Ci localizza: attraverso l’incrocio di più dati riconosce la nostra posizione di partenza e da quella calcola il percorso migliore da compiere. Finché il satellite  non ci trova, è inutile pure che ci mettiamo in moto perché procederemmo a caso…ed inoltre il satellite farebbe ancora più fatica a localizzarci visto che nel frattempo ci stiamo muovendo!

Analogamente dobbiamo fare anche noi quando abbiamo l’obiettivo… di trovare il nostro obiettivo, di individuare il lavoro giusto per noi o di inventarcelo, creando una nostra attività:

  • Rivolgere la nostra attenzione per prima cosa dentro di noi, ricercando le risposte al nostro interno piuttosto che all’esterno;
  • Ripercorrere le tappe del percorso fatto fino a quel momento, le scelte che abbiamo fatto e le loro motivazioni, i risultati raggiunti e quelli mancati;
  • Riconoscere chi siamo stati e chi siamo adesso, ritrovando la nostra identità personale oltre che professionale;
  • Riscoprire i nostri valori, ciò che è conta davvero per noi, ciò che ci interessa e ci appassiona;
  • Rivalutare ciò che sappiamo e che sappiamo fare, le nostre capacità, competenze e potenzialità.

 

Sicuramente si tratta di un percorso impegnativo, ma ne vale sicuramente la pena: per fare una scelta consapevole dobbiamo prima sviluppare consapevolezza di noi stessi!

Può essere che l’illuminazione arrivi improvvisa, ma è più probabile che sia progressiva, che si sviluppi con una scoperta dopo l’altra. Può essere che riusciamo a compiere il tragitto da soli o che abbiamo bisogno di un supporto e di una guida . L’importante è metterci in un atteggiamento di ricerca e di fiducia.

Concludo con le parole di Osho: “Ognuno ha il proprio scopo, è vero, ma trovare quale sia il tuo è impossibile se non hai trovato prima te stesso. E nel momento in cui troverai te stesso, troverai simultaneamente anche il tuo scopo. Quindi non c’è bisogno di preoccuparsi dello scopo. Tutta quanta l’attenzione dovrebbe essere focalizzata sul conoscere te stesso.”

Buona ricerca!

11 thoughts

  1. Cara Mariangela
    leggo sempre con molto piacere i tuoi articoli pieni di ottimi consigli e spunti per trovare la propria strada; per ri-conoscere le proprie passioni, valori, modi di porsi e relazionare…quelle vere e profonde che diventano chiare solo guardando e cercando dentro di se con coraggio ed umiltà. Da qualche anno sono su questa strada: ora mi è chiaro qual’è la mia passione e sto man mano facendo di questa il mio lavoro e la gioia che ciò mi da è enorme!
    Ti ringrazio e mi complimento con te per la passione :-), la competenza e la chiarezza con cui scrivi e condividi le tue conoscenze!
    Un abbraccio

  2. Cara Nelly,
    ti ringrazio molto per le tue parole e per la tua testimonianza!
    E’ proprio così, c’è bisogno di coraggio e di umiltà per scoprire la propria strada e per seguirla! Immergerci sempre di più nella nostra passione a sua volta ci fa scoprire sempre di più noi stessi, in un circolo vizioso di autoconsapevolezza!

    Un caro saluto

  3. Riporto qui anche la testimonianza di Veronica che mi ha scritto via mail: “c’è un’età, quella matura, quando ci si sente ricchi delle tante belle cose che abbiamo costruito in noi, gradino su gradino, un età in cui abbiamo tutto: forza, voglia di dare al mondo del nostro, eppure stiamo lì, inebetiti, alzando le spalle davanti alla strada che già sappiamo nostra, senza agire, senza buttarci, trovando ancora scuse per non seguirla…”

  4. Qualcuno direbbe che è troppo facile delegare a spiritualità, guru di fiolosofie orientali anni’60, comuni stile Scientology la ricerca di sè stessi.
    Discorsi marziani? Forse no per chi ci crede o che ci vuole credere.
    Confesso tutti i miei limiti e rispetto chi ha trovato se stesso o ha chiaro il proprio obiettivo atraverso astrologia evolutiva, cartomanzia, tarocchi intuitivi, yoga e meditazione trascendentale, guardiani di luce.
    Vedete cose che io non potrò mai vedere. Per questo vi invidio.
    Sinceramente.

  5. Gentile Mariangela,buonasera
    leggo i tuoi pensieri con infinita riverenza e piacere: parli di “felicità” o almeno questo mi sembra di capire. Tema spinoso, strada disseminata di “bande chiodate”; in quest’ultima poi tenti di tracciare un’itinerario. Indichi una via accidentata :la conoscenza di se stessi! Non è più semplice essere felici della strada che si percorre per arrivare a tale ardua meta ?

  6. Mmm bel problema, a parte fare il commerciale porta a porta le porte non sono molte in un paese dove il mondo del lavoro è aperto solo tramite amici di amici e chi non ha contatti in questo sistema praticamente mafioso non ha speranze.
    Per quanto ci sia la volontà di cambiamento ci sono troppe porte chiuse.

  7. Ciao Leonardo,
    un vecchio detto si dice: quando si chiude una porta si apre un portone.
    Sarà vero oppure è solo una bella illusione? dipende da ciò che credi, o meglio da ciò in cui vuoi credere!
    “Le porte non ci sono…il lavoro è aperto solo ad amici, il sistema…”: tutte queste parole che hai utilizzato nel tuo breve commento fanno intendere chiaramente che per te il problema è là fuori, non dipende da te ma da altri che decidono per te e di cui tu non hai il controllo.
    Se è così allora tocca solo rassegnarci…o continuare a sbattare la testa contro le porte altrui…!!!
    E se non fosse così? se il problema, se la porta chiusa fosse nella nostra testa che vede solo una parte della realtà e che non si rende conto di quanto la stia influenzando? Discorso da MATRIX^? forse…

  8. Ciao Mariangela.

    Ho letto il tuo articolo e concordo. Nel caso mio e di quelli come me che hanno già una certa età, sebbene ancora perfettamente operativi, il problema tuttavia è il fattore tempo. Se poi ci aggiungi un paio di scelte sbagliate che ti hanno deluso e magari ti hanno messo in ginocchio finanziariamente, la questione diventa assai “spessa”.
    Per ora ho trovato che la collaborazione con aziende dove puoi svolgere il tuo lavoro secondo le tue competenze, anche se non retribuita con salario, permette di mantenersi in attività e di non abbattersi. Un secondo lavoro… per portare a casa il “quotidiano”, e nel frattempo tenere gli occhi aperti.
    Ora le cose stanno così, almeno per me.

  9. Ciao Nicola, è vero, purtroppo le scelte “sbagliate” e le delusioni tendono a frenare il processo di ricerca della propria strada, anzichè fornire uno stimolo ad andare più a fondo, facendo tesoro delle lezioni apprese.
    L’importante infatti è non restare fermi, o meglio, dedicare del tempo per “localizzarsi”, per poi seguire il nostro navigatore fino alla meta…
    La soluzione che tu hai trovato ti consente di mantenere un piede diretto verso ciò che ti piace e per cui hai competenza ed un altro che punta su ciò che è concreto.
    Contnuando a tenere sempre gli occhi aperti, un’opportunità, una strada o anche pure una stradina si paleserà….!

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